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Linguistica generale

Tutti gli esseri viventi sono dotati del linguaggio ma il linguaggio umano differisce da quello animale per

discretezza e articolazione :

Linguaggio animale: suoni continui non articolati

Linguaggio umano : tanti piccoli suoni articolati

Cos'è il linguaggio? Capacità umana di parlare

I suoni del linguaggio umano sono limitati ma unendoli si possono formare un'infinità di parole. Queste

sono caratterizzate dalla DISCRETEZZA ovvero dalla possibilità di poter, scomponendo una parola, ricavare

i suoni che la compongono. Altra caratteristica è la RICORSIVITA' ovvero i suoni si possono ripetere.

CARATTERISTICHE DEL LINGUAGGIO : Discretezza e Ricorsività

CHOMSKY-----> COMPETENZA : quello che so di una lingua (astratto)

ESECUZIONE : la messa in pratica di queste competenze (concreto)

SUSSURE------> LANGUE : competenze di una lingua (astratta)

PAROLE : messa in pratica (concreta)

QUINDI! Competenza: langue = esecuzione: parole

DIATRIBA tra Chomsky e Sussure: competenza innata o no?

Sussure: NO, dovuto ai contatti con la società ( uomo nasce nella Jungla non sa dialogare)

– Chomsky: SI ( se veniamo colpiti in determinate zone della testa si smette di parlare)

COSA E' UNA LINGUA??

La lingua è un sistema, viene definito così perché ogni elemento che la compone è in rapporto con altri, i

legami non avvengono casualmente ma seguono regole necessarie. A noi parlanti ci sembra naturale

parlare, ma ogni volta compiamo delle scelte e applichiamo queste regole. Queste lingue nascono con la

nascita delle società in primo luogo nella famiglia.

Per parlare usiamo l'aria che esce dai polmoni detta aria regressiva ma ci sono lingue che utilizzano l'aria

che entra nei polmoni (lingue africane)

Lingua definita anche sistema di sistemi :1° livello = fonetica 2° livello= morfologia 3° livello= sintassi

Lingua scritta e lingua parlata sono due cose differenti, secondo il linguista prima viene quella parlata e

poi quella scritta, anche da un punto di vista storico. La lingua scritta nasce da un bisogno, vedi leggi e

vari documenti. Una lingua nel tempo cambia ma non si evolve, non si può parlare di un miglioramento, si

semplifica.

Lo studio avviene in due diverse modalità:

SINCRONICO= scegliendo un preciso periodo (es. '500 ) sin=insieme

DIACRONICO = attraverso il tempo (es. dal '500 al '700 ) diac= attraverso

la parola per il fatto stesso che noi la percepiamo è considerata elemento concreto (modificazione d'aria)

SUSSURE: linguista di inizio '900 dette una svolta agli studi, i suoi studi vennero pubblicati postumi in

base a degli appunti presi da dei suoi allievi integrati con documenti ceduti dalla famiglia. Alcuni suoi

enunciati divennero dogmi per la linguistica. Comparò molte lingue e scoprì che il sanscrito è parente del

greco e del latino, da lì la dicitura lingue indoeuropee. (studiò a ipsia). Data la sua famiglia di provenienza

(nobili e scienziati, matematici e chimici) sussure dette ai suoi studi un'impronta scientifica deducendo:

RAPPORTI SINTAGMATICI = relazione stabilità tra due o più elementi che si combinano insieme uno dopo

l'altro formando la parola

RAPPORTI ASSOCIATIVI O PARADIGMATICI= non hanno per supporto un'estensione ma uniscono i termini in

una serie mnemonica virtuale.

JACOBSON: linguista Russo ha elaborato il concetto di:

CODICE-----> regole ( astratto )

MESSAGGIO--> messa in pratica (concreto )

RICAPITOLIAMO!!!! competenza: langue : codice = esecuzione : parole : messaggio

Il segno linguistico

è qualcosa che sta al posto di qualcos'altro, ci rimanda a qualcosa. Definito come unione di significato e

significante ovvero :

SIGNIFICATO: concetto

SIGNIFICANTE: sequenza di suoni al quale corrisponde un concetto

Proprietà: - DISTINTIVITA': un segno di distingue da un altro (es. botte si distingue da lotte)

-LINEARITA': si estende nel tempo e nello spazio (es. cambia se dico ME-LA o LA-ME)

-ARBITRARIETA': non esiste nessuna legge di natura che imponga l'associazione di significato a

un significante, è una convenzione sociale

Funzioni della lingua

6 ELEMENTI!!!

Emittente: partenza, quello che parla

• Ricevente: arrivo, quello che ascolta

• Referente: quello a cui ci si riferisce

• Messaggio: quello che si vuole trasmettere

• Canale: mezzo utilizzato per inviare il messaggio

• Codice: regole applicate per palare

per J. Ogni elemento ha una sua funzione:

emittente funzione emotiva (esprimere le sue emozioni)

• →

ricevente funzione conativa (ammonizione es. VA VIA!)

• →

referente funzione referenziale ( quando si esprime un' info)

• →

messaggio funzione poetica ( quando si costringe il ricevente a concentrarsi)

• →

canale funzione fàtica (quando si controlla il canale )

• →

codice funzione metalinguistica ( quando il codice si usa per parlare del codice)

.In un testo non vengono utilizzate contemporaneamente e obbligatoriamente tutte le funzioni.

Distinzione tra lingua e dialetto

Il dialetto esiste da sempre, fa parte della nostra storia e delle nostre origini. Il dialetto non va

disprezzato o omesso da uno studio della storia della nostra lingua perché sarebbe come togliere un

importante tassello. In Italia ad esempio ogni zona era caratterizzata da una lingua autoctona, per fortuna

politico-militari si affermò la lingua latina che sopraffò il greco e si espansa in quasi tutta l'Europa

sovrapponendosi alle lingue preesistenti imponendo loro il latino. Premettendo che vi erano molte

popolazioni analfabete il latino spesso veniva capito ma non parlato. Con questa sovrapposizione si

vengono a creare i dialetti. Una volta caduto l'impero romano ritornarono in superficie vecchie

caratteristiche. I dialetti vengono tutt'ora utilizzati in ambiti famigliari e amichevoli. Mentre per

conversazioni più formali si usa l'italiano, lingua comune. L'italiano ha una radice comune nel dialetto

fiorentino per due motivi: uno perché il dialetto fiorentino non ha termini a sé ma cambia solamente il

tono e il modo di esprimere determinati suoni e secondo per via dei tre pilastri della letteratura italiana

quali Dante, Petrarca e Boccaccio che scelsero questa lingua per i loro capolavori che poi, per il loro

successo, vennero imitati da tanti altri, questa i evolse poi nella nostra attuale lingua,che non è

migliorata rispetto l tempo ma si è semplicemente semplificata.

Le lingue si studiano su più livelli.

FONETICA

Con la fonetica si studiano i suoni e come questi, nell'emissione, vengono emessi ed articolati per

comunicare.

Questi suoni sono detti fonemi.

FONEMI= unità minima di una lingua, di per se non dotata di significato, ma insieme sono determinanti

(non sono tanti)

Ogni fonema può essere pronunciato in maniera differente ma non sempre incide sul significato, sono solo

variazioni di suono, esistono comunque variazioni di fonemi (dato, dado) che fanno cambiare il significato

la fonetica può essere di vari tipi:

Articolata : spiega come un suono viene articolato un suono

• Acustica : studia la struttura fisica dei suoni

• Uditiva\percettiva: modo in cui vengono percepiti i suoni e come l'orecchio viene colpito

vocali= Sono divise in anteriori e posteriori, aperte o chiuse. Sono 7 fonemi

consonanti= esiste un modo e un punto di articolazione modo (modo in cui si chiude il canale di emissione

dell'aria.

Fonetica articolata (dal punto di vista dell'emittente)

punti di articolazione: bilabiali, dentali, palatali, velari

modi : occlusivi, nasali, liquide, continue, affricative

vocali: punti di articolazioni= anteriori, centrali, posteriori

modi= semichiuse, semiaperte, aperte

coppia minima: parole uguali in tutto e per tutto eccetto per un fonema, nella stessa posizione e servono

anche individuarli

es: faro varo

dado dato

mare male

Regole di trubescoy:

1°quando due suoni ricorrono nelle medesime posizioni e on possono essere scombinate senza

• mutare il significato (allora si parla di fonema)

2° quando due suoni compaiono nella medesima posizione senza cambiare significato sono solo

• cambiamenti di suono

3° quando due suoni non ricorrono nella stessa posizione essi sono due varianti combinatorie dello

• stesso fonema

Assimilazione: rendere simile, tra due suoni vicini, due suoni che si assomigliano

Regressive totali: ragionevole irragionevole (diventa vibrante)

Regressive parziali: probabile improbabile (rimane nasale)

Metafonia: cambiamento di suono

Armonia vocale: omologare le vocali

Dissimilazione: differenziare i suoni, si cambiano per renderlo più semplice

Sillabe: complesso di suoni pronunciati con un'unica emissione di suoni, formate da attacco, nucleo e coda

consonanti+ vocali = sillaba più comune

v

cv

vc formulazione più comune

cvc

ccvc

le sillabe che terminano con una vocale sono dette aperte quelle che terminano con una consonante sono

dette chiuse

Accento : proprietà delle sillabe, realizzata con maggior forza. L'accento può avere valore distintivo, a

seconda dove faccio cadere l'accento mi può cambiare il significato

l'accento è un fonema ma è la maggior forza d'intensità con cui si pronuncia una parola.

Intonazione: riguarda la fra, detta anche melodia, modo in cui noi diamo un tono ala frase.

MORFOLOGIA

Riguarda la forma delle parole, si distinguono le parole semplici da quelle complesse.

Semplici : né composte né derivate

Composte : derivate e composte con prefissi e suffissi

PAROLA: sono unità del linguaggio di cui i parlanti hanno piena consapevolezza

Classi: →

Variabili nomi, verbi, articoli, pronomi

Non variabili congiunzioni, avverbi, aggettivi

Aperte: inserimento nuove parole

Chiuse: non si possono inserire nuove parole

MORFEMA: unità minima dotata di significato

si suddividono in lessicali e grammaticali, liberi o legati

es: LIBRO LIBR-O morf. grammaticale

morf. Lessicale

morfema lessicale: mi da il significato

morfema grammaticale: mi indica se è plurale, singolare, maschile o femminile

Non tutti i morfemi hanno significato altri si:

es VADO A CASA A morfema libero

PENN-A A morfema legato

flessione: come cambia il plurale e il singolare (alcuni non cambiano)

derivazione: il significato viene cambiato dalla presenza di suffissi e prefissi

suffissazione: aggiunta di un morfema sulla destra

alcuni suffissi sono intercambiabili altri no

GIORNALISTA GIORNAL AIO contrapposti

FIORISTA FIOR AIO intercambiabili

prefissazione: ci sono morfemi che sembrano morfemi ma non lo sono

es. INUTILE morfema

INIZIO no morfema

allomorifia quando si cambia la base della parola (es. corretto, correzione )

• →

supplettivismo ci sono forme verbali che coniugate cambiano proprio (es. andare, io vado)

• →

composizione parola fatta da due parole

abbiamo accennato che le parole possono essere sia semplici che composte, quelle composte si dividono:

composti subordinati ( il verbo regge il nome, portalettere)

• composti attributivi (nome e agg, camposanto)

• composti coordinati (uno regge l'altro)

LESSICOLOGIA

lessico= tutte le parole di una lingua

è suddiviso in lessico mentale e lessico grammaticale

le parole vengono memorizzate e poi riprese per formare delle frasi, però le frasi seguono delle

regole qui subentra il lessico grammaticale. Noi abbiamo la capacità di creare elenchi di parole

appartenenti a stessi gruppi o classi

lessicalizzazione : ci sono dei casi in cui un sintagma diventa una parola

a volte la lingua per ragioni socio-politiche adotta:

prestito: prende in prestito una parola senza modificarla

neologismi: vengono coniate nuove parole

calco: una sorta di traduzione con mezzi propri di parole appartenenti a un'altra lingua

Approfondimento sul lessico

Le lingue del mondo- classificazione tipologica : la classificazione avviene in base alle caratteristiche strutturali di una

universali

frase. Ci sono delle eccezioni per alcune caratteristiche che sono presenti in tutte le lingue e sono chiamati

linguistici e sono ad esempio ∙ la presenza di vocali orali ∙ un sistema pronominale con numero e genere ∙ vocali

e consonanti → → → →

univerali implicazionali : singolare plurale duale triale paucale

lo stesso discorso vale per i colori.. ci sono delle popolazioni che non hanno lessicalizzato tutti i colori, alcune

hanno più parole per indicare un solo colore dando peso anche alle singole sfumature. Alcune lingue distinguono

(come il latino) solamente ciò che è luminoso da ciò che non è luminoso, non per problemi di vista ma solo per

mancanza di parole. →

1. Caratteristiche morfologiche riguardano la struttura delle frasi

→riguarda

2. Caratteristiche sintattiche la struttura delle frasi nelle lingue

1∙ raggruppamento formato sulla base della costruzione della frase

– tipo isolante : lingua che non possiede declinazione o flessione quindi non è possibile effettuare una

scomposizione morfologica. Queste lingue non si esprimono attraverso la modificazione delle parole

ma attraverso la posizione che occupano nella frase (contesto), ad esempio la parola inglese like.

– Tipo agglutinante: si tratta dalla giustapposizione di più morfemi quindi con l'aggiusta di prefissi o

suffissi. Nelle lingue agglutinanti le parole sono costituite dalla sola radice, a cui vengono poi

aggiunti prefissi o suffissi per esprimere categorie grammaticali ( genere, numero, caso o tempo

→ →

verbale) es. finlandese... kirjia = libro kirjani = il mio libro kirjassa = nel libro ecc ecc

– Tipo flessivo (fusivo): si tratta di parole formate da una base lessicale più affissi grammaticali,

ovvero esprime più relazioni grammaticali aggiungendo o cambiando un solo morfema.

→ →gatte

Esempio: fare f eci gatto una stessa marca può avere più significati allora ci

dobbiamo appellare al contesto

– Tipo polisintetico (incorporante): si tratta di parole composte. Esempio esistono lingue che con una

parola esprimono un concetto molto complesso (es. eschimese : angyaghillangyugtug= lui\lei vuole

comprare una grande barca). Struttura delle parole molto complessa, formata da più morfemi

attaccati assieme come le lingue agglutinanti, ma a differenza di queste, in cui notmalmente vi è in

una parola una sola radice lessicale, presentano la peculiarità che in una stessa parola posso

comparire due o anche più radici lessicali, morfemi pieni.

2 ∙ In tutte le lingue esistono correlazioni sintattiche – ordine basico dei costituenti in una frase – ordine degli

elementi in altre tipologie di combinazioni

tutte le possibili combinazioni SOV (45%)- SVO (42%)- VSO (10%)- VOS, OSV, OVS (3%)

i sistemi di scrittura: le prime attestazioni risalgono a cinque millenni prima di cristo ma si può parlare di

scrittura vera intorno al 3500 a.C cuneiforme sumerico

anche tutt'ora non abbiamo un sistema di scrittura vera e propria perché questo richiede u modello di società

molto articolata. La scrittura nasce da un bisogno, soprattutto di tipo commerciale come qello di appuntare

quanta merce rimaneva ancora nel palazzo (rifornimento) scopo inizialmente pragmatico.

1°scrittura alfabetica (consonantica) risale ai fenici (1300 a.c)

→ → → →

fenici ebraico aramaico ( greco ( latino, etrusco cirillico

Sistema di scrittura

sistemi semosiografici sistemi glottografici

-piattografici: disegni motivati analogicamente -logografici: non fonetici, fanno riferimento

- ideografici : simboli per indicare un concetto a un morfema

- fonografici: sillabografie , abjad, abugida,

alfabeto

Ideografia : simbolo=concetto … il simbolo spesso ha anche valore fonetico. Elevato numero di segni. Attuali

ideogrammi = numeri

sillabografia: 1 segno= gruppo di suoni (sillaba)

abjad: 1 carattere = 1 consonante

le vocali sono indicate con dei puntini solitamente

es. arabo “libro” ….... non lo piglia

SINTASSI

combinazione di parole non casuale

un parlante riesce a capire quale frase è costruita correttamente o no

es. il cerchio quadrato suona il pianoforte grammaticalmente corretta ma senza senso, non rispetta le

regole di significato, quindi le combinazioni non possono avvenire a caso

es. gianni ha voglia di andare a casa

gianni voglia ha di casa a andare

La frase differisce dal sintagma, un sintagma non è completo, ha bisogno di un verbo per completare il suo

significato, mentre il verbo può da solo formare una frase.

La frase si individua a partire da un verbo

Valenza verbale : i verbi proprio come in chimica hanno a volte bisogno di essere legati con qualcosa o più

cose, oppura di nessuna per avere senso.

Gli elementi che si legano al verbo sono detti ARGOMENTI

verbi BIVALENTI sono TRANZITIVI

• verbi MONOVALENTI sono INTRANZITI

• verbi ZEROVALENTI sono METEREOLOGICI

COME DISTINGUO UNA FRASE DA UN SINTAGMA?

Grazie al movimento, se spostando un elemento noto che devo spostare tutto vuol dire che quelloè un

sintagma, oppure mi pongo delle domande

es. il vecchio libro è sul tavolo

non posso dire :

il vecchio è sul tavolo libro

devo spostare per forza tutto

è sul tavolo il vecchio libro

→ ←

quindi il vecchio libro è un sintagmaTICI

sintagma preposizionale

• sintagma nominale

• sintagma verbale

i sintagmi vengono rappresentati con diagrammi ad albero:

GIANNI PASSEGGIA F

SN SV

GIANNI LEGGE QUESTI LIBRI F

SN SV

V SN

A N

Soggetto e Predicato

Soggetto = quell'argomento che ha sempre genere e numero concordato con il verbo

Categorie flessionali = genere- numero-caso-tempo-persona-modo

SOCIOLOGIA E DIALETTOLOGIA

Abbiamo accennato a langue e a parole e di conseguenza a competenza ed esecuzione, ogni individuo ha

un modo differente per “eseguire” una lingua. La sociolinguistica studia questa variazione di esecuzione.

Variazioni DIOSTRATICHE: riguarda la variazione di tipo sociale, cambia a seconda dell'istruzione

→ DIATOPICA : riguarda il luogo di provenienza (dialetto)

→ DIAFASICA : riguarda il contesto

→ DIAMESICA: riguarda il mezzo, se è una conversazione scritta o no

poi esistono varianti libere e varianti non libere come ad es. la r moscia o modificazioni del contesto, la

sociolinguistica non sostiene queste varianti libere, non esistono, ma la varianti sono sempre condizionate

in qualche modo.

. comunità linguistica: sono tutte le persone che parlano una det lingua, non sempre corrisponde ai

confini di stato.

. repertorio linguistico : insieme dei codici e varietà che un parlante conosce

. competenza comunicativa: capacità che i parlanti hanno di usare una lingua adattandola al contesto.

La sociolinguistica del linguaggio si occupa dei problemi linguistici e della politica linguistica (scelta del

linguaggio)

LA SEMANTICA

la semantica di occupa del significata, considerata la più importante ma anche la più sfuggente.

→ semantica frasale

→ semantica lessicale →studia

Semantica lessicale il significato

dobbiamo fare riferimento a .1 ambiguità del significato ( omonimia e polisemia) .2 estensione del

significato ( metafonia e metonimia) .3 varie relazioni (sinonimia e antinomia)

1 POLISEMIA: un lessema con più significati in qualche modo collegati da origini comuni

“esecuzione” = “eseguire una pena” , “eseguire un brano”

• “penna” = “strumento” , “ penna di uccello”

• “ collo” = “parte anatomica”, “ qll di bottiglia”

OMONIMIA : lessemi diversi che hanno la stessa forma e diverso significato ma non hanno nessuna origine

comune, la similitudine è un caso

2 METAFONIA: uso traslato della parola sulla base di alcune somiglianze. La metafora sta alla base di

significati “figurati”

METONIMIA : consiste nell'estendere il significato, uno connesso all'altra per contiguità.

Mano : “arto” , “turno di gioco”, “quantità di vernice”

3 SINONIMIA : indica la relazione tra due lessemi che hanno lo stesso significato, possono essere sostituite

senza cambiare il significato delle frasi.

ANTINOMIA: indica la relazione tra due lessemi che esprimono significati opposti

contrari : bianco vs nero .. abbiamo anche una via intermedia

contrapposti : promosso vs bocciato... è un taglio netto, uno esclude l'altro

Semantica frasale

Qual'è il significato delle frasi? La somma dei significati delle parole che la compongono...MA.. alcune

ocmbinazioni di parole hanno un significato che non è riconducibile alle singole parole da cui sono


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xj6-600

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze umanistiche per la comunicazione
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher xj6-600 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Marchese Maria Pia.

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