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Per il Filippo tutto viene rappresentato contro il divieto anche se Alfieri lo incontra relativamente:

negli anni ’70-’80 del ‘700. Sono

siamo momenti in cui sono successi una serie di avvenimenti sto-

quindi era meno forte l’influenza

rici e politici: è il momento di massimo scontro tra Chiesa e Stato

della prima sulla seconda. L’allentarsi del potere della Chiesa fa sì che si aprano le maglie della

censura. C’è comunque la censura dello Stato e non è un caso che Alfieri per pubblicare le sue tra-

gedie rifiuti la “cittadinanza” dello stato Sabaudo, la proprietà, l’eredità e si sottrae alla condizione

di suddito del re di Piemonte. Solo in questo modo pubblica le sue tragedie senza avere grossi pro-

blemi (inoltre in quegli anni le tragedie di argomento storico moderno venivano pubblicate anoni-

me).

Alfieri rifiuta di pubblicare “La che è la congiura verso i medici di fine ‘400, la

congiura dei pazzi”

pubblica successivamente.

Nell’ultimo decennio del ‘700 sia in Italia che negli altri stati si rappresentano tragedie di argomen-

to storico moderno o con scioglimenti crudi e visivi.

Alfieri sceglie il personaggio di Filippo II di Spagna non per inventarne una storia ma per utilizzare

una certa tradizione storica.

Su Filippo c’erano due tradizioni: quella colpevolista che lo vedeva come un sovrano assolutista che

fa imprigionare e uccidere il figlio Carlo; quella non colpevolista che lo riconosceva solo come so-

vrano assolutista. La prima tradizione nasce da una storia e dalle memorie di Perez. Gli storici pro-

testanti la danno per vera. Alla fine del ‘700 si crede ancora alla sua colpevolezza e Filippo viene

riconosciuto come il paradigma dell’assolutismo (Schiller scrive il Don Carlos sempre sulla figura

di Filippo).

Alfieri si documenta, è certo di scrivere una tragedia storica (lasciandosi un margine di invenzione).

Solo alla fine del ‘800 si scopre che Filippo non era colpevole ma fino ad allora si pensava così, era

storia.

Il Filippo di Alfieri: opera in cinque atti, poche e brevi scene. Diversamente dalle altre tragedie del

‘700. rivede i testi riduce le battute perché pensa che “la

Ogni volta che Alfieri tragedia deve correre ver-

so la catastrofe”.

Inizio lettura testo(commento sul testo)

La critica afferma che è insostenibile presentare un sovrano cattolico con tale crudeltà ma ricono-

scono comunque Alfieri come esponente di un pensiero politico radicale.

È la seconda tragedia di Alfieri, più volte rimaneggiata. Appare nel 1783 nel primo volume delle

tragedie pubblicate a Siena. Pubblica le sue tragedie in tre tomi. L’opera intera lo riconosce come

pensatore politico.

già cominciato a scrivere “Il che non pubblica subito. Lo pubblica a

Aveva trattato della tirannide”

Il patto con l’editore era di non renderlo subito pubblico anche se già

Parigi con data postuma.

stampato. Questo trattato è una trattazione radicale perché non lascia spazio a nessuna idea com-

promissoria con ideologia del dispotismo illuminato. Non c’è differenza tra dispotismo orientale e

tirannide degli stati d’Europa. Tirannide è qualunque esercizio di potere che vige in tutti gli stati

tranne che in Inghilterra dove c’era la monarchia costituzionale (due camere). 2

all’inizio poi viene rappresentato nei

Filippo venne criticato vari teatri privati perché di argomento

attuale per l’epoca: si rifletteva sul dispotismo illuminato e la possibilità di un cambiamento politi-

co. È possibile la Repubblica?

L’ utilizzo di scene molto brevi fa parte della riforma. Fino ad ora la scrittura tragica sia francese

che italiana di almeno 3 secoli non aveva mai fatto uso di scene così ridotte, addirittura di un solo

verso. Nel Filippo ci sono come dei flash brevissimi di personaggi che dicono un solo verso e poi

scompaiono.

Alfieri commenterà le sue tragedie (le renderà pubbliche la 1° volta nel 1783-85 in tre tomi, uno

ogni anno). Le ripubblica 1790 a Parigi. Le inserirà tutte e 19. Mette tutte le tragedie che non aveva

l’edizione france-

avuto il coraggio di pubblicare e altre che ancora non aveva scritto. Accompagna

se con una serie di scritti sul teatro: parere sul teatro, arte degli attori, parere sulla tragedia. Per ogni

tragedia scrive un parere, utilizzando le varie critiche e commenti che nel frattempo erano apparse.

Viene considerato un acuto lettore di se stesso.

Il parere che accompagna Filippo riguarda il finale. Discute sulla possibilità di dare a Perez qualche

non l’ha fatto perché nella scrittura

scena in più per dare più consistenza al personaggio: lo stato

voluto fare diversamente ma la natura gliel’ha im-

non può essere diverso da quello che è. Avrebbe

pedito. Il motto è camminare a gran passi verso il fine. La sua natura tumultuosa lo vedeva riflesso

nel suo modo di comporre, spinto per arrivare al fine.

Non abbiamo fino ad Alfieri tragedie così corte. Lui accorcia e condensa. Quando inizia a scrivere

da egli stesso) da una redazione all’altra riduce

la tragedia (ha tante redazioni catalogate e datate i

versi e le scene perché tutto deve contrarsi. ‘600

Notiamo delle coincidenze tra autore e tempi: di fronte alla stasi, agli indugi della tragedia del

all’improvviso nel ‘700 tutto è più movimentato. Come se dal circolo in movimento si passa alla li-

nea in movimento, come se ci fosse una prefigurazione di quello che a fine secolo avviene.

Nel 1789 la Rivoluzione francese è stato un evento epocale. Pari nella storia solo alla Rivoluzione

russa del 1917. Le rivoluzioni inglesi sono state diverse rispetto a quella francese in cui si vede una

e scompagina l’ordinamento dell’antico regime.

partecipazione molto allargata di tutti i ceti sociali

Si ha per gli ideali che esprime, al di là dei fatti, la possibilità di ribaltare gli ordinamenti politici eu-

ropei e la possibilità della Repubblica, la possibilità che i cittadini diventassero soggetti politici. Si

ha uno scontro fortissimo con chi vuole la Repubblica ma non una partecipazione democratica (Gi-

i giacobini che daranno vita al terrore. Quando si dice che l’Europa è figlia

rondini). Contrari sono

della rivoluzione è vero. Tutte le rivolte dell’800 si riallacciano alla Rivoluzione francese che ha vi-

sto anche in Italia adesione e partecipazione. I letterati smettono di fare solo i letterati e tramano e

cospirano con i francesi per cercare di sconfiggere i Borboni a Napoli e fondare delle repubbliche

c’è tutto un

(che ci saranno dopo pochi anni). Questo cambiamento radicale non è stato improvviso,

‘80

pensiero negli anni che lo prepara, anche in Italia. Alfieri fa parte di questi letterati anche se do-

c’è (l’esecuzione dei sovrani francesi li scon-

po il 1792 una posizione di rifiuto della rivoluzione

volge, il periodo del terrore giacobino, pur durando poco, li rende contrari (liquidato Robespierre

viene liquidata anche la possibilità di una repubblica democratica come i giacobini volevano)).

C’è coincidenza non perché ha anticipato la rivoluzione ma perché Alfieri fa parte di un tempo in

come oggi si discute dell’Europa, anni ’80 tutti i letterati par-

cui, si discuteva di dispotismo. Negli

tecipano al dibattito perchè non esiste la divisione tra letterato e politico. Alfieri scrive vari trattati

ha scritto anche “Del e altro

sulla politica: oltre al Trattato sulla tirannide principe e delle lettere”

ancora.

una coincidenza

C’è tra i tempi e le opere del tempo: la prefigurazione di sommovimenti della so-

cietà in qualche modo sembra proiettata in queste novità formali e strutturali delle tragedie non solo

di Alfieri. Tutti gli scrittori di tragedie da questo momento cambieranno metodi di scrittura come se

spazzassero via i limiti secolari che avevano inibito la scrittura per secoli. 3


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ninja13

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Letteratura teatrale italiana sulla tragedia di Vittorio Alfieri, in cui per il Filippo tutto viene rappresentato contro il divieto anche se Alfieri lo incontra relativamente. Alfieri sceglie il personaggio di Filippo II di Spagna non per inventarne una storia, ma per utilizzare una certa tradizione storica.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in letteratura, musica e spettacolo
SSD:
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ninja13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura teatrale italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Alfonzetti Beatrice.

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