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Appunti di linguistica

Scala 27 settembre

La linguistica è lo studio scientifico del linguaggio umano; scientifico perché riguarda le modalità di approccio, formula ipotesi generali che rendono conto dei particolari (di fronte a due ipotesi generali di concorrenza, scelgo quella più semplice e più generale ma che abbraccia più oggetti; la formulazione di ipotesi in modo chiaro e controllabile, formulare spiegazioni falsificabili, sperimentabili, permette un controllo pubblico.

Oggetto e limiti della linguistica

Il linguaggio umano ha diverse caratteristiche:

  • Infinito: gli elementi accessibili sono potenzialmente creativi;
  • Costituito da fenomeni intrinsecamente non osservativi; possiamo cogliere la manifestazione del fenomeno ma non il meccanismo neurofisiologico che lo produce; il linguaggio è basato su principi psicologici-cognitivi;
  • Non è un oggetto dato ma si delimita all'ampiarsi della ricerca. Ha un oggetto senza confini perché i temi si modificano con la ricerca.

La linguistica è:

Descrittiva e non normativa; bisogna considerare tutte le espressioni del linguaggio umano e non le istruzioni o le regole. Ci spiega dunque non come si fa ma perché si fa o perché si può fare diversamente. La stabilità deriva da una norma, un modello.

Eteroclita, composita: può lavorare solo con le conoscenze di altre scienze (pedagogia -> processi di apprendimento; genetica -> perché si parla; fisica acustica -> come si producono i suoni; psicologia -> modalità di apprendimento e le strategie d’uso; genetica-> motivazioni).

Cos'è il linguaggio umano?

È un sistema semiotico basato sulla capacità di associare 2 entità diverse: contenuto (di ordine mentale) ed espressione (di ordine sensoriale). Semiotico=abbraccia tutti i sistemi di segni. L’espressione è ciò che può cadere sotto la sensazione umana, ciò che provoca un contenuto; il linguaggio associa il contenuto a un’espressione fonica che lo manifesta.

Il linguaggio è prioritario, i cambi di canale sono secondari. Il linguaggio come sistemi semiotici sono molti, a operazione più complessa corrisponde segnale più complesso. La differenza tra i linguaggi è basata sulla struttura e non sulla funzione; l’organizzazione è altamente specifica, cioè propria della specie homo sapiens sapiens.

28 settembre

Principali caratteristiche del linguaggio umano

Dislocazione: possibilità di fare riferimento a fatti passati e futuri ma non presenti; il linguaggio umano ha strumenti per fare riferimento ad eventi non presenti.

Produttività: gli enunciati sono potenzialmente infiniti, strutturati in modo sempre diversi. Esistono animali che si servono di canali acustici che associano contenuti ad espressioni. I linguaggi degli animali sono a referenza fissa (es cercopiteco; l’uomo può usare la metafora predicando caratteristiche di un oggetto riferendole ad altro).

Doppia articolazione: il linguaggio è doppiamente articolato, 2 livelli di organizzazione definiti da André Martinet. (es oggi ho parlato a una capra)

  • Prima articolazione: unità dotate di significato, come morfemi e parole.
  • Seconda articolazione: unità prive di significato ma componibili tra di loro per creare nuove dotate di significato, i foni.

Ogni enunciato è composto da unità dotate di significato; la seconda articolazione riguarda la divisione in foni, singole unità di suono prive di significato, sono unità circoscrivibili, ne vedo inizio e fine ma nessun significato; possono essere usate per creare parole con significato. Es [p] [r] [t] [o] [l] creano il fonema [‘pɔr,to] ma come si spiega la specificità? Un cane non può scomporre e ricomporre unità, bau non diventerà mai uab. (Bau ideofono).

Trasmissione culturale: ha radici biologiche e filogenetiche, trasmettiamo la predisposizione a parlare con i geni. Ciò avviene solo in forme storico-culturali. Es un bambino che nasce in Germania ma viene allevato in Francia dirà sucette (ciuccio) edodo (nanna) ma non Schnuller o Heia. Parlare è sempre parlare una lingua di chi sta intorno, la predisposizione al linguaggio ha una base genetica specifica ma si concretizza solo in varietà storico-culturali, si determina culturalmente.

Discretezza: gli elementi del linguaggio umano hanno confini determinabili, discreti (si oppone a continuo; analogico/digitale). Le unità hanno confini, in mezzo ad esse non esiste nulla. Es cara [k-]Gara [g-] Dal punto di vista particolatorio la differenza tra [k] e [g] sta nella vibrazione o meno delle corde vocali, i due suoni sono completamente diversi. [i] [e] [ɛ] in questi suoni si abbassa gradualmente la lingua ma sono suoni totalmente distinti e discreti.

I confini sono individuabili; ho un cambiamento di significato mettendo a confronto due unità. (linguaggio api analogico; variazione di venti e vènti).

Ricorsività: possibilità di creare enunciati sempre nuovi e potenzialmente infiniti tramite la coordinazione o la subordinazione. Possibile nella competenza ma scomodo nell’interlocuzione.

Dipendenza dalla struttura: la lingua è una manifestazione storico-culturale del linguaggio; le frasi contengono rapporti non solo tra parole vicine ma anche a distanza.

30 settembre

Il linguaggio è diverso dalla lingua (da ingl human language, German language). È una facoltà universale con caratteristiche filogenetiche = ho tutto ciò che mi serve per parlare, tutti gli organi filologici. Questione di filogenesi. La lingua è una questione di ontogenesi, qualcosa che si apprende crescendo in un ambiente, è una manifestazione storicamente determinata. Anche una parte della mimica facciale è filogenetica, quasi tutti i sistemi di comunicazione degli animali sono filogenetici, il resto si apprende con la vita in comunità. Esiste un linguaggio ma infinite lingue: esiste un limite alla variazione interlinguistica?

Universali

  • Assoluti: presenti in tutte le lingue del mondo (es suoni vocalici, consonanti occlusive, pronomi di 1° e 2° persona); sono elementi, configurazioni, strutture.
  • Implicaionali: rapporto non contraddetto da nessuna lingua nel mondo. Es se una lingua possiede il genere allora ha il numero: è basato su un’implicazione; che possibilità logiche si aprono?
    • Lingue che hanno genere e numero
    • Lingue con numero ma senza genere (ungherese, turco, armeno)
    • Lingue senza genere né numero (cinese mandarino, pirahã)

Se una lingua ha il duale, ha anche il plurale, non esistono lingue senza numero ma con genere. Il significato del concetto di plurale è variabile a seconda del sistema. Se ho solo il singolare non possiedo il concetto di numero.

Cos'è una lingua?

È la manifestazione storico naturale della facoltà del linguaggio. È una realtà strutturata su più livelli; conosciuta alla perfezione dai parlanti ma in modo inconsapevole; è un sapere chiaro-confuso. È un saper fare, una competenza pratica, applicativa, che si esplica nel saper dire ciò che si vuol dire.

Cosa sa il parlante?

Sa tantissime cose inerenti ai vari livelli di strutturazione di una lingua:

  • Livello fonetico: sa dire [f] e sa che non può essere preceduta da [p] o [v], sa quindi che non ogni suono può essere accostato da un altro. (in ted si può pf).
  • Livello morfologico: sa costruire i contrari; felice -> infelice MA caldo -> incaldo. Sa dove arrivano le regole.
  • Livello sintattico: sa dire ho chiamato Carlo e non ho telefonato Carlo. Non è una prospettiva normativa ma descrittiva.
  • Livello semantico: serata calda / accoglienza calda. Serata afosa / accoglienza afosa. L’organizzazione di una lingua può variare ma entro i limiti e gli universali ci danno un margine di variazione. La facoltà del linguaggio è comune a tutte le lingue.

1200 Ruggero Bacone afferma che la grammatica è uguale nella sostanza ma varia accidentalmente. ‘800 si apre la riflessione sui limiti della variabilità di una lingua a partire dalla descrizione di nuove lingue con comportamenti diversi. Nasce la necessità di considerare quanto può variare una lingua.

Ragionando per coppie di concetti

Scrittura vs parlato

Le lingue si possono parlare e non scrivere ma non viceversa; il parlato è primario e lo scritto è secondario. La parola viene potenziata dalla scrittura in durevolezza, la conserva, la fa durare nel tempo e ne permette la trasmissione nello spazio. La scrittura è quindi una tecnologia secondaria, mentre il parlato è naturale, primario, prioritario. Bisogna inoltre considerare la questione dell’apprendimento: la scrittura permette un insegnamento esplicito, mentre per il parlato basta l’imitazione di chi sta intorno. La linguistica si occupa di ciò che si parla, come si parla, prescinde dalle strutture grammaticali. La scrittura è accessoria, conservativa, la pronuncia cambia ma non la grafia (knight).

Sincronia vs diacronia

Discussa da Ferdinand de Saussure (insegna a Ginevra e muore 1912), nel Course de linguistique générale. La distinzione riguarda non l’oggetto di studio ma la modalità di studiare.

  • Studio sincronico: considerare una lingua a tempo zero, come si parla qui e ora, senza preoccuparsi del prima o dopo, escludere la sua variazione nel tempo. Evidenzia meglio i rapporti tra elementi simultanei in una lingua. Es perché in italiano non ci sono le declinazioni? Che rapporto c’è con il latino? Lo studio sincronico comprende i rapporti di simultaneità di due sistemi, gestisce la simultaneità di una lingua. Un sistema è un insieme di relazioni funzionali tra elementi simultanei: ognuno può svolgere una parte, sono legati da solidarietà sistemiche, gli uni limitano gli altri. Ogni lingua ha una dimensione sistemica, le regole e i processi lavorano tra di loro per produrre un lavoro comune = parlare.

Es sistemi vocalici: mi preoccupo di vedere come sono organizzati 2 sistemi (latino e italiano):

  • Latino: 5 timbri vocalici ma 10 vocali a seconda della durata (a, e, i, o, u ma brevi o corte, palus diverso da pālus); 2 strategie: durata e timbro.
  • Italiano standard: 7 vocali (a, e, ɛ, i, o, ɔ, u): 1 strategia solo timbro.
  • Arabo classico: 6 vocali, 3 timbri (a ā, i, ī, u, ū). Stesso numero di strategie del latino ma inventario di timbri minore.
  • Studio diacronico: studiare come nel tempo cambia e si evolve rispetto al parametro temporale. Es: Espressione dell’oggetto diretto: in latino si usa l’accusativo, in italiano la posizione delle parole. Espressione della determinatezza: in latino manca, in volgare si usa ille, illa, illud, nelle lingue romanze l’articolo preposto o postposto.

Non è la lingua che è sincronica o diacronica ma l’approccio. Esistono cambiamenti e conoscenze a tempo zero, sono due modalità, due approcci per studiare. Eugenio Croseriu parla di transitus ab intellectu ad rem per aver attribuito alla lingua facoltà dell’intelletto.

Astratto vs concreto

Se pronuncio 10 volte la parola vinti registro 10 [i] diverse tra di loro. Se pronuncio [venti] [vɛnti] [vanti] registro 3 suoni completamente diversi; c’è un confine di opposizione tra questi suoni. I tanti suoni diversi sono la dimensione concreta del linguaggio; i confini tra i suoni sono astratti ma mi permettono di far funzionare il linguaggio. Il confine è funzionale se produce parole di diverso significato; essi sono diversi da lingua a lingua.

Es in arabo posso pronunciare [‘malik] [mɛlik] [mɛlek] [malek] che dico sempre re, i confini tra i suoni non sono funzionali. Le opposizioni valgono più degli elementi. In italiano i confini hanno valore psicologico ma anche funzionale, sono dunque linguisticamente pertinenti. A livello concreto esistono infiniti suoni, a livello astratto alcuni suoni possono realizzati in diversi modi. In italiano l’opposizione di lunghezza non crea suoni diversi.

Langue vs parole (Sausurre)

La langue riguarda il livello astratto, ciò che i parlanti sanno fare. La conoscenza sovraindividuale, comune per il fatto di parlare la stessa lingua, condivisa con gli altri, una modalità storica di parlare, un sapere sociale che preesiste e sopravvive al parlante. La parole riguarda il livello concreto, ciò che i parlanti veramente fanno, l’esecuzione completa di atti linguistici, non passare i confini, non usare indifferentemente l’uno o l’altro suono.

Codice vs messaggio (Jakobson)

Il codice è l’insieme di potenzialità che il parlante possiede basata sulla combinazione di elementi secondo regole. Il messaggio è la sequenza verbale costruita secondo un codice MA so che posso fare male e non *mlea o *ealm. Non tutte le possibilità del codice sono sfruttate (es lema non viola nessuna regola ma non esiste). Non tutte le lingue sfruttano stessi elementi e stesse regole.

Competenze vs esecuzione (Chomsky)

Le competenze riguardano il livello astratto e mentale, individuale seppur largamente condiviso dalla comunità. L’esecuzione riguarda la parola e il messaggio. Nella riflessione di Chomsky l’aspetto sociale del linguaggio rimane in ombra.

Rapporti sintagmatici e rapporti paradigmatici

I rapporti sintagmatici sono quelli in praesentia, rapporti tra elementi compresenti in un enunciato orizzontale appartenenti alle parole. I rapporti paradigmatici sono in absentia, rapporti intrattenuti tra elementi che possono essere scelti alternativamente in base alla condivisione di qualche caratteristica, rapporti verticali. Il sistema è la langue.

Es:

  • RS RP
  • Il gatto incontrò un grosso alano sdentato
  • I gatti vide vecchio
  • Un treno schivò ridicolo
  • La gatta incontrerà piccolo

La selezione dei rapporti sintagmatici è causata da un elemento compresente nella frase e dall’opposizione fonologica che crea parole di diverso significato. L’omogeneità è la prova del rapporto paradigmatico, manifesta la stessa tipologia d’informazione.

In sintesi

I rapporti sintagmatici sono obbligati, ineludibili, pena la produzione di una frase malformata. I rapporti paradigmatici hanno un ruolo molto più essenziale per la lingua (appartenenti alla langue) perché si basano sui confini, consentono a ogni elemento di svolgere la sua funzione nel sistema. Saussure notò che a definire il valore di ogni segno linguistico non è la sua natura concreta ma il suo essere diverso dagli altri, la lingua è fatta di diversità, ogni elemento si definisce a partire dai limiti posti dai rapporti paradigmatici tra gli elementi.

Es:

  • Italiano latino persiano
  • Bambino puer
  • Ragazzo puer
  • Mangiare khordan
  • Bere khordan

I diversi significati esistono in virtù dei rapporti che hanno con le altre parole.

5 ottobre

Ogni elemento di una lingua è in relazione sistemica con altri, si definisce in funzione e limiti in base ad altri elementi. Il significato di una parola è determinato dall'esistenza di un'altra parola (es latino bambino, ragazzo, puer). Si delimita lo spazio semantico a disposizione. Italiano andare diventa in tedesco gehen (andare a piedi) e fahren (con mezzi).

Altri esempi:

  • In ita posso pronunciare [t] seguita da piccola aspirazione non fa problema perché non invade lo spazio del suono più simile [d]. (es topo, dopo). Si chiama campo di dispersione l'insieme di tutti i suoni che non creano fraintendimenti.
  • Jakobson, codice e messaggio: non tutte le lingue sfruttano stesse regole ed elementi.
  • Armeno orientale: se pronuncio t o t aspirata, porto alla realizzazione di parole con significato diverso. [tan] della casa, [than] bevanda a base di yogurt. Contenuto e funzione degli elementi si definiscono a partire dai confini imposti da altri elementi, soprattutto i più affini. Il margine di espressione nella realizzazione del fono t in cinese comprende anche d ma non th.
  • Esempio estremo: ci sono lingue in cui mancano elementi affini a certi suoni, quindi grande libertà di produzione di suoni. Nelle lingue polinesiane c'è un solo suono sordo, pronunciare p tk non ha differenza. Il campo di dispersione è più ampio.

Significante e significato (Sausurre)

Anche un linguaggio è un sistema semiotico, contenuto diventa significato ed espressione significante. Espressione = veicolo del contenuto, significante, immagine acustica ovvero sequenza di foni che costituisce la dimensione accessibile ai sensi. Il linguaggio è fatto da stringhe di suoni percepibili dal nostro udito che veicolano un significato. Significato = contenuto, immagine mentale suscitata dal significante. Potrebbero definirsi 2 facce della stessa medaglia, sono strettamente connessi tra loro, inseparabili. La loro unione inscindibile è detta segno linguistico. Tutto ciò che nel linguaggio è dotato di significato è un segno. Le unità di prima articolazione sono segni. Ogni parola è un segno linguistico perché ha suono e significato.

Proprietà del segno linguistico

  • Distintività: si distingue da altri segni: maglia diverso da paglia diverso da raglia ecc..
  • Linearità: quando parlo i suoni si dispongono secondo una certa sequenza nel tempo; è malamente rappresentata dalla scrittura. Si muove lungo un asse temporale. Gli elementi non si manifestano tutti insieme ma vengono detti uno dopo l'altro; Anna ama Paolo diverso da Paolo ama Anna; pane diverso da enap.
  • Arbitrarietà: non vi è alcuna ragione che giustifichi l'unione di un certo significante con un certo significato. ( es it. luna, ted...
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher favoletta91-votailprof di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Scala Andrea.
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