Che materia stai cercando?

Linguistica tedesca Appunti scolastici Premium

Appunti di fonologia, fonetica e morfologia basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Scuderi dell’università degli Studi di Catania - Unict, Facoltà di Lingue e letterature straniere, Corso di laurea magistrale in lingue e culture europee e extraeuropee. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Linguistica tedesca docente Prof. V. Scuderi

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Le sillabe che finiscono in vocale sono dette aperte, quelle in consonante chiuse.

V A-tem CV ma-chen VC po-et CVC tot VCC End-zeit CVCC Baum

Esiste inoltre una scala di sonorità che non considera i singoli suoni, bensì le classi di suoni.

Ostruenti sorde→ ostruenti sonore→ nasali→ liquide→ vocali.

11. Accento

È la prominenza relativa di una vocale rispetto ad un’altra, dovuta ad una maggiore intensità, durata ed anche frequenza

acustica nel processo articolatorio. È una caratteristica relazionale dell’intera sillaba. La prominenza di una sillaba

rispetto ad un’altra può essere analizzata in due ambiti diversi: la parola e la frase.

All’interno della parola, la comparazione può essere rappresentata con gli alberi prosodici. Alla più forte viene

assegnata S e alla più debole W.

Win(S) ter(W) Mor(S) gen(W)

Tra Win e mor la più forte tra le due risulta Win per cui abbiamo una struttura con un accento principale (Win-) e uno

secondario (mor-)

12. Il rapporto tra suono e grafema

Nella lingua ideale ogni grafema corrisponde ad un solo suono e viceversa. Vi sono casi però in cui a più suoni

corrisponde un grafema e casi in cui ad unico grafema corrispondono più suoni ad esempio [b] e [p] segnati entrambi

con <b> come in Lobes o Lob. Oppure <s> <ss> <ß> segnano la [s] come in las, lassen, ließ.

L’ortografia tedesca non ha, inoltre, un modo univoco per segnare la lunghezza vocalica. Ci sono 4 procedimenti per

trascrivere una vocale lunga:

1) Vocale semplice -Benzin [i:], edel [e:], hören [ø:], Mädchen [ɛ:]

2) Vocale + h – ihm [i:] Ehre [e:] zäh [ɛ:] stöhnen [ø:]

3) Vocale doppia – See [e:] Saal [ɑ:] Boot [o]

4) Vocale+ e- Miete [i:]

La grafia dei dittonghi:

[aʊ] presenta una grafia unica come Baum, Auge.

[aɪ] ha due grafie distinte, talvolta <ai> come in Laie, Kaiser e quasi sempre in <ei> come in Bein, dein, fein, kein.

[ɔɪ] presenta anche lui due grafie <eu> come neu, deutsch, Freund e <äu> come in Käufer, Bräune.

13. I principi ortografici

Le apparenti incongruenze della grafia tedesca sono il risultato del conflitto tra i principi ortografici diversi. I più

importanti sono:

a. FONETICO – impone di rispettare la pronuncia della parola. Esiste un rapporto biunivoco tra suono e grafema

[l] e <l>

b. FONOLOGICO – porta a rispettare l’unitarietà di un fonema anche quando questo presenta allofoni diversi§:

si scrive <d> e [d] per Länder e [t] in Land.

c. MORFOLOGICO – comporta il rispetto dell’identità di una parola pur nelle sue varianti di pronuncia. Il

mantenimento di una stessa grafia facilita il riconoscimento di una determinata forma come appartenente alla

rosa delle varianti di una stessa parola. Il plurale Länder è pronunciato con una e aperta [ɛ] che però viene

trascritta con <ä> proprio per evidenziare il collegamento con la forma singolare Land.

d. STORICO-ETIMOLOGICO – tiene in considerazione la storia di una parola

e. GRAMMATICALE – evidenza la struttura sintattico-grammaticale di un testo, ad esempio in tedesco si usano

le maiuscole per evidenziare i sostantivi.

f. ESTETICO – suggerisce di rispettare il senso estetico evitando grafie brutte o confuse.

14. L’ortografia tedesca e la riforma.

Il tedesco è una lingua che si scrive da 1200 anni.

Nel 1876 si ha una prima grande conferenza per regolare l’ortografia, pochi anni dopo esce il dizionario ortografico di

Konrad Duden che trova subito larga accettazione.

Nel 1901 si ha la seconda conferenza basata sul Duden e i risultati vengono pubblicati nel 1902, accettati ufficialmente

da Germania, Austria e Svizzera.

Nel 1998 la nuova ortografia è entrata nelle scuole e nel 1999 numerosi organi di stampa si sono adeguati alle nuove

convenzioni. Si tratta di una riforma che in realtà porta solo piccoli cambiamenti all’ortografia tedesca ma numerosi

scrittori e pubblicisti hanno protestato comunque. I linguisti, invece, tendono a ridimensionare l’importanza

dell’ortografia in genere in quanto la lingua cambia e si evolve sulla base di fattori interni ed influssi esterni.

Dopo ulteriori modifiche, la nuova ortografia è definitivamente entrata in vigore nel 2006. I principali cambiamenti

sono:

a. L’uso del grafema <ß> chiamato Eszet. Dopo vocale lunga o dittongo si scrive <ß>, dopo vocale breve <ss>.

b. Sequenze di grafemi uguali. Tutte e tre le lettere si conservano per evidenziare la struttura morfologica del

composto stesso

c. Raddoppiamento di grafemi consonantici dopo vocale breve as → ass.

d. Grafia della e aperta. La [ɛ] viene trascritta con <ä> per far risaltare la parentela.

15. MORFOLOGIA

La morfologia è lo studio della struttura interna delle parole. Una parola deve soddisfare quattro criteri per essere

considerata tale in senso tecnico.

a. Identità acustica. La parola è contrassegnata da determinate caratteristiche di accento che variano da lista a

lista.

b. Autonomia semantico-funzionale. La parola è un elemento a sé stante, dotato di significato e/o funzione

grammaticale.

c. Stabilità morfologica. La parola è un’unità che nelle sue forme preserva la struttura fondamentale.

d. Mobilità sintattica. La parola è l’elemento più piccolo che può essere spostato o sostituito in una frase.

Le parole vengono suddivise in classi di parole. Una stessa parola può appartenere a più classi differenti. Per una

classificazione delle parti del discorso, tre criteri risultano fondamentali:

a. Morfologico: coniugabile è il verbo; declinabile è il nome, aggettivo, articolo e pronome; invariabili sono

avverbi, preposizioni, congiunzioni e particelle.

b. Numerico: le classi aperte come nome, verbo, aggettivo ed avverbio sono grandi ed espandibili; le classi chiuse

come articolo, pronome, preposizione, congiunzione e particella sono piccole ed ognuna appartiene a ciascuna

classe.

c. Semantico: si divide in classi lessicali e funzionali. Le parole lessicali hanno un significato pieno, quelle

funzionali hanno un significato primariamente grammaticali (pronomi, preposizioni, congiunzioni ecc.)

16. I MORFEMI

Costituiscono le unità minime di una parola. Si dividono in:

a. Morfemi lessicali: hanno significato pieno (Sommerkleidung)

b. Morfemi grammaticali: hanno significato astratto (Wohnung- da wohnen)

c. Morfemi liberi: fungono da parola autonoma e di solito sono lessicali

d. Morfemi legati: possono solo occorrere come parte di una parola autonoma e sono di solito grammaticali.

Uno stesso morfema può avere diverse realizzazioni fonetiche e tale realizzazioni sono chiamate allomorfi.

I morfemi vengono suddivisi in radice, affissi e base.

a. La radice è la parte principale delle parole, l’elemento ultimo che risulta portatore del significato della parola.

Vor-ehe-lich (pre-matrimoni-ale; Ehe ‘matrimonio’).

b. La base è la forma di partenza per i processi di formazione delle parole, può coincidere con la radice ma può

essere anche più ampia della radice stessa.

c. Gli affissi sono morfemi grammaticali che servono alla costruzione delle parole. Si dividono in: prefissi,

suffissi e circonfissi.

17. FLESSIONE E FORMAZIONE DELLA PAROLA

La flessione è il primo procedimento di costruzione della parola, è un procedimento generalizzato e regolare.

Generalizzato perché viene sempre attuato nella grammatica della lingua, regolare perché, conoscendo la base di una

parola, si possono costruire tutte le forme del suo paradigma.

La formazione delle parole ha un carattere facoltativo. Data una base non ci è possibile sapere a priori se esiste una

forma costruita mediante un determinato affisso.

Per la flessione nominale sono rilevanti genere, numero e caso. Il genere è determinato da:

a. Fattori morfologici: sono maschili parole con suffissi -ling, -ant, -iker, -ist, -ismus, -ich, -ig. Sono femminili le

parole con suffissi -ei, -in, -heit, -keit, -schaft. Sono neutre le parole con suffissi -lein, -tum, -chen, -ing, -ment.

b. Fattori fonologici: sono maschili i monossilabi [ʃ]+cons e nasale+cons. Sono femminili quasi tutti i

monosillabi che finiscono in [f] [x] [ҫ] + t finale o parole che finiscono in -e. Sono neutri i monosillabi che

finiscono in -ett.

c. Fattori semantici: è maschile quando il sostantivo si riferisce ad: alcool, rocce e minerali, unità temporali. Sono

femminili quando si riferiscono a: fiori, frutti, alberi e numeri. Sono neutri quando si riferisce a: nomi di

metalli, paesi e luoghi geografici, nomi collettivi.

Per la flessione verbale sono rilevanti la persona, il numero, il tempo, modo e diatesi (attivo e passivo). Le forme

semplici del verbo sono costituire da suffissi che si aggiungono alla radice, quelle complesse da un verbo ausiliare e una

forma non finita.

I paradigmi della flessione nominale e verbale ci mostrano che la flessione può essere marcata anche tramite affissi.

Due sono i procedimenti principali: l’Umlaut (metafonia) e l’Ablaut (apofonia)

L’Umlaut caratterizza numerose forme di plurale ed è una forma di armonia vocalica.

L’Ablaut è la variazione semantica di vocali all’interno dello stesso paradigma. Binden-band-gebunden (i-a-u) /

reiten-ritt-geritten (ei-i-i)

Il morfema zero è costituito da un gruppo di sostantivi che al plurale non presenta alcun suffisso. Tale unità astratta

viene postulata quando ci si accorge che manca qualcosa.

18. DELLE PAROLE: COMPOSIZIONE.

Tre sono i principali procedimenti di formazione delle parole in tedesco: composizione, derivazione e conversione.

La composizione: il composto è una parola costituita da altre parole. Si divide in:

1. Composti occasionali: vengono coniati sulla necessità del momento per poi scomparire. ‘Vatersprache’

2. Composti usuali: da composto occasionale trova menzione sui dizionari e diventa usuale. ‘Muttersprache’

3. Composti determinativi: sussiste una gerarchia tra i due elementi costitutivi, la testa ed il modificatore.

La testa è l’elemento principale, esprime il significato fondamentale ed è portatrice di categorie

grammaticali dell’intero composto: genere e numero. Il moderatore è l’elemento secondario, contiene informazioni

supplementari che specificano in significato espresso dalla testa. In tedesco l’ordine è moderatore+testa: Weinglas.

4. Composti copulativi: non sussiste un rapporto gerarchico tra i due elementi. Süß-sauer (agrodolce)

5. Composti endocentrici: il nucleo semantico coincide con uno dei due elementi del composto

6. Composto esocentrico: ha un punto di riferimento esterno che non coincide con quello dei due componenti, sono

detti anche composti possessivi. In tedesco il secondo componente è sempre un sostantivo, mentre il primo un

sostantivo o un aggettivo. Dummkopf (stupido-testa); Lockenkopf (ricciolo-testa).

I composti possono anche essere suddivisi secondo la rispettiva classe di parole: composti nominali, verbali, aggettivali

e avverbiali. Molti composti hanno come moderatore N, alcuni con A, V, P mentre rari con Avv.

Il tipo di composto più frequente è N+N. ‘Fischfrau’ sirena, nata sotto il segno dei pesci, pescivendola.

Un nutrito gruppo di composti presenta come testa un sostantivo derivato da un verbo transitivo ‘autofahren’ o

intransitivo ‘Schneefallt’.

‘Fugenmorphem’ – il morfema di raccordo.

Nella maggioranza dei composti nominali, i due elementi vengono uniti direttamente. Ciò accade se il primo elemento è

una preposizione “Nachname” o un aggettivo “Tiefgarage”. Solo raramente si ha un raccordo come in Wart-e-saal.

a. Il MDR derivante da un morfema plurale ha il primo elemento singolare “Tortenstück”.

b. Il MDR derivante da un morfema singolare ha il primo elemento plurale “Freundeskreis”. (cerchia di amici)

c. Il MDR derivante da un morfema genitivo maschile (-es) ha il primo elemento femminile “Liebesgott”

d. Uno stesso primo elemento può essere seguito da MDR diversi. Kind-s-kopf / Kind-er-zimmer.

La derivazione: un derivato è costituito da una parola ed un affisso.

I suffissi:

a. Determinano la classe di appartenenza della parola derivata.

b. Modificano la classe di appartenenza della parola.

c. Non sono mai portatori dell’accento principale della parola

d. Sono in genere specifici riguardo alla classe di parole a cui si aggiungono, mentre i prefissi possono aggiugersi

in qualsiasi base.

La conversione: la parola non ha affissi ma il risultato è una ricategorizzazione della base.

a. V→N (la base verbale diventa sostantivo) fall(en)→ Fall.

b. N→V (il sostantivo diventa base verbale) Kleid → kleid(en).

c. A→V (l’aggettivo diventa base verbale) reif → reif(en).

Tra i tipi minori di formazione delle parole vengono menzionati la contaminazione e varie forme di abbreviazione.

La contaminazione è un particolare tipo di composizione in cui almeno una delle due parole coinvolte risulta abbreviata

“Medizyniker” → Mediziner+Zyniker (medico+cinico).


PAGINE

9

PESO

117.93 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in lingue e culture europee e extraeuropee (CATANIA e RAGUSA)
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Julie1402 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica tedesca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Scuderi Vincenza.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea magistrale in lingue e culture europee e extraeuropee (catania e ragusa)

Riassunto esame di filologia germania, prof. Sipione, libro consigliato Runes. An introduction, Elliott
Appunto
Riassunto esame tedesco, docente prof.sa Scuderi, libro consigliato Piccolo viaggio nell'anima tedesca, Vanna vannuccini e Francesca Predazzi
Appunto
Riassunto esame di filologia semitica, prof. Moriggi, libro consigliato: Introduzione alle lingue semitiche, Garbini, Durand
Appunto
Esame di filologia germania; professoressa Concetta Sipione
Appunto