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L'Italia repubblicana

Gli anni costituenti

Dopo la fine della guerra si cominciò a mettere in discussione la forma di Stato. Il re Vittorio Emanuele III abdicò in favore del figlio Umberto II, tuttavia il 2 giugno del 1946 un referendum istituzionale sancì la nascita della Repubblica Italiana; in contemporanea vennero eletti i delegati ad un'Assemblea Costituente, col compito di redigere una nuova Costituzione. Per la prima volta nella storia italiana, anche le donne ebbero il diritto al voto.

Il 1º luglio Enrico De Nicola venne nominato primo Presidente della Repubblica Italiana. Il 25 giugno 1946 cominciarono ufficialmente i lavori dell'Assemblea Costituente con Giuseppe Saragat alla presidenza; la nuova costituzione repubblicana entrò in vigore il 1º gennaio 1948.

In quegli anni l'Italia opera le scelte decisive che avrebbero determinato il proprio destino: guidata da Alcide De Gasperi, che presiedeva un governo di unità nazionale composto dai tre partiti antifascisti. Questa collocazione tuttavia accese una competizione politica tra i due maggiori partiti, la DC e il PCI.

Prima repubblica - Gli anni del centrismo e della ricostruzione

Dopo che il 31 maggio 1947 era caduto il terzo governo De Gasperi per la fuoriuscita di socialisti e comunisti, cominciò una lunga fase di governo detta "centrismo", perché dominata da partiti collocati esclusivamente nell'area di centro. L'Italia diventò un grande cantiere, anche grazie agli aiuti del Piano Marshall offerti dagli USA, che contribuirono a rilanciare l'economia.

In vista delle elezioni del 1948 crebbero delle tensioni tra le sinistre, che trovarono il loro principale rappresentante nella DC di De Gasperi. La tensione raggiunse livelli assai acuti. L'intervento del leader nazionale del PCI, Togliatti, contribuì a rasserenare la situazione. In occasione di un attentato a Togliatti il 14 luglio 1948, vi furono manifestazioni in molte città italiane, che reclamavano la destituzione del governo De Gasperi.

Nel 1949, su impulso degli Stati Uniti, l'Italia fu fra i primi firmatari del Patto Atlantico e membro fondatore della NATO, un'alleanza fra diversi stati dell'Europa occidentale oltre al Canada e agli Stati Uniti, contrapposta al blocco sovietico: una decisione che scatenò nuovamente le proteste delle sinistre nelle piazze italiane.

Accanto alle agitazioni politiche l'Italia si stava comunque ricostruendo. Tra gli atti di rilievo della stagione centrista ci fu l'attuazione di un riassetto fiscale, e l'istituzione della Cassa del Mezzogiorno per finanziare iniziative industriali tese allo sviluppo economico. La produzione industriale accelerò e comparvero i primi segnali del consumismo.

La tensione politica tra DC e PCI non si attenuava. Alle elezioni del 1953, tuttavia, la DC e le liste ad essa collegate non ottennero la maggioranza assoluta dei voti. Si trattò di una sconfitta che determinò la fine dell'esperienza politica di De Gasperi.

Notevoli sconvolgimenti si produssero anche in seguito alla morte di Stalin nel 1953: la sua figura venne pesantemente ridimensionata pochi anni dopo quando ne fu svelato il volto spietato dal suo successore Krusciov, che ne denunciò i crimini e le atrocità, come le purghe e le deportazioni nei gulag.

Nel 1954 era stato firmato il Memorandum di Londra con il quale il Territorio Libero di Trieste veniva suddiviso in due zone, una assegnata all'Italia e una alla Jugoslavia. Nel 1955 l'Italia venne anche ammessa alle Nazioni Unite.

Il miracolo economico

Tra il ‘58 e il ‘63 l'economia italiana, ma anche la società e le famiglie, subirono una radicale trasformazione: da paese prevalentemente agricolo, l'Italia diventò una delle sette grandi potenze industriali del mondo.

Contribuì alla rapida crescita dell'Italia l'elevata disponibilità di manodopera, dovuta ad un forte flusso migratorio dalle campagne alle città e dal Sud verso il Nord. Questo fenomeno provocò per certi versi un aumento del divario economico tra il Settentrione e il Meridione. Ma contribuì alla crescita anche un fattore esterno, cioè la creazione del Mercato comune europeo (MEC), preceduta dalla creazione nel 1951 della Comunità europea del carbone e dell'acciaio e la creazione della CEE nel 1957, a cui l'Italia aderì immediatamente. Con la creazione del MEC vi fu l'apertura delle frontiere europee ai commerci, col conseguente aumento delle esportazioni e degli scambi commerciali europei.

Se il paese uscì dall'arretratezza in cui versava, non mancarono però gli aspetti negativi legati al "miracolo economico", come una crescita tumultuosa dei centri urbani.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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