Ergotecnica
Ergotecnica: è la scienza che studia l’adattamento dell’ambiente e degli strumenti di lavoro. Si può definire come l’insieme di informazioni volte al miglioramento della produzione, alleggerendo il lavoro mentale e fisico (attraverso l’organizzazione e l’ottimizzazione del lavoro).
Ingegnerizzazione
Ingegnerizzazione: analizzando una prima ipotesi preliminare e le condizioni (dovute al contesto e al resto) si apportano modifiche tecniche affinché questo divenga un progetto effettivamente realizzabile (renderlo atto alla produzione).
Approccio sistemico
Approccio sistemico: vedere la progettazione di un’opera sotto vari punti di vista; quindi esaminare il tutto sotto l’aspetto non solo tecnico ma anche economico, gestionale.
Ergotecnica – Capitolo 2
Quadro normativo
- 1865 - Prima normativa in materia di appalti.
- 1994 – Legge Merloni: è una normativa nazionale che serve a recepire le direttive europee emanate in quegli anni circa gli appalti pubblici per beni e servizi (necessarie ad armonizzare/unificare le legislazione degli stati membri, rispettando la corretta concorrenza e trasparenza sulle pubblicazioni dei bandi).
- 1999/2000 – Attraverso i regolamenti di attuazione previsti dalla Merloni le direttive europee vengono recepite anche in Italia.
- 2005 – Testo unico in cui venivano recepite univocamente tutte le direttive europee.
La legge Merloni, quindi, servì principalmente a garantire trasparenza sugli appalti, in particolare separando progettazione e realizzazione. Introdusse la figura del responsabile unico del procedimento e l’autorità di vigilanza sui contratti pubblici. Questa normativa fu poi ripresa e modificata.
Fasi della progettazione
Sequenza logica di programmazione, definizione delle esigenze e progettazione del bene edilizio.
Analisi esigenze
Esigenze: le amministrazioni elaborano uno studio dei bisogni e delle esigenze della comunità in modo da poter identificare gli interventi volti a soddisfare tali necessità (ipotizzando soluzioni): è il punto di partenza del progettista da cui trarre le prime scelte tecniche.
È una fase tecnica ma anche politica: pertanto le figure partecipanti sono i responsabili unico del procedimento (committente nelle opere pubbliche – segue l’atto amministrativo), gli enti che intervengono nella realizzazione, amministrazioni locali.
Il fabbisogno è il necessario a soddisfare determinate esigenze:
- Fabbisogno ordinario: manutenzione, completamento di opere;
- Fabbisogno straordinario: nuovi interventi.
Da questi studi viene redatto un documento finale che riassume l’analisi delle esigenze e i fabbisogni (economici, urbanistici, sociali..), gli interventi necessari, informazioni utili (per la redazione di studi di fattibilità), esplicitazione delle disponibilità finanziarie (eventuali partnership). In seguito alla redazione di tale documento lo si invia agli enti locali che provvederà ad inserirlo nel programma triennale (con cui si nominerà il responsabile unico del procedimento che provvederà a seguire l’intervento). Se l’appalto supera il milione di euro allora sarà necessaria una fase di progettazione preliminare; in caso contrario basta lo studio di fattibilità. Il requisito è la trasposizione di un’esigenza in termini di prestazione.
Studi di fattibilità
Si studiano le varie ipotesi offerte (se l’appalto è inferiore ai 10 Mln € se no gli studi sono di tipo sintetico) in relazione alla fattibilità economica (disponibilità finanziaria), sociale, tecnica e normativa. Inoltre, si deve prevedere un piano economico nonché un’analisi dell’impatto ambientale e dei costi gestionali.
Programmazione
Fase di conciliazione tra esigenze e requisiti tecnici normativi, ovvero rispondere ad un’esigenza in seguito all’approvazione della fattibilità (in funzione della realtà socioeconomica). In particolare questo aspetto è tutelato dalla Merloni che impone per lavori di oltre 100,000 € un programma triennale (e relativi aggiornamenti) in modo da rendere compatibile la spesa con le reali esigenze (il programma spesso risulta disatteso). Pertanto l’inserimento e l’approvazione di un’opera pubblica nel programma triennale costituisce un dovere di realizzazione (quindi impugnabile in sede legale).
Documento preliminare alla progettazione (D.P.P)
Viene redatto dalla committenza responsabile unico del procedimento e serve a definire gli effettivi elementi e requisiti necessari al progetto: è quindi l’interfaccia tra la committenza e il progettista e serve a definire reciprocamente ciò che serve. In questa fase abbiamo la definizione dei minimi (richiesti dalle norme) ed una prima affinazione in base alle specificazioni dell’utenza. Si divide in 3 macro aree:
- Identificazione, obiettivi e finalità dell’intervento;
- Contesto, risorse necessarie e gestione: localizzazione, strategie in relazione al contesto (ulteriori cambiamenti nel corso degli anni), idea di massima del progetto (vita utile, obiettivi qualitativi, tipologia edilizia..);
- Requisiti, prestazioni e caratteristiche dell’opera: in seguito a quanto riportato dallo studio di fattibilità abbiamo determinate caratteristiche da prendere in esame (materiali da utilizzare, budget da rispettare..).
Progettazione
In relazione a quanto esaminato finora, progettare una soluzione tecnicamente valida che risponda all’esigenza, nella massimizzazione del rapporto tra benefici (risposta all’esigenza) e costi di realizzazione (quindi compromessi in base al reale bisogno). Quindi è necessario minimizzare più possibile l’impiego di risorse materiali e umane (favorendo l’eventuale riutilizzo di risorse), considerando la massima manutenibilità possibile e la durabilità nel tempo. Il tutto è realizzato su più alternative, in modo da presentare delle valide risposte al committente che sceglierà le soluzioni più congeniali.
Livelli della progettazione: approfondimenti in termini spaziali, funzionali, prestazionali, tecnologici ed esecutivi (livelli diversi di progettazione prevedono diversi livelli di approfondimento). Servono ad ottimizzare i progetti esecutivi e operativi in modo da facilitare la realizzazione del bene.
Progetto preliminare
Viene approvato dal committente (per convalidare le scelte progettuali); definisce le caratteristiche principali dell’opera, il quadro delle esigenze e delle specifiche prestazioni fornite (in base a quanto espressamente chiesto attraverso le analisi e il D.P.P). Inoltre vi sarà un’indicazione di massima del limite di spesa dell’opera. Mano a mano che il livello di progettazione diviene più accurato, i dati forniti risulteranno sempre più affidabili e curati.
- Relazione illustrativa del progetto preliminare, in cui vi sono tutte le motivazioni delle scelte progettuali.
- Relazione tecnica del progetto preliminare, in cui si esplicitano tutti gli studi tecnici del progetto.
- Studio di fattibilità ambientale: se posto a base di gara di appalto, gli studi di fattibilità saranno correlati da indagini geologiche, idrologiche, geotecniche e idrauliche.
- Elaborati grafici completi di opere di movimenti terra.
- Calcolo sommario della spesa e quadro economico di progetto (non vi sono solo spese di realizzazione ma anche oneri di sicurezza e somme a disposizione della stazione appaltante).
- Indicazioni preliminari sulla sicurezza e la salute (stesura preliminare di piani di sicurezza e contestualizzazione del cantiere).
Nel caso in cui il progetto preliminare sia posto a base di gara di appalto è necessaria la redazione di capitolati descrittivi e prestazionali. Questi costituiscono un allegato allo schema di contratto: qui vengono specificate le caratteristiche richieste.
Progetto definitivo
Viene approvato dagli enti territoriali che rilasciano la conformità tecnica (in termini di sicurezza, igiene – USL, urbanistica – ufficio tecnico). Viene redatto in seguito alle indicazioni del progetto preliminare approvato: il livello di definizione è tale da garantire un discostamento non esagerato con il progetto esecutivo (anche la definizione dei costi). Quando è posto a base di gara di appalto deve essere correlato da un piano di sicurezza, piano di coordinamento e da uno schema di contratto (capitolati vari).
- Relazione generale, in cui vi sono tutte le dimostrazioni di rispondenza alle finalità richieste. Vi è la giustificazione delle scelte progettuali e le caratteristiche generali delle prestazioni offerte dai materiali. Si allegano le indagini effettuate nonché tutte le informazioni circa l’inserimento ambientale (espropri, lavorazioni/adattamenti, allacciamenti esistenti, interferenza con linee aeree/sotterranee).
- Relazione tecnica del progetto definitivo, in cui si completa la parte precedente, con integrazioni sulla parte impiantistica, sulla gestione e sulla risoluzione delle interferenze.
- Elaborati grafici: rilievo planivolumetrico con ingombri esistenti e strade, planimetrie geologiche, piante, prospetti, sezioni (almeno 1:100), piante strutturali, schemi funzionali degli impianti, piante e sezioni con tracce impiantistiche.
- Studio di fattibilità ambientale e impatto ambientale: in relazione ai dati ottenuti in fase preliminare, approfondendole. Comprende le misure necessarie a ridurre o compensare gli effetti dell’intervento sull’ambiente, cercando di migliorare la condizione del contesto circostante.
- Calcolo delle strutture e degli impianti: dimensionamento e verifica, soprattutto per avere idea del volume spaziale necessario all’alloggio per gli impianti (volumi tecnici).
- Disciplinare tecnico e prestazionale: definisce approfonditamente le caratteristiche (anche estetiche e morfologiche) dei materiali impiegati.
- Piano particellare d’esproprio (appalti pubblici) con relative indennità.
- Computo metrico estimativo (con indicazione della provenienza dei dati di costo): eventuale prezziario privato può subire correzioni aggiuntive nell’ordine del 13-17 % per le spese generali, del 10 % per l’utile dell’esecutore.
Progetto esecutivo
Costituisce l’ingegnerizzazione di tutte le lavorazioni mediante la rappresentazione grafica e descrittiva dei requisiti e delle specificazioni di progetto: definisce, pertanto, ogni lavorazione in ogni particolare architettonico (anche le sequenze lavorative). Rimangono esclusi soltanto i piani operativi di cantiere, le modalità di approvvigionamento e la progettazione delle opere provvisionali. Viene approvato dall’organo competente del committente. Viene redatto nel rispetto del progetto definitivo.
- Relazione generale, in cui vi sono tutte le dimostrazioni di rispondenza alle finalità richieste. Vi è la giustificazione delle scelte progettuali e le caratteristiche generali delle prestazioni offerte dai materiali.
- Relazioni specialistiche, un po’ come in precedenza, integra la relazione generale con indagini integrative ed eventuali modifiche apportate al progetto definitivo. Può servire da approfondimento per particolari soluzioni tecniche, manutenzione o esecuzione. Contiene inoltre tutte le verifiche analitiche effettuate in fase di progettazione esecutiva (Glaser, Trasmittanza..)
- Elaborati grafici: le tavole del progetto definitivo, particolari costruttivi, elaborati utili all’esecuzione delle opere o delle lavorazioni, elaborati di tutte le lavorazioni, elaborati per chiarire le caratteristiche prestazionali o di assemblaggio di componenti prefabbricati.
- Calcoli esecutivi delle strutture e degli impianti: calcoli riferiti alle condizioni esecutive e integrazione di tutto il sistema tecnologico con gli impianti (esplicitando cavedi, passaggi..) in modo da favorire la corretta realizzazione. Si allegano, inoltre, i calcoli di tali strutture. Le scale di dettaglio sono almeno 1:50 (con particolari 1:10) esplicitando i tracciati di armatura, le piastre di connessione per elementi metallici/lignei, profili impiegati, elementi murari (se portanti) e caratteristiche meccaniche dei materiali scelti.