SCENARI DEL TERZO MILLENNIO
L’osservatorio del Premio Scenario sul giovane teatro
Fondato nel 1987, ruolo centrale nella scoperta e valorizzazione delle nuove generazioni in Italia.
Osservatorio eterogeneo, che si approccia al lavoro senza pregiudizi e preconcetti, aiutando a
creare un clima costruttivo di collaborazione e scambio.
Il Premio Scenario è sostenuto da una serie di imprese teatrali che mettono le proprie risorse a
servizio deigmovani.
Attenzione rivolta a progetti performativi, a scritture nate sulla scena + vocazione inclusiva senza
preclusione di linguaggi o ambiti disciplinari.
Dal 2005 Premio Scenario per Ustica—> impegno civile e memoria
Dal 2006 Premio Scenario per l’Infanzia—> giovani spettatori
Emma Dante: una discesa alla fama iniziata con il premio scenario 2001 (Laura Mariani)
Regista carismatica (erede di Ronconi).
Ha un modo diversificato di considerare la grandezza. Teatro di potenza immaginifica forte.
Compagnia Sud Costa Occidentale (Palermo)
“La Scortecata” 2017 (dalla novella di Giovan Battista Basile)
Due uomini si confrontano sulla scena nei panni di due vecchie sorelle in stato di degrado.
La dimensione è barocca, ma prodotta attraverso una forma paradossale di povertà, grazie agli
interpreti e alla lingua.
Centralità presenza due attori produce due esiti: il primo legato ai significati attuali della favola
antica, il secondo al travestimento.
Il contrasto tra le vecchiezza del personaggio e l’energia degli interpreti diventa cifra linguistica
capace di scogliere tutti i possibili significati nella recitazione e nella presenza.
Protagonismo dei corpi —> si fanno carico del rapporto drammatico tra il ruolo sociale degli abiti
e la dimensione interiore della sessualità
Travestimento—> elemento costitutivo degli spettacoli della Dante.
“Eracle” 2018
Inverte tutti i ruoli, non per proporre un Eracle al femminile. Ma vuole confrontarsi con il tema della
fragilità + gusto per la sovversione delle regole.
E’ a Palermo che Emma Dante trova e costruisce la sua cifra artistica autonoma.
Nel 1999 abbandona la recitazione, non vuole fare l’attrice a vita senza identità propria, torna a
Palermo. A suo dire le prime regie sono disastrose finché inizia a svilupparsi l’embrione della sua
poetica dentro Palermo.
“mPalermu” 2001 —> Vincitore Premio Scenario
Sicilianità: prospettiva di un teatro neopolitico che rafforza il rapporto con la realtà ricreandola non
naturalisticamente.
Sicilia come “isola delle differenze”. Prima differenza: identità sessuale.
Tema dello scontro tra i sessi, che è tragico. Pagina 1 di 18
Il travestimento può manifestare l’aspetto tragicomico e rovesciare i punti di vista.
Femminile tragico: legame tra maternità e morte, entrambe ancorate alla vita.
Autobiografismo: radici materiali e linguistiche. Autobiografico si lega alle cose e alle emozioni
che sono in parte condivise e che in lei hanno generato arte.
Il concepimento dei suoi spettacoli avviene interamente sulla scena.
Presenta lo scontro tra arte e vita.
IL TEATRO CHE RENDE VISIBILE
Indagine sulla realtà e sulle nuove prospettive del politico nelle generazioni del terzo
millennio (Cristina Valenti)
Realtà—> esito del teatro di performance (superamento forma rappresentativa)
—> frutto del postmoderno (gusto antinarrativo della citazione e del frammento)
Scena del terzo millennio è postperformativa. Orizzonte che non nega i fondamenti della
performance, ma li rielabora e contamina alla luce di nuove esigenze.
Diversa esposizione degli elementi di realtà che si esprime attraverso una rinnovata attenzione per
l’organizzazione “narrativa” e interesse per l’efficacia “politica”.
Non si tratta di un movimento, ma di un insieme di artisti che portano avanti autonomamente la
loro ricerca.
Linea tra indagine sulla contemporaneità/ indagine sul linguaggio.
Lehmann: oggi incapacità di pensare la realtà come connotata dal conflitto. Quindi definisce
l’inconsistenza della forma drammatica, che “vive essenzialmente di conflitti”.
Ma ovunque e a ogni livello i fenomeni sociali emergenti spostano gli equilibri consolidati e creano
conflitti (fenomeni migratori, scontri religiosi, conflittualità legata al mercato del lavoro)
Ma oggi all’individuo è sottratto il ruolo di antagonista in un conflitto spersonalizzato.
La crisi della personalizzazione del dramma coincide con la crisi della funzione del personaggio
come ruolo di mediazione fra testo e attore, e corrisponde alla crisi attuale dell’individuo come
agente nel conflitto sociale.
Gli spettacoli che si propongono di indagare la realtà socio-politica contemporanea privilegiano
la forma corale.
Es: Babilonia Teatri. L’unisono del coro è la voce della società riflessa negli strumenti del consenso
e del condizionamento sociale e intellettuale nel quale essa stessa è immersa.
Coro come antipersonaggio.
Sono esperienze che portano avanti una ricerca in chiave postperformativa.
Post—> rapporto di derivazione e affrancamento
Da un lato troviamo confermate le acquisizioni della performance (centralità asse spettatore-
scena, superamento funzione del personaggio, impianto non dialogico), dall’altra assistiamo a una
rinnovata attenzione per l’attore e una tendenza ad una nuova organizzazione narrativa
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—> postperformativo
—> contronarrazioni
—> facsimile di realtà
—> coralità
—> destrutturazione
—> produzione virtuale di immagini
Premio Scenario 2001:
Emma Dante, Compagnia Sud Costa Occidentale “mPalermu”
Rappresentazione simbolica della città + fotografia di una situazione reale
Motivazione della Dante: parlare dell’acqua a Palermo.
Non per denuncia o presa di posizione, ma per parlare di una condizione, che viene allestita sulla
scena attraverso l’introduzione di un oggetto concreto, un bidone.
Indagine sulla contemporaneità.
Conflitto entro le mura domestiche che si proietta nel disagio della città.
Costruzione di un facsimile di realtà sulla scena—> non è la realtà a rappresentarsi sulla scena,
ma è la rappresentazione a costruire una realtà altra, che a sua volta suscita una realtà nella
mente degli spettatori, con l’effetto di far provare disagio, imbarazzo, rigetto.
Drammaturgia non realistica, ma reale, ossia appartenente alla realtà altra della scena.
Narrazione altra della città di Palermo—> inventata per via teatrale sulla scena.
La conflittualità e il disagio interni alla famiglia Corollo sono quelli degli artisti dentro Palermo.
—>Vocazione antinarrativa
—>Contronarrazione: non affidano la materia indagare agli ambiti del teatro di narrazione,
informazione, o reportage, ma a più complesse indagini sul linguaggio che corrispondono al punto
di vista spiazzato e spiazzante dei giovani artisti.
Ricostruzione della realtà dal punto di vista personale dell’artista, che corrisponde sì a una
denuncia di più ampia portata, ma è portatrice di un risentimento personale, di cui le persone della
scena sono portavoce e gli spettatori testimoni.
Premio Scenario 2003: M’Arte - Movimenti D’Arte “Come campi da arare”
Tratto dalla realtà degno sbarchi sulle coste della Sicilia. La realtà non è riprodotta, ma resa
visibile sulla scena.
Scrittura poetica a più voci (tre donne). Parole che tessono una riscrittura poetica di voci tratte
dalla realtà.
Non singole individualità drammatiche, ma un soggetto sociale che elegge lo spettatore a
testimone trasmettendogli un’emozione che può essere tradotta in presa di coscienza.
Segnalazione speciale 2005: Teatro Sotterraneo “11/10 in apnea”
Inaugura con questo spettacolo un percorso di scrittura corale che si radicalizzerà negli spettacoli
successivi come progressiva de-autorialità.
Scomparsa del personaggio come agente drammatico—> passaggio da un’opera di
rappresentazione ad un oggetto di condivisione. Pagina 3 di 18
Il pubblico è chiamato in causa concretamente, diventando cavia dei test sulla contemporaneità
che gli attori agiscono sulla scena in vesti casualmente performative.
Il gioco del teatro è svelato come tale.
Premio Scenario 2007: Babilonia Teatri “made in Italy”
Carrellata iperrealistica dell’Italietta del nord est.
Produzione virtuale di immagini, non riproduzione fotografica.
Paradossale perché non si fa uso delle nuove tecnologie, ma il lavoro si basa sulla concretezza di
una drammaturgia dell’attore, del testo e degli oggetti.
Concretezza degli strumenti scenici in quanto tali, processo del ready made volto alla
denuncia sociale.
Più che fedeltà, riconoscibilità degli oggetti materiali, testuali, dimensione reificata degli attori.
Oggetti riconoscibili dagli spettatori, “enciclopedia condivisa” che è il pop contemporaneo, ma
decontestualizzati sulla scena.
Non sostituiscono né rappresentano realisticamente il dato fenomenico, ma lo utilizzano
producendone e mostrandone la lacerazione, da ricucire nel collage di una realtà altra.
Idea di collage, destrutturazione, decontestualizzazione e assemblaggio.
Allo spettatore non viene offerta una fotografia della realtà, ma una sua ricostruzione illusoria.
—> ambito della “staged photography” “Specchio riflesso”
Fotografia illusoria.
Mondi artificiali attraverso strumenti artigianali col solo obiettivo di fotografarli.
Simulazioni di realtà precedentemente costruite con la tecnica della miniatura o del diorama.
La dimensione anti-rappresentativa, ovvero la sostituzione della rappresentazione con la presenza
di oggetti e persone reali, produce un nuove mimesi iperreale.
La pararealtà sancisce l’impossibilità del realismo, ovvero un approccio evocativo o
celebrativo della realtà, a favore di un’antinarrazione tesa a superare e sovvertire gli
stereotipi mentali e culturali dello spettatore.
Premio Scenario 2009: Codice Ivan “Pink, Me and the Roses”
Non personaggi ma attori tout court, “maschere iper-contemporanee a raccontare il disincanto
doloroso del nostro tempo”, che è soprattutto quello di loro stessi artisti e degli artisti in
genere.
L’oggetto è lo spettacolo stesso e il suo processo creativo.
Premio Scenario 2011: Matteo Latino “Infactory”
Condizione dei trentenni allusa attraverso la metafora di due vitelli a stabulazione fissa prossimi al
macello.
Due monologhi poetici che si richiamano sulla scena senza individuare un destinatario.
Domanda implicita:
Come conquistare l’uscita verso la campagna aperta? —> futuro di libertà e realizzazione
personale. Pagina 4 di 18
Premio Scenario 2013: Fratelli Dalla Via “Mio figlio era come un padre per me”
Con ironia e cinismo affronta la tragica scelta del suicidio.
Il senso di colpa tra le generazioni sembra innescare un processo autodistruttivo che lascia poche
vie di fuga.
Due fratelli architettano l’omicidio dei genitori, ma questi, travolti dalla crisi, hanno già progettato di
farla finita. Il conflitto generazionale non trova soluzione neanche nel progetto parricida dei
due figli.
Uso del dialetto
Vincitore Premio Scenario per Ustica 2013: Collettivo InternoEnki “M.E.D.E.A. Big Oil”
Indagine sulle trivellazioni petrolifere in Basilicata in dialetto lucano reinventato
nO (DANCE FIRST. THINK LATER) “trenofermo a-katzelmacher”
ritratto di una periferia del sud Italia. Treno che non parte, lo straniero arriva a rompere il tempo
immobilizzato dell’attesa
Entrambi lavoro di ensamble assai numerose di attori. Cifra corale—> strategia di funzionamento e
resistenza.
Sanciscono la via postperformativa
Elemento del conflitto (generazionale, economico, sociale), denuncia
Attenzione politica che si sposta sulla questione sociale, “dar voce al disadattamento di persone
più o meno isolate dal mondo, di fronte alla propria solitudine o a una rete sociale ostile o distane”
Premio Scenario 2015: Angela Dematté “Mad in Europe”
Personaggio alla deriva, frammentazione dell’interiorità della donna come metafora della crisi eu
La frammentazione dell’interiorità della donna si da metafora della crisi dell’utopia europea.
Non mette in scena la dissociazione tra Io e Mad, ma un io che è un non-io: non negazione, ma
esplosione, proliferazione di materiali biografici che appartengono a una generazione proiettata
oltre i confini indennitari e geografici della terra e della lingua.
Personaggio coro.
Premio Scenario 2017: The Baby Walk &ld
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