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4 febbraio 2013: lezione I

Letteratura italiana

Seminario: giovedì con spiegazione testi (15.00-17.00). Corso con firma di presenza perché chi frequenta con regolarità è agevolato (magari no prova scritta ma tesina scritta).

Tema del corso: Pascoli

Pascoli è un poeta ridotto ad una dimensione spesso insistentemente ad una dimensione funeraria che ha finito per assorbire tutto il mondo così complesso. Poeta che rispetto ad altri questa è una delle ragioni che lo si apprezza, spesso offre al lettore la sensazione di giocare con queste immagini. Definito poeta mascherato un poeta tecnicamente ipocrita cioè non in una volontà di mentire ma tanta era l'ossessiva poetica che lui ne adorava. L'immagine che noi abbiamo di Pascoli risale ad un periodo breve della sua vita ed è un'immagine che è posteriore al 1895 (da questa data recupera il lutto, il padre assassinato).

Prima Pascoli presentava un profilo diverso rispetto al poeta luttuoso che ne sarà da quel momento in poi, anche Myricae non hanno il carattere che riceveranno dal 94 al 95 (è l'anno della rottura del nido). Il nido era la faticosa e tanto desiderata del nucleo familiare (la parte sana) di una famiglia frammentata dalla morte o per malattia. Nessun poeta italiano ha avuto nella propria cerchia familiare così tanti problemi di dolori come Pascoli. Nonostante ciò dal suo arrivo a Bologna sino alla laurea (1873-1882) è l'opposto rispetto a quello che sarà poi, è allegro, esuberante, appassionato di politica (leader politico, capo del movimento anarchico come Andrea Costa).

È un Pascoli che viene incarcerato. Il carcere di Pascoli fu un carcere pesante, fu il carcere inflitto ad un capo politico. Quello degli anni bolognesi è un Pascoli che accede proprio dopo il carcere all’esperienza in massoneria dove proprio lui stesso avrà reazioni diverse. Entra una settimana prima di andare a Matera entra nella loggia, c'è il testamento che pronuncia prima di entrare in massoneria. Entra in un contesto in cui i vertici del socialismo bolognese sono tutti dentro la loggia Rizzoli. Entra in massoneria anche Andrea Costa, era una scelta molto forte da parte di un giovane che viene esonerato perché era in condizioni di povertà ma una settimana dopo viene chiamato a Matera come insegnante.

A Matera inizia lo studio di Dante, lo inizia a studiare in un modo prepotentemente personalizzato riusciva a recuperare nella storia ciò che portava acqua alla propria storia. Pascoli poeta sfuggente, è quello più moderno che l'Italia ha avuto molto più di D'Annunzio. Il Pascoli bolognese configura un intellettuale diverso da quello che abbiamo tramandato dalle scuole. Un Pascoli che dal 82 non compare il lutto, non va mai a trovare le sorelle.

Quando tornava a San Mauro (come racconta Mariù) lo faceva per indagare sul delitto del padre. Lui stesso su una lettera scritta al figlio del sindaco, gli scrisse questa lettera nella quale evocherà la propria vicenda e dirà questioni sulla Romagna. Il delitto è del 10 agosto del 67, il 3 novembre c’è la battaglia di Mentana. Battaglia di Mentana non è una battaglia come le altre, Mentana fu sul momento una sconfitta dolore ma fu una vittoria perché fu così diffusa la reazione di disgusto che si tradusse per il fronte garibaldino in una vittoria.

Il clima in Italia era focoso, subentrano questioni economiche. Il caso di Ruggero Pascoli è un fatto che spesso non entra nelle biografie scolastiche. Ruggero Pascoli sindaco, amministrava da molto la torre dei Torlon, uomo di carattere durissimo (ci sono le testimonianze esposte) in un clima violento (quello della Romagna). Era passato al fronte nazionale e per molti aveva tradito (anche Pascoli il figlio sa il nome del mandante). Gli atti del processo vennero bruciati quindi non c'è stata più la possibilità di fare chiarezza a quel fatto.

Occorre recuperare stupore verso quest’uomo, che resta come imprigionato Ruggero non era un personaggio di poco conto. Con Pascoli il problema è più intricato perché siamo depositari di un'immagine che è stata "inculcata" dentro di noi. Uno dei maggiori studiosi di Pascoli fa i conti con il pre-giudizio (immagine sepolcrale) che cela qualcosa che da Myricae si scrutavano zone che dalla vita di Mariù. Il primo colpo fatale che Mariù aveva creato era stato dato dalla sorella. Mariù apre gli scrigni di Castel Vecchio e pubblica poesie che hanno l'immagine di un Pascoli politico, non luttuoso, il lutto sarà caratteristico dopo la rottura del nido che la sorella tradisce il patto andandosene viene alla ricostruzione di un ambiente sereno.

La sorella vedova del fratello sposo, nel clima sofferto Ida viene scartata e da questo momento Pascoli ripesca l'immagine del lutto per parlare della tragedia presente. D'ora in poi tutto viene fatto riferimento al lutto (tematica del lutto diventerà elemento costante). Le due sorelle e il fratello si erano imposti una castità che doveva riprendere quei tratti sofferenti perché uno dei fratelli di Pascoli sposa la sua figlia adottiva (una cosa torbida). Pascoli quindi lascia la città di Bologna dove vive il fratello.

Sono vicende che caricano una mente che aveva vissuto di vicende forti e tentacolari (questo fa tenuto conto se si ci si accosta a Pascoli). Per dare spazio a tratti solari che da un certo momento sono minori (prima avevano una costanza caratterizzante). Tra i tanti meriti che Mariù ha avuto c'è anche quello di aver dato la testimonianza che il carattere della poesia del fratello nasce dall'allegria e non va scordato ciò che è stata la poesia del fratello dopo una certa data. L'operazione di Mariù va in questa direzione e ci aiuta a recuperare un Pascoli sereno e allegro (ci sono momenti di grande felicità) nelle lettere della vita universitaria che crea amicizie che durano tutta la vita, l'amicizia tra Pascoli e Severino Ferrari (morirà pazzo in manicomio) e Pascoli soffrirà ancora (gioia che si macchia di dolore) sia per una dissimulata sofferenza nei confronti del maestro e anche perché il prezzo di un momento di felicità passa attraverso la morte di qualcuno.

Nel momento in cui si tengono nel aprile del 1912 Renato Serra (allievo più irrequieto). Carducci ha avuto il merito di creare allievi diversi da sé (l’allievo che imita il maestro non bene quindi bisogna che ci sia una trasmissione). Carducci in quegli anni è non un personaggio tra gli altri dell’università di Bologna. Arriva in cattedra a 25 anni aveva scritto solo un libro di poesie, l'università non sapeva premiare giovani (accade per Renzi della Rovere cugino di Leopardi). 1857 Carducci pubblica "le rive...." Carducci è lontano dal primo Pascoli, tratti costanti di Carducci di proporre se stesso. Carducci del 73-75 che giudica Pascoli è all’apice della sua esposizione pubblica (è il Carducci che indossa la maschera "inno a satana", era un 40enne).

Il Carducci che forma Severino e Pascoli è il Carducci più esposto che dopo Mentana (anno stesso dell’omicidio del padre di Pascoli) scrisse una lettera al ministro perché non voleva andare a insegnare ciò che non sapeva come disse (la sua produzione di studi era di tipo letterario). In un Brindisi per la repubblica romana del 9 febbraio 49, due professori vengono processati a Firenze e sospesi. In alcune sue pagine Carducci disse che regnava il terrore a Bologna, Andrea Costa veniva a piedi da Imola per ascoltare le lezioni di Pascoli. Un clima che cambia nel 25 ottobre del 68, dei professori siedono in consiglio comunale cambiando così il volto di Bologna. La Bologna che diventa leggendaria nel 1888 e nasce perché il consiglio comunale era pieno di teste colte. Bisogna avere un'idea precisa della Bologna in cui arriva Pascoli. È la Bologna di Carducci. Il sonetto di Ugo Bassi era stampato in manifesti affissi nella città, ode commemorativa del 8 agosto stampata in grande forma era un grido di battaglia quando i contadini combattevano per la tassa sul macinato ed alla loro parte questi contadini avevano alcuni professori. Andrea Costa lo aveva già incontrato a Rimini Pascoli per il congresso. Arrivare a Bologna per insegnare con una laurea non serviva perché era una carriera di cui non gli importava. Dalla stagione bolognese emerge che il proposito che aveva Pascoli era quello politico fonderà anche un giornale a Bologna insieme agli amici anarchici come Andrea Costa. È un quadro che dobbiamo pensare diverso. Messina momento radioso per la vita di Pascoli (post trauma della rottura del nido).

5 febbraio 2013: II lezione

L'impossibilità di trovare per Pascoli un minimo comune denominatore tra le immagini che lui stesso proponeva. Pascoli è un poeta in maschera e per lui è necessario mettere mano a questioni biografiche che spesso possono risultare noiose. La biografia concepita in maniera aperta è il modo migliore per entrare nelle mappe dell'autore. Dizionario biografico in rete della Treccani ci sono gli elenchi delle opere Treccani (biografia degli autori fino alla lettera "M"). Nel delitto Murri Pascoli si schiera affermando l'innocenza del figlio Murri, in questo momento della massima fama e dell'onore che Murri aveva ottenuto nel 1902 ma poco dopo tutta la stampa bolognese e cattolica si scagliò verso questo medico che aveva entrambi i figli in galera, accusato di non aver dato un'educazione cattolica ai figli quindi di essere lui il colpevole. Sono episodi che preludono la morte di Pascoli.

L'ultimo scritto è una lettera indirizzata all’assistente di Augusto Murri, Pascoli già ammalato dovuto a malattie. Alle soglie della morte Pascoli interviene in una polemica che stava attraversando tutta l'opzione pubblica. Anche l'osservatore romano intervenne per invitare la stampa cattolica esasperata dal dolore per questo uomo. Vale la pena leggere le lettere del 2010 che indirizza ad un amico su come fare una rivista insieme e ad un certo punto Serra riflette da intellettuale pensando cosa sia il lettore e cosa deve fare. In questa pagina Serra scrive sono uomo e non rifiuto nulla di ciò che sia caratteristico dell'uomo, tutte le cose del mondo mi toccano gesto dovuto per una forte sensibilità (ci sono stati eventi che hanno dimostrato che esiste una globalizzazione diversa rispetto a quella che di solito deprime rispetto ai percorsi della finanza, questo ha fatto sì che se riguarda la salute o l'esperienza di vita questo interpella la vita delle persone (persone chiamate ad uno stesso destino non era mai accaduto). Dice io sono interpellato da tutte le cose del mondo che mi giungono dall’incontro.

L'evocazione di questo personaggio eccede rispetto al grande clinico e non si sarebbe mai spiegato l’odio della campagna di stampa. Una lettera così ci fa capire il peso che le icone avevano, i professori che ascoltavano in aula anche nei portici di Bologna. I portici di Bologna sono caratteristici di Bologna, il portico è una porzione di spazio donato alla pubblica conversazione, questo anche nelle maschere di Bologna come dottor Balanzoni (caricatura che serve a capire come nell'uomo colto ci fossero elementi comuni con l'uomo). Per capire queste cose bisogna riportarsi nei panni dell'autore e leggere come se queste cose fossero importanti per noi.

George Steiner "il lettore ospita dentro di sé il testo con la musica" quindi come per l'ospite quando arriva bisogna accoglierlo. Machiavelli nella lettera al lettore afferma che si cambiava d'abito per leggere i suoi autori (autore attende così tanto questo momento che sente la necessità di mettersi elegante come se alla porta bussasse qualcuno di importante, questo è un gesto che prelude). Per cominciare ad entrare nelle dinamiche dei personaggi occorre recuperare le dinamiche dei personaggi (Bologna non ha conservato nessuna bottega storica). Torino invece ha conservato tanti caffè storici (ha anche il più bel caffè stoico) ciò serve perché fa capire al cittadino che incontra la storia anche passeggiando senza andare in un museo. La memoria è il luogo di incontro può essere vincolante ma non c'è altra strada (ci provò Adriano Mei in "Il fu Mattia Pascal"). Serra più giovane di Pascoli e bisogna capire cosa significava passeggiare in questa città. Per Pascoli è complesso perché bisogna mettere ordine dalla fucilata, tante contingenze hanno stravolto la vita di Pascoli. La contingenza caratteri distintivi della post-modernità.

Nel dialogo tra Karl Smith (processato anche a Norimberga) aveva una grande mente e dimostrava la propria curiosità in tanti campi, scrive un libro "il romanticismo politico" un altro su Shakspeare pubblicato dal Mulino, e poi anche "Terremare". Smith nel chiudere il dialogo con Yiunder afferma che ogni pagina di letteratura è un'immagine di mondo (non ci sono più certezze chi sta in mare non ha certezze di chi sta a terra). La contingenza è priva di certezze salde. Cesare Garboli ha diviso la biografia di Pascoli in periodi:

  • 1855-84 (dalla nascita a Matera)
  • 1884-95 (anni in cui passa nei licei di Massa e Livorno con la rottura del nido)
  • 1895-97 (anni della rottura del nido che poi approda a Castel Vecchio)
  • 1898-1906 (il periodo dall'insegnamento di Messina e Pisa a Bologna con Severino Ferrari i quali si vedono per un istante sul finestrino di una stazione)
  • 1906-1912 (periodo che precede la morte)

Nell’imminenza della morte Pascoli (esattamente il 10 marzo del 1912) scrive una lettera al marchese dove rievoca le vicende della sua famiglia. Sentendosi precipitare verso la morte coglie tutti i dettagli passati dettando alla sorella Mariù. Pascoli torna con la mente lucida risalendo il suo albero genealogico (tipico di Pascoli si vede bene nel "Fanciullino"). 10 agosto 1967 rimasero orfani in molti e Maria confortava il suo fratello che la amava. Pascoli cerca di costruire a ridosso della morte come poi fa la sorella l’albero genealogico. Pascoli nacque come quarto figlio, il suo padrino fu Alessandro Morri. Per Pascoli occorre entrare nelle vicende della famiglia.

Lorenzo Viani (grande scrittore) scrisse articoli e vide la casa a Castel Vecchio di Pascoli e fu ricevuto da Mariù. Massimo espressionista pittorico apparteneva al mondo dell’anarchia della Versilia che aveva fondato l'immaginario della repubblica. Era popolato di queste immagini e ne rimase fedele anche quando il fascismo lo gratificò. Riusciva a cogliere il lato in penombra, non dedica quadri a personaggi famosi che aveva conosciuto, nelle opere invece riesce a mettere in rilievo quella parte quasi perduta ma umana. Quando viene ricoverato continua a raffigurare bambini. Quando arriva alla casa di Pascoli c'era Mariù, e non si potevano aprire gli scrigni. Viani quando parlò con Mariù ottenne con lei una fiducia che nessuno aveva mai ottenuto e le disse “perché non scrive lei la biografia di Giovannino?”. Mariù morirà prima di finire questa biografia. L’aneddoto di Viani fa capire il lato debole di Pascoli. L’elemento del bere anche dalla giovinezza è un qualcosa di presente e Mariù intuisce che solo Viani insieme a lei avrebbero potuto dare una vera biografia di Pascoli.

"Nel cipresso e la vita" (racconto sul corriere) Viani mette in luce ciò che subisce questo grande personaggio davanti a questi personaggi con i quali Viani circolava a Viareggio. Viani va poi con loro a mangiare in una catapecchia, Bestolfi si era seduto in mezzo e spezzò il pane (orizzonte cristino). Questo Viani è quella persona che secondo Mariù avrebbe potuto cogliere quei lati umani di Pascoli. Viani per Mariù esprime un lato particolare che nemmeno lei lo racconta così.

1903: anno dei Canti di Castel Vecchio. Renato Serra si accorse di un lato tipico di Pascoli, l'impossibilità di separare la poesia dai luoghi che ha passato ed è difficile afferma Serra succeda con altri autori. Lettera poco dopo la morte di Pascoli (al pubblico del teatro). Mentre leggiamo ci pare una concessione all'occasione ma in realtà è già entrato nel problema. Qui il movimento è inverso rispetto a quello importante per “I Sepolcri” di Foscolo non è davanti al sepolcro che lui sopravvive. Bisogna stare in mezzo agli oggetti (come ad esempio visitare il Vittoriale, la casa Pascoli ecc.) dove c’è una presenza che è quella del fantasma poetico a cui si dà ospitalità. Il momento del nostro massimo coinvolgimento è un momento in cui noi viviamo allo stesso momento in cui l'oggetto vive in noi (non ci rendiamo se non ci fermiamo). Serra sta riesaminando il problema Pascoli tramite sue impressioni non ci sono zone misteriose.

Non tutto piaceva a Serra del mondo di Pascoli incontrato di fronte alla pagina senza alla mediazione di ciò che Pascoli era stato ("quello che ieri ci piacque oggi ci offende"). Ora ricorda i giudizi profondi sulla poesia di Pascoli ma capisce che c’è altro. Affrontati quei giustizi Serra capisce che c’è qualcosa di utile. Serra afferma che nel caso di Pascoli non è vero che una volta morto ci sono i libri (caso riguardante per Pascoli). Pascoli non si capisce se lo si cerca solo nei versi (il timbro della voce, la qualità dell'anima ecc.) c'erano tante cose nell'uomo vivo che i libri non ci danno afferma Serra.

Nella persona c'era qualcosa di singolare ci afferma Serra e ci dice che in Pascoli c’è qualcosa che infastidiva, qualcosa anche di non sincero che si nascondeva quindi non serve andarlo a cercare nelle carte ma ci vuole un atteggiamento che provi a ricostruire il mondo. Per chi lo ha conosciuto sembrava nascosto nella penombra rispetto a Carducci (che è sempre netto nella sua posizione, non c'è mai il dubbio). Nel epistolare di Carducci si vede che era lui, il timbro della personalità c'era sempre che non niente da invidiare all’epistolare di Foscolo. Carducci/Pascoli: due infanzie diverse.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fatinapink di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Veglia Marco.
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