Estratto del documento

Napoli 1942, secondo anno della seconda guerra mondiale

La scena rappresenta un basso napoletano arredato con elementi consunti, dal letto al tavolo, dal comò alle sedie di paglia e ad altri mobili quasi ammassati. E non mancano immagini di santi e le consuete tazzine di caffè. Si intravede l’esterno: un vicolo dove si aprono altri bassi e dove si scorge pure un altarino di marmo che raffigura la Madonna del Carmine.

Nella stanza Maria Rosaria sta lavando le tazzine da caffè sporche; fuori c’è in corso un litigio. Intanto si sveglia Amedeo, bel giovane venticinquenne, con aria intelligente ma di costituzione piuttosto gracile. Chiede il caffè alla sorella Maria Rosaria. Chiede del padre Gennaro il quale compare poco dopo. Si è appena svegliato per lo schiamazzo del litigio in corso fuori del quale una partecipante è sua moglie Amalia.

Conflitto familiare e sociale

Amalia vende caffè, ma qualcuno le ha fatto concorrenza vendendolo a mezza lira in meno. Il caffè Amalia lo compra da un contrabbandiere per rivenderlo e questo tipo di commercio non piace all'onesto Gennaro che è consapevole che il materiale di contrabbando è materiale rubato e chi ne paga le conseguenze sono gli ospedali e le istituzioni al servizio dei bisognosi. Gennaro ha trascorso una notte insonne anche per un bombardamento che ha interrotto, come di consueto, la quiete notturna.

Entra Amalia, una donna piacente, trentottenne, di carattere deciso e ben dotata di autorevolezza. Avida negli affari, sa nascondere i suoi stati d’animo. Vende di tutto: farina, caffè, fagioli. E rassicura sempre i suoi avventori che fornirà loro ciò di cui hanno bisogno. E sono tanti i suoi avventori i quali, non solo vengono a procurarsi alimenti di prima necessità, ma vengono a consumare, pagando naturalmente, il caffè.

Visite e affari

Enrico Settebellezze è uno di questi, così come Peppe ‘O Cricco o Riccardo Spasiano. Alla loro presenza Gennaro, l’onesto marito di Amalia, fa discorsi moralistici sulla illegittimità della borsa nera. Si sta male, Gennaro ne è consapevole e il malgoverno ne è la causa. Sono “I professori” i responsabili, i quali non tengono conto adeguatamente delle esigenze della povera gente tanto che questa prende spesso decisioni per conto proprio. Ed anche la guerra, secondo quanto afferma Gennaro, è stata voluta dai “professori” per la rovina del popolo.

Intanto in casa Iovine si avvicendano tanti uomini a prendere il caffè e ognuno di loro paga. E, nel frattempo, si parla di guerra, di bombardamenti, dei tempi difficili in cui è meglio tenere la bocca chiusa. Amalia è alacre e attenta nel portare avanti la sua attività di venditrice. A Riccardo Spasiano, dopo avergli fornito due chili di zucchero, un chilo di polvere di cacao, dieci pacchetti di pastina bianca fa un conto di tremila e cinquecento lire, specie quando viene a sapere che ha qualche proprietà. Ma Riccardo intanto non dispone di quella cifra e consegna alla donna un orecchino come pegno.

Il dilemma morale di Gennaro

Gennaro, non presente alla scena, compare subito dopo: non approva le vendite che fa la moglie, non crede che lei non ci guadagni, anzi... E, d’altro canto, aggiunge, se non si può vivere, se si è vittime di licenziamenti (lui in particolare, che fa parte di una categoria a rischio, quella dei tranvieri ne è una vittima) cos’altro si può fare se non fare ricorso alla “borsa nera”? Ma... ha paura Gennaro, paura che li scoprano. E non sbaglia. Sta arrivando la Squadra di controllo.

Che fare per non andare in galera? Subito si organizza una messa in scena, con l’aiuto di amici, quelli che frequentano la sua casa come acquirenti o consumatori di caffè: Pasqualino o pittore, Miezo Previte, Adelaide. E sono pure presenti i figli Maria Rosaria ed Amedeo. La messa in scena consiste nel fingersi morto, nel porsi un fazzoletto bianco a chiudere la bocca, nel distendersi nel letto immobile, tanto da non concedere nessuna possibile ispezione in quel materasso che nasconde tanti generi alimentari.

L'arrivo della guardia

Quando il brigadiere Ciappa, un uomo sui cinquant’anni, con i capelli brizzolati, entra, avverte subito aria d’inganno: i presenti piangono il caro estinto, Amalia lo scongiura di credere che il marito sia veramente morto. Intorno si sollevano le litanie tipiche di un momento come quello, ci sono pure delle false monache che completano il quadro quando, provvidenziale, suona la sirena d’allarme che segnala un prossimo bombardamento.

Ne sorge un caos generale: tutti vogliono scappare. Il brigadiere Ciappa dice che resterà col morto a sorvegliarlo. La guardia che lo accompagna fugge via, ma Ciappa, pur terrorizzato dall’incalzare dei bombardamenti, rimane a vegliare il finto morto fin quando i botti cessano. Ora egli parla col cadavere, solleva il lenzuolo, scopre quel ben di Dio che si nasconde nel letto ed intima a Gennaro di alzarsi.

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 8
Riassunto esame Letteratura Teatrale Italiana, prof. Nicastro, libro consigliato Napoli Milionaria, De Filippo Pag. 1 Riassunto esame Letteratura Teatrale Italiana, prof. Nicastro, libro consigliato Napoli Milionaria, De Filippo Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 8.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Letteratura Teatrale Italiana, prof. Nicastro, libro consigliato Napoli Milionaria, De Filippo Pag. 6
1 su 8
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher celesterosa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura teatrale italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Nicastro Guido.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community