Estratto del documento

Riassunto per persuadere e convincere

Argomenti che vi sono contenuti

  • Profili testuali: distinguere tra forma e contenuto
  • Il testo argomentativo (P1 e P2)
  • Riferimenti a Stuart Hall e Searle
  • Lo scopo dell’atto argomentativo: Van Eemeren & Grootendorst
  • Condizioni di riconoscimento
  • Condizioni di correttezza
  • Condizioni preparatorie
  • Condizioni di sincerità
  • Principi cooperativi: Grice
  • Tipi di argomentazione: semplice, complessa, multipla, a grappolo
  • Tipi di argomentazione razionale: Toulmin
  • La grammatica argomentativa
  • Motivi e cause del nostro agire: Naess
  • Le regole della catena argomentativa
  • Gli indicatori di forza
  • Ricostruire l’informazione non esplicita
  • Ricostruire le informazioni sottintese: Musil e la teoria del bosco
  • Perelman & Olbrechts-Tyteca
  • Jacobs e la tesi sull’argomentazione
  • La manipolazione
  • Testi argomentativi di forma esterna, contenuto e struttura

Profili testuali

La narrazione di un avvenimento dipende dalle nostre conoscenze linguistiche e dal funzionamento della nostra memoria, dal nostro sistema emotivo, dalle reazioni degli interlocutori (P2), dal fine che ci proponiamo e dalle condizioni in cui comunichiamo. Se vogliamo dare istruzioni su come usare un dato oggetto, dobbiamo presentare le nostre richieste o istruzioni secondo un preciso ordine, osservando regole sulla disposizione reciproca delle informazioni, ordine che rifletta la successione secondo cui le azioni e le situazioni debbono susseguirsi nella realtà.

Ogni lingua ha a disposizione diversi profili linguistici che sono più o meno adeguati alle situazioni specifiche: organizziamo un nostro messaggio secondo dei parametri che sono condizionati dal sistema linguistico di cui normalmente ci serviamo e dal tipo di cultura a cui apparteniamo. Il grado di conoscenza di tali profili dipende dalle nostre abitudini comunicative e dal nostro sviluppo cognitivo, pertanto è facile che non tutti i parlanti riescano e sappiano servirsi di tutte le forme che il codice ammette. Più il profilo ha diversi stadi e livelli di pertinenza (verticale), più diventa importante saper usare le regole di legamento a distanza dei componenti del testo, sapendo gestire il sistema formale e sintattico di una lingua; ad es. un adulto colto può saperlo usare e nonostante decidere di ignorarlo.

In alcuni settori del linguaggio vengono preferiti profili testuali speciali: è il caso della giurisprudenza, della matematica, etc. rispetto al quotidiano.

Per studiare il sistema dell’argomentazione sarà necessario:

  • Distinguere tra forma e contenuto del messaggio.
  • Definire luoghi, ambiente, scenari, situazioni quali fattori per le scelte e l’organizzazione del messaggio.
  • Individuare i riti o le procedure per argomentare.
  • Prendere in esame le strategie di valutazione dei messaggi.

Il testo argomentativo

Tutti i testi che comportano un messaggio hanno un fondo argomentativo. Tuttavia alcuni contengono solo una narrazione che non deve necessariamente passare da emittente ad estinatario.

Cosa distingue i testi narrativi da quelli argomentativi?

Nei testi argomentativi, affermare una tesi e giustificarla significa portare argomenti. Nella nostra attività quotidiana, dobbiamo saper analizzare il ragionamento degli altri per valutare quale opinione bisogna farsi del messaggio. Aderendovi si ha la persuasione, perché lo si accetta quale che sia l’obiettività degli argomenti portati, legato a fattori individuali e contestuali. Mentre, il risultato di un ragionamento obiettivo basato su argomenti razionali significa convincere.

Caratteristiche del testo argomentativo:

  • Ha un tema attorno a cui si discute.
  • Ha un protagonista, un soggetto argomentante (P1).
  • Ha un ragionamento per convincere della validità di un’opinione, perlopiù soggettiva, formata da almeno un’opinione e uno o più argomenti, argomenti scelti in base agli interlocutori, fasi intermedie in cui le opinioni cambiano o si consolidano, una eventuale conclusione.

Un’opinione che non sia sostenuta da argomenti, non occorre che siano espliciti, non è un’argomentazione. Un interlocutore può essere indotto alla convinzione anche con la forza, ossia con i gesti, con lo sguardo, con la minaccia, etc. Oltre ad argomento e testi bisogna tener conto della regola generale.

La regola generale, o abitudine diffusa, è un argomento taciuto ma presupposto, ovvero sarebbe quella secondo cui l’esperienza insegna. Es.: credo che piova, il nostro vicino sta uscendo con l‘ombrello. Poiché sappiamo che una persona quando esce porta con sé l’ombrello se piove o ha buone ragioni per credere che pioverà. Anche se effettivamente potrebbe doverlo riportare a qualcuno. Naturalmente l’argomentazione nell’es. convincerà solo se agli interlocutori è nota la regola generale (RG) e se essi non posseggono altre info che inducano a supporre altre conclusioni, per cui quindi la regola non sia più applicabile. È per questo motivo che un ragionamento si compone almeno di tre elementi: un dato o argomento, una regola generale che permetta di proporre una tesi od opinione.

Attenzione a non confondersi con enunciati del tipo: probabilmente piove; poiché può indurre ad un ragionamento, non essendo affatto un’argomentazione (ARG).

Una volta individuati i dati e le regole su cui si basa il ragionamento, sarà bene valutare se i dati in questione siano attendibili, se siano pertinenti per la tesi sostenuta, se la regola possa essere ritenuta accettabile specialmente quando è soggettiva e non universale, se la legge che collegherebbe i dati alla tesi sia poi applicabile al dato primario di partenza, se alla persuasione collaborino fattori esterni all’ARG come prestigio, paura, pietà, etc., se la strategia adottata sia pragmatica o linguistica (qualità del ragionamento e validità del comportamento).

Una discussione a più voci è più spesso un’ARG, dominandovi la deduzione, mentre un testo narrativo può presentarsi anche sotto forma di monologo, dominandovi la dimensione spaziale e temporale. Infatti, il testo narrativo (NARR) non prende quasi mai la forma di dibattito, oltre che verticale come l’ARG, la verticalità può implicare la subordinazione; è basato sul principio di espansione, può essere anche orizzontale, coordinazione, ed implica la relazione di disponibilità; basato sulla parità e il dinamismo, ossia gli elementi sono messi ognuno sullo stesso livello dell’altro e succedendosi creano una catena narrativa che può creare una storia. Lo studio delle anafore temporali e spaziali permette di scoprire nel testo le regole che governano i legamenti temporali, ora argomentativi, a distanza. Servono a capire come riusciamo a collegare, attraverso l’info linguistica, eventi ed info con altre date molto tempo prima, anche nello stesso testo. Dunque, codificare un testo significa organizzare un messaggio in modo tale che possa rientrare nelle forme linguistiche, negli abiti, nei profili, disponibili nella lingua che si adotta per comunicare, facile il riferimento a Stuart Hall e al suo encoding-decoding.

Luoghi e protagonisti

L’ARG ha il fine di definire la posizione di un parlante rispetto ad un possibile problema, per scoprire e formulare un’opinione che può essere resa esplicita oppure mirando a comunicare agli altri un proprio giudizio, corredato di argomenti che ne possano provare la validità. Un testo che abbia carattere argomentativo è un grande atto linguistico, macroatto, oggi è ritenuto più importante saper trasmettere messaggi, anziché parlare correttamente secondo la norma linguistica, anche qui, facile il rif. a Stuart Hall sulla validità della tesi egemonica, negoziale oppure oppositiva.

Ritroviamo gli atti linguistici di Searle: l’atto illocutorio, atto di argomentare, indica l’azione che noi facciamo per ottenere una reazione nell’interlocutore, mentre l’atto perlocutorio, atto di accettazione o rifiuto, è l’azione che provochiamo e otteniamo nell’interlocutore.

Altre forme linguistiche che permettono di individuare il tipo di atto linguistico che si compie o vuole essere compiuto sono denominate dagli indicatori di forza (IF).

La tipologia dei testi può essere definita in base alla struttura predominante, ovvero se narrativo, descrittivo, argomentativo, in base alla funzione, ovvero se annuncio pubblicitario, lettera, domanda di assunzione, racconto, istruzione, dibattito, conferenza, manuale, saggio, decreto, etc., ed in base al contenuto, se economico, politico, scientifico, etc.

Argomentare per convincere significa dunque fare un atto illocutivo per spingere un parlante o interlocutore a fare un atto perlocutivo e accettare, mettere in discussione o respingere l’opinione o la tesi che gli viene presentata. Gli atti indiretti sono suddivisi in sottocategorie o classi: atti convenzionali o enunciati che si è abituati a decodificare come richieste e non come domande sulle capacità di qualcuno di eseguire un’azione, atti semiconvenzionali dove è menzionato l’oggetto tema dell’enunciato, atti non convenzionali o l’interpretazione che solo il contesto, la situazione o l’intuizione del destinatario possono individuare.

Nella procedura di analisi e formazione di un qualsiasi atto linguistico, deve essere definito l’andamento della discussione e cioè quali fasi la compongono: inizio, fasi intermedie ed epilogo.

Cornice e scenario dell’argomentazione

Rif. Goffman, frame e contesto. Il tema viene stabilito all’inizio di una discussione, quando è richiesto che venga formulata un’opinione su un quesito o problema comune. Ogni ragionamento si volge in un contesto specifico o luogo testuale che definisce la situazione comunicativa, luoghi canonici possono essere considerati una conversazione, una discussione orale, un’intervista, etc. L’elocuzione scritta è la più precisa, quella del dibattito è affidata alla recitazione. Produttori dell’ARG sono almeno un emittente e un possibile interlocutore antagonista, certo non così statici, poiché può capitare che essi ruotino cambiandosi di ruolo.

Un parlante nel momento in cui decide di portare argomenti a favore di una tesi, prevede che il suo interlocutore non si dichiari subito convinto della tesi posta e che possa assumere un atteggiamento negativo o di incertezza e perplessità. Per questo, l’emittente cerca argomenti che sembrino convincenti.

Un testo ARG può avere il fine di presentare la tesi con argomenti a favore o contro. A volte, si hanno argomentazioni a cui partecipano più protagonisti, senza che si crei una disputa, i quali invece di essere l’un l’altro discordi, concordano sulle tesi tra loro sostenute.

Il soggetto che argomenta può prevedere le obiezioni del suo interlocutore e anzi, può formularle lui stesso, per poterle prevenire e incanalare, poi, la discussione come desidera, anche quando lo stesso P2 è presente: in questo modo, continua a tenere in mano la discussione e può evitare di passare il turno al proprio avversario, cosa che altrimenti lo esporrebbe a pericolosi imprevisti.

L’argomentazione orale, a differenza di quella scritta più esplicita, le forme devono essere marcate per essere comprese, non è costretta a rendere tutti i componenti linguistici chiari; man mano che vien svolto il ragionamento si possono scegliere strade diverse a seconda dell’andamento della situazione e delle reazioni avute.

Per discorso suasivo, Eco intende “che metta in opera tecniche di persuasione che non si presentino come tali”, nell’es. di un abito indossato da una modella molto desiderabile che spinge ad immaginare che chiunque lo indossi potrà divenire desiderabile.

Inoltre, nella comunicazione scritta, come nei manuali, gli argomenti e i contro-argomenti, se previsti, sono già presenti nel testo e non c’è possibilità di introdurvi delle variabili. Un libro di storia spesso dà una visione delle cose che il lettore generico non è in grado di confutare. Questo può definirsi pericoloso, dato che può diffondere con autorità un’interpretazione dei fatti unilaterale, all’interno di una società che diventa luogo ideale per manipolare un’intera generazione.

Diversa è la situazione per i testi scientifici o tecnici che sono spesso destinati agli addetti ai lavori, per cui ha l’intento di provocare adesioni o rifiuti, e non interpretazione: il suo interlocutore non è presente, nel tempo, ma ha la possibilità di ribattere e contro-argomentare a distanza. Il destinatario di un articolo scientifico può dichiararsi soddisfatto e senza intervenire adottare nel proprio lavoro la teoria proposta, oppure può dichiarasi perplesso e scartare o modificare la teoria, senza per questo stabilire un rapporto argomentativo diretto con l’autore. Spesso avviene che il lettore non accetti tutti i componenti della teoria ma approvi genericamente l’articolo, servendosene in modo parziale per lavori futuri.

Anche l’autrice può ammettere che ci sia qualche difetto nella propria tesi, può portare nuovi argomenti per chiarirne il pensiero. Un modo garbato di discussione scientifica è di ‘urbana cordialità’: un modo che caratterizza il codice retorico accademico italiano che preferisce che certe critiche e contrasti si leggano solo tra le righe.

L’intervista ha sempre l’apparenza di una discussione in cui si stabilisce un tema da affrontare e l’intervistato, con il quale si possono prendere accordi precisi, deve esprimere un’opinione oppure, addirittura, argomentare una tesi. Ogni domanda serve ad entrambi come scaletta, poiché l’intervistato non è più qualcuno da dover convincere, ma gli si dà modo di esporre il proprio parere su un problema specifico. A volte, si possono formulare le domande a posteriori, solo dopo mentre si redige il pezzo. Tuttavia può accadere che l’intervistatore cerchi di mettere in difficoltà il suo intervistato ponendo domande come fosse un interlocutore, che può accettare, confutare o negare la tesi. Perciò l’intervistatore può essere un antagonista, nell’ultimo caso, oppure un suggeritore in un’amabile conversazione.

Esistono testi argomentativi che non prevedono repliche ma solo atti perlocutivi. Un testo pubblicitario, ad es., richiede dal destinatario solo capacità di interpretazione e valutazione, o atto perlocutivo, rifiuto, accettazione, curiosità, disinteresse, etc., senza necessità di difesa. Diversa è la posizione di chi produce il messaggio pubblicitario.

Nel dibattito tra politici e avversari, in una campagna elettorale, il vero pubblico quale interlocutore per eccellenza, e non quello nella ripresa televisiva, è chiamato a fare l’atto perlocutorio e deve essere persuaso. Una discussione richiede non solo che si capisca l’argomentazione, ma esige continuamente da parte dei protagonisti una presa di posizione, sia in termini positivi che negativi, e in seguito di proporre tesi contrapposte. A volte, le dispute sono difficili, poiché è possibile che non ci sia la fine; e se non c’è fine, la discussione viene automaticamente interrotta. Sono diverse le situazioni dei discorsi politici davanti alle telecamere: il messaggio che i politici trasmettono nell’etere deve riuscire il più delle volte a convincere gli incerti per non dire gli oppositori. Un messaggio di pochi minuti, seguito in una rubrica breve e a più voci, non si ricorda facilmente, negli argomenti e nella forma argomentativa adottata. Si notano soprattutto i modi in cui il politico si presenta e il ruolo che egli assume anche rispetto agli altri. I meccanismi di adesione sono dettati da una generica simpatia: pertanto la persuasione non si ottiene con il ragionamento, ma con il fascino della regia.

Una situazione impari e asimmetrica è quella che si viene a creare in una classe, tra professore e studente. Alle opinioni proposte dal docente, gli allievi si trovano in posizione inferiore, poiché poche volte gli è permesso di controbattere.

Parlando poi di conferenze, generalmente il pubblico non interrompe l’oratore, il giudizio su quello che è presentato può essere espresso solo alla fine. A meno che non lo si faccia nella propria mente, in cui ognuno può affermare e negare anche illimitatamente.

Particolare è la situazione in cui si trova un oratore, dinanzi ad interlocutori che intenzionalmente ha voluto trovarsi lì, di cui ha già ottenuto l’adesione ed è a priori favorevole alle tesi che proporrà: l’emittente deve mettere a fuoco i suoi argomenti che tutti i presenti dovrebbero condividere intuitivamente.

Indipendentemente da quale sia l’argomento proposto, la buona riuscita del messaggio dipende molto dall’immaginazione dell’ascoltatore.

Lo scopo dell’atto argomentativo

Lo scopo dell’atto argomentativo è avere successo e quindi provocare nell’interlocutore, se non consenso, perlomeno una reazione. Van Eemeren & Grootendorst hanno cercato di individuare come si possa articolare ‘una discussione critica razionale ideale’, per la quale intendono una discussione che si svolge tra un protagonista e un antagonista rispetto a un particolare punto di vista su un’opinione espressa, permettendo di enunciare tutti i passaggi in contrasto e la cui posizione possa essere giudicata da un giudice razionale ideale. Per essi, l’argomentazione è un atto linguistico formato da affermazioni destinate a giustificare o respingere un’opinione a proposito dell’accettabilità o meno della stessa. Hanno proposto di suddividere le condizioni essenziali, o di felicità, dell’atto in condizioni di riconoscimento.

Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 25
Riassunto esame Linguistica, prof. Pompei, libro consigliato Persuadere e convincere, Lo Cascio Pag. 1 Riassunto esame Linguistica, prof. Pompei, libro consigliato Persuadere e convincere, Lo Cascio Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Linguistica, prof. Pompei, libro consigliato Persuadere e convincere, Lo Cascio Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Linguistica, prof. Pompei, libro consigliato Persuadere e convincere, Lo Cascio Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Linguistica, prof. Pompei, libro consigliato Persuadere e convincere, Lo Cascio Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Linguistica, prof. Pompei, libro consigliato Persuadere e convincere, Lo Cascio Pag. 21
1 su 25
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ValentinaTT di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Pompei Anna.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community