El Siglo de Oro
El Siglo de Oro, o, come lo definiscono altri, Los siglos de oro, poiché riguarda il XVI e il XVII secolo, è il grande momento umano, politico, culturale, letterario e religioso della Spagna Moderna. L'età moderna comincia con il Rinascimento che si sviluppò in Italia nel XV secolo, in Spagna più tardi. El Siglo de Oro corrisponde all'alta età moderna, cioè al XVI e XVII secolo. Possiamo dire, in maniera arbitraria, che El Siglo de Oro comincia nel 1492, anno che segna il decollo della Spagna a livello internazionale e globale perché è l'anno in cui Colombo scopre l'America, arrivato grazie a un progetto finanziato dai Re cattolici.
Importanza del 1492
Quest'anno è importante anche perché la Spagna per 8 secoli fu campo di battaglia tra Islamici spagnoli (spagnoli perché comunque vivevano ormai in Spagna) e i cristiani spagnoli, che si scontrarono durante il corso del Medioevo, dal 711 (conquista islamica della penisola iberica) fino al 1492, guerra che termina per regioni territoriali. Il 1 gennaio 1492 i Re cattolici entrano a Granada e la conquistano, che era fino a quel momento capitale del regno Nazarí, piccolo regno con solo tre province: Malaga, Granada e Almería. Quando cade il regno Nazarí, i Re cattolici diventano padroni di tutta la penisola iberica, tranne del Portogallo e Navarra, imponendo l'uniformità religiosa, possibile in quanto gli islamici non avevano più un proprio spazio, e volendo conformarsi sempre più all'Europa cristiana.
Concedono inizialmente alcuni privilegi ai Mori rimasti a Granada, ma rapidamente dimenticano questi riconoscimenti e nello stesso anno si verifica l'espulsione di altri gruppi religiosi minoritari che avevano molto potere sociale ed economico, cioè gli ebrei spagnoli (detti hebreos “sefarditas” o “sefardies”, chiamati così perché loro chiamavano la Spagna “Sefarà”). Nonostante ciò alcuni gruppi di ebrei conservarono la loro lingua anche dopo essere stati espulsi come una cosa intima/personale (la usavano per ricordare il paese che avevano dovuto abbandonare).
Contributi linguistici e letterari
Il 1492 dal punto di vista linguistico fu un anno rivoluzionario, in quanto si segna la nascita della prima grammatica spagnola scritta da Antonio de Nebrija. Nebrija, un umanista che si formò a Bologna: soggiornò nel Collegio di Spagna, in spagnolo “Residencia Universitaria”, collegio universitario che i re cattolici fecero costruire durante il XIV secolo nei pressi dell'università di Bologna per gli studenti spagnoli. Nebrija si formò sulle fonti dell'umanesimo italiano e quando tornò in Spagna poté proporre una lettura filologica della lingua spagnola.
In questo momento vi è in Spagna una realtà straordinaria, un orizzonte più ampio. I re cattolici appoggeranno questa classe di letterari, pensatori, teorici e in particolare sostengono Nebrija, che scrisse la prima grammatica di una lingua romanza, “Gramática sobre la lengua castellana”, dedicata alla regina cattolica Isabella di Castiglia che con il matrimonio con Ferdinando di Aragona unisce le due corone ma che non diventerà Corona di Spagna fino al secolo XVIII; i re cattolici di quest'epoca, non solo Isabella e Ferdinando ma anche i successivi, sono Re di Castiglia, di Aragona, di Sevilla, di Gerusalemme; governano su territori suddivisi.
Nebrija descrive scientificamente la lingua castigliana con gli stessi criteri con cui si scriveva la grammatica latina o greca, eleva quindi lo spagnolo alle lingue classiche. La grande novità fu quindi che Nebrija fu il primo che scrisse la prima grammatica di una lingua volgare in Europa romanica. Inoltre Nebrija compose un grande vocabolario latino-spagnolo. (in generale gli spagnoli chiamavano lo spagnolo “castigliano”, il nome “spagnolo” è un nome che riceve la lingua dall'esterno, perché gli stranieri non distinguevano molto ed essendo la lingua predominante la chiamarono spagnolo, ma in realtà esistono anche altre lingue come catalano, gallego-portoghese…); la grammatica di Nebrija infatti si chiama castellana o española.
Egli intendeva voler regolamentare la lingua e per dare spiegazioni su verbi e parole utilizza come modelli poeti elevati, colti e soprattutto latinizzanti come Juan de Mena. C'è uno sforzo per fare una re-latinizzazione della Spagna, quando già stava terminando la Riconquista e riconquistando Granada, dove gli intellettuali cercano di avvicinarsi all'Europa in tanti modi, attraverso la lingua, la poesia… Anche il vocabolario si preoccupa di trovare equivalenze tra parole castigliane e le corrispondenti in latino, cioè si privilegia l'interpretazione dello spagnolo come una lingua neo-latina cercando di eliminare tutta la “sporcizia” precedente di altre lingue che lo hanno colpito, cioè quei termini di origine araba.
L'espansione culturale e politica
Per Nebrija la grammatica è anche importante per le conquiste, in quanto determina un'apertura verso il mondo e la possibilità di diffondere la lingua e la cultura spagnola nel mondo, cosa che inquieta buona parte di Europa, prima per motivi pratici, essendo stata la Spagna in continua lotta per 8 secoli ed essendo quindi una società militarista con tecniche e armi di guerra avanzate, che utilizzeranno in Italia quando nel 1503 guidati da Gonzalo Fernandez de Córdoba, conquisteranno il Regno di Napoli. Inoltre più della metà dell'Italia (centro-sud) aveva gli stessi Re degli spagnoli, non è che erano regni spagnoli ma hanno gli stessi Re, fanno parte di una corona multinazionale. È importante perché una parte della letteratura del secolo XVI spagnola si scrive a Napoli, in spagnolo.
La letteratura spagnola del Siglo de Oro è quella che più ha influito sulle altre, anche se ebbe influssi italiani. Per quanto riguarda l'Umanesimo, la Spagna è la prima alunna dell'Italia, la prima che attinge alle sue fonti e che dà ottimi risultati nel primo periodo dell'umanesimo italiano. C'è l'influsso di Petrarca e anche una traduzione della Divina Commedia in castigliano che si pubblica nel 1515 en Burgos ad opera di Pedro Fernández de Villegas.
Il periodo dei Re Cattolici
I Re cattolici che occupano l'ultima parte del XV secolo muoiono al principio del XVI, la regina Isabella muore nel 1504 mentre Re Ferdinando nel 1510; la figlia maggiore Giovanna la pazza (doña Juana la loca) succede al trono, fu poi imprigionata in un palazzo. Suo figlio Carlo I passa al trono, che sarà nominato poi Imperatore Carlo V nel 1516. Carlo governerà Spagna e tutta Europa tutta la prima metà del 500, governerà fino al 1556 quando poi si ritirerà in monastero in Extremadura e cederà il suo posto al figlio Filippo II, che governerà come Re quasi tutti i territori di Carlo (Italia, India, Fiandre, Olanda) e regna fino al 1598. In questo periodo abbiamo solo 3 Re: I Re cattolici, Carlo e Filippo II.
La diffusione della lingua spagnola in questo periodo sarà enorme, l'egemonia politica di Carlo e poi quella di Filippo II in Europa, e di suo cugino de Austria, Ferdinando, nonostante siano divisi c'è sempre questa unione essendo parenti. Questa egemonia, che protesse l'Italia dai turchi, si esercitò non solo in Europa ma anche nella Nuove Terre che si stanno via via scoprendo e conquistando, che successivamente verranno identificate come America e che in Spagna si chiamano Las Indias, perché il progetto di Colombo era di arrivare all'India girando per l'altra parte del mondo. La colonizzazione e la conquista de Las Indias si fece con una mentalità umanista e guerriera.
Umanesimo italiano e colonizzazione
L'umanesimo italiano: recupero e lettura dei testi classici, dei testi greco-romani antichi. Recupero della civiltà greco-romana come modello, dove vi era l'uomo al centro e dove il sistema degli Dei era un sistema umano, Venere, Zeus sono molto umani. Il modello che Spagna applica nella conquista e colonizzazione dell'America è il modello di guerra romano, applicato però secoli più tardi (teorizzato da umanisti spagnoli che vivevano a Roma).
Vi è una grande espansione politica e militare della Spagna nel secolo XVI, anche se vi è crisi economica e bancarotta, non c'è crisi politica e culturale. C'è una fioritura continua di stili, generi letterari, invenzioni. C'è una coscienza nuova nei territori della penisola iberica che dipende dai sovrani spagnoli, che sono separati ma si uniscono alla corona nel 1580 e restano uniti fino al 1640. Ciò che importa di questi territori è che alla fine del secolo 16 includono anche il Portogallo e i loro territori africani ma anche questa nuova coscienza di se stessi, una illusione e capacità creativa enorme.
Società e linguistica nel Siglo de Oro
La Spagna in questo momento ha un sistema aristocratico e a questo sistema si aggiunge un progresso delle città (città borghesi in opposizione al sistema aristocratico), che sono più piccole e povere di quelle italiane ma più vive. Valencia è l'unica gran città spagnola al principio del secolo XVI e avrà un gran peso per la letteratura. Insieme a queste mondo aristocratico e urbano, c'è un predominio di Castiglia: è una società che cresce economicamente e dal punto di visto della popolazione, cresce impetuosamente, mentre al contrario quella di Aragona (questo ha conseguenze politiche).
Anche Castiglia ha il peso principale delle imposte e delle imprese della monarchia fuori di Spagna, è quella che soffrirà di più, infatti alla fine del secolo XVII sarà completamente distrutta, senza popolazione e impoverita. Questo predominio di Castiglia consente la crescita della lingua castigliana ma anche una fioritura di stato, di regni e principati: Regno di Castiglia, di Aragona, Valencia, Maiorca, Granada, la contea di Barcellona.
I territori americani entrano a far parte della corona di Castiglia, e si dividono in due grandi regni: Reino de Nueva España (Messico e America centrale) e Regno del Perù (America del Sud). Poi ci sono anche i regni italiani: Il regno di Sicilia, che fa parte del regno di Aragona dal secolo XIV, e il regno di Napoli, che si conquista nel 1503, dove Gonzalo Fernandez de Córdoba si stabilisce a Castelnuovo; fino al 1707 Napoli fa parte della corona di Spagna.
Quindi c'è questa vitalità demografica e culturale di Castiglia che impone il castigliano, le altre lingue si perdono, ad esempio il catalano si impoverisce, non vengono pubblicate opere in catalano dal secolo XVI, in Vasco non si è mai pubblicato nulla, è una lingua familiare, lo stesso è il gallego-portoghese. Il castigliano quindi si identifica, come indicano gli stranieri, come lo Spagnolo. La Spagna è una corona multinazionale: territori che sono disseminati per tutta Europa, America, e a partire dal 1580 quando si incorpora Portogallo ci sono anche territori in Africa, territori in India e in Estremo Oriente vicino la Cina. Gli spagnoli continueranno nelle conquiste arrivando fino nelle Filippine (chiamata così per Re Filippo II).
È importante per i cattolici, che sono il sistema fondamentale dell'impero, che si possono celebrare messe in tutto il loro regno; questa è la prima globalizzazione del mondo in nome della chiesa cattolica che ha sede in Roma. In un certo senso l'Impero Spagnolo è un impero Hispano-italiano. Questo sistema politico così complesso si governa con un sistema aristocratico, ha un certo potere nel momento della guerra ma non hanno potere nell'organizzazione dell'amministrazione, ma ce l'hanno i Letterati, che hanno studiato legge, latino. I Letterati governeranno questo impero che si forma a partire dai Re Cattolici: c'è rapporto di collaborazione ma anche di conflitto tra Armi e Letterati, l'aristocrazia è la vecchia depositaria delle Armi, hanno un esercito, cavalieri.
I Letterati collaborerà anche nella formazione dei testi spagnoli, così come anche l'aristocrazia perché sovvenziona gli artisti, che paga l'arte e la letteratura, i Letterati invece scrivono. Il regno di Napoli, durante questi 2 secoli sotto la corona spagnola era guidato da un vice-re aristocratico. Le università che formano questi letterati del siglo de oro sono: Salamanca, la più antica, dove insegnerà Nebrija e Fray Luis de León e si formeranno grandi scrittori del secolo XVI e XVII, Alcalà de Henares (solo qui si studia l'ebraico), nuova creata da Ferdinando il cattolico, dove si studia lingua classiche, come latino, greco, e poi l'università di Valladolid. La grande università del Sud sarà Granada.
L'Inquisizione in Spagna
Altro problema che riguarda la Spagna è l'inquisizione, una grande istituzione giuridica, una delle più rigide e rigorose. L'inquisizione è un tribunale per la rettitudine per la fede cattolica, è un tribunale ecclesiastico che esisteva in Roma. In Spagna i Re cattolici, che erano molto potenti alla fine del secolo XV e che riuscirono a porre Papa spagnoli a Roma, ottennero il permesso dal Papa per poter creare un'inquisizione speciale che dipendeva non della società ecclesiastica ma dai Re, l'obiettivo però era lo stesso: perseguitare gli eretici.
In Spagna l'eresia era diversa da quella Italiana, perché vi erano quelle protestanti, ma anche di altre comunità come quella ebrea, coloro che si convertirono al cattolicesimo per evitare l'esilio, lo stesso per la comunità dei Mori. Gli ebrei che si convertirono al cattolicesimo per restare in Spagna si chiamavano Cristianos Nuevos, i Mori invece si chiamavano Moriscos. Questa distinzione verteva anche dal punto di vista lavorativo-sociale, i mori erano agricoltori, muratori, falegnami, abili nel lavoro manuale, mentre i Cristianos Nuevos. erano di alto livello sociale, banchieri, commercianti, non lavoravano con le mani, era un gruppo intellettualmente alto, vanno all'università, Cervantes, Santa Teresa de Ávila San Juan de la Cruz, ci sono tanti autori che furono Cristianos Nuevos.
I problemi principali del tribunale dell'inquisizione era che la denuncia era anonima, poi quando un cittadino cadeva nel potere del tribunale gli confiscavano i beni, vi era quindi un interesse economico nel denunciare, altri furono bruciati per erano protestanti. Dopo l'espulsione dei Mori del 1492 il problema persiste perché molti di essi restano in Spagna convertendosi, e si sposarono con famiglie aristocratiche cattoliche; l'aristocrazia spagnola ha quindi sangue moro e ebreo. Vi erano anche i Crisitanos Viejos, chiamati così in opposizione ai Cristianos Nuevos, sono discendenti cristiani che non hanno né sangue ebreo né moro, si definiscono i vecchi spagnoli, appartenenti alla Spagna precedente all'invasione islamica. Sono agrari, appartenenti alla classe sociale basse, avrà una forte ascensione sociale durante il secolo XVII, si vede soprattutto nella letteratura teatrale e anche nel Quijote. Nella letteratura spagnola si riflettono molte questioni sociali.
Erasmismo e influenza culturale
Altro tema è la questione dell'Erasmismo. Erasmo è un umanista olandese, l'umanesimo italiano aveva quindi un contraltare, questo fuoco dei Paesi Bassi, un umanesimo meno filologico, cui rappresentante è Erasmo, uno dei maestri dell'imperatore, i suoi scritti furono diffusi in tutta Europa. L'Eramismo è un umanesimo anti italiano e anti papale è un tentativo di salvaguardare il cristianesimo e rinnovarlo a partire da una base diversa dal cattolicesimo papista, in modo che l'Eramismo ha confluenze con il luteranesimo, protestantesimo, è un movimento a parte e precedente, avrà momenti di rottura. Questo intento di rinnovare il cristianesimo sarà vivo nella Spagna di Carlo V e ha molto a che vedere con il rinnovamento letterario, molti intellettuali seguiranno le idee di Erasmo, a partire dagli anni 40 ci sarà una caduta dell'influsso di Erasmo e una persecuzione per mano dell'inquisizione perché gli erasmisti cominciano ad essere dei cristiani pericolosi, rispetto all'idea cristiana ortodossa dell'inquisizione. Si proibisce la lettura della Bibbia, è pericoloso leggerla, si consiglia di leggere libro de votos.
La letteratura mistica è uno dei grandi capitoli della letteratura del siglo de oro. Altro capitolo importante sono il teatro e la poesia.
La Spagna e la letteratura del Rinascimento
La Spagna, durante il Rinascimento, produce la serie letteraria più solida ed importante di tutta Europa. Durante il XIV secolo invece è l'Italia al centro della letteratura dell'occidente con autori medievali come Petrarca, Dante e Boccaccio. La Spagna è più lenta in questa grande fioritura ma nel XVI secolo sottrae la centralità all'Italia e non lascerà il suo primato fino alla fine del XVII secolo. Si distinguerà in tutti gli ambiti della letteratura con creazioni che cambieranno ogni genere.
Per quanto riguarda la poesia deve molto all'Italia. Invece per la prosa è molto più originale nonostante la presenza/influenza di Boccaccio. Nel XVI secolo in Spagna ci sono due grandi filoni per quanto riguarda la poesia: il filone tradizionale o tradizionalista e il filone innovatista o italianista. Il filone tradizionalista si caratterizza attorno a quei generi poetici derivanti dal secolo XV e si distingue per la metrica corta/breve, ovvero composizioni in versi di arte minore quindi versi fino ad 8 sillabe (anche 9 ma questi sono rarissimi). A partire dai versi con 10 sillabe si parla invece di arte maggiore, come avviene per l'endecasillabo (verso del sonetto, cioè formato da 11 sillabe e per eccellenza il verso della tradizione italiana). La differenza tra questi due filoni è quindi nella metrica perché il filone italianista utilizzava appunto i versi di arte maggiore.
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