La passione travolgente in "Bodas de sangre"
Passione. Passione che travolge e sconvolge la vita degli uomini, senza che essi possano opporsi, piegati alla fatalità. Ecco la vera protagonista della tragedia "Bodas de sangre", composta nel 1932 e messa in scena nel 1933 da una delle più grandi personalità del panorama artistico spagnolo: Federico Garcia Lorca.
Federico Garcia Lorca e il legame con la terra
Di origini andaluse, Garcia Lorca ha sempre dimostrato di possedere un legame viscerale con la sua terra e il suo folklore, oltre che con il suo popolo, come egli stesso affermò con la "Metafora de las Azucenas" (l'artista deve abbandonare il suo ramo di gigli per ridere e piangere con il suo popolo, calarsi nel fango fino alla vita e aiutare la sua gente a trovare il proprio ramo di gigli). Ciò è ben visibile anche in "Bodas de sangre", la prima delle tre tragedie che vanno a comporre la "trilogia rural".
L'ambientazione della tragedia
L'opera trova la sua ambientazione nella calda campagna andalusa dove terra, denaro e onore sono i valori portanti della cultura contadina. La vicenda trae ispirazione da un fatto di cronaca, accaduto nell'estate del 1928 presso Nijar, che raccontava il tragico sviluppo delle nozze di due braccianti finite, appunto, nel sangue. Garcia Lorca si appropria di questo episodio e lo interiorizza, lo modifica e lo carica di significati più profondi, rendendolo una superba tragedia collettiva nella quale il pubblico può facilmente riconoscersi.
I personaggi principali
Il dramma, infatti, non è proprio di un solo personaggio, ma coinvolge e strazia tutta la comunità che, raggiunto il triste epilogo, si trova a piangere i suoi morti. Tutto è basato sull'intreccio delle vite e delle pulsioni di quattro personaggi principali: la Madre, custode dell'antico rancore per la famiglia Felix che causò la morte del marito e del primogenito, incarnazione della rabbia e dell'angoscia; Nevio, schiavo del fato e dei doveri familiari, succube della Madre e incapace di essere padrone del proprio destino; la Nevia, passionale e irrequieta e, infine, Leonardo (unico personaggio di cui si conosca il nome proprio), incarnazione del "macho" rude e forte, destinato a confrontarsi con l'eterna lotta tra autorità e libertà, mente e corpo, convenzioni sociali e irrefrenabili pulsioni.
Struttura e temi della tragedia
La tragedia si sviluppa in tre atti, sette scene in tutto, seguendo il classico schema aristotelico (presentazione della vicenda, nodo e scioglimento): l'incipit della vicenda è costituito dalla notizia delle imminenti nozze del Novio e della Nevia, approvate dalla famiglia di lei ma malviste dalla Madre. È importante sottolineare come il matrimonio non sia coronamento di una felice relazione amorosa, ma una transazione economica.
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