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La psicologia dello sviluppo: teorie

La psicologia dello sviluppo studia i cambiamenti psicologici dell'individuo durante la sua esistenza, le modalità di funzionamento psicologico tipiche dei diversi periodi di vita. Le esperienze di vita modificano il funzionamento psicologico del soggetto. Lo sviluppo riguarda l'intero ciclo di vita, viene analizzato il cambiamento di un'abilità, i comportamenti non ancora maturi del neonato o le abilità deteriorate nell'anziano.

Lo studio della prima infanzia: sviluppo socio-cognitivo

È l'insieme di abilità che permettono di riconoscere le altre persone come esseri dotati di qualità rispetto agli oggetti del mondo fisico tra cui quelle di possedere stati mentali, intenzioni, desideri, credenze e false credenze. Le abilità di base della comprensione sociale sono la preferenza per i volti e le voci umane, l'abilità di seguire la direzione dello sguardo altrui rivolto verso un oggetto (il bambino gira la testa verso l'oggetto guardato dall'adulto già a 3 mesi), la condivisione interpersonale di un'esperienza interna. L'origine delle esperienze intersoggettive avviene grazie all'interazione tra madre e bambino nei primi mesi di vita in cui vi sono espressioni facciali, atti motori e sguardi reciproci; questa forma iniziale di intersoggettività è detta primaria, poi vi sarà una secondaria (9 mesi) dove adulto e bambino si relazionano tra loro facendo riferimento ad un oggetto esterno, commentando su di esso, convergendo entrambi l'interesse. In entrambe le forme c'è la condivisione di uno scopo, la capacità di connettersi con l'altra persona: nel primo caso lo scopo è interno all'interazione, il piacere di stare insieme e si esprime con lo scambio di affetti ed emozioni mentre nel secondo caso è esterno e consiste nel riferirsi ad uno stesso centro di interesse.

Natura e cultura

Le dotazioni innate dell'uomo sono il repertorio di caratteristiche comportamentali e di modalità di funzionamento che ci portiamo alla nascita. Lo sviluppo però è favorito sia dalla natura che dalla cultura, sia di caratteristiche innate che da esperienze nell'ambiente. L'intersoggettività è la capacità di condividere con un'altra persona un'intenzione comune rispetto ad uno stesso scopo; la visione psicofisiologica afferma che l'intersoggettività è innata, è un meccanismo fisiologico rintracciabile in età precoce: il repertorio biologico di cui è dotato l'uomo alla nascita porta automaticamente a creare una relazione che favorisce la crescita psicologica e lo sviluppo dell'intersoggettività. Anche le neuroscienze affermano l'origine biologica dell'intersoggettività, studiando il funzionamento dei neuroni specchio che si attivano quando l'individuo esegue un'azione e quando la vede eseguire sull'altro e ciò permette al cervello umano di acquisire la capacità di mettersi nei panni dell'altro; il cervello mappa un'azione vista sul corpo dell'altro nel proprio sistema motorio ma senza eseguirla.

Contributi delle neuroscienze evolutive

Le neuroscienze evolutive studiano le basi neurali della mente; alcune abilità come i movimenti oculari, la suzione non nutritiva, il riconoscimento delle facce e la percezione sociale hanno una base neurobiologica; sono state studiate le modalità di funzionamento del cervello in vari compiti e la loro evoluzione nel tempo. C'è una crescente organizzazione dell'attività cerebrale verso la forma matura, una modifica delle aree corrispondenti all'abilità; c'è una progressiva specializzazione e localizzazione del cervello. La formazione del cervello è quindi un processo soggetto all'influenza dell'esperienza e dell'apprendimento.

Lo sviluppo come processo complesso

Poco nello sviluppo è predeterminato ma quasi tutto è soggetto al cambiamento per effetto delle relazioni tra individuo ed esperienze con l'ambiente. Il cervello è un organo in evoluzione, si trasforma tramite l'interazione dell'individuo con l'ambiente, si formano nuove strutture. L'individuo evolve e attraversa modi di funzionamento qualitativamente diversi da un periodo all'altro. Il percorso evolutivo non è fissato in anticipo e non segue una traiettoria predeterminata ma dipende dall'azione reciproca di molte componenti.

Le differenze individuali

Vicende evolutive diverse disegnano percorsi diversi. Si è voluta studiare l'età in cui certe capacità vengono possedute ed emergono, tramite il comportamento osservato che rileva se l'abilità è presente o assente nel gruppo di bambini osservato. A parità di età alcuni bambini ce l'hanno e altri no per cui vi sono differenze. Belsky aveva studiato lo sviluppo atipico come causato da una relazione disarmonica tra le diverse componenti: i fattori di stress e i fattori di supporto (sia interni come le caratteristiche costituzionali che esterni come le condizioni di allevamento), concorrono a stabilire lo sviluppo del bambino, il cui buon esito dipende dal loro equilibrio. I danni, il ritardo e le difficoltà sono date da uno sbilanciamento tra fattori di rischio e fattori di protezione; i fattori di rischio riducono il loro peso negativo se incontrano condizioni positive che interagiscono con essi in modo da contrastarli. Non esiste nel cervello un danno già iniziale e definitivo ma malfunzionamenti nelle diverse zone che porteranno con l'evoluzione a un disturbo che emergerà nel corso dello sviluppo e non sarà dato alla nascita; il cervello non è formato da zone indipendenti ma è interconnesso e il processo di specializzazione delle aree avviene con il tempo e l'esperienza per cui ci può essere una differenza nel livello di funzionamento cerebrale nelle diverse aree (nella sindrome di Williams si registrano prestazioni cognitivamente normali in alcune prove per cui il modulo deputato alle capacità richieste da quelle prove è rimasto intatto accanto ad altri danneggiati).

Metodi di ricerca

Le ricerche sullo sviluppo spiegano il cambiamento delle funzioni psicologiche e del comportamento e dell'attività mentale dell'individuo col procedere dell'età (per esempio l'aumentare/diminuire della frequenza di comparsa o essere sostituito da altro); si individua la forma più primitiva e semplice dell'abilità e si esamina nel corso del tempo per descriverne i cambiamenti; si studia quanto un certo cambiamento è attribuibile al patrimonio genetico e quanto all'esperienza, alla cultura o al contesto di vita. Il ricercatore formula poi ipotesi sulla realtà che saranno confermate o meno dai dati raccolti. Per progettare una ricerca occorre inizialmente fare una ricerca bibliografica sull'argomento che si vuole studiare per conoscere i risultati ottenuti da altri studiosi; occorre poi individuare una teoria che guida la ricerca dei dati e permette la formulazione di nuove domande.

Disegni di ricerca

Per studiare il cambiamento dei comportamenti nel corso del tempo si può utilizzare:

  • Disegno di ricerca trasversale: Confronta le prestazioni o i comportamenti di gruppi di soggetti di età diversa; ogni bambino viene sottoposto alle stesse prove; considerando il comportamento di ciascun gruppo come rappresentativo di quella particolare età, si costruisce il percorso evolutivo del comportamento. Vantaggi: fornire informazioni sul cambiamento in modo economico e veloce (si raccolgono in poco tempo informazioni riferite ai cambiamenti che si manifestano lungo un arco di tempo di 10 anni). Limiti: non si possono ottenere informazioni sui percorsi individuali di sviluppo, le informazioni ottenute si basano su valori medi del gruppo; se viene utilizzato per analizzare i cambiamenti lungo di tempo molto lungo si rischia di avere un effetto generazionale ossia riscontrare delle variazioni tra i soggetti dei vari gruppi dovute al fatto che i partecipanti siano nati momenti storici diversi.
  • Disegno di ricerca longitudinale: Lo stesso gruppo di soggetti viene esaminato più volte a diverse età per vedere come il fenomeno si manifesta negli stessi individui con il passare del tempo ed evidenziare gli aspetti costanti e i cambiamenti; il numero di osservazioni necessarie per osservare il cambiamento di comportamento studiato e la distanza temporale che deve intercorrere tra le diverse rilevazioni dipendono dalle caratteristiche dei fenomeno (esempio se si vuole studiare il cambiamento degli atteggiamenti occorre un arco di tempo lungo e più rilevazioni) e dall'età dei soggetti. Vantaggi: ottenere informazioni sui cambiamenti individuali che si verificano con l'età, quali comportamenti si mantengono costanti nel tempo, permettono di vedere la relazione tra eventi precedenti e comportamenti successivi (esempio il temperamento le interazioni con il pari, gli eventi stressanti che influenzano lo sviluppo successivo). Critiche: alti costi in termini di tempo e risorse, bisogna aspettare che i partecipanti crescano prima di fare dei confronti e per riuscire a concludere la ricerca, rischio di perdita di soggetti nel corso della ricerca (alcuni partecipanti non sono più motivati a partecipare, possono essere impossibilitati a farlo per motivi personali), "effetto apprendimento" che si verifica quando i partecipanti vengono sottoposti a prove ripetute in una stessa situazione (possono crearsi delle aspettative sulle risposte più gradite allo sperimentatore, aiutandolo a raggiungere gli obiettivi della ricerca), L'invecchiamento delle teorie e dei metodi di ricerca (col tempo altri studi più recenti hanno raggiunto risultati sull'argomento che è ormai superato).
  • Disegno retrospettivo: Le ricerche longitudinali possono essere prospettiche (vengono misurati in età precoce le variabili che giocano un ruolo importante per la comparsa di determinati comportamenti nelle età successive, si verificheranno poi le relazioni esistenti tra le variabili misurate in età precoce e la comparsa successiva dei comportamenti previsti) o retrospettive (risale a ritroso nel tempo per raccogliere informazioni sulle condizioni che hanno preceduto una situazione presente; è di dubbia validità a causa del tempo trascorso tra il momento della raccolta dei dati e il momento a cui essi si riferiscono).

Le relazioni tra variabili

Le variabili sono gli aspetti misurabili dei costrutti che si vogliono studiare; il ricercatore concentra l'attenzione su alcuni dei molti eventi legati ad un fenomeno, ignorando tutti gli altri. Le variabili possono essere trattati in tre modi diversi:

  • Mantenendole costanti per tutte le osservazioni.
  • Controllandole per far assumere loro un certo valore in un gruppo di osservazione e uno diverso in un altro.
  • Lasciandole libere di assumere qualsiasi valore, registrandolo. Generalmente vengono mantenute costanti per tutte le rilevazioni le variabili che si ipotizza abbiano effetti sul comportamento studiato. Si controllano le variabili che il ricercatore presuppone influenzino direttamente il fenomeno osservato (variabili di disegno). Il ricercatore può manipolare le variabili per fare in modo che esse assumono particolari valori (ad esempio può offrire un feedback ad un gruppo di bambini e uno diverso all'altro gruppo) oppure possono essere utilizzate le caratteristiche intrinseche dei soggetti così come sono presenti spontaneamente in natura essendo impossibile manipolarli (esempio sesso, età e salute fisica). L'impossibilità di manipolare le variabili è dovuta anche a motivi etici (ad esempio per studiare gli effetti del maltrattamento sullo sviluppo di bambini non si può creare vere proprie condizioni di maltrattamento). Nei disegni di ricerca sperimentali le variabili trattati con queste modalità sono dette indipendenti. Le variabili i cui valori vengono registrati dal ricercatore per verificare la propria ipotesi sono dette variabili dipendenti poiché la loro variazione dipende dei valori assunti dalla variabile indipendente.

Il disegno sperimentale

Si progetta un esperimento quando si vuole verificare la presenza di una relazione tra due variabili; l'esperimento è un evento controllato che viene realizzato modificando i valori della variabile indipendente e rilevando quali cambiamenti produce nella variabile dipendente; per essere certi che la variazione della variabile dipendente sia il prodotto di quella indipendente occorre creare un gruppo di controllo, dividendo i partecipanti in due gruppi, assegnandoli casualmente all'uno o all'altro gruppo; il gruppo sperimentale è sottoposto alla manipolazione della variabile indipendente da parte dello sperimentatore mentre il gruppo di controllo non viene sottoposto ad alcun trattamento o a uno diverso. L'ipotesi iniziale della ricerca si verifica quando tra i due gruppi si riscontrano differenze significative, altrimenti l'ipotesi è rifiutata. Quando la variabile indipendente non è manipolabile, ad esempio quando è data dal livello di Qi dei bambini, l'assegnazione dei soggetti al gruppo non potrà avvenire in modo casuale per cui il gruppo sarà costituito da bambini in cui sia presente la caratteristica da studiare e sarà confrontato con un gruppo di controllo che sarà simile al primo per tutte le caratteristiche tranne che per quella in esame; questo disegno di ricerca è detto presperimentale. Una ricerca quasi sperimentale avviene nei casi in cui la variabile indipendente è manipolabile ma per varie ragioni non è possibile assegnare casualmente i soggetti alle situazioni sperimentali.

Il disegno sperimentale a soggetto singolo

Usati in ambito clinico e permettono di valutare nei soggetti singoli l'effetto del trattamento confrontando il comportamento precedente all'introduzione della manipolazione sperimentale con quello successivo; il disegno prevede una prima fase in cui si registrano i dati del comportamento da modificare prima che venga introdotto l'intervento; una fase d'intervento infine una rilevazione per verificare l'efficacia del trattamento. I cambiamenti che si vogliono produrre possono riguardare l'aumento di abilità, la diminuzione di un comportamento ad esempio un sintomo. Tale disegno permette di studiare la prestazione individuale dei soggetti e di adattare le caratteristiche di disegno al particolare tipo di soggetto.

Il disegno correlazionale

Usato per dimostrare l'esistenza di una correlazione fra due o più variabili; la correlazione è espressa dell'indice di correlazione che può variare da -1 a +1; la correlazione è positiva se le variabili cambiano nella stessa direzione ossia se all'aumentare dei valori di una, aumentano anche quelli dell'altra; la correlazione è negativa se all'aumento del valore di una corrisponde un incremento nell'altra; la correlazione è nulla quando le due variabili non hanno alcuna relazione.

La validità della ricerca

La validità della ricerca serve a verificare l'esattezza delle conclusioni a cui il ricercatore è giunto grazie risultati ottenuti.

  • Validità interna: Riguarda l'interferenza di variabili non controllate nella relazione tra variabile indipendente e dipendente; un esperimento ha validità interna se fra queste due variabili c'è una relazione causale. Effetti della maturazione dei soggetti o atteggiamenti subentrati dopo l'avvio della ricerca influenzano i risultati ottenuti; può succedere anche che i soggetti per gratificare il ricercatore si presentano nel modo migliore, dando risposte poco veritiere; vi sono anche errori riguardanti il campionamento (nel caso in cui campioni siano poco rappresentativi della popolazione o se l'abbandono dei soggetti abbia alterato le caratteristiche iniziali del campione); vi sono errori nella registrazione e codifica dei dati, errori nei calcoli statistici o nelle tecniche di analisi adottate; vi sono anche cause esterne non previste ma evitabili con una accurata preparazione del contesto come la presenza di stimoli disturbanti che possono alterare la prestazione dei soggetti.
  • Validità di costrutto: Riguarda la conformità tra i risultati ottenuti e la teoria che sta alla base della ricerca; il ricercatore deve chiedersi se esiste un'altra teoria che avrebbe predetto gli stessi risultati; la ricerca è valida se si possono escludere spiegazioni alternative dei dati rispetto alla teoria di riferimento. Tra le minacce vi sono la mancanza di una dettagliata analisi dei costrutti di una teoria con la conseguenza di unadefinizioni poco chiara del fenomeno da studiare.
  • Validità ecologica: È la corrispondenza tra le condizioni sperimentali e la realtà cui si fa riferimento; la conduzione della ricerca in un laboratorio, con caratteristiche molto diverse dei contesti di vita quotidiana può compromettere la validità ecologica; essa viene messa in discussione quando vi è una discrepanza tra la percezione della situazione sperimentale da parte di soggetti e le condizioni ambientali che il ricercatore voleva ottenere. La validità ecologica si preoccupa della possibilità di generalizzare i risultati della ricerca in contesti diversi da quello in cui sono stati ottenuti.
  • Validità esterna: Generalizzabilità dei risultati del campione ad un'altra situazione con soggetti, luoghi e tempi; è necessario che i campioni siano rappresentativi della popolazione.

Metodi di raccolta dei dati

  • I soggetti sono la fonte principale dei dati quando si vuole conoscere aspetti dell'esperienza e della realtà, punti di vista; occorre basarsi sulle risposte dei partecipanti che ci informano sulle percezioni, conoscenze e rappresentazione della realtà che essi possiedono; i dati rilevati da ricercatore riflettono l'elaborazione personale della realtà.
  • I test vengono utilizzati quando si vuole ottenere una valutazione obiettiva dal soggetto.
  • L'osservazione si mette in atto quando ci si affida alle abilità cognitive e percettive.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher babyllo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Barone Lavinia.
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