Linguistica generale
Che cos'è la linguistica?
Si parla di studio scientifico del linguaggio umano. Cosa vuol dire scientifico?
- Formulazione di ipotesi generali che rendono conto del particolare.
- La formulazione di tali ipotesi in modo chiaro e controllabile.
Il linguaggio ha tre caratteristiche:
- Discrezione
- Ricorsività
- Dipendenza dalla struttura
Noi parliamo di più tipi di linguaggio (linguaggio dell'arte, dei fiori ecc.) ma sono sistemi di comunicazione, manifestazioni di diversi sistemi. Il linguaggio umano invece è:
- Infinito
- Costituito, in parte, da sistemi intrinsecamente non osservativi
- Un oggetto di studio non dato ma la cui delimitazione è da costruire con la ricerca
La linguistica
La linguistica è:
- Descrittiva
- Non è la linguistica a dirci "come si deve dire", semmai essa prova a spiegare perché si dice "così" o perché si può dire in più modi (la varietà è intrinseca, la stabilità deriva di solito dall'adesione a una norma astratta)
- Sono interessanti sia le produzioni corrette sia quelle sbagliate
- Eteroclita
- Svolge appieno le proprie ricerche quando si appoggia ad altre materie
Il linguaggio umano
Il linguaggio umano è un sistema semiotico (= insieme di segni) ed è quindi basato sulla facoltà di associare due diversi ordini di entità:
- Contenuto (realtà di ordine materiale)
- Espressione (realtà di ordine sensoriale)
Linguaggio: facoltà di associare il contenuto a un'espressione fonica allo scopo di manifestarlo. Dunque i linguaggi non si differenziano tanto per la funzione (tutti servono per comunicare) ma per la struttura. Il linguaggio umano è unico poiché è il più specifico a livello biologico.
Caratteristiche del linguaggio umano
Il linguaggio umano ha tre caratteristiche:
- Dislocazione: capacità di stabilire un tempo precedente, presente o futuro al momento dell'enunciazione.
- Produttività: gli enunciati sono potenzialmente infiniti - il linguaggio degli animali è limitato a un numero fisso di segnali, sono a preferenza fissa e non combinabili. Referenza (= molteplicità di significato di una stessa parola/concetto) - le parole possono essere combinate per dar vita a referenze complesse.
- Doppia articolazione: definizione di André Martinet: il linguaggio umano è doppiamente articolato e si può scomporre in più elementi, questi elementi sono formati da suoni senza significato, è quindi scomponibile in unità dotate di significato ma scomponibili e analizzabili in unità prive di significato. Parole-morfemi – fonemi.
Ad esempio, "oggi ho parlato ad una capra":
- Prima articolazione: oggi ho parlato ad una capra (6 parole).
- Oggi ho parl-at-o a un-a capr-a (10 morfemi) - morfemi = unità minime dotate di significato.
- Seconda articolazione: 20 foni cioè suoni.
I foni possono essere utilizzati per creare la parola, le unità di seconda articolazione sono mattoni che compongono diverse unità di significato. Le unità dotate di significato non pronunciate da uomini non sono scomponibili.
Lingue e linguaggio
Il linguaggio degli animali è filogenetico (es. un gatto dirà sempre "miao") mentre quello umano no; infatti, un bimbo francese dirà "suchette" e uno italiano dirà "ciuccio". Ci sono versi di animali che non vengono appresi ma sono innati, fanno parte del loro patrimonio genetico mentre l'uomo apprende la lingua di dove nasce; il linguaggio è sempre parlare una lingua, cioè quella dei genitori, la predisposizione al linguaggio è specifica, la varietà storico-naturale in cui tale predisposizione si esercita è culturalmente determinata.
Gli elementi del linguaggio umano possiedono dei confini determinabili e individuabili, come in un orologio digitale dove i numeri compaiono in sequenza senza vedere ciò che c'è in mezzo. Il codice o meglio il suo segnale è continuo, non divisibile in unità. Nel linguaggio ci sono confini netti tra i quali bisogna scegliere.
Esempio: cara [K-] e gara [g-] e venti [-i] e venti (20) [-e]. Ci sono confini individuabili e non è possibile specificare sempre di più il segnale.
Un esempio di linguaggio analogico
Un esempio di linguaggio analogico è quello delle api. Le api operaie aspettano ordini da quelle esploratrici per quanto riguarda dove trovare il cibo, in che posizione è rispetto al sole, angolo, vicinanza ecc. Si parla di "danza di vibrazioni", l'ape descrive un "otto"... se lo fa dal basso verso l'alto allora il cibo è in direzione del sole mentre se lo fa dall'alto verso il basso allora è nella parte opposta. Le vibrazioni aumentano se il cibo è vicino.
Altre caratteristiche del linguaggio umano
Altre caratteristiche del linguaggio umano sono:
- Ricorsività: capacità di creare enunciati sempre nuovi e potenzialmente infiniti, coordinando e subordinando.
- Dipendenza dalla struttura: le lingue storico-naturali, manifestazioni della facoltà del linguaggio, non sono semplici successioni di parole. I rapporti non sono solo tra forme contigue (es. "la macchina che avete detto che non può essere venduta, perché è un vecchio catorcio, è la mia") la selezione di un elemento è spesso vincolata da un altro elemento lontano, ci sono regole soggiacenti. "Macchina" è legata a "che" e a "mia".
Linguaggio e lingue
In alcune lingue la distinzione non emerge lessicalmente (inglese: human language, german language, in tedesco menschilche sprache = linguaggio umano, italienisch Sprache).
Filogenesi e ontogenesi
Filogenesi: linguaggio (facoltà universale)
Ontogenesi: lingue (manifestazione storicamente determinata della facoltà del linguaggio).
Un linguaggio tante lingue... ci sono limiti alla variazione interlinguistica? Sì: gli universali che si dividono in:
- Assoluti = presenti in tutte le lingue
- Implicazionali = non contraddetti da alcuna lingua
Assoluti, es. tutte le lingue hanno un sistema di pronomi in cui prima e seconda persona si differenziano. Es2: la presenza di vocali. Implicazione: se c'è A c'è B – se piove allora ci sono nuvole, se una lingua ha strumenti per esprimere il genere ci sono anche quelli per esprimere il numero.
Cos'è una lingua?
Manifestazione storico-naturale del linguaggio, difficile darne una definizione.
- Realtà strutturale su più livelli, conosciuta alla perfezione dai parlanti ma inconsapevolmente
- È un saper fare, una competenza applicativa
Cosa sa il parlante
Un parlante nativo sa tantissime cose inerenti ai vari livelli di strutturazione di una lingua. Ad esempio, un italiano sa:
- Livello fonetico-fonologico: sa articolare una [f], ma sa che non può essere preceduta da [v] o [p] ecc.
- Livello morfologico: sa costruire i contrari con il prefisso, felice-infelice, caldo-*incaldo (l'asterisco viene messo davanti alle parole non corrette)
- Livello sintattico: ho chiamato Carlo /* ho telefonato Carlo
- Livello semantico: serata calda, calda accoglienza, serata afosa, *accoglienza afosa
L'organizzazione interna di una lingua può variare molto ma sempre all'interno dei limiti del linguaggio come facoltà. Bacone (1214-1292) riteneva che la grammatica è uguale nella sostanza ma varia accidentalmente.
Scrittura vs parlato
Scrittura = tecnologia secondaria, accessoria, conservativa.
Parlato = naturale, primario, prioritario, è la normale manifestazione del linguaggio. Lo scrivere è un tentativo di fissare il parlato ma non è una facoltà umana, bensì una tecnologia o facoltà secondaria. Consiste di potenziare alcuni aspetti del parlato ma non esisterebbe senza questo. La scrittura conserva nel tempo la parola, le consente di superare limiti fisici, spaziale e temporali mentre la fonazione ha un tempo e, terminata l'esecuzione fonica, le parole non sono più soggette ai nostri sensi. Le lingue cambiano mentre le scritture sono più stabili. (es. in inglese antico la "k" di knight si pronunciava mentre ora no però si scrive comunque) la scrittura tende a non registrare le modifiche fonetiche del linguaggio.
Sincronia vs diacronia
L'opposizione è ben discussa da Ferdinand de Saussure nel "cours de linguistique générale" (postumo 1916, compilato dai suoi allievi).
Studio diacronico: le lingue si studiano nel loro divenire e si studiano i meccanismi che le hanno cambiate - fattore tempo.
Studio sincronico: capire come funziona una lingua ora con gli elementi compresenti nei parlanti - tempo zero, non si guarda al passato.
Es. di studio diacronico:
- Es 1: l'espressione dell'oggetto diretto in latino si esprimeva con il caso accusativo mentre in italiano si esprime attraverso l'ordine delle parole.
- Es 2: espressione della determinatezza _ in latino manca. In latino classico (pronome ille, illus, illa, illud). Nelle lingue romanze c'è l'articolo preposto (italiano, IL vino) o l'articolo postposto (rumeno, vinuL).
Astratto vs concreto
Pronuncio 10 volte v[i[nti, le misurazioni strumentali mi mostreranno 10 [i] leggermente diverse, dal punto di vista fisico-acustico, ma percepirò sempre la stessa parola.
- Se però passo a v[e]nti, v[ ]nti, v[a]nti, cambia qualcosa allora c'è un confine, un'opposizione tra a, e, i.
- In arabo a ed e non creano opposizioni, così come i o ed u, quindi non si generano due parole diverse. Es. re=mAlik=m lik=malek... pronunciando in questi modi diversi direi sempre la stessa parola.
In italiano a, e, i generano opposizioni, sono separate da confini psicologici, hanno valore funzionale. A livello concreto ci sono infiniti suoni mentre a livello astratto ci sono solo alcuni suoni realizzabili in modi diversi.
Langue vs parole (Saussure)
Langue: livello astratto, tutto ciò che i parlanti sanno, conoscenza sociale sovraindividuale quindi l'individuo coopartecipa con gli altri (modalità di parlare di una comunità, è un sapere sociale che sopravvive e persiste al parlante).
Parole: livello concreto, ciò che i parlanti fanno, esecuzione concreta di atti linguistici.
Altri nomi:
- R. Jakobson: codice (livello astratto) vs messaggio (livello concreto)
- N. Chomsky: competenza (livello astratto) vs esecuzione (livello concreto)
Per Jakobson il codice è un insieme di potenzialità basate sulla combinazione di elementi secondo regole e il messaggio è una sequenza verbale costruita secondo il codice però:
- Non si possono variare le regole di combinazione.
- Non tutte le possibilità vengono sfruttate ("lema" non viola regole di combinazione ma non vuol dire nulla).
- Non tutte le lingue sfruttano gli stessi elementi e le stesse regole.
Rapporti sintagmatici e paradigmatici (Saussure)
Rapporti sintagmatici: in praesentia, rapporti tra elementi compresenti in un enunciato, orizzontali, appartenenti alla parole.
Rapporti paradigmatici: in absentia, rapporti intrattenuti tra elementi che possono essere scelti alternativamente in base alla condivisione di qualche caratteristica, verticali, appartenenti alla langue. Ogni lingua è fatta di differenze, ogni elemento si definisce a partire dai limiti posti dai rapporti paradigmatici con altri elementi.
Italiano: bambino lat. puer ragazzo lat.puer it. Andare tedesco: gehen – fahren
- In italiano posso pronunciare [t[ seguito da lievi aspirazione senza creare fraintendimenti basta che non invado lo spazio del suono più simile cioè [d[
- In armeno orientale, se pronuncio un'aspirazione dopo [t[ è un problema infatti [tan] significa della casa e [t'an] è una bevanda.
Significante e significato
Il linguaggio è un sistema semiotico, espressioni associate a contenuti.
- Espressione = significante (immagine acustica, sequenza di foni che costituisce la dimensione accessibile ai sensi)
- Contenuti = significato (immagine mentale suscitata dal significante)
Due facce della stessa medaglia, la loro unione costituisce il segno linguistico. Proprietà:
- Distintività: si distingue da altri segni linguistici che presentano almeno una differenza in uno degli elementi che li compone.
- Linearità: si muove lungo un asse temporale. L'ordine in cui gli elementi vengono enunciati non è permutabile a piacere ed avviene in un arco di tempo.
- Arbitrarietà: non vi è alcuna ragione che giustifichi l'unione di un certo significante con un certo significato.
Charles Pierce
- Icone: nelle icone l'espressione richiama il contenuto per somiglianza e non servono preconoscenze.
- Immagini: somiglianza complessiva e diretta (foto, ritratti)
- Diagrammi: somiglianza tra le relazioni intercorrenti tra le parti dell'espressione e quelle del contenuto (es. posti a tavola che riflettevano la gerarchia familiare)
- Metafore: somiglianza basata sull'analogia, parallelismo tra qualche caratteristica dell'immagine e del contenuto (caricatura)
- Indici: l'espressione rimanda al contenuto per contiguità (es. fumo come indice del fuoco)
- Simboli: il legame tra espressione e contenuto è arbitrario e convenzionale (es. triangolo come segnale di pericolo)
Arbitrarietà del segno linguistico
Il rapporto tra significante e significato è normalmente arbitrario con l'eccezione della sinestesia e della motivazione di secondo grado (venti, sonneuntergang).
- Ci sono suoni che suggeriscono concetti che non hanno relazioni con l'udito; ad esempio, nelle parole che indicano buio e oscurità c'è spesso le lettere toniche "u", "o".
- Ventidue è un composto, una parola arbitraria ma la parola "venti" insieme a "due" diventa meno arbitraria, sono due segni già noti ai parlanti, la cui unione suggerisce che vanno formati. Sonneuntergang (tramonto) è come la parola venti.
- Se però coinvolgiamo il referente ci sono vari gradi di arbitrarietà. Onomatopee (sussurrare, squittire ecc.)
- Motivazioni esterne, extra sensoriali = rapporto tra significato e oggetto a cui esso rimanda (referente). Il significante invece è la catena di suoni che compone la parola.
- Metasemie = analogia tra significato della parola e referente; ad esempio, una parola viene estesa ad un nuovo referente, sulla base di qualche analogia di significato (azzurri, ferri, linguetta, inglese mouse = topo e puntatore elettronico).
- Il rapporto tra la parola azzurro e il suo significato è arbitrario ma quello tra la parola azzurro (giocatore della nazionale) è più motivato, per metonimia. Mentre il rapporto tra la parola lingua e l'oggetto a cui rimanda è meno arbitrario perché c'è una somiglianza con la lingua come organo.
Doppia arbitrarietà:
- Tra significato e significante
- Tra segno e referente
Certe modalità di strutturarsi della parola presentano qualche legame iconico con il significato; ad esempio, indonesiano: "biri" (pecora) plurale = birirbiri, Turco: terniz = pulito, plu teterniz, Italiano: giallo, giallo, giallo = giallissimo.
La lingua è per lo più un sistema simbolico e la motivazione non è necessaria al funzionamento di una lingua ma solo alla creazione di parole. Le lingue si sono arricchite con nuovi livelli di articolazione.
Fonetica
I foni si combinano in sillabe e i morfemi (= minime unità con significato) in parole, le parole in sintagmi e i sintagmi in frasi, le frasi in periodi ecc. I suoni sono unità prive di significato e sono studiati, secondo diverse prospettive, da fonetica e fonologia.
Fonetica: si occupa della realtà materiale dei suoni.
- La sua produzione (fonetica articolatoria)
- La sua ricezione (fonetica uditiva)
- La sua trasmissione mediante un'onda (fonetica acustica)
Se due suoni sono oggettivamente diversi sono due unità, cioè foni s identificano con un criterio di diversità. Fonologia: studio dei suoni nelle loro caratteristiche funzionali. Se due suoni sono oggettivamente diversi ma non possono distinguere parole, sono considerati varianti allofoniche di un unico fonema.
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