Psicologia dello sviluppo
La nascita della psicologia scientifica
La psicologia scientifica nasce nel 1879 con il fondatore Wilhelm Wundt a Lipsia. Negli Stati Uniti, studiosi interessati a come la mente si adatta all'ambiente sono conosciuti come funzionalisti. Questi sostenevano che lo studio dello sviluppo psicologico fosse importante, in quanto avrebbe permesso di valutare l'evolversi dei processi di adattamento all'ambiente. I più famosi sono James e Hall.
Charles Darwin, pur non essendo uno psicologo, contribuì con le sue teorie a far sì che gli psicologi studiassero il rapporto tra individuo e ambiente e gli effetti che l'ambiente stesso può avere sul funzionamento della mente. Francis Galton ebbe poca influenza nella psicologia dello sviluppo, tuttavia focalizzò l'interesse su un aspetto: la diversa influenza sullo sviluppo psicologico dei fattori ambientali e di quelli ereditari. Il dibattito è oggi ancora aperto.
Contributi di James e Hall
William James sostenne che la psicologia deve basarsi sullo studio della persona. In termini di metodologia evidenziò l'importanza di confrontare i processi psichici dell'adulto con quelli del bambino e degli animali. La psicologia è suddivisa in diversi approcci psicologici che si rifanno a queste scuole: Comportamentismo, Psicologia della Gestalt, Piaget, Psicoanalisi, Vygotskij, Psicologia cognitiva e Neuroscienze.
Comportamentismo
John B. Watson scrisse che la psicologia deve avere come unico oggetto di studio il comportamento e che ogni apprendimento è frutto di processi di condizionamento. Tra le figure più importanti del comportamentismo vanno ricordati Skinner e Pavlov. Più tardi, nuovi approcci emersero e diedero nuove concezioni alternative dell'apprendimento, tra questi Piaget e l'approccio cognitivista, e Bandura il quale, grazie alla teoria dell'apprendimento sociale, ha superato gli ambiti ristretti della teoria dell'apprendimento tradizionale.
Bandura evidenziò accanto ai metodi tradizionali (condizionamento operante e classico), l'importanza dell'apprendimento imitativo, basato sull'osservazione del comportamento di altri. Adesso, il soggetto che apprende è considerato un soggetto attivo, che dopo aver osservato alcuni comportamenti, ne estrae una regola generale. Il bambino cioè, osservando che altri sono rinforzati riguardo un comportamento, ne deduce che quel comportamento è socialmente desiderabile. Bandura ha evidenziato il limite del comportamentismo e la necessità di studiare anche le funzioni cognitive della mente e lo sviluppo della comunicazione e del linguaggio.
Piaget e lo sviluppo intellettuale
Grazie ai suoi studi, Piaget inizia una nuova fase della ricerca scientifica in psicologia. Il suo oggetto di studio è lo sviluppo intellettuale nei primi anni di vita, precisamente come il bambino passa dall'uso dei riflessi ad un adattamento intelligente all'ambiente. Condusse ricerche sull'uso del pensiero dei piccoli, sulla rappresentazione dello spazio, sui meccanismi percettivi, sull'immagine mentale e sulla memoria.
Il suo principale interesse era studiare lo sviluppo qualitativo delle strutture intellettive. Egli ha fondato una teoria empirica dello sviluppo della conoscenza. Le sue quattro fasi nello sviluppo dell'intelligenza sono:
- Intelligenza senso-motoria: da 10 a 18 mesi
- Pensiero simbolico: da 18 mesi a 6-7 anni
- Pensiero operatorio concreto: da 6-7 anni a 10-11 anni
- Pensiero operatorio formale: da 11-14 anni
A Piaget sono state rivolte anche delle critiche, tra cui l'eccesso di teorie, difficoltà ad interpretare i suoi scritti, più interesse per lo sviluppo del soggetto ideale che per quello reale, e carenza nella progettazione e nell'analisi dei dati.
Vygotskij e la natura sociale dei processi psichici
Il nucleo della teoria di Vygotskij è che i processi psichici superiori hanno una natura sociale. Per Vygotskij, i processi psichici superiori sono attività prodotte non solo dai processi biologici, ma anche dai rapporti culturali dell'individuo. Egli sostiene che le funzioni psichiche, inizialmente spontanee, si sviluppano in funzioni superiori sulla base dell'utilizzazione sia di strumenti materiali che culturali, cioè quelli utilizzati nei rapporti sociali, come linguistici o matematici.
Vygotskij assegna fondamentale importanza al linguaggio nella sua funzione di regolazione del comportamento e del pensiero. Nel descrivere lo sviluppo del bambino, sottolinea l'interazione fra linguaggio e pensiero nelle seguenti tappe:
- All'inizio il comportamento del bambino è regolato dal linguaggio dell'adulto.
- Poi è il bambino a dirsi a voce alta cosa fare.
- Quindi parlerà nella propria mente per regolare il proprio comportamento.
- Attraverso il linguaggio, il bambino struttura il proprio modo di pensare.
Vygotskij: Zona di sviluppo prossimale → insieme di apprendimenti possibili a breve termine. Vygotskij valuta lo sviluppo come dinamico e dipendente dall'individuo e dalle relazioni sociali.
Contributi dell'etologia
Grazie agli studi di Lorenz e Timbergen sul comportamento animale, sono stati evidenziati aspetti che hanno influenzato la psicologia dello sviluppo. L'etologia pose attenzione al contributo biologico innato del comportamento. Tali comportamenti sono detti specie-specifici. Gli etologi cercano di capire in termini evoluzionistici come è avvenuto l'adattamento all'ambiente. Essi sottolineano come certi apprendimenti si verifichino in specifici periodi critici (imprinting). Importanza è assegnata all'osservazione naturalistica degli individui nel proprio ambiente.
Psicologia cognitiva
La psicologia cognitiva non ha un anno di nascita ed è data dall'insieme di approcci tendenti a condividere posizioni dagli anni 1950 → critiche al comportamentismo, secondo cui non è possibile spiegare il funzionamento umano in termini di stimolo-risposta. Chomsky, ad esempio, contestò il fatto che il linguaggio potesse dipendere da associazioni condizionate.
I cognitivisti consideravano l'essere umano come un sistema che elabora informazioni provenienti dall'esterno. Fu utilizzata la metafora del computer per spiegare l'attività della mente. Caratteristiche degli approcci cognitivisti includono memoria, risoluzione dei problemi, intelligenza, metacognizione, studi sullo sviluppo sociale e comunicativo, funzioni esecutive e studi secondo l'approccio neuropsicologico.
Studiosi del cognitivismo: Gardner, Sternberg, Fodor, Tomasello, Bruner.
Memoria di lavoro
La memoria di lavoro è composta da quattro componenti: Esecutivo centrale, loop fonologico, taccuino visuospaziale, buffer episodico. Esecutivo e loop sono magazzini a breve termine, specializzati nel processare quantità limitate di informazioni, di tipo fonologico-verbale per il loop e di tipo visivo-spaziale per il taccuino. L'esecutivo centrale ha una funzione di controllo e coordinazione delle altre due.
Problem solving e metacognizione
Studiando come le persone risolvono i problemi, riusciamo a capire come ragionano. Molti preferiscono a problem solving il concetto di pensiero produttivo, cioè capace di creatività. Bruner studiò a lungo il problem solving; per lui il comportamento umano è guidato da scopi, piani, strategie di attuazione e controllo in rapporto al contesto.
La metacognizione è come il pensiero controlla sé stesso e cosa il pensiero dà di sé stesso. Una persona con una buona metacognizione è avvantaggiata nella cognizione, cioè nel prestare attenzione, nel concentrarsi e memorizzare. Gli studi confermano che i soggetti più competenti in metacognizione sono avvantaggiati nelle prestazioni cognitive.
Teorie dell'intelligenza
Sternberg: L'intelligenza utilizza tre tipi di processi fondamentali: Metacomponenti, Componenti di performance e Componenti che permettono l'acquisizione delle conoscenze. Gardner: Intelligenze multiple → di sette tipi.
Approccio interattivo-cognitivista
Nel 1950, lo sviluppo sociale veniva spesso spiegato riferendosi alle ipotesi della psicoanalisi o del comportamentismo. Bowlby sostenne invece che la socializzazione è una motivazione primaria, fondata su basi biologiche, cioè il bisogno di socializzazione fa parte della natura umana. L'approccio interattivo-cognitivista si caratterizza secondo Shuffer per:
- Trattamento del comportamento sociale in termini diadici.
- Predisposizione sociale innata.
- Per capire le caratteristiche dell'interazione sociale è importante misurare gli aspetti temporali.
Fodor, Karmiloff-Smith e Tomasello
Fodor sostenne che la mente è caratterizzata da un funzionamento modulare, con ogni modulo che ha proprie funzioni e tratta i dati della realtà in modo diverso. Si tratta di una posizione innatista che tende a descrivere la mente come dotata di modalità di funzionamento fra loro diverse e scollegate.
Karmiloff-Smith concorda con Fodor che la mente è molto più specializzata su basi innate di quanto pensasse Piaget, ma pensa che i moduli siano meno rigidi e isolati. Ritiene che l'esperienza favorisca una canalizzazione delle predisposizioni innate.
Tomasello non nega il ruolo delle componenti innate nello sviluppo delle cognizioni umane, ma valorizza il contributo dell'interazione culturale, alla Vygotskij. La sua tesi è che i bambini tra i 9 e i 12 mesi siano in grado di comprendere che le persone sono come loro, permettendo l'identificazione con gli altri esseri umani. Questa capacità secondo Tomasello è innata ed è relativa solo all'uomo, permettendo l'apprendimento culturale attraverso l'istruzione, collaborazione e imitazione.
Neuropsicologia e psicologia dello sviluppo
Essa ha come oggetto di studio i rapporti tra mente e cervello. Broca e Wernicke hanno evidenziato collegamenti tra disturbi linguistici e specifiche zone dell'emisfero cerebrale sinistro. La neuropsicologia moderna in effetti nasce quando sarà abbandonata la psicologia comportamentista e l'affermarsi di quella cognitiva.
Differenza di posizione tra Karmiloff-Smith e Fodor: Karmiloff-Smith posizione meno rigida su come funziona la mente, considera la specializzazione più frutto dello sviluppo che un punto di partenza. Non concorda con la posizione innatista e modularista rigida.
L'approccio neurocostruttivista secondo cui lo sviluppo cognitivo sarebbe causato da processi maturativi regolati da processi genetici. Esso prevede alcuni aspetti:
- Il cervello è ritenuto molto più plastico di quanto ipotizzato dagli innatisti.
- Si considera l'azione esercitata dai geni sul fenotipo, espressa in modo diverso a seconda di come agiscono anche gli altri geni e dalle singole esperienze degli individui.
- Ritiene che lo sviluppo del soggetto sia condizionato dall'attività del soggetto.
- Si sottolinea che lo sviluppo del cervello e della mente si realizzano attraverso una crescente specializzazione.
Funzioni esecutive
Sia neuropsicologi che psicologi cognitivisti hanno dato importanza allo studio delle funzioni esecutive. In psicologia sono considerati i costrutti, come quello dell'intelligenza. Per funzioni esecutive ci si riferisce ad operazioni che permettono:
- Individuare con precisione problema e obiettivo.
- Pianificare le operazioni mentali e le eventuali azioni comportamentali da compiere.
- Controllare l'esecuzione e se il risultato corrisponde a quanto si era previsto.
- Modificare uno o più punti di vista per un nuovo comportamento.
Oggi si ritiene che le funzioni esecutive siano coinvolte anche se parzialmente nei comportamenti. L'approccio dominante oggi è quello cognitivista, tuttavia ammette al proprio interno vari criteri.
Metodi di ricerca in psicologia dello sviluppo
Disegni di ricerca longitudinali e trasversali
La psicologia dello sviluppo studia i cambiamenti che avvengono in funzione dell'età. Questo può essere fatto attraverso due tipi di ricerca: longitudinali e trasversali. Nelle ricerche longitudinali, lo stesso gruppo di bambini viene studiato per un periodo più o meno lungo attraverso osservazioni o valutazioni ripetute nel tempo e a intervalli scelti a seconda delle variabili. Ad esempio, uno studio potrebbe analizzare come cambiano le relazioni di amicizia dalla scuola primaria alla scuola secondaria, prevedendo due sole valutazioni a 11 e a 12 anni. Questo approccio permette di analizzare lo sviluppo di una certa variabile, informandoci sull'andamento nel tempo del cambiamento.
Svantaggi di questo metodo: richiede molto tempo, nel frattempo i partecipanti potrebbero non essere più reperibili, e comporta un dispendio di energie. Nelle ricerche trasversali si confrontano contemporaneamente gruppi di bambini con età diverse. In questo modo è possibile studiare velocemente le differenze tra le età rispetto ad una data variabile. Ad esempio, può essere fatta una ricerca su come cambiano le relazioni, confrontando due diversi gruppi di bambini. Questo tipo di ricerca è veloce da realizzare e meno impegnativo.
Svantaggi: la valutazione unica di gruppi diversi non permette di conoscere il modo in cui gli individui cambiano nel tempo, delle accelerazioni o decelerazioni dello sviluppo.
Esperimenti e quasi esperimenti
Nella metodologia di tipo sperimentale, lo sperimentatore non si limita a osservare i fenomeni ma organizza le situazioni sperimentali provando a controllarle. Il punto di partenza è dato dalle ipotesi da verificare. Viene quindi costruita una situazione sperimentale artificiale, che permetta di verificare tali ipotesi. Per essere certi che è proprio la variabile indipendente che produce il cambiamento della variabile dipendente, abbiamo due gruppi di partecipanti: uno sperimentale e uno di controllo. Il gruppo sperimentale è sottoposto alla manipolazione della variabile indipendente, mentre il gruppo di controllo no. I partecipanti vanno attribuiti casualmente ai due gruppi. Se si manifestano cambiamenti nella variabile dipendente solo nel gruppo sperimentale, l'ipotesi è verificata. Se invece i cambiamenti si manifestano in entrambi i gruppi, i cambiamenti non sono dovuti alle manipolazioni della variabile dipendente.
I pro degli esperimenti: consentono di stabilire relazioni causa-effetto tra le variabili. Lati negativi: il fatto che gli esperimenti avvengano in ambienti artificiali richiede di non generalizzare i risultati. In psicologia, il caso di esperimento puro non è frequente, specie quando il soggetto in esame è l'uomo. Quasi esperimenti: così definiti perché lo sperimentatore non riesce a controllare tutte le condizioni. Esempio: si vuole valutare se il numero di bocconi dati ad un topo (condizionamento operante) influenzano il suo apprendimento. Sono disponibili molti ratti, ad un gruppo sono dati molti bocconi, all'altro meno. Si misurano quindi i tempi medi di apprendimento dei due gruppi. Il confronto fa comprendere se più bocconi permettono un maggiore apprendimento o meno.
Ricerche correlazionali
Nelle situazioni sperimentali si cerca di trovare dei rapporti causa-effetto fra la variabile indipendente e la variabile dipendente. Si vuol sapere se ai cambiamenti di una variabile corrispondono cambiamenti dell'altra variabile. Quali rapporti vi sono tra lo stile educativo autoritario dei genitori e lo sviluppo morale dei figli? Le ricerche correlazionali si basano sull'uso del coefficiente di correlazione. Tali ricerche permettono di verificare se tra due o più variabili vi sia un rapporto. Ad esempio, ci chiediamo se le prestazioni di un alunno sono correlate di più alla sua intelligenza, alla sua metamemoria o al linguaggio. Esse non ci informano sui rapporti di causa-effetto.
L'osservazione
L'osservazione è un metodo che ci permette di raccogliere il massimo delle informazioni. Lo sperimentatore sceglie di non controllare le variabili indipendenti, ma di osservare solo i comportamenti spontanei. L'osservazione può avvenire in vari modi. Distinguiamo tra: osservazione naturalistica condotta senza influenzare il comportamento del soggetto, e osservazione controllata in cui lo sperimentatore esercita un controllo sull'ambiente, fornendo stimoli per evocare comportamenti che vuole studiare.
L'osservazione naturalistica è stata utilizzata in psicologia dello sviluppo per osservare il comportamento di singoli bambini. Vantaggi: osserva i comportamenti così come accadono in natura, lo sperimentatore si nasconde per non influenzare l'esperimento. Svantaggi: tempi lunghi, risultati incerti. Osservazione controllata: lo sperimentatore interviene attivamente, anche senza manipolare le variabili. Tale osservazione viene condotta sia in laboratorio sia in ambienti naturali. Il partecipare del ricercatore può modificare la situazione; in tal caso egli non studia più una situazione naturale ma le reazioni ai suoi interventi.
Vantaggi: possibile controllare alcune variabili che possono influenzare l'indagine e stimolare i comportamenti che si vogliono osservare. Svantaggi: l'ambiente dove avviene l'osservazione è innaturale, quindi non sappiamo quando i partecipanti si comporteranno allo stesso modo, inoltre i partecipanti sanno di essere osservati.
Indagine attraverso interviste e questionari
Interviste e questionari ci permettono di raccogliere informazioni. L'intervista viene somministrata oralmente, il questionario in forma scritta. Entrambi possono essere utilizzati per esaminare idee, esperienze e motivazioni dei bambini o per chiedere agli adulti informazioni sul comportamento e la personalità dei bambini.
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