Estratto del documento

Storia sociale e culturale dell'età contemporanea

Anno accademico 2016/2017

Prof.ssa Luisa Tasca

Esame orale

  • Manuale: a scelta '800 o '900
  • Lezioni
  • Monografia a scelta (un solo libro a scelta tra le varie tematiche)

Lezione 1

Tre tempi storici (Fernand Braudel)

  1. Tempo corto, breve: tempo degli eventi politici e militari (eventi che hanno una data e che prevedono un tempo appariscente della storia, quello che si studiava una volta: storia delle guerre e delle battaglie). Il tempo corto è un tempo effimero.
  2. Tempo medio: tempo delle congiunture economiche, dai 20 ai 50 anni.
  3. Tempo lento, tempo della lunga durata: tempo interessante, che non si vede, tempo delle trasformazioni invisibili, ma che davvero trasforma il nostro modo di vivere.

I consumi di Ancien Régime e la “nascita” della società dei consumi

L’età contemporanea inizia nel 1789, con l’inizio della Rivoluzione francese. Ancien Régime è il termine introdotto dai rivoluzionari francesi per indicare le forme di governo che li avevano preceduti: è quindi un termine peggiorativo nel tentativo di instaurare un nuovo governo. L’Ancien Régime è l’insieme delle istituzioni economiche, politiche, sociali e culturali del ‘500-‘600, spazzato via dalla Rivoluzione francese.

Dal punto di vista sociale, l’Ancien Régime prevede una società di tipo gerarchico, non divisa per classi come la società contemporanea, bensì divisa per ceti/ordini, separati tra loro anche giuridicamente (la legge non era uguale tra i ceti, in quanto un contadino non era giuridicamente pari a un nobile: questa è la differenza tra classi e ceti). Era quindi impossibile una qualsiasi mobilità sociale, ovvero il passaggio da una classe a un’altra, di tipo:

  • Ascendente: da povero divento ricco
  • Discendente: da ricco divento povero

La monarchia assoluta governava nell’Ancien Régime, trasmessa per via ereditaria, basata sull’idea che il potere reale fosse di natura divina (il re era lì per volontà di Dio, non del popolo).

Da Civiltà materiale, economia e capitalismo, Fernand Braudel

Braudel parte dalle tre piante di civiltà:

  • Grano (Europa): Braudel sostiene che il grano si pianta molto e si raccoglie poco, ecco perché è sempre stato affiancato da altri cereali, quali il miglio, l’orzo (soprattutto come alimento per i cavalli: “niente orzo, niente guerra”) e il grano saraceno (cereale non panificabile, ma da mischiare ad altri cereali; cresce in terreni poverissimi, come i terreni montuosi delle alpi). Il grano è quindi stato la preoccupazione principale per l’Europa, tanto che quando il governo non era in grado di assicurarlo al popolo, questo insorgeva in insurrezioni. Quando nel 1868 sale in Italia al potere la Destra Storica, l’obiettivo principale è il pareggio del bilancio: la Destra Storica decide quindi di reintrodurre il dazio, tassa sul macinato, secondo la quale il contadino era tenuto a pagare al mugnaio del mulino la macinazione del proprio grano (tassa poi versata allo Stato). Scoppiarono quindi varie rivolte, più volte esplose nell’ultima parte dell’800 in particolar modo.
  • Riso (Asia): il riso è stata una pianta dominante, tirannica. Era coltivato nella Cina del sud, portato nella Cina del Nord (stepposa, arida) tramite il canale imperiale. Nel corso del tempo è stato selezionato, per avere nello stesso anno una raccolta precoce e una tardiva. Questo ha determinato l’aumento demografico della Cina del Sud (è una pianta migliore rispetto al grano).
  • Mais (America latina): pianta facile da coltivare, affiancata dalla patata (ad altitudini più elevate). Molta è la resistenza all’arrivo di patata e mais in Europa, dopo la scoperta dell’America.
  • Per la coltivazione estensiva del mais dovremo infatti aspettare il ‘700; a Venezia, nella pianura tra Veneto orientale e Friuli, la coltivazione di mais è imposta dai proprietari terrieri ai contadini, che si nutrivano quasi esclusivamente di quello, sotto forma di polenta. Si arrivò così a un monofagismo (alimentazione basata su un unico alimento), con la peggiorazione delle condizioni di salute dei contadini, come la malattia pellagra: chiamata anche “mal della rosa”, venne inizialmente identificata come una dermatite, perché la pelle si squamava. La malattia era nota anche come “malattia delle tre D”: Dermatite, Diarrea (nel momento in cui incorrevano problemi intestinali) e Demenza (i contadini diventavano pazzi). Una quarta D, in alcuni casi, era il Decesso. Solo più tardi si scoprì la causa della malattia: il mais macinato perdeva un’importante vitamina. In ogni caso, se la polenta fosse stata integrata da un altro cibo, non vi sarebbero stati problemi: ne sono esempio i contadini lombardi, che la integravano con il latte.
  • Molta fu la resistenza anche nei confronti della patata, poiché tubero e quindi coltivata sottoterra. Fu infatti usata come pianta ornamentale (per i bei fiori), poi come alimento per i maiali, e solo nell’800 si compresero le sue grandi proprietà nutritive: Parmentier, prigioniero dopo la guerra dei Sette Anni, scrisse dei trattati sulle sue proprietà nutritive (una zuppa a base di patata prese proprio il suo nome). La patata sfama il doppio del grano ha permesso di interrompere il ciclo di carestie-epidemie di alcune zone, come la Germania. Altro vantaggio: un esercito che passa sopra un campo di patate non lo distrugge.

Altro alimento essenziale è il sale, per le sue proprietà di conservazione. Poteva essere ricavato in due modi:

  • Dalle miniere di Salgemma (nella regione Salzkammergut, dell’Austria): i Fugger, famiglia di banchiere, aveva compreso da subito la ricchezza della Salgemma.
  • Dalle saline, soprattutto lungo il Mediterraneo (ed esportato nel nord Europa): serviva per salare la carne e il pesce (il cui problema di conservazione era maggiore, per il trasporto dal largo, alla terra, e infine la conservazione vera e propria, soprattutto nel Mar Baltico, per la pesca di acciughe).

Nel ‘500, quando i fratelli Caboto esplorano l’America settentrionale, scoprirono banchi di Merluzzo: anche questo richiedeva sale, seppur meno delle acciughe, poiché il merluzzo è un pesce magro.

Il vino era una bevanda molto diffusa, europea. Si beveva sempre vino nuovo, poiché non si conoscevano le modalità di conservazione. Dalla Loira alla Crimea vi erano le viti, per la sua produzione.

Il ‘700 vede due innovazioni:

  1. L’apparire dell’acquavite
  2. L’apparire dell’alcol derivato dai cereali (Gin, Vodka…)

Dai Caraibi veniva il Rum, che necessita di grandi quantità di zucchero. L’antropologo Sidney W. Mintz ha ripercorso la storia dello zucchero nei vari secoli: era conosciuto in Europa fin dall’XI secolo, dal Bengala, e fu portato in Europa dagli arabi. La canna da zucchero trovò un ambiente fertile nel mediterraneo, soprattutto Sicilia e Cipro. Per secoli lo zucchero viene coltivato ma ha 5 usi limitati:

  • Conservante
  • Spezia
  • Medicinale
  • Condimento
  • Decorazione

Era considerato un bene di lusso (infatti inserito nella categoria delle spezie), quindi aveva un ruolo minimo nell’alimentazione, se non per le mense dei re. Inizia a diffondersi nel corso del Settecento, fino agli inizi del ‘900, quando diviene un consumo popolare.

Il consumo dello zucchero ha coinvolto tre continenti: Colombo porterà la canna da zucchero ai Caraibi, dove nasceranno piantagioni. Tre in particolar modo sono le isole saccarifere: Cuba, Santo Domingo, Giamaica. La coltivazione dello zucchero implica l’industria: la canna da zucchero, dopo essere stata coltivata, richiede una grande lavorazione, quindi grande mano d’opera. Ecco quindi gli schiavi dall’Africa, che produrranno lo zucchero per il consumo europeo (America- Africa- Europa: i tre continenti coinvolti).

Tre sono le bevande che si affermano alla fine del ‘700, bevande coloniali associate allo zucchero:

  1. Cioccolato: il cioccolato veniva dal Messico, tradizionalmente consumato con il peperoncino; in Europa, invece, venne associato allo zucchero (in particolare in Spagna trova grande accoglienza).
  2. The: il the arriva dall’Oriente. Il suo primo carico è registrato ad Amsterdam, nel 1610: Olanda e Inghilterra ne fecero grande uso, e comportò anche qui un aumento del consumo dello zucchero. Altro paese che accolse lo zucchero fu la Russia, ma anche i paesi islamici. Con il thè, dall’Oriente arrivano anche teiere e tazzine, portando in Europa quindi l’artigianato e modificando la socialità: la famiglia si radunava infatti di fronte a una tazza di the. In Inghilterra, subentrando al Gin, allevia il fenomeno dell’alcolismo.
  3. Caffè: il primo carico di caffè arriva a Venezia nel 1615. Il caffè era una pianta che veniva dalla penisola arabica, da Mokka. Colombo la portò in Europa, ma fu coltivata anche nei Caraibi. Anche il consumo del caffè prese avvio in Europa nel ‘700.

Tutte e tre le bevande non prevedevano consumo di zucchero, nel paese d’origine: furono gli europei a fare questa associazione.

Nel '700...

Alcuni storici hanno teorizzato una rivoluzione dei consumi, avvenuta nell’Inghilterra del ‘700: nel giro di poco tempo aumentarono i consumi di tessuti, ceramiche, candele… Alcuni storici affermano che questa rivoluzione abbia pari importanza alla rivoluzione industriale. Non tutti sono però d’accordo, credendo che principi di rivoluzione dei consumi potrebbe aver avuto inizio in Olanda nel ‘600 o ancora prima.

Ma perché la rivoluzione ebbe inizio in Inghilterra?

  • La società inglese era più fluida, con maggior mobilità sociale, dove i poveri potevano imitare le abitudini dei ricchi. Fino ad allora ciò era impedito dalle leggi suntuarie, regolamenti che stabilivano determinati consumi per determinate classi sociali, regolando soprattutto la moda (il più visibile).
  • Londra, fra l’altro, era la più grande metropoli del tempo, e quindi consumi e modi si diffondevano rapidamente.

Nell’Europa del ‘700 cambia l’atteggiamento ideologico nei confronti dei consumi: i consumi che portavano all’apparenza furono condannati dalla Chiesa ma anche da moralisti, scrittori e pedagogisti ecclesiastici, nel corso del tempo. Nel ‘700 si sviluppa quindi un dibattito tra giornalisti, moralisti, filosofi… dibattito molto acceso tra Inghilterra e Francia, i due paesi più avanzati: il dibattito sul lusso. Questo si divideva tra coloro che vedevano nel lusso la rovina delle famiglie e della moralità, e tra chi inizia a legittimarlo, vedendo in via, emulazione e vanità quali aspetti positivi soprattutto dal punto di vista economico.

Un breve poema dell’olandese Mandeville, “L’alveare brontolone”, poi in parte modificato nella rivisitazione “La favola delle api. Vizi privati, pubbliche virtù”, parla proprio di questo. Mandeville racconta di un alveare molto ricco, affollato, le cui api vivono nel lusso, nell’agio: possiede tutti i vizi degli uomini. I ricchi spendono tantissimo ma, spendendo, danno da lavorare a milioni di poveri, artigiani. Mandeville racconta come questo alveare modificasse questi vizi privati (invidia, superbia, amore per il lusso) in vizi pubblici. Quando Giove impone la virtù ai vizi, l’alveare si impoverisce, perché i ricchi sono costretti a risparmiare e i poveri non lavorano più, le persone non litigano e quindi non serve e nulla l’avvocato, il quale di conseguenza si impoverisce… e così via. Questo saggio rende l’idea di come i consumi iniziassero ad essere legittimati, quando la borghesia sta prendendo via via potere (economico, politico e sociale), nell’intento di legittimare i propri consumi.

Tre momenti importanti nella storia dei consumi

  • ‘700
  • Anni a cavallo tra ‘800 e ‘900
  • Anni del dopoguerra

Lezione 2: Il '900

Il ‘900 è chiamato anche “secolo americano”, perché secolo in cui gli Stati Uniti si sono imposti come superpotenza militare, economica e politica. Per una prima parte, vi era anche l’Unione Sovietica, prima della crisi degli anni ’70-’80; nel ’91 cessa di esistere ufficialmente, dopo la caduta di Berlino del 1989. Quindi il ‘900 si chiude con questa supremazia americana. Fino all’800 era la borghesia europea a decidere i modelli di distinzione sociale e culturale, era la borghesia europea a dettare le norme. Nel ‘900, invece, il primato passa agli Stati Uniti, che esportano il suo modello di consumi: American Way of Life, modello pacifico, una sorta di impero basato sui consumi, che ha fatto parlare gli storici di “americanizzazione dei consumi e degli stili di vita”, soprattutto degli europei.

Il processo di americanizzazione non è però un processo passivo: in Europa esistevano già stili e modelli di consumo e di comportamento, quindi il modello americano viene adattato, fatto proprio attraverso una trasformazione da parte degli italiani (non avviene una trasposizione).

Il modello americano di consumi

Il modello americano di consumi si basa sul cittadino/consumatore e su di una democrazia intesa come uguaglianza consumistica: tutti i cittadini, in misura maggiore o minore in base al proprio reddito, hanno uguale diritto di partecipare al mondo dei consumi. Forte è l’idea che la felicità sia acquisibile attraverso il consumo, e che tutti ne abbiano accesso a prescindere dal patrimonio o dal potere individuale.

Il modello si impone in Europa soprattutto nella seconda metà del ‘900, nato negli Stati Uniti già agli inizi del ‘900:

  • Nel 1903 il figlio di un contadino irlandese, Henry Ford, fonda in un sobborgo di Detroit la fabbrica Ford, inizialmente piccola, che conoscerà in seguito uno sviluppo vertiginoso. Ford diffonde le proprie idee attraverso opuscoli autobiografici, tradotte in varie lingue, divennero modello che circolò anche altrove: Ford fu innovatore da vari punti di vista, sia per la produzione che per i consumi.
  • Per quanto riguarda la produzione, Ford fu il primo ad utilizzare nelle sue fabbriche il nastro trasportatore e la catena di montaggio: fabbricò la prima utilitaria, nota come modello T, prima macchina utilitaria costruita con il modello della catena di montaggio. Si parla anche di Fordismo, riferendosi al modello imposto a livello industriale in tutto il ‘900.
  • Altra innovazione di Ford: l’aumento della paga dei lavoratori, 5 dollari giornalieri. Questo consentì da una parte di mettere a tacere i sindacati, dall’altra di trasformare i suoi operai nei cittadini/consumatori che desiderava. Avendo la possibilità di spendere, si va ad innescare un ciclo positivo di aumento dei consumi e quindi delle produzioni.
  • Nel 1911, l’ingegnere statunitense Taylor pubblicò l’opera “L’organizzazione scientifica del lavoro”, in cui mirava a superare il dilettantismo dei manager industriali del suo tempo, studiando scientificamente il lavoro dell’operaio all’interno della fabbrica, movimento per movimento (scomponendo i movimenti degli operai, cercando di ottimizzarli, di ridurre i movimenti inutili, quindi di massimizzare la produzione).
  • Ford applicò i principi del taylorismo nella sua fabbrica, tanto che si parla a livello di produzione industriale di fordismo/taylorismo.

Questa identificazione del cittadino nel consumatore, di una democrazia come libertà di acquistare, ancora molto forte nell’ideologia americana, divenne ancora più forte negli anni della guerra fredda, immediatamente dopo la II Guerra Mondiale. America e Russia erano state alleate contro il nemico comune, Hitler, ma già nell’ultimo periodo della guerra, quando si comprese la prossima sconfitta di questo, iniziarono tra le superpotenze le tensioni sulla spartizione del mondo. Per quanto riguarda l’Europa, la scelta non fu difficile: fu tracciata la linea dove gli eserciti si erano incontrati (Europa occidentale all’America; Europa orientale alla Russia); per quanto riguarda l’Austria, tutti gli ex belligeranti ne uscirono, e l’Austria divenne paese neutrale.

Per il resto del mondo fu più complicata la scelta: durante gli anni della guerra fredda, si visse nel timore che scoppiasse una guerra nucleare: entrambe erano potenze nucleari. Tanti furono i momenti di avvicinamento a questo conflitto, come la Guerra di Corea (la Corea del Nord invase quella del Sud, di controllo americano), la Guerra del Vietnam e la crisi di Cuba, nel 1962, quando l’Urss aveva fatto arrivare qui i missili di cui il paese non disponeva. Non si raggiunse mai questo tipo di conflitto: si alternarono momenti di tensione a momenti di distensione.

L’ideologia americana dei consumi ha avuto un grande ruolo durante la guerra fredda: nel 1959, a Mosca, venne organizzata una fiera, in un parco, dove gli americani parteciparono costruendo una casa prefabbricata con una cucina, fornita di elettrodomestici (in particolare elettrodomestici bianchi, ovvero lavatrice, lavastoviglie… gli elettrodomestici neri sono il televisore e il resto). Questa casa e questa cucina in modo particolare erano una novità, e gli americani volevano dimostrare ai sovietici la loro potenzialità nella produzione dei beni di consumo, e che le loro case fossero ben equipaggiate. Nixon, l’allora vicepresidente di Eisenhower, entrò nella cucina con l’allora segretario di Stato, Kruscev (successore di Stalin: unico leader di origini contadine, si trovò a guidare una superpotenza… per avere attenzione in una riunione dell’Onu si tolse una scarpa), e iniziarono a discutere: questo dibattito è passato alla storia come “dibattito della cucina”.

Anteprima
Vedrai una selezione di 18 pagine su 84
Lezioni Storia contemporanea Pag. 1 Lezioni Storia contemporanea Pag. 2
Anteprima di 18 pagg. su 84.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Storia contemporanea Pag. 6
Anteprima di 18 pagg. su 84.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Storia contemporanea Pag. 11
Anteprima di 18 pagg. su 84.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Storia contemporanea Pag. 16
Anteprima di 18 pagg. su 84.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Storia contemporanea Pag. 21
Anteprima di 18 pagg. su 84.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Storia contemporanea Pag. 26
Anteprima di 18 pagg. su 84.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Storia contemporanea Pag. 31
Anteprima di 18 pagg. su 84.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Storia contemporanea Pag. 36
Anteprima di 18 pagg. su 84.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Storia contemporanea Pag. 41
Anteprima di 18 pagg. su 84.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Storia contemporanea Pag. 46
Anteprima di 18 pagg. su 84.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Storia contemporanea Pag. 51
Anteprima di 18 pagg. su 84.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Storia contemporanea Pag. 56
Anteprima di 18 pagg. su 84.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Storia contemporanea Pag. 61
Anteprima di 18 pagg. su 84.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Storia contemporanea Pag. 66
Anteprima di 18 pagg. su 84.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Storia contemporanea Pag. 71
Anteprima di 18 pagg. su 84.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Storia contemporanea Pag. 76
Anteprima di 18 pagg. su 84.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Lezioni Storia contemporanea Pag. 81
1 su 84
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher federica.gialli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Tasca Luisa.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community