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Riassunto di Linguistica

Libro adottato: LA GRAMMATICA FORMALE di PROVERBIO

L’approccio formale. Avere un approccio formale significa concludere, sulla scorta di Ferdinand de

Saussure, che non esistono categorie universali della grammatica valide per tutte le lingue (linguistica

strutturale, moderna, ≠ approccio nozionale).

L’assunzione fondamentale della linguistica moderna è che la lingua consiste in un sistema di relazioni, nel

quale le parti sono legate da un rapporto di solidarietà e di dipendenza; per meglio dire è un insieme di sistemi

o sottosistemi interrelati (lessicale, morfologico, fonematico…), i cui elementi non hanno alcun valore al di fuori

delle relazioni di equivalenza e di contrasto che esistono fra loro.

Saussure considera la lingua come un “sistema di segni”. Il segno linguistico unisce un concetto e una

immagine acustica. Ossia associa un significato ad un significante. Esempio: segno = tavolo -> significato =

un certo mobile, significante = sequenza suoni t+a+v+o+l+o. Questo viene definito triangolo semiotico o di

significazione.

Il secondo principio della linguistica saussuriana è la dicotomia langue e parole. Langue è il sistema astratto,

mentre le parole sono le singole manifestazioni materiali del sistema.

Un’altra dicotomia saussuriana è quella sincronia e diacronia. La sincronia (XX secolo) descrive il sistema

immediatamente, operando un taglio ad un certo preciso punto del tempo o in un dato stato del sistema; la

diacronia (XIX secolo) è invece lo studio delle trasformazioni di un sistema nel suo svolgersi storico.

Lo studio diacronico comunque è una comparazione obbligata di due o più studi sincronici, possibilmente

rappresentativi di stati della lingua distanti l’uno dall’altro nel tempo, altrimenti c’è il rischio di considerare

cambiamenti diacronici semplici varietà d’uso.

I rapporti che i segni, o le unità linguistiche contraggono fra loro possono essere sintagmatici o paradigmatici.

Il primo si realizza concretamente nel discorso, nella collocazione sequenziale delle unità; il secondo è quello

che non si realizza concretamente ma che esiste fra le unità linguistiche costituenti il sistema.

Esempio: a livello lessicale, la parola fama può entrare in contesti quali praeclara…maiorum; quindi è in

relazione paradigmatica con gloria e virtus, ma è in relazione sintagmatica con praeclara…maiorum.

Quindi nell’ordine paradigmatico una unità linguistica si oppone alle altre con cui “ha qualcosa in comune” ma

che non compaiono perché è già presente in quell’unità (selezione); nell’ordine sintagmatico invece il valore di

una unità linguistica è dovuto al suo rapporto o contrasto con ciò che precede e ciò che segue

(combinazione).

La linguistica strutturale. L’espressione “linguistica strutturale” fu impiegata ad indicare le ricerche

linguistiche, che hanno sottolineato il carattere sistematico della lingua, richiamandosi ai principi esposti da

Saussure. Vi sono quattro grandi raggruppamenti teorici:

1) Il distribuzionalismo. Il distribuzionalismo (America, Bloomfield, 1933) definisce il segno come l’insieme

delle posizioni che occupa nel contesto. Quindi, tutti i segni che hanno la medesima distribuzione formano una

categoria o appartengono alla stessa classe di parole. Esempio: puer librum legit. Al posto di puer, cioè al

posto del nome, possiamo selezionare magister, dominus, etc. (possono apparire nello stesso contesto in

posizione identica).

In concreto: gli enunciati di una certa lingua vengono analizzati e segmentati per parti, raggruppando le parole

che hanno una più stretta relazione sintattica, senza alcun riferimento al significato né dell’intero enunciato né

delle parti di esso.

L’unico criterio per operare la segmentazione è la “prova di commutazione”. I segmenti ottenuti si chiamano

“costituenti immediati” (C.I.). L’analisi dovrà continuare finchè non si raggiungono i costituenti ultimi, non più

segmentabili. Si può anche andare oltre le parole (esempio: scimus -> morfema lessicale = sci; morfema

grammaticale = mus).

Esempio: patres nostros appellatum esse sapientem. Al posto di patrem possiamo avere cives e maiores, al

posto di nostros vestros, al posto di appellatum vocatum e così via. Otteniamo classi distribuzionali.

Il limite dell’analisi in costituenti immediati è nel suo aspetto meccanicistico, da cui consegue una

disattenzione ad ogni problema di significato.

2) Il funzionalismo. I funzionalisti, come Tesnière e Martinet, analizzano gli elementi linguistici sulle basi delle

funzioni sintattiche che essi esercitano negli enunciati. Tesnière, nell’ordine lineare dell’enunciato, isola il

verbo, quale nucleo da cui dipendono, nell’ordine strutturale, tutti gli altri elementi dell’enunciato: gli attanti (i

complementi più stretti del verbo, quindi soggetto, complemento oggetto e il complemento indiretto) e i

circostanti.

Il numero degli attanti dipende dalla valenza del verbo, ovvero dalla sua capacità strutturale di vincolare a sé

uno, due o tre attanti.


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DETTAGLI
Esame: Linguistica
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gerson Maceri di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Rapallo Umberto.

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