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Nozioni Temporali:Il bimbo può comprendere le cause

Nozioni Causali:Sa attribuire agli effetti la giusta causa. Es. carrozzina si muove, ..è stato il piede.

Lo sviluppo del pensiero simbolico modifica profondamente le modalità di conoscenza della realtà,

del linguaggio, emotivo, affettivo, sociale ecc.

Piaget evidenzia come il gioco sia un'attività tesa alla soddisfazione dei bisogni dell'io.

A cosa serve il gioco simbolico?

Es. Una bimba che gioca con la bambola e finge di essere la mamma, la bambola diventa la figlia, la

bimba fa questo perchè tende a soddisfare i bisogni del proprio Io,ad es. quello di voler aver ragione

Il gioco ha una funzione di adattamento alla realtà, difatti attraverso il gioco si impara qualcosa che

torna utile nella realtà. Se il bambino non giocasse, avrebbe difficoltà ad adattarsi all'ambiente.

Dal pensiero intuitivo a quello operatorio

Piaget: Lo sviluppo cognitivo è caratterizzato dall'utilizzazione di 3 forme di attività.

1. Senso-motoria

2. Rappresentativa

3. Operatoria → distinta in operatoria concreta e formale

Nozione di funzione: Stabilisce corrispondenze fra 2 tipi di elementi secondo regole quantitative.

Es. presi 3 giocattoli a forma di pesce e 3 anguille anch'esse di diversa lunghezza.

Dopo aver fatto notare la diversa dimensione dei pesci viene detto ai soggetti tra i 5 e i 9 anni che, il

pesce medio doveva mangiare il doppio del piccolo e il grande il triplo. Vennero poste al bambino

delle domande. Sulla base delle risposte sono stati rilevati diversi stadi.

1° stadio di bimbi di 5 anni, questi distribuiscono i bocconi in modo che il pesce medio ne abbia più

del piccolo e cosi via.

2° e 3° stadio si considerano bambini di 9 anni. Questi seguiranno la regola che il medio deve avere

un boccone più del piccolo ma uno meno del grande.

I bambini più piccoli “pre-operatori”, pur non risolvendo corrett.te i problemi, rivelano cmq l'uso di

di ragionamenti basati su corrispondenze quantitative, cioè al medio do meno che al grande!!

Questo esperimento evidenzia la presenza di strutture cognitive anche al livello pre-operatorio.

Pensiero pre.concettuale e pensiero induttivo

Il periodo compreso fra l'utilizzazione del pensiero (a 18 mesi) e quello delle operazioni (6 anni)

detto periodo del pensiero pre-operatorio, è diviso in 2 sottoperiodi: pre-concettuale e intuitivo.

Piaget sostiene che i concetti veri e propri si hanno a partire solo dai 6-7 anni o meglio dall'uso del

pensiero operatorio. A 2 anni il bambino non è ancora in grado di utilizzare i concetti.

I progressi in termini di pensiero logico vanno dai 5 ai 7 anni.

I bambini di questa età hanno conoscenze ampie, applicano i verbi, raccontano storie articolate, ma

tali capacità tuttavia hanno per Piaget un limite fondamentale :Il bambino di questa età non è in

grado di compiere operazioni, ma cosa intende con ciò? ---->

Es. Vengono presentati a 2 bimbi di età fra i 4 e gli 8 anni, 2 bicchieri con quantità d'acqua equa.

Si effettua un travaso in un 3° bicchiere di forma diversa, si chiede se la quantità d0acqua è sempre

la stessa. I piccoli non comprendono il meccanismo, quelli invece di 7 anni si. Come mai?

I bambini che non riescono a notare l'uguaglianza dell'acqua a prescindere dalla forma dei

bicchieri,perchè si concentra sulla forma di questi, non collegando le 2 situazioni, il prima e dopo.

Al di là delle spiegazioni fornite da Piaget sul passaggio dallo stadio intuitivo a quello operatorio,

resta di fatto che i suoi esperimenti sono ancora importanti in psicologia dello sviluppo.

Tra i 6-7 anni c'è un progresso importante nel modo di pensare del bambino.

Nel periodo della scuola media, inizia un'altra fase nello sviluppo delle strutture mentali:

l'uso del pensiero formale. Questo non avviene per tutti allo stesso livello.

Pensiero formale: Consiste nella capacità di condurre ragionamenti logici e corretti, senza il

bisogno di partire dall'esperienza né di verificare la conclusione del ragionamento attraverso esp.za

Piaget ha raccolto dati relativi allo sviluppo delle nozioni di classificazione, di numerazione, delle

nozioni spaziali, temporali; di spostamento e di velocità.

Nei suoi primi studi Piaget interpreta lo sviluppo delle modalità di ragionare del bambino e delle

sue conoscenze infantili riferendosi ad alcune tendenze, che differenziano il bambino dall'adulto.

Altre spiegazioni si basano sulla distinzione tra pensiero pre-causale e pensiero causale.

Egocentrismo: indichiamo la tendenza a non tener conto della possibilità che esistano punti di vista

dal proprio, cioè la difficoltà a considerare l'esistenza di modi di vedere, di conoscere, di vivere ecc

Piaget. Ha evuidenziato l'ipotesi che l'egocentrismo e il realismo siano le caratteristiche fondanti il

pensiero infantile. Ha evidenziato che talin caratteristiche sono di base ne3l nsenso che si

manifestano in tutti gli aspetti cognitivi del bambino: linguaggio, idee relative a fenomeni fisici,

morali, ecc.

Egocentrismo percettivo: Risultati di studi evidenziano che i bambini piccoli tendevano ad

attribuire anche ai compagni la loro esperienza, a prescindere dalla loro disposizione spaziale.

più tardi l'egocentrismo primitivo viene superato,anche se gli influssi della mentalità egocentrica

permangono. Vi sono 3 aspetti che si manifestano anche in bambini in età scolare.

L'influenza dell'egocentrismo ha fatto si che il 1° bambino come se ciò che per lui nera ovvio lo

fosse anche per il compagno. Egli insomma non era sufficientemente calato nei panni del compagno

in modo da comprendere, che il cerchio disegnato alla lavagna , e che per lui era la macchina

fotografica, per il compagno era invece un cerchio. Altra incapacità del bambino di capire il punto

di vista altrui, è l'uso equivoco dei pronomi che il bambino utilizza senza preoccuparsi di chiarire a

chi sono riferiti.

Realismo: Si intende la tendenza a dare più importanza ai dati percettivi che rappresentativi, e a

considerare come unica realtà quella visibile. Come l'egocentrismo anche il realismo si manifesta in

vari modi. Piaget ha evidenziato come la tendenza realistica porti il bambino a d attribuire a realtà

soggettive, le caratteristiche che sono invece tipiche degli oggetti materiali.

Riguardo le concezioni sui nomi, il realismo porta il bambino ad affermare che i nomi hanno

origine direttamente dalle cose. Aspetto della mentalità realistica è che il bambino tende a

deformare o a non comprendere le nozioni impartite dagli adulti che si basano sul possibile e che

non hanno pertanto riscontro nella realtà percepibile.

Pensiero pre-causale: Il bambino piccolo vive, preda della tendenza realistica, a vivere il mondo

interiore e il mondo esterno con scarsa distinzione.A causa del pensiero pre-causale il bambino può

porre motivazioni di mordine logico e pensare ad es.che l'erba cresca perchè altrimenti le mucche

morirebbero di fame.

Animismo: Se chiediamo ai bambini in età diversa se un pezzo di legno nell'esser bruciato soffre,

vedremo che i più piccoli tenderanno ad attribuire vita, intenzionalità e coscienza a molti elementi,

mentre quelli più grandi questi risponderanno che sono per loro inanimati e privi di coscienza.

Fasi dell'animismo:

1. Dai 5-6 anni, tendono ad attribuire vita, coscienza a tutti gli oggetti che sono inseriti in

processi dinamici.

2. Fra i 6-8 anni, tendono ad elementi animistici solo per cose in movimento

3. , distinguono quelli che si muovono per moto proprio o di moto ricevuto,

DAGLI 8-10 ANNI

attribuendo vita e coscienza solo ai primi.

4. DAGLI 11 ANNI, I BAMBINI RIVELANO CONCEZIONI SIMILI A QUELLE ADULTE

Artificialismo: Tendenza a pensare che anche elementi naturali come le colline ad es. siano

fabbricate dall'uomo.

Piaget: I fattori di artificialismo e animismo sono prodotti da diversi fattori tra cui:

il fatto che altri da piccolo si prendono cura di lui, che esaudiscono i suoi desideri, ciò può portare i

bimbi a pensare che i genitori siano i produttori delle cose e che pertanto risolvono tutti i problemi.

Finalismo: Prevede che le stesse leggi morali regolano secondo i bambini regolano la vita umana

In effetti proprio le tendenze egocentriche e realistiche contribuiscono a problematizzare e a non

distinguere tra le caratteristiche umane e quelle degli oggetti naturali, tra fenomeni naturali e fisici.

Il bambino comprende che l'età ha un legame con il processo di trasformazione del corpo.

Il realismo influisce sul giudizio del bambino difatti è questo che lo induce a dare importanza alle

trasformazioni nel corpo e non al trascorrere obiettivo del tempo.

L'assenza inoltre del pensiero operatorio reversibile, impedisce al bambino di considerare che il

tempo passa a prescindere da tali trasformazioni.

A 6-8 anni viceversa il bambino comincia a costruirsi delle nozioni appropriate, ma incomplete.

Solo dopo gli 8 anni il bambino comprende il concetto di età.

Considerazioni critiche sulla teoria Piagetiana

Gli studi Di Piaget hanno influenzato la psicologia dello sviluppo e ciò vale a tutt'oggi perchè ci ha

fornito interpretazioni importanti.

Flavell ha mosso critiche importanti a Piaget riguardo alla progettazione sperimentale, all'analisi dei

dati e agli insufficienti rapporti istituiti fra i dati e la teoria. Flavell sostiene che negli esperimenti di

Piaget vi sia di fondo: approsimazione, imprecisione, tendenza a lasciare interrogativi circa le sue

conclusioni, quali siano stati nei suoi esperimenti i procedimenti seguiti e le condizioni in cui si sia

svolto l'esperimento. Altri problemi sono l'organizzazione e l'analisi dei dati, cose che omette spesso

La critica principale rivolta a Piaget, consiste nell'aver proposto un modello di sviluppo unilaterale:

vita affettiva, socializzazione, linguaggio sarebbero stati da lui trascurati.

Alcune critiche mosse a Piaget:

1. Il suo interesse è stato più epistemo9logico che psicologico

2. Tutto il suo impegno è stato rivolto solo alle componenti cognitive

3. Piaget era interessato allo stadio dello sviluppo dell'intelligenza, e agli aspetti percettivi.

4. Il centro del suo interesse: incentrato sul pensiero logico.

5. Sembrerebbe che ci ha fornito un'immagine unilaterale dello sviluppo, in cui le componenti

affettive e sociali sono poco valorizzate

6. Però Piaget non ha mai negato l'importanza degli aspetti affettivi

7. Ciò che ha sempre negato è che le caratteristiche dell'intelligenza siano un prodotto sociale.

Piaget viene criticato per aver sottovalutato i processi sociali.

Ma ciò in effetti non reale, perchè per Piaget i processi sociali sono importanti e necessari, min

quanto senza i rapporti dìi confronto e di cooperazione fra individui non avverrebbe il superamento

dell'egocentrismo. Piaget nega che le caratteristiche della struttura dell'intelligenza siano un

prodotto della sola pressione sociale. Per Piaget lo sviluppo delle strutture logiche non è dovuto alla

vita sociale, ma si realizza in modo autonomo secondo leggi di equilibrio interno.

Piaget:il pensiero non è strutturato dalla pressione sociale, ma obbligato a svilupparsi secondo

regole di equilibrio.

Piaget ha evidenziato come il linguaggio rispecchi l'intelligenza e ne sia condizionato.

Chomsky: Riteneva che il linguaggio avesse delle basi innate non riconducibili a quelle cognitive.

Piaget invece sostiene che il linguaggio dipenda da un'attività semiotica.

Come si spiega lo sviluppo del pensiero logico?

Per spiegare ciò Piaget sottolinea oltre ai fattori maturativi, sociali e linguistici il ruolo determinante

del fattore di equilibrazione. Non convince la teoria di Piaget secondo cui lo sviluppo cognititvo sia

dovuto a leggi universali e quindi predeterminato.

Gli studi attribuiscono ai fattori sociali e ai fattori maturazionali un ruolo determinante nella

strutturazione del pensiero, quindi il concetto di equilibrazione non convince.

Piaget rifiuta di credere che l'universalità della logica sia solo frutto di appr.to sociale opp. Innato.

Oggi gli studi rifiutano l'idea Piagetiana che il neonato alla nascita sia privo di strutture cognitive.

Piaget non ammette che ci sia nel cervello una sorta di preadattamento nei confronti del mondo.

Piaget ha sottovalutato il preadattamento del cervello del neonato,e quindi le sue capacità percettive

Vari studi hanno dimostrato la grande competenza percettiva del neonato e del lattante.

Piaget << E' probabile che le abilità complesse come la percezione della profondità, sia innata>>.

Anche il ruolo dell'azione va collegato a ciò che viene percepito su base innata.

Rispetto alle teorie di Piaget va detto che, il coordinamento di percezione e azione sarebbe innato.

Esper.ti dimostrano che il neonato è capace di coordinazione intermodale già nel 1° mese di vita.

I bambini tra i 12 e i 21 giorni di vita sono capaci di imitare i gesti dell'adulto: aprire la bocca, i

movimenti delle dita ecc.

Meltzoff: I risultati dimostrano che i neonati hanno un'abilità innata nel rilevare somig.ze nelle

informazioni ricavate da modalità percettive diverse.

Le teorie di Piaget sui primi mesi di vita vanno modificate in quanto va attribuite al neonato

competenze innate.

Posizione costruttivista: Inhelder: posizione costruttivista, sottolinea da una parte l'interazione fra

organismo e ambiente e dall'altra il ruolo dell'organismo nel processo di conoscenza.

Quindi la posizione di Piaget rispetto alle competenze infantili del 1° mese di vita è inadeguata,

infatti in questo periodo il neonato ha, grazie a strutture percettive innate, una discreta

percezione a livello visivo --> movimento, forme, colori; che uditivo. Inoltre collega le 2 fra di loro.

Sembra quindi possibile che il neonato possieda uno schema innato del proprio e dell'altrui corpo.

La presenza della rappresentazione è necessaria affinchè il bambino sia capace di imitare.

Apprendimento e strutture della conoscenza

Inhelder e Bovet sostengono che sia possibile un'accelerazione dello sviluppo cognitivo se si

riescono a mettere in moto i meccanismi responsabili dello sviluppo.

Quali sono i principi da rispettare affinchè vi sia un apprendimento duraturo?

Scuola piagetiana ne evidenzia 3:

1. Attività del soggetto:Un apprendimento è tantgo più fruttuoso quanto più il soggetto è attivo

2. Coordinazione degli schemi:La conoscenza progredisce per il fatto che ogni nuova struttura

integra gli schemi precedenti.

3. Tappa d'evoluzione:Lo sviluppo cognitivo si basa su un percorso che prevede tappe evolutive

in sequenza,quindi gli apprendimenti saranno efficaci solo se rispettano tale progressione.

Posizione di Piaget: Crede nella possibilità di accelerare i processi di sviluppo, ma rifiuta posizioni

che presumono di accelerare il processo saltando le tappe.

Nel processo di apprendimento si valorizzano situazioni che stimolino nel bambino curiosità,

interesse, si fa in modo inoltre che il bambino le affronti da più punti di vista in modo da pervenire

al conflitto cognitivo. Tale conflitto invita il bambino a confrontare le varie modalità da lui

utilizzate per risolvere il problema,in effetti è proprio dal confronto che emerge un nuovo appren.to.

Pre-test: PROVE PRELIMINARI

Training: serie di situazioni da proporre

Post-test: Sono proposte altre prove in modo da confrontare le prime con le utime.

Prove nella conserv.ne dei liquidi: boccali di vetro di forma cilindrica,fissati ad 1 supporto pag. 137

Vengono proposte 2 sedute

1^ tappa --> familiarizzazione della macchina col bambino, tesa a orientere la sua attenzione.

2^ tappa --> Utile a centrare l'attenzione del bambino sul fatto che la quantità uguali al punto di

partenza e al termine dello scorrimento raggiungono livelli differenti.

3^ tappa --> Vengono effettutate delle comparazioni, basate sugli scorrimenti.

Lo sviluppo cognitivo quindi può essere accelerato.

Esempi di studi e ricerche Neo-Piagetiane o ispirate a Piaget

Leone e Case sono 2 validi studiosi Neopiagetiani.

Quali sono gli elementi di continuità fra la teoria Piagetiana e quelle Neopiagetiane?

La nozione di stadio. I Neopiagetiani accettano l'idea che lo sviluppo sia descritto sulla base di una

successione per stadi, caratterizzati da modificazioni qualit. E quant. Condivisa è anche l'idea che

tali stadi siano universali, e che ad ogni stadio il pensiero del bimbo è caratterizzato dall'uso di

particolari strutture del pensiero.

I Neopiagetiani a differenza di Piaget tendono a:

1. Sottolineare il ruolo dei fattori maturativi innati

2. Non utilizzare le descrizioni logico-matematiche per la descrizione delle strutture del pensiero

3. Ma alcuni costrutti delle teorie cognitiviste

4. Cercare di descrivere in modo più analitico di Piaget, le fasi all'interno dei 4 stadi classici.

Leone: la capacità mentale del bambino progredisce con l'età.

Con il passare dell'età il bambino ha a disposizione sempre più spazio mentale per l'attivazione dei

propri schemi mentali. Fattori percettivi, esperenziali, motivazionali, affettivi, possono influenzare

il ragionamento del bambino.

Case: All'interno di ogni stadio vi sono progressi a livello quantitativo. Egli sostiene che ogni stadio

è diviso in 3 sottostadi. Leone e Case cercano di spiegare in modo più analitico di Piaget, i progressi

all'interno di ogni stadio. Es. Ci si riferisce allo sviluppo dello stadio senso-motorio.

Case: i Bambini preoperatori sono in grado di utilizzare strategie che richiedono 2 operazioni

contemporaneamente, mentre quelli operatori hanno uno spazio mentale più ampio, tale da

permettere l'uso di strategie che richiedono 3 diverse operazioni mentali.

Case:L'uso e l'efficacia delle strategie utilizzate dal bambino per risolvere i problemi sono

condizionate dalle conoscenze possedute,dalla codificazione dei dati,dallo spazio mentale a disp.ne.

Doise e Mugny. Il gioco cooperativo:

Essi osservano come l'interazione sociale costituisca un elemento imp.te di apprendimento.

Gioco cooperativo, ad es. Spostare un pennello, aqttaccato ad un oggetto lungo un percorso.

Essa si attua per mezzo di una tavola rotonda,intorno al quale vi sono dei montanti con delle pulegg

Risultati: A 7-8 anni --> il gruppo fornisce prestazioni migliori dei singoli.

A 7-8 anni fiorniscono migliori risultati i gruppi spontanei, senza un capo.

L'interpretazione più corretta è questa: Il gruppo con il capo favorisce una esecuzione più corretta e

veloce. A questa età risulta più difficile se non si può comunicare verbalmente.

La cooperazione tra pari produce buoni risultati proprio nel momento cruciale dell'apprendimento.

Altri aspetti da valutare sono: Il rapporto fra i pari permette una cooperazione che, suscita un

conflitto socio-cognitivo che favorisce lo sviluppo cognitivo.

Le prestazioni di un allievo tendono ad essere migliori swe egli assume il ruolo dell'insegnante

rispetto ad un'altro allievo.

Le idee del bambino su lettura e scrittura

Piaget si è chiesto come il bambino si rappresentasse i fenomeni fisici.

Uno dei contributi lasciati da Piaget è il suo costruttivismo

Già a partire dai 3 anni il bambino sa qualcosa sul significato del saper leggere e scriìvere.

I bambini formulano idee teorie e ipotesi, che gradualmente confrontono tra di loro, e cosi giungono

a nuove concettualizzazioni. I bambini con svantaggio socio-culturale si dimostrano meno evoluti.

A 2-3 anni il bambino ha le sue idee sul cosa vuol dire leggere. Dai 3 anni credono che solo certe

lettere possono essere letti. Dopo la differenzazione tra scrittura e disegno il bambino formula idee

anche sulle differenze tra lettere.

Cosa c'è scritto? All'inizio per il bambino non si scrive tutto, dai 3 anni, vengono scritte solo coswe

importanti, i nomi soprattutto. Il bambino non da importanza all'orientamento spaziale dello scritto.

la parola sia scritta con più caratteri.

DAI 4-5 ANNI --> I BAMBINI TENDONO A PENSARE CHE

Primi tentativi di scrittura: già a 3 anni tentano di scrivere, 2 sono i tentativi : tracciato ondulato o

cerchi e triangoli. La prima parola scrittas spesso è il proprio nome.

Lo sviluppo del pensiero ---> altri contributi

Interpretazioni alternative agli esperimenti di Piaget

Piaget era interessato a descrivere gli schemi d'azione, delle azioni mentali e delle operazioni.

Seriazione --> proposta da Young a bambini di diversa età, utilizzando parallelepipedi.

I dati sono stati interpretati con il linguaggio HIP.

Young:I bambini per rispondere questo compito seguono regole qualit.te e quant.te diverse alle

varie età. I bambini crescendo utilizzano ragionamenti sempre più complessi x risolvere i problemi.

N.B. se scegliamo l'idea che le abilità di ragionamento sono accomunate siamo in ottica Piagetiana.

Se invece neghiamo l'idea che vi siano modalità di ragionamento comuni,si nega la teoria Piagetiana

Le origini della cognizione umana

La trasmissione culturale

La trasmissione culturale tende fa si che le acquisizioni avvenute non vadano perse, pertanto si ha

un processo cumulativo secondo cui ogni generazione ha un patrimonio culturale da trasmettere

superiore a quello che ha ricevuto.--> evoluzione culturale cumulativa

Quale meccanismo biologico ha permesso all'uomo questo salto rispetto agli altri animali?

Tomasello: risposta → vi è un meccanismo biologico innato, che da la capacità di riconoscere i

conspecifici come essere simili a se stessi. Gli uomini apprendono anche attraverso l'altro.

La comprensione delle intenzioni altrui consente la collaborazione sociale.

Quando si manifesta questo meccanismo biologico?

Tomasello: dai 9-12 mesi, nel periodo del coordinamento delle reazioni circolari secondarie,

della consapevolezza dei mezzi e fini delle azioni, dell'atto di indicare, delle prime parole.

Grazie all'identificazione con gli altri, i bambini traggono profitto della trasmissione culturale.

Tomasello → Competenze possibili dai 18 mesi in poi:

1. Ricordare dove sono gli oggetti

2. Trovare nuove strade a livello spaziale

3. Categorizzare oggetti sulla base delle somiglianze percettive

4. Comprendere e confrontare gli oggetti

5. Seguire i movimenti anche visibili di oggetti

Tomasello non attribuisce ai primati la capacità di comprendere i conspecifici.

Le persone con autismo devono il loro disturbo ad un deficit nel meccanismo biologico che

permette la comprensione dell'intenzionalità altrui, e quindi di immedesimarsi negli altri.

Tra i 9-12 mesi i bambini usano il gesto di indicare.Non lo né i primati né,di norma,i bimbi con autismo.

L'indicazione è possibile proprio perchè il bambino tiene conto delle intenzioni altrui e di come

l'altro può interpretare il suo gesto.

I primati inoltre:

Non esibiscono oggetti

– Non portano altri posti in modo che vedano ciò che si vuole vedano;

– Non offrono ad altri gli oggetti porgendoglieli

– Non insegnano con intenzionalità agli altri.

Mentre a 6- mesi i bambini interagiscono con gli oggetti senza prestare attenzione, a 9 mesi sono

più evidenti comportamenti triadici → bambino-adulto-oggetto.

Gesti deittici: Indicare un oggetto perchè l'adulto vi guardi

Gesti dichiarativi: mostrare un oggetto affinchè l'adulto vi presti attenzione.

Gesti imperativi: mostrare un oggetto affinchè l'adulto faccia qualcosa.

12 mesi:la consapevolezza di sé porterebbe allo sviluppo di sentimenti come: timidezza e autostima

Emulazione: Consiste nei rapporti oggettivi

Imitazione: Per Tomasello è tipica dell'uomo

Tomasello: tra i 18 mesi e i 24, i bambini sviluppano la comprensione profonda dele altre persone.

Gioco simbolico: Col tempo il bambino padroneggerà sempre meglio il gioco simbolico e lo farà

per soddisfare ( Piaget) i bisogni dell'io.

Tomasello come Vigotskij : ridimensionano il ruolo dei meccanismi innati nello sviluppo del

linguaggio verbale, e favoriscono invece l'idea di un meccanismo biologico che ha permesso la

trasmissione culturale. Tomasello: Il linguaggio nasce da attività sociocomunicative preesistenti.

Il bambino per acquisire l'uso di un simbolo linguistico, deve comprendere le intenzioni

comunicative dell'adulto e poi intraprendere un processo di imitazione per inversione dei ruoli.

Sono convenzioni sociali per influenzare il modo in cui un'altra persona

Simboli linguistici:

interpreta una prospettiva in rapporto ad una situazione esperienziale.

Le convenzioni simboliche costituenti il linguaggio, sono state create nel tempo dagli uomini.

4 anni: La comprensione delle intenzioni altrui aumenta,si accorgono che le persone hanno idee

diverse dalle loro. Tomasello: riduce il ruolo delle componenti innate a favore di dotazioni cognitive

di base e soprattutto il ruolo dell'interazione sociale.

Il bambino dice “ arriva a questa comprensione attraverso la simulazione. M.si nei panni ment.altrui

Oltre la mente modulare: le proposte di Karmiloff Smith

Smith cerca di conciliare il costruttivismo Piagetiano e la modularità che valorizza le componenti innate

A differenza di piaget dice: il neonato è dotato di predisposizioni che gli permettono di elaborare gli

elementi provenienti dall'esterno.A differenza di altri cognitivisti la sua è posizione è innatista debol

Fodor: La mente è costituita da moduli specializzati. Ogni modulo ha particolari funzioni, specifici

processi e input. I moduli sono indipendenti tra loro. Ogni modulo trasforma i dati autonomamente.

I moduli possono essere : rigidi, automatici, veloci e dominio-specifici.

Le caratteristiche di un modulo sono: rigidità, elaborazione obbligata guidata dallo stimolo,

insensibilità a scopi cognitivi.

Fodor Esempi di moduli: La percezione visiva e il linguaggio parlato

karmiloff-Smith non contesta che l'individuo abbia bisogno di moduli per conoscere, ma sottolinea

che intelligenza e flessibilità sono possibili solo andando al di là della modularità.

* I moduli non sono prespecificati

* Tra moduli e processi mentali non vi è una dicotomia netta.

La posizione di Smith è meno innatista di Fodor ma più di Piaget.

La tesi della modularizzazione porta all'idea che per quanto siano presenti tanto strutture

dell'attenzione,quanto domino-specifiche,tutto ciò interagisce con l'ambiente restandone influenzato

Smith condivide il fatto che lo sviluppo preveda una modularizzazione graduale dominio-specifica.

Dominio: Insieme di rappresentazioni che fanno d asupporto ad un'area specifica di conoscenze.

La modularizzazione graduale considera che vi siano delle modificazioni nello sviluppo.

Smith nel descriverne le tappe non condivide con Piaget l'idea che i cambiamenti globali si

verifichino contemporaneamente in domini diversi, ma al contrario che vi siano cambiamenti di fasi

Smith: Certe predisposizioni linguistiche permettono al piccolo di apprendere qualsiasi lingua.

1. Modularizzazione: prevede predisposizioni innate che agiscono a prescindere dall'esperienz

2. A differenza del modulo, la modularizzazione implica uno sviluppo specifico con l'esterno

3. Non si accetta il principio che il modulo sia insensibile all'esperienza

4. Nel caso del linguaggio, la modularizzazione si completa con la pubertà.

Posizione di Piaget: il ruolo dei fattori generali influenzano tutti gli aspetti dello sviluppo

Posizione Modularista:Viceversa,sostiene che l'appren.to è innato, legato a principi domino-specifici

Smith: << Tuttavia neanche la pos.ne modularista spiega la flessibilità e la creatività umana

emergente dallo sviluppo >>.

Smith:per spiegare lo sviluppo è necessario conciliare innatismo modulare e costruttivismo Piagetiano

Quindi, il modulo non è totalmente formato all'inizio, ma richiede un processo di modularizzazione

in interazione con il mondo esterno. Smith: I Piagetiani devono accettare che lo sviluppo è anche

dominio-specifico, mentre gli innatisti che i bambini sono costruttori attivi della propria conoscenza

Smith: All'nterno di ogni dominio-specifico agisce un processo dominio-generale detto: mod. RR

Il modello RR ( ridescrizione rappresentazionale) prevede 3 fasi:

1 FASE - L'Apprendimento guidato da dati

2 FASE - Sono le rappresentazioni esterne ad essere oggetto di cambiamento

3 FASE - Equilibrio tra considerazione degli stimoli esterni e controllo delle rappreset.ni esterne

Bambini di 4 anni: sensibili solo a informazioni provenienti dai dati osservabili.

Bambini di 6 anni: Strano ma nell'esperimento conseguono risultati inferiori a quelli di 4, perchè ?

Il loro comportamento è mediato da una teoria in atto che fa ignorare loro la retroazione dell'oggetto

La ridescrizione è un processo interno, che non è dovuto ad una maggiore esperienza, infatti non

basta estrarre info dall'esterno, per passare a stadi rappresentazionali successivi.

Questi cercano l'errore nel proprio comportamento.

Per domini-specifici si intendono: lnguaggio, fisica, matematica, psicologia, disegnare ecc.

Lo sviluppo implica un processo dinamico di interazione fra mente e ambiente.

Bambini di 8 anni rivelano nell'esperimento dei blocchetti capacità superiori ai più piccoli.

Lo sviluppo intellettuale secondo l'approccio psicometrico di Sternberg

:Si basa sulle differenze presenti nell eprestazioni di diversi individui ai test

Approccio psicometrico

Attraverso l'analisi dei dati si cercano pattern comuni, che riducano le tante differenze dei dati e dei

soggetti tra loro.Se ciò avviene si pensa che le diff.ze nei pattern siano dovute a diverse ab. Mentali.

Famosa è la distinzione di Spearman fra 2 diversi tipi di fattori: Fattore G e altri vari.

Thurstone: considerò 7 diverse abilità mentali

Guilford: Ne differenziò 120!

Sternberg: I dati disponibili avvalorano l'ipotesi che con il crescere dell'età si passi da un'abilità

mentale a vari tipi di abilità.

Analisi psicometriche suggeriscono agli studiosi che un fattore specifico può + o – imp.te ad un età.

Ciò perchè a seconda delle età risultano più importanti alcuni fattori rispetto ad altri.

Nei primi 2 anni ad es. sono fondamentali i fattori di tipo percettivo e motorio.

Sternberg valuta 2 aspetti evolutivi: Con il passare dell'età le personediventano sempre più

intelligenti in senso assoluto.Più passano gli anni e più i test di intelligenza diventano meno

attendibili,perchè con l'età i test misurano non le capacità di base ma l'influenza dei fattori ambiental

Sviluppo delle conoscenze concettuali

Il pensiero utilizza concetti. Un concetto serve a semplificarci la vita.

Attaverso i concetti riuniamo in classi gli elementi della realtà, nel modo più efficace al momento.

Il pensiero procede per categorie, e può rientrare contemporaneamente in più categorie.

Es. nel chiamare una mela possiamo dire “golden” “frutta”ecc.

Definiamo il concetto come la rappresentazione mentale che consente al soggetto di distinguere tra

esemplari che appartengono a quella categoria e quelli che non vi appartengono.

I concetti sono organizzati e collegati fra loro. 3 livelli gerarchici:di base,subordinato,superordinato

Metacognizione: Si riferisce a processi di controllo che permettono di effettuare scelte strategiche,

per controllare l'efficacia, e conoscenze specifiche che il soggetto ha, su come avviene la

conoscenza. Tutte le persone si servono di conoscenze psicologiche intuitive per comprendere le

emozioni e le azioni. Si anticipano le azioni degli altri per realizzare certi scopi, e le loro azioni

sono guidate dalle conoscenze e dalle credenze che possiedono.

I bambini prima di frequentare la scuola elementare sono in grado di attribuire agli altri il desiderare

qualcosa, ciò dimostra che possiedono una teoria della mente.

Esperimento di Wimmer e Perner per capire il grado di comprensione dei bambini circa le

emozioni, la percezione, l'attenzione, la memoria ecc.

Es. Il bambino Maxi per prevedere ciò che farà Maxi, bisogna capire che il suo comportamento sarà

guidato non da ciò che noi sappiamo, ma da ciò che sa Maxi, ciò che egli crede.

Nei vari esperimenti è emerso che la maggior parte dei bambini di 4 anni risponde correttamente

mentre quelli di 3 sbagliano, dimostrando di non saper tener conto della falsa credenza che ha la

persona a cui si fa la domanda. Dopo i 4 anni è presente una teoria della mente, ed è ipotesi

possibile che i bimbi di 3 la possiedano seppur primitiva.

Gli studi sottolineano che per i soggetti autistici, da piccoli queste situazioni sono state un incubo.

Un bambino autistico dice che aveva l'impressione che gli altri riuscissero a leggere i pensieri degli

altri riuscendo ad anticiparne le risposte ma lui non vi riusciva.

Cornoldi e Vianello attraverso degli studi svolti su soggetti con disabilità intellettive, hanno

evidenziato come migliorare la memoria attraverso un training metacognitivo:

1. Accrescere le conoscenze su come funziona la mente,con tecniche che valor.ino l'iniz.va del sogg.

2. Evidenziare che si popravvalutano le capacità di ricordo

3. Esercitare il soggetto nell'uso di strategie di controllo

4. Potenziare un attegiamento che valorizzi il ruolo dell'impegno

5. Associare al training metacognitivo un training di memoria

Le ricerche che si rifanno all'approccio <<teoria della mente>>, forniscono informazioni sullo

sviluppo delle conoscenze relative al funzionamento della mente.

Queste ricerche si rifanno al metodo clinico di Piaget. Si prende in esame il racconto di una storia,

in cui i bambini sono sollecitati a intervenire con suggerimenti e spiegazioni.

La comprensione del racconto è favorita dalla presentazione di alcune tavole illustrate.

Le domande servono a scoprire in che misura il soggetto possiede conoscenze.

Lo sviluppo principale di tali indagini è stato quello di confrontare lo sviluppo delle strutture

mentali con lo sviluppo delle conoscenze sul funzionamento della mente.

A 4-6 anni i bambini riflettono sul funzionamento della memoria e della attenzione.

Le loro riflessioni su ciò che avviene nella mente sono scarse. Probabilmente un buon livello nel

pensiero logico e nella competenza verbale favoriscono queste riflessioni.

A 6-8 anni l'insieme delle conoscenze si arricchisce sul piano qualitativo e quantitativo.

I bambini scoprono anche se a un livello iniziale, l'esistenza della memoria di lavoro e dei processi

di recupero delle informazioni della memoria MLT.

A 8-10 anni si hanno nel campo delle metaconoscenze, ulteriori progressi sul piano quantitativo.

Questo periodo in sostanza vede un consolidamento generale.

Vi è un rapporto tra conoscenze spontanee cioè non dovute a training e le effettive prestazioni di

memoria? I dati ci dicono che le metaconoscenze non influenzano molto le prestazioni, ma che cmq

vi sia una qualche influenza.

Il disegno infantile

2-4 anni Già a partire dai 2 anni i bbambini se messi in in condizioni di poterlo fare, amano

utilizzare penne, matite ecc. Scarabocchi: intento dei bimbi di rappresentare e comunicare.

Sembra che il senso al disegno venga attribuito solo alla fine.

Luquet: ha proposto il termine realismo fortuito, per indicare che eventuali risultati non sono il

frutto di intenzionalità, ma di scoperta posteriore. A questa fase ne segue un'altra caratterizzata da

intenzionalità rappresentativa. All'inizio il bambino ha desideri, intenzioni e aspettative sup ai risult.

2 anni e 6 mesi, il disegno viene interpretato all'inizio come una rana poi come signore.

3 anni e 6 mesi l'omino è rappresentato, ma senza in posizione non realistica, cioè orizzontalmente.

In alcuni casi vi è solo il testone in altri troviamo delle gambette primordiali.

Questa è la fase del realismo mancato, in cui vorrebbe disegnare qualcosa ma non ci riesce.

Il bambino acquista fiducia disegnando le cose che ha imparato a far bene.

4-6 ANNI

Una figura tipica è l'omino, a cui sono attaccate direttamente braccia e gambe.

In ottica cognitivista l'omino testone è il risultato di una limitata capacità della memoria di lavoro.

Col tempo il tratto diventerà doppio es. le gambe, verrà aggiunto il collo e i vestiti.

A questa età la realtà può essere riprodotta discetamente,cmq il bimbo si concentra molto sugli

oggetti e sull'uomo. Poi inizia a creare uno sfondo, appaiono i particolari, l'erba, colori, la strada ecc

I personaggi sono immobili e in posizione teatrale, rivolti verso l'osservatore del disegno.

Il disegno a quest'età è condizionato anche dal contesto, dai materiali a disposizione.

Realismo intellettuale 6-8 ANNI

Realismo intellettuale: Il bambino fino ai 6-7 anni disegna non sulla base della realtà, ma sulla base

delle proprie conoscenze. Dopo i 7 anni primi tentativi di prospettiva, ma domina ancora il real.intel

Es riguardano la rappresentazione di cose non visibili.

Il realismo visivo dagli 8 anni

In questa fase si è ultimata l'acquisizione del pensiero operatorio concreto, il bimbo prova a

rispettare la realtà. Da adesso inizia la fase del realismo visivo,i personaggi sono rappr.ti In azione.

Il disegno è più che cercare di rappresentare la realtà fedelmente, infatti i bambini ad es. disegnano

le case in virtù del contesto in cui sono calati. Ciò che disegna è in parte frutto di una convenzione.

Disegnare implica: processi cognitivi: rappresentazione mentale della realtà,progettazione,

esecuzione,monitoraggio,controllo valutazione e riprogettazioni e l'interagire con gli altri comunicand

Gli stud sull'apprendimento della lettura e della scrittura hanno compiuto progressi grazie al

cognitivismo e alla neuropsicologia.

Alcuni soggetti hanno più difficoltà a compiere alcuni compiti.

Stadio logografico: il bambino legge o scrive le parole in modo globale, cioè senza riconoscere

adeguat.te i grafemi di cui la parola è composta. Es.il bambino può saper leggere sole ma non sale.

Stadio alfabetico il bambino applica le regole di cui la parola è costituita.

Stadio ortografico le regole di trasformazione grafema-fonema sono applicate a gruppi di grafemi

o fonemi.Stadio alfabetico e stadio ortografico insieme permettono la lettura attraverso la via fonolica.

Stadio lessicale La lettura o la scrittura delle parole avviene ancora in modo globale, senza il

bisogno di ricorrere alle regole di trasformazione grafema-fonema.

fonologica:Si ha quandomle difficoltà riguardano le regole di conversione grafema-fonem

Dislessia

Dislessia superficiale: Si hanno prestazioni migliori con parole senza senso che con parole irregolari.

Riguardo alla lettura comprendere un brano richiede:comprensione delle parole,delle frasi e del

collegamento fra di esse, della struttura del brano.

La comprensione di un testo dipende quindi dalle caratteristiche del testo e del soggetto

Riguardo al testo vanno considerate:

1. Le difficoltà lessicali

2. Sintattiche

3. relative ai rapporti fra le frasi

4. Quelle relative alla struttura complessiva del brano

Riguardo al soggetto bisogno tenere conto:

1. Delle conoscenze preesistenti

2. Del fatto che sia + o – attivo nel suo impegno a comprendere

3. Delle sue capacità metacognitive

4. Delle sue capacità cognitive

Durante la produzione del testo scritto vengono attivati processi complessi.

In esso si distinguono 3 configurazioni:

- Processo di scrittura – MLT – il contesto del compito.

Il processo dello scrivere comprende una fase di progettazione, una di trascrizione e una di revision

Come fa il bambino piccolo a rappresentarsi il numero?

Risposta: attraverso l'atto di contare

Come si fa a contare in modo giusto?

Gelman 3 principi:

1. Il principio di corrispondenza: uno a uno, ogni elemento dell'insieme può essere definito da

una sola parola o un numero. Un numero definito 4 non può essere contemporan. Il 5.

2. Il principio dell'oridine stabile:Quando si conta si dicono i numeri sempre nella stessa seq.za

3. Il principio della cardinalità: nel contare un'insieme, l'ultimo numero detto è cruciale, in

quanto ci informa sull'insieme.

Ma cosa può essere contare?

4. Il principio della astrazione: ci dice che tutto può essere contato

In che ordine contare?

5. Il principio della non pertinenza:Dice che possiamo cominciare con l'elemento che vogliamo

Innatismo e costruttivismo a confronto

Gelman: i bambini hanno limiti nel contare, conoscono poche parole numero,a volte ne

dimenticano alcune, ciò è dovuto dice, a problemi di prestazione e di efficienza, non di

competenza,questo perchè una competenza innata di base la possiedono già.

Siegler: Ipotesi contrapposta alla Gelman, secondo cui il bambino prima impara a contare in modo

limitato poi astrae i principi sottostanti. Con l'esperienza si accorge che non ha importanza l'ordine

con cui si contano gli elementi. In psicologia il dibattito si concentra su 2 posizioni:

Innatista → non nega che l'esperienza incide sulla prestazione;

• Costruttivista → Non nega il ruolo delle predisposizioni, ma ritiene che solo l'interazione

• fra esperienza e gli aspetti predeterminati attivi processi nuovi.

Karmiloff Smith: Valorizza entrambe le posizioni. Smith concorda con la Gelman che il numero si

basa sul contare ed è una nozione dominio-specifica. A differenza però di questa, Smith pensa che il

principio di cardinalità non sia innato, ma emerga dalla coordinazione di alcuni principi.

Già nei primi 3 anni i bambini sono in grado di confrontare tra loro 2-3 elementi, per ricavarne

giudizi di numerosità, Es. sanno cioè che l'insieme di 3 è maggiore di quello di 2.

Dai 3 ai 6 anni i bambini sono in grado di destreggiarsi con le operazioni di addizione e di

sottrazione èiù di quanto ci si immagini. In tutto ciò il ruolo dell'insegnamento è centrale.

Se il bambino in questa fase sarà favorito nei ragionamenti, conterà perfettamente molti numeri, fa

operazioni a mente e con l'uso delle dita.

Dai 6 ai 11 anni Si fanno grandi progressi a livello metacognitivo, difatti aumentano le capacità di

utilizzare strategie nel risolvere le situazioni.

Lo sviluppo delle emozioni

Caratteristiche e funzioni delle emozioni

Plutchick: << L'emozione è una complessa catena di eventi che incomincia con la percezione di

uno stimoloe finisce con una interazione tra organismo e stimolo. ambientali.

Darwin:Le emozioni hanno una funzione adattiva, così da permettere una reazione agli sti.li

Le esperienze emotive sono anch'esse innate, tuttavia non tralasciando le componenti ambientali.

Innata sembra anche la capacità di riconoscere le espressioni facciali delle emozioni.

Nelle emozioni distinguiamo:

1. La presenza di uno stimolo scatenante, es. esterno (paura) o interno (tristezza).

2. La valutazione della situazione porta ad un vissuto soggettivo,tale vissuto da il nome

all'emozione.

3. La compresenza di risposte fisiologiche particolari: alterazione del battito,respiro aumentato

4. Una reazione tonico-posturale generale: di tensione o rilassamento. Puo essere espressiva o motoria

Alle emozioni sono riconosciute 3 funzioni: una favorente l'azione e 2 per front.re una situazione.

1. Attivazione dell'organismo: a volte può risultare eccessiva difatti può portare in caso di

paura ad es. ad immobilizzare la persona più che a farla reagire.

2. Concordanza sul fatto che l'emozione in termini comunicativi, abbia la funzione di avviso

all'esterno del proprio stato emozionale;

3. Preparare ad es. l'individuo-i di fronte.

Distinguiamo emozioni primarie ( fondamentali) ed emozioni complesse ( sociali).

Le emozioni primarie sono universali e sono 7:disg.gioia,rabbia,tristezza,sorpresa,paura e interesse

Le emozioni secondarie:Richiedono elaborazione cognitiva:gelosia,imbarazzo,orgoglio, vergogna,colpa

Teoria della differenzazione: Briges dice che all'inizio nel neonato si distigue solo uno stato di

maggiore o minore eccitazione e che successivamente avvenga una differenzazione che fa

distinguere fra stati emotivi di sconforto e piacere.

Dopo i I primi 3 mesi lo sconforto muta in collera così come il piacere muta in affetto.

Stadi dello sviluppo delle emozioni

1° stadio di vita: (1 mese) sono presenti il sorriso endogeno, il trasalimento, il dolore, lo sconforto.

Sembra che da qui fino ai 3 mesi o non vi sarebbero vere e proprie emozioni, ma precursori

2° stadio

tra questi vi è l'attenzione coatta precoce, fase che vede il bambino fissare per un po' di tempo

uno stimolo vissuto come non familiare, dopodichè arriva il pianto.

Tale comportamento è considerato un precursore della paura e non un vero stato emotivo di paura.

3° stadio di vita: A partire dai 3- 4 mesi, comparirebbero le emozioni vere e proprie.

Si tratta di emozioni basate sul mondo esterno, per cui ad es. il bambino prova piacere quando

riesce ad afferrare un oggetto o di-piacere nel non riuscire.

4° stadio di vita: Caratterizzato da consapevolezza delle proprie emozioni

5° stadio di vita: Caratterizzato dall'attacamento, le emozioni si fanno più raffinate

6° stadio di vita: Caratterizzato dalla sperimentazione a livello affettivo ed emotivo

Gli studiosi dell'approccio differenziale, si oppongono allo schema sopra, in quanto sostengono che

la comparsa di un'espressione facciale indica la presenza dell'emozione corrispondente.

Q.di le emozioni primarie sarebbero già presenti alla nascita o compaiono presto, posiz.ne innatista

L'apprendimento, lo sviluppo cognitivo e quello sociale determinerebbero quali situazioni possono

scatenare le emozioni primarie e come possono essere controllate n.b. In termini maturazionali

Izard 3 livelli di sviluppo:

1° 2-3 mesi Caratterizzato da esperienze senso-affettive, con espressione delle emozioni (innatismo)

2° 3-4 mesi Caratterizzato da processi percettivo-affettivi,il bimbo presta attenzione al mondo est.

3° Dai 9 mesi Caratterizzato da processi cognitivo-affettivi. Consapevolezza di sé e del proprio agire.

Ottica cognitivista: Sostiene che lo sviluppo emotivo sia condizionato dalla capacità di valutazione

del bambino. Nel 1° mese il bimbo sa riconoscere se uno stimolo è familiare o meno.

Dai 3 mesi , il bimbo valuta lo stimolo a seconda del fatto che esso permetta il raggiungimento di un

certo obiettivo oppure lo ostacoli.

Dai 12 mesi, si valutano attraverso un confronto le azioni del bambino e le richieste sociali.

Innatismo: Il bambino già dai primi mesi sa riconoscere le specifichee spressione facciali.

Secondo Gli innatisti le competenze cognitive del bambino permetterebero

fin dal 1° anno di vita la consapevolezza delle proprie esperienze e dal 2° anno una più adeguata

comprensione delle esperienze emotive altrui.

Comparsa delle varie emozioni

Gli studiosi → divergenze sui tempi di comparsa delle emozioni ,ma c'è intesa sulla presenza:

Del sorriso endogeno

Del sorriso al volto uamano

Del riso come espressione di gioia, della rabbia, della collera, della paura fra i 3 e i 9 mesi

Della colpa e del disprezzo, dopo il 1° anno di vita

Lo sviluppo delle emozioni sociali:

Durante il 2° anno di vita con lo sviluppo della capacità di ricordare, compaiono le emozioni;

la gioia viene associata spesso alla riuscita di un'azione, mnetre il dispiacere al fallimento.

Emozioni autocoscienti : emergono con la comparsa della consapevolezza del sé, e sono:

l'imbarazzo, l'invidia, gelosia.

Emozioni autocoscienti autovalutative: Si tratta di emozioni sociali complesse, come : l'orgoglio,

il senso di colpa e la vergona. Queste sono emozioni originate da un confronto tra un proprio

comportamento e le norme sociali. Le emozioni autovalutative compaiono a 2 anni circa, cioè

dopo la capacità di riconoscersi.

- Competenza emotiva -

Si riferisce alla natura adattiva delle emozioni.

Saarni abilità nella competenza emotiva:

1. La consapevolezza dei propri stati emotivi, saper differenziare 2 stati emotivi;

2. Capacità di riconoscere le emozioni altrui;

3. La conoscenza di un lessico emotivo adeguato a descrivere gli stati emozionali

4. La comprensione della differenza tra l'emozione interna e la sua espressione esterna

5. La competenza empatica

L'ipotesi di Darwin secondo cui i bambini su base innata riconoscono le espressioni emotive altrui,

è stata confermata, infatti bimbi di 10 settimane di vita reagivano alle espressioni delle madri,

mostrandosi contenti di fronte ad un suo sorriso.

Riferimento sociale: Il bimbo di fronte a persone non familiari guarda la madre per ricevere indicazioni.

Dopo il 1° anno il bambino ha una comprensione delle emozioni altrui tale da portarlo in caso di

emozioni negative a cercare di consolare l'altro.

I progressi sul piano cognitivo in riferimento all'uso del pensiero simbolico,favoriscono una comprensione

maggiore del bambino, che non solo tende a rivivere ciò che percepisce nell'altro,ma a ricostruire

cognitivamente l esperienze altrui.Ciò perchè il bimbo a 2-3 anni ha perc.ne delle proprie emozioni.

Dai 3-6 anni i bambini capiscono che vi sono anche reazioni emotive soggettive agli stimoli.

Dai 4-10 anni i bambini comprendono sempre più le condizioni che provocano le emozioni.

Una competenza avanzata è l'empatia, cioè la capacità di comprendere il punto di vista altrui.

Emaptizzare con qualcuno significa condividere lo stato emotivo dell'altro,provare ciò che lui prova

Hoffman: 5 forme di sentimento empatico

1. :i neonati distinguono tra sé e gli altri,fanno propria l'emozione altru

Distress empatico globale

2. Distress empatico egocentrico: 1° anno di vita, distinzione tra sé e l'altro, attenuano l'emozione

scaturita da altri.

3. Distress empatico quasi-egocentrico: 2° anno di vita nei bambini si fa più chiara la

distinzione tra i propri stati interni e quelli degli altri, si inizia a confortare l'altro.

4. Vera empatia: a 2 anni Consapevolezza che gli altri hanno stati interni diversi dai propri.

5. Distress empatico oltre la situazione: l'esperienza empatica del bambino inizia

Dai 9 anni

ad essere influenzata dalla conoscenza della vita degli altri e dalle esperienze passate.

La regolazione emotiva

L'abilità di controllare le proprie emozioni è una dimensione importante dello sviluppo.

La regolazione emotiva: consiste nella capacità dell'individuo di attenuare o controllare il proprio

stato di attivazione → Arousal.

Il neonato può far poco per regolare le proprie emozioni, questi fanno affidamento soprattutto a

stimoli esterni, come i genitori. Il ruolo del genitore in questa fase è importante: evita infatti che

provi emozioni troppo intense, lo aiuta ad acquisire la capacità di regolare le proprie emozioni

prima che queste diventino troppo intense da non poter essere più controllate.

SIA STUDIOSI DELLA TEORIA DELLA DIFFERENZAZIONE CHE QUELLI DELLA TEORIA DIFFERENZIALE,

CONCORDANO SUL FATTO CHE VERSO GLI 8 MESI, IL BAMBINO HA UNA CERTA CONSAPEVOLEZZA DEL SUO

favorire tale controllo.

VISSUTO INTERNO, EMOTIVO. I PROGRESSI NELLO SVILUPPO COGNITIVO POSSONO

Il controllo delle tensioni emotive è determinato da fattori cognitivi, affettivi,sociali e culturali.

Il controllo delle tensioni emotive può assumere varie forme. Un primo progresso può riguardare il

proprio corpo, nel senso che il bambino impara via via a non reagire fisicamente con tutto il corpo.

Un 2° progresso può riguardare l'esterno, cioè dove si scarica la motricità del bambino contro

qualsiasi cosa. A 2-3 anni molti bambini reagiscono ai divieti con collera non controllata.

Ovviamente quanto più lo stato di collera è intenso tanto più il controllo risulta piu' impegnativo.

Un 3° progresso può essere ad es.che la collera così come le emozioni siano diluite nel tempo..

Altra forma di controllo delle emozioni, si può ottenere isolando un'emozione in una certa regione

della personalità. Es. le tensioni nate in ambito lavorativo non devono influire su quello familiare.

A riguardo del nascondere le emozioni, dai 3-4 anni i bimbi iniziano a mascherarle per ingannare.

Sembra che i bambini siano consapevoli che un evento positivo successivo a un'emozione negativa

tende a mitigare gli aspetti negativi di quello precedente.

N.B. Già dai primi anni il bambino sa che è possibile controllare anche se in parte le emozioni

negative, grazie alle attività che <<riempiono la mente>> con cose più piacevoli.

Lo sviluppo sociale

Bowlby e la prospettiva interattivo-cognitivista

Bowlby rifacendosi agli studi etologici propone una nozione di attaccamento.

Secondo Bowlby: il bambino è geneticamente predisposto a ricercare la vicinanza con la madre e la

sua specie. Vi è un periodo sensibile per lo stabilirsi di un buon legame di attaccamento: tra il 6° e il

12° mese di vita. Bowlby sostiene che la socializzazione è una motivazione primaria, cioè un

bisogno primario. Teorie di Bowlby 3 :

Egli sottolinea eccessivamente che il legame di appartenenza si realizzi su una sola figura

• Attribuisce troppa importanza al legame di attaccamento, considerandolo un prototipo di

• tutte le relazioni affettive e sociali successive.

Si rimprovera a Bowlby di aver sottovalutato l'importanza dei rapporti fra coetanei nei primi

• anni di vita.

Tuttavia le sue teorie restano un punto di rif.to per la spiegare lo sviluppo sociale nei primi anni di vita

La parola Interattivo indica: che all'interno dello sviluppo sociale l'accento è posto sulla pluralità

Interazioni studiate ad es. sono quelle relative al rapporto pianto/lallazione/sorriso, da parte delo

bambino e le complementari risposte della madre: cioè prenderlo in braccio, accarezzarlo, ecc.

Nel contesto interattivo il bambino impara via via le tecniche utili alla vita sociale, il comunicare

con gli altri, le modalità socialmente accettate ecc.

Cognitivista indica: tendenza ad esaminare lo sviluppo sociale utilizzando parametri cognitivi.

I primi 3 anni di vita

Le relazioni con gli adulti soddisfano 2 bisogni:

1. Assicurare al bambino sicurezza e protezione

2. Facilitare l'ingresso del bambino nel mondo sociale,favorendo l'acquisizione di conos.ze e abilità

Gli studiosi che si rifanno all'approccio interattivo-cognitivista, ritengono che il bambino sia

predisposto all'interazione sociale. Basi innate gli permettono di interagire con gli altri.

L'essere umano rappresenta per il neonato un'attrattiva privilegiata rispetto all'oggetto, in virtù del

movimento, l'emissione di stimoli. L'uomo, cioè l'oggetto sociale rispetto agli oggetti reali, ha

caratteristiche tali da catturare l'attenzione del neonato, come ad es. la voce, il volto, il suono.

Dai 2 mesi in poi il neonato inizia a prestare molta attenzione al mondo esterno e alle persone.

In termini di cura, acquista importanza la regolazione dell'attenzione e la sensibilità nelle situazioni

faccia a faccia. L'adulto in questa fase ha un ruolo centrale nell'iniziare e mantenere l' interazione.

Dai 2 e i 5 mesi il bambino comincia ad acquisire le competenze indispensabili ad una

partecipazione attiva alle interazioni sociali.

5 mesi: l'attenzione è rivolta anche agli oggetti inanimati.

Shaffer: Sostiene che il neonato passa dalla conoscenza generali degli essere umani alla conoscenza

dei tratti specifici delle singole persone, grazie proprio alle interazioni sociali.

Il periodo in cui avviene la distinzione della madre dalle altre persone inizia dal 5° mese di vita.

La relazione quindi appare asimmetrica, l'azione del genitore è basata su quale sia il focus

dell'attenzione del bambino a ogni momento: le informazioni fornite dai genitori sono pertinenti

all'attività in cui il bambino è impegnato al momento.

Dagli 8 mesi lo sviluppo del bambino subisce cambiamenti notevoli, difatti le interazioni con chi si

prende cura di lui si rafforzano. L'approccio interattivo-cognitivista ingloba nelle sue

spiegazioni dello sviluppo sociale le teorie di Bowlby relative al legame di attaccamento.

Quando si stabilisce il legame? La separazione del bimbo dalla madre è forte tra il 6° e il 10 mese.

Il legame può esistere anche con altri membri della stessa famiglia oltre che con la madre.

Con il tempo aumenta il numero di persone a cui è rivolto l'attaccamento.

rappresentazione interna dell'oggetto: avviene pochi mesi dopo la comparsa dell'attaccamento del bimb

Dai 10 mesi se una madre lascia una stanza, il bimbo resta buono,l'immagine della madre è int.zzata

DAI 10 mesi in poi le interazioni assumono un carattere di simmetria, detto “concetto di dialogo”.

Dai mesi grazie anche all'uso del pensiero simbolico,le interazioni sociali utilizzano sempre più la

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componente verbale, cioè il comportamento del bambino è sempre più guidato dalle richieste

verbali dell'adulto, più tardi dal linguaggio interiorizzato del bambino stesso.

L'interazione fra coetanei:

1° anno di vita le relazioni fra coetanei rispetto a quelle con gli adulti sono più passive e brevi.

Via via diminuiscono sia i contatti fisici con il coetaneo sia le interazioni negative mediate da oggett

Tra 2° e 3° anno di vita le interazioni fra coetanei si fanno sempre più ricche.

quando i bambini fanno la stessa cosa l'uno vicino all'altro, ma ognun per sé.

Interazioni speculari:

Dai 3 ai 6 anni il bambino è teso a imitare i propri genitori e a identificarsi con loro.

Il bambino è attento a comprendere i diversi ruoli delle persone. In alcuni giochi ciò appare

evidente, ad es. in quelli con le bambole in cui questi assume il ruolo del proprio genitore.

La scuola dell'infanzia gli permette di entrare nel mondo delle regole sociali e così comprenderà

come ci si comporta nei vari ruoli: di figlio, nipote, ecc.

Fino a 6 anni il bambino non discutono che si debba obbedire ai genitori.

Dopo i 2 anni il bimbo ha comportamenti di aiuto verso gli altri.

Un Es. di sviluppo sociale si ha se un bambino modifica la propria conversazione a seconda

che il suo interlocutore sia un adulto, un bambino della stessa età o uno più piccolo.

Giochi simbolici: Possono essere utili se mediati dalla presenza di un educatore.

Es. Le fiabe con l'assunzione di ruoli diversi. Senza una guida i bambini sembrano egocentrici.

I fratelli

Rappresentano partner relazionali particolari, in quanto contribuiscono al sistema familiare, ma a

differenza dei genitori instaurano col bimbo relazioni di tipo orizzontale.

I rapporti tra fratelli sono costituiti da conflitti brevi e frequenti, alternati a momenti affettivi.

Nel tempo l'intimità andrà perdendosi, soprattutto tra fratelli maschi.

Riguardo invece al rapporto con gli adulti, dopo gli 8 anni, i bambini assegnano importanza ai

genitori non perchè sono tali, ma perchè essendo più grandi hanno più esperienza e si fidano.

Il bambino delle elementari a differenza di quello dell'infanzia,sa bene che esiste il mestiere di maestro

Riguardo le relazioni con i pari, a questa età si arricchisce il gioco sociale, e le regole da seguire.

Dopo i 6 anni i bimbi sono capaci di condurre giochi che richiedono il rispetto delle regole.

A questa età l'amicizia è data dall'avere interessi comuni, condividere idee.

Il gioco cmq è fare qualcosa per se stesso e anche per qualcun altro.

Dopo i 10 anni i rapporti di amicizia diventano più duraturi.

Le ricerche ci dicono che i bambini di tutte le età mostrano immagini dell'amicizia fatte da più

elementi di coesione che di distanziamento.

I comportamenti sociali

Nello sviluppo della prosocialità le emozioni giocano un ruolo importante, come l'insieme dei valori

e delle motivazioni che precedono il comportamento stesso.

Importanti sono l'empatia e la simpatia.

Empatia: Rappresenta la capacità di comprendere il punto di vista altrui, di provare la sua emozion

Studi mostrano che i neonati hanno forme di empatia globale reagendo al pianto degli altri bambini.

2° anno di vita il bambino risponde allo stato emotivo negativo dell'altro,mostrando

preocccupazione e azionando comportamenti prosociali,tra cui il contatto fisico e il conforto verbale

Età prescolare: lo sviluppo prosociale è associato allo sviluppo socio-cognitivo, ad Es. alla

capacità del bambino di auto-riconoscersi,alla capacità di assumere la prospettiva di un'altra persona

Scuola Primaria: Si ha un ulteriore sviluppo del comportamento prosociale, soprattutto rispetto

all'aiuto e al conforto. In adolescenza aumentano le azioni di condivisione e donazione.

Comportamento aggressivo: Appare già nel 1°anno di vita.

Tra il 1° e il 2° anno di vita, i bambini cominciano anche a dirigere la propria rabbia contro gli altri.

Aggressione strumentale: Si caratterizza per il fatto che l'obiettivo dell'aggressore non è procurare

un danno alla persona, quanto impadronirsi di un suo oggetto.

Aggressione fisica, Aggressione verbale, Aggressione indiretta

Lo sviluppo comunicativo e linguistico

la comunicazione non verbale

La comunicazione verbale è più importante delle altre forme ma non è sempre la più indicata.

Argyle: 10 tipi di segnali non verbali :

Il contatto fisico, la vicinanza, l'orientazione, l'aspetto esteriore, l'abbigliamento, il taglio di capelli,

la postura, i cenni del capo, i gesti, l'espressione del volto, lo sguardo.

Questi segnali possono assumere 3 funzioni:

1. Controllo della situazione sociale immediata

2. Sostegno della comunicazione verbale

3. Sostituzione dell'eloquio

Studi dimostrano che in casi particolari le persone si soffermano ad Es. durante un'accesa

discussione di più sul linguaggio non verbale che verbale.

Altra forma di comunicazione importante è il linguaggio dei segni dei non udenti, che appare

strettamente legato all'oggetto significato, Es. per Indicare la forza, si può mimare il significasto

con un pugno chiuso. Vi sono anche linguaggi dei segni per sordi che hanno potenza comunicativa

simile al linguaggio verbale, come ad es. l'ASL, con cui condivide tutte le caratteristiche principali.

ASL Linguaggio dei segni Americano, il LIS → Lingua italiana dei segni.

La comunicazione tra gli animali ha lo scopo di avvisare il gruppo di un pericolo imminente, può

fungere da richiamo per l'accoppiamento, per minacciare, per procurarsi il cibo (ape)

Caratteristiche peculiari del linguaggio verbale

1. Il linguaggio verbale utilizza il canale verbale-uditivo,quello dei segni i canali manuale e visivo.

2. La trasmissione è ampia, i suoni si espandono in ogni direzione, è possibile capire chi parla.

3. I suoni spariscono rapidamente, per ovviare al problema esiste la scrittura

4. Le persone che sono in grado di ricevere il linguaggio sono anche in grado di produrlo

5. La percezione linguistica è percepita anche da chi la emette

6. I suoni del linguaggio verbale sono frutto di una specializzazione finalizzata alla comunic.ne

7. I segni linguistici si riferiscono a oggetti ed eventi esterni al linguaggio

8. I significati del linguaggio verbale sono frutto della convenzione sociale

9. Gli elementi costitutivi del linguaggio, come le parole, i fonemi sono discreti

10. E' possibile produrre messaggi del tutto nuovi e creativi

11. E' possibile fare riferimento a cose non presenti né sul piano spaziale né temporale

12. Un enunciato è un'insieme organizzato di regole precise, la loro organiz.ne influenza il sig.to

13. E' possibile usare il linguaggio per comunicare qualcosa che riguarda il linguaggio

14. La comunic.ne animale è in parte determinata geneticamente,il linguaggio verbale va appreso.

Le funzioni del linguaggio verbale

Il linguaggio verbale può avere varie funzioni:

1. Funzione espressiva: Si ha quando l'espressione verbale non intenzionale, ha lo scopo di

permettere l'eliminazione di una tensione interna vissuta dall'individuo troppo intensamente.

2. Funzione comunicativa: Non c'è solo comunicazione con gli altri ma anche con se stessi

3. Funzione di regolazione del comportamento: A volte il linguaggio verbale è utilizzato

concretamente quando si sta svolgendo un compito complesso

4. Funzione cognitiva: Il linguaggio può favorire: l'analisi, a sintesi,l'astrazione,i processi di

memoria ecc. Spesso capita che mentre affrontiamo qualche compito emettiamo delle parole

Lo sviluppo linguistico: Approcci teorici

Ambientalista,Innatista, Interattivo-cognitivista,Trasmissione culturale

Abbiamo 4 approcci teorici:

1. Ambientalista : Tipico del Comportamentismo, evidenzia l'importanza dell'imitazione del

linguiaggio adulto e/o l'associazione stimolo-risposta ottenuta in virtù dei condiz. Operanti

2. Innatista : (Chomsky → in ogni persona è presente a livello innato un meccanismo che

permette di acquisire il linguaggio (LAD) che va inteso come universale

3. Interattivo-cognitivista: Non nega le basi innate nello sviluppo del linguaggio, ma

valorizza le ricerche svolte in ambito sociale, non è centrata solo sull'interazione linguistica

madre-bambino, ma anche sugli obiettivi che il soggetto vuole raggiungere quando parla.

4. Trasmissione culturale: Studi a partire da Vigotskij, valorizzano il ruolo della trasmissione

culturale, si tratta di un approccio complementare a quello interattivo.cognitivista.

Tomasello è un'esponente di questo approccio, anche lui non nega le componenti innate, ma

a differenza di Chomsky valorizza il ruolo delle componenti innate di tipo cognitivo e non

linguistico, come le capacità di usare simboli, di categorizzazione, di capire i rapporti di

causa-effetto. Precisamente Tomasello si riferisce alla capacità di comprendere i conspecifici

La comunicazione prelinguistica nel 1° anno di vita

Nei primi mesi di vita il neonato emette dei segnali, ma non c'è intenzione comunicativa.

Tra i 4 e gli 8 mesi, il bambino manifesta comportamenti che possono essere considerati a metà

strada tra la comunicazione non intenzionale e quella intenzionale.

A 11 mesi si manifestano veri e propri comportamenti comunicativi, caratterizzati da intenzionalità

e consapevolezza dell'obiettivo da raggiungere.Es. il bimbo indica il biberon e guarda la madre, a

questo punto il bambino dispone di intenzionalità e reciprocità.

Attraverso le richieste il bambino dimostra di usare mezzi per attivare l'adulto.

Nelle dichiarazioni il filtro non è raggiungere un obiettivo ma attirare l'attenzione dell'adulto

sull'oggetto. Pointing o indicare in direzione dell'oggetto desiderato, mentre nel caso della

dichiarazione vengono usati i gesti di indicare nello stesso periodo. Nello stesso periodo in cui il

bambino utilizza intenzioni comunicative non verbali, compaiono anche le prime parole.

Gesti referenziali: Es. fare ciao con la mano o dire no con la testa. Essi hanno origine sociale.

Riguardo alla comprensione del linguaggio, già nei primi mesi di vita, il bambino dimostra le sue

prime comprensioni dapprima sorridendo ed emettendo suoni se qualcuno gli parla, poi

cominciando a fissare, girare la testa verso chi parla ecc.

A 9 mesi il bambino indica con la testa o con la mano dove si trova un certo oggetto o persona.In

questo periodo inizia a comprendere anche il significato di alcune parole, attuando un collegamento

fra certi oggetti o persone e le parole.

A 12 mesi: comprensione di parole complesse

Nella prima attività fonica : 2 tipi di vocalizzazioni: il pianto e la vocalizzazione vera e propria

Gli stimoli ambientali scatenano nel bambino attività riflesse o reazioni a stati interni senza

consapevolezza. Sia il pianto che le vocalizzazioni prodotti dal bambino nei primi mesi di vita,

vanno considerati segnali comunicativi non intenzionali.

Sorriso, pianto e vocalizzazioni sono comportamenti istintivi.

Lallazione:Composta da 2 fasi: 1^ fase comparsa di cantilene,2^ fase suoni vocalici e consonantici

Dai 6 mesi il bambino riproduce di continuo suoni che assomigliano sempre più a sillabe.

7-10 mesi fase detta della lallazione canonica, cioè una ripetizione di sequenze doppie, es. papapa

Dai 10-12 mesi: lallazione variata

Alla base della lallazione vi è un processo di reazione circolare secondaria, il bambino emette un

suono, poi sarà il suono stesso a fungere da stimolo per il bambino, che tenderà così a riprodurlo.

Si ha quindi un'autostimolazione. Dopo questa fase vi è la ripetizione vera e propria legata all'adulto

Prime parole: Quasi tutti i bambini le producono fra i 10 e i 12 mesi.

Si passa dalla fase di lallazione a quella delle prime parole, quando le stesse sillabe es. ma-ma-ma,

vengonoassociate a particolari persone o oggetti.

10 – 12 pappa 2° anno di vita sono assenti

MESI IL BAMBINO COMUNICA CON PAROLE ISOLATE →

gli articoli, le preposizioni e gli avverbi.

Vi è tendenza ad apprendere i nomi.

18 Mesi il lessico del bambino subisce un forte arricchimento tale da essere definito esplosione del

vocabolario. Gli aggettivi inizialmente sono poco utilizzati, tardi arriveranno i verbi.

Dalle prime parole alle prime frasi

2° anno di vita, il bambino comprende il tono o il significato di alcune parole, di semplici frasi, dai

18 mesi in poi il bimbo inizia anche a comprendere frasi che si riferiscono a realtà non presenti.

Riguardo alla comprensione delle istruzioni impartite dall'adulto, se questi chiede al bambino di

fare una cosa, ma il bimbo sta facendo altro, questi ha difficoltà a smettere di fare ciò che sta

svolgendo. Da ciò si capisce che a quest'età, il potere inibitorio dell'azione è ancora scarso.

Baby talk: Ripetizioni sia di parole che di frasi, allo scopo di farsi comprendere meglio.

Il Baby talk rivolto alle figlie femmine è più stimolante.

La prima acquisizione consiste nella distinzione tra consonanti e vocali, solo dopo il bambino atttua

differenziazioni all'interno delle consonanti.

Il bambino quando produce le prime parole, non prescnde dai rapporti affettivi ed emotivi che ha

con oggetti e le persone del suo ambiente.

TENDENZE NELLO SVILUPPO FONOLOGICO:

Nei primi mesi del 2° anno di vita, i bambini producono con pochi fonemi, molte parole.

• Un fonema non è difficile da articolare in assoluto ma a seconda del contesto in cui è inserit

• Il bambino tende inizialmente a non riprodurre parole troppo lunghe

• Nel ridurre le parole troppo lunghe.

Concludendo: Il bambino non assimila come un pappagallo le parole come le sente dall'adulto, ma

secondo un suo originale sistema che tiene conto dello sviluppo fonologico, le capacità di analisi e

di sintesi di un pensiero ancora primitivo.

Riguardo al significato delle parole, il bambino procede da un uso ristretto a un uso generalizzato.

Inizialmente una parola può essere utilizzata per indicare un solo oggetto.

L'elemento che spesso porta il bambino alla sovrageneralizzazione sembra consistere nel riferire

una parola legata a un elemento.

Aspetti presenti nel fenomeno della sovrageneralizzazione semantica:

1. All'inizio il bambino considera una alla volta le varie caratteristiche degli oggetti, poi via via

ne considererà molte contemporaneamente.

2. Il passaggio avviene sulla base di ripetute formulazioni e verifiche di ipotesi sul rapporto tra

il nome e l'oggetto. Tali verifiche pervengono alò bambino in modoindiretto, cioè grazie

all'insuccesso-successo nella comunicazione, da parte dell'adulto.

3. Nel confermare o smentire la validità delle ipotesi formulate dal bambino, l'adulto comunica

anche quali sono i criteri di costruzione dei concetti.

A 18 mesi il bambino produce le prime frasi di 2 parole. In questa fase il bambino chiede

con insistenza di sapere il nome degli oggetti.

Il bambino progredisce sempre più, e comprende frasi abb.za complesse.

Dai 4 anni la maggior parte dei bambini Italiani è in grado di articolare i suoni della propria lingua.

Dopo i 2 anni il bimbo deve imparare ad utilizzare le regole morfologiche.

Linguaggio telegrafico: consiste nel fatto che a differenza delle parole singole, le combinazioni

veicolano con chiarezza le relazioni semantiche.

I progressi nello sviluppo morfologico e sintattico possono essere sintetizzati così:

1. Lo sviluppo morfologico inizia già nel 2° anno divita

2. Anche lo sviluppo sintattico inizia nel 2° anno,con la produzione delle prime frasi di 2 parol

3. I progressi sono continui

4. Le regole da acquisire sono complesse

5. Le frasi del bambino diventano sempre più lunghe e articolate

6. A 4-5 anni il bambino produce discorsi formati da più frasi

Ipercorrettismi : il bambino applica una regola da lui scoperta anche a casi che non seguono tale

regola. Il bambino non apprende le regole morfologiche e sintattiche attraverso procedimenti e

regole proprie che rivelano una sua creatività. Es. dice chiudato invece che chiuso.

Dai 6 anni il bambino conosce il significato di almeno 1000 parole. Questa è la fase del cosa vuol

dire? Il bimbo pone domande continue, sta imparando a migliorare il linguaggio attraverso lo stesso

linguaggio e a costruire simboli attraverso altri simboli.

Lo sviluppo del metalinguaggio

Metalinguaggio: Prevede un doppio significato di abilità: Capacità di assumere un atteggiamento

riflessivo nei riguardi dell'uso del linguaggio, l'altra è l'attività intenzionale di pianificazione,

controllo e monitoraggio.

Capacità metalinguistica: Abilità di riflettere e manipolare le strutture del linguaggio parlato.

La competenza metalinguistica è parte della competenza metacognitiva, oltre ad altre quali la

metamemoria ecc.

Tra le aree del metalinguaggio si distinguono:

1. Metafonologia o Consapevolezza fonologica: capacità di manipolare le più piccole unità

del linguaggio.Discriminazione e consapevolezza dei suoni sono 2 aspetti distinti:

La 1^ capacità si sviluppa nel 1° anno di età, la 2^ invece durante l'età scolare.

2. Metasemantica o Consapevolezza lessicale:cioè capacità di riconoscere il sistema

linguistico come un codice.

Già in età precoce i bambini giocano con le parole, utilizzano il linguaggio come oggetto.

Dai 4-5 anni i bambini sono in grado di distinguere tra parola e cosa.

3. Metasintassi o consapevolezza sintattica: Si riferisce alla capacità di riflettere sulla

struttura interna di una frase giudicandone la correttezza grammaticale e la coerenza semant.

A 2 – 3 anni i bambini giudicano la correttezza di una frase in base al grado di

comprensione. A 4-5 anni invece, utilizzano soprattutto un criterio di contenuto, cioè

rifiutano le frasi che appaiono loro paradossali. A 6-7 anni i bimbi sono in grado di separare

la forma della frase del suo contenuto.

4. Metapragmatica o consapevolezza pragmatica: Cioè la conoscenza circa le relazioni che

esistono all'interno del sistema linguistico e tra questo e il contesto in cui il linguaggio avvien

La consapevolezza pragmatica comprende tutti gli elementi che concorrono alla

trasmissione delle informazioni grammaticali e intonazionali.

Circa la consapevolezza metalinguistica non ci sono accordi sulle tappe di acquisizione.

3 le ipotesi di acquisizione: Precoce, tardiva, ingresso nella scuola.

sostiene che le abilità metalinguistiche sono parte

1. IPOTESI DI ACQUISIZIONE PRECOCE:

integrante del processo di acquisizione del linguaggio e quindi compaiono precocemente.

Le basi di questa teoria vedono un indizio nei bimbi di 2 anni,i quali giocano con le rime o

ssi autocorreggono, ciò dimostra che hanno consapevolezza delle forme delle funzioni del

linguaggio,le correzioni spontanee sono diverse:Fonologiche,morfologiche,lessicali, sint.che

Ipotesi su acquisizione tardiva: La consapevolezza è intesa qui come abilità distinta dal

2. linguaggio, ed emerge in correlazione allo sviluppo cognitivo e metacognitivo.

Dai 4 anni il bambino inizia a separare la parola dal referente, poi fino a 8 impara anche

considerare il linguaggio in sé, oltre che a porre l'attenzione sulle proprietà del linguaggio.

N.B. differenza tra le 2 ipotesi: Riguarda il fatto che trattare il linguaggio come un oggetto

di pensiero non è un fatto automatico derivato dall'uso del sistema come veicolo di comunic.

L'ingresso nella scuola: Tale ipotesi sostiene che la consapevolezza metal. Si sviluppa a

3. scuola. Sembra che l'apprendimento della lettura porterebbe ad un aumento nelle sue abilità

metalinguistiche, in quanto indurrebbe la capacità di riflettere sulle regole.

Tuttavia è possibile che la competenza metalinguistica sia un prerequisito per apprendere la

lettura, più che una sua conseguenza.

Lo sviluppo morale

Lo studio morale riguarda i modi in cui le persone pensano e agiscono in rapporto a 2 aspetti:

ll benessere delle altre persone e la giustizia all'interno delle relazioni interpersonali.

Piaget ha studiato lo sviluppo delle nozioni morali infantili attraverso il colloquio clinico, e ha

chiesto di esprimere opinioni ai partecipanti.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze pedagogiche e dell'educazione
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher amolamusicaindie di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Usai Maria Carmen.

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