Critiche al modello di Grice
Intenzioni fondamentali nell'atto comunicativo
Nell'atto comunicativo si devono distinguere due intenzioni fondamentali: l'intenzione informativa e l'intenzione comunicativa, cioè l'informare della propria intenzione informativa. È sufficiente l'intenzione comunicativa per la buona riuscita dell'atto comunicativo. Infatti, se così non fosse, molte situazioni che intuitivamente appaiono comunicative, non risulterebbero tali.
Principio di cooperazione e massime di Grice
Secondo Grice ogni scambio verbale è retto da un principio di cooperazione, meglio specificato in alcune massime. Chi intende comunicare deve rispettare queste regole, che possono essere assunte come premesse per procedere all'inferenza. Ciò può spiegare come anche la formulazione incompleta o ambigua di un pensiero riesca ad esprimere ugualmente un pensiero completo e privo di ambiguità. Le conoscenze che fungono da premesse indispensabili al ragionamento inferenziale e le conclusioni che se ne traggono sono dette implicature.
Critica di Sperber e Wilson
Osservando il locutore ed il suo comportamento, è possibile riconoscerne le intenzioni comunicative, e quindi trarre delle inferenze. Nella comunicazione avviene esattamente il contrario: non si possono osservare o inferire prima gli effetti informativi e poi l'intenzione informativa.
Oltre alla conoscenza delle norme conversazionali e all'osservazione del comportamento del locutore, anche l'osservazione del contesto permette di trarre delle inferenze. In questo modo si possono al massimo sviluppare delle argomentazioni che giustifichino una certa interpretazione, ma non si può dimostrare che non esiste una giustificazione altrettanto convincente per le interpretazioni che non sono state scelte.
Modello di comunicazione di Sperber e Wilson
Al contrario di Grice, Sperber e Wilson ritengono che non ci sia una separazione netta tra le diverse manifestazioni comunicative (fra il «mostrare» e il «dire»); non c'è differenza tra il comunicare un'informazione messa direttamente in evidenza e il comunicare fornendo indizi indiretti. Quest'unico modello delle diverse manifestazioni comunicative è il comportamento ostensivo o ostensione.
Esempi di ostensione
- Maria e Piero sono seduti su una panchina al parco. Ad un tratto Piero si sporge indietro. Maria guarda nella direzione che prima le era impedita dalla posizione di Piero e vede un venditore di gelati, un passante che non conosce e Giovanni, un pericoloso scocciatore. Maria e Piero si alzano dalla panchina e si allontanano in fretta.