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Storia dell'architettura 2014/15

Jacques Germain Soufflot e la chiesa di Saint Genevieve, Parigi

Nasce come chiesa per la patrona di Parigi per volere di Luigi XV. La chiesa dà la possibilità di addentrarsi nelle tematiche architettoniche neoclassiche. Il neoclassicismo ricerca uno stile esemplare sia estetico che funzionale. La Chiesa è dotata di un grande portico corinzio nella facciata, cupola con tamburo circondato da colonne libere, ha una pianta a croce greca che è una grande novità per l'epoca visto che dopo San Pietro non ne vengono più fatte.

Il richiamo è diretto al Tempio antico nella facciata; pronao, croce greca e cupola sono elementi che cercano di richiamare il classicismo. Le colonne libere sono anche una novità in quanto Soufflot insiste su colonne libere architravate anche all'interno, intende giungere al massimo della leggerezza degli elementi portanti, era contrario invece all'architettura plastica. Insomma, insiste sullo svuotamento della massa murale, vuole assottigliare il più possibile pur mantenendo inalterata la monumentalità classica.

Soufflot dedica parte della fine della sua vita a questo cantiere durato più di vent'anni. Era di origine borgognona, studia a Lione all'Accademia. Grande fortuna avrà l'incontro con il marchese di Merigny che lo sceglie come accompagnatore in una serie di viaggi anche in Italia, tra cui Ercolano. Nel 1755 diviene sovrintendente delle fabbriche di Parigi. L'edificio verrà definito come caratteristico dell'ideale greco e gotico da M. de Brebion (1780), confermando la leggerezza di costruzione delle chiese gotiche e l’eleganza dell'architettura greca.

Il termine architettura significa arte di edificare e Soufflot sarà il primo a parlare di scienze di costruzioni e studio ingegneristico quando questo ancora non era nato. Le origini del razionalismo strutturale sono da ricondurre in Francia. Claude Perrault nel 1673 scrive la prima traduzione in Francia di Vitruvio inoltre progetta la facciata del Louvre tra il 1667 e il 1670 attraverso una serie di colonnati liberi. Scrive il libretto sui cinque ordini delle colonne con una distinzione tra:

  • Bellezza positiva: deriva dal materiale e dalla tecnica
  • Bellezza arbitraria: deriva dallo stile, ordine e modello architettonico.

Qui ci sono le basi dell'architettura razionale strutturale. Importante è anche Jean Louis de Cordemas che cita per la prima volta in un trattato la chiarezza costruttiva del gotico affermando che occorre semplificare attraverso le forme, gli ordini, la disposizione, che è ciò che fa di un edificio una buona architettura. Nel 1753 viene scritto il saggio sull'architettura da Marc Antoine Laugier (1713-69), nel frontespizio si vede una capanna rustica che rappresenta ciò che è importante all'interno dell'architettura. Questo è il modello della magnificenza classica.

Secondo Summerson, infatti, l'architettura antica deriva dalle epoche più primitive della storia dell'uomo. Anche in Italia nascono i primi pensatori come per esempio Carlo Lodoli (1690-1761), si tratta di un francescano che non lascia molti scritti ma anche lui è concorde nel funzionalismo e nella rivoluzione delle forme, nella leggerezza per la riforma dell’architettura. Laugier parla nel suo trattato di edifici ideali e ci fa pensare proprio alla chiesa di San Geneviève. Numerosi furono i progetti per la Chiesa e le critiche della tradizione che contestavano la troppa leggerezza. Il progetto del 1756 aveva una cupola più tradizionale e una interna più piccola; nel 1764 fu resa più pura e geometrica e in epoca rivoluzionaria Jean-Baptiste Rondelet eliminò la lanterna, i piccoli campanili, ingrandì il portico e rinforzò i quattro pilastri centrali, infine eliminò le finestre che invece Soufflot aveva inserito per creare un'analogia con le strutture gotiche. Con queste modifiche viene trasformata la chiesa in Pantheon.

Le strutture vengono irrobustite con acciaio per legare tra di loro le pietre per una maggiore stabilità. Ad approvare questo progetto sarà Quetremere de Quincy che è lo stesso a volere la trasformazione in Pantheon. La cupola si imposta a 32 m ed è dotata di una serie di calotte, una calotta tripla, sono tutte in muratura, quella esterna è rivestita in lastre di piombo e con tutta la lanterna giunge a quasi 65 m. È presente un grande loculo centrale, la cupola interna è in sezione parabolica che scarica il peso sul tamburo mentre invece la cupola esterna poggia direttamente sul tamburo. Il sistema è totalmente nuovo con la sapienza costruttiva sulla base delle costruzioni gotiche. Vengono costruite anche macchine dai progettisti per testare la resistenza delle pietre, nelle memorie di Rondelet sono elencati tutti mezzi utilizzati per la costruzione, quindi possiamo affermare che la chiesa di Saint Geneviève è una struttura in pietra armata.

Gli ingegneri reali e la Ecole Polytechnique

Gli ingegneri reali idearono la macchina per la costruzione della chiesa, rivisitata poi da Soufflot. Nel 1794, in epoca rivoluzionaria, nacque la prima scuola politecnica (Ecole Polytechnique), dove la formazione teorica era affiancata dalla formazione pratica. I direttori furono Lazare Carnot e Gaspard Monge mentre Rondelet fu amministratore. La scuola fu sfruttata anche in epoca napoleonica, durante questo periodo l’Accademia attraversò un periodo di crisi. Gli aggiornamenti del sapere tecnico erano basati su:

  • Tipologie edilizie
  • Tecniche costruttive
  • Calcolo strutturale
  • Reti infrastrutturali

Lo strumento di studio era il manuale, considerato non un trattato pratico ma un repertorio di soluzioni pratiche. Le sezioni specializzate miravano a una formazione solida su basi scientifiche in ponti e strade, genio civile e marittimo e miniere. Il corso di disegno di architettura iniziò nel 1798 con Jean Louis Durand. Rondelet dal 1802 cercò di comporre un trattato formato da 10 libri dove affermava l’importanza delle leggi edilizie, secondo cui l’architettura non è fantasia, parla delle costruzioni degli elementi, costruzioni in ferro (come le cupole in ferro e vetro).

Lui stesso partecipò alla costruzione di una cupola, oggi sede della borsa, in ferro e materiale pressato utilizzato in quel tempo. A lavorare con lui è anche Jean Francois Blondel, teorico e collaboratore dell’Encyclopedie. Blondel cercò di aprire uno studio di materiali e inoltre un’istituzione accademica di corsi scientifici. Sarà lui il riformatore del Grand Prix. Tra i modelli che possiamo ricondurre alla chiesa di Saint Genevieve ricordiamo:

  • Il progetto per la chiesa della Maddalena di Boullée
  • Jean Francois-Threse Chalgrin St. Philippe du Roule, Parigi 1768-84.

La chiesa di Saint Genevieve è caratterizzata da forme pure e grandiosità solenne. Oggi abbiamo numerosi progetti di Boullée, per lui l’architettura è l’arte del pensiero e dell’ispirazione come possiamo evincere dal progetto per la biblioteca nazionale del 1785, inoltre considera la costruzione un procedimento tecnico. Etienne-Louis Boullée (1728-1799) fu docente all’Ecole Nationale des Pont et Chaussées, membro dell’Accadémie d’architecture.

Boullée e il cenotafio in onore di Newton

Di Boullée ricordiamo: Progetto di un cenotafio in onore di Newton 1790:

  • Sfera cava, la cui forma richiama il cosmo
  • Progettata non sottocommissione
  • Quando fuori è giorno dentro il cenotafio e notte e viceversa.

Jean Nicolas Louis Durand (1760-1834) fu allievo di Boullée, professore dell’Accademia e all’Ecole Polytechnique. Ammira la semplificazione tecnica, geometrica al fine di standardizzare il progetto. Il metodo grafico da seguire per ogni tipologia di edificio è:

  • Incrocio di assi ortogonali
  • Suddivisioni modulari
  • Collegamenti tra le pareti

Vuole creare uno schema d’azione per il suo progetto, educò una generazione di progettisti per i quali il repertorio classico è da guardare con disincanto. Attraverso la modularità e la diffusione del ferro si anticipò il concetto di prefabbricazione, questi erano percorsi da seguire per la costruzione di qualsiasi progetto.

Karl Friedrich Schinkel e l'Altes Museum, Berlino

Tra gli edifici realizzati con diverse combinazioni orizzontali e verticali partendo dal quadrato si ricordano:

Karl Friedrich Schinkel (1781-1841), Altes Museum, Berlino 1823-30. Schinkel accolse soluzioni sempre diverse. Viaggiò molto in Italia e Magna Grecia, realizzando anche degli acquarelli nel soggiorno romano tra il 1803-04. La sua formazione avviene a Berlino nel 1794, con David Gilly e il giovane Friedrich Gilly morto nel 1800. Tra il 1804 e 1806 il viaggio in Francia gli permette di seguire i corsi di Durand a Parigi. Tra il 1806-15 avviene l’occupazione napoleonica di Berlino e durante la guerra si dedicò alla pittura e scenografia. Nel 1810, Humbolt lo chiamò al dipartimento dei lavori pubblici e si legò ai fratelli Schlegel, dove lavorò per 30 anni in:

  • Progetti per edifici pubblici e sistemazione urbana
  • Progetti privati per famiglie reali
  • Insegnamento accademico
  • Pubblicazione dei suoi progetti
  • Pittura

Nel 1817 Schinkel riordinò i musei statali, sviluppò un museo moderno organizzato didatticamente, si ispirò al metodo progettuale geometrico e razionale di Durand. Il primo progetto dell’Altes Museum risale al 1823, visitò il British Museum per ispirarsi, realizzò un lungo colonnato ionico senza frontone, nel museo è presente una grande scalinata, la cupola della rotonda centrale è racchiusa in un grande volume quadrato (correttezza tipologica), il nuovo modello architettonico è il museo Moderno.

Ricordiamo inoltre:

  • Francesco Algarotti nel 1742 progetta un nuovo museo pubblico a Dresda, per Augusto III di Sassonia.
  • Boullée 1783 progettò per un museo il tempio della fama.
  • Durand progettò il Museo Prècis Des Lecons D’architecture.

Schinkel pubblicò un libro illustrato con dei progetti tra cui disegni dell’Altes Museum. Il modello lo si può rinvenire in:

  1. Stoà di Attalo, Atene II sec
  2. Stoà di Mileto V sec a.C.
  3. Stoà di Olimpia

Schinkel tiene sempre in considerazione il rapporto tra l’edificio progettato e l’ambiente esterno. Da qui nacque la sensibilità pittorica; per esempio, dal vestibolo è possibile vedere l’esterno.

La rotonda dell'Altes Museum

La rotonda è il fulcro dell’Altes Museum, dove vengono raccolte tutte le opere statuarie, si tratta di un museo esemplare per la semplicità dei percorsi e per il progetto architettonico inserito nel contesto urbano. Schinkel realizza una serie di opere a Berlino, dal Congresso di Vienna fino al periodo napoleonico.

Tra i primi edifici ricordiamo:

  • Neue Wache 1816-18 casello di guardia, è costruzione molto semplice ma subito si rivela la praticità di Schinkel all’architettura, rivestimento in pietra ma costruito in laterizio, senza sfoggio di grandi marmi, utilizza un ordine dorico molto severo, lo ionico era poco conosciuto archeologicamente parlando, il casello ha un aspetto fortificato, le superfici sono lisce non vi è nessuna apertura sul fianco. L’interno è caratterizzato da una grande salone, oggi è un memoriale, vi era un accesso doppio.
  • Schauspielhause Berlino 1818-21 insiste sull’aspetto neoclassico dorico per la facciata, viene usato un sistema trabeato molto lineare, sala organizzata con palchi e platea (stesso schema della scala) l’organizzazione è lineare, vi è un seminterrato che all’esterno si traduce in un podio, all’interno conteneva una serie di attrezzature necessarie. Si ispira alle teorie di Durand. Insiste sui fianchi, sul sistema trabeato, con il minimo della decorazione, inserisce una serie di vetrate.
  • Bauakademie Berlino 1831-36 sede della scuola di architettura da lui fondata, vi risiede per alcuni anni della sua vita. Anche in questo caso troviamo una grande semplicità e chiarezza del sistema architettonico. Schinkel aveva compiuto un viaggio in Inghilterra e resta colpito nelle periferie delle città inglesi dalle architetture di fabbrica, lo stesso afferma che erano brutte ma molto efficaci. Utilizzò dei materiali in cotto. Si tratta di un blocco isolato con cortile centrale, è una struttura modulare, vi erano grandi finestre per le aule di studio mentre nelle parti superiori vi erano gli uffici che non necessitavano di molta luce, utilizza travi in ferro e voltine ad arco ribassato. Ebbe una storia molto tormentata, demolita dopo i bombardamenti della II guerra mondiale, lasciando il posto al ministero. Oggi è stata ricostruita una parte dell’edificio ed è in corso una raccolta fondi per la ricostruzione come il castello che era vicino. Il portale principale è l’unica parte decorata, dove vi sono rilievi in cotto ispirato alla storia dell’architettura, vi sono le personificazioni dell’ordine dorico e corinzio.

Schinkel ci lascia molti appunti del suo viaggio in Inghilterra nel 1826, per aggiornarsi attraverso la costruzione del British Museum, restando invece affascinato dall’architettura industriale. Tra cui gli edifici multipiano a Manchester, parametri murali in mattoni e interni dello stabilimento tessile Stanley. Capisce l’importanza della commissione statale per delle costruzioni industriali che portano molto lavoro.

Nella residenza di uno dei principi ereditari degli anni 1830, di Federico Guglielmo III, residenza urbana, dove realizza una scala importante riducendo però i pilastri e assottigliando le colonne, questo è uno degli esempi più signorili dell’utilizzo del ferro, quindi utilizzo del materiale industriale per edifici pubblici.

Schlossebruke ponte, dove utilizza la balaustra in ferro forgiato. Tra gli architetti contemporanei di Schinkel ricordiamo anche Friedrich Gilly (1772-1800) fautore di Schinkel, lavorava insieme al padre, in un atelier con il padre dove poi viene accolto anche Schinkel. F. Gilly muore molto giovane ma ci restano molti progetti tra cui il progetto per un mausoleo a Federico il Grande sulla Leipzingerpaltz Berlino 1797-99. Ci restano inoltre molto progetti di mausoleo del medesimo periodo e disegni del viaggio a Parigi.

Ricordiamo inoltre l’architetto Leo von Klenze (1784-) tra le opere: Walhalla, presso Ratisbona (1816-42) è una specie di Pantheon germanico, legato anche al progetto di Gilly e a opere classiche greche. È un’opera potente ma anche sintetica, è costruita vicino le rive del Danubio, risente del fare di Boullée, con superfici lineari e contrasti. L’interno vi è un’attenzione alla policromia, propriamente 800esca quasi ecclettica con un lucernario centrale. Leo von Klenze fu inviato ad Atene sotto il re Ottone I di Baviera, numerosi spedizioni si buttarono alla scoperta della Grecia, von Klenze era anche un bravo pittore, infatti ci ha lasciato alcune opere, perché voleva costruire un castello/palazzo per il re di Baviera vicino all’acropoli sul modello classico, di questo ci resta il progetto.

Tra i progetti di von Klenze:

  • Glipsoteca, Monaco, 1816-30, costruita per ospitare alcuni marmi giunti in Baviera, esterno con ordine dorico, interno più policromo.
  • Propilei, Monaco 1846-62 per la piazza reale di Monaco.

Il concetto di pittoresco

Pittoresco è un termine che nasce in Inghilterra. A poco a poco cambia la concezione della natura, in relazione all’architettura. Schinkel era anche un disegnatore/pittore. Per qualche tempo fa anche lo scenografo, si ricorda la scenografia per il flauto magico. Realizza opere per il castello orientale con un forte gusto esotico.

Tale gusto naturalistico si rivela anche in Schloss Charlottenhof, Potsdam 1826-27, l’edificio è strettamente connesso con il suo giardino, l’ingresso è classico ma la vegetazione è la protagonista. All’interno dell’edificio vi era la casa del giardiniere, il padiglione del Tè e terme (1829-40). Le costruzioni sembrano delle architetture rustiche, lo stesso afferma di essersi ispirato ai casali rustici toscani, soprattutto nelle torrette, pergolato, finestrelle. Negli Stati Uniti si diffonde un manuale per i piccoli cottage di Downing, definita architettura pittoresca, non vi è simmetria, assialità e si accosta ad alcune costruzioni di Schinkel. Secondo Watkin il pittoresco ha detronizzato l’architettura. Si tratta l’architettura come un paesaggio, facendo prevalere valori emozionali su quelli razionali, minando il potere normativo del classicismo. Cambieranno aspetto architetture e parchi, la vegetazione e l’architettura devono essere naturali.

Le fonti del pittoresco si riscontrano in Alexander Cozens, Uvedale Price (costruttori di paesaggi che scrissero degli elementi che li ispiravano) e Claude Lorrain con i suoi quadri. Si comincia a guardare il classicismo non più di norme ma di emozioni. Schinkel fu molto sensibile alla doppia visione dell’architettura, accademica e pittoresca, Schinkel amava i modelli medievali ricordiamo città medievale sul fiume 1813 Monaco. All’interno della chiesa votiva di Berlino, Werderschekirche 1826-1830, nel progetto vi erano caratteristiche classiche, medievali e rinascimentali anche se alla fine optò per quello rinascimentale. Ricordiamo anche il castello di Babelsberg Potsdam 1833-35 dove tutti gli spazi sono differenti, da questi esempi si evince uno stile ecclettico e vario, aperto nel paesaggio.

Anche in un piccolo mausoleo per Maria Luisa di Prussia 1810 realizza 2 progetti con 2 stili differenti. Anche nella città l’idea del pittoresco viene sviluppata, ricordiamo la veduta prospettica degli edifici del Packhof dallo Schlossebruke, il disegno urbano deve ordinare la varietà dei tipi edilizi, ci deve essere una gerarchia nei valori di fruizione degli edifici, e percezione armonica del cosmo.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vanderwoodsen di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Colombo Cecilia.
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