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I generi nella storia della televisione italiana

Gli anni '50: Le origini

I generi nascono all'interno di un contesto storico determinato e si evolvono con il mutare dei tempi. La televisione non nasce naturalmente dal nulla, bensì si sviluppa e si organizza:

  • Da un punto di vista aziendale, all'interno degli apparati industriali della radio;
  • Da un punto di vista del contesto socio-culturale, in un mondo della comunicazione già ricco di offerte e contenuti.

Per quanto riguarda il primo punto, la televisione eredita dalla radio la possibilità di trasmettere in diretta, la diffusione domestica degli apparati di ricezione, l'appartenenza dei sistemi produttivi allo Stato. Per il secondo punto, il nuovo mezzo televisivo si confronta con i media che l'hanno preceduto. Visti i legami con la radio, tanto il palinsesto quanto molti generi specifici vengono mutuati da questo mezzo di comunicazione. Un caso di passaggio diretto dalla radio alla televisione si è verificato negli USA con la soap The Guiding Light (Sentieri, Canale 5, 1982), che nata in radio alla fine degli anni '30, ha continuato a proporre le sue storie e i suoi personaggi in televisione. Quest'ultima ha poi dovuto confrontarsi con il cinema, con il quale condivide il linguaggio espressivo (cioè il mix di immagini e suoni), e con il teatro (da quello di prosa a quello di varietà e spettacolo).

La Rai delle origini prende poi a modello altre istituzioni, come la scuola (l'esempio più famoso è il programma "Non è mai troppo tardi", Canale nazionale, 1960). In realtà il mezzo televisivo va rielaborando i suoi modelli, e crea nuovi generi proprio a partire dal ripensamento di quelli già consolidati e facendoli ruotare attorno a tre funzioni: informare, cultura, intrattenimento.

Gli anni '60

La televisione vede negli anni '60 l'affermazione della sua centralità nel sistema nazionale dei media. Tra le nuove possibilità tecnologiche annoveriamo:

  • Le trasmissioni via satellite, che permettono la diffusione in contemporanea mondiale di eventi di cronaca e sport;
  • L'introduzione dei sistemi di registrazione videomagnetica (Ampex), che consentono non solo di registrare, ma anche di montare immagini riprese dalle telecamere.

Dal punto di vista dei generi, la televisione prende consapevolezza di sé e mette a punto dei codici espressivi autonomi. In varietà abbandona con Studio Uno (Canale Nazionale, 1961) le ricche scenografie di derivazione teatrale, per presentare conduttori, cantanti e ballerini su sfondi essenziali. Anche le fiction televisive iniziano a mostrare personaggi più originali. Se nei primi anni l'obiettivo della Rai era di allargare la base di utenti, nel decennio successivo si cercherà di differenziare le proposte indirizzandole a segmenti di pubblico più specifici. Nascono così alla fine degli anni ’60 i programmi per i giovani.

Gli anni '70

La prima parte degli anni '70 vede convivere nella televisione pubblica un’impostazione tradizionale con l'introduzione nei palinsesti di opere e generi innovativi. Dal 1975 le cose cambiano in seguito alla legge di riforma del sistema radiotelevisivo, quando la Rai viene profondamente rinnovata e si dà il via libera alla nascita di realtà televisive a livello locale. Ciò introduce all'interno della Rai una concorrenza interna all'azienda tra le diverse reti e testate giornalistiche.

In termini di programmazione si verificano cambiamenti e si propongono nuovi generi: nel 1976 su RaiUno nasce Domenica In, programma che cerca di accompagnare l'intero pomeriggio degli italiani. Parallelamente Raidue mette in campo Altra domenica di Renzo Arbore, che porta una novità in più: la possibilità da parte dello spettatore di intervenire per rispondere a semplici giochi e vincere piccole somme. Questo programma è il primo esempio di contro programmazione della televisione italiana. Nascono anche altri generi, come il magazine informativo-spettacolare (RaiDue, Odeon 1976) e le prime forme di talk show con Bontà loro (RaiUno, 1976 di Maurizio Costanzo).

Il fattore palinsesto influisce anche sul sistema dei generi per il fatto di incrementare gli spazi da coprire e, quindi, il numero di programmi. Dalla metà degli anni '70 si ha la creazione di una nuova “striscia” collocata nella fascia preserale di Raiuno, grazie all'utilizzo quotidiano di sitcom o serie americane del formato di mezz'ora: Furia il cavallo del west, RaiUno, 1975; o Happy Days, RaiUno, 1977. Si diffondono poi le televisioni locali.

Gli anni '80

Si vede l'affermazione di un modello televisivo nel quale convivono servizio pubblico e concorrente privato. L'interesse degli operatori televisivi commerciali diventa il conseguimento di indici di ascolto elevati, e l'offerta televisiva si va adeguando a questo obiettivo. Alla fine degli anni '70 erano stati introdotti anche TV a colori e telecomando, con la possibilità di fare zapping, quindi bisogna evitare le fughe di pubblico. La TV “colonizza” nuove fasce orarie e deve quindi pensare con attenzione a modulare la propria offerta in base al pubblico.

Nascono così programmi come Uno Mattina, RaiUno, 1986, Maurizio Costanzo Show e Quelli della Notte, RaiDue, 1985. Per riempire i palinsesti si acquistano serie, soap opera, o sitcom dagli USA o telenovele dal Sudamerica. Questo comporta la riduzione della fiction italiana. Il pubblico si abitua a nuovi generi della fiction americana e ne interiorizza schemi e modelli dei genere. La necessità di riempire i palinsesti delle TV commerciali porta a rielaborare generi prima presentati in vesti più prestigiose e meno quotidiane, come il quiz, il cui basso costo ne sancisce la fortuna. La Rai sviluppa la cosiddetta TV-verità, e tra i programmi si trova “Chi l’ha visto?”, 1989.

Gli anni '90 e il presente

Gli ultimi 10-15 anni della televisione italiana vedono allo stesso tempo il consolidamento della televisione italiana di ciò che si era venuto strutturando negli anni '80 e nello stesso tempo la presenza di molti segnali di discontinuità rispetto al passato. La necessità di competere con prodotti provenienti da mercati internazionali porta alla rinascita e allo stesso tempo a una riformazione della fiction televisiva. I legami sempre maggiori del mezzo televisivo con il mondo dei media e della comunicazione hanno fatto crescere le occasioni di interazione tra telefonia, Internet e televisione, dando luogo a programmi già pensati come “multipiattaforma”.

L'accentuazione del livello di competitività tra le reti ha portato alla necessità di avere a disposizione sempre più prodotti ed essere sempre un passo più avanti dei concorrenti. Il sistema dei generi è stato duramente messo alla prova da questa rincorsa alla novità, che spesso ha rimesso in discussione le più consolidate regole di genere con la creazione di ibridi. Un altro elemento di discontinuità rispetto al passato è dato dalla sempre più massiccia presenza della televisione all'interno di altri settori, che a loro volta sono stati accolti all'interno dei suoi contenuti.

La mappa dei generi televisivi

All'interno di un palinsesto si susseguono numerose tipologie di programmi. Per iniziare una suddivisione in generi partiamo da una macrodistinzione relativa all'origine dei prodotti:

  • Programmi non creati appositamente per la TV: come il cinema (corti o lungometraggi);
  • Programmi prodotti per la TV: tutto il resto del palinsesto, comprese le riprese dirette di eventi extratelevisivi.

Anche per questa macrodistinzione ci sono delle eccezioni: come i prodotti televisivi distribuiti nelle sale cinematografiche o prodotti pensati in origine per il grande schermo e poi arrivati direttamente in televisione.

Generi extratelevisivi, promozione e pubblicità

Il cinema

Il mondo del cinema ha costruito una complessa griglia di generi che ha sviluppato lungo il suo secolo di vita traendo spunto dai generi letterari popolari preesistenti e nello stesso tempo ha costituito un modello fondamentale per la successiva strutturazione del sistema dei generi della fiction televisiva. Generi consolidati nella storia del cinema sono: musical, western, avventura e fantasy, commedia, drammatico e melò, thriller e horror, poliziesco action giallo e spionaggio, comico, storico letterario, fantascienza, cartoon.

Videoclip e trailer

I palinsesti attuali presentano prodotti che è difficile attribuire in modo netto a una delle due macrodistinzioni: ad esempio, i trailer dei film, sono promozionali rispetto a questi ultimi, ma realizzati per andare in onda sia in televisione che nelle sale cinematografiche. Anche i videoclip musicali: si tratta di filmati che alla fine degli anni '70 accompagnano le canzoni di musica leggera più diffuse sul mercato discografico. Presentano una gran varietà di formule: quelli orientati verso la narrazione, quelli evocativi o quelli incentrati sulle performance dei musicisti.

La pubblicità e l'autopromozione

Uno spazio importante in termini di tempo all'interno dei palinsesti è rappresentato dalla pubblicità di prodotti e servizi esterni e dalla promozione dei programmi delle stesse emittenti (promo). La pubblicità si è sviluppata in forme molto diverse nella storia della televisione italiana. I primi esempi sono i messaggi pubblicitari contenuti all'interno di Carosello: filmati di durata notevole rispetto agli attuali 3 min circa, in cui la parte pubblicitaria occupava gli ultimi 30 secondi ed era posta dopo un breve sketch comico interpretato da attori o personaggi famosi. A partire dalla seconda metà degli anni '70, i messaggi pubblicitari diventeranno più brevi (spot) e diffusi nelle televisioni commerciali. La ricerca di nuove formule per rispondere alle esigenze degli investitori pubblicitari porta all'ideazione di nuovi formati quali:

  • Telepromozione: spazio pubblicitario interno a un programma, eseguito dal conduttore stesso (Carlo Conti);
  • Televendita: programma commerciale durante il quale vengono esibiti dei prodotti acquistabili (Eminflex);
  • Billboard pubblicitario: invito all'ascolto o ringraziamento inserito in testa o in coda al programma (prima di un medico in famiglia);
  • Diario: messaggio pubblicitario breve (5'') posizionati in testa al break.

L'autopromozione dei programmi televisivi ha ripreso dagli spot pubblicitari la brevità della comunicazione e dai trailer cinematografici le modalità di presentazione dei prodotti. Tra le varie tipologie ricordiamo quelli evocativi (musiche e immagini per il lancio di un nuovo prodotto; tendono a creare e prolungare le aspettative del pubblico → meccanismo di teaser); i promo di mantenimento (quando un programma ha già debuttato); i backstage, usati per lanciare le nuove fiction.

Generi, format e formati

Il genere si riferisce principalmente alle caratteristiche comunicative di un programma, il format è più legato al versante produttivo-distributivo; il format è un concetto che nasce soprattutto per tutelare il diritto d'autore delle idee di un programma e per permetterne una commercializzazione.

I programmi prodotti per la TV: Le 4 macroaree

Tra i programmi propriamente televisivi si distinguono 4 macroaree che derivano dall'osservazione delle routine produttive e distributive, dal rapporto stabilito col pubblico, dalle funzioni svolte all'interno del sistema televisivo, dalle caratteristiche di contenuto e forma. Sono 4 etichette, ognuna delle quali si concentra su un aspetto diverso:

  • La fiction sulla presenza di una forma di racconto;
  • L'intrattenimento sulla funzione che deve svolgere, legata al divertimento;
  • L'informazione sul...
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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Enze di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e tecnica del linguaggio audiovisivo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Bellavita Andrea.
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