Estratto del documento

UMBERTO ECO (1932 – 2016)

critico, saggista, scrittore e semiologo di fama internazionale

 nasce ad Alessandria

 si laurea all’età di 22 anni, presso l’Università di Torino

 la sua carriera si avvia presso i servizi culturali della Rai

 negli anni ’60 insegna prima presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Milano

 poi presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze

 e infine presso la Facoltà di architettura del Politecnico di Milano

 sono gli anni italiani dell’impegno e delle avanguardie artistiche e anche il semiologo offre il suo

contributo teorico aderendo al cosiddetto Gruppo 63

Opera aperta (1963): uno dei testi di maggiore rilievo per le poetiche della neoavanguardia

 lavora presso la Casa Editrice Bompiani, come senior editor

 fino a quando non viene nominato professore di Semiotica all’Università di Bologna

 dirige l’Istituto di Discipline della Comunicazione e dello Spettacolo, presso l’Università di Bologna

 dal 1999 è presidente della Scuola superiore di Studi Umanistici presso l’Università di Bologna

 ha collaborato con l’Unesco, con la Triennale di Milano, con la Fondation Européenne de la Culture, e

con molte altre organizzazioni, accademie e testate editoriali nazionali ed internazionali

inoltre sono numerose le sue collaborazioni con quotidiani, settimanali e anche con periodici artistici ed

intellettuali

ha svolto indagini in molteplici direzioni: sulla storia dell'estetica, sulle poetiche d'avanguardia, sulle

comunicazioni di massa, sulla cultura di consumo

spaziando dall'estetica medievale alla semiotica ai vari codici di comunicazione artistica, la sua

produzione saggistica appare estremamente varia e vasta

Il nome della rosa (1980): ebbe subito un grande successo

 seguito da “Il pendolo di Foucault”, “L’isola del giorno prima” e il romanzo “Baudolino”

 opere di trascinante narrativa che nessuno probabilmente si aspettava da uno studioso di filosofia e da

un teorico quale Eco

La misteriosa fiamma della regina Loana (2004): un romanzo illustrato ispirato ad un fumetto degli anni

'30

nel 2012 è stata pubblicata una versione "riveduta e corretta" del suo primo romanzo "Il nome della

rosa"

mantenendo stile e struttura narrativa, è intervenuto a eliminare ripetizioni ed errori, a modificare

l'impianto delle citazioni latine e la descrizione della faccia del bibliotecario per togliere un riferimento

neogotico

muore all'età di 84 anni nella sua casa di Milano, a causa di un tumore che lo aveva colpito due anni

prima

TEMATICHE E STILE:

inserisce nelle sue opere storie accadute realmente o leggende

 parla di personaggi inventati o storici

 le tematiche affrontate riguardano l’esistenza del vuoto, Dio, MA anche Templari, Sacro Graal, la sacra

Sindone

utilizza molto l’umorismo, presente in tantissime sue opere

IL NOME DELLA ROSA (1980)

è un vero e proprio pastiche di generi letterari diversi

 intreccia lo schema del giallo e quello del romanzo storico

 mescola gli stili medievali e lo scherzo da giornaletto umoristico

 i principali protagonisti sono Guglielmo (frate francescano anglicano) e Adso (giovane novizio)

 si recano nel monastero perché Guglielmo è stato incaricato dall’imperatore di partecipare al congresso,

in virtù di sostenitore delle tesi pauperistiche ricomponendo la frattura fra papato e impero e favorendo le

tesi dei francescani

ma la situazione non è subito facile ed inoltre numerosi e misteriosi delitti coinvolgono la vita

dell’abbazia benedettina

la prima morte è quella del giovane confratello Adelmo, accusato di essersi piegato al volere della carne,

poiché aveva avuto un rapporto sessuale con Berengario (l’aiuto bibliotecario)

l’uomo, sentendosi poi in preda ai sensi di colpa, si era suicidato, probabilmente gettandosi da una

finestra della biblioteca

la seconda morte invece è quella di Venanzio, giovane monaco traduttore dal greco e amico di Adelmo

 l’uomo stava leggendo uno dei quei libri nascosti nella biblioteca e ritenuti maledetti riuscendo ad

entrare nel Finis Africae, luogo dove era custodito il sapere

ma arrivato nelle cucine, dopo aver letto poche pagine del libro, muore improvvisamente

 la stessa infausta sorte capita a Berangio, aiutante bibliotecario che trova il corpo senza vita di Adelmo

 l’uomo, in preda al panico, butta il corpo di Adelmo in un orcio di sangue, poi prende il libro in mano

recandosi fino all’ospedale

ma dopo poco inspiegabilmente si sente male e muore nella vasca da bagno dell’ospedale, lasciando il

libro ancora incustodito

in abbazia, continuano le morti di altri frati

 dopo è il turno di Severino, il padre erborista, che viene ucciso nell’ospedale con un colpo alla testa da

Malachia

poi dello stesso Malachia che, dopo aver sfogliato il maledetto libro, muore in chiesa davanti agli occhi

attoniti di tutti i frati

in ultimo Abate, che muore soffocato in una stanza segreta della biblioteca

 la situazione si complica ulteriormente quando l’inquisitore Bernardo Gui viene alla scoperta di due

eretici della setta dei Dolciani che provocano ulteriore scompiglio

intanto Guglielmo e Adso cercano di venire a capo dell’intricata vicenda

 si scoprirà più tardi che tutti questi delitti sono stati perpetrati ad opera di Jorge per impedire la lettura

di una copia del secondo libro della Poetica d’Aristotele, dove l’autore tratta la disposizione al riso come

una forza buona

Jorge, infatti, aveva cosparso le pagine della Poetica d’Aristotele di un veleno particolare, sottratto

all’erborista Severino

quando un lettore sfogliava le pagine del libro, veniva a contatto con il potente veleno, lo ingeriva ed in

seguito moriva all’istante

Guglielmo e Adso cercano la verità penetrando nel labirinto della biblioteca e scoprendo il luogo dove è

custodito il manoscritto fatale

riescono a trovare il colpevole Jorge che, dopo la morte del bibliotecario Malachia, tenta di uccidere

Guglielmo offrendogli il manoscritto dalle pagine avvelenate

ma Guglielmo capisce il tranello e sfoglia il libro con le mani protette da un guanto, “divorando” perfino

le pagine avvelenate del manoscritto in modo che più nessuno possa toccarle e leggerle

alla fine dopo un violento litigio tra Guglielmo e Jorge, Adso accidentalmente fa cadere una candela

accesa su una pergamena

il fuoco, prima minimo, si propaga ben presto diventando un mostruoso incendio che distrugge l’intero

monastero

dopo questi drammatici eventi, Adso decide di rifugiarsi nel monastero di Melk, mentre Guglielmo

prende anche lui la sua strada

solo in ultimo Adso ci rivelerà che Guglielmo è morto durante la celebre peste nera

Costruire il lettore:

Postille: sono molto utili per capire l’atteggiamento insieme ambizioso e disinvolto, che l’autore assume

nei confronti della scrittura e nei rapporti con il lettore

non vogliono dare un’interpretazione del romanzo

 definiscono il narratore come “una macchina per generare interpretazioni”

 giustificano la scelta del titolo e dell’ambientazione medievale

 indicano le strategie di rapporto con il lettore

 la scelta dell’indagine di tipo “poliziesco”

 il proposito di divertirsi e far divertire

 descrive l’orizzonte postmoderno in cui il romanzo si inserisce

 quello riportato mette in luce il senso del rapporto che Eco istituisce con il lettore

 il narratore ha progettato e costruito un modello di lettore, in perfetta coerenza con le teorie da lui

stesso elaborate UMBERTO SABA (1882 – 1957)

Umberto Poli: assunse lo pseudonimo di Saba nel 1910

 nacque a Trieste da madre ebrea

 il padre abbandonò la famiglia quando Saba nacque

 fino ai 3 anni fu affidato ad una balia slovena (la Peppa)

 ritorna nella casa materna:

- vive con la madre e due zie

- gran parte dell’infanzia e dell’adolescenza

- ambiente familiare difficile che porta Saba ad avere diversi traumi e angosce, che portarono ad una grave

forma di nevrosi

prese la decisione di dedicarsi alla letteratura:

- cominciò gli studi universitari a Pisa - si spostò a Firenze: cerca un contatto con le forme più vive della

letteratura italiana ma si sente estraneo dagli ambienti letterari della città

compì il servizio militare in Italia

 rientrato a Trieste si crea una famiglia, nel 1909 di sposa con Caterina Wölfler, detta Lina ed ebbero una

figlia

Opere:

- 1910 Poesie: pubblicato a Firenze a proprie spese, usò per la prima volta lo pseudonimo

- 1912 Coi miei occhi: pubblicato nelle edizioni della rivista “La Voce”, divento poi Trieste e una donna

- 1921 Canzoniere: prima edizione a Trieste

- 1945 Canzoniere: nuova edizione a Roma

1913: Saba e la moglie, dopo una crisi si spostano a Bologna e l’anno dopo a Milano

 con lo scoppio della prima guerra mondiale prestò servizio militare lontano dal fronte. Finita la guerra

torna a Trieste e acquista una libreria antiquaria e si occupa della sua gestione

terapia psicoanalitica:

- la malattia nervosa lo spinge alla terapia, iniziata a Trieste

- nacque così il bisogno di approfondire la conoscenza dell’opera di Freud

- insieme a quella di Nietzsche gli apparirà uno strumento essenziale per capire la realtà della condizione

dell’uomo

colpito dalle leggi razziali dovette affidare la libreria ad un fidato commesso, ma continua ad occuparsi

della sua gestione

dovette fuggire da Trieste con la famiglia, nascondendosi a Firenze

 1945: si trasferì a Roma e si avvicinò al Partito Comunista. Alla fine dell’anno pubblica la nuova edizione

del Canzoniere

si trasferì a Milano, cercando di vivere del lavoro editoriale

 tornato a Trieste ebbe varie amarezze che aggravarono la sua malattia

 nel 1950 iniziò una serie di ricoveri

 morì a Gorizia nel 1957

POETICA:

rifiuto di ogni legame tra poesia e modernità

 lo scopo della poesia è quello di esprimere con sincerità la condizione dell’uomo, per poter

rappresentare la realtà quotidiana

la poesia di Saba si pone in un rapporto di continuità con la tradizione, molti sono i poeti che ritroviamo

nella poesia di Saba

- la sua preferenza è per i grandi autori tra Settecento e Ottocento (in primo luogo Leopardi)

- interesse per il linguaggio del melodramma

la dimensione “infantile”

- una delle ragioni della sua grandezza sta nella ricerca di una dimensione infantile

- la poesia è come una voce che mette in scena desideri e tensioni che trovano nell’infanzia la loro radice

psicologia e poesia

- la sincerità e la spontaneità di Saba si complicano a causa dei nodi psicologici irrisolti che hanno

conseguenze sul suo carattere e sulla sua esistenza

- in tutta la sua opera si avverte un senso di sofferenza, legato alla sua nevrosi

- volontà di approfondire le contraddizioni che sono alla base del comportamento dell’uomo

- si avvicina a Freud e Nietzsche. Coloro che erano riusciti a portare alla luce gli istinti segreti che

condizionano ogni comportamento dell’uomo e della società

- l’esperienza della psicoanalisi lo portò ad approfondire il senso della poesia

Linguaggio:

sovrapposizione tra linguaggio letterario e linguaggio comune, quotidiano, familiare

 la sua poesia è semplice e chiara

 linguaggio carico di sfumature, capace di colpire con naturalezza

Temi:

si riferisce sempre ad esperienze concrete e personali

 ritrae gli aspetti della vita quotidiana, anche più umili e dimesse

 Trieste e il mare (simbolo di fuga)

 affetti personali e familiari

 memorie di infanzia

 rapporto con la natura

IL CANZONIERE:

decise di raccogliere la sua poesia in un’opera unitaria

 scelse e riorganizzò i vari testi, modificandoli

 diede il titolo di Canzoniere, rovesciando l’immagine del “Canzoniere” tradizionale, sottraendosi allo

splendore e alla “purezza” del modello del Petrarca

si forma dalla successione delle diverse raccolte, disposte in ordine cronologico

 ognuna di queste raccolte legata ad un tempo e a una situazione della vita del poeta

 Prima edizione (1921)

 nelle edizioni successive fa diverse modifiche e variazioni dei testi già compresi nella prima edizione e

inserisce nuovi gruppi di componimenti

Storia e cronistoria del Canzoniere:

- testo in cui dà indicazioni che aiutano a capire il significato delle sue poesie

- secondo le intenzioni di Saba andrebbe letto come un’opera unitaria

- guardare ai rapporti tra le diverse parti

- guardare ai temi, figure, situazioni, ossessioni ricorrenti nelle varie raccolte

Trieste e una donna:

raccolta dominata da disagio e sofferenza

 amore che accetta il tradimento e la menzogna, amore che rivendica la propria purezza per le difficoltà

del rapporto

è il “romanzo” di una crisi familiare

Citta vecchia:

contenuta nella sezione “Trieste e una donna” del Canzoniere

 è ambientata a Trieste

Schema metrico:

tre strofe di diversa lunghezza

 i versi sono prevalentemente endecasillabi

Temi:

questa poesia evidenzia alcuni dei temi più caratteristici di Saba

 attrazione per le classi più umili, in quanto dotate di maggiore vitalità (il cosiddetto populismo di Saba)

 religiosità istintiva, legata alla convinzione che tutti gli esseri viventi siano partecipi della stessa realtà

superiore (il Signore agisce su tutte le creature)

l’idea che la vita sia sostanzialmente dolore

Figure retoriche:

ossimoro:

- v. 9-10: non è un vero e proprio ossimoro, anche se lo si può considerare tale perché c’è più o meno un

accostamento di due parole di significato opposto, infatti l’umiltà non può contenere l’infinito

iperbole:

- v. 15-16: viene utilizzata per sottolineare la frenesia, l’impetuosità dell’amore che ha “investito” quella

giovane ragazza “pazza d’amore”

assonanze:

- v. 1-4

- v. 5-10

antitesi:

- v. 5

- v. 17-18

- v. 22

anafora

- qui (v. 5-11-20)

iperbato:

- v. 3-4

anastrofe:

- v. 4

- v. 7

- v. 19

metafora:

- v. 7-8

enjambement: - v. 3-4 / 7-8 / 13-14 / 15-16 / 17-18 / 21-22

Stile:

i toni sono colloquiali, come a voler narrare un’esperienza comune

 il lessico è realistico

 la durezza espressiva si nota

- dall’uso delle rime

- dalla presenza di termini più ricercati

- costruzione sintattica caratterizzata dall’inversione, dall’anafora e dall’uso ricorrente dell’enjambement

Contenuto:

il testo è scandito in tre momenti:

- il primo è narrativo

- il secondo è descrittivo

- il terzo racchiude nei tre versi finali una sentenza conclusiva, come sintesi tra il momento oggettivo della

narrazione e quello soggettivo della descrizione

le tre strofe sono collegate da rimandi interni

- la strada (strada-via)

- umiltà (umiltà-umili)

- anastrofe Qui

l’attraversamento della “citta vecchia”, cioè del centro più antico di Trieste

 nel tornare a casa, il poeta sembra come specchiarsi nel mondo, dove vive e si muove l’umanità

 l’umanità insieme alle merci è come il detrito del grande porto

 in mezzo a questa difficile umanità il poeta sente il respiro profondo della vita, il senso dell’infinito

 VINCENZO CONSOLO (1933 – 2012)

è nato a Sant’Agata di Militello (Messina)

 frequenta l’Università a Milano, facoltà di giurisprudenza

 è costretto a interrompere gli studi per assolvere all’obbligo del servizio militare, che compie a Roma

 vive e lavora a Milano, dove ha lavorato alla Rai

 si laurea all’Università di Messina

 dopo essersi laureato in giurisprudenza, si è dedicato alla letteratura

 collabora al giornale di Palermo “L’Ora” nelle pagine culturali e continuerà la sua collaborazione fino alla

chiusura del giornale

insegna diritto ed educazione civica in alcune scuole

 “La ferita dell’aprile” (1963): squarcio sulla vita di un paese siciliano movimentato dalle lotte politiche

dei primi anni del dopoguerra

collabora con diversi giornali e riviste italiane e straniere

 “Il sorriso dell’ignoto marinaio” (1976): la sua vera “rivelazione. Ricostruzione di alcuni eventi svoltisi nel

Nord della Sicilia al passaggio dal regime borbonico a quello unitario

1987: pubblica il romanzo “Retablo”

 ha ricevuto numerosi premi letterari tra cui: Il Premio Pirandello e Strega

 con “Nottetempo” e “casa per casa” ha vinto nel 1992 il prestigioso Premio Strega

 muore a Milano dopo una lunga malattia

PENSIERO E POETICA:

la narrazione si svolge all’insegna di

Anteprima
Vedrai una selezione di 16 pagine su 75
Lingua e letteratura italiana - Zangrandi Pag. 1 Lingua e letteratura italiana - Zangrandi Pag. 2
Anteprima di 16 pagg. su 75.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lingua e letteratura italiana - Zangrandi Pag. 6
Anteprima di 16 pagg. su 75.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lingua e letteratura italiana - Zangrandi Pag. 11
Anteprima di 16 pagg. su 75.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lingua e letteratura italiana - Zangrandi Pag. 16
Anteprima di 16 pagg. su 75.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lingua e letteratura italiana - Zangrandi Pag. 21
Anteprima di 16 pagg. su 75.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lingua e letteratura italiana - Zangrandi Pag. 26
Anteprima di 16 pagg. su 75.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lingua e letteratura italiana - Zangrandi Pag. 31
Anteprima di 16 pagg. su 75.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lingua e letteratura italiana - Zangrandi Pag. 36
Anteprima di 16 pagg. su 75.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lingua e letteratura italiana - Zangrandi Pag. 41
Anteprima di 16 pagg. su 75.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lingua e letteratura italiana - Zangrandi Pag. 46
Anteprima di 16 pagg. su 75.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lingua e letteratura italiana - Zangrandi Pag. 51
Anteprima di 16 pagg. su 75.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lingua e letteratura italiana - Zangrandi Pag. 56
Anteprima di 16 pagg. su 75.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lingua e letteratura italiana - Zangrandi Pag. 61
Anteprima di 16 pagg. su 75.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lingua e letteratura italiana - Zangrandi Pag. 66
Anteprima di 16 pagg. su 75.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lingua e letteratura italiana - Zangrandi Pag. 71
1 su 75
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vale_cuzzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua e letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Zangrandi Silvia.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community