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Gruppi linguistici europei e lingue isolate

Lo spazio linguistico indoeuropeo viene suddiviso in otto gruppi linguistici. Ogni gruppo risulta o risultava costituito da due o più lingue strettamente imparentate tra loro.

Gruppo indoiranico

Suddiviso in indiano e iranico tra le prime ricordiamo il sanscrito parlato nel I millennio a.C ed il vedico di attestazione ancora più antica del II millennio a.C. Tra le lingue indiane moderne derivate non direttamente dal sanscrito ma dai cosiddetti pracriti ricordiamo hindi e urdu. Gruppo iranico: si divide in lingue iraniche occidentali e lingue iraniche orientali. Tra le lingue antiche del ramo occidentale ricordiamo il persiano antico conservato nelle iscrizioni dell’impero degli Achemenidi, l’alvestico, il curdo, nel ramo orientale il pashto e afgano.

Gruppo tocarico

Lingue estinte chiamate tocarico A e tocarico B erano proprie di una popolazione indoeuropea stanziata nei territori dell’attuale Xinjiang (Turkestan cinese). Esse ci sono giunte testimoniate da documenti basso medievali (del VII secolo) prevalentemente connessi con il processo di irradiazione del buddhismo dall’India verso l’Asia centrale e sud-estremo orientale: si tratta di trattati di medicina, testi e poemi religiosi di ispirazione buddhista, gran parte tradotti in sanscrito. Grazie alle lingue tocarie sono entrati in cinese numerosi prestiti della tradizione indoeuropea.

Gruppo anatolico

Le lingue anatoliche erano diffuse nel territorio della Turchia asiatica, da sempre territorio ponte tra Europa ed Asia. La più importante lingua è l’ittito, che ci è giunta tramite testimonianze epigrafe risalenti al XV secolo a.C. Oltre all’ittito vanno menzionate le lingue anatoliche minori come il lidio, il licio e il luvio. L’ambiente linguistico anatolico, parallelamente alle culture e le istruzioni che lo esprimevano fu lentamente eroso e sopraffatto dalla cultura greca a partire dal V secolo.

Gruppo armeno

Rappresentato da una sola lingua, attestato da traduzioni della Bibbia e testi filosofici e greci. Rappresenta l’ultima fase del processo evolutivo dell’armeno classico.

Gruppo albanese

Rappresentato da una sola lingua attestata dal XV secolo e oggi parlata sia in Albania che dalla maggioranza degli abitanti del Kosovo. Rappresenta l’ultima fase del processo evolutivo di un sistema linguistico balcanico, l’illirico; ed influenzato da importanti lingue adstrato latino, greco, lingue slave e turco. È attualmente parlato in Albania, in Kosovo, in alcune zone della Macedonia, del Montenegro e della Grecia. La diaspora albanese inoltre è largamente diffusa in Sicilia, Canada, Stati Uniti ed Australia. È distinto in due varietà dialettali: dialetto tosco (diffuso nell’Albania meridionale) e dialetto ghego (Albania settentrionale). Alla varietà ghega è da attribuire il primo libro stampato in albanese ovvero il Missale di Buzuku, pubblicato nel 1555, rappresenta la prima testimonianza della lingua albanese. La varietà standard si basa sulla varietà tosca ed è stata accolta da tutti gli albano foni, anche quelli stanziati nelle regioni balcaniche.

Gruppo slavo

Slavo orientale: russo, bielorusso, ucraino. La slavia orientale risultava coesa fino a tutto il XVIII secolo: fino a quel periodo opere letterarie prodotte all’interno di una delle sue tre componenti risultano di fatto indistinguibili per quanto riguarda l’uso linguistico. Il russo ha un’ampia estensione dalla Russia europea fino al mar del Giappone, nella fase antica dipendeva totalmente dallo slavo ecclesiastico. Il russo moderno si apre con lo zar Pietro il Grande. L’ucraino si definì lingua letterariamente autonoma rispetto al russo nel XVIII, parlata nella repubblica di Ucraina. Il bielorusso possiede caratteristiche fonologiche slavo orientali ancora più spiccate rispetto al russo mentre nel lessico sono marcate le influenze del polacco.

Slavo occidentale: ceco, slovacco, polacco e lingue minori. Nel IX X secolo ceco e polacco erano già ben individuate. Il polacco è parte del gruppo lechitico che include casciubo e slovinzo, lingue del litorale baltico. Ceco in Boemia e Moravia. Nell’attuale territorio della repubblica di Germania si trovano due popolazioni slave parlanti varietà slavo occidentali: i serbo lusaziani superiori e i serbo lusaziani inferiori. Stanziati i primi a Bautzen e i secondi a Coottbus.

Slavo meridionale: bulgaro, macedone, serbo croato e sloveno. Le prime attestazioni sono in slavo ecclesiastico o antico bulgaro. Sloveno (lingua di transizione tra slavia occidentale e meridionale) riconosciuta in alcune zone della repubblica italiana. Serbo e croato costituiscono un medesimo ed unico sistema. Diffusione di due alfabeti: cirillico di derivazione greco bizantina per il serbo, latino di derivazione romana e romano germanica per il croato. Bulgaro e macedone rappresentano un continuum linguistico ben definito all’interno della slavia meridionale. Entrambe perdono il sistema flessivo nominale ben vitale in tutte le altre lingue slave. Il macedone è diventato lingua letteraria autonoma solo a partire dal '44 quando viene distinta dal bulgaro.

Oltre ad un sistema linguistico unitario, il proto slavo, ricostruito attraverso la comparazione e connesso con il proto baltico, alla base di tutte le tradizioni linguistiche slave sta il paleo slavo o slavo ecclesiastico "lingua inventata" quale strumento per l’evangelizzazione delle genti slave nella seconda metà del IX secolo d.C. dai due apostoli del mondo slavo, i fratelli tessalonicesi Cirillo e Metodio (evangelizzazione affidatagli da Michele VIII). I due fratelli erano di lingua slavo-macedone ed esponenti della cultura greco-slava di Tessalonica, la seconda città dell’Impero d’Oriente, non solo inventarono sul modello del greco un alfabeto (l’alfabeto glagolitico, base dell’alfabeto cirillico) indispensabile strumento per la scripta slava ma crearono una lingua di fatto artificiale che valesse come elemento identitario per tutto l’ambiente slavo: fondandosi sul dialetto slavo-macedone parlato dalla popolazione slavo-meridionale di Tessalonica e fortemente modellato, quanto a sintassi e lessico, sul greco-bizantino ecclesiastico essi crearono appunto il paleo slavo. Questa divenne presto anche la lingua amministrativa oltre che mezzo di conversione e funzionò come continuum linguistico legato all’oralità. Testimonianze: creato a tavolino da Cirillo e Metodio nel IX secolo.

Gruppo baltico

Comprende lituano e lettone lingue ufficiali della Lituania e della Lettonia e varie lingue estinte, la più importante è il prussiano antico del quale oggi si registra un interessante tentativo di rivitalizzazione. Dipendono da un sistema definito come porto baltico che condivide tratti in comune con il proto slavo, le lingue baltiche sono state attestate in una fase relativamente recente, ovvero a partire dal XVI secolo, in concomitanza con il dibattito religioso che vide contrapposti i sostenitori della riforma protestante di matrice luterana a quelli della controriforma cattolico romana.

Gruppo neogreco (ellenico)

Rappresentato da una sola lingua: il greco le cui prime attestazioni del greco miceneo risalgono al 1500 a.C invece il greco classico tra 700 e 300 a.C. Il neogreco rappresenta l’ultima fase del processo evolutivo rispettivamente per il neogreco, del greco della koinè ellenistico-romana. Si parla in Grecia, a Cipro, in Australia.

Gruppo italico

Comprende il latino attestato nel 600 la cui importanza ha dato origini a numerose lingue neolatine e romanze. Altre lingue minori che poi scomparvero furono l’osco-umbro (Italia centro-meridionale) venetico (Triveneto) retico (arco alpino centro orientale) messapico (Puglia). Il latino divenne ben presto il veicolo della cultura e delle istituzioni di Roma, tra i secoli III e II a.C. Roma estese la propria influenza oltre che sulla penisola appenninica, anche sulla Sicilia e sulla Sardegna, sulle penisole iberica e balcanica, sulle coste mediterranee dell’Africa e su quelle micrasiatiche e quindi sulla Gallia. I territori entrati nell’orbita romana divennero teste di ponte per le successive conquiste attuate prima in età repubblicana e imperiale. Nel II secolo d.C. il potere di Roma era diffuso oltre che in tutto il bacino mediterraneo anche lungo il litorale atlantico dalla Mauritania alla Britannia lungo le rive del Reno, del Danubio e del Tigri.

Le istituzioni romane favorirono il processo di diffusione del latino nelle aree conquistate, il latino lingua dell’amministrazione repubblicana assunse un ruolo essenziale a partire dal I secolo d.C. nell’Occidente europeo, quale lingua di evangelizzazione cristiana. Dalla fusione tra latino e lingue delle popolazioni entrate nell’orbita romana si svilupparono le lingue romanze (statutarie e non-> non riconosciute ufficialmente):

  • Portoghese
  • Spagnolo
  • Francese (unica lingua statutaria del dominio gallo-romanzo basata sull’Île-de-France. Si è imposta come lingua ufficiale del regno di Francia nel 1500; il francese è diffuso anche nella franco-svizzera ed in Belgio)
  • Italiano (attestato la prima volta nei “placiti di Capua” 960 in cui è di fatto documentato non l’italiano su base toscana quanto piuttosto un volgare italo-romanzo di area campana)
  • Romeno
  • Gallengo
  • Castigliano
  • Catalano e provenzale-> lingua romanza del sud-est della Francia oggi poco parlata

Le lingue non statutarie sono l’aragonese e l’asturiano e il provenzale francese o occitanico, il romancio parlato in Svizzera nel cantone dei Grigioni. O redatto come tale e intenzionalmente in italo-romanzo. Testimonianze: tra XI e XII secolo si hanno frammenti testuali realizzati in diversi volgari, liste inventariali, documenti notarili, iscrizioni, testi giullareschi o prediche. Formula di confessione umbra metà XI secolo è il primo testo scritto in volgare italo-romanzo. Prime letterature chansons de geste.

Ordine dei costituenti: In latino era OV nella quale cioè il verbo veniva prevalentemente collocato dopo l’oggetto diretto. A maggioranza SOV 57% del totale, e SVO 33% del totale. A maggioranza NA ed NG. A maggioranza Preposizioni. Le lingue romanze sono VO il verbo precede l’oggetto: il ragazzo ama la ragazza. La situazione delle lingue romanze resta opposta rispetto a quella del latino.

Gruppo germanico

Diviso in germanico orientale, germanico settentrionale, germanico occidentale. L’unica lingua sufficientemente attestata è il gotico oggi estinto che ci è documentato da alcune parti di una traduzione della Bibbia eseguita nel IV secolo d.C. operata dal vescovo Wulfila. Il vandalo e il burgundo sono giunte attestate solo attraverso materiale onomastico e toponomastico. I più antichi documenti consistono in iscrizioni redatte in caratteri runici e distribuite in tre aree principali, area scandinava, anglo frisone e alemannica. La produzione è attestata in Germania fino al VIII secolo in Inghilterra fino al X ed in Scandinavia fino al XIV, il venire meno di questo processo coincide con la cristianizzazione delle genti germaniche e la concomitante diffusione dell’alfabeto latino. Prime letterature: epico eroico, lirico.

Il sottogruppo settentrionale attestato dal II secolo d.C tramite iscrizioni redatte in alfabeto runico comprende svedese (Svezia e Finlandia), danese, norvegese (usa e Norvegia), islandese (lingua ufficiale in Islanda) e feringio (isole Faroe appartenenti alla Danimarca). Tali lingue nel loro complesso costituiscono un continuum linguistico tale da permettere di fatto l’intercomprensione tra i parlanti e le singole varietà. Al germanico settentrionale va ascritto l’islandese a cui si deve a partire dal X secolo una produzione letteraria di grande valore. Il sottogruppo occidentale rappresenta i tratti più significativi del tedesco e l’inglese.

Tedesco: Si divide in alto tedesco formato da varietà...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

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