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Appunti sulla teoria della grammaticalizzazione

A cura di Egle Mocciaro

Introduzione alla grammaticalizzazione

La nozione di grammaticalizzazione, così come è venuta articolandosi nel corso degli ultimi decenni, permette di affrontare uno dei punti centrali del dibattito teorico che caratterizza l'ambito di studi cognitivista, avvicinandolo in ciò alla riflessione funzionalista: il superamento della netta divaricazione tra sincronia e diacronia, tradizione saussuriana e strutturalista.

Processo diacronico e sincronia

Infatti, se indubbiamente la grammaticalizzazione è un processo squisitamente diacronico, che riguarda cioè il cambiamento linguistico - e, nella fattispecie, la nascita di strutture grammaticali a partire da entità lessicali - è tuttavia fuor di dubbio che i suoi meccanismi gettano nuova luce anche su relazioni operanti in sincronia, che riguardano soprattutto la struttura categoriale.

Lingua come processo

La filosofia sottesa a questo nuovo modo di intendere il meccanismo della lingua è l'idea di lingua non è mai uno stato o un prodotto, ma un processo, una continua attività e, in quanto tale, intrinsecamente instabile. Quest'atteggiamento permette, inoltre, di superare anche le altrettanto rigide separazioni modulari della lingua, che tanto spazio occupano nella linguistica formale, l'idea cioè che il lessico, da una parte, e la grammatica, dall'altra, costituiscano due diversi livelli, due moduli della lingua, operanti in larga misura in modo autonomo.

Fluidità tra lessico e grammatica

Una prima interessante considerazione a tal proposito è, infatti, quasi intuitiva: se un'entità linguistica è di tipo lessicale a un certo punto ma grammaticale in un altro, evidentemente la rigidità della separazione tra i due ambiti va ampiamente ridimensionata e va, invece, supposta una maggiore fluidità nella relazione tra lessico e grammatica. Tanto più che, nei processi di grammaticalizzazione, esistono frequentemente stadi intermedi tra forme lessicali e forme grammaticali, cioè entità che non sono del tutto grammaticalizzate e mantengono, accanto a nuove funzioni grammaticali, anche residui variamente corposi dell'originaria semantica.

Sfida alla nozione classica di categoria

È quindi chiaro che, intesa in questo modo, la nozione di grammaticalizzazione costituisce anche una sfida alla nozione classica di categoria e richiede, al contrario, una visione delle proprietà che caratterizzano un'entità come scalare, grammaticale o lessicale. È proprio l'assunzione di un'euristica scalare che spiega il sodalizio, avvenuto specialmente negli ultimi venti anni, tra studi sulla grammaticalizzazione e la linguistica cognitiva, che ha come fondamento cognitivo riconosciuto all'evoluzione grammaticale: il cambiamento linguistico non è un fatto arbitrario ma sistematico e ampiamente motivato.

Natura pragmatica e concettuale

La motivazione è di natura sia pragmatica che concettuale: gli analisti insistono più sull'uno o sull'altro aspetto, secondo gli interessi complessivi di fondo. In particolare, se i funzionalisti si interessano più alla dinamica del discorso (all'interazione tra i partecipanti, considerata il locus di ogni mutamento), la linguistica cognitiva è più attenta ai fenomeni cognitivi.

  • L'attenzione ai processi di grammaticalizzazione ha, in realtà, origini più antiche, risalendo almeno ad alcune aree della riflessione filosofica del XVIII sec. (Condillac, Tooke) e trovando poi ampio spazio nell'ambito della linguistica tedesca del XIX sec. (Bopp, Schlegel, Humboldt). Tuttavia, è solo nel secolo successivo che la nozione riceve una codifica esplicita, ad opera di Meillet (1912: 131), che dà la seguente definizione di "le passage d'un mot autonome au rôle d'élément grammatical... l'attribution du caractère grammatical à un mot jadis autonome".
  • Si fa riferimento al funzionalismo statunitense, rappresentato specialmente dai lavori di T. Givón, P. J. Hopper, S. Thompson, J. Bybee, ecc.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Brucale Luisa.
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