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infatti si tratta di rapporto padre-figlio.

 Shakespeare non ha lasciato trasparire nulla nelle sue opere del proprio vivere. Non si

rappresenta mai.

 Di Shakespeare non possediamo autografi, esclusa la firma nel testamento.

 Shakespeare non ha curato l'edizione dei suoi testi.

 Soppressione ordini monastici=> una grandissima parte di intelligentia non sa più come fare per

sostentarsi. Il contesto greco e quello shakesperiano

 Quello greco era di natura rituale/religiosa; quello shakesperiano si allontana dal mondo rituale,

anche grazie alla riforma anglicana( che aveva sospeso il corpus domini, e tanti eventi religiosi

cittadini ).

 Come Eschilo, Shakespeare agisce in forme di teatro completamente nuove per il loro periodo(

con Eschilo non avevamo altri testi all'infuori di lui; prima di Shakespeare nel teatro

elisabettiano c'erano grandi drammaturghi, ma non di compagnia ).

 A differenza di quello greco, il teatro shakesperiano nasce dal basso sulla base di esigenze

strettamente commerciali.

 Teatro shakesperiano non è accademico: il pubblico non differisce di ceto, l'importante è che si

paghi il biglietto (che aveva prezzi variabili a seconda del posto scelto).

 Gli attori in Inghilterra non recitavano in costume, ma vestivano abiti sontuosi non riferiti al

tema dell'opera rappresentata. Gli abiti sontuosi venivano ereditati dai servitori degli

aristocratici, servitori che non potevano indossarli per LEGGE e che erano costretti a venderli a

basso costo spesso agli attori. L'attore ha abito e comportamento più che nobiliari, recitando a

due passi dal proprio pubblico con frasi erudite e magnifiche.

 Nessuno degli attori, prima di Shakespeare, guadagnava dagli incassi, ma solo dal loro testo.

Ma con Shakespeare le cose cambiano: egli in quanto attore e socio e comproprietario della

compagnia, ricavava dei guadagni anche dagli incassi della compagnia.

 Shakespeare fu molto attento alla pubblicazione e diffusione editoriale di due suoi poemi, ma

rifiutò di veicolare col mezzo della stampa le sue opere drammatiche: cercava gli interessi della

compagnia e per questo quest'ultima doveva essere la sola detentrice le opere drammaturgiche

di Shakespeare.

 Nel teatro elisabettiano non c'è un criterio formale "giunto alle sue naturali proporzioni"(come

direbbe Aristotele). Il teatro elisabettiano definisce solo filoni (storico,amorosi ecc.) che però

non definiscono degli schemi formali.

 Non ci sono( a parte uno schizzo) disegni preparatori conservati dell'interno del teatro

elisabettiano= non sappiamo chi sono gli architetti.

 NON C'E' SCENOGRAFIA nel teatro shakesperiano, che non prevede la raffigurazione dei

luoghi diegetici. Viene così liberata la possibilità di rappresentare una totalità di

luoghi.QUESTO HA UN'INFLUENZA ENORME SULLA SCRITTURA SHAKESPERIANA.

 Inventa il montaggio prefilmico: i luoghi sono descritti a livello verbale,

consentendo delle transizione d'atmosfera veloci e facilmente comprensibili.

 del

Il teatro era spesso sede di chiacchiere e confusione, era difficile attirare l’attenzione

pubblico.

 Shakespeare è sia drammaturgo e attore, ed è per questo che è un nemico doppio.

 1592: R.Greene compone un testo che fa riferimento esplicito a Shakespeare, che viene

criticato. Greene(ndr. in quel momento malato, senza lavoro e in compagnia di una

prostituta..ormai prossimo alla morte) dice che non bisogna fidarsi degli attori perché c'è un

"villano rifatto di corvo che si è fatto bello con le nostre penne,(ndr. cita Esopo) e che con un

cuore di tigre rivestito della pelle di un attore crede di essere capace di far fiato agli

endecasillabi come i migliori di voi e ha la presunzione di credersi l'unico

scuoti-scena(shake-scene, si riferisce a Shakespeare) del Paese. E' un giovanni-factotum(= un

sempliciotto)".

 Shakespeare è estraneo al mondo degli ingegni universitari

 Shakespeare si comportava come fosse l'unico drammaturgo valido.

 La vita che l'attore conferisce al personaggio è , seppur breve, un grande ricordo vivo per il

pubblico commosso.

 1594: Shakespeare fa parte della compagnia del Lord Cancelliere.

 1599: The Theatre, dopo un incendio, viene restaurato e chiamato "The Globe": diventa un

teatro che parla del mondo, della vita degli uomini, della vita degli eroi e dei caratteri e le

situazioni che caratterizzano la scena mondiale. Il teatro appare in forme tanto più illusive

quanto più lo spettatore può "immaginare" e vedere oltre alla rappresentazione.

 All'inaugurazione del The Globe viene rappresentato il "Enrico V"

Enrico V

PROLOGO

Entra il CORO

CORO - Oh, aver qui una Musa tutto fuoco, (1)

per poterci levar sempre più in alto

nell’immaginazione,

verso più intense e luminose sfere!!

E un regno per scenario,

principi per attori,

una platea di re per spettatori

di questa grande rappresentazione!

Vedremmo allora agir, come dal vero,

su questa scena, il bellicoso Enrico,

nel portamento simile ad un Marte,

recandosi al guinzaglio come cani

impazienti di agire al suo comando,

il ferro, il fuoco…

la fame,

Perdonate, cortesi spettatori,

le nostre disadorne e anguste menti

se abbiamo osato presentarvi qui,

su questo nostro indegno palcoscenico,

sì grandioso argomento.

Come potrebbe mai questa platea

contenere nel suo ristretto spazio,

le sterminate campagne di Francia?

Come stipare in questa “O” di legno

pur solo gli elmi che tanto terrore

sparsero per il cielo di Azincourt?

E perciò, vi ripeto, perdonateci;

ma se può un numero, in breve spazio,

con uno sgorbio attestare un milione,

che sia concesso a noi, semplici zeri

d’un sì grande totale, stimolare

col nostro recitar le vostre menti.

Immaginate dunque che racchiusi

nella cinta di queste nostre mura

si trovino due regni assai potenti,

e che le loro contrapposte fronti

alte erigentesi su opposte sponde

separi un braccio di rischioso mare.

Sopperite alle nostre deficienze

con le risorse della vostra mente:

moltiplicate per mille ogni uomo,

e con l’aiuto della fantasia

createvi un poderoso esercito.

Quando udrete parlare di cavalli

pensate di veder cavalli veri

stampar l’orme dei lor superbi zoccoli

sopra il molle terreno che le accoglie.

Sarà così la vostra fantasia

a vestire di sfarzo i nostri re,

a menarli dall’uno all’altro luogo,

saltellando sul tempo,

e riducendo a un volger di clessidra

gli eventi occorsi lungo diversi anni;

e a questo fine vogliate permettere

a me, Coro, d’entrare in questa storia,

e di pregarvi qui, in veste di Prologo,

di ascoltar con benevola pazienza

il dramma che vi andiamo a presentare,

e con molta indulgenza giudicarlo.

 Il coro si scusa per aver avuto la presunzione di voler rappresentare questo evento così grande.

Chiedono allo spettatore quindi di usare al massimo la loro forza di immaginazione. Ed è per questo

che si chiama:" THE GLOBE"; con l'immaginazione del pubblico è possibile rappresentare il mondo.

 Non c'è un'unità di tempo e di luogo, bisogna tenerne conto.

TEATRO SHAKESPERIANO

 Vive in stretta simbiosi con il contesto performance-contesto storico-culturale. Al variare degli attori,

varia i personaggi.

 Parola-scrittura. Materia dinamica costitutiva(essere-non essere ecc.) del dramma CONDIVISA con lo

spettatore. Tutto concentrato sull'immaginazione scenica. Dialogo col pubblico attraverso opere.

 Personaggio parla non come un retore, ma come un POLITICO: i suoi discorsi sono di estrema attualità

per i suoi contemporanei.

https://www.youtube.com/watch?v=S0xRKsjQADs = Enrico V il film, Kenneth Brannagh.

MACBETH 1606

Nel 1603 muore Elisabetta I senza lasciare eredi. Le succede Giacomo I, figlio della decapitata Maria

Stuard. Ma nel regno fragile di Giacomo I avviene la congiura delle polveri, ordita da un gruppo di

cattolici. In questo periodo di subbuglio nazionale, Shakespeare scrive il Macbeth, che narra la

celebrazione del capostipite mitico della dinastia degli Stuard, Barque.

Scena I

Luogo aperto. Tuoni e lampi.

Entrano tre STREGHE.

1ª STREGA -Quando noi tre ci rivedremo ancora?

Con tuono, lampo o pioggia? Quando, allora?

2ª STREGA -Quando sarà finito il parapiglia,

e sarà vinta e persa la battaglia.

3ª STREGA -Sarà al calar del sole, questa sera.

1ª STREGA -E il luogo?

2ª STREGA - Alla brughiera.

3ª STREGA -Allora incontreremo Macbeth.

1ª STREGA -Vengo, Gattaccio.(1)

2ª STREGA - Ci chiama Ranocchio.(2)

3ª STREGA -Veniamo subito, in un batter d'occhio!

“Per noi il bello è brutto, il brutto è bello”

TUTTE E TRE -

fra la nebbia planiamo e l'aer fello.

(Svaniscono nell'aria)

 Questo Atto I sostituisce il prologo: non c'è un antefatto, ma un'indicazione degli eventi futuri.

 Non ci sono nell'Atto I informazioni sul luogo e sul tempo del dialogo avvenuto tra le streghe.

 Non ci sono dati antecedenti sulla famiglia Macbeth nè sappiamo nulla sul passato dei

protagonisti.

 Spazio semanticamente indeterminato, senza connotati scenografici.

 Macbeth e Banquo incontrano tre donne strane e con un'apparenza selvaggia, tali da ricordare

"creature di un altro mondo", che gli dicono il loro destino (Banquo non sarai re ma sarai

fortunato perché avrai progenie di re). Le tre figure sono tre streghe e ne è accertato: ("quando il

paraglia(o il ribollir)sarà finito")e poi anche il Ranocchio è un riferimento alle streghe. LE

STREGHE HANNO TUTTI I TRATTI CLASSICI E ESTRATTI DA DEMONOLOGIA DEL

MONARCA. LA STREGA QUINDI E' INEQUIVOCABILMENTE SONO QUELLE

PERSEGUITATE DA GIACOMO I. Ma ci sono connotati che non riguardano minimamente i

tratti classici (non agiscono il male ma inseminano il presente con germi del futuro=> un po'

come gli oracoli). Ma mai ricorre nell'opera la parola STREGA, ma Sorelle Fatali (riferimento

alle Parche ovidiane)

 Gli attori MASCHILI che interpetavano le streghe, nell'opere avrebbero interpretato

anche tre assassini.

 Alla seconda apparizione delle streghe c'è un riferimento alla "demonologia" di

Giacomo I ("veleggerò su un setaccio" è un riferimento al trattato del monarca che ne

parlava in questo modo).

 La nave non poteva andar perduta perchè era di Anna di Danimarca e c'è una

citazione esplicita al testo del sovrano.

 Le streghe parlano di "vittoria e sconfitta" della battaglia: la vittoria di Macbeth sul

campo avrà ripercussioni terribili.

 "Il bello è brutto e il brutto è bello" prima di "sprofondare" nella botola

scenografica."voliamo nella nebbia e nell'aria sporca".

 Intorno alle streghe si fa un discorso importante: viene presentato nei suoi aspetti

esteriori, ma nella sostanza poetica viene restituita a un mondo fantastico e

predemoniaco.

 Anche in "Romeo e Giulietta" Mercutio parla delle streghe ma "TACI MERCUTIO"

gli dice Romeo. Mercutio si rende conto dell'errore e dice di aver parlato di sogni: era

pericoloso nominare le streghe.

 Seconda apparizione delle streghe: "ché nessuno, che sia nato da donna,di far male a

Macbeth sarà capace". Le streghe sembrano tranquillizzare Macbeth, ma alla terza

apparizione "Come un leone sii superbo e fiero,e non curarti di chi morde il freno,né

di chi s'agita, di chi congiura.Macbeth non sarà vinto fino a quando di Birnam la

foresta non moverà verso il colle di Dùnsinane contro di lui." Macbeth vuole però

sapere se i figli di Banquo avranno veramente potere, le streghe lo zittiscono, scende

il calderone. suono di oboe "Mostratevi ai suoi occhi, ombre, venite, attristategli il

cuore, e poi sparite".

 Le streghe evocano e mostrano a Macbeth 8 spettri( scena di invenzione pienamente

shakesperiana, nessuna citazione quindi da Holinshed, da cui è tratto il personaggio di

Macbeth stesso) , corrispondenti agli 8 discendenti incoronati, e l'ottavo tiene uno

specchio che raffigura un uomo che detiene dublici GLOBI(=monarchie ereditarie

della Scozia e dell'Inghilterra), e scettri (Scozia, Inghilterra e Irlanda)= SI

RIFERISCE A GIACOMO I che era l'unico a detenere tutto questo potere.

 Esaltazione degli Stuardi.

 Banquo inizialmente si allea con Macbeth per sconfiggere Duncan, ma poi nell'opera

cambia idea(è discendente degli Stuardi). Allora Macbeth si allea con la moglie (non

è presente nelle storie di Raphael Holinshed, a cui il "Macbeth" è liberamente ispirato

cerca su wikipedia).

 Il senso della tragedia è quello di poter osservare il male in Macbeth.

CONGIURA DELLE POLVERI

 Nel 1604 si unisce un gruppo di congiurati cattolici contro il parlamento. Nel 5 novembre del

1605 avrebbero dovuto soverchiare la monarchia di Giacomo I (vedi altri appunti) e il

parlamento, facendoli saltare in aria con esplosivi. Erano capitanati da Guy Fawkes.

 La congiura fallì, e la ripercussione sui congiurati fu terribile. Ci fu un processo molto lungo

che riguardò tutti i congiurati più due gesuiti: padre Garrett si rifiutò di discolparsi, ammettendo

di essere venuto a conoscenza della congiura, ma in sede di confessione, non poteva riverlare

quello che era stato detto loro. La compagnia del Gesù (gesuiti) avevano introdotto la dottrina

dell'equivocazione nella quale veniva accusato il monarca di aver usato un potere a lui non

consono(quello spirituale): Vennero impiccati bruciati e smembrati: venne fatto una festa per

aver sventato l'attentato: la notte dei falò(bonfire night) è tutt'ora festeggiata in Inghilterra.

 L'ascesa monarchica di Giacomo I avevano fatto unire la corona di Scozia a quella inglese.

Giacomo I era di origine cattolica ma educato nella chiesa presbiteriana(fortemente radicato in

Scozia): è un uomo che tollera le altri religioni cristiane. Era un sovrano colto, autore di sonetti.

VENNE TRADOTTA IN LINGUA INGLESE LA BIBBIA, commissionata dal sovrano. Giacomo I

era un patito del teatro e amava Shakespeare, l'incoronò con la patente di kingsmen(uomini del re).

 Ma Giacomo I era corrotto, non troppo abile nelle vicende politico-economiche, non un grande

amministratore del regno.

 GIACOMO I CREDEVA ALLA REALTÀ DEL RAPPORTO TRA IL DIAVOLO E LE

STREGHE. INTRODUCE IL ROGO DELLE STREGHE (1607). Prima venivano impiccate

con meno frequenza e non bruciate.

 Sir Reginald Scot (The Discoverie of Witchcraft) fa della stregoneria un'analisi precocemente

antropologica, scrivendone che è il proseguimento di miti celtici e la sua riaffermazione. Folletti

sono demoni, i cerchi nel grano sono premonitori.

 Shakespeare si ispira a lui (senza mai citarlo direttamente però) ne "Il Sogno di

Una Notte di Mezz'estate" e nel finale delle "Allegri Comari di Windsor", ma

anche in "Giulietta e Romeo": IL MONOLOGO DELLA REGINA MAB è un

discorso intorno alle credenze delle fate.

 Sir Reginald Scot muore nel 1599 e nel 1603 Giacomo I ne fa bruciare tutte le copie dei suoi

libri. Giacomo I nella "demonologia" scrive esattamente l'opposto di Scot: il tutto è l'atto

diabolico in pieno corso. La malvagità di Lady Macbeth

 Lady Macbeth è inventata da Shakespeare, non presente nelle storie di Holinshed. Questo

personaggio ha carattere finalistico: è usato come evidenziatore del male umano.

 Non esiste male preesistente: Macbeth inizialmente aveva vinto i traditori, era integerrimo e non

portatore di volontà maligna.

 Il tempo dominante del Macbeth è il futuro e la sua continua predizione.

 E' la moglie a saper per prima gli obiettivi di Macbeth, ed è per questo che contribuisce

all'assassinio di Banquo e del figlio.

 Il mandato fabulistico della Macbeth è quello di convincere il marito a delinquere.

 Lady Macbeth è l'apoteosi del Male, non c'è uno spiraglio di luce in lei.

 Lady Macbeth provoca il marito nel suo momento di indecisione(ndr. quando lascia la sala da

cena dove c'era la sua futura vittima) accusandolo di codardìa. Macbeth risponde che lui fa

quello che è degno di un uomo, e non si spinge oltre. Lady Macbeth lo provoca: "quale bestia

mi parlò di questo piano? quando osavi compierlo allora sì che eri un uomo". Macbeth cambia

pensiero:" e se dovessimo fallire?": Lady Macbeth è riuscita a convincerlo e gli traccia il piano.

 LADY MACBETH IMPAZZISCE, e nel suo sogno sonnambolico si capisce il perché. In

questo momento si vede tutta la fragilità della Macbeth, spogliata della sua cattiveria. La

debolezza più forte di tutte, la pazzia, ci fa compatire la sua situazione.

 Il "bussare" è un suono concreto, forte.

 Entra il portiere(interpretato da Richard Arnim), il suo monologo è comico (le sue battute fanno

ridere chi come il pubblico sapeva il contesto di queste stesse). Ma la battuta conclusiva è

poetica(apprezzata da Coleridge):

[...]

In verità, per essere l'inferno,

questo posto mi pare troppo freddo.

Basta di fare il diavolo-portiere!

Me l'aspettavo che avrei fatto entrare

uomini e donne d'ogni professione

che su un sentiero fiorito di primule

se ne van tutti all'eterno falò.

 Per professioni si intendevano le professioni di fede.

 Si riferisce allo scampato attentato di Giacomo I.

 Diventa un'OPERAZIONE DI MONTAGGIO(quasi filmico) DRAMMATICO, tramite

il solo testo.

Macbeth- Lady Macbeth

 Lady Macbeth è inventata da Shakespeare, non presente nelle storie di Holinshed. Questo

personaggio ha carattere finalistico: è usato come evidenziatore del male umano.

 Non esiste male preesistente: Macbeth inizialmente aveva vinto i traditori, era integerrimo e non

portatore di volontà maligna.

 Il tempo dominante del Macbeth è il futuro e la sua continua predizione.

 E' la moglie a saper per prima gli obiettivi di Macbeth, ed è per questo che contribuisce

all'assassinio di Banquo e del figlio.

 Il mandato fabulistico della Macbeth è quello di convincere il marito a delinquere.

 Lady Macbeth è l'apoteosi del Male, non c'è uno spiraglio di luce in lei.

 Lady Macbeth provoca il marito nel suo momento di indecisione(ndr. quando lascia la sala da

cena dove c'era la sua futura vittima) accusandolo di codardìa. Macbeth risponde che lui fa

quello che è degno di un uomo, e non si spinge oltre. Lady Macbeth lo provoca: "quale bestia

mi parlò di questo piano? quando osavi compierlo allora sì che eri un uomo". Macbeth cambia

pensiero:" e se dovessimo fallire?": Lady Macbeth è riuscita a convincerlo e gli traccia il piano.

 LADY MACBETH IMPAZZISCE, e nel suo sogno sonnambolico si capisce il perché. In

questo momento si vede tutta la fragilità della Macbeth, spogliandola della sua cattiveria. La

debolezza più forte di tutte, la pazzia, ci fa compatire la sua situazione.

 Il "bussare" è il suono concreto, forte.

Dramma Shakesperiano non corrisponde ai canoni del dramma moderno.

 Dramma moderno, secondo Szondi, la persona dell'autore è assente. In quello Shakesperiano

spesso prende parola, e ne denuncia la sua presenza attraverso il personale montaggio scenico,

che ci fa saltare da una situazione a un'altra.

 Teatro Shakesperiano vive della sua peculiarità di assenza di scenografia. Le scene pittoriche e

costruite.

 CONNESSIONE PSICHE-PAROLA=> Nel dramma moderno la forma principale è quella dei

dialoghi tra i personaggi. In quella di Shakespeare i dialoghi sono spesso frammentati, vale a

dire che uno dei due personaggi non ascolta l'interlocutore. L'attenzione del personaggio si

stacca dal contesto per precipitare in una serie di pulsazioni e pensieri interiori (finto dialogo)

.Esempio dialogo Banquo-Macbeth con quest'ultimo assorto e estraniato dalla conversazione.

Ma il dialogismo shakesperiano conosce la sua sospensione.

 Con Shakespeare il sovrano poteva rivedersi in certe scene (nel dialogo tra le streghe e nella

conversazione tra Macduff(futuro assassino di Macbeth), Malcolm e i baroni). Al centro del

Macbeth si salva Fleance, figlio di Banquo;il Macbeth si chiude con l'incoronazione di

Malcolm, figlio di Duncan. ATTO V SCENA I MACBETH

 Entra il medico e parla con la dama, che dice di aver visto Lady Macbeth in preda al

sonnambulismo. La Dama si rifiuta di dire quello che dice Lady Macbeth, "non avendo

testimoni che confermino le mie parole": quello che dice è talmente tremendo che rischia di

essere calunnioso nei confronti di Lady Macbeth, ci vorrebbero più testimoni per confermarlo.

Entra Lady Macbeth con il candeliere ( è notte):

 Lady Macbeth è completamente sonnambula. Non tollera il buio, vuole sempre la luce. Ha gli

occhi aperti, sbarrati, ma non vedono oltre il suo sonnambulismo. Si strofina le mani

nervosamente e continuativamente.

 Il medico ANNOTA quello che dice Lady Macbeth: piena analisi scientifica del

sonnambulismo di Lady Macbeth.

[...] LADY MACBETH - Via, maledetta macchia!... Via, ti dico!

Uno, due tocchi...Su, questo è il momento!

L'inferno è tenebroso....

Vergogna, mio signore, che vergogna!

Un soldato, e così pien di paura!

Ma che bisogno c'è d'aver paura

che lo si scopra, se non c'è nessuno

che può chiedere conto a noi potenti?

Però, chi mai avrebbe immaginato

che il vecchio avesse in corpo tanto sangue!...

[...] Ah, saran mai pulite queste mani?...

No, basta mio signore, basta, basta!

 Il medico e la dama stanno parlando nel tempo presente, Lady Macbeth parla in un tempo

diversi che il pubblico ricorda e riconosce. Ma aggiunge "Chi avrebbe mai detto che quel

vecchio avesse così tanto sangue".

 Non riesce a togliersi l'odore di sangue dalle mani=> tempo non più diacronico, ma

SINCRONICO: sempre uno stesso tempo che si ripete

 Il medico dice di non aver competenze per poter comprendere a pieno questo caso.

 Ma Lady Macbeth diventa inequivocabile :

Làvati le mani....

La vestaglia....Non esser così pallido....

Te l'ho già detto: Banquo è sotterrato,

e non può più levarsi dalla fossa.

[...] ciò che è fatto non può essere disfatto.

A letto, a letto, a letto!

Bussano giù alla porta. Andiamo a letto! (linguaggio riferito come a un bambino)

[...]  "Ha più bisogno del sacerdote che del medico" dice il medico stesso, raccomandando alla dama

di non parlare di questo fatto con nessuno.

DRAMMA DELLA MODERNITA' E DRAMMA MODERNO

 Il posizionamento del teatro tragico greco non è allineato alla posizione della poetica, ma

occupa una postazione differente.

 "La teoria del dramma moderno" di Szondi (1962 in Italia) è un testo importante che cambia la

visione del teatro.

 Il libro di Szondi pur parlando di rinnovamento formale del dramma, discute anche in merito a

categorie congrue in ambito letterario. Diverge quindi dalle avanguardie : es. per gli

avanguardisti non era importante l'opera conclusa, ma il processo di costruzione dell'opera

stessa( rilevanza della ricerca ). La ricerca indica un'alienazione dalla società, e piace alle

avanguardie(analizza).

 Szondi dà forte considerazione all'oggetto letterario formante.

 La scrittura del DRAMMA non viene messa in discussione.

 La messa in crisi del dramma non infirma la scrittura del dramma stesso, anzi!

Appunti su Szondi - Teoria del dramma moderno

Prima parte del libro parla di

 ARISTOTELE:"Il poeta non deve fare una tragedia come se fosse una composizione etica".

 Szondi divide teatro in tre generi:epico, drammatico, e storico(?)

 Tematiche (storie che vengono messi in scena e che comprendono i personaggi,

i valori e la conflittualità) che pertiene a tutti e tre i generi. Le tematiche sono

elementi storici, legati alle contingenze della composizione drammatica.

 le forme=> aristotelicamente sono atemporali, ma lui ne prende le distanze.

TRA FORME E CONTENUTO C'E' un continuo travaso ciclico: in questo

modo le categorie formali non sono atemporali, ma diventano storiche.

Il dramma ha diverse distinzioni si svolgimento. Il DRAMMA E'

SUSCETTIBILE DI CRISI.

Quando nasce l'idea di dramma che viene messa in crisi da queste

drammaturgie di svolta.

Individuata l'idea formale del dramma, individuiamo il dramma dell'800

L'idea di dramma di Szondi ha a che vedere con Aristotele, ma non con la tragedia greca, e neppure con

Shakespeare( in quanto più che drammaturgo, è un narratore, che fa un montaggio visivo e prende

spesso la parola vd. Enrico V monologo inziale tra gli appunti). Dramma Shakesperiano non ci

permettere di scindere l'idea di dramma.

Quando viene a prodursi l'idea del dramma della modernità?

 Nasce in corrispondenza della svolta antropologica determinata dalla cultura rinascimentale

europea => ANTROPOCENTRISMO rinascimentale.

 Ciò fa si che assieme all'uomo abbia ruolo fondamentale il dialogo, con il quale l'uomo si

esprime. IL DIALOGO diventa strumento formale del dramma, che è una connessione di

dialoghi e uno sviluppo dei rapporti dialogici.

 Prende da modello la scena teatrale classica francese, liason de scene: le scene si

sviluppano slegate l'una dall'altra/ in Shakespeare chiaramente le scene erano

spezzate e montate.

 DRAMMA MODERNO vive di dialoghi e vive nel PRESENTE (è un tipo di teatro già

sviluppato nel mondo borghese dell'800).

 Le idee formali sono anch'esse vive interne alla storia, la cultura e le posizioni dell'individuo

cambiano profondamente l'idea di dramma(anch'essa storica).

Tentativi di salvataggio della forma drammatica

 Tre tentativi:

1. Naturalismo=> Comporta a un nuovo confronto tra realtà drammatiche e contenuti

epici. Protagonista fondamentale dell'opera non è tanto il singolo artista, ma

l'ambiente sociale (familiare,lavorativo ..), in quanto il naturalismo stesso individua

come propria poetica fondante la capacità di analizzare gli elementi naturale come

indotti dall'ambiente.

 Affinché il narratore possa esprimere il proprio punto di vista si deve

rappresentare estraneo rispetto all'ambiente stesso.

 Inquadratura filmica oggettivazione di un principio di natura epica.

 Ambiente indipendenti dal personaggi.

2. Dramma di Conversazione=> vedi altri appunti. teatro di Beckett, secondo Szondi,

estensione del dramma di conversazione.

3. L'Atto Unico

 L'atto unico non parte da una situazione, ma E' UNA SITUAZIONE.

La drammaturgia in un atto è interna a una solo situazione, e questo

modifica radicalmente le funzioni drammaturgiche:

 " L'atto unico non è un dramma di proporzioni ridotte, ma una parte

che diventa il tutto, ciò significa che condivide col dramma la

situazione ma non l'azione."Szondi

 Nel caso di Strindberg le sue drammaturgie a stazione permettono la

formazione di una serie di personaggi simbolici, rappresentanti le

facce interiori dell'autore stesso.

 L'atto unico accentua il valore della situazione che diventa un

contesto che conferisce alle parole un'impressionante significato,

privando però ai personaggi la possibilità di agire e di determinare

azioni. La catastrofe è inevitabile (vd. l'uomo dal fiore in bocca).

 La Casa di Bernarda Alba di G. Garcia Lorca (autore assassinato a seguito forse di

un comando da Franco). Interessa molto a Szondi.

Costrizione spaziale=> Personaggi in spazio talmente ristretto che è inevitabile

dialogo, che diventa necessità indotta, rispetto alla quale i personaggi cercano di

ribellarsi. Per Szondi non si è mai verificato un tale odio del personaggio nei

confronti del dialogo. IBSEN

 Ibsen fu il primo ad analizzare il periodo del presente nel teatro. In Ibsen centralità assoluta e

forte del passato contro il presente drammatico; NON C'E' passato che si sviluppa nel presente,

ma è il presente che si sfilaccia e ci mostra il passato.

 Szondi cita Schiller 2 ottobre 1797: nell'edipo re l'azione drammatica ha già avuto luogo e cade

nell'azione drammatica. Ma nel momento in cui i dati del passato vengono gradualmente

acquisiti dal presente, quest'ultimo ne rimane modificato totalmente. Nella drammaturgia di

Ibsen non avviene ciò: l'azione drammatica non viene modificata dalle azioni del passato, che

quindi non si attualizza.

 Prende come esempio "Giangabriele Borkman"

Moglie e marito vivono in due piani diversi della stessa casa e non si incontrano da

tanto tempo.

 Borkman è un pastore che si era reso colpevole 8 anni prima di ogni crimine. Ma la

tragedia non si focalizza su un passato che ritorna e agisce sul presente, ma su un

presente che svela un passato sincronico, di cui il dialogo si fa portatore. Un passato

che rimane fisso e irreparabile(..)

 In Ibsen prevale la didascalia che non è neutra, è l'interpretazione "registica"(termine

improprio). In Shakespeare le didascalia hanno per oggetto ciò che avviene e basta,

ne rimane distaccata.

 Ibsen primo drammaturgo in assoluto che mette in scena una madre che lascia una

casa e i propri figli ("casa di bambola").

 Ibsen non si limita a indicare gli spostamenti nello spazio degli attori, ma dettaglia

anche le intonazioni della voce, l'espressioni mimiche e l'intento (stupore,freddezza

ostilità ecc.) come oggetto di rappresentazione attoriale.L'attore dispensa quindi dei

segni performativi che delineano il personaggio, sia nella sua individualità(che

cambia la gestione dell'intreccio drammaturgico), che nella sua interiorità. Quello

che non è presente è assolutamente determinante=> CENTRALITA'

DELL'ALTROVE.

 La preponderanza del soggettivo rispetto all'oggettivo ancora una volta non implica

il superamento della scrittura.

 Linguaggio chiarissimo e semanticamente impostato, che parla però di confusioni

identitarie.

 Ibsen è stato direttore di due teatri (Bergen,Christiana)..

Cechov

 In Cechov il passato è luogo di nostalgia e il futuro luogo di utopia, a sfavore della completezza

di senso del presente. Andrej vorrebbe essere a Mosca perché non conoscerebbe nessuno e non

parlerebbe; dove vive, invece parla con conoscenti troppo spesso e svaluta il valore della sua

parola.

 In Cechov meccanismo drammaturgico invalida idea stessa di dialogo.

 In Cechov struttura drammatica capovolta e affermata grazie a dialoghi che svalutano i dialoghi

stessi.

 (In Ibsen concatenazione rigorosa di dialoghi che impedisce alle forze agenti di aver

luogo(intreccio non è più veicolo di vicende). )

 In generale questi drammaturghi fanno riferimento a un mondo attoriale=> le loro

drammaturgie rispondono a esigenze di una necessità comune => dialogo indispensabile per

diventare comprensibile per tutti (non comprensibilissimo)

Vengono presi casi umanamente estremi, che fuoriescono dai dogmi e le consuetudini nel mondo

teatrale(leggere Enrico V, e il Giardino dei ciliegi). Vengono quindi capovolte e superate le regole di

verosomiglianza.

Il Giardino dei Ciliegi-Cechov

"Il giardino dei ciliegi" uno degli ultimi testi drammatici di Cechov, morto di lì a poco. Testo in parte

enigmatico e in parte confessionale/autobiografico. Per Cechov è un tornare alla propria infanzia e del

tracollo economico della famiglia Cechov.

Storia corpuscolare che unisce particolari distanti agli occhi del suo regista: Stanislavskij.

Tra Cechov e Stanislavskij confronti furibondi: il primo voleva che fosse un'opera comica e farsosa,

ma il secondo ne fece una tragedia.

A Parigi Juba ritorna ai giardini dei Ciliegi perché ha finito i soldi. Per salvare la situazione un ricco

commerciante le consiglia di parcellizzare la proprietà e di farne tante villette a schiera.

Già a partire dall'incipit dell'opera ci vengono date un sacco di informazioni sulla trama nel giro di

pochi minuti. Scopriamo che Opakin aveva un passato servile da Juba e che Juba stessa l'aveva

rincuorato quando stava male. I ciliegi sono in fiore ma ricoperti di brina.

Il maggiordomo è "sordo" e quando parla, nessuno lo ascolta=> elemento fondamentale per

comprendere il dialogo cechoviano. Il maggiordomo esempio fortissimo di tempo sincronico. Impreca

e impreca, ma contro cosa? contro il presente: dopo il 1860, e quindi dopo l'abolizione della schiavitù,

è peggiorata- secondo lui -la situazione in quanto non c'è più subordinanza servo-padrone.

Il finale vede il maggiordomo solo, dentro la casa.

Specularità passato-futuro caratteristica forte di questa drammaturgia che individua nel personaggio il

momento di evidenziazione del vissuto, che non è narrato, ma tra le righe del dialogo del dramma.

HENRIK IBSEN (1828-1906)

 Norvegese.

 Ibsen fu il primo ad analizzare il periodo del presente nel teatro. In Ibsen centralità assoluta e

forte del passato contro il presente drammatico; NON C'E' passato che si sviluppi nel presente,

ma è il presente che si sfilaccia e ci mostra il passato.

 Szondi cita Schiller 2 ottobre 1797: ne "L'Edipo Re" nel momento in cui i dati del passato

vengono gradualmente acquisiti dal presente, quest'ultimo ne rimane modificato totalmente.

Nella drammaturgia di Ibsen non avviene ciò: l'azione drammatica non viene modificata dalle

azioni del passato, che quindi non si attualizza.

 Prende come esempio "Giangabriele Borkman"

Moglie e marito vivono in due piani diversi della stessa casa e non si incontrano da

tanto tempo.

 Borkman è un pastore che si era reso colpevole 8 anni prima di qualche crimine. Ma

la tragedia non si focalizza su un passato che ritorna e agisce sul presente, ma su un

presente che svela un passato sincronico, di cui il dialogo si fa portatore. Un passato

che rimane fisso e irreparabile(..)

 In Ibsen prevale la didascalia che non è neutra. In Shakespeare invece le didascalie

avevano per oggetto ciò che avviene e basta.

 Ibsen primo drammaturgo in assoluto che mette in scena una madre che lascia casa e

figli ("casa di bambola").

 Ibsen non si limita a indicare gli spostamenti nello spazio degli attori, ma dettaglia

anche le intonazioni della voce, l'espressioni mimiche e l'intento (stupore,freddezza

ostilità ecc.) come oggetto di rappresentazione attoriale.L'attore dispensa quindi dei

segni performativi che delineano il personaggio, sia nella sua individualità(che

cambia la gestione dell'intreccio drammaturgico), che nella sua interiorità. Quello

che non è presente è assolutamente determinante=> CENTRALITA'

DELL'ALTROVE.

 La preponderanza del soggettivo rispetto all'oggettivo ancora una volta non implica

il superamento della scrittura.

 Linguaggio chiarissimo e semanticamente impostato, che parla però di confusioni

identitarie.

 Ibsen è stato direttore di due teatri (Bergen,Christiana)

 In Norvegia, Ibsen , doveva svolgere il compito di drammaturg che consisteva

nello scegliere i testi della compagnia e riadattarli, anche di fronte ai singoli

attori. Le compagnie teatrali nel Nord erano sempre fisse.

 La competenza di Ibsen si fonda sulla conoscenza ampia e diretta del maggior

numero di opere contemporanee e anche sulla sua abilità di adattamento,

aggiungendo anche tradizioni norvegesi (nel caso del teatro di Bergen) e ai modelli

della drammaturgia francese(nel caso di Christiana).

 Intorno al 1850 Parigi era il fulcro artistico europeo anche per

quanto riguarda repertori teatrali. IBSEN è fortemente ispirato

dalla drammaturgia francese.

 TEATRO DI CONVERSAZIONE: ha al proprio centro il

dialogo. Secondo Szondi il dramma di conversazione conserva

in sè l'idea di dramma, ridotta però alla sua PARODIA.

Nasconde così quella che è la sua vera natura. Il dialogo non

avrebbe luogo ad essere, lascia uno spazio vuoto, che viene

riempito da un continuo conversare su temi d'attualità(diritto

alle donne, socialismo, divorzio ecc.). Così facendo però si

parla solo di realtà esterne, e le dinamiche di conversazioni non

ci legano, mentre il dialogo drammatico è FONDAMENTALE

e rigoroso, perchè porta a conseguenze.

 Ibsen relativizza l'identità dei personaggi nel loro presente.

 Gli spettri sono fondamentali: per spettri si intendono le persone, che sono rese

fantasmi dal proprio rapporto col passato (a volte rovinati dalle malattie congenite

del padre vd. "gli spettri" dovuta alla vita irrisoluta del padre).

 Ambienti della borghesia come quelli del teatro di conversazione francese.

Quest'ultimo però ha come elemento centrale i temi di tradimenti borghesi, a volte

con risvolti comici.

 Il personaggio perde autonomia nel presente per un passato ormai troppo forte.

Entra in un dialogo con la morte, in quanto non hanno presente e la loro fine

drammatica è l'inevitabile morte. I personaggi son già condannati.

 Dimensione etica=> La colpa compiuta non si dissolve nel tempo e comporta ad

una incarcerazione nella propria vita. La società ha ormai emesso il suo verdetto.


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DETTAGLI
Esame: Drammaturgia
Corso di laurea: Corso di laurea in dams (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo)
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher erbosifernandorock di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Drammaturgia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Guccini Gerardo.

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