Linguaggio
Realtà filogenetica, facoltà universale dell'uomo che si eredita umanamente geneticamente. È un sistema semiotico basato sulla capacità di associare due diversi ordini di entità come espressione e contenuto. Esso è:
- Dislocazione: capacità di fare riferimento a eventi passati e futuri
- Produttività: capacità di produrre enunciati potenzialmente infiniti
- Doppia articolazione: è dotato di unità di prima articolazione, ovvero dotate di significato, e di seconda articolazione, ovvero unità prive di significato
- Trasmissione culturale: le lingue si trasmettono mediante comunicazione fra le generazioni
- Discretezza: il linguaggio è una realtà digitale, non analogica, ovvero gli elementi del linguaggio hanno confini determinati individuabili contrastivamente. Inoltre non è possibile specificare sempre di più il segnale, ma solo sostituirlo
- Ricorsività: capacità di produrre enunciati sempre nuovi attraverso coordinazione e subordinazione
- Dipendenza dalla struttura: i rapporti non sono solo tra elementi contigui
Lingua
Realtà ontogenetica, che dipende dalla cultura: in pratica si parla la lingua che si sente parlare. Manifestazione storico-naturale del linguaggio umano, è una realtà strutturata, conosciuta alla perfezione dai parlanti, che però non riescono a spiegarla a pieno (sapere chiaro-confuso di Leibneiz). È un sapere fare, una competenza che si esplica nel parlare.
Linguistica
Studio scientifico (formulazione di ipotesi generali che spieghino i fatti particolari; formulazione chiara e controllabile di tali ipotesi) del linguaggio umano. È eteroclita e studia un oggetto non dato. È una disciplina descrittiva, non normativa.
Universali
- Elementi comuni a tutte le lingue (vocali, pronomi di 1° e 2° persona, consonanti occlusive p, b, t)
- Universali implicazionali: Relazioni non contraddette da alcuna lingua esistente ("Se una lingua ha il genere allora ha anche il numero"; "Se una lingua ha il duale allora ha anche il plurale")
Scrittura
È una tecnologia e accessoria, ovvero non è indispensabile per il parlante (infatti esistono comunità senza tradizione scritta, ma non senza tradizione orale!). È un aiuto perché preserva il parlato nello spazio e nel tempo. Viene insegnata, non si apprende per imitazione come la lingua. È conservativa perché una volta che si fissa la norma è molto difficile cambiarla per tenere il passo con il parlato.
Sincronia
Studio della lingua escludendo la variabile tempo, dei rapporti tra elementi simultanei, consentendo di percepire la dimensione sistemica della lingua.
Diacronia
Studio della lingua riferendosi al parametro tempo, con focus sui cambiamenti.
Concreto
Livello dove c'è molta varietà, che dipende da come in quel momento sono posizionati gli organi di formazione (posso dire 10 volte v[i]nti e tramite misurazioni strumentali vedere che ho pronunciato 10 [i] diverse).
Astratto
Livello dove contano le opposizioni e i confini, che non sono uguali in tutte le lingue (ma se passo da v[i]nti a v[e]nti allora supero un confine e genero opposizione).
Langue
Ciò che i parlanti sanno, che è un sapere sovraindividuale che sopravvive al parlante.
Parole
Ciò che i parlanti fanno. È l'esecuzione concreta degli atti linguistici.
Codice
Insieme di potenzialità basate sulla combinazione di elementi secondo delle regole.
Messaggio
Sequenza verbale.