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Prima parte

Ingresso dei personaggi, narrano 2 volte il dramma. Nella narrazione proiettata sul presente il padre

ha fatto digressioni per situare la vicenda a livello di significato più generale.

esploderà nella seconda parte quando dobbiamo pensare che c’è un

Il contrasto attori-personaggi

copione che loro tentano di rappresentare: da un lato ci sono i personaggi che “recitano” delle cose

dall’altro attori e capocomico.

secondo il capocomico Gli attori dopo si mettono a provare: qui

scatta il contrasto perché i personaggi non si riconoscono negli attori. Questo contrasto farà in modo

che ad un certo punto il tentativo di recita da parte degli attori venga messo da parte e saranno gli

sulla scena sia l’incontro che nella terza parte il finale della loro

stessi personaggi a rappresentare

vicenda. La simmetria nel testo è mirabile.

P. verrà accusato che nel testo non c’è ordine: afferma che è vero. Ha voluto fare una parodia dei

procedimenti romantici. La passione è campata nel vuoto. Dobbiamo prendere personaggi per

quello che sono: personaggi dell’arte. Il dramma del personaggio rifiutato dall’autore è il timore di

non diventare mai immortale.

dell’incesto

Il dramma doloroso può essere un altro significato ma P. non ne fa mai menzione. Non

fa mai riferimento all’incesto.

La condizione di metateatralità ha reso possibile la realizzazione di un dramma tradizionale. Tutte

le società hanno bisogno di divieti per costituirsi società. Sul passaggio dalla cultura all’incultura

scrive Freud Totem e Tabù.

Testo che ha tanti significati. Ha una stratificazione dei significati.

La Prefazione dei 6 personaggi è del 1925. Il testo è del 1921.

Nella rappresentazione del testo non si trovava d’accordo perché non veniva dato abbastanza rilievo

alla concretezza al personaggio, alla sua poetica del personaggio per cui è meno reale ma più vero

sia rispetto all’attore che rispetto all’uomo.

Nella seconda parte del testo troveremo il padre, il portatore delle idee di P. sia teatrali che

esistenziali, enunciare alcune digressioni sulla teoria del personaggio di P.

Teoria molto complessa che si basa essenzialmente su alcuni punti:

 Eternità del personaggio. In quanto creazione è eterno fino alla fine del mondo; prospettiva

e al mito della cultura occidentale rispetto all’arte, la sua eternità, rilanciata

legata al sogno

dall’umanesimo. P. è erede di questa prospettiva;

 Teoria del personaggio che è qualcuno in opposizione all’uomo che è nessuno. L’uomo non

sa neanche chi è, l’uomo si scopre sempre diverso da quello che era prima. L’uomo non ha

un’identità fissa e la percezione di sé è diversa rispetto alla percezione che gli altri hanno di

noi. Di fronte al rischio della dissolvenza e della frantumazione dell’uomo ecco che il

personaggio è qualcuno e può ridere anche della morte.

 Indipendenza dall’autore nel senso che il personaggio una volta che acquista una “realtà” di

finzione artistica può attraversare i secoli entrando nell’immaginario degli uomini

indipendentemente dall’autore vivendolo e ponendolo NOI in situazioni in cui l’autore non

l’aveva mai posto.

Il personaggio è reso quindi meno reale ma più vero, intendendo per vero la verità fantastica che P.

pone alla base della sua idea fantastica che si contrappone al realismo.

un saggio “un critico fantastico” in cui parla di un suo maestro toscano e ne parla come un

P. scrive

maestro dell’umorismo perché usa la verità fantastica. Un suo modello è Ariosto. L’arte

dell’Ariosto è fantastica: la verità va intesa per ciò che l’arte esprime non solo per denunciare,

parlare; la verità fantastica sottolinea il fatto che l’arte non può essere letta rispetto a quella che è la

verità che si cerca nei discorsi comuni.

Un esempio di quella che è la fantasia dell’autore quando farà nascere evocata dallo stesso

palcoscenico la figura di Madama Pace. 4

P. in quest’opera affronta anche la sua idea di teatro, basata sui conflitti fra le varie figure del teatro,

e vuole mostrare quello che lui chiama l’indipendenza prodigiosa del personaggio, cioè il fatto che

ad un certo punto un personaggio nasce nella fantasia di un autore non si sa neanche come e perchè.

Proprio perché P. vuole sottolineare che a differenza del simbolismo la sua poetica seguiva un

processo inverso. Lui non aveva prima un’idea filosofica astratta alla quale adattare poi un

personaggio o una situazione: prima aveva delle apparizioni e poi queste apparizioni si

trasformavano in creazione letteraria, romanzesca, novella o teatrale solo quando sentiva che

potevano avere un significato universale.

Non prima il concetto e poi immagine ma al contrario.

Concetto e immagine sono categorie di quegli anni. P. fa parte di quelle categorie estetiche dell’800

fantasia, immagine.

Lettura Prefazione.

I testi di P. hanno significati plurimi.

Forma e Parte

La vita in senso filosofico per P., che aderisce al pensiero del filosofo Bergson, intesa come

entità astratta, è un fluire senza tempo, una sorta di essere della natura che va avanti e non ha né

Come l’acqua

prima né dopo. del mare: le onde danno forma al mare. Se dovessimo fermare le onde

si avrebbero tante piccole forme, che sono fissate e intrappolano la vita. La forma non è la parte. La

parte è quello che noi siamo costretti ad essere nella società, la maschera che abbiamo e che ci

sociale c’è quello legato all’essere ontologico che è la forma

danno. Accanto all’aspetto intesa come

una grande distesa di sabbia. Le varie forme che si hanno nella sabbia sono gli esseri umani: ognuno

di noi è una forma fissata che nasce per la morte (La trappola, opera in cui esprime questi concetti).

Che cos’è l’uomo? È nato per la morte. Noi chiamiamo vita un’esistenza che corre verso la morte.

La nostra vita intrappola l’essere del mondo. Ogni individuo ha una forma che è una trappola

perché di fronte all’essere del mondo che non ha inizio noi siamo fissati e senza una volontà. La

l’anelito

nostalgia e per la possibilità di non essere in questa trappola è il pianto della natura rispetto

alla morte e alla vecchiaia. Nell’Enrico IV c’è la metafora della nostalgia di essere senza tempo,

l’uomo non vedrà modificarsi. Forma-vita: l’uomo si dibatte in questa trappola perché nasce un

individuo e la sua nascita è segnata irrimediabilmente dalla morte.

Le creazioni di P. hanno un livello filosofico conoscitivo. Elude il rapporto con la storia perché

l’uomo è sempre tal quale. Per lui l’uomo non cambia: ha scritto I vecchi e giovani parlando di

avvenimenti che l’avevano sconvolto (Rivolta fasci siciliani, anni ’90). Rappresenta la storia

attraverso il cannocchiale dell’astronomo, secondo la sua filosofia del lontano: guardare agli eventi

rovesciando il cannocchiale, vedendoli da lontano. La sua filosofia la fa interpretare con le

immagini (il raggio di luna che illumina il cranio di don Cosmo (cosmo è universo)).

Il conflitto vita e forma lo vede proiettato anche nel teatro. Sono anni in cui nascono queste utopie

che danno al teatro un significato altissimo. Se a fine ‘700 si diceva che la tragedia di Voltaire, la

tragedia francese aveva fatto la rivoluzione qui è la stessa cosa: lì è una filosofia morale. Il teatro ha

‘900 il teatro assume l’utopia di un

spesso più di altri generi drammatici incarnato utopie: nel primo

mondo che spesso è altro, è distaccato dalla storia e dai drammi. La stessa guerra mondiale che

cos’è di fronte a un terremoto? La prospettiva cosmica o copernicana è portata alle estreme

conseguenze. È la nullificazione della storia. È una poetica come tante altre.

Il conflitto tra forma e vita P. lo vede nel teatro. Il teatro è speculare a quello che è lo stesso

alla base dell’esistenza del mondo.

conflitto

Il personaggio rappresenta qualcosa di fisso e immutabile che entra in contrasto con gli attori che

rappresentano ciò che si muove, ciò che è effimero. L’attore ha valore nel momento stesso in cui

dell’attore come essere in divenire.

accade: Artaud parla 5

L’opera è aperta. P. distingue un finale di fatto e uno filosofico. In Così è se vi pare rappresenta

l’impossibilità di un finale legato al mondo dei fatti, l’enigma non si scioglie, il fatto resta avvolto

Qui la storia dei personaggi è già avvenuta perché se sono personaggi dell’arte sono

da un enigma.

già stati creati con la loro cifra. Da un lato c’è la cifra simbolica (la madre rappresenta la natura, la

figliastra la vendetta, il padre il rimorso, il figlio lo sdegno) ma nello stesso tempo il loro dramma è

già accaduta e loro vogliono un autore che trasporti questa vicenda e la accolga. Il capocomico è

interessato solo a trarre dal dramma dei personaggi una commedia e all’inizio tutta la prima parte è

una lotta tra il padre e la figliastra per narrare il loro dramma accaduto. Lo narrano anche se

vogliono viverlo sulla scena. Il capocomico estrapola le due scene su cui costruire il primo e il

secondo tempo. Una volta narrato più volte nella prima parte si assiste alla rappresentazione delle

due scene principali nella seconda e terza parte. Questa rappresentazione dà luogo al contrasto con

a questo contrasto c’è un conflitto profondo del teatro: l’avvento del regista è

gli attori. Accanto

stato un trauma soprattutto per gli autori che non erano anche attori.

Le inchieste di quegli anni parlano del conflitto fra regista e autore: il risultato è che senza teatro la

pagina resta solo scritta e basta: non c’è altro modo che l’attore come mediazione inevitabile.

il conflitto si riesce a rappresentare la “scena”, vista come parte centrale. Nella terza

Nonostante

parte è il finale del dramma che si mette in scena. Tutto questo è stato già raccontato. Il finale del

dramma già lo conosciamo.

Più che un finale aperto è più opportuno parlare di finale circolare. È la ripetizione il congegno

drammatico di questo testo. Il finale è ripetuto più volte perché non è solo il finale del dramma ma è

anche la fine vera del testo.

C’è qualcosa che non si riesce a fare: la commedia.

Seconda parte

Si cerca di creare l’ambiente dell’atelier di Madama Pace ma gli oggetti, i colori non saranno uguali

al loro “teatro mentale”. Vorrebbero tutto tal quale l’hanno vissuto: metafora del sogno del poeta,

così come ha sognato e ha immaginato i suoi personaggi vorrebbe che venissero rappresentati: è

impossibile.

Noi abbiamo un pensare per immagini. Il padre e la figliastra vogliono la scena così come l’hanno

L’attore non è direttamente personaggio, è mediatore.

vissuta.

Pag 77-78. P. dice che ha fatto fare un salto alla scena da realistica a fantastica, a un livello ad un

altro: visualizzare la visione in atto. Ciò che accade nella mente dell’autore quando crea un

personaggio. È in qualche misura mettere, drammatizzare il momento della nascita artistica di un

personaggio, Madama Pace in questo caso.

Pag. 80 il padre esprime idea di P.

Lapsus del Padre che è lapsus di P.= la chiama “mia figlia”. Il testo si presta a una lettura

psicanalitica. Inevitabile attrazione del padre per la figlia e viceversa: valenza universale.

La critica non ha capito che questa non è una tragedia classica rinnovata->nella tragedia classica

l’argomento portante è l’incesto.

Il testo è stratificato. Ci troviamo a più livelli: psicanalitico, esistenziale, discorso sul teatro ma

vanno combinati insieme.

Nella sceneggiatura che fa dei 6 personaggi ci inserisce la figura del satiro che è la figura del

Desiderio vietato nei confronti della figlia: non c’è da tener conto solo della biografia di

desiderio.

P. ma anche di quegli anni in cui Freud scrive Totem e tabù. Individua nel desiderio e nel suo

divieto gli elementi costitutivi della società occidentale. Sono riferimenti che assumono una valenza

universale.

Ogni personaggio vuole rappresentare il suo dramma. 6

Il momento eterno è il restare ancorati ad un gesto. Un gesto per cui si può venire condannati. Ma

questo gesto non rispecchia la nostra personalità, è solo un gesto della nostra vita. (il padre che va

nell’atelier)

Sipario: è un modo che usa P. per creare un’altra interruzione. Si crea l’equivoco. Il capocomico

dice sipario per avvisare che è finito il primo atto della commedia da fare ma per errore il

macchinista lo farà cadere davvero. Molti dicono che la caduta del sipario ha un significato

simbolico. La scena tra il padre e la figliastra viene interrotta dal sipario. Letteralmente non regge.

È vera che le interpretazioni sono legate al punto di vista ma le interpretazioni della critica non

possono essere solo soggettivismo. Bisogna adottare una chiave di lettura perché si possono

cogliere più cose. Dipende da come si guarda alle cose. Si può interpretare ma non alterare il testo.

In questo caso l’incontro fra i due è bloccato dalla madre. Il sipario avviene dopo e serve a

interrompere la scena.

Si devono dare delle interpretazioni ancorandoci ai significati letterali, alla lettera. È la madre che

funziona da divieto.

Terza parte. nella scena dell’atelier si presuppone l’antefatto

Si sta facendo il 2 atto della commedia da fare. Se

quello che c’è stato ma

nel finale si presuppone non viene considerato. Il padre li ha riconosciuti e

venendo a sapere che era morto il sottoposto che stava con la moglie e che loro erano caduti in

miseria a tal punto che la figlia si prostituisce se li porta tutti a casa. Il figlio si trova di fronte una

donna che è la madre con 3 figli tra cui una ragazza che, anche per ostilità anche nei confronti della

vita, tratta male perché è come se volesse farle pagare la sua condizione di ex prostituta. La madre

vuole recuperare il figlio e vuole spiegargli che non è stato abbandono.

Finale del dramma: la mamma parla con il figlio esce dalla stanza e nel giardino vede la bambina

annegata e il fratellino con gli occhi da pazzo che anziché salvare la sorellina si spara. Questo

dramma P. non l’accoglie in quanto romantico, doloroso.

 Finale del dramma

 Impossibile finale della commedia, della rappresentazione

 Il finale, il significato filosofico della vicenda

Si riapre il sipario: allestimento di una nuova ambientazione. Siamo nella casa del padre e del figlio

dove è andata tutta la famiglia. Questo allestimento riguarda la scena finale: giardino, vasca.

La terza parte continua a svolgersi il conflitto tra gli attori e i personaggi.

La figliastra vorrebbe due luoghi: interno ed esterno.

recitazione dell’attore rispetto ai personaggi): per il padre non ha senso

Illusione di realtà (indica la

parlare di illusione di realtà.

Digressioni del padre sul personaggio:

 Indicare che il personaggio è qualcuno mentre l’uomo è nessuno. Come aveva fatto Laudisi

ricorre allo specchio, alla metafora dello specchio. P. dirà che i 6 personaggi sono il vero

trionfo dello specchio perché drammatizzano quello che è la sua concezione del teatro dove

1. il personaggio guarda dentro se stesso come se si guardasse allo specchio; 2. nella

il personaggio si vede nell’attore

conflittualità attore-personaggio ma non si riconosce;

specularità. Personaggio guarda se stesso e non si riconosce nell’attore. Nella

(ulteriore

concezione di P. del teatro specchio che non ha nulla a che vedere con lo specchio della vita)

3. il pubblico vede se stesso nei personaggi.

Lo specchio non si riferisce solo al teatro: le Novelle per un anno le ha definite tanti piccoli

specchi che formano l’intera vita non rispecchiamento come intendeva Lucas che l’arte

(ma 7


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ninja13

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Letteratura teatrale italiana sull'opera Sei personaggi in cerca d'autore, scritta da Pirandello, la cui trama è la seguente: arrivano i personaggi, cercano un autore. Il loro essere personaggi inventati è dichiarato, non sono realistici, sono personaggi dell’arte i quali nella situazione creata da Pirandello sono stati rifiutati dall’autore. Entrano in un teatro e vanno alla ricerca di qualcuno che voglia farsi autore. Non trovano un autore, ma un direttore capocomico, un regista.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in letteratura, musica e spettacolo
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ninja13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura teatrale italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Alfonzetti Beatrice.

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