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delle metope dipinte a figure nere con policromia e capacità di

rendere la monumentalità della figura. Degli esempi sono i dipinti

che fanno parte del tempio di Apollo a Termos, dove abbiamo negli

stessi anni della Olpe Chigi un tempio con metope esibite in

terracotta nella stessa tecnica del ceramografo. Fino al 470 quello

che sappiamo sembra indicare che la decorazione anche di pareti

sia opera di artigiani provenienti dal ceramico. In questi anni

abbiamo una produzione che dal geometrico proto corinzio arriva al

proto corinzio tardo. Produzione ampia anche dal punto di vista

numerico. (da finire)

17-10-201

Il Vaso di Francois con sbarco a Delos con firma di due artigiani

Cleitias e Ergotinos . Ci sono due fregi sul labbro del vaso in una la

scena di Teseo e Arianna, nell’altro caccia al cinghiale Calidornio

con una serie di eroi, soprattutto Meleagro e Atalanta , il primo è

raffigurato con Peleo che si avventano sul cinghiale, ovviamente

ogni eroe, ogni coppia è indicata da un nome e sono collegati alle

famiglie ateniesi aristocratiche di quel periodo (Beitias).

Il secondo fregio presenta su di un lato la centauromachia e

dall’altro i giochi ; è da notare la presenza di tripodi che sono il

premio destinato ai vincitori della corsa, la forma del tripode è

quella del tripode geometrico, precisa volontà di citare un oggetto

antico che desse la connotazione cronologica intesa come senso di

antico all’evento che raffigurava.

Il fregio principale delle superfici del vaso con una lunga

processione alla quale partecipano tutti gli dei e prosegue con

quadrighe intramezzate da personaggi a piedi. Il corteo si conclude

alla casa di Peleo che accoglie gli ospiti, dentro la casa la figura di

Teti che si copre il capo con il velo. La casa è raffigurata come un

prospetto dorico, dettagli del fregio sull’architrave fa pensare più ad

un palazzo. Il primo personaggio che apre la processione non è una

divinità ma è il centauro Chirone al quale verrà affidata la

formazione di Achille. Segue Dioniso che reca sulle spalle un’anfora

con sul collo delle iscrizioni o accenno di iscrizioni che è una

raffigurazione del tipo di anfora caratteristica dell’Atene dell’epoca,

caratterizzata dall’iscrizione SOS, anfore non decorate, di tipo

commerciale, questa anfora sarà poi utilizzata per le ceneri di

Achille, segue Orai, Ergotimos, Eppoiesem, segue la quadriga di

Zeus ed Era dietro la quale appare la musa Calliope (musa della

poesia) raffigurata rivolta verso chi guarda come a invitare chi

guarda a partecipare al racconto e a cantare le storie. Segue

un’altra quadriga che è quella di Poseidon ( dio dei mari)ed Afitride,

la raffigurazione di Zeus e di Poseidon è ovvia perché i due si erano

invaghiti di Teti.

Dioniso ricompare come personaggio nell’episodio sull’Olimpo di

Efesto, allontanato dalla madre Era fino a che Dioniso riesce a far

costruire il trono che fa si che Era non si alzi una volta seduta e fa

ubriacare Efesto e così lo conduce sull’Olimpo dove viene accolto da

Afrodite che sarà la sua sposa.

I sileni, personaggi con gambe caprine , fanno parte del corteo di

Dioniso, Efesto sul muro caracollante perché ubriaco.

Ares armato ed Era in trono. Sul lato opposto l’agguato di Achille a

Troino presso la fontana all’interno del santuario di Apollo. Sulla

destra, fuori dalle mura della città, Priamo ed Eledo che assistono

impotenti alla scena, mentre all’interno delle mura guerrieri armati

come Ettore che tentano di salvare la Troino. Questo episodio è non

solo la raffigurazione della morte di Troilo ma anche di quella di

Achille. La morte di Achille è raffigurata nelle anse con Aiace che

porta via dal campo il corpo. Nelle anse sono raffigurate esseri che

raffigurano l’aldilà come la Gorgone, mentre sul piede si sviluppa la

storia che si svolge ai confini del mondo, quasi vicino al mondo dei

morti, cioè la lotta tra Pigmeo e le gru. Il programma figurativo e la

chiave iconologica di questo messaggio e i personaggi principali

sono Dioniso (talmente importante che compare quasi al centro

geometrico del vaso e nel lato opposto , con la duplice accezione di

dio del vino e come divinità preposta alla ricomposizione delle crisi

è proprio lui che inventa la soluzione per cui la crisi dal fatto che

Poseidon e Zeus erano invaghiti di Teti, in questo caso è la divinità

che da le regole per bere il vino che va miscelato e che non deve

servire per ubriacarsi che va al di fuori del vivere civile). L’elegia di

Solone dice una cosa apparentemente ovvia cioè che è grazie a

Dioniso che si da ai genitori la possibilità di dare un mestiere ai figli.

Solone insegna un mestiere ai figli, cioè da la possibilità a chi

ostenta il possesso della terra di avere attività diverse come

artigiani, commercianti e quindi avviene il proliferare della

ceramica, del surplus delle anfore SOS. Dioniso ricompone la crisi

della società.

L’altro protagonista è Achille che è implicito nel corteo delle nozze

di Peleo e Teti, il cui destino è già formulato nel momento in cui

Dioniso porta in dono l’anfora che sarà la sua urna cineraria, è

raffigurato anche nelle anse e qualcuno ha pensato che fosse stato

creato per essere donato per un principe della regione di Achille, poi

portato in Etruria. Itinerario di un eroe dalla nascita alla morte che

si esplica nelle varie scene del vaso di Francois, sul collo abbiamo

quattro scene di guerre e lotte in cui l’elemento prova da superare è

accennata come: uccisione del cinghiale Calidonio che si svolge in

un ambiente ostile che mette alla prova degli eroi, sbarco a Delos di

Tesio con i giovinetti, centauromachia, eroi che partecipano alle

corse dei carri in onore di Patroclo, le nozze, il ritorno di Efesto

all’Olimpo (prova con esito positivo e significato morale) e uccisione

di Troilo (prova con accento morale negativo perché è un

sacrilegio) . Abbiamo delle prove a cui un eroe viene sottoposto per

entrare nel corpo civico come nel momento delle nozze, il suo

svolgere, superare prove nella vita in maniera positiva e la sua

morte, come nell’Olpe chigi insieme di immagini che rimandano

all’idea dell’aristocrazia ideale.

Vengono attribuiti a Pisistrato due meriti: di essere stato il primo a

mettere per iscritto i tesi omerici ad Atene, Cicerone disse che fu il

primo ad Atene ad aver istituito una biblioteca anche se non è

chiaro dove sia.

Forse questa biblioteca non è altro che la messa in scritto dei poemi

omerici, quindi è il libro per eccellenza.

Il termine che viene dato al vaso di Francois non è così assurdo. I

filologi americani hanno dimostrato che la prima messa a punto del

testo omerico non sia avvenuta alla metà dell’ VIII secolo come

potrebbe far pensare la coppa di Nestore trovata ad Ischia, ma in

area ionica alla fine del VII secoli. Molte sono le città ioniche che si

pensa abbiano dato i natali ad Omero e poi la vicinanza di questa

area della Grecia con il mondo assiro dove alla fine del VII secolo

mette appunto un archivio con testi della tradizione letteraria

definendola biblioteca viene istituita da Pilager e secondo i biblisti

le prime redazioni scritte della Bibbia sia opera della fine del VII

secolo. È indicativo la contemporaneità di questi fatti: i poemi

omerici ad Atene, i temi della giustizia a Corinto. Attraverso le

immagini dare un senso della propria vita e cultura

Cleitias e Epoiesen sono nomi noti in altre opere; il nome di

Epoiesen per esempio appare in una coppa con labbro

completamente di nero e unica parte decorata al centro con la firma

. Il nome di Cleitias appare, invece in un cratere frammentario con

l’immagine di Ulisse che riesce a sfuggire all’ira del Ciclope.

Il vaso di Francois è l’inizio di una serie di vasi diffusi

prevalentemente dall’Etruria e definite anfore tirreniche, esistono

anche esemplari in Attica e in Egitto, si trovano le stesse

caratteristiche del vaso Francois cioè rilievi di carattere figurato in

genere con iscrizioni inframezzate da fregi di carattere animalistici.

Un’anfora del genere si trova al Museo Archeologico di Firenze che

raffigura la corsa dei giochi olimpici e in fondo un tripode.

La lezione del vaso Francois viene abbandonata.

Una complessa scena di parata di quadriga con una cavalcata di

cavalieri dove vediamo un allargamento del quadro visivo è il

vaso…. (continuo sul cellulare)

18-10-2011

Uno dei più grandi ceramografi della tecnica a figure nere è Ezekias

(550-530), che è un maestro del pathos, è il caso di un’anfora a

collo distinto per la profonda cesura che contraddistingue il

passaggio tra il collo e la spalla con al centro un gruppo costituito

da Achille che uccide una delle amazzoni (sembra che durante

l’uccisione Achille si sia innamorata della donna). Una piramide che

nel punto di massima espansione del vaso ha proprio l’incrocio degli

sguardi dei protagonisti, quindi l’intensità del racconto analizzata

nel suo aspetto psicologico unita ad un’abilità tecnica senza pari,

guardiamo i colori sovra dipinti per i dettagli delle vesti ,

connotazioni spaziali come lo scudo di Achille visto di scorcio.

L’anfora più nota di questo ceramografo si trova nella Città del

Vaticano che raffigura due immagini, una di Achille e Aciace che

giocano a dadi e l’altra un giovane con lancia alle spalle di un

fantastico cavallo (con la criniera delineata),questo guerriero si

volta verso la donna , in mano ha un ramo di alloro, mentre a destra

un uomo barbuto da un tocco amorevole a cavallo quasi come gli

affidasse la salvezza del guerriero in partenza: è un avvenimento al

quale i greci erano abituati, questa non è una semplice partenza di

un guerriero, perché sul lato sinistro c’è un ragazzo giovane con il

quale sta giocando con il cane. Questo è il momento in cui uno dei

figli di Zeus parte per l’aldilà e l’altro che torna. La nostra

attenzione è accentrata sulla partenza. Forte intensità ottenuta

attraverso l’uso della tecnica a figure nere molto maturo. La abilità

del ceramografo è evidente nell’immagine in cui Achille e Aiace

giocano a dadi, con volumetria impressionante.

Forte drammaticità e intensità psicologica. Se Achille e Aiace, amici,

passano il loro tempo nella tenda di Achille (che ha poggiato le

armi) non partecipano al combattimento. Quando Achille si rifiuta di

scendere in guerra, Patroclo prenderà le sue armi e morirà in

battaglia. Sulla desta un altro esempio del modo di costruire

l’immagine caratteristico di Ezekias, suicidio di Aiace che si getta

sulla spada di proposito perché le armi di Achille morto non erano

state concesse a lui, c’è anche la palma che indica il trovarsi in

terra straniera e solo senza nessuno che lo assista.

Esekias è anche un vasaio che si occupa della ridefinizione di nuove

forme vascolari e inventa il sistema decorativo più idoneo per ogni

raffigurazione, per esempio è netta la distinzione del modo di

dipingere da un vaso tutto nero e uno tutto colorato.

Ad Esekias si deve anche la produzione di una nuova coppa con sul

lato principale la presenza di due occhi che hanno un valore

apotropaico ( occhi della Gorgone) e due immagini ai lati delle anse

(tipico di Esekias). Il senso della battaglia e del clamore.

Indaga fino all’estremo la tecnica a figure nere, utilizzando i graffiti

come colore, vediamo le vesti di Achille e Aiace che effetto di colore

.

Coppa con barca di Dioniso con vela bianca e con delfini guizzanti

che danno l’idea del mare e con la particolare vernice rossa stesa

sulla superficie del vaso che da questo effetto coloristico di grande

effetto. La novità è che le immagini sono distribuite su tutta la

superficie interna e questo avviene ad Atene con il colore rosso

corallino che da subito un effetto particolarmente vivace. Chi

beveva su questa coppa sembrava che le immagini fluttuassero nel

vino che bevevano.

Altre coppe a figure nere di minore qualità con occhi pesanti a

differenza di quelli di Ezekias.

Un’altra forma è quella del cratere a calice, come un esemplare

rinvenuto nell’Agorà di Atene con l’introduzione di Era all’Olimpo,

capiamo gli interessi nella creazione di nuove forme. A Ezekias sono

attribuite tavolette di ceramica dipinte con scene di compianto

funebre che erano destinate a ornare l’interno di una tomba e ci fa

capire come in questo momento siano chiamati a affrontare

monumenti pittorici diversi dal vaso come la tecnica e questo

continua fino al 470, per esempio la tomba del tuffatore di Paestum

è dipinta secondo la tecnica intorno a questo stesso anno sempre

da un ceramografo. La grande pittura si stacca dalla ceramografia

quando Atene vuole far vedere la propria imponenza ai Persiani e

crea l’Agorà che oggi noi vediamo.

L’Atene di Pisistrato negli anni tra 540-530 ha pittori molto

importanti come Aristeon di Paros, artigiani di formazione e di

cultura diversa, uno di questi personaggi è considerato questo

pittore che è noto come pittore di Amasis. Anche Amasis è un

grande disegnatore e abile colorista, vediamo la qualità dei

contrasto di colori di Dioniso che offre un leprotto , notiamo anche i

due personaggi alati che sono il Sonno e la Morte che giocano a

dadi e vediamo con quale leggerezza di tocco queste figure sono

raffigurate, quello che interessa a questo pittore è la leggerezza

dell’effetto coloristico. Gli occhioni di Amais sono più virate sul

decorativismo rispetto a quelli di Egsekias.

Lekithos con raffigurazione di un corteo di nozze di popolani con

carretto di legno tirato da un mulo (gente semplice). Vediamo il

gesto della fanciulla che viene issata sul carro che la porta alle

nozze. Un atmosfera allegra, priva di toni drammatici.

Delle prove in cui l’intento narrativo è quasi negato sono l’oinochoe

con Atena e Poseidon con la contesa del possesso dell’Attica,

avvenimento ricco di intensità, come dei personaggi che avanzano

(dioscuri) di fronte a Dioniso con accanto un satiro di un contesto

decorativo del quale non conosciamo i parametri. Amais è un nome

grecizzato del faraone che ha consentito ai greci di stabilire un

emporio alle foci del Nilo. Alle estreme conseguenze è il pittore

anonimo che dipinge scene dal carattere stereotipato chiamato

Affettato( manierato di modi) come l’anfora al museo di Monaco con

sul collo apparentemente un’assemblea di divinità, ma è un

colloquio con assenza di tematica e splendida figura di cavaliere

che inserito tra cornice di girali che trova una inaspettato confronto

nell’anfora in Inghilterra nota con il nome di Northampton con una

raffigurazione in cui l’elemento principale è data da una catena di

palmette e fiori di loto che sembra avere come riferimento il vaso di

prima ( non prodotta in Attica). È un gruppo per il quale è difficile

trovare una patria, l’ipotesi più probabile è che si tratti di un

ceramografo di origine ionica ma che opera in Etruria. Il caso più

noto è quello della serie di Idrie che sono prodotti da un

ceramografo di formazioni samia poi trasferitosi in Etruria. Seconda

metà del VI secolo vede l’avanzata dei Medi che cercano di

conquistare le città greche nell’area ionica, l’esempio più noto è il

caso di Focea i cui abitanti decisero di fuggire abbandonando la

città di notte sulle navi e questo è l’unico caso in cui uomini e

donne partirono per recarsi in Occidente per raggiungere

probabilmente Marsiglia fondazione ionica e si fermano in Corsica

ad Aleria, ma la presenza di ioni in una città che ha la possibilità di

crescere da fastidio agli Etruschi e si ha una battaglia navale dalla

quale gli etruschi furono sconfitti e i focesi sono comunque costretti

ad abbandonare la Corsica e sono ospitati a Velia nel territorio di

Paestum dove si svilupperà una famosa scuola filosofica, altri ioni in

fuga da oriente fuggono da Samos e formano a Cuma la città del

governo giusto (odierna Pozzuoli), altri vanno a fondare un nuovo

quartiere dell’antica partenopee si aggiunge la Neapolis e si spiega

come in Etruria e in Italia meridionali si abbiano molti aspetti di

pittura ionica (VII secolo).

Due esempi sono due anfore tra le quali un allievo di Affettato.

La coppa dell’uccellatore tutto declinato nella versione decorativa .

Entrambi i pittori hanno la necessità di trovare la possibilità di

uscire dalla tecnica delle figure nere, di sperimentare altri modi di

presentare le immagini. Non è un caso che sia un allievo di Ezekias

che introduce una nuova tecnica decorativa con figure non più nere

su superficie chiare, ma figure chiare su vaso nero , la cosiddetta

tecnica a figure rosse; uno dei primi esempi è un anfora ottenuta

con l’aiuto del vasaio Andochides , figure che si stagliano sulla

vernice nera e vediamo come la possibilità di operare direttamente

sull’argilla dia la possibilità di operare come disegnatori veri in una

scena della lotta tra Eracle con affianco Atena e Apollo con alle

spalle la sorella Artemis. La prima apparizione dell’opera tecnica

porta alla produzione di anfore che su un lato sono dipinte con la

tecnica tradizionale e sull’altro con la tecnica nuova e di solito la

raffigurazione è la stessa. Opera dello stesso pittore è la coppa ad

occhioni (capiamo il legame con Ezekias) a figure rosse e nere e il

lato delle anse viene utilizzato per costruire la doppia percezione

dell’immagine (tecnica del bilinguismo).

Il Thesauros dei Siphni (530-525) a Delfi nel quale fregio vediamo

come nella resa del panneggio appare particolarmente aderente

con le figure costruite dal pittore di Andokides, a tal punto che

qualcuno pensò che il medesimo pittore ha fatto i cartoni delle

raffigurazioni del fregio. È possibile che questo pittore sia lo stesso

ma è impossibile a livello cronologico, perché il Thesauos è uno dei

pochi edifici per il quale abbiamo un ipotesi abbastanza sicura. Nel

523 Siphonos (isola delle Cicladi) venne distrutta dalle navi di

Policrate e di Samos e la città annientata del tutto, quindi è chiaro

che l’edificio a Delfi è di età precedente e quindi prima del 523.

Il Thesauros dei Siphni è un edificio ionico con decorazione a fregio

continuo, al posto delle colonne cariatidi, il frontone è decorato con

la scena di Eracle e Apollo per il possesso del Tripode, al centro

Zeus che giganteggia , diversa è la qualità del fregio dove le figure

si muovono in uno spazio complesso, visto in profondità con figure

che si muovono su più piani, con una coerenza nel movimento che

porta a far svolazzare le vesti dei personaggi. Sul lato è la

raffigurazione della gigantomachia, sull’altro lato scena di battaglia.

Sul lato principale la pesatura dell’anima di Achille che vede una

concitata assemblea di divinità che assiste, ci sono due

schieramenti tra chi sono favorevoli e chi contrati. La capacità di

rendere la qualità diversa delle stoffe, mantello pesante su un

chitone leggerissimo, quindi siamo di fronte ad uno scultore di altro

livello rispetto al frontone.

Il successo della tecnica a figure rosse è quasi immediato anche se

per lungo tempo continuerà anche la produzione nella tecnica a

figure nere, soprattutto un gruppo di ceramografi che

immediatamente vogliono dimostrare la validità della nuova

tecnica, è un gruppo che esperimenta da tutti i punti di vista come

nel ratto di Teti con la torsione della figura maschile, non solo ma è

un gruppo che scrive molto e opera dopo il 525 per una ventina di

anni e si è calcolato che questi vasi sono i più ricchi e vari di

iscrizioni, delle vere e proprie invettive come nella scena della

prova delle armi di Achille e nel campo l’iscrizione come mai fece

Eufronios, vediamo la resa della calvizie di Peleo, la drammatica

consapevolezza di Teti, la veduta di scorcio dello studio e ci mostra

la novità in tutte le sue sfaccettature.

Eufronios è colui che appare di più, tra le sue opere ci sono due

crateri, uno di questi raffigura Eracle che innesca il movimento di

sollevare il gigante fino al punto di farlo scoppiare, Eracle è reso di

profilo ( limpido) nonostante lo sforzo a cui corrisponde

un’impostazione della scena perfettamente leggibile. I singoli ricci

della capigliatura a rilievo è tipica dei giovani aristocratici come è

Eracle contrapposto ad una figura di Anter con capelli arruffati rossi,

che digrigna i denti con un corpo teso ma quasi disfatto in cui è

difficile cogliere la disposizione spaziale. Un altro personaggio del

gruppo Smicros raffigurato da Eufronios e identificato dalla persona

che ascolta la musica del flautista. La coppa di un pittore anonimo

della cerca dei Pionieri ( il nome deriva dal fatto che lanciano

invettive si configurano come la prima avanguardia dell’antichità).

19-10-2011

(Per le immagini del corso reperibili dal 7 di novembre entrare su

unifi, poi csiaf e digitare codice e pasword scrivere corso di de

tommaso e immagini con “Pericle”

Esami a gennaio tra il 9 e il 20 di febbraio compilare il test di

valutazione obbligatorio specificare se da 6 o 12 )

Da lunedì sera un sito con avvisi sul sito csiaf.

Coppa di Fintias con una raffigurazione di Eracle e la decorazione

ormai si distende sulle pareti della coppa e non ci sono più gli

occhioni. È una coppa solo a figure rosse. All’interno della coppa

scena legata alla vita quotidiana. Uno dei maggiori pittori che si

occupano della pittura di coppe è Epitetos che opera nella tecnica

billingue ma alla fine della sua carriera solo quella a figure rosse.

Schemi pensati nel caso di Epiktetos frutto di calcoli matematici e

geometrici estremamente raffinati. Siamo di fronte ad un artigiano

che ha in mano gli strumenti della geometria euclidea.

Contemporaneo a Epiktetos che si dedica prevalentemente alla

ricerca dei ritmi più armonici nella raffigurazione delle coppe è

Oltos, al quale si deve l’invenzione di superare il limite imposto dai

grandi occhi alla creazione del fregio continuo, un esempio è una

coppa di Tarquinia a figure rosse e molto schematiche e ripetitive, lo

stesso tipo di figura che con pochi attributi può diventare Dioniso,

Achille ecc.

Altra coppa di Epiketos con la firma del vasaio Hischylos con occhi e

un cavallino nel mezzo. Il tipo della coppa ad occhioni vediamo

come si sia sviluppato con uno spostamento degli elementi

compositivi di tipo canonico con gli occhi al centro e decorazione di

carattere floreale nelle anse, mentre qui abbiamo le palmette con

funzione predominante e occhi alle anse.

Altra figura di Epiketos con guerriero shita con pantaloni decorati e

cappello di alte falde e fornisce l’idea di un personaggio orientale,

popolo di nomadi con contatti stretti con i greci e sappiamo che un

gruppo sono la guardia del corpo di Pisistrato e dei suoi figli.

Altro pittore non che abilissimo disegnatore è Xiax una sua opera è

l’anfora con la scena di Eracle che uccide il leone si vede come

anche Xiax faccia uso di una discreta varietà di colore.

Anfora bilingue con immagine di pionieri. Un alabastron con

strepitosa decorazione floreale legata all’uso del vado con figura di

donna che si sta detergendo, probabilmente uscita da palestra.

Coppa di Oltos del museo di Firenze con figura di Pegaso

Coppa di Oltos con guerriero Shita all’interno dipinto da decorazioni

fluorescenti.

Idria con la figurazione di una metopa sulla spalla

Cratere con scena di agone musicale e gli altri ascoltano con

attenzione.

Cratere con lotta di Eracle delle amazzoni, con scene di musica e di

danza e la scena principale è estesa anche al lato secondario come

le amazzoni corrono in soccorso all’amica e vediamo la

connotazione di oriente che secondo la tradizione sono di origine.

Eufronios si dedica anche alla decorazione di coppe dove interpreta

il tipo di fregio continuo che è un invenzione di Oltos con al centro

la figura di cavaliere con la iscrizione Leagros Calos (bello e buono)

ecclamazione che compare più frequentemente in questo periodo

anche con altri pittori di figure nere. Il che ci da una

contemporaneità delle figure nere. In particolare un gruppo che è

stato definito gruppo di “leagros” pittori a figure nere. Voluta

contrapposizione ai Pionieri. Infatti a differenza del carattere

avanguardista dei primi i pittori di leagros vogliono dimostrare la

validità della tecnica antica e il colore è usato solo nelle parti

essenziali, tutto il resto è privo di corpo. In generale abbiamo molte

acclamazioni di calos cioè dei giovani belli e buoni. Tra questi nomi

il più frequente è quello di Leagros che compare in monumenti per i

quali abbiamo indicazioni cronologiche che ci portano al primo

decennio del V secolo e soprattutto sappiamo che ricoprì una carica

di stratego intorno al 477 quindi i vasi del omonimo gruppo sono

nati intono al 530.

Coppa firmata da vasaio Sosias con raffigurazione di Achille che

presta le cure ad un Patroclo ferito della quale vicenda non abbiamo

notizia.

Guerriero shita nudo con uno strano cappello opera di Epiktetos

Suprema bellezza del suonatore di flauto dietro il quale un anziano

si china

con schema geometrico triangolare.

Coppa di Cacriuion con al centro in un campo circolare circondato

dalla vernice corallina figura di Eros che vola sulla superficie di

mare e all’esterno al sequenza completa delle imprese di Teseion.

Teseo era nato a Trezene era figlio di Egeo che era il re dell’Attica

invitato dal re di Tezene a passare la notte da lui e si pensa che

abbiamo passato le notti con la figlia del re e concepì il figlio Teseo,

poi torno ad Atene lasciano coperti da un masso delle armi, dei

segni di conoscimento che avrebbero consentito di riconoscere il

figlio quando si sarebbe presentato a lui e Teseo cerca il padre

quando è giovane e trova le armi ma raggiunge Atene via terra

passando da Corinto, sconsigliato da tutti e quindi Teseo affronta

diverse prove che lo attendono che lo attendono,Schiron con cui

ingaggia una lotta per evitare di farsi precipitare dalle pareti

scoscese dell’istmo, il toro di Maratona, Sinis (che costringeva i

viandante a legati ad un pino e gettarli nello stretto), il Minotauro

Prokrustes , Teseo viene raffigurato per la prima volta tutto il ciclo e

viene raffigurato come un fanciullo nudo con capelli legati a sorta di

shignon che riesce sottoporre gli avversari alle stesse prove che

facevano loro stesse da solo, più volte sono passate le immagini di

Eracle in cui è sempre assistito da Atena e mentre qui non ci sono

aiuti, Teseo è il giovane aristocratico li vince perché sa a cosa va in

contro. Nudità eroica vuol dire esercizio fisico.

Siamo in un momento in cui il ciclo di Teseo viene inventato e che

Atene sceglie come proprio simbolo e questo fa vedere che Atene si

avvicina alla democrazia.

Nel Thesauros degli ateniesi a Delfi c’è proprio raffigurato Teseo, per

Atene è figlio del re dell’Attica nonché primo re di Atene, è il re

giusto pensiamo ad Edipo dopo che ha scoperto di essere il marito

di sua madre e il padre di sua sorella accecato dall’orrore si acceca,

viene cacciato da Atene e vaga alla ricerca di un posto dove potersi

ritirare per morire. È ad Atene che Oreste dopo aver ucciso la madre

trova le Umelidi che consentono a giudicare positivamente le opere

di Oreste. È Teseo il giusto e come tale viene esportato all’esterno

nei vasi come la coppa di Cacrion.

Atene è la città in cui i primo grande tempio di Atena dopo il 509

viene decorato con la gigantomachia opera di Pisistrato. Frontoni

dove è Antenore il primo gruppo dei tirannicidi. La sua figura chiude

l’epoca arcaica e apre la via verso un'altra epoca. Siamo di fronte

ad un salto di qualità. Come è evidenziato in maniera palese in un

edificio di Aegina, il tempio di Atena assimilata ad Aphaia (500-490).

Il primo frontone raffigura la spedizione contro Troia che avviene

venti anni prima della guerra dell’Iliade e che ha protagonista Eracle

e Aiace (eroe di Aegina). Il secondo frontone è dedicato alla guerra

di Troia raccontata nell’Iliade, però è più antico del primo con la

soluzione decisiva più meditata della disposizione delle figure

angolari a differenza dell’altro frontone che seguono il ritmo della

battaglia.

Atena è una presenza divina in moto nel primo fregio, e nel secondo

in posizione statica ad indicare la vittoria della guerra.

Le figure angolari dei due frontoni la realizzazione in maniera più

realistica delle masse muscolari. Eracle come Paride è una figura di

arciere. Il frontone di Aegina è conservato a monaco perché nel

1815 fu acquistato da Ludwig I di Baviera. Nelle statue di Aegina

vediamo anche l’effetto cromatico straordinario delle vesti e delle

carni.

Agli inizi dell’Ottocento la Grecia è parte integrante dell’Impero

Ottomano e la parte più attiva avevano voglia di libertà e

indipendenza costata morti tra i quali Lord Byron e diventa uno

stato autonomo con prima capitale a Nauplia e poi Atene, la società

delle nazioni dell’epoca decide di affidare lo stato greco ad una

monarchia di origine bavarese che ha elaborato un particolare

legame con il mondo greco classico e troviamo a Monaco

trasformata in senso neoclassico dall’architetto che da l’accesso

alla zona dei musei uni destinato alle statue e l’altro la collezione di

antichità dove sono prevalentemente vasi. Massimi architetti della

corrente neoclassica che si spinge anche a costruire il tempio greco

a Lisbona ricostruzione del cosiddetto Theseion e intitolato Valalla.

Progetto di trasformare l’acropoli di Atene nel palazzo reale per

fortuna mai attuato.

II°MODULO

Le immagini ancora non sono abilitate www.unifi.it con login e

accedere al portale della didattica dove saranno disponibili.

Gruppo statuario dei tirannicidi (uccisori del tiranno). Il

gruppo raffigura due personaggi: Armodio e Aristogitone, ognuno

visto nella sua individualità, che definiscono con un gesto

l’uccisione del tiranno Ipparco (514 a.C.).

Il racconto dell’episodio ci viene da Tucidide, secondo il quale il

giovane Armodio era un aristocratico, al quale Ipparco impediva di

fare molte cose e, così, si rivolge al suo amante Aristogitone e

insieme decidono di tendere un’agguato a Ipparco durante le feste

panatenaiche.

La congiura, alla quale avrebbero dovuto partecipare anche altre

persone, fallì perchè Armodio e Aristogitone uccisero Ipparco, ma a

loro volta furono uccisi dalle guardie del tiranno.

Alla fine del governo di Ipparco, va al trono Ippia.

Con Clistene si avvia un processo di democratizzazione e si decise

di erigere le statue dei due tirannicidi nell’agorà.

Il primo scultore dei tirannicidi è Antenore (primo monumento

pubblico dedicato a dei mortali). Il gruppo di Antenore del 509 a.C.

non è quello che vediamo oggi, perché sappiamo che, dopo il 480

a.C.( il saccheggio di Atene da parte dei Persiani), il gruppo venne

portato a Persepoli. Venne attuato un nuovo gruppo da parte di

Krizios e Nesiotes e riposto nell’agorà. Per questo non sappiamo

come fosse il gruppo di Antenore.

Intorno al 500 a.C. si inizia una larga diffusione di statue in bronzo

che sono note attraverso copie romane in marmo. Il caso più noto è

quello dei bronzi di Riace, Poseidon e Artemison.

Questo gruppo di statue rappresentano dei singoli individui visti

come identità a se stanti. Entrambi sono con spada in mano e

Armodio sembra fare da scudo all’amante.

Di Antenore conosciamo una splendida kore che rappresenta una

sorta di cesura tra lo stile arcaico e qualcosa di nuovo.

Altre splendide korai pervenute da Atene sono fanciulle leggiadre:

prima si impone con la sua fisicità, si sente la pesantezza delle vesti

e la leggerezza del chitone con una presenza volumetrica, mentre le

altre sono dieci anni più antiche, molto più leggiadre e tranquille.

Le due kore sono espressione di due artisti diversi.

Questo è il momento in cui ad Atene si inizia ad avvertire la forza

della gravità, come destino che forza l’individuo.

Altri kouros sono: Aristodicos di Monaco (520) con la gamba sinistra

portata in avanti ma vista ancora frontalmente


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in storia e tutela dei beni archeologici, artistici e librari
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher storia92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia e storia dell'arte romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof De Tommaso Giandomenico.

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