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La teoria del mutuo sapere

Si tratta della forma più sofisticata dell’interpretazione della comunicazione basata sul modello del codice, e tenta di “salvarlo” inglobandovi dei processi inferenziali. Secondo i sostenitori di questa tesi, il successo della comunicazione è legato al fatto che gli interlocutori si attengano rigorosamente alle conoscenze o alle ipotesi che hanno in comune. Qualora ciò non avvenisse, la comunicazione non sarebbe altro che un insieme di fraintendimenti.

Fino a questo punto, infatti, non si è ancora capito se il modello inferenziale sia alternativo o complementare rispetto a quello del codice. Nulla impedisce che processi inferenziali vengano utilizzati durante il procedimento di codificazione e decodificazione. I procedimenti inferenziali sono in effetti ragionamenti che si basano su regole ben precise, codificate o facilmente codificabili. Il problema semmai si pone al livello delle premesse indispensabili ad ogni ragionamento. Riuscendo a dimostrare che anche le premesse devono corrispondere a determinate caratteristiche (per esempio, esse devono essere tutte note sia al mittente che al destinatario) si può dire che il momento inferenziale non sia che una componente eventuale del modello del codice.

Critica di Sperber e Wilson

Sperber e Wilson fanno una critica a questa teoria, che si dimostrerà definitiva per dimostrare l’insufficienza del modello del codice. Gli autori non negano che ci siano situazioni comunicative nelle quali è evidente l’esigenza di partire da una base rigorosamente comune di conoscenze. Ma nella conversazione ordinaria non sembra avvenire niente di simile, così come non sembrano esistere neppure criteri validi per stabilire l’esistenza del mutuo sapere.

Chi condivide un mutuo sapere deve infatti sapere di condividerlo e questo provoca, nella normalità dei casi, una specie di rimando all’infinito. Il locutore deve sapere che l’interlocutore sa che egli sa qualcosa e così via; lo stesso deve avvenire anche da parte dell’interlocutore. Per questi motivi il mutuo sapere e il modello del codice non sono sufficienti a spiegare la comunicazione.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Benedetta Caiola di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica Italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Baggio Mario.
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