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La filologia germanica

La filologia germanica, come disciplina accademica, è una scienza abbastanza recente che nasce partendo dagli studi di linguistica. Studi di fine '800, vari studiosi che si sono dedicati alla ricerca delle origini e paragonando delle lingue nella loro fase più antica, arrivano a riscontrare delle somiglianze. Quest'ultimo ragionamento ci porta alla consapevolezza dell'esistenza di origini comuni (dal latino derivano le cosiddette lingue neo latine o neo romanze) e i linguisti hanno ipotizzato la presenza di una lingua che, come il latino, faccia da perno ad altre lingue germaniche.

A differenza però del latino, non si riesce a risalire più di tanto alle radici in quanto i Germani non conoscevano la scrittura e si comincia ad avere testimonianze scritte solo a partire dal Medioevo. Gli studiosi si sono perciò basati sull'ipotesi di una lingua comune per ricostruire quella che dal loro punto di vista doveva essere la protolingua, dalla quale si poteva risalire alle lingue germaniche moderne (NB: si tratta di una lingua ricostruita in quanto non si hanno documenti scritti, mera ricostruzione degli studiosi attraverso la comparazione delle lingue esistenti più antiche).

Lingue indoeuropee e germaniche

I linguisti dell'800 si sono accorti che il latino, greco e il gotico, oltre al sanscrito (parlato molti secoli fa in India), presentavano delle caratteristiche comuni. Si sono interrogati su quale fosse la madre di tutte le lingue, postulando logicamente l'esistenza di una lingua unitaria per tanti popoli indoeuropei, evolutesi poi nel corso della storia avendo subito una propria differenziazione.

La lingua germanica nasce nel XIX secolo, già alla fine del '700-inizi '800. L'idea di ritrovare le proprie radici, l'origine di tutto, nasce in epoca romantica. Il linguista e filologo tedesco Hermann Paul è considerato il fondatore della filologia germanica, scrive un'opera intitolata Fondamenti della filologia germanica, nella cui introduzione definisce gli argomenti di studio di questa disciplina. Essa può essere considerata un metodo di lettura attenta dei testi scritti non di tutti i testi ma di ciò che Hermann Paul definisce monumenti linguistici.

Metodologia e importanza storica

Nell'Antichità e nel Medioevo, prima di scrivere qualcosa, si dovevano fare numerosi procedimenti ed operazioni impegnative dal punto di vista materiale (come la creazione degli ingredienti per la pergamena, ecc.), pertanto questi scritti assumevano una valenza importante. Nel Medioevo si utilizzava, per esempio, una tela cerata dove venivano realizzate delle incisioni e lo stesso procedimento di scrittura e di realizzazione del materiale contribuiva a elevare l'importanza del testo in fase di scrittura.

Questa disciplina, riteneva lo stesso Hermann Paul, trova la sua essenza e giustificazione proprio nella sua natura comparativa attraverso il paragone tra le diverse lingue germaniche.

Lingue germaniche antiche

Gli studiosi intendevano andare a ritroso nello studio delle lingue antiche per trovare caratteristiche comuni tra quelle prese in considerazione. È probabile infatti che ad un certo punto della storia ci sia stata una lingua comune a tutti i popoli germanici e che questi si trovassero tutti insieme in un'area dell'Europa Settentrionale. Si comincia a immaginare l'esistenza di una lingua indoeuropea.

Studiosi e teorie linguistiche

Uno dei primi a notare delle somiglianze è Sir William Jones, il quale intuisce che queste non siano frutto del caso. Un altro è Schlegel, che aggiunge alle somiglianze notate da Jones una delle lingue germaniche, il gotico. Rasmus Rask costruisce una sorta di grammatica comparativa delle lingue indoeuropee, immaginando dei tratti comuni che possano permettere di ricostruire degli schemi. Lo stesso progetto, seppur in maniera più scientifica, verrà portato avanti da Franz Bopp, il quale sottolineerà la costanza di determinate somiglianze, fino ad arrivare a Jakob Grimm, il quale spiegherà quale fosse il meccanismo atto a produrre questo cambiamento tra le lingue indoeuropee e il germanico antico.

Jakob Grimm scrive la Prima rotazione di suoni ed elabora la Teoria dell'albero genealogico, primo mutamento fonetico. Schleicher propone l'immagine visiva di un albero, dove le lingue vengono presentate attraverso radici rappresentanti le lingue più antiche, fino ad arrivare al tronco e ai rami grossi.

Divisione e caratteristiche

La divisione tradizionale, operata attraverso la Stammbaumtheorie (metà XIX sec.) di Schlegel, vede una tripartizione del germanico in orientale, occidentale e settentrionale. Questi tre gruppi si distinguono anche per la posizione geografica, in base alle località dove si sono spostati i germani in seguito alle invasioni barbariche. I primi a spostarsi saranno quelli orientali, successivamente quelli occidentali (spostati in zona meridionale) e poi i settentrionali, che arriveranno ad occupare in un secondo momento anche l'Islanda. Questa suddivisione segue quindi sia un criterio linguistico, sia storico e geografico.

La teoria di Johannes Schmidt va a completare quella dell'albero genealogico, in quanto i cambiamenti nelle lingue vengono descritti attraverso l'immagine di un sasso lanciato in acqua, movimento che va sempre più a scemare (cambiamenti meno importanti = movimenti più tenui, Wellentheorie).

Il germanico orientale

Si definisce estinta una lingua da cui non vi si è evoluta alcuna lingua moderna. Se noi dovessimo pensare alle sole lingue moderne i gruppi sono due (occidentale, settentrionale), mentre per quanto riguarda le lingue antiche sono tre (includendo anche il germanico orientale). Le lingue del germanico orientale sono quindi estinte ma è importante tenerle in considerazione proprio perché rappresentano il ramo più antico della lingua germanica.

Quasi tutte le lingue appartenenti a questo ramo sono prive di documentazione scritta, ma abbiamo testimonianza dell'esistenza di numerosi popoli (gli Eruli, per esempio, o i Burgundi, di cui sappiamo tante cose a livello storico e letterario, come la stessa distruzione del popolo da parte degli Unni ed Attila -> Nibelungenlied testo del XIII sec. dove si narrano storie legate sempre a questo avvenimento, o i Gepidi, di cui non si hanno notizie linguistiche ma resoconti storici su battaglie lungo i confini dell'Impero Romano, o i Vandali, dei quali possediamo iscrizioni su monete e pochissime altre cose).

I Goti e la Bibbia di Wulfila

Diverso è il caso dei Goti, i quali si dividono in due gruppi che avranno destini diversi, quello degli Ostrogoti (famosi in Italia) e i Visigoti (coloro che hanno avuto la fortuna di stare a stretto contatto con Costantinopoli e l'Impero Romano d'Oriente). Verso la metà del IV sec. d.C., decideranno di convertirsi al Cristianesimo, anche grazie alla traduzione della Bibbia elaborata dal vescovo, altissimo dignitario di Corte, Wulfila, dal greco (lingua parlata dall'Impero Romano d'Oriente ≠ Impero Romano d'Occidente dove si parlava latino, legato al mondo di Roma) al gotico (lingua che fino a quel momento non aveva avuto nessuna scrittura o alfabeto, senza una tradizione da cui attingere).

Lettura della mappa

Ostrogoti e Visigoti si dividono, prendendo strade diverse. Gli Ostrogoti attraversano la zona balcanica, superano il Danubio e arrivano in Italia, dove fonderanno il Regno d'Italia con imperatore Teodorico. I Visigoti, trovatisi sulle sponde del Mar Nero, si trovarono vicino al Sacro Romano Impero, interfacciandosi in maniera alle volte aggressiva, altre pacifica. Durante una fase aggressiva, i Visigoti attraversano il limes del Danubio e l'Imperatore Valente si scontra con essi nella battaglia di Adrianopoli (fine del IV sec.), dove un gruppetto di guerrieri barbari vince contro i romani d'Oriente.

Documentazione gotica

Una piccola parte di questi Visigoti resterà lì, producendo le poche fonti che ci sono pervenute in lingua gotica (dei goti minores, ossia dei Visigoti stanziati sul Mar Nero). Ormai addentratisi nell'Impero, cominciano una migrazione tutta loro, dirigendosi in Italia (dove compiono sacchi a Roma e poi passano alla Calabria, non riuscendo a compiere l'impresa in seguito alla morte di un loro capo). Si sposteranno quindi a Tolosa, stabilendosi in Spagna, a Toledo, dove istituiranno un proprio Regno (dove i conquistatori assumeranno la lingua dei conquistati, scrivendo in lingua latina).

È proprio nel gotico dei goti minores che Wulfila tradurrà la Bibbia, il più antico documento scritto in quella determinata lingua. Di questa traduzione ci restano alcuni manoscritti su pergamena (supporto liscio come la carta, fatto con la pelle di capre e pecore e trattato in modo da essere scrivibile) e le poche opere che sono state prodotte sono state elaborate in Italia, proprio durante il Regno di Teodorico.

Codex Argenteus

Il Codex Argenteus, il manoscritto più importante tratto dalla Bibbia di Wulfila, il quale non si presenta su carta bianca, ma su pergamena incisa nella porpora allo scopo di impreziosirla, prende questo nome proprio grazie all'argento col quale sono state elaborate le iscrizioni. Le rune, ossia i simboli usati per dei rituali, hanno una propria valenza fonetica e Wulfila ricorre ad alcuni simboli runici per riprodurre dei suoni non presenti in altro alfabeto.

Piccole tracce di gotico

Esistono anche piccole tracce di gotico, brevissimi frasi e nomi sparsi: Skeireins (si legge Skirins), spiegazione, frammenti di un calendario (martirologio) di cui si hanno dei nomi, due atti notarili provenienti dai regni Ostrogoto e Visigoto (uno prodotto a Napoli, l'altro ad Arezzo) scritti su papiro (utilizzato anche nel Medioevo, in quanto non si poteva piegare o rilegare), brevissime glosse (note a margine, traduzione di parole a lato delle pagine) conosciute come note veronesi prodotte in Italia alla fine del VI sec.

Questa documentazione del Codex Argenteus farebbe pensare che, a distanza di un secolo, ancora si usasse la lingua gotica e fosse di grande prestigio. Deve essere successo però qualcosa in quanto vengono utilizzati dei codici palinsestici (palinsesto, dal greco 'scrivo di nuovo', 'scrivo sopra) e in momenti di magra (mancanza di ovini o altro materiale) i testi venivano cancellati e riscritti. Su queste pergamene veniva infatti grattato via l'inchiostro ma, grazie a studi di storici, si è riusciti proprio a risalire a fenomeni di questo tipo.

È possibile infatti che con la chiusura drammatica del popolo ostrogoto (sconfitto dall'esercito bizantino dell'Impero Romano d'Oriente), le cose che erano state scritte siano state cancellate e sostituite da nuove. Il gotico si estingue non oltre il VII sec. e di esso non rimane più traccia.

Riscoperta nel XVI secolo

Nel XVI sec., a metà del '500, lo studioso e ambasciatore fiammingo Ghiselin de Busbeck si trova nel Mar Nero in vacanza e sentendo parlare delle persone, si annota le loro parole e riconosce degli echi in lingua germanica (100 termini che vengono fatti risalire al gotico di Crimea). Egli si convince di questa somiglianza quando in realtà molte parole assomigliano all'olandese e al tedesco.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/15 Filologia germanica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martiipacini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia germanica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Cianci Eleonora.
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