Prosodia e metrica
Sillaba aperta e sillaba chiusa
La sillaba aperta termina con un fonema continuo, mentre la sillaba chiusa termina con un fonema esplosivo.
Caratteristiche dei suoni
Ciascun suono che compone la lingua si differenzia per:
- Articolazione
- Durata
- Intensità: data dall'intensità con cui la colonna d'aria è spinta contro gli organi fonatori
- Altezza: corrisponde alla frequenza del suono ed è quindi determinata dal numero di vibrazioni nell'unità di tempo
Accento musicale nel greco e nel latino
Il greco era caratterizzato da un accento musicale, ovvero che si articola utilizzando l'altezza grave o acuta dei suoni. Il latino assume la terminologia prosodica dal greco ed è probabile che anch'esso fosse caratterizzato da un accento musicale, tuttavia il dato è impossibile da accertare.
Durata e quantità del suono
La durata del suono aveva in latino valore fonologico sia in posizione tonica che atona. Quando la durata è analizzata nel contesto di un'opposizione binaria diventa quantità. Il concetto di durata era sentito non come indefinitamente variabile ma articolato secondo un'opposizione binaria.
Leggi metriche
- Legge del trisillabismo
- Legge della baritonesi (sempre rispettata tranne che in casi di ossitonia secondaria, ex. Samnìtis, tis >> Samnìs, itis)
- Legge della penultima
Sillabe brevi e dittonghi in latino
In latino le sillabe brevi sono solo quelle aperte e con vocale aperta. I dittonghi sono formati da un apice vocalico vero e proprio e da una vocale consonantica; possono essere ascendenti (ex. piede) oppure discendenti (ex. causa). In latino vi sono solo tre dittonghi discendenti: au, ae, oe. Eccezioni: heu, neu, ceu, seu, huic, cui.
Particelle enclitiche e accento d'enclisi
Le particelle enclitiche assumono il cosiddetto accento d'enclisi (per alcune enclitiche non più sentite come tali è possibile una doppia pronuncia itàque - ìtaque = fenomeno di epectasi).
Metrica e ritmo
Metrica, da μῆτρον, è connesso alla radice di "scorrere". Come osserva Quintiliano, la metrica non è che observatio carminis, indagine a posteriori delle leggi insite nel linguaggio dei poeti. Ritmo, da ἀριθμός, significa "numero" e quindi il concetto di misura. Ritmo accentativo ≠ ritmo quantitativo.
Se la ripetizione degli schemi prosodici si attua nel contesto (rapporto sintagmatico) allora il discorso è poetico. Se la ripetizione dei moduli prosodici non si attua nel contesto, il discorso è prosastico; questo anche quando vi siano frasi riconducibili a moduli ritmici assenti nel contesto ma chiaramente riconoscibili (rapporto paradigmatico).
I latini in prosa amavano chiudere i periodi con schemi metrici: le clausolae. Un esempio di clausola di Cicerone è esse videatur (al congiuntivo) preferito a esse videtur, poiché questo secondo coincide con la fine dell'esametro (dattilo + spondeo).
Divisione in sillabe
- Di due consonanti consecutive, la prima appartiene alla sillaba che precede, la seconda a quella che segue.
- Nel caso di muta cum liquida, le due consonanti appartengono entrambe alla sillaba che segue; ma se si tratta di composti con preposizione, la preposizione fa sillaba a sé.
- Se una parola termina in consonante e la successiva per vocale, la consonante fa sillaba con la prima sillaba della parola seguente (per fonosintassi).
- Se una parola termina per vocale e quella seguente con un gruppo consonantico, nella maggior parte dei casi, il gruppo consonantico fa sillaba con la vocale seguente.
- L'h è senza valore nel computo delle sillabe.
- Il gruppo qu è indivisibile.
- La x quando si trova fra due vocali.
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Lingua latina
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