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Linguistica generale

Il linguaggio umano

La linguistica è la scienza che studia il linguaggio umano, cioè cerca di stabilire e investigare i meccanismi che stanno alla base del comportamento linguistico (fine conoscitivo e non applicativo). È una scienza descrittiva e non normativa in quanto posso osservare solo il risultato estrinseco della produzione verbale ma non il processo che vi è dietro, inoltre è una materia d'oggetto non delimitabile.

Il linguaggio umano è un sistema semiotico, cioè associa due diversi ordini d'identità, in questo caso associa un contenuto a un'espressione. Il primo è di ordine mentale (interno) e il secondo di ordine sensoriale (udito e vista). Quindi il linguaggio è l'associazione di un elaborato mentale a una conseguente percezione sensoriale estrinseca.

Il linguaggio umano è unico, anche se sono molti i linguaggi se si prende in considerazione un sistema semiotico (tutti i linguaggi trasmettono un contenuto attraverso un'espressione, in strutture però diverse. Le marmotte che comunicano con i fischi). L'apparato fonatorio animale non consente loro di parlare, è ciò che contraddistingue le capacità di linguaggio delle due specie (oltre alle diverse capacità mentali).

Caratteristiche del linguaggio umano

  • Dislocazione: Capacità di esprimersi nei diversi tempi (presente, passato e futuro) con quindi possibilità di formulazione ipotetica, che ha reso l'evoluzione (gli animali hanno memoria, ma non sanno ragionare al passato).
  • Produttività: Capacità di espressione attraverso la combinazione e la produzione di parole per comunicare l'enunciato (gli animali hanno segnali fissi e limitati, se hanno 4 suoni possono usare solo quelli).
  • Doppia articolazione: Vi è una struttura a 2 livelli del linguaggio - la prima riguarda dalle unità minime dotate di significato (morfemi, parole, ecc.), la seconda riguarda le unità di suono, prive di significato, che combinate danno vita alle prime. (Il linguaggio animale non è scomponibile).
  • Trasmissione culturale: L'uomo impara a comunicare a seconda del contesto culturale in cui è ambientato. Un bambino tedesco nato in Italia parlerà in italiano (gli animali avranno sempre lo stesso verso).
  • Discretezza: Il linguaggio umano è costituito da elementi che hanno confini ben determinabili riguardo al loro significato, cioè non vi è un passaggio graduale del valore di un dato elemento ad un altro ma vi è un'opposizione ben definibile. Inoltre, questo segnale non è specializzabile, cioè abbassare o aumentare la sua sensibilità, ma solo sostituibile (le api hanno un sistema di comunicazione graduale e continuo, esse definiscono le infinite posizioni intermedie fra il sole e il fiore attraverso la danza dell'otto). In italiano O e U hanno valore opposto, mentre una O lunga e una O corta no (non tutte le lingue hanno gli stessi confini).
  • Ricorsività: È possibile cambiare o ampliare il significato di un enunciato in maniera infinita, aggiungendo una frase subordinata o coordinata.
  • Dipendenza dalla struttura: In una frase le parole non dipendono solo dagli elementi adiacenti (come nel linguaggio informatico) ma possono anche essere collegate a distanza. La macchina rossa che avete distrutto è la mia.

Le lingue

Bisogna distinguere fra linguaggio e lingua, il primo è la capacità filogenetica dell'uomo di sviluppare un sistema di comunicazione proprio, mentre la lingua è l'unica manifestazione del linguaggio. Ci sono più o meno 6000 lingue, con confini abbastanza difficili da decretare. La loro differenziazione è ampia ma questa variazione rientra in certi limiti, cioè vi sono degli universali linguistici che caratterizzano tutte le lingue: vi sono gli universali assoluti, validi per tutte le lingue (la presenza di vocali) e vi sono gli universali implicazionali, cioè elementi non contraddetti in nessuna lingua (se una lingua ha il duale allora ha il plurale. Un elemento A che implica un elemento B).

Cos'è una lingua

È la manifestazione storico-naturale della capacità di linguaggio. È strutturata su più livelli (fonologica, morfologica, sintattica, semantica) di cui il parlante è a conoscenza, con regole a seconda della sua lingua. È una realtà però, per egli, conosciuta inconsapevolmente (è un sapere chiaro/confuso, dove si sa fare ma non si sa come, in quanto siamo anche circondati continuamente da atti linguistici).

Ferdinand de Saussure

Può essere considerato il fondatore della linguistica. Egli si serviva di coppie opposte di parole per spiegare concetti astratti sul tema. Non pubblicò mai nulla, ma i suoi allievi riunirono gli appunti del professore creando il "Cours de linguistique général".

Scrittura vs. parlato

La linguistica privilegia l'espressione orale a quella scritta:

  • Vi sono lingue che hanno solo la forma orale e non quella scritta.
  • Il parlato è la forma primaria di espressione e la scrittura è venuta dopo anche in linea storica.
  • Il parlato si impara in modo naturale, mentre lo scritto ha bisogno di un insegnamento formale.
  • La scrittura è un sistema semiotico di 2° grado.
  • La scrittura è conservativa, mentre il parlato è più facilmente variabile.

Sincronia vs. diacronia

Per studio sincronico intendiamo lo studio di una lingua prendendo in considerazione tutti gli aspetti che vi sono nel presente, a tempo zero. Per studio diacronico intendiamo lo studio di una lingua a livello storico e temporale, quindi il mutamento nel corso del tempo.

Astratto vs. concreto

Vi è un livello astratto dove si prende in considerazione la realizzazione di un suono con tutte le sue diverse intonazioni o durate (se pronuncio 12 volte [a] a livello fisico saranno tutte diverse), e un livello concreto dove queste differenziazioni non vengono percepite, a livello di significato. Quindi nell'astratto vi sono contrasti che nel concreto non hanno alcun valore di opposizione (ogni lingua ha confini diversi).

"Langue" e "parole"

La langue corrisponde alla presenza e conoscenza di una lingua collettiva, è sociale ed astratta. La parole corrisponde alla realizzazione linguistica di un contenuto, è individuale e concreta.

Codice e messaggio

Distinzione dovuta a Jakobson (Iacobson), secondo cui il codice corrisponde all'insieme di regole che dirigono gli elementi di una struttura d'espressione (astratto), mentre il messaggio è la realizzazione di questi secondo le unità del codice. In un determinato codice però non vi sono tutte le possibili combinazioni fra elementi.

Competenza ed esecuzione

Distinzione dovuta a Chomsky, secondo cui la competenza (astratto) è la conoscenza della lingua a livello individuale (e non sociale come Saussure) mentre l'esecuzione è la realizzazione espressiva (concreto). La competenza è l'insieme delle conoscenze linguistiche che un parlante ha. Può essere fonologica (un determinato suono non può precedere un altro, pena la malformazione della parola), morfologica (una parola anche se corretta a livello fonologico può non avere significato, formazione di parole composte), sintattica (ordine e uso delle parole per comunicare un determinato significato) e semantica (conoscenza del significato intrinseco delle parole e delle frasi). Queste conoscenze fanno parte della grammatica dei parlanti, cioè l'insieme di conoscenze delle regole linguistiche immagazzinate nella mente del soggetto.

Rapporti sintagmatici vs. rapporti paradigmatici

I rapporti sintagmatici sono quelle regole che vigono orizzontalmente fra gli elementi (parole e suoni) di una frase (se uso la parola "gatti" il suo articolo dovrà essere per forza "i"). I rapporti paradigmatici sono i rapporti fra gli elementi che possono essere scelti alternativamente in un enunciato (in una frase, con significato permettente, posso usare come soggetto delle alternative: o "gatto" o "cane" o "topo"). I primi sono in praesentia e sono obbligati, i secondi sono in absentia e mettono ordine a seconda della scelta (fanno parte della langue). Saussure definì che ogni elemento ha valore a seconda dei rapporti paradigmatici e non ha valore in sé.

Il segno linguistico

È costituito dal significante, cioè la sequenza di suoni che viene prodotta (espressione), e il significato, cioè l'immagine mentale del concetto (contenuto). La scienza che si occupa del loro studio è la semiotica e hanno 3 principali proprietà:

  • Distintività: i segni linguistici si distinguono uno dall'altro;
  • Linearità: si muovono lungo un'asse lineare di successione ("Giulia ama Paolo" è diverso da "Paolo ama Giulia");
  • Arbitrarietà: il significante e il significato non sono collegati da una ragione valida e giustificata. Vi è anche una seconda arbitrarietà fra referente (cioè l'oggetto a cui ci si riferisce nel mondo reale) e il segno linguistico stesso ("pennarello" può prendere in considerazione tutti i pennarelli e non soltanto quello a cui mi riferisco).

Vi sono però dei casi in cui il rapporto fra significato e significante non è prettamente arbitrario: è il caso delle sinestesie (attivazione di due sensi contemporaneamente), in cui il suono riconduce a una sensazione precisa (il suono [i] ricorda qualcosa di piccolo (petit, little,..)), e di altre limitazioni di 2° grado (ventidue è formato da "venti" e "due"). Se prendiamo in considerazione anche il referente: onomatopee, in cui il suono è iconico al referente; metafore, il significato è in parte iconico al referente perché coincide con alcune caratteristiche di quest'ultimo (linguetta della scarpa, riferito a lingua); metonimie, in cui una parte del significato è parte stessa del referente (gli azzurri per indicare i giocatori della nazionale, riferito al colore della maglia).

Tipologie di segni

  • Icone: l'espressione rimanda al contenuto per somiglianza, rapporto iconico.
    • Immagini: vi è il massimo grado di somiglianza (una foto ha una fortissima somiglianza col paesaggio descritto).
    • Diagrammi: parallelismo delle relazioni fra le parti dell'espressione e le relazioni fra le parti del contenuto (rappresentare le ricchezze degli stati attraverso la loro grandezza sulla carta geografica).
    • Metafore: somiglianza parziale che prende in considerazione solo certi aspetti (caricature).
  • Indici: l'espressione rimanda al contenuto per prossimità. Dove finisce uno inizia l'altro, rapporto indessicale (il fumo indica il fuoco).
  • Simboli: il legame fra espressione e contenuto è arbitrario e convenzionale (triangolo come segnale di pericolo).

Le lingue sono prettamente un sistema simbolico e arbitrario, se si prende però in considerazione la provenienza etimologica delle parole stesse ci si può ricondurre a una motivazione. Col tempo sono divenute arbitrarie.

Funzioni di una lingua

  • Funzione emotiva: espressioni di stati d'animo.
  • Funzione referenziale: funzione informativa.
  • Funzione fatica: controllo dell'apertura del canale di comunicazione.
  • Funzione metalinguistica: parlare di un codice attraverso il codice stesso.
  • Funzione poetica: costruzione di un messaggio che costringe l'ascoltatore a ritornare su di esso e ad apprezzarne la composizione.
  • Funzione conativa: esortazione o comando al fine di agire sul comportamento dell'interlocutore.

Iconicità e grammatica

Anche nelle costruzioni grammaticali vi può essere un certo grado di iconismo, cioè che vi sia un collegamento fra il significato e la grammatica della parola ("giallo" diviene "giallissimo" o "giallogiallo" per intensificare il suo grado).

Fonetica e fonologia

I suoni

Sono unità minime prive di significato, sono quindi unità subsemiche.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Francois Reget di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Scala Andrea.
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