Metodi per la gestione dei progetti complessi M – 6 CFU
Arturo Bellucci
Prof. Appunti di Simone Benassi
Indice
Introduzione al corso ................................................................................................... 1
Parte prima
- Innovazione e progetto .................................................................................................. 2
- Il Project Management e il progetto ............................................................................ 7
- Il sistema progetto ......................................................................................................... 10
- L’architettura del progetto .......................................................................................... 12
- Obiettivi del progetto .................................................................................................... 15
- Anticipare i vincoli ........................................................................................................ 19
- Il piano di progetto ........................................................................................................ 23
- La struttura organizzativa e i ruoli ............................................................................. 25
- La strutturazione del processo ...................................................................................... 32
- Il processo e le tecniche di P&C ................................................................................. 36
- Il Punto Programma ................................................................................................... 43
- Le filosofie del controllo ............................................................................................. 46
- Procedure di progetto ................................................................................................. 48
- Project Risk Management .......................................................................................... 50
Appunti dell’A.A. 2012/2013
Metodi per la gestione dei progetti complessi M – Indice moduli – Simone Benassi i
- Project Procurement Management ........................................................................... 54
- Project Quality Management ..................................................................................... 56
- Project Communication Management ...................................................................... 57
- Decentramento e integrazione .................................................................................... 58
- Sistemi distribuiti e discrezionali ............................................................................... 61
Parte seconda
- Il Business Process Re-engineering ........................................................................... 64
- Progetti di sviluppo prodotto ..................................................................................... 66
- Progetti di informatizzazione ..................................................................................... 68
Parte terza
- Multiproject Management ......................................................................................... 69
- Sistemi di gestione MPM ............................................................................................ 71
- Portfolio Management ................................................................................................ 75
- Program Management ................................................................................................ 78
- Project Portfolio Management ................................................................................... 80
- Software per il Project Management ........................................................................ 81
Conclusioni del corso .................................................................................................... 82
Acronimi .......................................................................................................................... 84
Definizioni ...................................................................................................................... 86
Appunti dell’A.A. 2012/2013
Metodi per la gestione dei progetti complessi M – Indice moduli – Simone Benassi ii
Introduzione al corso
Obiettivo: fornire una conoscenza approfondita del Project Management come metodologia per l’organizzazione dei processi complessi o poco ripetitivi, con particolare attenzione agli ambienti in cui sono presenti contemporaneamente più progetti tra loro interagenti.
I materiali usati per la didattica sono disponibili sul sito ufficiale. I materiali sono articolati in:
- Presentazione di lucidi (lezioni);
- Esercitazioni in aula (hanno solo lo scopo di consolidare l’apprendimento e approfondire argomenti sulla base di casi);
- Soluzioni;
- Letture.
Modalità d’esame: orale.
Elenco dei moduli
Parte prima:
- Innovazione e progetto
- Il Project Management e il progetto
- Il sistema progetto
- L’architettura del progetto
- Obiettivi del progetto
- Anticipare i vincoli
- Il piano di progetto
- La struttura organizzativa e i ruoli
- La strutturazione del processo
- Il processo e le tecniche di P&C
- Il Punto Programma
- Le filosofie del controllo
- Procedure di progetto
- Project Risk Management
- Project Procurement Management
- Project Quality Management
- Project Communication Management
- Decentramento e integrazione
- Sistemi distribuiti e discrezionali
Parte seconda:
- Il Business Process Re-engineering
- Progetti di sviluppo prodotto
- Progetti di informatizzazione
Parte terza:
- Multiproject Management
- Sistemi di gestione MPM
- Portfolio Management
- Program Management
- Project Portfolio Management
- Software per il Project Management
Metodi per la gestione dei progetti complessi M – modulo Introduzione al corso – Simone Benassi 1
Parte prima
1. Innovazione e progetto
Il concetto di progetto è legato al concetto di innovazione, ossia lo sforzo delle organizzazioni di adattare i propri prodotti e servizi alle esigenze dei clienti.
Oggi l’ambiente competitivo è caratterizzato da una forte turbolenza, i cui driver sono:
- Dinamismo del mercato;
- Criteri di scelta dei consumatori e dei fornitori;
- Focus sul cliente;
- Centralità delle prestazioni come parametro di misura;
- Attese degli attori interni;
- Innovazione tecnologica.
- Velocità del cambiamento;
- Novità (utilizzo sempre minore della storia e dell’esperienza precedente);
- Complessità (più dimensioni e variabili da considerare, correlazioni più difficili).
Oggi è richiesta specializzazione e i prodotti sono sempre più integrati (esempio: le automobili moderne svolgono le stesse funzioni di quarant’anni fa, ma oggi sono integrate in esse un elevato numero di tecnologie, applicazioni).
L’innovazione ricopre oggi un ruolo sempre più importante: il progetto è legato a qualcosa di nuovo. Il progetto è uno sforzo dell’organizzazione finalizzato a raggiungere l’innovazione.
Nell’organizzazione sono presenti due prospettive:
- Routine, ossia ciò che l’azienda fa quotidianamente, con lo scopo di generare profitto;
- Innovazione, ne esistono di due tipi:
- Innovazione incrementale: cambiamenti piccoli e continui;
- Innovazione radicale: cambiamento a grandi salti.
Sono richieste quindi due capacità:
- Capacità di gestire l’innovazione;
- Capacità di trasferire l’innovazione, in quanto l’innovazione ha lo scopo di modificare la routine aziendale (in caso contrario il processo di innovazione è da considerarsi incompleto, “monco”).
È possibile distinguere differenti tipi di innovazione:
- Innovazione di prodotto/servizio;
- Innovazione di processo;
- Innovazione di business (Abell);
- Innovazione di prodotti/mercati (Ansoff);
- Innovazione organizzativa (Leavitt);
- Innovazione gestionale e di metodo;
- Innovazione culturale (Schein).
Metodi per la gestione dei progetti complessi M – modulo 1 Innovazione e progetto – Simone Benassi 2
Innovazione di business (Abell)
Tecnologia/processi Abell afferma che il business è dato dalla combinazione di tre variabili:
- Tecnologia;
- Prodotti;
- Mercato.
Prodotti e servizi
Mercati
Si possono avere quattro tipi di innovazioni separate:
- Innovazione di business;
- Innovazione nella tecnologia e nei processi;
- Innovazione nei prodotti e nei servizi;
- Innovazione nei mercati.
Qualunque sia l’oggetto dell’innovazione è possibile intravedere delle caratteristiche simili:
- Bassa ripetitività, ricicli;
- Metodi per aumentare il numero di soluzioni ipotetiche;
- Fare convergere contributi diversi nel processo di soluzione;
- Metodi di selezione e controllo dei risultati;
- Team di lavoro interdisciplinari.
Innovazione di prodotti/mercati (Ansoff)
Mercati attuali: Strategia di penetrazione del mercato; Strategia di sviluppo del prodotto.
Nuovi mercati: Strategia di sviluppo del mercato; Strategia di diversificazione.
Prodotti attuali. Nuovi prodotti.
Nel dettaglio:
- Strategia di penetrazione del mercato con lo scopo di stimolare i clienti a comprare di più, strappare clienti alla concorrenza e attirare nuovi clienti;
Metodi per la gestione dei progetti complessi M – modulo 1 Innovazione e progetto – Simone Benassi 3
- Strategia di sviluppo del prodotto con lo scopo di sviluppare nuove funzionalità accessorie, migliorare le performance del prodotto, ideare nuovi prodotti;
- Strategia di sviluppo del mercato con lo scopo di individuare categorie di utilizzatori in settori limitrofi o differenti, stimolare nuovi canali di distribuzione, estendere la rete di vendita a nuove aree geografiche.
Si tratta di un’infinità di differenti iniziative, distinte dalle attività routinarie.
Innovazione organizzativa (Leavitt)
Struttura
Compiti/Missione Tecnologia CONTESTO
Persone
Motivazioni Relazioni Cultura/Norme
Innovazione gestionale e di metodo
Fanno parte di questo tipo di innovazione: Quality Management, Just In Time, Lean Production, Concurrent Engineering, CIM (Computer Integrated Manufacturing), Project Management, Supply Chain Management, …
Gli aspetti importanti sono:
- Multi-focalizzazione;
- Integrazione dei processi;
- Process Ownership.
Per definire e misurare il livello di radicalità dell’innovazione sono utilizzati differenti metodi:
- Daft (qualitativo);
- Hayes (per prodotti e processi produttivi);
- Freeman VS (maggior rischio maggior innovazione);
- Zeleny (tecnologia superiore, tecnologia adatta);
- Durand (variazione di competenze organizzative);
- …
Metodi per la gestione dei progetti complessi M – modulo 1 Innovazione e progetto – Simone Benassi 4
Daft (qualitativo)
Innovazione incrementale: processo continuo; influenza parte dell’organizzazione; struttura e gestione dei processi tradizionali; miglioramenti tecnologici; miglioramenti di prodotto.
Innovazione radicale: rottura con i paradigmi precedenti; trasforma l’intera organizzazione; nuova struttura e modalità di gestione; tecnologia rivoluzionaria; nuovi prodotti, nuovi mercati.
Hayes (per prodotti e processi produttivi)
Una componente fondamentale del rischio è costituita dalla “quantità” di innovazione contenuta nel prodotto/servizio che può essere analizzata secondo una mappa articolata su due dimensioni:
- Quantità di innovazione di prodotto;
- Quantità di innovazione dei processi produttivi.
Zeleny (tecnologia superiore, tecnologia adatta)
Se l’innovazione è incrementale la rete di sostegno (infrastruttura) non viene modificata: si parla quindi di tecnologia adatta.
Viceversa, se l’innovazione è radicale la rete di sostegno viene modificata: si parla quindi di tecnologia superiore.
Durand (variazione di competenze organizzative)
È studiato lo stato attuale dell’organizzazione in termini di competenze e s’ipotizza uno stato futuro.
In base a quanto ipotizzato in termini di competenze è possibile definire tre tipi di innovazione:
- Innovazione incrementale: utilizza in massima parte competenze disponibili all’organizzazione nello stato attuale;
- Innovazione micro-radicale: utilizza un mix significativo tra competenze disponibili all’organizzazione nello stato attuale e competenze da acquisire;
- Innovazione radicale: è prevalente l’acquisizione di nuove competenze.
Il fattore tempo non cambia il livello di innovazione necessaria, ma rende più complesso il processo di cambiamento: è il tempo che dà origine a processi differenti.
Livello di innovazione: radicale, metamorfosi, evoluzione di incrementale, selezione/apprendimento, adattamento.
Tempo necessario alla realizzazione dell’innovazione: breve, lungo.
Area di interesse per il Project Management.
Metodi per la gestione dei progetti complessi M – modulo 1 Innovazione e progetto – Simone Benassi 5
Al Project Management interessano quei processi in cui il tempo è un fattore critico.
Per gestire l’innovazione sono utilizzati dei modelli decisionali:
Innovazione incrementale: approccio decisionale bottom up; coinvolgimento del top management per la valutazione dell’innovazione; prevalenza della monodisciplinarietà; controllo tramite il budget; prevalenza delle valutazioni basate sui vantaggi tangibili (riduzione dei costi, aumento dei volumi, …).
Innovazione radicale: approccio decisionale top down; coinvolgimento del top management sin dal primo momento; prevalenza della multidisciplinarietà; controllo tramite quadri di sintesi; prevalenza delle valutazioni basate sui vantaggi intangibili (sicurezza del personale, benefici ambientali, …).
Un’azienda è vista come un insieme di processi.
La rete di progetto è l’insieme dei soggetti/attori coinvolti a qualunque titolo nel progetto.
Il processo di sviluppo di un nuovo prodotto – Sviluppo Nuovo Prodotto (SNP) è costituito dalle seguenti fasi:
- Concezione;
- Pianificazione prodotto o sistema;
- Progettazione architetturale o di massima;
- Progettazione di dettaglio;
- Prototipazione;
- Preserie;
- Attività sul campo;
- Lancio sul mercato;
- Chiusura.
Attraverso tutte queste fasi si articola la gestione del progetto.
Metodi per la gestione dei progetti complessi M – modulo 1 Innovazione e progetto – Simone Benassi 6
2. Il Project Management e il progetto
Il Project Management (in seguito PM) è un modello organizzativo (ruoli, modalità di interazione tra i ruoli, tecniche e strumenti, cultura organizzativa, filosofia gestionale) con alcuni prerequisiti di funzionamento (interfunzionalità, orientamento agli obiettivi e ai risultati, competenze disciplinari forti).
Si tratta di modalità sperimentate di avvio/lancio di un modello di gestione che ha l’obiettivo di gestire al meglio processi complessi e rilevanti, poco standardizzati e poco ripetibili.
Il PM nasce con l’esigenza di gestire al meglio progetti unici (esempio: lancio nello spazio delle persone), in processi a medio-basso livello di strutturazione.
Inoltre il PM è fondamentale in quei contesti dove “costruire” il processo è altrettanto importante che governarlo e dove un sistema di coordinamento ad hoc, distinto da quello tradizionale (gerarchico-funzionale) è giustificato (ha un costo).
Stato futuro
Comprendere e strutturare “TO BE”
Stato attuale “AS IS”
Misurare e correggere
In questi contesti il rischio di non raggiungere gli obiettivi è elevato in quanto l’autorità gerarchica non vale.
I processi possono essere distinti in due grandi famiglie:
- Processi a impulso: le caratteristiche di questi processi sono:
- Unicità del processo o dell’output;
- Finalizzazione (obiettivi espliciti);
- Temporaneità (pianificata);
- Interdipendenze reciproche.
- Processi a flusso: le caratteristiche di questi processi sono:
- Processo ripetitivo e standardizzato;
- Obiettivi impliciti;
- Permanenza;
- Interdipendenze sequenziali.
Le differenze fra le due famiglie di processi sono consistenti e tali da utilizzare modalità gestionali differenti.
Metodi per la gestione dei progetti complessi M – modulo 2 Il PM e il progetto – Simone Benassi 7
I vantaggi del PM
- Orientamento al cliente;
- Orientamento alla programmazione;
- Governo di processi complessi;
- Comprensione del processo;
- Focalizzazione del controllo;
- Flessibilità nell’uso delle risorse;
- Trasparenza gestionale;
- Previsione di tempi e costi dei progetti;
- Controllo di tempi e costi dei progetti.
Il PM pone le sue basi su quattro “gambe”:
- Aspetti sistemici (caratteristici per ogni processo);
- Concetti organizzativi;
- Tecniche e metodi;
- Interfacce con altre discipline.
L’obiettivo del PM è controllare e coordinare, non eseguire: le tecniche e i metodi operativi utilizzati per realizzare il progetto non sono di responsabilità del PM.
Mintzberg propone cinque diversi modelli organizzativi:
- Struttura semplice;
- Burocrazia meccanica;
- Burocrazia professionale (esempio: Università);
- Adhocrazia: modello organizzativo progettato ad hoc per qualcosa di specifico
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