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Coordinate storiche di formazione del quadro linguistico europeo

Innanzitutto i confini dell'Europa odierna sono ben definiti al contatto coi mari che la delineano, ma vi sono problemi a stabilire i confini orientali (Turchia, Russia, paesi limitrofi ad essi) alla quale bisogna applicare un criterio socio-culturale (modello dall'Atlantico agli Urali o modello secondo la divisione tra Impero Romano d'Occidente e Impero Romano d'Oriente nel 476).

Dati fondamentali della carta geolinguistica europea

  • Notevole frammentarietà linguistica: sessanta lingue riconosciute più altre non.
  • Quasi tutte queste lingue appartengono alla famiglia indoeuropea (eccetto il basco, le lingue uraliche come ungherese e finnico, il calmucco e il turco, e il maltese di origine semitica).
  • Già alla fine del primo millennio il quadro linguistico era ben definito in quanto non vi furono altre importanti emigrazioni di popoli.

Processo di indoeuropeizzazione

L'inizio viene collocato nel V millennio a.C. quando popoli di guerrieri-pastori emigrarono dall'Asia centrale verso l'Europa. Secondo la teoria dei kurgan, questi popoli si sarebbero stanziati nelle steppe dell'Ucraina e nel corso del III millennio a.C. avrebbero invaso l'Europa (prima verso i Balcani, poi verso il settentrione e la penisola italica, e infine verso il centro-settentrione).

Vi sono teorie alternative che suggeriscono che i popoli europei fossero già stanziati prima dell'arrivo dei kurgan e che l'unico flusso migratorio proveniente dal Medio Oriente sarebbe avvenuto nel VII millennio a.C. in corrispondenza delle scoperte agricole (teoria "dispersione neolitica indoeuropea"). Che i popoli uralici abbiano occupato le postazioni europee nel mesolitico, cioè prima delle scoperte agricole (teoria "continuità uralica").

Gruppi linguistici indoeuropei

Lingue estinte

Le lingue anatoliche erano diffuse in Anatolia e furono sovrastate nel V secolo a.C. dal greco, fra le più importanti ricordiamo l'ittito. Le lingue tocarie erano diffuse nell'attuale Xinjiang, arrivate a noi attraverso testi religiosi del VII secolo, vengono sopraffatte dal cinese e dal turco.

Lingue vitali

Le lingue celtiche risalenti ad iscrizioni del V secolo a.C., venivano parlate dalla penisola iberica a quella anatolica (celtico continentale gallico, celtiberico oggi estinte) e dalle isole britanniche (celtico insulare bretone, scozzese, gallese, irlandese). In quest'ultime dal 1000 al 1500 vi è una fioritura intellettuale usante questa lingua, fino al 1700 vi è poi una forte riduzione a favore dell'inglese, da lì in poi vi è una leggera riconsiderazione.

Le lingue germaniche includono il germanico orientale, formato da gotico, vandalo e burgundo oggi estinte, il germanico settentrionale formato da danese, svedese, norvegese (vi è una comprensione fra di esse) e islandese. Il germanico occidentale è formato dal tedesco e dall'inglese (quest'ultimo derivante dal dialetto di Londra).

Le lingue italiche sono formate dal latino e altre varietà minori che furono sopraffatte da esso (osco-umbro, venetico, retico). Il latino acquisì prestigio in quanto era la lingua utilizzata dall'antico impero romano e in seguito perché usato nei testi sacri cristiani. Dalla fusione del latino e delle lingue delle popolazioni entrate nell'orbita romana nascono le lingue romanze. Divise in statuarie, cioè di stato (ambito iberico: portoghese, spagnolo, catalano. Francese. Italiano. Romeno), e non statuarie (ambito iberico: aragonese e asturiano. Ambito francese: occitanico e franco-provenzale. Ambito italo: sardo, friulano, ladino). Fra quelle estinte vi sono il dalmatico e il mozarabico.

Le lingue baltiche sono il lituano e il lettone. Fra quelle estinte ricordiamo il prussiano.

Le lingue slave derivano dal paleoslavo, lingua creata a tavolino per l'evangelizzazione delle genti slave. Il paleoslavo rappresentava una forma di unità culturale che comprendeva tutte le popolazioni slave. Si dividono in slavo occidentale (polacco, ceco e slovacco), slavo orientale (russo, bielorusso e ucraino, molto coese fino al XVIII secolo) e slavo meridionale (sloveno, serbo, croato, bulgaro e macedone).

Le lingue indo-iraniche includono lingue dell'India centro-settentrionale (hindi, urdu, marathi), lingue iraniche (persiano, beluchi, curdo) e lingue nuristane (Pakistan occidentale). Le uniche lingue indo-iraniche in Europa sono quelle degli zingari, lingue "romani" derivanti dall'India nord-occidentale (emigrarono sotto pressione islamica).

Lingue isolate

Caratterizzate dal fatto che le loro lingue-madri hanno generato solamente una sola lingua. Sono il neogreco (derivante dall'ellenistico), l'albanese (derivante dall'illirico) e l'armeno (derivante dall'armeno classico).

Lingue uraliche e turche

Le lingue uraliche comprendono popolazioni del Baltico e degli Urali fino ad arrivare anche in Siberia, ciò è dato dalla massiccia emigrazione sotto la pressione indoeuropea e turca. È divisa in due principali sottogruppi: le lingue ugro-finniche (ungherese, finlandese, estone e il lappone) e le lingue samoiede (yurak, tavgui e ostiaco parlati principalmente da popolazioni nomadi nelle aree uraliche).

Le lingue turche comprendono un territorio che va dai Balcani all'Asia centrale (Uzbekistan, Turkestan), l'elevata estensione deriva dalla caratteristica nomade che avevano i popoli turchi. È diviso nel ramo occidentale (Crimea, Kazan, Baschiria), nel ramo meridionale (Turchia, Azerbaigian, Kossovo) e altre piccole comunità. Il turco ha influenzato le lingue europee prevalentemente a livello lessicale.

Ruolo del greco e del latino nella formazione linguistica europea

In un primo periodo, dopo la conquista e la latinizzazione dei territori invasi da parte dei romani, si riscontra una resistenza da parte dell'area parlante greca. I romani, comprendendo il valore culturale e letterario del greco, applicano una situazione di equilibrio fra le due lingue raggiungendo una buona convergenza linguistica e culturale.

Nell'alto medioevo avviene la rottura di quest'equilibrio attraverso l'intromissione di popolazioni slave meridionali (sclavini) nella penisola balcanica, segnando una divisione fra greci/bizantini e latini/romani. Ciò è dovuto anche al fatto che nel IX secolo l'imperatore bizantino assegnò agli apostoli Cirillo e Metodio l'evangelizzazione dei popoli slavi paleoslavo. A ciò sussegue la divisione religiosa nel 1054 fra chiesa cristiana d'occidente (romano-germanica) e ortodossa d'oriente (greco-slava).

Nel mondo occidentale, via via, viene intrapreso il solo latino per le questioni ecclesiastiche. Infatti, il latino medievale è stato

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Francois Reget di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Scala Andrea.
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