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Il mondo greco

Il mondo greco non era rappresentato solo dalla Grecia, ma da tutto il territorio balcanico e le coste occidentali dell’Asia, la Grecia Ionica. Questo era un territorio prevalentemente montuoso, con promontori che si addentrano nel mare. Al mondo greco si aggiungeva anche l’arcipelago che si trovava nel Mediterraneo orientale, la cui isola più grande è Creta. Creta rappresenta un collegamento tra l’Europa e l’Asia e rappresentava la conclusione orientale, il confine dell’arcipelago e del Mar Egeo. Creta crea un ponte anche con l’Africa. Fa parte del mondo greco anche la colonia di Cirene che si trova in Africa. Sempre per motivi di colonizzazione il mondo greco insediava anche i territori dell’Italia Meridionale, uno dei più antichi è Ischia. Quindi c’era una volontà di allargare il dominio. Il mondo greco è un territorio che va al di là della Grecia come la intendiamo noi oggi. I greci navigavano sempre nel Mediterraneo perché temevano di passare lo stretto di Gibilterra, in quanto non sapevano cosa c’era oltre le colonne d’Ercole.

Le origini dei greci

Ci sono stati dei flussi migratori di popolazioni indoeuropee che si riproducono tra il III e il II millennio a.C. Queste ondate migratorie provenivano dalle steppe del nord-est. Si differenziano quindi delle aree. Abbiamo il ceppo indoeuropeo che sono i popoli provenienti dall’est e dall’ovest e il ceppo semitico, che sono i popoli provenienti dal nord e dal sud. Da questi flussi migratori rimangono escluse le isole, restano a margine. Questo spiega perché la civiltà primordiale del mondo greco si sviluppa proprio nelle isole, in particolare a Creta, che era l’isola più grande e dove si sviluppava un certo tipo di organizzazione sociale. Qui si diffonde la civiltà minoica, nome che deriva dal mitico re Minosse, re di Cnosso, che viveva in un palazzo che era una specie di labirinto, dove c’era la presenza del minotauro, un essere mostruoso metà uomo e metà toro.

  • Quella elladica;
  • Quella cicladica;
  • Quella minoica.

Isola di Creta

A Creta, alla fine del III millennio, si sviluppa una vera e propria civiltà, verso la fine del 2000 a.C. circa. Creta è una lingua di terra stretta ed allungata da est ad ovest, e intorno ci sono tutta una serie di isole. È un territorio limitato nella sua estensione ed è caratterizzato dalla presenza di montagne e colline, ad esempio abbiamo il monte Ida e l’Olimpo, il monte degli dei. Gli dei abitavano sulle cime delle montagne perché questi erano i luoghi dove la crosta terrestre si elevava maggiormente, quindi rappresentavano una sorta di collegamento tra il mondo umano e quello divino.

Poche sono le aree pianeggianti che si concentrano lungo le vallate e i fiumi. Un altro elemento importante è la conformazione delle coste: quella settentrionale si apre verso il mar Egeo con profonde insenature, questo favorisce l’attività della pesca; mentre quella meridionale è più lineare, con meno insenature, e si apre verso il mar Libico.

Il clima è favorevole, c’è una temperatura mite sia in piena estate che in pieno inverno. Era ed è una zona sismica. La civiltà cretese era stata distrutta proprio da un movimento sismico. Le attività più diffuse quindi, sono la pesca e il commercio; si pratica anche l’agricoltura, nelle zone più interne, soprattutto vite e olivo. Ci sono anche aree collinari che favoriscono l’allevamento. Si diffonde anche l’artigianato (ceramica, tessitura e tintoria).

L’alfabeto è stato inventato dai Fenici, un popolo prevalentemente commerciante, quindi aveva bisogno di comunicare. Questi sono i simboli che poi abbiamo ereditato anche noi. Per quanto riguarda le lingue abbiamo la lineare A che non è stata decifrata, e la lineare B che corrisponde al greco arcaico.

Le fonti omeriche ci permettono di capire com’era organizzata l’isola di Creta. L’organizzazione della società avveniva attraverso le città-palazzo, che erano autonome nel loro territorio e costituivano il punto centrale dove viveva il capo della civiltà, che aveva anche funzione di sacerdote. All’interno delle città-palazzo si svolgevano tutte le attività civili e attorno ad esse si diffondevano i villaggi dove abitavano i cittadini. Era una società pacifica che portò alla diffusione di divertimenti, sport, spettacoli, ecc.

Al potere c’era la classe aristocratica, il re era anche capo religioso della società. I cretesi seguivano una religione animistica, cioè rendevano vitali tutti gli elementi della natura, la sacralizzazione del mondo circostante (ad esempio il toro diventa simbolo di fertilità). Secondo Omero c’erano 90 città-palazzo, una delle più importanti era Cnosso.

Civiltà dei primi palazzi

Il mondo minoico è stato suddiviso in due fasi:

  • Civiltà dei primi palazzi;
  • Civiltà dei secondi palazzi.

Civiltà dei primi palazzi: Va dal 2000 al 1800 a.C. e ha le seguenti caratteristiche:

  • È caratterizzata dalle città-palazzo;
  • C’è il dominio sul mare da parte del mondo cretese, la talassocrazia;
  • Ci sono delle relazioni con l’Egitto e la Mesopotamia a scopi commerciali;
  • Questa fase, che dura quasi due secoli, termina con una catastrofe, probabilmente un terremoto.

I palazzi minoici sono caratterizzati da un cortile/piazza centrale, e sono strutturati su più livelli, collegati tra loro attraverso delle scale. L’architettura ci fa capire che questo non era un popolo guerriero, ma piuttosto pacifico, in quanto i palazzi erano molto aperti, non difensivi. Il palazzo era il luogo di riunione e all’interno c’erano delle strutture legate alla gestione della città. Il re assume anche la funzione di sacerdote. Nel mondo antico accadeva spesso che il mondo politico e quello religioso venissero incarnati da un’unica persona. L’articolazione degli ambienti ci fa pensare al palazzo come una specie di labirinto.

A questo primo periodo palaziale appartiene una vasta quantità di ceramiche, soprattutto vasi a bocca larga per i solidi e a bocca stretta per i liquidi. La decorazione si ispira al mondo vegetale e animale; prevalgono i colori caldi (giallo, ocra, marrone): i colori sono di origine animale. Le forme sono panciute per favorire la conservazione di alimenti e bevande. Spesso troviamo dei calici dove nell’alto piede ci sono delle decorazioni in terracotta. La natura viene rappresentata in maniera stilizzata: questo è lo stile di Kamares.

Questa produzione è stata ritrovata in una grotta a Festo (1800-1700 a.C.). Sono forme molto eleganti, come la brocca a becco d’anatra. I motivi della natura sono adattati per creare elementi curvilinei. In questa brocca viene utilizzato anche un colore aranciato che dà dei tocchi di cromatismo.

In un altro vaso vediamo proprio il polipo con i suoi tentacoli, in un altro vediamo la struttura a squame o ancora si vede una palma che diventa una decorazione ampliata, quasi a similare la coda di un pavone. Ci sono anche delle decorazioni ad onda nella parte bassa del vaso. Questi 3 vasi provengono da Cnosso. I cretesi erano esperti anche nell’oreficeria: questa fase è ricca di gioielli legati alla produzione dell’oro (materiale molto commercializzato) e alla glittica (glifos = incisione), cioè la modellazione delle gemme. In molti gioielli sono rappresentate due api che tengono in mano una gemma (il miele): questo è un simbolo cretese, così come il toro viene considerato l’elemento principe della fecondità. In questo pendaglio vengono fatte gocciolare delle piccole quantità di oro che creano una parte opaca che si contrappone alla superficie liscia. Gli oggetti possono essere pendenti, orecchini, collane, ecc. Vengono rappresentati anche riti religiosi: la danza, il canto e la musica vengono spesso praticati nelle funzioni religiose. Vediamo anche delle donne nude con le braccia alzate, nell’atto di danzare, in un ambiente all’aperto; si intravedono elementi vegetali che si alzano dal terreno. Poi ci sono altri gioielli con scene di cattura di animali selvaggi.

Palazzo di Mallia

È un centro palaziale che si colloca nella costa settentrionale di Creta, quindi aperto al commercio marino. Questo palazzo è formato da una grande corte centrale dove avvenivano tutte le attività e attorno si sviluppavano tutta una serie di ambienti. Le gradinate, poste nell’ingresso, avevano una conformazione teatrale. Poi ci sono altre gradinate che passano attraverso il propileo, il grande ingresso. Poi c’era il megaron del re, la sala del trono. Da questo avremmo le origini del tempio, infatti il primo tempio si chiamerà proprio Megaron. Tutt’intorno c’erano magazzini e altri ambienti, ad esempio laboratori artigianali. L’alzato di questo edificio arriva ai secondi, anche ai terzi piani. Abbiamo la presenza di tetti piatti, questo perché i tetti costituivano una viabilità alternativa, ci si camminava sopra.

Civiltà dei secondi palazzi

Va dal 1750 al 1450 a.C. È caratterizzata da una rapida ricostruzione dei palazzi che mantengono gli stessi nomi dei precedenti: Cnosso, Festo, Hanghia Triada (Santissima Trinità) ecc. Nel 1500 a.C. c’è stata un’eruzione nell’isola di Santorini e gran parte di questi palazzi vengono distrutti. Nel 1450 a.C. gli Achei, una popolazione indo-europea, conquistano l’isola di Creta, e qui ha inizio la civiltà minoico-micenea (questo nome perché non si riescono a distinguere le due fasi).

Palazzo di Cnosso

Era abitato dal re Minosse. Si trova a 4 km dal mare e ha uno stretto legame con il porto. Come gli altri palazzi di Creta, anche quello di Cnosso costituisce il centro politico, religioso ed economico dell’impero marittimo minoico. Il palazzo è strutturato su più livelli, ha una pianta molto complessa ed è stato ricostruito sulle rovine di un antico palazzo. Tutto l’insediamento di Cnosso più le parti circostanti contenevano circa 80.000 abitanti. L’elemento fondamentale del palazzo è il grande cortile, lo spazio centrale dove gravitavano tutte le attività e gli spettacoli. Attorno alla piazza c’erano le stanze residenziali e i magazzini. Nel settore opposto c’erano gli appartamenti del re e della corte. Mentre nella parte settentrionale c’erano dei gradini che costituiscono il primo nucleo di quello che diventerà il teatro. Nel settore orientale c’era il gineceo (ginè = donna), un luogo dedicato alle attività per la donna. Le donne si dedicavano soprattutto alle attività domestiche, infatti venivano rappresentate con una carnagione molto più chiara rispetto a quella degli uomini.

Le colonne sono caratterizzanti, suddividevano la struttura in piani. Queste colonne avevano un rigonfiamento nella parte superiore. Un altro elemento decorativo sono le strutture a corna bovine, quindi ancora un richiamo alla fertilità. Nell’area dei magazzini si conservano una serie di vasche. Per quanto riguarda gli affreschi, i cretesi, sulle pareti del palazzo di Cnosso, dipingevano opere con la visione di profilo tipica dell’arte egizia: questo perché c’erano continui scambi commerciali tra la civiltà cretese e quella egizia, quindi sono stati influenzati. Gli affreschi rappresentavano giochi con tori, processioni, soggetti marini, motivi religiosi, ecc. C’era comunque una difficoltà a rendere la prospettiva. Gli elementi fondamentali dell’architettura del palazzo sono le colonne, che sono diverse da quelle del mondo greco, perché più tondeggianti. Nella sala del trono, dove il re riceveva le persone illustri, c’era il trono e poi c’era un grande bacile usato dagli ospiti per bere e rinfrescarsi, questo era un segno di ospitalità. Il megaron, o stanza principale, era dedicato alla regina ed era legato alla sfera del mondo femminile. In questa sala sono state rifatte tutte le decorazioni pittoriche ad affresco che richiamano sempre i soliti elementi vegetali. Troviamo anche il delfino che era considerato un animale sacro, molto vicino alla razionalità dell’uomo.

Palazzo di Festos

Si trova nella parte settentrionale dell’isola, nella pianura centrale, molto fertile e ricca. Questo palazzo è stato molto meno ricostruito rispetto a quello di Cnosso. I due palazzi hanno una pianta analoga: entrambi hanno una piazza centrale con gli ambienti circostanti. C’è una grande produzione artistica, ad esempio vediamo una figura in avorio, ritrovata nel sito di Festos, che rappresenta un personaggio che fa delle acrobazie sulla gobba di un toro, chiamate taurobodio. Quello che colpisce qui è la dinamicità: le curvature, la testa piegata all’indietro danno proprio l’idea del movimento. L’avorio proveniva dal continente africano e viene commercializzato in oriente.

Ci sono anche molte figure delle signore degli animali dove possiamo trovare dei tratti orientali, la divinità viene antropomorfizzata. Il serpente viene associato alla figura femminile, che ne proverebbe terrore. Osserviamo la ricchezza della gonna a balze. I seni ancora una volta sono scoperti. Non mancano gli ornamenti, i gioielli, così come gli elementi vegetali. Le figure sono dipinte e vivacizzate.

Troviamo anche una vasta produzione di contenitori in ceramica decorati con simboli del potere ed elementi vegetali intervallati da rosette (elementi che venivano molto utilizzati). Ad esempio abbiamo il pithos dove sono rappresentate le asce, considerate simbolo della parata militare. A volte si trovavano anche vasi configurati a forma di animale, i rython (ad esempio a testa di leonessa), erano vasi fatti con molta grazia che venivano ricavati nell’alabastro, le orecchie sono un po’ alte, non troppo naturalistiche; oppure a forma di toro fatti in steatite, di colore nero (il toro era simbolo di fertilità e doveva incutere timore) con incisioni ricoperte di colore per definire i dettagli, le corna sono definite con eleganza.

Ci sono anche vasi troncoconici che erano fatti per essere appoggiati su un piedistallo, erano ricoperti da fasce sovrapposte con scene che rappresentavano la vita quotidiana, ad esempio la mietitura, per propiziare un buon raccolto. Questi vasi venivano utilizzati nelle processioni. I corpi sono rappresentati in movimento e sulle spalle tengono gli attrezzi di lavoro.

Sono stati ritrovati anche dipinti funerari nelle tombe del palazzo di Triada con scene funerarie raffiguranti le primizie dei campi e animali che venivano trasportati in una zona sacra, lì si trovava un contenitore, inquadrato da due grandi asce, dove venivano versati i contributi al rito. Anche qui notiamo l’eleganza dei vestiti e un uso particolare del cromatismo.

Le donne dell’epoca, siccome non erano mai esposte al sole, venivano rappresentate con una carnagione chiara, bianca; mentre gli uomini, che partecipavano alla vita della comunità e quindi erano direttamente esposti al sole, venivano rappresentati con una carnagione molto scura. L’abbigliamento era simile e rappresentava la differenza delle caste. Inoltre erano scalzi, questo rappresentava un collegamento col divino.

Gli Achei

Dopo la catastrofe del mondo cretese arrivarono i Dori e occuparono l’isola di Creta. Gli Achei (nome del ceppo dorico che si insediò a Creta) assediarono Troia e il settore del vicino oriente. Gli Achei erano governati da un re. Le città erano delle vere e proprie fortezze e gli Achei insediarono buona parte dell’entroterra (perché era più tortuoso, e quindi meno attaccabile dai nemici) e il mondo minoico e formarono la civiltà minoico-micenea: questo nome perché le due civiltà si fusero assieme ed era impossibile capire qual’era la provenienza.

Tipica del mondo cretese e miceneo è la lavorazione dell’oro e l’utilizzo di una maschera funeraria in oro (gli occhi e la bocca del defunto venivano cuciti per evitare che entrasse la sabbia, e anche perché gli occhi potevano aprirsi solo nell’aldilà): queste maschere venivano usate solo per le persone importanti. Queste maschere erano state scoperte da Shimann, che aveva un forte interesse per il mondo antico. Queste maschere venivano poste sul volto del defunto in maniera tale da crearne la conformazione reale. L’oro è un materiale pregiatissimo ed è considerato il metallo degli dei.

Città-fortezze

Le città palazzo del mondo miceneo (del Peloponneso) ora vengono chiamate città-fortezze e venivano individuate in luoghi difendibili. I palazzi erano protetti da una cinta muraria a doppia cortina costruita con la tecnica ciclopica (venivano utilizzati massi di dimensioni gigantesche), nella quale venivano aperte delle porte per far passare i carri, ecc, poi c’erano altre porte di servizio, tutte perfettamente richiudibili. All’interno del palazzo c’era anche l’area funeraria dove venivano sepolti gli eroi fondatori.

I piani rialzati erano collegati da sontuose scale. L’acropoli è la parte alta della città, è consacrata agli dei, è il luogo dove si manifesta la divinità. Il palazzo del re si trova nella parte più alta che è articolata in una serie di vani. Nel megaron, lo spazio di rappresentanza, c’erano delle colonne e il fuoco sacro. Nella parte più esterna della città si trovava l’acqua, quella era la zona più protetta. La campagna e le abitazioni dei contadini si trovavano al di fuori della cinta muraria, però in caso di guerra i cittadini venivano accolti all’interno del palazzo e venivano protetti.

La porta è la novità architettonica del mondo miceneo, costruita con grossi massi e aveva un principio trilitico basilare per la sua realizzazione (il principio delle tre pietre). Sopra la porta c’era...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/07 Archeologia classica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher RobertaTiozzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia greca e romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Zanovello Paola.
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