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Storia contemporanea

Lezione #1 - 23/09/2014

Per esame:

  • Manuale
  • Due libri scelti
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  • Slide
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Storia: Dare un senso a ciò che precede.--> Svolgere oralmente un discorso che contenga una spiegazione di carattere storico

Il mondo contemporaneo e la sua storia

Mondo: Oggetto Storia: Modalità conoscitiva

1492 (Scoperta dell’America): Inizio età moderna

Moderna: Soggetta ad un rapido cambiamento

Contemporaneità: Percepire un'epoca in cui si manifestano problemi ancora oggi attuali.

Le "etiche" (Comportamenti dettati dall'etica), con il passare del tempo, si evolvono per adattarsi ai bisogni delle persone nelle diverse epoche. Fratture tecnologiche: Portano a grandi cambiamenti negli usi e nei costumi della gente.

Come periodizzare l'età contemporanea?

  • Criterio politico-giuridico --> 1776: Indipendenza Americana / 1789: Riv. Francese
  • Criterio storico economico --> Rivoluzione industriale in Inghilterra
  • Criterio rapporti internazionali --> 1815: Congresso di Vienna
  • Criterio rivoluzionario --> 1848: Ritorno della rivoluzione in Europa
  • Criterio socio-politico --> 1848: 2 Repubblica Francese / 1870: Comune di Parigi / 1889: II Internazionale dei Lavoratori
  • Criterio imperialista --> 1870-1900 Piena espansione imperiale dell’Europa e arrivo delle nuove potenze (Germania, USA, Giappone)
  • Criterio novecentesco --> 1914: 1 Guerra Mondiale 1917: Rivoluzione Russa 1919-1920: Ricostruzione Europa Borghese
  • Criterio globalista --> 1945: Nasce consapevolezza del mondo globale 1945-1989: Bipolarismo USA-URSS 1989: Crollo muro Berlino e rinascita delle realtà regionali.

Lezione #2 - 24/09/2014

Premessa

Inizio: Dal conflitto degli stati nazionali a vocazione imperiale (seconda parte del 1800) in quanto si formano gli elementi di base che porteranno allo scoppio della Prima Guerra Mondiale

Fine: Ai giorni nostri

Fukuyama: “La storia è finita”… non è così. Il concetto dello scontro bipolare, finito dal 1889-1991 circa, ha lasciato il posto ad un mondo polare dove la grande potenza sono gli USA. La Cina ha un solo partito, comunista, che è una contraddizione in quanto è capitalista per una Cina come grande potenza, anche se non dal punto di vista militare; basta pensare che i fondi del debito pubblico degli USA sono posseduti dalla Cina. L’India non è ancora a questo livello, ma è in espansione economica; lo sono anche altri paesi, per esempio il Brasile.

Dunque, noi siamo un mondo multipolare dove ci sono conflitti e competizioni, più o meno dall’inizio degli anni Novanta dove altra protagonista è diventata l’Unione Europea. Nazionalismo = Porre in primo piano le esigenze della Nazione intesa come popolo.

1861 Italia: Prende il Corno d’Africa, dove l’Etiopia era cristiana e l’Eritrea e la Somalia musulmane; l’Etiopia era un regno feudale e l’Italia dimostrò il suo peso militare essendo sconfitta da essa varie volte.

1870 Germania: Nella contemporaneità non si ragiona più in nazionalismi, ma a livello mondiale. È da questa realtà che stabiliamo la nostra epoca di partenza: l’epoca dell’affermazione degli Stati Nazionali europei.

Tuttavia, non è un unico approccio, ma da diversi punti di vista.

1917: Arrivo degli americani in Europa a sostegno di Italia ed altri. Gli americani furono decisivi anche nella Seconda Guerra Mondiale, se no i russi sarebbero arrivati fino a Lisbona; attaccarono due volte la Russia nel 1900 e questo lo interpretarono come un attacco dell’Occidente. La Russia ragiona come erede di una grande potenza, in quanto Stalin evoca la Santa Russia, unendo tutti e, anche se fu lenta ad armarsi, vinse duramente in quanto ci andò, e ci è sempre andata, giù pesante.

Periodizzazione

  • Epoca delle nazioni
  • Epoca del polarismo
  • Epoca del multipolarismo
  • Fine Ottocento – 1918 = II industrializzazione – fine Prima Guerra Mondiale Affermazione borghesia europea e progresso
  • 1918 – 1939 = Tra le due guerre mondiali Crisi economiche e della democrazia, totalitarismi, nazionalisti e comunisti, rivoluzioni nazionalistiche
  • 1939 – 1948 (piano Marshall) = Seconda Guerra Mondiale e secondo dopoguerra Autodistruzione dell’Europa, vittoria americana e russa, disegno razzista-nazista, creazione ONU e formazione blocchi contrapposti USA-URSS
  • 1948 – 1973 (Crisi Petrolifera) = “Età dell’oro” e guerra fredda Grande espansione economica in Occidente con l’apertura di mercati e commercio mondiale, inizio del processo di integrazione europea con appoggio degli USA, in URSS e paesi satelliti dopo il 1953 (morte di Stalin) ci fu tentativo di riforma economica ed amministrativa di Kruscev che fallì nel 1964, grande ondata di decolonizzazioni in Asia e Africa (usati come fornitori di materie prime e basta), ritardi sviluppo, lotta USA e URSS per egemonia sul Terzo mondo
  • 1973 – Fine secolo XX = Dalla crisi petrolifera alla fine dell’URSS Lunga crisi occidentale con periodi di crescita, crisi del sistema comunista sovietico che crollò con Gorbacev in quanto non riformabile, fine del comunismo con la caduta del muro di Berlino nel 1989, decollo economico della Cina e alcuni paesi asiatici e sudamericani come il Brasile, ristagno sviluppo economico, ascesa economia finanziaria, fine del terzomondismo e rafforzamento movimento islamista, problema della guida del mondo

I vincitori americani negli anni Venti decisero di potenziare il mercato interno: innovazione prodotto, prodotto standardizzato per consumo di massa (uomini e donne *le donne prima guidano e poi votano) ecc. Tuttavia trovarono un limite che portò alla grande disoccupazione, ma nacque per questo un nuovo capitalismo. Il modello di lavoratore americano pone le sue basi in questo periodo, inteso come un stipendio famigliare.

Il capitalismo storico dagli anni Trenta del Novecento in avanti era riformato in quanto lo stato era intervenuto in maniera massiccia a sostegno dell’attività economica (ex. Roosevelt).

Il grande sviluppo è alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Si crearono istituzioni, come il fondo monetario internazionale e la banca mondiale o l’abolizione delle dogane, contro l’economia nazionalistica ed a favore di un ragionamento economico su scala mondiale.

In risposta alla Crisi Petrolifera (1973) = Deindustrializzazione e finanziarizzazione dell’economia. Nel 1979 i flussi finanziari producono reddito, non più solo prodotti, con una manodopera sempre più bassa fino anche a meno del 30% ed il tutto sfocerà nella crisi del 2008.

Lezione #3 - 25/09/2014

Cosa definisce la contemporaneità

  • Industrializzazione, progressiva scomparsa della figura dell’artigiano, trasformazione del lavoro
  • Accelerazione della ricerca tecnologica negli ultimi 200 anni
  • Circolazione delle merci e delle informazioni
  • Riorganizzazione della distribuzione commerciale
  • Trasformazione della guerra in senso tecnologico-industriale
  • Democratizzazione, eguaglianza giuridica e costituzionalismo
  • Affermazione delle nazioni e degli stati nazionali
  • Dimensione mondiale dei problemi
  • Accelerazione della crescita demografica
  • Urbanizzazione
  • Traffico
  • Turismo
  • Inquinamento
  • Consumo delle risorse e del territorio
  • Diffusione di informazione e comunicazione
  • Sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa
  • Crescita di tutti i servizi
  • Apertura dei mercati, globalizzazione economica

Sono tutti fattori collegati tra loro per un principio di causa-effetto.

Agli inizi del 1900 la popolazione mondiale era di circa 2 miliardi, ciò significa che per millenni il problema della specie umana è stato quello di crescere a causa anche delle numerose perdite per malattie ecc. Quando è stato introdotto il principio di proprietà, poi, i figli sono diventati ereditari di essa. Nell’ultimo secolo è avvenuta la più straordinaria rivoluzione di questa specie: ha raggiunto i 6 miliardi. Le migrazioni sono una costante della storia della specie: noi ci siamo spostati in base alle risorse del territorio, ma in seguito questo rapporto uomo-territorio è cambiato. La popolazione aumenta, ovviamente, per accoppiamento di due soggetti di senso opposto; il tasso di mortalità e quello di mortalità in Occidente più o meno sono uguali; in Africa ed America del Sud hanno invece un tasso di natalità molto alto che equivale a 1:4,5 (un bambino in Occidente sono 4/5 lì) e quello di mortalità si è abbassato rispetto a com’era prima. Queste persone, essendo troppi in uno stesso posto, si spostano in cerca di condizioni migliori e questo causa la contaminazione etnica, cosa che prima avveniva per esempio con l’abolizione della schiavitù e cose simili.

L’apertura dei mercati e la globalizzazione sono sia necessità sia strategia per il reperimento delle materie prime e per il costo della manodopera che fuori dal proprio paese costa meno.

Fino alla Prima Guerra Mondiale sopravvissero identità politiche non definibili nazioni come l’impero austro-ungarico, i bosniaci, gli italiani ecc. in quanto solo il 50% o anche meno della popolazione rispondeva al titolo di “italiani” o “russi” tanto che in Italia per esempio si parlava delle Puglie, le Calabrie ecc. L’unico elemento unificatore era la figura del sovrano sia come entità politica sia religiosa (per esempio lo zar in Russia).

Nel 1918 tutti i grandi imperi crollarono. In quest’epoca lo Stato Nazionale diventa un elemento fondamentale; il liberismo, dottrinalmente parlando, prevedeva che lo stato non dovesse interferire con l’andamento dell’economia che doveva svilupparsi da sé: questo principio venne attuato per poco in pochi territori.

Il nazionalismo

È basato sul principio di patriottismo. Tuttavia il nazionalismo risulta essere il contrario: basarsi sulla propria patria per poi occuparne altre (la Nazione vuole dominare sulle alte). In alcuni casi tale controsenso è stato molto evidente, basta pensare ai tedeschi che fondarono la capitale a Versailles. Il nazionalismo, inoltre, si compone di diversi aspetti come il nazismo, razzismo (il razzismo dell’Ottocento è scientista, ovvero in base al cervello) e così via. Tutti questi aspetti si addensano poi al modernismo/futurismo.

Lezione #4 - 30/09/2014

Si parte da Napoleone perché normalizza la Rivoluzione, mettendo in piedi uno stato imperiale.

Secolo lungo = inizio 1800-1914 scoppio Prima Guerra Mondiale

La Prima Guerra Mondiale manda in crisi il mondo e tutti creano un proprio stato, dunque non si parla più di imperi; la Corona inglese dà l’indipendenza all’Irlanda nel 1916 per la prima volta.

Il passaggio da impero a stato è fondamentale per diversi cambiamenti: in primis il fattore economico, con il sorgere del problema delle classi con la prima insurrezione sociale da parte degli operai parigini (non più sanculotti guidati da un loro capo, ma una specificità di lavoratori) definibile rivolta di classe, anche se prima di Marx.

Il movimento socialista è di base internazionalista, anche se opera in un ambito nazionale. La prima rivoluzione ispirata al marxismo avvenne nel paese meno industrializzato, in Russia con Lenin, un paese di contadini ancora dipendenti dai proprietari, anche se nei primi anni Sessanta del Novecento era stata abolita la schiavitù della gleba; fu dunque una rivoluzione in un posto dove, secondo le teorie storiche, non sarebbe avvenuta: tuttavia, lì si era sfasciato tutto e la rivoluzione fu una cosa automatica.

Dunque la questione sociale fu un’emergenza specifica all’interno del processo della costruzione di una nazione; per questo entro il 1918 gli imperi crollarono tutti. In questo periodo il patriottismo divenne nazionalismo aggressivo.

Gli anni tra le due guerre mondiali sono di scontro tra le varie nazioni che fu ciò che portò allo scoppio del secondo conflitto, non ascoltando flebili pensatori, che criticavano il primo e dunque contro la guerra, che vennero messi a tacere.

Borghesia e Nazione vanno insieme in quanto si basano l’una sull’altra. Si può dire che il fenomeno del Nazionalismo parta dalla fine del 1800 con la conquista delle colonie in America, Africa ecc. e culminò con la Prima Guerra Mondiale.

Il nazionalismo economico = Quando l’interesse della nazione viene spostato sull’ambito economico; lo Stato interviene in modo molto presente sull’economia, per questo si parla di Corporalismo.

Prima della Prima Guerra Mondiale l’Europa era dominata dalla presenza dei grandi imperi; gli ultimi due stati a consolidarsi nell’Ottocento furono Italia (1861) e Germania (1870). Nel 1870 i Prussiani assediarono Parigi e si fecero arrivare contingenti da tutta la Francia per difendere l’Impero e si mobilitano soldati da Normandia e Bretagna che non parlavano francese, ma i loro dialetti e l’organizzazione non fu di certo facilissima anche se Napoleone comandava non a parole, ma con l’esempio.

In Italia c’era il brigantaggio contro i Savoia che, a differenza dei Borboni che avevano regnato prima, facevano pagare le tasse ed imponevano il servizio militare.

Questi due esempi servono a far capire come creare una nazione significa unire realtà diverse e ciò non è facile. Gli stati europei cercarono di espandersi in ambito coloniale appena si consolidarono. Gli antenati dei laburisti inglesi affermavano di incentivare il colonialismo per liberare i popoli dalla schiavitù.

Il termine “liberalismo” non ha avuto la stessa definizione ovunque, se non per un’adesione ad un modello politico ottocentesco come libera competizione all’interno della dinamica parlamentare; il governo liberale in Francia è di fatti arrivato soltanto negli anni Settanta mentre prima vi erano movimenti che raccoglievano i voti della borghesia; negli anni Sessanta dell’Ottocento solo il 3% della popolazione poteva votare dunque le elezioni dette liberali non erano come sono adesso.

Il progresso tecnologico è il fattore di trasformazione dal mondo moderno al contemporaneo.

Crisi del 98 = Conflitto tra un mondo che fa capo ad Umberto I e circoli politici come la nuova destra nazionalista contro il “nuovo” che avanza, ovvero i fermenti democratici di una società che sta cambiando. Dunque si tratta di uno scontro tra chi vuole trasformare l’Italia in un governo come la Germania e tra chi fa parte dei movimenti operai ecc.; il culmine fu maggio 98 a Milano con le cannonate contro i dimostranti.

Il decollo industriale italiano, anche se limitato alle regioni del nord ed il triangolo Torino-Milano-Genova, avvenne dal 1897 al 1913 circa. In questo periodo vi fu anche una grande emigrazione del popolo italiano inizialmente verso Francia e Germania ed in seguito, e per il maggior numero di persone, America.

Soggetti = nazionalità/stati nazionali che lottano contro gli imperi preesistenti ad eccezione dello stato nazionale germanico che comunque era un impero ma si comportava da nazione. In Europa le nazionalità erano state schiacciate dai tre grandi imperi: Russo, Austroungarico ed Ottomano. Dopo i movimenti di fine 1800, come le grandi Guerre Balcaniche (ce ne sono almeno 3), queste nazionalità (bulgari, romeni ecc.) hanno costruito i loro stati nazionali e gli altri mirano a fare lo stesso. Di fatti fu un serbo-bosniaco, membro della comunità serba in Bosnia, a far scoppiare il primo conflitto mondiale.

Jugoslavia = Terra degli slavi del sud ovvero serbi, croati, sloveni, montenegrini (esclude gli albanesi, gli ungheresi, i romeni; l’Albania faceva ancora parte dell’Impero Ottomano); il termine slavo deriva da schiavo, con i tedeschi che li consideravano tali. Il Congresso di Berlino cercò di porre un equilibrio tra le grandi potenze.

In Italia dominò l’idea di Giolitti: stare nella Triplice Alleanza ma, dato che dall’inizio del secolo si erano distesi i rapporti con Francia e Gran Bretagna, senza entrare in guerra; affermava anche che bisognava incentivare il progresso sociale e di fatti favorì molto i sindacati. Tuttavia, con la corsa all’accaparrarsi i territori, Giolitti non fa rimanere fuori l’Italia e diciamo che s’inventa l’impresa con la Libia, facendo guerra alla Turchia, prendendo l’Eritrea e la Libia (non si sapeva della presenza del petrolio, ma venne presa per esser coltivata e risolvere la disoccupazione in meridione). Sul fatto di non entrare in guerra, in quanto l’Italia non aveva nulla da guadagnare pensando che Trento e Trieste sarebbero diventati Italiani senza combattere, non cambiò idea.

Lezione #5 - 1/10/2014

Le classi

Dopo l’abolizione della servitù della gleba, le persone non sono veramente libere: salariati, braccianti ecc. Le classi, dunque, sono da sempre presenti e si battono per i loro diritti; le classi protagoniste sono quelle dei detentori di ricchezza e coloro che possono investire, ovvero i componenti della borghesia: si tratta dunque dei detentori del potere economico. Già nell’Ottocento la borghesia era divisa in tre gruppi: capitalisti puri, industriali veri e propri (= investono in attività di trasformazione) e le banche (= imprese con profitto, non istituti di beneficenza). I nobili si sono adeguati, diventando imprenditori e dando origine così alla borghesia agraria; in origine, i nobili erano coloro che facevano la guerra, considerata come una cosa ormai finita. Lo stato si è preso il compito di istruire la popolazione.

Gli stati

Il Giappone

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GiuliaChiariello93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Longoni Giuseppe Maria.
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