Linguistica generale I semestre (2020/2021)
Lezione 1: 8 settembre 2020
Obiettivo formativo
Giungere ad una riflessione sulla struttura della lingua italiana, sulle diverse proprietà che la compongono e giungere ad una capacità di giudizio sul come funziona la grammatica della nostra lingua e applicare questa conoscenza in una prospettiva interlinguistica. Avere più consapevolezza riguardo la nostra lingua e quello di agevolarci all'apprendimento di altre lingue straniere.
Contenuti
- Fondamenti biologici del linguaggio adottando ipotesi della teoria linguistica, la più conosciuta e la più importante, la teoria della grammatica generativa.
- Le diverse lingue naturali del mondo e come vengono classificate (attraverso 2 principali criteri di classificazione).
Grammatica
- Fonetica, sotto disciplina della grammatica che si occupa della descrizione articolatoria dei suoni di una lingua, paragonandola ad altre lingue, come vengono descritti questi suoni attraverso l'alfabeto internazionale fonetico IPH;
- Fonologia, disciplina che si occupa dei suoni però è diversa dalla fonetica, il campo di indagine non sono le proprietà articolatorie ma è quello di individuare all'interno di una lingua quali sono quei suoni distintivi, i suoni che servono a distinguere i significati attraverso i fenomeni fonologici; Studieremo anche la struttura della sillaba nella lingua italiana i fenomeni di sillabificazione, diversi da quelli di sillabazione;
- Morfologia, disciplina che si concentra sulla formazione delle parole;
- Sintassi, disciplina che si occupa della combinazione delle parole tra di loro fino a dare luogo a delle frasi;
Linguistica
La linguistica è una disciplina che adotta il metodo ipotetico induttivo per la sua indagine che ha a che fare con il linguaggio in generale, è una disciplina scientifica. Lo scopo della linguistica è quello di ricondurre a delle regole il comportamento linguistico dei parlanti, cercare di descrivere tutti quei fatti linguistici che i parlanti di una stessa lingua considerano come grammaticali. Partendo da fatti linguistici grammaticali di una lingua li si analizza attraverso regole diverse e si arriva a formulare delle ipotesi su come funziona il linguaggio umano.
Esempi di frasi grammaticali:
- Gianni ha visto Maria
- Piove
- Sembra che Gianni possa farcela
Il compito del linguista è quello di determinare formalmente quali sono le regole/i comportamenti linguistici che noi inconsciamente mettiamo in atto quando produciamo costruzioni grammaticali.
Esempi di frasi agrammaticali:
- *Gianni hanno visto Maria
- *Esso piove
- *Maria sembra che possa farcela
Sono frasi che non appartengono alla grammatica della nostra lingua. Il compito del linguista è anche quello di descrivere frasi come le seguenti:
- A me mi piace la musica jazz
- Ho incontrato Gianni e Maria e gli ho detto…
La prima frase è una delle più utilizzate nella lingua parlata, quindi la si considera facente parte della nostra competenza, cioè della grammatica della nostra lingua. Nel secondo caso, la particella "gli" è stato sdoganato dalla grammatica normativa, per essere utilizzato anche per un plurale.
Le regole proposte dal linguista possono essere di natura diversa:
- *Maria ha arrivato
- *Dolce i hanno ragazzi mangiato il
Nessuna delle due costruzioni o frasi appartiene alla grammatica dell'italiano. Nel primo caso abbiamo una violazione di regole diverse dal secondo.
- 1° caso = Regola specifica della lingua italiana, poiché altre lingue non vedono compresa nella loro grammatica una regola di questo tipo: con i verbi intransitivi come "arrivare" l'ausiliare perfettivo è essere e non avere; in questo caso il participio passato deve concordare con il soggetto;
- 2° caso = Regola universale, propria e condivisa da tutte le lingue, poiché nessuno prenderebbe delle parole e le riverserebbe random all'interno della frase.
Grammatica generativa
Ha lo scopo di descrivere mediante regole il comportamento linguistico, cioè la grammatica nelle diverse lingue del mondo, per giungere ad individuare quali sono le proprietà comuni a tutte le lingue. La grammatica generativa è stata elaborata da Noam Chomsky nel 1957, che è il linguista più famoso nell'uscita del suo primo lavoro "Syntactic Structures".
La lingua
Le lingue naturali sono le lingue parlate e cioè la manifestazione concreta della nostra capacità di linguaggio. Al mondo esistono altre forme di linguaggio come il linguaggio animale, il linguaggio artificiale (matematica, fisica).
Definizione che definisce le proprietà peculiari delle lingue naturali rispetto agli altri tipi di linguaggio:
"La lingua è un sistema complesso e dipendente dalla struttura che associa sequenze di suoni a dei significati e fa uso infinito di mezzi finiti."
In questa definizione troviamo tutte le caratteristiche che distinguono una lingua naturale da tutte le altre forme di linguaggio (animale, artificiale). La lingua è discreta, gli altri linguaggi sono continui (es. linguaggio degli animali), ricorsiva e dipendente dalla struttura, mentre gli altri linguaggi non sono dipendenti dalla struttura.
Proprietà della discretezza: Dal più piccolo al più grande enunciato che emettiamo riusciamo ad individuare le unità che lo compongono, che hanno delle proprietà specifiche che le distinguono da tutte le unità simili. La lingua è un sistema discreto, significa che le unità linguistiche che la compongono possono essere differenziate per proprietà intrinseche.
Esempio:
- Vado dado - cado
La parola è composta da suoni (unità linguistiche) che riconosciamo subito perché hanno proprietà che li distinguono l'uno dall'altro.
Esempio:
- lavabile
Ci permettono di arrivare al significato le due unità discrete che lo compongono: lava, bile. Posseggono delle proprietà intrinseche che ci permettono di differenziarle.
Esempio:
- La ragazza dorme
Tre unità discrete che la compongono.
Lezione 2: 15 settembre 2020
Proprietà della ricorsività: tutte le unità discrete che fanno parte del sistema di sistemi lingua (suoni, parole, frasi) possono combinarsi tra loro, con l'applicazione di regole che sottostanno alla grammatica e quindi alla lingua stessa, per dare luogo a delle costruzioni la cui struttura può essere replicata, quindi ricorrere, dando luogo ad un'altra struttura e un'altra struttura e così via, fino a formare delle sequenze a cui è associato un significato di lunghezza illimitata. Ricorrere significa applicare lo stesso tipo di regola più volte, rispettando le regole di applicazione/combinazione, fino a dare luogo a delle sequenze che possono essere di lunghezza illimitata.
Esempio:
- Il progetto che credevo che Gianni pensasse che Maria supponeva che Paolo si sarebbe domandato chi l'avesse proposto non è stato approvato.
In questa frase abbiamo il verbo e tutta la sequenza corrisponde all'oggetto, dando luogo alla regola della subordinazione, viene ripetuta e può dunque farlo illimitatamente. La ricorsività viene usata meno nella lingua parlata, per il motivo che vigono regole diverse.
Esempio:
- "La lingua è un sistema complesso..."
Un sistema significa che la lingua si compone di unità discrete che formano un insieme omogeneo soggetto a delle regole caratterizzato da livelli diversi, ognuno dei quali è indipendente l'uno dall'altro ma correlato, soggetto anch'esso a determinate regole: un sistema di sistemi, poiché c'è un livello di suoni, parole, frasi e significati; questi livelli sono indipendenti l'uno dall'altro e danno luogo al sistema lingua.
Esempio:
- "...dipendente dalla struttura..."
È un'altra proprietà specifica e propria che caratterizza le lingue naturali e che le differenzia sia dal linguaggio degli animali che da quelli artificiali (fisica, matematica, …). Significa che le regole facenti parte della lingua naturale (cioè la grammatica) non si applicano seguendo dei criteri di adiacenza tra le unità discrete, cioè una regola non si applica ad un'unità perché questa è preceduta da un'altra determinata unità discreta, bensì queste regole si applicano facendo riferimento ad una gerarchia strutturale. Questa proprietà è particolarmente visibile all'interno della sintassi.
Esempio:
- L'amico parte - Gli amici partono
La regola potrebbe essere: dato un verbo cerca il nome che lo precede e accorda i tratti di flessione del verbo con i tratti di numero e persona del nome che lo precede.
Esempio:
- L'amico delle ragazze parte
- Gli amici della ragazza partono
Frasi appartenenti alla grammatica della nostra lingua, derivano da determinate regole della grammatica italiana. Con l'applicazione della regola precedente si verrebbe a formare una frase agrammaticale: *Gli amici della ragazza parte
Le relazioni che si costruiscono all'interno della frase non sono relazioni di adiacenza, bensì relazioni a lunga distanza tra gli elementi. (amici partono). La regola potrebbe dunque essere: dato un verbo finito, cerca l'espressione nominale soggetto e accorda i tratti di persona e numero del verbo con i tratti di persona e di numero del nome nucleo dell'espressione soggetto.
Grammatica
La grammatica è un sistema di princìpi e di regole complesso che genera strutture con significato partendo da unità discrete. Il compito del linguista è quello di formalizzare questo sistema complesso.
Esempi:
- Suoni: prato / *rpato
- Parole: lavabile / *dormibile (dormire verbo intransitivo)
- Frase: Gianni mangia una mela / *Gianni mangiano una mela / *Gianni mangiare una mela
- Significato (grammaticale): Gianni ha visto sé stesso allo specchio / Gianni ha visto lui allo specchio
Secondo la teoria della grammatica generativa la facoltà del linguaggio dev'essere considerata come una proprietà considerata innata che fa parte del nostro corredo biologico. Questa proprietà cognitiva sarebbe costruita da un sistema ristretto di princìpi.
Schema di acquisizione di una lingua naturale (Chomsky)
Grammatica universale (GU), chiamata anche facoltà del linguaggio, fa parte secondo Chomsky del nostro corredo biologico, dello stato iniziale della mente. Partendo da questo sistema di princìpi ogni individuo arriva alla conoscenza di una lingua naturale, cioè la realizzazione completa della grammatica universale, raggiunge cioè la competenza, lo stato finale di acquisizione di una determinata lingua. Chomsky fa una distinzione tra competenza ed esecuzione (uso che il parlante fa della propria competenza). L'esperienza attiva la capacità di linguaggio, la competenza, cioè i dati linguistici con cui entriamo a contatto fin dalla nascita attivano la GU.
Lezione 3: 22 settembre 2020
Questo schema illustra l'ipotesi di base su cui si fonda la grammatica generativa e cioè che ogni individuo possiede nel suo corredo biologico/patrimonio genetico la proprietà o facoltà del linguaggio, chiamata GU grammatica universale. La GU è composta da una serie di principi universali generali astratti legati al nostro corredo biologico, con i dati linguistici di una determinata lingua (esperienza) questi principi universali si attivano. Lo stato finale è la competenza, non altro che aver acquisito tutte le regole che sottostanno alla grammatica della nostra lingua materna, se non quel sistema di regole che fanno funzionare la nostra capacità di linguaggio. Come si motiva l'esistenza della GU? La grammatica generativa lo fa osservando le modalità con cui vengono apprese le lingue da parte degli individui.
"Le lingue sono un sistema complesso..."
Ogni individuo che nasce in qualsiasi comunità linguistica, riesce a raggiungere la competenza della grammatica di quella determinata lingua in modo paradossale comparandola alle proprietà delle lingue naturali perché è:
- Spontanea, ovvero ogni individuo non viene sottoposto a nessun tipo di costrizione da terzi o non è l'individuo stesso che decide di attivare il processo di acquisizione della lingua per il raggiungimento della competenza della propria lingua materna. Nei bambini si nota che non c'è nessuno sforzo apparente, è un comportamento naturale, per esempio camminare.
- Rapida, verso gli 8/9 anni, se non sussistono problemi particolari, un individuo raggiunge la competenza della lingua materna.
- Senza insegnamento esplicito, per raggiungere la competenza della nostra lingua materna non siamo sottoposti ad insegnamento (es. coniugazione del verbo). Le correzioni poste dai genitori sono diverse da ciò che si intende con insegnamento esplicito.
- In più, in alcuni casi non si ammettono mai certi errori che si potrebbero dedurre da alcune regole (regola di adiacenza e regola di dipendenza strutturale); in più, ogni individuo nel raggiungimento della competenza è capace di esprimere sequenze di suoni, e quindi enunciati, mai sentiti prima (questo andrebbe contro chi dice che l'acquisizione si crea una ripetizione pedissequa dei suoni). Il bambino deduce la regola che ha dato luogo ad un enunciato e la applica, una volta conosciuta la regola; una volta raggiunta la competenza o durante il processo di acquisizione l'individuo riesce inconsciamente a rilevare gli errori, cioè nella maggior parte dei casi non riesce a spiegare l'errore, ovvero non ha la competenza di riflettere sulla grammatica della lingua.
Esempi:
- Lessero tre libri. Ne lessero tre.
- Arrivarono tre studenti. Ne arrivarono tre.
- Risero tre studenti - *Ne risero tre.
Perché le prime sono possibili e le seconde no? Sebbene arrivare sia un verbo intransitivo, ha delle proprietà che sono simili a quelle dei verbi transitivi (arrivare/partire), selezionano cioè l'ausiliare essere – è un verbo inaccusativo; gli altri sono i verbi inergativi che sono verbi intransitivi che selezionano il verbo avere. La regola è stata immagazzinata nella nostra mente ma non la sappiamo spiegare.
La scrittura, a differenza della lingua, è un fenomeno di tipo culturale poiché non corrisponde alle deduzioni sopraindicate. Il paradosso può essere sciolto ipotizzando l'esistenza di questa GU, che giustifica la funzione del corredo biologico. La GU delimita le possibili forme di grammatiche che potremmo costruire noi individui sulla base dei soli dati linguistici.
Esempio:
- La regola verbale che noi individui apprendiamo attraverso i fatti linguistici ha due possibili ipotesi che la giustificano, una parziale e una che comprende tutti i casi. Quella parziale non viene mai ipotizzata da nessun parlante, perché è una regola non dipendente dalla struttura. La GU dice, certe proprietà non le devi assolutamente prendere in considerazione quando vai a costruire la tua competenza, questo giustifica il fatto della rapidità, del non commettere errori.
Grammatica universale
La grammatica universale è composta da un insieme di principi universali che sottostanno a tutte le lingue poiché decretano le nostre facoltà del linguaggio.
Principi:
- Il principio della discretezza. Il linguaggio è discreto. Tutte le lingue sono composte da unità linguistiche di diverso valore ma che noi riusciamo a distinguere facilmente per delle proprietà intrinseche che ognuna di queste unità linguistiche hanno.
- Il principio della ricorsività. Il linguaggio è ricorsivo. Il linguaggio può costruire delle strutture di lunghezza illimitata partendo da una struttura già costruita e su queste strutture costruite, costruire altre strutture (la subordinazione, individui generano una struttura linguistica che corrisponde ad una frase virgola e da questa frase possiamo generale, utilizzando la stessa regola, un'altra struttura identica).
- Principio della dipendenza dalla struttura. Le regole non si basano su principi di adiacenza tra unità interessate ma su principi di gerarchia strutturale.
Alcuni di questi principi universali generali sono corredati da parametri. Parametro è una variabile aperta a cui viene assegnato un valore che può essere positivo o negativo a seconda della lingua con cui un individuo entra in contatto fin dai primi anni di età. Parametro significa un'opzione di scelta selezionata in base alla lingua naturale. In questo modo si gira il sistema, dando luogo ad una grammatica particolare.
Al principio della ricorsività possiamo aggiungere un parametro:
Esempio: Le lingue naturali scelgono il lato ricorsivo, cioè scelgono rispetto alla struttura generata il lato dove applicare una determinata regola per dare luogo ad un'altra struttura. Parametro aperto, la lingua può scegliere il lato ricorsivo, ossia il destro o il sinistro, dove si genera un'altra struttura. L'italiano sceglierà il lato destro perché tutti i complementi e la subordinazione (che è il complemento di un verbo) si realizzano tutti a destra rispetto all'elemento che li seleziona e che permette questi complementi e cioè alla struttura che si è precedentemente creata.
Esempi:
- Ho detto che arriverà domani
- Il libro di Maria
Allora si può vedere come nello scegliere destra/sinistra a questa opzione parametrica che è aperta nella nostra facoltà di linguaggio.
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