“Aminta”)
ALFONZETTI ( 03.04.07 ultima lezione su
● allitterazioni, enjambements, accenti, cesure…
In sostanza tutti riferimenti al testo:
● Atto quinto, scena unica. Verso 1850 → proprio mentre Aminta cadeva non solo figuratamene, ma anche
dirupo), proprio in quel momento senza saperlo stava invece “salendo”, raggiungendo il
realmente (nel
massimo grado di felicità (l’amore di Silvia). Cnf → ideologia cattolica (gli ultimi saranno i primi)
● Sarebbe stato impossibile aspettarsi dal Tasso un finale semplicemente positivo “super felice”, resta
inevitabile una certa nota malinconica → il coro finale ridimensiona la situazione con la riflessione
sull’eccesso d’amore (meglio meno amore se ciò comporta meno sofferenza).
(prima lezione su“La clemenza di Tito”)
12.04.07
● Il “la clemenza di Tito” di Metastasio risale agli anni 30 del ‘700..
melodramma
↓
Sia il dramma pastorale che il melodramma (in genere con lieto fine) sono generi nuovi, in realtà il
melodramma c’era fin dall’inizio del ‘600, ma con Apostolo Zeno (?) e Metastasio venne fortemente
riformato, il testo letterario assunse una notevole importanza, di conseguenza il libretto divenne più centrale
rispetto alla musica.
● Nel ‘700 le Accademie (es. Arcadia) determinano la negativizzazione del barocco seicentesco, visto come
periodo e stile di decadenza. Proprie del ‘600 sono le compagnie di attori professionisti
↓
Commedia dell’Arte (tipicamente italiana!), si recitava
seguendo semplicemente un canovaccio lasciando molto all’improvvisazione , mancavano i copioni veri e
propri → conseguente svalutazione dell’opera, del testo poetico. Evidente spostamento del teatro verso la
commedia!
● Nello stesso periodo fioriva invece il teatro francese (con grandi tragici come Corneille e Racine, ma anche
con commediografi raffinati come Moliere) che usurpa presto la supremazia teatrale italiana e inglese.
● Gli intellettuali italiani sono convinti della riforma teatrale, indicano nettamente la tragedia e la commedia
come generi principali ed esaltano lo stile cinquecentesco.
● Giampietro Trapassi (Metastasio), romano, origini umili, poeta improvvisatore, a 10 anni viene scoperto da
Gravina († nel 1718) grande intellettuale che si occupa della sua istruzione. A 13 anni lesse “le passioni
di Cartesio. Conosce la cantante lirica Marianna Bulgarelli (?), insieme scrivono il
dell’anima” suo primo
melodramma (“La Didone abbandonata” 1724). Nel 1730 parte per Vienna (Milano e Napoli in quel periodo
sono asburgiche) dove resterà 50 anni senza mai
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