Linguistica generale
Tutti gli esseri viventi sono dotati del linguaggio, ma il linguaggio umano differisce da quello animale per discretezza e articolazione:
Linguaggio animale e linguaggio umano
Linguaggio animale: suoni continui non articolati.
Linguaggio umano: tanti piccoli suoni articolati.
Cos'è il linguaggio?
Capacità umana di parlare. I suoni del linguaggio umano sono limitati, ma unendoli si possono formare un'infinità di parole. Queste sono caratterizzate dalla discretezza, ovvero dalla possibilità di poter, scomponendo una parola, ricavare i suoni che la compongono. Altra caratteristica è la ricorsività, ovvero i suoni si possono ripetere.
Caratteristiche del linguaggio
- Discretezza
- Ricorsività
Chomsky e Sussure
CHOMSKY:
- Competenza: quello che so di una lingua (astratto)
- Esecuzione: la messa in pratica di queste competenze (concreto)
SUSSURE:
- Langue: competenze di una lingua (astratta)
- Parole: messa in pratica (concreta)
Quindi, competenza: langue = esecuzione: parole.
Diatriba tra Chomsky e Sussure: competenza innata o no?
Sussure: NO, dovuto ai contatti con la società (l'uomo nasce nella giungla e non sa dialogare).
Chomsky: SI (se veniamo colpiti in determinate zone della testa, si smette di parlare).
Cosa è una lingua?
La lingua è un sistema, viene definito così perché ogni elemento che la compone è in rapporto con altri, i legami non avvengono casualmente ma seguono regole necessarie. A noi parlanti ci sembra naturale parlare, ma ogni volta compiamo delle scelte e applichiamo queste regole. Queste lingue nascono con la nascita delle società, in primo luogo nella famiglia.
Per parlare, usiamo l'aria che esce dai polmoni detta aria regressiva, ma ci sono lingue che utilizzano l'aria che entra nei polmoni (lingue africane).
Lingua: sistema di sistemi
- 1° livello = fonetica
- 2° livello = morfologia
- 3° livello = sintassi
Lingua scritta e lingua parlata sono due cose differenti. Secondo il linguista, prima viene quella parlata e poi quella scritta, anche da un punto di vista storico. La lingua scritta nasce da un bisogno, vedi leggi e vari documenti. Una lingua nel tempo cambia ma non si evolve, non si può parlare di un miglioramento, si semplifica.
Studio della lingua
Lo studio avviene in due diverse modalità:
- Sincronico: scegliendo un preciso periodo (es. '500) sin = insieme.
- Diacronico: attraverso il tempo (es. dal '500 al '700) diac = attraverso.
Sussure e il segno linguistico
SUSSURE: linguista di inizio '900, dette una svolta agli studi. I suoi studi vennero pubblicati postumi in base a degli appunti presi da dei suoi allievi integrati con documenti ceduti dalla famiglia. Alcuni suoi enunciati divennero dogmi per la linguistica. Comparò molte lingue e scoprì che il sanscrito è parente del greco e del latino, da lì la dicitura lingue indoeuropee. (studiò a Ipsia). Data la sua famiglia di provenienza (nobili e scienziati, matematici e chimici) Sussure dette ai suoi studi un'impronta scientifica deducendo:
- Rapporti sintagmatici: relazione stabilità tra due o più elementi che si combinano insieme uno dopo l'altro formando la parola.
- Rapporti associativi o paradigmatici: non hanno per supporto un'estensione ma uniscono i termini in una serie mnemonica virtuale.
Jacobson: codice e messaggio
JACOBSON: linguista russo ha elaborato il concetto di:
- Codice: regole (astratto)
- Messaggio: messa in pratica (concreto)
RICAPITOLIAMO! Competenza: langue : codice = esecuzione : parole : messaggio.
Segno linguistico
Il segno linguistico è qualcosa che sta al posto di qualcos'altro, ci rimanda a qualcosa. Definito come unione di significato e significante, ovvero:
- Significato: concetto
- Significante: sequenza di suoni al quale corrisponde un concetto
Proprietà:
- Distintività: un segno si distingue da un altro (es. botte si distingue da lotte)
- Linearità: si estende nel tempo e nello spazio (es. cambia se dico ME-LA o LA-ME)
- Arbitrarietà: non esiste nessuna legge di natura che imponga l'associazione di significato a un significante, è una convenzione sociale
Funzioni della lingua
6 ELEMENTI:
- Emittente: partenza, quello che parla
- Ricevente: arrivo, quello che ascolta
- Referente: quello a cui ci si riferisce
- Messaggio: quello che si vuole trasmettere
- Canale: mezzo utilizzato per inviare il messaggio
- Codice: regole applicate per parlare
Per J. Ogni elemento ha una sua funzione:
- Emittente: funzione emotiva (esprimere le sue emozioni)
- Ricevente: funzione conativa (ammonizione es. VA VIA!)
- Referente: funzione referenziale (quando si esprime un'info)
- Messaggio: funzione poetica (quando si costringe il ricevente a concentrarsi)
- Canale: funzione fàtica (quando si controlla il canale)
- Codice: funzione metalinguistica (quando il codice si usa per parlare del codice)
In un testo non vengono utilizzate contemporaneamente e obbligatoriamente tutte le funzioni.
Distinzione tra lingua e dialetto
Il dialetto esiste da sempre, fa parte della nostra storia e delle nostre origini. Il dialetto non va disprezzato o omesso da uno studio della storia della nostra lingua perché sarebbe come togliere un importante tassello. In Italia, ad esempio, ogni zona era caratterizzata da una lingua autoctona, per fortuna politico-militari si affermò la lingua latina che sopraffò il greco e si espansa in quasi tutta l'Europa sovrapponendosi alle lingue preesistenti imponendo loro il latino. Premettendo che vi erano molte popolazioni analfabete, il latino spesso veniva capito ma non parlato. Con questa sovrapposizione si vengono a creare i dialetti. Una volta caduto l'impero romano, ritornarono in superficie vecchie caratteristiche. I dialetti vengono tuttora utilizzati in ambiti familiari e amichevoli. Mentre per conversazioni più formali si usa l'italiano, lingua comune. L'italiano ha una radice comune nel dialetto fiorentino per due motivi: uno perché il dialetto fiorentino non ha termini a sé ma cambia solamente il tono e il modo di esprimere determinati suoni e secondo per via dei tre pilastri della letteratura italiana quali Dante, Petrarca e Boccaccio che scelsero questa lingua per i loro capolavori che poi, per il loro successo, vennero imitati da tanti altri, questa evolve poi nella nostra attuale lingua, che non è migliorata rispetto al tempo ma si è semplicemente semplificata.
Studio delle lingue
Le lingue si studiano su più livelli.
Fonetica
Con la fonetica si studiano i suoni e come questi, nell'emissione, vengono emessi ed articolati per comunicare. Questi suoni sono detti fonemi. Fonemi = unità minima di una lingua, di per sé non dotata di significato, ma insieme sono determinanti (non sono tanti). Ogni fonema può essere pronunciato in maniera differente ma non sempre incide sul significato, sono solo variazioni di suono, esistono comunque variazioni di fonemi (dato, dado) che fanno cambiare il significato.
- Fonetica articolata: spiega come un suono viene articolato
- Fonetica acustica: studia la struttura fisica dei suoni
- Fonetica uditiva\percettiva: modo in cui vengono percepiti i suoni e come l'orecchio viene colpito
Vocali: Sono divise in anteriori e posteriori, aperte o chiuse. Sono 7 fonemi.
Consonanti: esiste un modo e un punto di articolazione.
- Punti di articolazione: bilabiali, dentali, palatali, velari
- Modi: occlusivi, nasali, liquide, continue, affricative
Vocali: punti di articolazione = anteriori, centrali, posteriori
Modi = semichiuse, semiaperte, aperte
Coppia minima: parole uguali in tutto e per tutto eccetto per un fonema, nella stessa posizione e servono anche individuarli. Es: faro varo; dado dato; mare male.
Regole di Trubetzkoy
- Quando due suoni ricorrono nelle medesime posizioni e non possono essere scombinate senza mutare il significato (allora si parla di fonema).
- Quando due suoni compaiono nella medesima posizione senza cambiare significato sono solo cambiamenti di suono.
- Quando due suoni non ricorrono nella stessa posizione essi sono due varianti combinatorie dello stesso fonema.
Assimilazione e altri fenomeni fonetici
Assimilazione: rendere simile, tra due suoni vicini, due suoni che si assomigliano
Regressive totali: ragionevole, irragionevole (diventa vibrante)
Regressive parziali: probabile, improbabile (rimane nasale)
- Metafonia: cambiamento di suono
- Armonia vocale: omologare le vocali
- Dissimilazione: differenziare i suoni, si cambiano per renderlo più semplice
Sillabe: complesso di suoni pronunciati con un'unica emissione di suoni, formate da attacco, nucleo e coda. Consonanti + vocali = sillaba più comune VCVVC formulazione più comune CVCCCV. Le sillabe che terminano con una vocale sono dette aperte, quelle che terminano con una consonante sono dette chiuse.
Accento: proprietà delle sillabe, realizzata con maggior forza. L'accento può avere valore distintivo, a seconda dove faccio cadere l'accento mi può cambiare il significato. L'accento è un fonema ma è la maggior forza d'intensità con cui si pronuncia una parola.
Intonazione: riguarda la frase, detta anche melodia, modo in cui noi diamo un tono alla frase.
Morfologia
Riguarda la forma delle parole, si distinguono le parole semplici da quelle complesse.
- Semplici: né composte né derivate
- Composte: derivate e composte con prefissi e suffissi
PAROLA: unità del linguaggio di cui i parlanti hanno piena consapevolezza
- Variabili: nomi, verbi, articoli, pronomi
- Non variabili: congiunzioni, avverbi, aggettivi
- Aperte: inserimento nuove parole
- Chiuse: non si possono inserire nuove parole
MORFEMA: unità minima dotata di significato. Si suddividono in lessicali e grammaticali, liberi o legati. Es: LIBRO LIBR-O morf. grammaticale, morf. lessicale.
Morfema lessicale: mi da il significato
Morfema grammaticale: mi indica se è plurale, singolare, maschile o femminile.
Non tutti i morfemi hanno significato, altri si:
- VADO A CASA A morfema libero
- PENN-A A morfema legato
Flessione: come cambia il plurale e il singolare (alcuni non cambiano).
Derivazione: il significato viene cambiato dalla presenza di suffissi e prefissi.
Suffissazione: aggiunta di un morfema sulla destra.
- Alcuni suffissi sono intercambiabili altri no: GIORNALISTA GIORNAL AIO contrapposti; FIORISTA FIOR AIO intercambiabili.
Prefissazione: ci sono morfemi che sembrano morfemi ma non lo sono. Es. INUTILE morfema. INIZIO no morfema.
Allomorfia: quando si cambia la base della parola (es. corretto, correzione).
- Supplettivismo: ci sono forme verbali che coniugate cambiano proprio (es. andare, io vado).
- Composizione: parola fatta da due parole.
Abbiamo accennato che le parole possono essere sia semplici che composte, quelle composte si dividono:
- Composti subordinati (il verbo regge il nome, portalettere)
- Composti attributivi (nome e agg, camposanto)
- Composti coordinati (uno regge l'altro)
Lessicologia
Lessico: tutte le parole di una lingua. È suddiviso in lessico mentale e lessico grammaticale. Le parole vengono memorizzate e poi riprese per formare delle frasi, però le frasi seguono delle regole qui subentra il lessico grammaticale. Noi abbiamo la capacità di creare elenchi di parole appartenenti a stessi gruppi o classi.
Lessicalizzazione: ci sono dei casi in cui un sintagma diventa una parola.
A volte la lingua per ragioni socio-politiche adotta:
- Prestito: prende in prestito una parola senza modificarla
- Neologismi: vengono coniate nuove parole
- Calco: una sorta di traduzione con mezzi propri di parole appartenenti a un'altra lingua
Approfondimento sul lessico
Le lingue del mondo:
Classificazione tipologica
La classificazione avviene in base alle caratteristiche strutturali di una frase universali. Ci sono delle eccezioni per alcune caratteristiche che sono presenti in tutte le lingue e sono chiamati linguistici e sono ad esempio:
- La presenza di vocali orali
- Un sistema pronominale con numero e genere
- Vocali e consonanti
Universali implicazionali : singolare, plurale, duale, triale, paucale.
Lo stesso discorso vale per i colori. Ci sono delle popolazioni che non hanno lessicalizzato tutti i colori, alcune hanno più parole per indicare un solo colore dando peso anche alle singole sfumature. Alcune lingue distinguono (come il latino) solamente ciò che è luminoso da ciò che non è luminoso, non per problemi di vista ma solo per mancanza di parole.
Caratteristiche morfologiche
Riguardano la struttura delle frasi.
Caratteristiche sintattiche
Riguarda la struttura delle frasi nelle lingue.
1. Raggruppamento formato sulla base della costruzione della frase:
- Tipo isolante: lingua che non possiede declinazione o flessione quindi non è possibile effettuare una scomposizione morfologica. Queste lingue non si esprimono attraverso la modificazione delle parole ma attraverso la posizione che occupano nella frase (contesto), ad esempio la parola inglese like.
- Tipo agglutinante: si tratta dalla giustapposizione di più morfemi quindi con l'aggiusta di prefissi o suffissi. Nelle lingue agglutinanti, le parole sono costituite dalla sola radice, a cui vengono poi aggiunti prefissi o suffissi per esprimere categorie grammaticali (genere, numero, caso o tempo verbale). Es. finlandese... kirjia = libro, kirjani = il mio libro, kirjassa = nel libro ecc.
- Tipo flessivo (fusivo): si tratta di parole formate da una base lessicale più affissi grammaticali, ovvero esprime più relazioni grammaticali aggiungendo o cambiando un solo morfema. Es: gatto/gatte
- Tipo polisintetico (incorporante): si tratta di parole composte. Esempio esistono lingue che con una parola esprimono un concetto molto complesso (es. eschimese : angyaghillangyugtug = lui/lei vuole comprare una grande barca). Struttura delle parole molto complessa, formata da più morfemi attaccati assieme come le lingue agglutinanti, ma a differenza di queste, in cui normalmente vi è in una parola una sola radice lessicale, presentano la peculiarità che in una stessa parola possono comparire due o anche più radici lessicali, morfemi pieni.
2. In tutte le lingue esistono correlazioni sintattiche – ordine basico dei costituenti in una frase – ordine degli elementi in altre tipologie di combinazioni.
- Tutte le possibili combinazioni: SOV (45%), SVO (42%), VSO (10%), VOS, OSV, OVS (3%)
Sistemi di scrittura
I sistemi di scrittura: le prime attestazioni risalgono a cinque millenni prima di Cristo ma si può parlare di scrittura vera intorno al 3500 a.C. cuneiforme sumerico. Anche tuttora non abbiamo un sistema di scrittura vera e propria perché questo richiede un modello di società molto articolata. La scrittura nasce da un bisogno, soprattutto di tipo commerciale, come quello di appuntare quanta merce rimaneva ancora nel palazzo (rifornimento), scopo inizialmente pragmatico.
Storia della scrittura alfabetica
1° scrittura alfabetica (consonantica) risale ai fenici (1300 a.C).
- Fenici
- Ebraico
- Aramaico
- Greco
- Latino
- Etrusco
- Cirillico
Sistema di scrittura
- Sistemi semosiografici
- Sistemi glottografici-piattografici: disegni motivati analogicamente
- Logografici: non fonetici, fanno riferimento a un morfema
- Fonografici: sillabografie, abjad, abugida, alfabeto
Ideografia e sillabografia
Ideografia: simbolo = concetto … il simbolo spesso ha anche valore fonetico. Elevato numero di segni. Attuali ideogrammi = numeri
Sillabografia: 1 segno = gruppo di suoni (sillaba)
Abjad: 1 carattere = 1 consonante
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