Estratto del documento

Filologia italiana - Andrea Comboni

Lezione del 18.09.06

L'importanza di Contini sta negli studi di testi e autori della poesia italiana del Duecento e a Dante. Contini è il filologo che con maggiori motivazioni ha proposto di ritenere attribuibile a Dante giovane un interessante poemetto giunto anonimo da un solo manoscritto intitolato Il Fiore (fin dall’800 ha suscitato problemi di attribuzione). In Contini è viva anche la passione per i moderni e contemporanei (a Contini si deve la scoperta di Pasolini, della poesia di Montale…). Contini come fondatore della critica delle varianti (critica degli scartafacci) attenta a studiare il processo della composizione delle opere letterarie come qualcosa di non fisso, ma dinamico (saggio dedicato alle correzioni del Petrarca, articolo dedicato alle implicazioni leopardiane).

Compiti della filologia italiana

Tra i compiti istituzionali ha senz’altro quello di accertare l’autenticità, genuinità e correttezza dei testi letterari composti nei diversi volgari italiani che sono giunti a noi da un passato più o meno lontano (vari volgari, non solamente volgare toscano-fiorentino, ma anche quelli delle isole). È necessario indagare e studiare i modi in cui nel corso dei secoli i testi sono stati tramandati e trasmessi (ricorda la fortuna di un’opera). La filologia essenzialmente si occupa di studiare i modi in cui i testi sono stati trasmessi (il più antico manoscritto della commedia di Dante risale a circa quindici anni dalla morte di Dante stesso).

Sereni sottolinea la concretezza della disciplina chiamata ad analizzare e interpretare con rigore dati reali e proprio per questo efficace antidoto nei confronti di un approccio ingenuo ai testi. Nietzsche e Segre sottolineano la natura istituzionalmente composita della disciplina che, per essere concretamente praticata, richiede l’intervento di un ampio ventaglio di discipline (un buon filologo deve essere molte altre cose).

La critica testuale costituisce un aspetto fondamentale del lavoro filologico. Con critica testuale si intende tutto quell’insieme di operazioni che hanno come obiettivo la ricostruzione del testo originale di opere di un passato più o meno lontano. Il tentativo di ricostruire il testo originale (lettura dei quotidiani e correzione involontaria della stampa o altro) (esempi).

La filologia italiana ha a che fare con testi che ci sono giunti attraverso manoscritti (gli unici esistenti prima della metà del XV secolo con l’introduzione della stampa a caratteri mobili) o stampe. Ci sono discipline che studiano libri manoscritti e a stampa come oggetti materiali: paleografia (studia scritture antiche [minuscola cancelleresca, mercantesca, umanistica], le colloca nello spazio e nel tempo), codicologia (studia come si fabbrica un libro manoscritto, con fogli di pergamena o di carta), bibliografia testuale.

Lezione del 19.09.06

Originariamente il palinsesto in codicologia è un antico manoscritto di pergamena, il cui testo è stato cancellato tramite raschiatura e sostituito da un testo più recente. Un manoscritto in pergamena ha maggiore importanza rispetto a quello in carta.

Costruzione di un libro manoscritto

Come si costruisce un qualsiasi libro manoscritto? Si parte dal foglio che viene piegato lungo il foglio più corto, poi viene piegato un secondo foglio ed un terzo… costituendo un fascicolo (avendo utilizzato tre fogli si chiama ternione, quaternione se utilizzati quattro fogli, se utilizzati cinque fogli quinterno). Per ogni carta distingueremo due facciate, una prima chiamata recto e una seconda verso. Solitamente un libro manoscritto è composto dall’unione di un certo numero di fascicoli.

Prima di scrivere, il copista doveva decidere quale era lo specchio di scrittura, cioè lo spazio dedicato alla scrittura che veniva delineato e tracciato con dell’inchiostro diluito o, quando ha a che fare con la pergamena, veniva inciso da una punta di metallo secco. Il copista non era la stessa persona che doveva rilegare i diversi fascicoli. Poteva sorgere il problema di un’errata sequenza dei fascicoli al momento della rilegatura. Per evitare questa possibilità di errore veniva anticipata la prima parola che si trovava nel recto del fascicolo successivo. In secondo luogo venivano segnati i fascicoli (A, B, C… I, III, IV…). Tutto l’apparato decorativo veniva affidato al miniatore. Ci sono i copisti di mestiere (non sceglie i testi da copiare) e quelli per passione (sceglie quali testi da trascrivere). Boccaccio, uno dei primi ammiratori di Dante, si è fatto copista di esso; quando ha trascritto La Vita Nova ha deciso di non trascrivere alcune parti ritenute noiose. Finita la trascrizione del libro, solitamente si trova la firma del copista.

La bibliografia testuale è arrivata da poco nel nostro paese, di bibliografia si è iniziato a parlare venti, venticinque anni fa. Si occupa di come venivano prodotti gli antichi libri a stampa nelle antiche tipografie. Disciplina nata e sviluppata in area anglosassone, textual bibliography. La bibliografia testuale ci spiega anche come mai possono esistere esemplari diversi di una stessa edizione.

C’è un elemento che accomuna tutte le scritture antiche, cioè le abbreviazioni. L’uso di queste abbreviazioni è funzionale all’esigenza di risparmiare pergamena o carta e in secondo luogo facilitava la scrittura rendendola più veloce. Ci sono due fondamentali tipi di abbreviazione nelle trascrizioni dei testi latini, per troncamento e per contrazione. Tra i segni di abbreviazione c’è il titulus (lineetta orizzontale che equivale alla m o alla n, ma può essere utilizzata per qualsiasi lettera). Altri sono le note tironiane.

Lezione del 20.09.06

Nelle scritture antiche non si trovano i segni diacritici (accenti e apostrofi), le parole si scrivevano in modo diverso da come siamo abituati noi a scrivere (es. lacasa, lalbero, lamico…).

Trascrizione dei testi

Come si trascrivono i testi? Ci sono due tipi di trascrizione; una prima trascrizione è caratterizzata dal fatto che bisogna conservare tutto quanto si trova nel documento che vogliamo trascrivere, va lasciato tutto immutato (dobbiamo trascrivere lamico senza apostrofo), questo tipo di trascrizione si chiama diplomatica (deriva dalla disciplina che si occupa di studiare l’autenticità dei documenti antichi, dei diplomi). Un secondo tipo di trascrizione viene chiamata interpretativa, viene richiesto l’intervento da chi la scrive, ad esempio la separazione delle parole a seconda dell’uso moderno, inserire la punteggiatura e i segni diacritici, ma non cambiare le grafie (mai foco in fuoco). (Nella fotocopia possiamo notare come in nessuno dei sonetti sia presente la punteggiatura).

Un fenomeno rilevante che si trova nelle scritture antiche è la rappresentazione della u e della v (che dura fino alla seconda metà del Seicento), troviamo un’indistinzione nell’uso di questi segni grafici (AUARO, VLTIMO); nell’alfabeto latino classico non esiste la consonante v.

Passaggio dal manoscritto alla stampa, introduzione della stampa a caratteri mobili (seconda metà del 400). È stata

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 7
Filologia italiana - lezioni Pag. 1 Filologia italiana - lezioni Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 7.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Filologia italiana - lezioni Pag. 6
1 su 7
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/13 Filologia della letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher summerit di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Comboni Andrea.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community