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SISTEMI DI MISURA:

Le conosciamo perché trovate nel tempio di Giunone Moneta, dove avveniva il conio

delle monete.

La lunghezza si misurava col pes, i cui multipli erano il cubitus, il passus (5 piedi), la

pertica (10 piedi) e il milium, mille passi

La superficie invece era calcolata con lo iugero, la dimensione territoriale che due buoi

potevano arare in un giorno.

La capacita dei liquidi si indicava con l’anfora, mentre dei solidi col modius (usato per il

grano).

Il peso era misurato colla libra

Le monete:

- asse (che si basa sulla preziosità del metallo di cui è fatta la moneta)

- aureus (25 denari, coniato da Cesare e vale 100 sesterzi)

- denarius (15 assi)

- sestertius

- dupondius

EPIGRAFI:

Incise su un materiale durevole (pietra, bronzo, oro, …).

Le prime riguardano oggetti, perche a scopo pratico.

- CIPPO DEL FORO: Datata attorno al VI sec a.C., è la più antica iscrizione latina

documentata. E’ incisa su un cippo di tufo mutilo nella parte superiore. E’ stato

rinvenuto nel lapis niger, un sito archeologico che si trova nella zona del foro ed è

stato scoperto nel 1899. E’ la zona dove si sarebbe trovata la tomba di Romolo,

profanata dai Galli nel 390 a.C. Secondo alcuni invece essa era la tomba di Faustolo

o Osso; il primo sarebbe il pastore che aveva salvato dalle acque del Tevere i due

gemelli Romolo e Remo, il secondo il nonno di Tullio Ostilio. Il nome del sito deriva

dalla pavimentazione in marmo nero che non risale all’epoca del cippo, ma è di età

molto successiva. La scrittura si snoda su tutti e 4 i lati del cippo e va da sx a dx e poi

da dx a sx per riprodurre il movimento dei buoi che arano il campo.

Traduzione: Chi violerà questo luogo sia maledetto (SAKOS) al re (RECEI), l’araldo

(KALATOREM) prenda il bestiame (IOUXMENTA) giusto.Sembrerebbe una formula di

maledizione, data dal fatto che ci si trovi su una zona sacra. E’ un divieto vero e

proprio. La parte sull’araldo sarebbe un divieto a passarvi anche coi carri perché zona

sacra in quanto di sepoltura, oppure sarebbe un’esortazione da parte dell’araldo dei

sacerdoti a togliere il giogo dagli animali: era infatti di cattivo auspicio per un

sacerdote, soprattutto un augure, incontrare una coppia di buoi aggiogati.

8 giovedì 10 novembre 2016

- FIBULA PRAENESTINA: Spesso un oggetto dava informazioni sulla sua

realizzazione. In questo caso si tratta di una fibbia maschile, in oro, lunga 10 cm e

scoperta a Praeneste, l’attuale Palestrina, nel 1871 e presentata nel 1877 su un

periodico di archeologia da Helbig. Egli la riteneva una scoperta straordinaria perché

l’aveva acquistata da un amico. E’ stata a lungo ritenuta un oggetto autentico ed è

conservata al museo Pegorini, ma nel secondo dopo guerra Guarducci ha avanzato

l’ipotesi che sia un falso storico fatto realizzare dallo stesso Helbing. Oggi la

maggioranza degli studiosi la ritiene autentica e databile al VII-VI sec a.C., perciò è il

testo scritto latino più antico. E’ un oggetto parlante: è l’oggetto stesso a dire il nome

dell’artigiano che l’ha realizzato e il destinatario della fibbia.

- CISTA FICORONI: E’ sempre un oggetto parlante. La cista è un recipiente cilindrico di

metallo/avorio/legno con sotto 3 piedi, due anse e un coperchio, ad uso femminile

come contenitore di gioielli o profumi. Le decorazioni potevano essere sul coperchio o

sui lati del cilindro. La cista in questione prende il nome dell’archeologo che l’ha

trovata nel 1738 a Praeneste. Risale al IV sec, è in bronzo e sul coperchio ha tre

statuette: al centro c’è Dioniso (il dio Dioniso s’accompagnava sempre a un corteo di

satiri e baccanti) e ai lati i satiri. Sui lati del cilindro ci sono delle scene degli

Argonauti. E’ conservata al museo di villa Giulia. La cista dice d’essere il regalo di una

matrona, Dindia Malconia, alla figlia e d’essere realizzata da un artigiano (Novio

Plauto) a Roma.

- LEGGI DELLE XII TAVOLE: Sono le prime leggi scritte, redatte attorno al 451/50 a.C.,

quando i plebei ottennero dai patrizi la creazione di una commissione di magistrati per

mettere per iscritto le leggi. Oggi sono a Roma nel Museo della civiltà romana. Queste

leggi sono una grande conquista in termini di democrazia per i plebei, perché il fatto

che vengano messe per iscritto è una sicurezza contro gli abusi. La legge è espressa

con un imperativo futuro, perché si tratta di un obbligo che varrà da li in avanti.

- FORMULA MAGICA PER GUARIRE LA GOTTA: La società arcaica romana è una

società contadina, che quindi ha una visione concreta e pragmatica delle cose. Anche

la filosofia è molto legata alla vita pratica. Questa frase era pronunciata dai cittadini

quando colpiti dalla gotta. Sono tre segmenti fatti ognuno da tre parole.

Traduzione: La terra si tenga la mia malattia, la salute rimanga qui. nei miei piedi. Ci si

augura dunque che la malattia dal piede passi alla terra (probabilmente veniva

recitata battendo il piede malato sulla terra). Caratteristica arcaica è l’uso di figure

retoriche del suono, come l’allitterazione.

- PREGHIERA PER LA PURIFICAZIONE DEI CAMPI Il campo, prima di essere

seminato, veniva purificato. Il concetto di purificazione era molto caro ai Romani,

anche per esempio in caso di omicidi o luoghi pubblici profanati.

mercoledì 23 novembre 2016

- CARMEN ARVALE

Lases diventa Lares per rotacismo (fenomeno che nel III sec a.C. trasforma le s

intervocaliche in R).

I Lari sono spiriti protettori di luoghi di vario tipo, templi, boschi, luoghi pubblici, campi, …

I Penati sono anch’essi spiriti protettori della casa e della famiglia che vi abita, possono

essere gli antenati della famiglia. Era consuetudine nelle case tenere dei ritratti in onore

degli avi potevano essere pittore o scultorei. Avevano duplica funzione: cementare il

rapporto tra l’abitante e la sua famiglia e incitare alle gesta e ai comportamenti virtuosi

dei predecessori. L’importanza dell’exemplum è riportata da Plinio il Vecchio: racconta

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come la consuetudine di tenere i ritratti ij casa fosse tanto radicata che quando una casa

veniva venduta i tìritratti al suo interno si mantenevano come se fossero un tutt’uno casa

e Penati e per spronarlo a imitarli.

I Mani sono le anime dei morti che hanno funzione protettiva dall’oltretomba per i vivi. I

morti vengono venerati nel Lararium, un altare domestico dove si trovano le statue

rappresentanti i propri defunti e dove si fanno i sacrifici e le offerte domestici.

Marte viene chiamato inizialmente Marmar e successivamente in eta classica Mars.

Nel vv4 si nominano i Semones, divinità legate ai semi.

Si chiede a Marte di tenere lontane pestilenze e rovine del raccolto che portano alla

rovina economica. Gli si chiede di stare sulla soglia del campo e fare in modo che esso

non venga contaminato.

C’è grande uso dell’imperativo futuro, tipico dei testi religioso.

Il numero 3 è simbolico ed evocativo, ad esempio quando un personaggio nell’aldilà

cerca di abbracciare uno spirito lo fa 3 volte.

- SORTILEGIO CONTRO IL GLADIATORE

Preghiera malaugurante.

Le ferie sono i giorni delle festività, che sono i ludi, di cui ne esistono 3 tipi:

- ludi scaenici, che sono rappresentazioni teatrali e possono essere sia tragedie sia

commedie, che ebbero molto successo presso il pubblico romano colto, sia i mimi

nel I sec dC

- ludi circenses, che si svolgono nel circo massimo e sono corse equestri coi carri

(bighe, trighe o quadrighe guidate dall’auriga) che devono fare 7 giri della pista

ellittica detta arena. I due estremi sono segnalati con due colonnine (mete)

all’esterno delle quali si deve girare. Vi partecipano 4 squadre: quella Albata che

simboleggia l’inverno, la Prasina che simboleggia la primavera, la Russata per

l’estate e la Veneta per l’autunno. Soprattutto in eta repubblicana erano gare di

grande successo.

- munera gladiatoria, cioè i combattimenti tra gladiatori armati che derivano da

combattimenti molto antichi gia presenti in Campania ed Etruria. Nel 53 aC si

costruisce il primo anfiteatro per ospitare i giochi tra gladiatorie nell’80 in Colosseo,

che ha una capienza di 50 000 persone circa. La parola gladiatore deriva da

gladius, spada. I gladiatori sono prigionieri di guerra, schiavi o delinquenti. Essi

sono scelti dal lanista, cioè colui che possiede una palestra per gladiatori, che li va

a selezionare al mercato degli schiavi. Lo spettacolo si apre con la discesa dei

gladiatori, il giro e il saluto di rito al Princeps (“ave Caesar, morituri te salutant”).

Iniziano poi i combattimenti, diversi a seconda dell’arma usata e della disciplina: i

mirmillones combattono con spada e casco, i retiarii che invece hanno una rete per

imbrigliare l’avversario e un tridente per finirlo, i thraeces che usano il pugnale e

uno scudo piccolo e rotondo, i samnites sono quelli armati più pesantemente cioè

con scudo e spada. I combattimenti sono molto cruenti e sanguinolenti. Quando un

gladiatore non regge più il combattimento alza il braccio e il dito, simbolo di

richiesta di clemenza; il pubblico con un coro da due possibilità: se urla “mitte”

chiede di lasciarlo andare, se invece vuole farlo uccidere sgozzandolo “iugula”. A

questo punto il princeps, o un magistrato da lui incaricato, decide: se mostra il

pugno chiuso salva il gladiatore (è come se si tenesse la vita nella mano), se invece

fa il segno di ok al contrario (pollice verso) lo fa uccidere. A volte i gladiatori

combattono su dei carri oppure contro belve feroci, in una simulazione di caccia al

leone. Claudio organizza delle cacce sul colle vaticano e combattimenti coi tori,

10 mentre Nerone inserisce quadrighe trainate da cavalli ed elefanti. In eta imperiale

sono molto in voga la naumachie, combattute o sul Tevere, su laghi o nell’arena

allagata. I Romani non amano gli spettacoli sportivi, a differenza dei Greci con le

loro Olimpiadi. Manca il senso della competizione sportiva.

Il nome del gladiatore è gallico, indice probabilmente della sua provenienza.

Si procede sempre per trimembri, cioè per gruppi di tre parole.

24 Novembre ’16

il tema del tifo.

In queste varie occasioni è possibile che i giorni di feste si arricchiscano di significato e

quindi la gara diventa teatro di conflitti fra tifoserie in cui entra in gioco anche la magia

come controllo delle forze in campo. Si facevano fatture e si ricorreva al malocchio per

l’esito delle gare, aumentando il prestigio. Si faceva il malocchio contro la squadra

avversaria ed è il contesto in cui dobbiamo inserire il testo della maledizione al

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A.A. 2016-2017
20 pagine
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SSD Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/04 Lingua e letteratura latina

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher beeabalbi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Ricci Simona.