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indipendente.

Verbi a controllo: si tratta di verbi che selezionano come complemento una

subordinata infinitiva prescrivendo che il soggetto implicito dell'infinito

sia coreferente con il soggetto del verbo reggente (verbi a controllo del

soggetto es. “Luigi promette a Giulia di fare la spesa”) o con un altro dei

suoi argomenti (verbi esercitivi es. “Luigi ordina a Giulia di fare la

spesa”).

I paraverbi (ovvero le interiezioni, in generale tutti i lessemi in grado di

costituire assieme ai propri argomenti una frase dotata di forza illocutoria

ma priva di specificazione di persona, tempo, modo) hanno un soggetto a

contenuto lessicale fisso. Possono essere trattati come delle polirematiche.

Es. “Occhio a non cadere!”, “basta gelato!” “niente regalo!”.

Vocaboli dialettali ed etnolinguistica (Lanaia)

L'autore cerca una possibile relazione tra etnolinguistica e lessicografia

dialettale. Per realizzare un vocabolario che sia in grado di descrivere non

solo le “cose” ma anche di esplicitare i sistemi di pensiero o l'interazione

del codive verbale con altri codici (gestuale, prossemico), ovviamente, non

si può attuare un metodo che si limita a una raccolta di nomenclature ma

gli studi devono comprendere anche i sistemi culturali e simbolici. I

dizionari dialettali dell'Ottocento, il cui intento principale era quello di

insegnare agli italiani prevalentemente dialettofoni, non curano molto

questo aspetto.

Una difficoltà riguarda l'ordinamento del materiale lessicale. Alternativa

alla disposizione alfabetica è, per esempio, l'ordinamento concettuale.

Un'altra difficoltà riguarda il trattamento dei dati che provengono da fonti

non omogenee e che sono stati raccolti con metodi e fini diversi da quelli

che oggi ci sembrano più appropriati. La ricerca sul campo si traduce nello

stimolare la memoria degli informatori, soprattutto anziani.

Marche d'uso, etimologia, datazione (Valenti)

La ricerca lessicografica di Piccitto si concentrò in modo prevalente sul

lessico “peculiare” del siciliano, quello rustico e agricolo. Nel suo saggio

“Per un moderno vocabolario siciliano” Piccitto lamentava il carattere

normativo dei vocabolari siciliani, destinati ad inculcare un determinato

uso linguistico e notava che in essi mancava la parte più umile del lessico,

che prevaleva quasi esclusivamente il dialetto delle grandi città e quello

letterario e che facevano la loro comparsa ingiustificate voci italiane,

volutamente introdotte nella speranza di farle giungere per tale via anche


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DETTAGLI
Esame: Linguistica
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in lingue straniere per la comunicazione internazionale
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marycav94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Valenti Iride.

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