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Livello micro e concetti

Livello macro → approccio analitico: i tempi della storia – Barrington Moore - processi di mobilitazione sociale – produzione di democrazia – aristocrazia – borghesia → interessi urbani, mercantili, industriali (artigiani, commercianti, notai, professionisti, ecc.).

Struttura della proprietà agricola

Latifondo, piccola proprietà, sfruttamento capitalistico, affitto di proprietà.

Situazioni nazionali

  • UK → Ceti agricoli modernizzanti, interessi urbani forti.
  • Francia → Aristocrazia forte conservatrice, conflitto città (aristocrazia) – campagna (borghesia).
  • USA → Entità britannica e assenza della borghesia + grande territorio (illimitata disponibilità di terra), continua immigrazione.
  • Germania – Giappone → Aristocrazia politicamente conservatrice ma economicamente progressista, imperialismo (economia con concentrazione militare), interessi urbani deboli: l'aristocrazia vuole rimanere al potere quindi lenta evoluzione verso la democrazia.
  • Russia → Enorme squilibrio campagna/città, entità urbana ristrettissima + intellettuali di alto livello e servi della gleba.
  • 1905 → Rivoluzione borghese abortita: assenza di fattore esterno (guerra, mobilitazione delle masse) che rompesse lo status quo (zarismo, alleanza trono – altare, sfruttamento contadini).
  • 1917 → Intellettuali incontrano contadini: la democrazia porta a una borghesia fertile.
  • Cina → Enorme squilibrio campagna – città.
  • 1911 → Rivoluzione borghese fragile (fattore esterno = invasione giapponese).
  • 1937 → Mobilitazione: leader Mao Tze Tung con il comunismo.

Approccio analitico

Considerare gli eventi storici non in sé stessi, ma con attori, risorse, occasioni, leader, che portano al cambiamento (dinamiche tra gli attori e i fatti).

I tre tempi della storia

  • Tempo breve degli eventi → Tipico della politica, diplomazia, guerra, terrorismo.
  • Tempo della congiuntura → (Economia) il tempo in cui si completa il processo di cambiamento (es. II Repubblica).
  • Tempo della lunga durata (cultura) → Processi lenti tipici dei processi culturali (come prigione mentale).

Patrimonio concettuale

Concetto → Modo di vedere il mondo, nel quale abbiamo imparato a vederlo; raggruppare singole entità ci permette di semplificare il mondo.

Whore → “Noi sezioniamo la natura, la organizziamo in concetti e le diamo determinati significati”.

Sapir → “Utile recipiente intellettuale”.

Tramite i concetti possiamo riconoscere il mondo, gli conferiamo un senso e conferiamo senso a noi stessi; il segreto è che non ci rendiamo conto di utilizzare il patrimonio concettuale, tramite il quale diamo per scontato il mondo (es. gli eschimesi non hanno il concetto di “neve” perché ci vivono e non gli serve).

Il patrimonio concettuale è perfettamente adattato alle nostre esigenze, ed utilizzato attraverso un processo di oggettivazione – distacco → detachment.

Sul piano dell'utilità, diverse culture sono esattamente sullo stesso piano (es. libretti delle istruzioni in 50 lingue).

Valori

Articolano la concezione del bene e del male, plasmano identità individuali e collettive, forniscono motivazioni e scopi di gruppo – esperienza simbolica.

  • Destorificazione – desimbolizzazione dell'oggetto.
  • Trasfigurazione simbolica.
  • Identificazione.

Non riguarda solo i grandi temi (es. fede), ma anche la quotidianità.

Per il valore non vi è un distacco dall'utilità, e c'è un coinvolgimento (involvement, commitment), una partecipazione – compartecipazione.

Kant → ragion pura – ragion pratica.

Weber → razionalità rispetto al valore – rispetto allo scopo.

Tipo ideale: mondo in cui è tutto razionale rispetto allo scopo, in cui tutto poggia sul principio di utilità = mondo competitivo (come il mercato).

Tipi ideali opposti

  • Mondo razionale → Arena (attori in competizione): luogo in cui si combatte ognuno per sé.
  • Mondo di esperienze simboliche → Comunità (fratellanza).

I tipi ideali non esistono nel mondo reale, ogni evento ha aspetti di arena e di comunità.

Ingredienti della cultura

Concetti (detachment) e valori (involvement) – si trasforma, è un recipiente di soluzioni in quanto da senso al mondo, offre soluzioni ai problemi, non è omogenea.

Il punto di vista atomista mette in luce gli aspetti individualisti → il tutto si può scomporre e ricomporre a piacimento, mentre il punto di vista holista (comunitario, dalla parola greca holos = unico) mette in evidenza la complementarietà degli individui, dove il tutto è diverso dalla somma delle parti, poiché ne prendiamo in considerazione anche le interazioni fra questi agenti.

Il mondo è un intreccio di aspetti holisti e atomici → per comprendere l'holismo si usano i simboli, il quale significato non è quello d'uso comune (nella logica simbolica non c'è riferimento al reale).

In questo contesto, simbolo è “ciò che mette insieme” (es. due cocci dello stesso vaso uniti sono un simbolo) → syn – ballo = rimettere insieme (dal greco syn = prefisso di unione).

L'esperienza simbolica chiama un approccio holista perché richiama al collettivo.

L'opposto di simbolo è dato dal prefisso greco dia = separare, è quindi il suo contrario il diavolo, da dia – ballo (concetti) → atomista.

Parte macro

Synballo = Valori → Holismo (involvement): interessi, identità. Diaballo = Concetti → Atomismo (detachment): soggettività.

Processi di formazione simbolica creano entità etniche – nazionali.

L'ethnos

(Tullio Altan, 1995 – 33) L'elemento centrale, condiviso, simbolico, nel quale si manifesta l'identità di una comunità → i valori danno l'esperienza simbolica che crea coesione (es. nel leader carismatico viene trasposto il valore simbolico che unisce gli individui di una comunità).

Non può essere definito aggregante però perché, come termine, non è ad hoc per la situazione → ciò che viene aggregato non si fonde, invece ciò che è unito da un vissuto simbolico è completamente amalgamato.

Il tipo ideale dell'ethnos

Formato da questi elementi (il concetto di tipo ideale ha l'unica funzione di aiutare l'interpretazione):

  • Epos → È la trasfigurazione simbolica del passato di un popolo: se 100 persone condividono un elemento del passato nell'epos, è un popolo detentore di un'identità (storia opposta alla storiografica).
    • Mito delle origini → nascita della comunità
    • Mito delle migrazioni → com'è stata esiliata
    • Mito della liberazione → com'è stata liberata
    • Mito dell'età dell'oro → come cresce – in Italia l'età dell'oro sono stati gli anni '60: i consumi crescevano, il benessere aumentava di anno in anno, crebbero molti grandi artisti
    • Mito della decadenza → come fu conquistata
    • Mito della rinascita → come gli fu restituita la gloria
  • Ethos → La moralità (buono, giusto vs cattivo, ingiusto): sacralizzazione dell'insieme delle norme e delle istituzioni, tanto di origine religiosa quanto civile, sulla cui base si costituisce e si regola la socialità del gruppo.
    • Le regole morali e religiose, se condivise, creano la socialità del gruppo.
    • La costituzione è il simbolo dell'ethos per eccellenza, oppure giurare sulla Bibbia, il quale significato sacro conferisce maggior forza al giuramento stesso.
  • Logos → La lingua: mezzo di comunicazione, che di per sé crea un confine, un limite, che stabilisce naturalmente dei gruppi (natura meccanica del logos), ma anche oggetto di trasfigurazione simbolica, ergo deposito di valori collettivi.
    • Il logos acquista particolare significato se legato alla religione, oppure logos ed ethnos sono da sempre legati in esempi rintracciabili come nella mobilitazione delle masse.
  • Genos → Legami di sangue e di parentela, che legano tra loro i componenti del gruppo e circondano di un alone sacro la discendenza dei sovrani – a volte viene considerato come legame di sangue solo biologico, altre volte come valore olistico.
  • Topos → Territorio, immagine simbolica della madre-patria, inteso sia come quadro naturale che come prodotto del popolo che vi è stanziato.
    • Quando noi asseriamo che qualcosa è “politicamente scorretto” implichiamo valori praticati, ma ufficialmente banditi → viola l'ethnos
    • L'ombrello venduto al mercato di Firenze con l'immagine della cappella del Brunelleschi esibisce un oggetto di trasfigurazione simbolica mediante l'uso del topos, essendo venduto proprio a Firenze per l'appartenenza al territorio.

Il tipo ideale dell'ethnos è uno strumento che permette l'analisi etnologica della popolazione europea nelle varie epoche storiche. Le componenti dell'ethnos sono date per scontate in quanto sono componenti della cultura, quella stratificazione di esperienze storiche simboliche (es. l'Europa è un mix di 2 elementi: strato celtico preesistente e, con la fine dell'Impero Romano, l'arrivo delle culture germaniche e dei nordici → mix di genos – caratteri biologici).

Il fascio

È un emblema olistico, tipico dell'impero romano poi strumentalizzato dal partito fascista → in ogni reparto – corpo militare, ognuno va a comporre un gruppo: tutti i gruppi nazionalisti hanno carattere olistico.

Un elemento che ci fa comprendere come i concetti e le parole assumano significati diversi dipendentemente all'epoca storica che attraversano è la parola orto, che in italiano significa uno spazio dedito all'agricoltura di sussistenza. Questa parola deriva dal greco ortus che significa “giardino” → dopo la caduta dell'impero romano, si videro ben pochi giardini in epoca feudataria, in quanto l'unica possibilità di uso dei terreni era per coltivare beni utili alla sopravvivenza.

Il mondo feudale post impero romano era frammentato, e si vide la fusione fra il mondo latino e quello germanico, ancora pervenibile nei tratti somatici delle popolazioni europee.

La Chiesa è per noi l'istituzione che disegna la cultura, e il mix tra cristianesimo ed etica guerriera germanica costituisce una nuova identità europea.

Caratteri dell'ethnos nel feudalesimo

  • Epos → Basato su virtù militari – cavalleresche (eroismo, coraggio) contro i nemici tipici, gli Arabi (la Chiesa definiva chi erano amici e chi nemici).
  • Ethos → Fedeltà al signore ed ai cavalieri (alla persona e non all'istituzione).
  • Logos → Il latino classico si frammenta in svariate lingue vernacolari neolatine. L'unica lingua europea era il latino, monopolizzato dalla Chiesa.
  • Genos → Inizialmente il feudo era concesso dall'imperatore al vassallo che, dopo aver fatto un patto di vassallaggio, era in dovere di andare sul territorio; va da sé che se il signore dà al vassallo un feudo a Bologna e il vassallo è di Aquisgrana, implica uno spostamento ingente e qui sta la base dei primi mix – genos rintracciabile nella legittimazione delle dinastie regnanti e nella sacralità dei titolari di feudi.
  • Topos → Ha un rilievo minore in quanto si rintraccia solo nelle lotte religiose per la liberazione dei luoghi sacri → la guerra santa delle Crociate, passato da difesa dagli Arabi ad attacco degli stessi: trasfigurazione simbolica.

Ethnos: stratigrafia dell'entità europea

  • Impero Romano → Primato del diritto romano (sacralizzazione dello jus, della cittadinanza come realtà istituzionale svincolata dall'ethos, dal topos e dal genos.
    • L'Università (ai tempi chiamata studio) di Bologna nasce nel 1088 perché si ritennero i valori feudali inadatti per la nuova civiltà urbana che stava nascendo nel periodo, e si vide la necessità di affinare strumenti giuridici → il diritto romano divenne universale, a regola degli scambi economici, commerciali e giurisprudenziali.
  • Cristianesimo → Dignità di tutti gli uomini a prescindere dal loro status: primato della persona – ogni essere umano ha una dignità insminuibile.
  • Diritto germanico – Feudale → Guerra, lealtà, coraggio, fedeltà ai signori, solidarietà con i deboli (valori della cavalleria).
  • Stato Assoluto → Nasce in Italia (Machiavelli '400-'500) e venne sistematizzato da Hobbs in un contesto storico nel quale gli Stati si stanno formando (F, DE, UK, ES) → l'assolutismo è un male necessario (egli è anticristiano, come forse lo stesso Machiavelli – non tengono conto della dignità delle persone): un sovrano non deve avere pietà e deve tenere conto di un principio antropologico radicale opposto alla concezione cristiana (l'antropologia di Hobbs – inglese – è degli anni delle 2 grandi rivoluzioni inglesi del '600) → homo homini lupus: l'anarchia, tutti contro tutti – questa è la base di un patto di subordinazione nei confronti del sovrano – Stato, in quanto lo scambio tra lo Stato e le persone si basa su un principio di insicurezza (lupus = vivere nell'insicurezza, tutti sono avversari → esempio palese di arena).
    • Hobbs mette l'insicurezza alla base dello scambio di protezione da parte dello Stato all'obbedienza totale della popolazione nei confronti del sovrano.
  • Giusnaturalismo e Illuminismo → Locke (e come lui ne parlarono anche Voltaire e Grorio), nel suo saggio sulla Tolleranza, evidenzia come ad una corrente di pensiero se ne contrappone sempre un'altra che richiama concetti e valori di quella che va a rimpiazzare → gli esseri umani sono sudditi ubbidienti della legge ma si recuperano i valori di cittadinanza e dignità rivendicandoli come diritti naturali: contrapposizione al Leviatano (lo Stato che divora tutto ciò che trova – questo nome viene da quello di un mostro marino per intendere bene il senso di divora tutto quello che trova).
    • In epoca riformata e divisa fra protestanti e cattolici vi è un recupero dei diritti naturali e si teorizzano come diritti inviolabili dell'uomo, neanche dallo Stato → primo limite dello Stato.
  • Romanticismo → Tutto prevale sul singolo: nazionalismo, Nazione (fratelli Grimm, Herder, Bartok).
  • Modernità → Diritti politici e sociali, razionalizzazione e mito del progresso tecnico.
  • Neo-romanticismo → Corrente di pensiero in evoluzione ai giorni nostri, ancora non definita e campo di parecchie discussioni – uno degli “inventori” è proprio il prof. Cartocci.

Stein Rokkan (1) → Sistemi di partito

Il paradosso: i sistemi politici europei degli anni '69 riflettono, con poche ma significative eccezioni, le spaccature strutturali degli anni '20.

Negli anni '60 i sistemi di partito erano molto diversificati nelle democrazie dell'Europa occidentale (tranne Portogallo e Grecia che erano ancora sotto regime autoritario). Il colpo di genio è stato cercare un elemento comune: i sistemi partitici sono diversi ma presentano tutti gli effetti di poche variabili, prodotti di linee di frattura di tipo politico e culturale → i cleavages.

Per Rokkan, spiegare l'uniformità e diffusione dei sistemi partitici europei significa risalire alla fase della formazione dei partiti → 1848: nascita di partiti sulle spaccature dei cleavages, cercando di semplificare la varietà dei sistemi di partito.

Cleavages

  • Centro – Periferia → Territori centrale vs territori periferici che mantengono una identità politica e culturale distinta (es. in Italia Sudtirol Volkspartei).
  • Stato – Chiesa → I partiti di questo genere nascono quando la mobilitazione politica di laicizzazione crea partiti di difesa ai valori tradizionali, generalmente cristiani.
  • Interessi rurali – Urbani (commercio, industria) → Classi sociali diverse che contrappongono diversi interessi.
  • Imprenditori – Operai → Frattura di classe nata col capitalismo.

Questi sono i cleavages attorno ai quali si costruiscono tutti i partiti. Il quarto è quello che si trova ovunque nei sistemi di partito europei degli anni '60 in forme diverse: il partito socialista, o comunista (antisistema).

I sistemi partitici europei avevano una struttura diversa ma, applicando un'analisi comparativa, si osservava un aspetto strutturalista comune, composto dai 4 cleavages in diversa combinazione.

L'UK non presenta il cleavage stato – chiesa perché non c'è la presenza forte della chiesa cattolica (sono ortodossi).

Stein Rokkan (2) → Nascita degli stati

Paradosso: gli stati europei si formano alla periferia del vecchio Impero Romano e Sacro Romano Germanico Impero (erede del primo). Gli stati non nascono nella fascia urbana, a parte le eccezioni di Olanda e un altro staterello.

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Scienze politiche e sociali SPS/04 Scienza politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher taggamistamminchiaebbasta di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria dello sviluppo politico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Cartocci Roberto.
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