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Nuovi Prezzi:

In mancanza di voci nel prezziario, si effettuano analisi:

• dedurre i prezzi da listini ufficiali o listini locali (camere di commercio), altrimenti

considerare prezzi correnti di mercato;

• considerare una quota del 13-17% per spese generali e un 10% di utile per l’esecutore.

P = C + S.G. + U. = C + 0,15 C + 0,10 (C + 0,15 C) = 1,265 C = C + 26,5 % C

In generale è necessario utilizzare i prezziari in modo omogeneo rispetto al criterio di

misurazione e definizione della lavorazione:

• Trasporto: si paga in base ai volumi di scavo ovvero con il metodo delle sezioni

ragguagliate (escludendo quindi l’aumento di volume sul mezzo) ed include l’operazione

di carico/scarico.

• Scavo di sbancamento se l’asportazione delle materie scavate non prevede mezzi di

sollevamento.

• Scavo a sezione obbligata prevede un sollevamento verticale per l’asportazione delle

materie scavate (è di sbancamento anche se lo scavo ha larghezza minore dell’altezza).

• Demolizioni possono essere misurate in m , m , m, kg o per numero di elementi; vengono

3 2

inclusi gli oneri per il danneggiamento delle altre opere. L’asportazione e le

movimentazioni possono essere a parte.

• Opere murarie: si misura a volume o a superficie, al netto dello spessore dell’intonaco; si

detraggono tutti i vuoti di sezione maggiori ad 1 m e cavità per canalizzazioni e canne

2

fumarie maggiori di 0,25 m (al netto dell’ingombro dei pilastri).

2

• Tetti: si pagano a volume o a superficie. Vengono inclusi i vuoti dovuti ai comignoli,

lucernari, camini (se < 1 m ).

2

• CLS: tutti i conglomerati sono quantificati per volumi effettivi (al lordo dell’armatura –

A ); non si conteggiano i volumi < 0,2 m .

3

C

• Armatura: va a peso.

• Casseratura: si paga a m di contatto; per altezze superiori a 4 m si applica un

2

sovrapprezzo. Vengono incluse opere di piccola puntellatura e l’armatura di sostegno al

cassero.

• Intonaco: per pareti di spessori > 15 cm si utilizza il vuoto per pieno, ovvero si ritengono

compensate tutte le riquadrature di vani, aggetti e lesene le cui superfici non vengono

sviluppate. Se il vano interessato è < 4 m allora questo verrà detratto.

2

• Pittura: come intonaco.

• Serramenti: il costo minimo è di un serramento di 1,5 m (se minore paghi per 1,5 m ).

2 2

Criteri di Stima:

Il criterio comparativo viene effettuato dal committente in fase di programmazione,

soprattutto in frangenti di studi di fattibilità (prettamente economica) in cui non vi sono

progetti ma idee quantificative (anche dal progettista in fase di progettazione

preliminare).

Il costo di produzione è un metodo analitico utilizzato dall’appaltatore in fase avanzata di

progettazione: oltre all’aspetto quantitativo, ora abbiamo anche l’aspetto qualitativo

con tutti i dettagli delle scelte progettuali i quali ci permettono di far riferimento ai

prezziari.

Stima Parametrica:

È di tipo comparativo e serve al committente per vagliare le diverse ipotesi anche dal

punto di vista economico. Prevede l’adozione di un parametro, campione o grandezza di

riferimento di un bene simile da utilizzare per definire il nostro costo. Può essere la

superficie, il numero di posti letto (alberghi e ospedali), il numero di alunni (scuole): è

importante che questo parametro si riferisca effettivamente ad un bene simile anche in

termini di qualità (il valore di un posto letto di un albergo a ** è diverso rispetto ad un ****),

sistema costruttivo e tecnologie adoperate, escludendo le prestazioni offerte. Non si può

utilizzare per la stima di beni straordinari.

Es. Albergo di *** ha 25 posti letto e la sua realizzazione costa 100.000 €. Vogliamo

realizzarne uno da 50 posti letto:

Costo del campione: 100.000 € /25 posti letto = 4.000 €/posto letto

Costo del nuovo albergo: 4.000 €/posto letto 50 posti letto = 200.000 €

Computo Metrico per Elementi Tecnici:

Il computo metrico è la definizione dimensionale dei vari elementi di un’opera. Si dice

estimativo perché vi si associa un costo unitario a tale misura.

La stima per elementi tecnici consiste nella scomposizione/disarticolazione del progetto in

tutte le sue componenti; da qui si può arrivare a definire le quantità di tali elementi ed

associarne il costo. Il valore risultante è dato dalla somma dei costi di tutti gli elementi. Si

sottolinea quanto questo metodo abbia particolare efficacia per elementi prefabbricati,

in quanto tutti i costi sono tabellati; all’interno di uno studio di progettazione è solito

realizzare un prezziario di riferimento “personale” che associa a diverse soluzioni tecniche

(impiegate più volte) il relativo costo. È realizzata dal progettista in fase di progettazione

preliminare e serve ad analizzare diverse soluzioni tecniche anche dal punto di vista

economico, oltre che prestazionale.

Computo Metrico per Voci di Lavoro:

Viene realizzato dal progettista in fase di progettazione esecutiva in quanto le

specificazioni prestazionali sono già state definite e tradotte in scelte progettuali (in modo

da definire la quantità e qualità dell’elaborazione, perché in caso di eccessivo costo in

relazione al budget cerco di trovare una soluzione equivalenti che costi meno). Questo

livello di progettazione, pertanto, permette la precisa ricostruzione analitica che,

mediante i suddetti prezziari, ci consente di definire il costo di una lavorazione (e quindi di

realizzazione della parte di opera interessata).

Quindi definire e programmare la logica costruttiva decomponendo/disarticolando il

progetto: il piano operativo conterrà proprio tutte queste indicazioni, evidenziando le

eventuali attività contemporanee e non interferenti fra loro.

Computo Metrico per Risorse:

Viene redatto dall’appaltatore in fase esecutiva/progettazione operativa (è lui che si

occupa del cantiere). Partendo dalla definizione economica e descrittiva delle

lavorazioni vengono “catalogate” tutte le cose che servono per il cantiere, quindi MO, MT

e NO. In base alle lavorazioni, infatti, si può definire:

• Qualifica e la quantità di squadre operative da impiegare;

• Attrezzature, macchine ed opere provvisionali necessarie;

• Eventuale noleggio o acquisto di mezzi d’opera;

• Modalità e quantità di materiale da acquistare.

Inoltre l’appaltatore può determinare il budget di commessa e il margine di contribuzione

(ottimizzazione da parte dell’impresa delle risorse meno incidenti, le più incidenti sono i

costi fissi che non puoi toccare perché sono le cose più importanti)

Prezzo è il valore di mercato soggettivo a cui io vendo il prezzo comprensivo di costi,

spese generali e utili (il valore di mercato è una sorta di indagine del prezzo medio del

bene sul mercato). Il costo è dovuto alla realizzazione.

Durata delle Lavorazioni:

L’appaltatore deve cercare di realizzare un piano operativo più intelligente possibile, in

modo da gestire temporalmente anche l’economia di cantiere, distribuendo pagamenti

e entrate.

In modo analogo la durata contrattuale è di grande importanza per il committente in

modo da poter pianificare gli investimenti.

Ergotecnica – Capitolo 6:

Controllo e Validazione del Progetto:

Il “Progetto Costruzione Qualità” è un organismo di ispezione interuniversitario (Milano,

Torino e Marche) che ha effettuato una serie di validazioni di opere pubbliche; esso ha

espresso una serie di criteri di verifica con cui ogni Organismo di Controllo dovrebbe

approcciarsi al processo di controllo dell’opera.

Il controllo del progetto è la verifica che quanto realizzato corrisponda alla qualità attese

e alle esigenze analizzate; di solito il committente, incompetente a livello tecnico, nomina

un OdC (per committenze private può nominarlo su base fiduciaria, per opere pubbliche

è sempre una terza parte nominata per mezzo di gara/concorso per garantire un

rapporto con la committenza più distaccato e formale, maggior credibilità del processo

di controllo e differenziazione dei criteri utilizzati all’interno di un team di progettazione

consolidato – un secondo parere non fa male). Si ricorda che il concetto di qualità è

relativo: questa, infatti, è definita come il grado di soddisfacimento del sistema o

dell’opera rispetto alle esigenze emerse nelle fasi preliminari (quindi concetto

particolarmente soggettivo, dipende da committente a committente).

Prima dell’affidamento dei lavori si esegue un primo controllo sulla conformità degli

elaborati alla norma vigente, verificando la qualità espressa in relazione a quanto

richiesto dalla committenza. Successivamente l’impresa provvede, anche con consulenti

esterni, a controllare i processi produttivi o gli elementi finiti al fine di garantire la

completezza del lavoro, la coerenza di quanto eseguito con il quadro economico

previsto, il rispetto della programmazione temporale idealizzata.

Con riferimento alle opere pubbliche si richiamano gli attori principali:

• Committenza (Responsabile Unico del Procedimento) che individua (nel documento

preliminare) le proprie esigenze, requisiti e vincoli alla base della progettazione. È

necessario che questa parte predisponga un Piano di Controllo della Qualità, con relativi

tempi, modalità e contenuti da verificare;

• Gruppo di Progettazione (GP) propone le soluzioni con cui soddisfare tali requisiti; in

accordo con quanto espresso nel Piano di Controllo della Qualità deve impostare la

progettazione secondo operazioni e prodotti intermedi, in modo da consentire fasi di

controllo e/o autocontrollo definiti (quindi in corso d’opera, in stato di avanzamento

lavori; in questo modo evito di registrare difetti solo ad opera compiuta).

• Organismo di Controllo (OdC) è nominato dalla committenza per attuare il processo di

controllo. Può essere interno o esterno alla pubblica amministrazione (opere pubbliche),

l’importante è che il soggetto non sia coinvolto nelle fasi di progettazione; spesso

esigenze economiche comportano validazioni tardive (capacità limitata di incidere sulla

qualità finale dell’opera). È bene che tale organismo sia articolata secondo più

specializzazioni in modo da coprire tutto il contenuto progettuale; in particolare esso può

verificare solo gli elementi per cui ha una competenza maggiore di quella del GP.

Il processo di validazione, quindi, pone maggior attenzione nelle diverse soluzioni

operative proposte, migliorando indirettamente anche l’aspetto sicurezza (soluzioni

operative alternative che possono ridurre il rischio di incidenti). Formalmente l’intervento

dell’OdC è ex post, ovvero a progettazione conclusa; si consiglia di coinvolgere l’OdC ex

ante, ovvero anche in fase progettuale.

Ogni fase di controllo prevede la redazione di un documento di sintesi (rapporto

intermedio) che evidenzia e sintetizza gli elementi critici; tali documenti verranno poi

discussi nelle riunioni con il GP e la committenza (il GP ha il diritto di spiegare eventuali

controversie o recepire le criticità, provvedendo con la correzione). Si noti come le

osservazioni contestate dal GP sono tracciate in modo da cautelarsi contro questo stesso

in caso di risarcimento danni. Al termine della validazione complessiva l’OdC redige il

rapporto finale sulla base del quale la committenza deciderà se validare il progetto

(l’OdC è responsabile delle indicazioni fornite alla committenza, ma quest’ultima dovrà

validare il progetto).

Nel progetto preliminare sono valutate le qualità generale del progetto (concettuale,

economica, ambientale), la conformità delle prescrizioni riportate nel documento

preliminare alla progettazione, manutenzione, l’efficacia (conseguimento degli obiettivi

attesi) e l’efficienza (a parità di obiettivi minimizzare costi di realizzazione e gestione).

Nei livelli successivi, invece, si verificano le autorizzazioni e le approvazioni, la completezza

del progetto, la conformità normativa, correttezza del computo metrico, correttezza del

capitolato, legittimità e congruità dello schema di contratto di appalto.

Il capitolato deve essere completo di tutti gli oggetti contenuti negli elaborati, identificati

in maniera univoca per evitare confusione di voci capitolari. Le caratteristiche

prestazionali alla base di calcoli vari devono poter essere riscontrabili anche nel

capitolato. Per quanto concerne la posa in opera è necessario far riferimento ad un

preciso codice di pratica o esplicitare le modalità di posa di ogni elemento; dove

applicabile riportare la condizione di accettazione delle lavorazioni e degli elementi

tecnici e le modalità di collaudo.

Per quanto concerne il computo metrico, invece, ci si basa su un controllo riguardo le

voci di computo, quantità e importi totali (si analizzano in ordine decrescente, perché

così si ha a che fare con gli importi più elevati, il 10% delle voci di ciascuna tipologia di

opere). È necessario, inoltre, verificare la validità dei prezzi unitari adoperati: anche in

questo caso si considerano in ordine decrescente le voci sino a computare il 20% del

valore globale dell’opera (la restante parte a campione).

Infine verificare la compatibilità dei tempi di lavorazione indicati.

Il piano di manutenzione è verificato in riferimento alle indicazioni temporali sugli interventi

ordinari e la relativa correttezza tecnica.

Gli elaborati grafici vengono verificati sotto l’aspetto della chiarezza, correttezza e

univocità di rappresentazione.

Ergotecnica – Capitolo 7:

Progettazione Operativa:

È l’interfaccia tra la fase di progettazione e quella di esecuzione dei lavori. Rappresenta

la vera e propria cantierabilità del progetto: viene realizzata dall’appaltatore e consiste

nella ricerca dei materiali (in base alle specifiche richieste dal progetto) da mettere in

opera, l’organizzazione delle lavorazioni e degli operai che intervengono. L’obiettivo

ideale è la riduzione della soglia tra qualità effettivamente riscontrabile (realtà) e quella

potenziale espressa nei diversi livelli progettuali. Risulta fondamentale, quindi, verificare il

flusso di informazioni che giungono dal produttore (rivolte al committente) in relazione a

quanto previsto dagli elaborati progettuali: sarà compito della direzione lavori verificare

sul campo l’effettiva validità di tali requisiti.

Informazione Tecnica:

La norma UNI 8690 è intervenuta per aiutare ad assolvere in modo univoco e corretto le

informazioni tecniche rilasciate dai produttori: si sottolinea quanto importante sia il termine

univoco, ovvero i dati forniti non devono essere interpretabili ma soggettivamente

devono rappresentare la stessa cosa per tutti in modo da poter evidenziare chiaramente

la differenze tra alternative tecniche. Pertanto un requisito di un’informazione tecnica è

possedere un linguaggio comune, un sistema codificato con cui recepire tali dati. In

funzione della completezza, articolazione e esplicitazione dei dati, le informazioni

tecniche vengono classificati:

• Primo livello, ampia libertà di impostazione grafica e contenuto (pieghevole

pubblicitario, sintesi per materiale privato d’archivio);

• Secondo livello, conformità terminologica e omogeneità organizzativa dei dati (schede

tecniche e schede tecniche di catalogo);

• Terzo livello, affidabilità massima dovuta alla responsabilità che ne deriva (schede

tecniche di prequalificazione – usate per effettuare scelte progettuali a partire da requisiti

prestazionali)

Secondo l’UNI 8690 l’informazione tecnica viene articolata seguendo 6 punti principali:

• Origine del prodotto, esplicitando le notizie sul produttore, sulla sua organizzazione

aziendale, sulla presenza di eventuali laboratori interni di prova (controlli in parte prima)

ed eventuali consulenze esterne (che fungono da controprova).

• Descrizione del prodotto, con denominazione commerciale del prodotto

(fraintendibile), materiali costituenti, sigle (non fraintendibili – identificazione unica del

prodotto)) e modello di riferimento. Vi sono inoltre informazioni sulla gestione del prodotto

in cantiere (confezione, sequenze lavorative, tolleranze dimensionali – quanto è il

discostamento massimo, altre dimensioni disponibili – se esistono solo quelle dimensioni o

anche pezzi speciali).

• Prestazioni del prodotto

• Corretto uso del prodotto, stoccaggio e modalità di trattamento del prodotto al fine di

non danneggiarlo.

• Avvenuti impieghi del prodotto, referenze su impieghi pregressi del prodotto (effetto di

consolidamento dell’affidabilità sul mercato dell’azienda) per evidenziare gli eventuali

difetti manifestati nel medio-lungo periodo (i difetti maggiori non si manifestano subito).

• Aspetti commerciali, condizioni di fornitura, garanzia di qualità (certificazioni e controlli),

assistenza e rete di vendita.

Considerare anche le modalità di demolizione e riciclaggio.

Schede Tecniche di Catalogo:

La generica scheda tecnica è un insieme coordinato di informazioni tecniche redatte

secondo un ordine stabilito. L’insieme di più schede tecniche costituiscono un catalogo o

uno schedario. Queste vengono redatte per materiali, elementi, semilavorati o

componenti edilizi: seguono il modello riportato precedentemente.

Schede di Sicurezza dei Prodotti:

Vengono redatte (obbligo di redazione) dai produttori e dai distributori per consentire agli

utilizzatori professionali di prendere misure di prevenzione e protezione per l’ambiente, per

la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Codice di Pratica:

Illustra tutte le fasi necessarie per l’esecuzione o la messa in opera a regola d’arte di un

elemento tecnico, senza trascurare le informazioni per le più corrette condizioni di

sicurezza (sorta di manuale d’istruzioni). È redatto da un insieme di produttori (come dei

consorzi) e rappresenta le diverse modalità di impiego di una gamma di prodotti. Il

disciplinare di produzione rappresenta un protocollo che disciplina la possibilità di far

parte di tale gruppo di produttori: tali requisiti rappresentano una garanzia in termini

prestazionali.

Informazioni Ergotecniche:

L’informazione ergotecnica è quello stralcio di informazione tecnica (applicata al

progetto esecutivo) necessaria all’organizzazione di cantiere: è alla base della redazione

del piano operativo.

Capitolati:

Stabilisce gli accordi economici e tecnici tra committente (capacità economica) e

appaltatore (capacità tecnica), attraverso obbligazioni reciproche.

Capitolato Generale: enuncia in generale le regole principali del rapporto (come fosse

una normativa). Vale su tutto il territorio nazionale e tutela le modalità di aggiudicazione,

esecuzione e pagamento dei lavori, nonché collaudi e scioglimento del rapporto

(rescissione o risoluzione consensuale).

Capitolato Speciale: stabilisce le regole particolari tra i soggetti (possibilità di aggiunta di

clausole o vincolare ulteriormente quanto riportato da quello generale). Il capitolato

speciale ha un carattere di unicità specifica per ogni singolo progetto e riveste una

duplice valenza: documento di progetto, attraverso la definizione descrittiva e

prestazionale, e documento contrattuale, mediante le definizioni economiche.

Prestazionale: è una parte collocata in fasi precedenti rispetto al capitolato

descrittivo (segue la documentazione preliminare) in quanto presuppone

l’ingegnerizzazione (le risposte tecniche) dei requisiti prestazionali.

Descrittivo: ha funzione complementare rispetto a quanto riportato dagli elaborati

grafici, con particolare riferimento ai materiali e alle relative caratteristiche. Quindi

si procederà con la definizione e descrizione del bene (UNI 8290), con le modalità

di esecuzione (nel rispetto dell’autonomia dell’impresa) ed eventuali disposizioni

particolari (es. disturbo da parte del cantiere verso altre attività) sul cantiere,

manodopera o forniture (la parte operativa è come il piano operativo), riferimenti

normativi, controlli in corso d’opera, controlli finali.

Prezzo a corpo: analiticamente so precisamente cosa mi serve e le relative

quantità (contabilità precisa).

Prezzo a misura: stima dei costi in funzione del progressivo avanzamento dei lavori

(rischi di esaurimento budget).

Controlli Industriali: controlli a campione.

Controlli di Prototipi: controlli puntuali, effettuati dal direttore dei lavori (controlli in

parte seconda - in particolare sugli elementi critici, in modo da poter valutare

l’affidabilità e il modo di lavorare dell’impresa; controlli in parte terza – ultima fase

di controllo, una sorta di collaudo che permette il rilascio da parte dei controllori

tecnici la polizza decennale postuma).


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Ergotecnica 1 per l'esame di Di Giuda. Il corso di ergotecnica edile 1 è quasi sempre uno scoglio durissimo da affrontare con successo: questo documento contiene gli appunti di tutte le lezioni del corso ed il contenuto del testo universitario di riferimento. Si sottolinea come le sole conoscenze relative al testo non risultino sufficienti per superare in modo positivo l'esame, quindi questo PDF si pone nelle condizioni per ovviare a tale preparazione in quanto contiene tutto il necessario per conseguire un ottimo risultato.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in ingegneria dell'edilizia
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher orla91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ergotecnica edile I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano - Polimi o del prof Di Giuda Giuseppe Martino.

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