Introduzione: la nascita del cinema
Nascita del linguaggio cinematografico: si passa dal grado zero del linguaggio cinematografico alla progressiva acquisizione di quelle che sono le possibilità espressive del linguaggio in ambito cinematografico. Si parla di sintassi cinematografica che definisce il cinema in quanto linguaggio e forma d'espressione. Esistono tre grandi ambiti:
- Cinema come linguaggio
- Cinema come espressione (modo attraverso il quale il cinema costruisce i propri significati)
- Cinema come racconto
Il cinema nasce più di 100 anni fa: il 28 dicembre 1895. I fratelli Lumiere in un caffè parigino (Café de Paris) quella sera hanno per la prima volta esibito e proposto (ad un pubblico pagante: 1 franco) i loro film (erano di durata brevissima: 60 secondi al massimo ciascuno). I due fratelli inventarono il cinematografo a fine Ottocento (era il 13 febbraio del 1895, quando i fratelli Lumiere, Auguste e Louis, depositarono un brevetto che avrebbe cambiato la storia dell'intrattenimento e delle emozioni umane): un proiettore cinematografico, ovvero una macchina che proietta, a intervalli regolari di alcuni centesimi di secondo, un fotogramma impresso su una pellicola cinematografica che viene fatto scorrere continuamente, e poi attraverso un obiettivo che mette a fuoco l'immagine risultante su uno schermo. → proiezione e ripresa.
Qualche anno prima Thomas Edison aveva inventato il Kinetoscopio (1888) che rappresentò il precursore del proiettore cinematografico. Il Kinetoscopio era in grado di riprendere il movimento ma non era in grado di proiettarlo sul grande schermo. Il cinema colpì subito tantissimo i primi telespettatori in quanto era un meccanismo capace di riprodurre fedelmente la realtà in movimento e parallelamente quella del tempo.
Limiti dei film di Lumiere
- Immagini prive di colore
- Immagini di mediocre qualità
- Bidimensionali
- Racchiusi da una cornice
- Privi di sonoro
Primo blocco dei film di Lumiere
- Il pasto di un bebè
- Una partita a carte
- L'uscita degli operai
- L'arrivo di un treno
Sono film che rappresentano fatti della vita quotidiana, azioni abituali e di tutti i giorni. Rappresentavano eventi attraverso i quali tutti gli spettatori potevano riconoscersi. Questi primi film colpiscono lo spettatore grazie alla rappresentazione della quotidianità e non solo della realtà che viene messa in scena. Successo: trasformare in spettacolo la quotidianità.
Realismo: caratteristica → riproduzione della realtà: documentario, narrativa. Fatti possibili, storie di vita quotidiane e ordinarie. I primi 4 film si rifanno allo spettacolo della realtà → realismo (cinema che si affida ad un alto tasso di veridicità).
Sempre in questi anni si introducono altre possibilità e tendenze:
Fantastico: mondi impossibili. Spettacolo della fantasia. Anche i film delle origini prefigurarono dunque altre tendenze che poi si affermeranno solamente in seguito → cinema come luogo dell'immaginazione e del fantastico.
Secondo blocco di film
- Demolizione di un muro (Lumiere)
- Stregonerie culinarie (Melies)
- Innaffiatore innaffiato (Lumiere)
- Viaggio attraverso l'impossibile (Melies)
Georges Melies è stato un regista, illusionista e attore francese. Viene riconosciuto come il secondo padre del cinema per l'introduzione e la sperimentazione di numerose novità tecniche e narrative. A lui è attribuita l'invenzione del cinema fantastico e fantascientifico (che filma mondi “diversi dalla realtà”) e di numerose tecniche cinematografiche, in particolare del montaggio, la caratteristica peculiare del nascente linguaggio cinematografico. Con montaggio intendiamo quell'operazione che unisce e mette in relazione fra loro due inquadrature, scene o sequenze, sulla base di un progetto estetico, narrativo e/o semantico.
Melies, gestore di un teatro di spettacoli illusionistici e fantastici, capì che il cinema poteva dare adito alla costruzione anche di mondi fantastici e quindi distanti dalla realtà. Iniziano a svilupparsi i trucchi cinematografici.
Altro esempio di cinema: pubblicitario (uscita degli operai) → oggi molti dei prodotti audiovisivi si basano su questo tipo di cinema.
Narrativa / Finzione: un racconto narrativo può essere reale o non reale. Quando non è reale è perché ci sono degli attori che fingono e quindi in questo caso entra in gioco la finzione che sta sopra al realismo e al fantastico. Anche nella produzione dei fratelli Lumiere troviamo del fantastico: demolizione di un muro → proiezione al contrario: trucco cinematografico. Appena nato il cinema intuisce quindi altre possibilità. In questo caso la possibilità di una strada per certi versi diversa e addirittura opposta alla produzione della realtà. Se con il realismo avevamo la costruzione di mondi reali, ora abbiamo la costruzione di mondi impossibili di carattere fantastico. Ad oggi il 90% dei film sono narrativi / di finzione: dimensione popolare.
Innaffiatore innaffiato
Introduce una dimensione narrativa: raccontare una storia e prefigurare una narrativa di finzione. Gioca su di un mondo costruito soprattutto perché in esso si racconti una storia attraverso personaggi che diventano veri e propri attori al momento delle riprese. Il cinema diventa così una grande forma di espressione: è un successo popolare, di massa, appunto perché vuole raccontare delle storie. L'innaffiatore innaffiato contiene diversi elementi propri del racconto.
Si parla di 4 tappe classiche:
- Esordio: rappresentazione iniziale nella quale non accade nulla (giardiniere che annaffia il giardino)
- Intrigo: parte più cospicua e più lunga che spezza l'equilibrio iniziale (il ragazzo pigia la pompa del giardiniere di modo che dalla quale non esca più acqua utile ad innaffiare)
- Scioglimento: momento in cui viene ripristinato l'equilibrio. Accade qualcosa che mette a posto la situazione (giardiniere che prende il ragazzo e lo allontana: punizione verso chi trasgredisce)
- Epilogo: speculare all'esordio che chiude la storia. Situazione di nuovo equilibrio (giardiniere che riprende il suo lavoro). Non accade nulla.
Ogni racconto è costituito da una tensione tra due poli:
- Soggetto Eroe → tragitto irto d'ostacoli per coronare l'oggetto valore. Talvolta contrastato dall'antagonista
- Oggetto Valore (desiderio)
Qualsiasi racconto è costruito attraverso una tensione tra il soggetto eroe e l'oggetto valore, ovvero il desiderio. Il tragitto è tortuoso, irto d'ostacoli; il soggetto deve superare tutta una serie di prove al fine di coronare l'oggetto valore. Sarà presente anche l'antagonista il cui ruolo principale è quello di rendere difficile il perseguimento dell'oggetto valore al soggetto eroe.
Leggere il racconto pensando al desiderio è come leggere e comprendere il racconto come grande metafora della vita. Il racconto è il mezzo principale per l'uomo al fine di metaforizzare la propria vita. Ogni racconto è una metafora del desiderio. → metafora della vita di ogni individuo. La vita è costituita da delle tensioni desideranti.
Grado zero del linguaggio del cinema
Condizione minima affinché il film esista. Questi film sono molto simili tra loro e appartengono appunto al cosiddetto grado zero, ovvero il punto di partenza del cinema come forma d'espressione.
Caratteristiche per quanto riguarda il linguaggio:
- Sono assenti i movimenti di macchina: la ripresa è fissa per tutta la durata del film
- È presente una sola inquadratura, una sola immagine: il singolo punto di vista permane per tutta la durata della ripresa
- Assenza di montaggio (unione di almeno due immagini)
Caratteristiche per quanto riguarda lo spazio (film costruiti attraverso l'uso dello spazio):
- Frontalità della ripresa
- Centralità: i personaggi sono posti al centro dell'inquadratura
- Uso di campi di ripresa medi: non si sta mai troppo vicino o lontano dal soggetto ripreso. Sono sempre dei totali, includono tendenzialmente tutti i personaggi presenti nella scena
- Altezza sguardo (l'obiettivo della telecamera è all'altezza degli occhi, non ci sono riprese fatte dal basso o dall'alto). C'è dunque un punto di vista teatrale che domina il cinema delle origini.
Eccezioni: arrivo di un treno alla stazione
In questo caso il punto di vista non è perpendicolare ai binari: abbiamo un punto di vista obliquo. Tutto questo fa sì che il treno inizialmente appaia in posizioni più nitide ed in alto rispetto allo schermo, poi abbiamo una idea di avvicinamento alla macchina da presa (il treno sembra diventare sempre più grande). Grazie a questa particolar inclinazione (la ripresa non è di fronte ai binari) è nata una sorta di leggenda per cui si sono spaventati i telespettatori che stavano vedendo questo film in quanto sembrava che il treno stesse uscendo dallo schermo e andando direttamente verso loro.
Cinema come:
- Narrazione
- Semantica
- Affettività
Il linguaggio cinematografico opera su questi tre grandi ambiti.
Méliès: 1903 → Viaggio attraverso l'impossibile
Film a colori (vengono dipinti tutti i fotogrammi del film). La storia narra di alcuni terrestri che intraprendono un viaggio sul Sole e tutto questo darà inizio ad una serie di vicissitudini. Il film è legato ad un punto di vista teatrale: la macchina da presa è posizionata ad altezza sguardo, è presente l'uso dei campi medi ecc. È un film esplicitamente narrativo (di finzione) in quanto racconta una vera e propria storia. L'intrigo è rappresentato dal viaggio vero e proprio. Lo scioglimento si ha quando i terrestri riescono a tornare sulla terra, mentre l'epilogo si ha quando i terrestri vengono accolti da una folla festante.
L'ambito è quello del cinema fantastico: c'è una costruzione di mondi impossibili. È un cinema di studio e non di strada (come erano i film dei fratelli Lumiere). È un cinema le cui riprese si avvalgono di una scenografia vera e propria → gli ambienti sono ricostruiti in studio e sono ambienti che non nascondono la loro artificiosità. È un film che dura tra i 7 e gli 8 minuti. Il film doveva ricorrere in questo caso al montaggio: unione di più inquadrature, non c'è una sola immagine. È presente dunque una operazione di giunzione di più immagini.
In questi film sostanzialmente ogni inquadratura corrisponde ad una scena; non siamo ancora di fronte al montaggio che conosciamo adesso. 1 episodio narrativo → 1 inquadratura: livello minimale della presenza del montaggio (grado zero del linguaggio cinematografico). Il treno volante atterra sulla superficie del sole: c'è il campo medio; è un momento di forte tensione e suspense in quanto non sappiamo nulla, noi telespettatori, sul vero destino dei personaggi. La domanda che si pone lo spettatore infatti è: che fine ha fatto il treno? In questo istante ci sono delle fiammate rosse che oscurano lo schermo e sono atte a prolungare il momento di attesa. Le fiamme poi iniziano a diradarsi fino a scomparire e l'immagine fortunatamente torna trasparente: si rivede il treno ma in una maniera diversa rispetto a prima in quanto sembra che esso sia molto più vicino a noi spettatori. L'immagine del treno è ora ravvicinata. Ci sono alcune scene che sono poste ad una maggiore distanza e altre ad una minore. Tutto questo ovviamente è fatto apposta.
(Bazin: un bambino che muore in primo piano suscita diverse emozioni nello spettatore rispetto ad uno che muore in campo lungo → dimensione affettiva).
Uso del montaggio ed il raccordo in avanti
C'è il passaggio dal lontano al vicino: effetto di montaggio che passa da un'immagine più ampia, lontana ad una più stretta, vicina. Prendendo sempre come esempio il film di Melies precedentemente citato il raccordo in avanti rende invisibile il treno per qualche attimo attraverso le fiamme rosse. Quando le fiamme scompaiono io telespettatore sono più vicino al treno senza quasi che me ne sia accorta. Tutto questo avviene per gradi e con estrema cautela. Ogni epoca ha la sua enciclopedia audiovisiva dominante; quella di fine '800 era spettatoriale, basata quindi sull'esperienza teatrale. Il cinema iniziò ad introdurre col tempo nuovi elementi ma sempre con cautela. Nel nostro caso ad esempio è presente un espediente cinematografico al fine di vedere cosa sta succedendo nello scompartimento del ghiaccio (minuto 5 del film). Il montaggio però in questo caso si basa su una funzione minimale. Nessuna di queste scene è frantumata in più inquadrature. Ogni scena ha una sua inquadratura ben precisa e riconoscibile.
Novità narrativa basata nell'introdurre una figura chiave e fondamentale per ogni racconto: presenza dell'ellisse (salto narrativo). L'arco temporale diventa sicuramente più lungo dei 7 minuti di film. Quello che succede nel film, nella realtà durerebbe settimane, mesi, se non anni. Il tempo della durata del film può essere nettamente inferiore rispetto al tempo della storia grazie appunto all'ellisse. Vi è una costruzione di un universo spazio – temporale diverso rispetto a quello della realtà (l'istanza narrante muove a suo piacere nel tempo e nello spazio). Con il montaggio il cinema costruisce una sua duttilità. Si incomincia a fare meno teatro e più letteratura. Il teatro è un arte rappresentativa mentre la letteratura è un arte più narrativa. Il cinema dunque è come teatro rappresentazione (storia raccontata attraverso l'agire dei personaggi) ma può dar vita anche ad un universo spazio – temporale preciso. Il cinema quindi è da una parte rappresentazione e dall'altra narrazione.
Istanza narrante
Entità astratta che governa un racconto; entità che ci muove a suo piacimento tra tempo e spazio. Obiettivo: rendere concretamente visibile e afferrabile questa istanza. Tutto quello che si vede nelle scene iniziali del film include solo lo sviluppo della storia attraverso l'azione dei personaggi: tutto sembra accadere da solo, come davanti ad un palcoscenico teatrale. Ad un certo punto però accade che il treno viene abbandonato e i protagonisti non appaiono più sullo schermo in quanto la macchina da presa inquadra solo il sole collocandosi in un tempo procedente all'arrivo del treno. Arriviamo prima noi a vedere il sole che i terrestri presenti sul treno. Lo spettatore viene quindi preso e portato in uno spazio differente, in uno spazio altro. Nel cinema in un istante si può passare dunque da un luogo ad un altro (luoghi anche molto distanti tra loro). Questa è una operazione presente in tutti i film costruiti attraverso il montaggio. L'istanza narrante, in ambito cinematografico, è praticamente il narratore. Nello specifico rappresenta tutto ciò che porta avanti la storia, che lascia intravedere il “progetto comunicativo” alla base del film scritto dall'autore. L'istanza narrante può manifestarsi ad esempio attraverso la voce (sia di un narratore esterno, sia di un personaggio) che ci guida nella comprensione del racconto oppure non si manifesta esplicitamente, ma la sua azione comunque è rintracciabile in altri elementi, come le immagini che ci vengono mostrate. Il regista organizza tutti gli elementi in modo tale da orientare in un certo senso la nostra comprensione del film. L'insieme di questi elementi organizzati costituisce l'istanza narrante.
La scuola inglese
Film semplici, minimali e composti da poche inquadrature. Esistono tre tendenze/ambiti in base al rapporto che questi film hanno con il proprio pubblico. Il cinema dunque può essere:
- Commerciale: ciò che colui che guarda si aspetta (es: viaggio attraverso l'impossibile)
- Sperimentale: per definizione rompe i codici e spezza le abitudini. È un cinema rivolto a telespettatori più ristretti e selezionati
- D'autore: mix tra sperimentale e commerciale
Sono piccoli film a basso investimento produttivo. Ogni singolo spettacolo era composto da diversi film. Si andava a vedere l'insieme dei film e non uno singolo come con Méliès. Questo tipo di cinema permetteva di azzardare nuove possibili espressioni. Ogni film si permette di inventare di più.
Il bacio nel tunnel (Smith 1898)
Questo film rappresenta un passo in avanti rispetto ai primi film di Lumiere in quanto esso è costruito basandosi su 3 inquadrature. Questo film si basa ovviamente sul montaggio. Prima inquadratura: dopo qualche secondo abbiamo una inquadratura in movimento; essa è dinamica, si sposta nello spazio. È una ripresa dal punto di vista mobile. Il treno spostandosi determinava il movimento della macchina (il primo movimento di macchina si ha in un film girato a Venezia; lo scopo del film era quello di mostrare i palazzi del Canal Grande della città, la macchina da presa era posizionata su di una gondola. Il film è stato girato dagli operatori dei fratelli Lumiere). Seconda inquadratura: quando il treno e quindi la macchina da presa entra nel tunnel si verifica uno stacco che è un effetto del montaggio. Si passa così da un esterno ad un interno. Il montaggio dà vita dunque alla coniugazione tra lo spazio ed il tempo del racconto. Quando il treno entra nel tunnel abbiamo immediatamente rappresentata l'immagine di due amanti che dopo pochi secondi si baciano. Il montaggio ci consente di modificare il punto di vista della ripresa. La combinazione è: movimento di macchina + montaggio. Il cinema diventa una sorta di macchina che va a spiare cerchi di intimità.
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