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IL CONTE DI CARMAGNOLA

MANZONI

Il Conte di Carmagnola si presta ad essere visto in rapporto al Filippo di Alfieri. Sono tra-

gedie molto diverse ma meno di quello che comunemente si crede. Entrambe sono di argomento

storico-moderno. Nel discorso teorico di Manzoni e, in parte, nella struttura della tragedia, la di-

stanza sembra abissale tra la maniera romantica e il teatro di fine ‘700 di Alfieri.

Dal punto di vista della storia del teatro il Conte di Carmagnola non è particolarmente rappresenta-

to perchè ebbe una relativa fortuna scenica. Pubblicato nel 1820, Manzoni inizia a scriverla già nel

1816 e si ha una sua prima rappresentazione nel 1828 a Firenze.

Nella storia del teatro ci sono delle opere che sono destinate a diventare modelli per altre tragedie

Il rilievo e l’importanza di Manzoni

che vengono rappresentate di più. è elevatissimo perché dopo le

e l’Adelchi,

sue due tragedie, il Conte di Carmagnola non si scriverà più niente per tutto il resto

dell’800 che eguagli in importanza il modello che le due opere rappresentano: le tragedie di Man-

zoni acquistano un rilievo emblematico ed hanno una forza che proviene loro dalla stessa personali-

tà dell’autore. Non sarà possibile non tener conto, nel periodo romantico, delle tragedie del Manzo-

ni, di come sono fatte, di come devono essere rappresentate. quello notissimo dell’unità di

Manzoni accompagna le tragedie con alcuni scritti teorici (ricordiamo

tempo e luogo della tragedia, scritto in francese). Per la prima volta in Italia ci si trovava di fronte,

con questa lettera, al rifiuto del classicismo, del sistema francese e della tradizione classicista italia-

na e si guarda al modello tedesco (Schiller) che viene posto accanto a Shakespeare.

Fino a metà del ‘700 Shakespeare era conosciuto grazie alle traduzioni francesi ma ne avevano alte-

rato la struttura: gli scioglimenti delle tragedie di Shakespeare vengono completamente cambiati. Si

tratta di traduzioni per niente fedeli. Lo spettatore francese del 1760 non vedeva rappresentata una

così come l’aveva scritta ma vedeva una rappresentazione as-

tragedia o un dramma di Shakespeare

sai edulcorata in quanto gli scioglimenti violenti e visivi cambiano. Quel che più conta è che Shake-

speare comincia ad entrare nel panorama francese ed italiano nel ‘700 ma non è sostenuto da testi e

riflessioni teoriche che dicono “così bisogna scrivere”. (Nessuno osa dire né pensare che Shakespe-

are è superiore a Sofocle). Voltaire che lo ama e scrive le sue tragedie romantiche, dopo aver cono-

sciuto le tragedie di Shakespeare, perché le aveva viste rappresentate ed erano rimaste nel suo reper-

‘800

torio, dirà che Shakespeare è un barbaro rispetto al sistema classicistico. Soltanto nel primo

e un pensiero “romantico” che,

abbiamo la conoscenza e la diffusione di Shakespeare nel contrap-

porre i moderni agli antichi, lo eleva a rappresentare la poesia tragica moderna dicendo che è supe-

riore agli antichi e più vicino a noi perché appartiene a una modernità che è stata data inizialmente

‘20

dal Cristianesimo( il Cristianesimo ci ha resi diversi. Hugo negli anni scriverà che ha reso

l’uomo malinconico perchè non è più l’uomo legato alla civiltà romana).

‘800

Nel 1° si ha un pieno capovolgimento di indirizzi, di orientamento. Subentra quello che si

che cos’è? È la sostituzione di modelli

chiama Romanticismo: ad altri modelli: crolla dopo una for-

tuna secolare l’ idea che noi eravamo eredi dei romani. Si rifiuta questa idea, questa linea di conti-

nuità e si instaura un solco tra noi e i romani, una grande distanza. Vengono spostati i modelli e per

certi aspetti si tenta di liquidare una tradizione che non era soltanto letteraria, teatrale, ma aveva a

che fare anche con modelli politici, con questa eredità classicistica. Non parte da noi. Noi lo abbia-

mo importato. sull’Allemagne

La prima grande opera importante è lo scritto di Madame de Stael. Come nasce? Chi

trova a Ginevra durante l’ascesa na-

è? Di origine francese, il padre è il consigliere di Luigi XIII. Si

poleonica perché esiliata. I suoi scritti nascono nell’esilio della svizzera. Dirà più volte, e scriverà

anche dei volumi, che la Rivoluzione Francese è stata una degenerazione, aveva tradito le attese e

Napoleone aveva usurpato il potere, si era fatto tiranno e despota, senza alcuna legittimità costitu-

zionale. Non solo aveva preso il potere ma aveva esportato la guerra in tutta Europa, minacciato gli

c’è proprio la

stati di tutta Europa conquistato stati in Europa. Tra gli stati minacciati da Napoleone

l’Austria.

Germania e 1

La Svizzera era l’unico Stato in cui ci si poteva rifugiare quando si era perseguitati, e dove si pote-

vano diffondere i libri perché le case editrici erano più libere. Lì conosce altri oppositori al regime

Corinne ou l’Italie.

di Bonaparte. Fa un viaggio in Italia e scrive un romanzo Entra ed è in contatto

con i patrioti italiani che a stento avevano digerito la formazione del regno italico e che solo appa-

rentemente erano i funzionari del regno italico ma in realtà, alcuni anche clandestinamente, erano

tra l’antico regime austriaco e il nuovo regime francese

oppositori. Tuttavia erano per il secondo

perché Napoleone e la Francia avevano reso più laico lo stato.

De l’Allemagne

Madame de Stael scrive non perché fa un viaggio turistico in Germania e si inna-

mora della Germania ma lo scrive per dare un peso culturale a una realtà politica, geografica, cultu-

rale che era ancora minoritaria in Europa e per mettere in evidenza questa cultura, questa realtà (il

trattato analizza tutti gli aspetti della Germania) per contrapporla a quella francese nei cui confronti

un’oppositrice. L’avanzata della cultura tedesca, l’affermare

in questo momento Madame De Stael è

che la cultura tedesca aveva una sua validità (la cultura nordica inglese e tedesca viene alla ribalta

ancor prima del 1815, durante gli anni del regime napoleonico, da parte di letterati e oppositori che

all’usurpazione del potere in Francia,

si contrappongono alla degenerazione del dispotismo, alla

come impero che rischia di conquistare tutta l’Europa. L’Inghilterra

Francia è in guerra con la Fran-

cia). l’esilio e ascolta le lezioni sul teatro di

Madame De Stael si reca a Vienna durante Augusto Schlegel

il quale aveva tenuto varie lezioni: nel 1809 Schlegel pubblica il corso di letteratura drammatica che

breviario del teatro dell’800. una distinzione molto forte tra teatri antichi

diventa il C’è e teatri mo-

derni: diventa una categoria. Il teatro greco nel V secolo era moderno; diventa antico e inutilizzabile

oggi perché non esprime l’essere dell’uomo della modernità. Da qui la differenza tra antichi e mo-

derni che diventa anche differenza tra classicisti e romantici. Il classicista è colui che vuol continua-

un’arte,

re a far vivere accademicamente una impostazione, un pensiero che non può essere

dell’uomo di oggi e coloro che imitano l’antico, secondo i romantici, sono pedanti. La loro matrice

L’Europa idee sono elaborate in ambito germanico quindi l’idea

è il Cristianesimo. si divide. Queste

di modernità non può partire dalla Grecia o da Roma, si ferma agli anni del medioevo. Dal medioe-

C’è una

vo sentono che ha avuto origine la loro stirpe, la loro cultura. lotta di modelli: mondo ro-

mano contro mondo medievale: per questo si formano queste opposizioni. I tedeschi e gli inglesi

non possono vantare quello che gli italiani vantano. La storia romana era fino ad allora la nostra sto-

di un’altra nazione. Non è stata pacifica l’assimilazione totale. Il nostro

ria, non era la storia roman-

ticismo è stato in parte diverso perché le idee elaborate non potevano trovare tutti concordi. C’era

una gran parte di letterati molto legata a quella che era l’idea dell’antico, di Roma, del classicismo

classicismo non era solo espressione dell’antico regime). Tra le accuse

libertario e repubblicano (il

c’erano: il teatro classicista francese di Racine ( di corte, non libero). Per gli italiani però il teatro

classicista era anche quello di Alfieri che non aveva niente a che vedere con il teatro francese. Era-

no entrambi basati sull’antico all’interno

ma era una declinazione completamente diversa perchè del

distinguere quello legato alla cultura dell’antico regime

classicismo dobbiamo e quello legato

all’espressione di valori libertari e repubblicani. La rivoluzione francese e il nostro giacobinismo è

fatto all’insegna del classicismo rep

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

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