Filologia germanica
Studia ed interpreta testimonianze scritte di quelle civiltà che hanno avuto origini comuni nel mondo germanico antico e che riflettono tali origini nelle loro evoluzioni successive. Filologia, 'philein' amare e 'logos' parola: amore per la parola. Somma di due discipline (glottologia e letteratura), studio linguistico dei documenti letterari e non letterari.
Germanesimo
I termini germanesimo e germanico hanno oggi un significato preciso. Quando parliamo di germanesimo ci rifacciamo consapevolmente o no al concetto di appartenenza di determinate lingue ad uno stesso gruppo e germanico può essere definito solo ciò che si riferisce ad un ambito culturale caratterizzato e delimitato dall'uso di tali idiomi. Le lingue definite germaniche sono:
- Inglese
- Tedesco
- Nederlandese
- Frisone
- Danese
- Svedese
- Norvegese
- Islandese
- Rispetti dialetti
Tale definizione non nasce dall'osservazione dell'aspetto attuale di tali lingue che sono oggi tipologicamente molto diverse l'una dall'altra, ma dalla considerazione delle loro fasi più antiche. La letteratura nordica comincia ad essere fissata per iscritto nel XII-XIII secolo, ma conserva una tradizione orale di almeno due secoli precedente. Le lingue attestate in questi primi documenti sono molto più vicine tra loro rispetto alle fasi moderne sia sotto l'aspetto grammaticale sia per quanto concerne il patrimonio lessicale fondamentale.
Interesse antiquario
Si parte da un interesse antiquario: nel 1455 riscoperta di De origine et situ Germanorum (Germania) di Tacito e nel 1513 con la prima edizione di Gesta Danorum di Saxo Grammaticus.
La filologia nasce dall'idea che i cosiddetti popoli Germani abbiano un'origine anche mitologica comune. Si può definire una scienza solo agli inizi dell'800 con la scoperta dei primi tratti storici e l'osservazione dei cambiamenti linguistici. Nasce la grammatica e l'enunciazione scientifica delle leggi di evoluzione fonetica. Fu Jacob Grimm con la sua Deutsche Grammatik il primo ad esporre i fenomeni linguistici comuni alle lingue germaniche, notando e trasformazioni grammaticali del germanico comune e delle singole lingue germaniche. Lo studio dei principali fenomeni che vede lo sviluppo delle lingue germaniche va a interessare settori della germanistica come la metrica, l'epica e la religione.
Problemi nella ricostruzione e definizione dell'unità culturale germanica
Le popolazioni abitanti nel Nord dell'Europa si suddividevano in due gruppi etnici: Celti a Ovest e Sciti a Est (tradizione storica ed etnografica greca). La considerazione dei Germani come unità etnica a sé stante e una definizione del loro territorio appaiono per la prima volta nel De Bello Gallico di Cesare; il quadro offerto non è del tutto obiettivo ma spesso è condizionato dai suoi interessi politico militari. Scarso interesse per i costumi, poche notizie sul livello della loro civiltà che si rifanno ai topoi dell'etnografia greca sui popoli del Nord dell'Europa e non si fa cenno alla lingua. Il Reno è diventato effettivo confine politico tra Germania e Gallia romanizzata. Grazie a Plinio abbiamo passi sui territori abitati dai Germani nella Naturalis Historia.
Soprattutto in Tacito abbiamo la comparsa di una consapevolezza nelle popolazioni germaniche di costituire un'unità in senso etnico ed in parte anche politico. Tacito però, pur attingendo alla tradizione etnografica antica, può sottolineare gli aspetti che si possono agevolmente contrapporre ai Romani contemporanei. La sua è un'opera che serve alla moralità corrotta dei Romani. La scelta dei dati è condizionata in Tacito dal suo interesse storico politico, mancano notizie non generiche sulla situazione geografica ed economica, dati recisi su monti e fiumi, città e fortificazioni. Tale lacuna nei documenti storici può essere a volte colmata malgrado l'incertezza della tradizione dalle note ricavabili da opere di compilazione di Strabone e Tolomeo.
Scompare intorno al IV secolo la visione di un mondo germanico compatto, in seguito all'affermarsi delle singole popolazioni che rappresentavano volta per volta il pericolo più immediato per le varie parti dell'impero. Si perde a questo punto il concetto di germanesimo come unità tecnica e culturale ed il termine stesso di Germani esce dall'uso comune pur restando in quello letterario. Si preferiscono denominazioni più precise (Franchi, Alemanni, Goti, Vandali – non più sottogruppi ma nuove unità politiche).
Unità culturale germanica
L'esame delle varie fonti ci autorizza a presupporre una vera e propria unità culturale tra le tribù germaniche all'inizio dell'era volgare. Suddividere i dati in quelli precedenti alle grandi invasioni e quelli in particolare per singole popolazioni. Leggenda del fabbro Welund a cui alludono alcune strofe dell'elegia anglosassone di Deor, ricompare poi nella saga nordica Wolundarkvida e non può essere attribuita all'antico patrimonio mitico germanico, spiegabile come motivo letterario diffusosi nell'ambito delle relazioni culturali tra Inghilterra settentrionale e mondo nordico.
Religione: Cesare attribuisce ai Germani atteggiamento religioso alquanto primitivo, privo di rituali caratteristici dediti al culto degli elementi naturali e principalmente al sole, né rappresentazione antropomorfa delle figure divine. Il quadro che offre Tacito è molto più ampio: ai Germani attribuisce un pantheon reciso con una triade di divinità maschili identificate con Mercurio, Ercole e Marte, e una divinità femminile Iside (soprattutto tra gli Svevi). Descritte pratiche di divinazione, funzioni sacerdotali, riti e culti singolari e caratteristici.
Odino/Wotan: confermata l'identificazione con Mercurio nelle lingue germaniche dal calco che traduce il nome di mercoledì, lat. Mercurii dies, angl. Wodnesdaeg, ingl. Wednesday. In tutto il mondo germanico, a lui fa riferimento una delle più antiche formule magiche tedesche dette di Merseburg (mitico episodio, Wotan seppe guarire la slogatura di un cavallo con una formula magica). Personalità complessa: dio-mago, custode di sapienza e forza magica della parola, ma anche ispiratore dell'impeto bellico del furor, audace e irrazionale, gli eroi morti in battaglia finiscono nel paradiso dei guerrieri, il Walhalla.
Edda prosastica: manuale per i poeti e lettori di versi, contiene anche storie di mitologia norrena. Costituita da un discorso preliminare e da tre parti (Gylfaginning - Inganno di Gylfi, Skaldskaparmal - Dialogo sul linguaggio degli scaldi, Hàttatàl – trattato di metrica); l'artificio narrativo prevede un uomo versato nelle arti magiche che arriva alla fortezza degli dèi, uno di essi parla con il poeta di poesia, e alla fine la finzione viene dimenticata e si passa ad un vero e proprio dizionario di metafore, le kenningar. (Borges) Anche padre degli dei. Presenta caratteristiche contrastanti: nelle fonti nordiche assume atteggiamenti di tipo sciamanico attribuiti ad una presupposta origine nordorientale del culto. Affinità con dio celtico Lug, identificazione con Mercurio e frequente associazione con le Matres testimonierebbero in epoca più antica in favore di una profonda influenza celtica.
Thor: Donar-thor, sinonimi di nomi germanici che indicano il tuono, identificato con Ercole; prerogativa di dio della tempesta e dei fenomeni naturali. In epoca romana è stato più spesso identificato con Giove. Eroe fortissimo e benefico, uccisore di mostri e giganti. Jovis dies, giovedì, giorno di Giove, Thursday, Thorsday, giorno di Thor. Presente nei racconti del Ragnarok (fine del mondo per la mitologia norrena: nel battaglia Gylfaginning e nella Voluspà, la finale tra le potenze della luce e dell'ordine e quelle delle tenebre, l'intero mondo verrà distrutto e quindi rigenerato). Il culto di Odino potrebbe essersi diffuso gradualmente fino alle regioni più appartate del mondo germanico, fondendosi con la primitiva religione vanica. Il risultato di questo sincretismo si rispecchierebbe nel mondo mitologico nordico dove da un lato gli dei Vani si personalizzano rivelando più spiccate caratteristiche individuali, dall'altro gli stessi Asi assumono nuove funzioni di tipo vanico.
Tyr: Complessa e scura, identificata con Marte (Martis dies, Tuesday, tiesday ant. Frisone). Una posizione un tempo molto più importante di quella guerriera, identificato anche come dio venerato dai Semnoni.
Vani: Tacito indugia a descrivere il culto attribuito alla divinità femminile Nerthus. Dea nascosta in un carro coperto da un velo e trascinato da giovenche, in processione tra i popoli a lei devoti. Notevole è il fatto che il nome ritorni al maschile nel dio nordico Niordr capostipite dei Vani e padre di Freyia e Freyr, venerato a sua volta a Uppsala come dio della fertilità. Due tipi di religiosità, racconto della guerra e successiva pacificazione tra due stirpi divine, quella dei Vani e quella degli Asi, a cui appartengono Odino, Thor e Tyr. I Vani (al singolare Vanr) sono una delle due stirpi della mitologia norrena, l'altra, molto più conosciuta, è quella degli Æsir (Secondo Snorri proveniente dall'Asia). Dopo una lunga guerra, e avendo come ostaggio Hœnir e Mímir, i Vanir sono diventati alleati degli Æsir ed insieme lotteranno contro le forze distruttive di Hel nel Ragnarök. Il culto degli Asi portato dalle genti indoeuropee avrebbe avuto la meglio sul culto autoctono dei Vani. Il dualismo tra i due pantheon interpreta con molta evidenza gli elementi contrastanti che dovevano coesistere all'interno della religiosità germanica fin da tempi molto antichi.
Il contrasto tra Cesare e Tacito si può spiegare anche pensando alla differenza cronologica tra le due testimonianze, soprattutto se consideriamo l'enorme evoluzione compiuta dai Germani proprio in quel periodo. In questi anni soprattutto attraverso le relazioni, pacifiche e ostili, con Galli e Romani, i Germani hanno sviluppato una nuova capacità dinamica rendendo più espliciti e quindi manifestati al mondo esterno certi atteggiamenti spirituali e religiosi dapprima inosservati, e forse modificando in senso più attivo ed aggressivo i loro ideali umani e religiosi. Bisogna tener conto anche della vastità del territorio e del frammentarismo delle tribù germaniche quale appare anche da Tacito malgrado riesca nella sua sintesi a mettere in luce i caratteri comuni.
Rilevata una notevole varietà di usi funebri, distinzione fra popolo e defunti di alto rango con splendide tombe naviformi, cibo e acqua lasciati per attraversare l'aldilà; I Germani dovettero subire in vario modo l'influsso di altre religioni vicine per lo più a noi poco note, e questi contatti non furono certamente uniformi per tutte le tribù disseminate sul territorio germanico. Ad esempio risente della vicinanza di analoghi culti celtici la devozione ad alcune divinità femminili dette Matronae o Matres (notevole numero di iscrizioni latine nella zona renana).
- Pratica di sacrifici di bottini e prigionieri di guerra
- Culto di boschi e piante
- Divinazione per mezzo di bastoncini iscritti o attraverso l'interpretazione dei nitriti e dei fremiti dei cavalli
- Venerazione verso le facoltà profetiche delle donne
- Dei chiamati ad intervenire direttamente nella vita degli uomini
Il re dove esiste ha una funzione oltre che civile e funge in qualche caso da mediatore dell'aiuto divino, spesso ha rapporti di parentela con la divinità, come attestano le genealogie tradizionali dei sovrani Ostrogoti, detti discendenti dagli Asi o di famiglie regnanti svedesi e anglosassoni con capostipite Odino. Le assemblee e le attività giuridiche sono sempre affidate alla protezione delle divinità e il loro esito dipende dall'approvazione divina. La vita individuale dell'uomo germanico è guidata da atteggiamento di fede cieca e di conseguente spiccato fatalismo verso le decisioni degli dei.
La società germanica
Certe istituzioni comuni a tutti i Germani sono proprie anche di altre popolazioni soprattutto a nord dell'Europa.
Famiglia: istituzione fondamentale, la Sippe, nel senso più ampio gruppo che si riconosce nella discendenza da un antenato comune. Legame di sangue in primo piano, indispensabile per comprendere non solo i rapporti sociali ma della mentalità germanica primitiva. Coscienza di superiore interesse collettivo, in cui la personalità dell'individuo passa in secondo piano alla radice di atteggiamenti caratteristici dell'uomo germanico, come la vendetta di sangue e le faide familiari sentite come obblighi giuridici che inducono nel caso dell'assassinio di un parente ad uccidere l'omicida o un suo congiunto quasi gli individui siano considerati tutti uguali e intercambiabili nello spirito dell'appartenenza alla stessa collettività familiare. Entrambi le linee di parentela importanti, materna e paterna. Doveri dell'uomo e della donna che sembrano costantemente equilibrarsi fra loro, secondo principi di eguaglianza e parità nel matrimonio. Preminenza della linea maschile nelle successioni.
Il “comitatus”: c'è un ideale opposto che tende alla piena realizzazione dell'individuo e allo stimolo e all'esaltazione delle qualità personali. Gruppi di uomini tendono a evadere dalle consuetudini pacifiche ed agresti della Sippe per dedicarsi completamente alle armi, al servizio di un capo illustre. Non ha legami di sangue, ma una libera scelta in base alla quale il capo e il suo seguace stipulano quasi un patto di adozione: il princeps si impegna a proteggere e mantenere il guerriero (comes) e ad offrirgli banchetti e doni prestigiosi. Il comes combatte in cambio per acquistare fama e potenza al suo capo. Valori dell'onore e assoluta lealtà reciproca. Il comitatus si regge su di un rapporto gerarchico, non solo tra capo e guerrieri ma anche tra membri stessi del seguito in un continuo sforzo di emulazione per la conquista di sempre maggior stima da parte del princeps e di preminenza all'interno del gruppo. Può prestare servizio anche presso altre nazioni in cui esista uno stato di guerra, quasi come una compagnia di mercenari. Sono centri di fondazione di un potere politico autoritario ed individuale.
Tipo più ampio di aggregazione politica nella descrizione di Tacito della cerimonia di ingresso nella vita pubblica del giovane con l'assunzione da parte sua delle armi, e afferma che da quel momento non sarebbe più appartenuto alla casa ma allo stato. Associazione superiore di una res publica che trascende la concezione tribale della Sippe.
Il re viene eletto dall'assemblea e può essere deposto da questa in qualsiasi momento soprattutto quando vuole imporre autoritariamente la sua volontà: la sua funzione è sacra, la sua persona è importante in quanto simbolo della comunità e viene scelta in base alla fiducia nella sua capacità di interpretare e assecondare i voleri degli dei e del fato. Accettazione del principio dell'autorità individuale presente con più frequenza presso i Germani dell'Ovest, monarchia di tipo sacrale probabilmente caratteristica del mondo arcaico settentrionale ed orientale. Oligarchia intertribale testimoniata dalla presenza di tombe principesche in un ampio tratto del territorio germanico settentrionale, la presenza di vere e proprie classi sociali è testimoniata molto più tardi in alcune popolazioni occidentali più vicine all'influsso della società celtica, rigidamente organizzata in caste. Gli schiavi, trattati con una certa mitezza, fanno parte per Tacito di un caratteristico costume di tutti i Germani. Presso i Sassoni tre classi di liberi, no matrimoni: nobiles, liberi, liberti che abbiamo anche presso anglosassoni e frisoni. I liti sono una categoria intermedia tra liberi e schiavi vincolati alla terra.
Relatività del concetto di U.C.G.: l'appartenenza all'UCG non deve essere considerata in senso assoluto ma relativamente alla componente che prendiamo in considerazione. Non tutti i popoli che abbiamo chiamato germanici partecipano in egual misura di ognuno degli atteggiamenti culturali considerati caratteristici del germanesimo. Si tratta di un'unità in senso relativo, e spesso risulta difficile stabilire ciò che è o non è germanico, e dare quindi una definizione univoca e completa del germanesimo culturale. Evidente come le civiltà che hanno maggiormente influito nel germanesimo siano quella celtica e romana da ovest e sud ovest e quella scito-iranica da oriente, e non è impossibile delineare vie e modi della loro penetrazione nel mondo germanico. I Germani si dividono in tre gruppi per Tacito, chiamati dai nomi dei tre figli del capostipite Mannus: Ingaevones vicini al mare, Herminones nelle regioni interne e Istaevones gli altri di cui non è facile dare una precisa posizione geografica. La classificazione di Plinio invece, più antica, propone una divisione in cinque gruppi, che comprende Vandali e Peucini o Bastarne. Gli studiosi moderni sono d'accordo nel riconoscere che le stirpi di Mannus non comprendono tutti i germani, ma solo una parte delle tribù occidentali. Plinio e Tacito parlano di gruppi etnici come leghe di origini culturali e religiose, tra tribù legate tra loro nella venerazione dello stesso dio e determinati culti.
Il protogermanico e il concetto di protolingua
La scrittura runica: detta FUTHARK in successione dei segni, tratto dalle prime 6 del suo alfabeto, risale alla fine del II secolo o inizio III secolo d.C. Proviene da rùn, conservato in altre lingue col significato di segreto.
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