Storia della letteratura spagnola
Dalla fine del XI secolo agli inizi del XIII
Nelle terre riojane nasce una nuova modalità linguistica, risultato dell’uso locale del latino parlato. A metà del XI secolo viene realizzata un’opera, “Il poema de mio Cid”, in questa nuova lingua (1207). “Il poema de mio Cid” è il testo narrativo spagnolo più antico con protagonista Rodrigo Diaz de Vivar.
La crescita demografica porta al ripopolamento di ampie zone e fioriscono gli insediamenti urbani con fini commerciali, mentre prima l’economia era prevalentemente rurale.
Alfonso VI e il suo regno
Alfonso VI è il re castigliano che domina la seconda metà del secolo XI, sale al trono alla morte del fratello Sancho II. Sotto il potere di Alfonso VI:
- Annessione di Toledo (1085) e dintorni con l’aiuto dei mozarabes (cristiani che vivevano in terra islamica)
- Innovazioni culturali: abbandono del rito mozarabico e assimilazione di quello romano; imposizione della regola benedettina.
Quasi tutti i monaci erano francesi scontri con il clero peninsulare forte processo di europeizzazione. Precoce presenza di racconti epici di origine francese (“Nota emilianense”, si allude alla sconfitta dell’esercito franco).
La morte di Almanzor (reggente del Califfato di Cordova) manda in crisi il califfato arabo (1002) che si smembra in piccoli regni autonomi chiamati Taifas. Gli Almoravidi (dinastia islamica che dominò sulla Spagna a cavallo tra l'XI e XII secolo) pongono fine a questa divisione nel 1090, dando origine a un tentativo di riforma religiosa e un ritorno all’ortodossia islamica.
Rinascimento culturale (Fine XI secolo)
- Rivalutazione del latino
- Maggiore diffusione della cultura
- Ammissione della donna nei centri di studio
- Incremento dei lettori
- Comparsa della letteratura in lingue romanze
Elementi fondamentali del periodo
- Piena formazione delle diverse nazionalità peninsulari
- Graduale dominio del regno di Castiglia sui restanti regni della penisola
Divorzio tra Alfonso I d’Aragona e Doña Urraca di Leon Castiglia (1110) e ascesa al trono di Alfonso VII.
Alfonso VII
- Vuole intraprendere una politica di divisione tra i regni cristiani
- Nasce il Portogallo come contea indipendente da Leon e successivamente diventa regno (1143)
- Castiglia si separa ulteriormente da Leon
Panorama politico XII secolo
- Conflitti tra i regni cristiani
- Decadenza militare degli Almoravidi
- Arrivo degli Almohadi (Musulmani integralisti)
Nel 1171 gli Almohadi conquistano Siviglia e minacciano Toledo, simbolo del potere cristiano, sconfiggendo Alfonso VIII di Castiglia (indiretto successore di Alfonso VII) nella battaglia di Alarcos (1195). La Castiglia e gli altri regni peninsulari si uniscono in una crociata contro gli Almohadi e li sconfiggono a Las Navas nel 1195.
Il panorama politico inquieto si contrappone a quello culturale:
- Le lettere latine del XII secolo in Castiglia-Leon producono opere originali (es: “Il poema de almeria)
- Emerge la produzione storiografica descrizione e interpretazione del passato storico
- I musulmani e gli ebrei della penisola sviluppano una fiorente letteratura, con autori di grande livello
- In Castiglia-Leon la letteratura in lingua romanza non è ancora nata, benché siano numerosi i testimoni dell’esistenza di una tradizione orale relativa alla poesia lirica e all’epica.
- Presenza dei Juglares (menestrelli itineranti che cantavano liriche e guerresche) nei testi di vita quotidiani. Non dovevano far ridere ma intrattenere con letteratura edificante.
Le Jarchas e la lirica popolare
Oltre alla letteratura colta esiste una letteratura che si trasmette di generazione in generazione, le cui prime testimonianze sono le canzoni popolari. Nell’occidente medievale la lirica popolare in lingua romanza arriva nel momento in cui il latino cessa di essere latino ed diventa un nuovo prodotto, embrione delle lingue attuali.
La lirica popolare di tutte le epoche e di tutti i luoghi comprende anche i canti femminili, le cui testimonianze iniziano a proliferare nell’800 medievale, a partire dal X secolo.
Jarchas, Muwashahas e Zèjeles
Jarchas
- Sono le più antiche testimonianze di poesia lirica in lingua romanza
- Brevi composizioni che si trovano a conclusione di determinati poemi in arabo o ebraico chiamati Muwaschahas
- Canti d’amore di una donna sconsolata che si lamenta con la madre per l’assenza dell’amato e delle pene d’amore.
- Il soggetto è l’io femminile.
- La madre normalmente non prende parola.
- Il paesaggio conta poco o niente.
- Si sviluppa in ambiente urbano (Siviglia o Valencia)
- Accanto alle Jarchas amorose ce ne sono altre che hanno come tema l’elogio di un personaggio conosciuto
Muwaschahas
- Ode o canzone amorosa composta da varie strofe di 5-6 versi con giochi di rime alternate
- Inventati dai poeti cordobesi di Cabra.
- Gli ultimi versi erano formati dalla Jarcha: le rime del finale di tutte le strofe dipendevano dalla rima assonante stabilita da essa.
Zèjeles
- Si sviluppa in Al-Andalus
- Scritto in arabo con prestiti romanzi
- Più narrativo e satirico della Muwaschahas
- Composto da un ritornello iniziale, 3 versi con stessa rima, 1 verso di ritorno e di nuovo il ritornello
- Non ha la Jarcha
- Il principale cultore dello Jèjel è Aben Guzmàn
La lirica tradizionale
Scarsi i suoi testi originali. La lirica tradizionale si è preservata grazie all’interesse degli scrittori colti.
Villancico
- Strofa caratteristica della lirica castigliana tradizionale
- Composto da 2-3 versi, numero variabile di sillabe, manca di forma fissa
- Canto corale liturgico che veniva intonato nelle chiese durante le feste.
La poesia tradizionale è caratterizzata dall’abbondanza di componimenti brevi, con distribuzione di rime che tendono ad avere una metrica fissa.
Temi della lirica tradizionale
- Natura: ispirata ai canti primitivi dedicati all’arrivo della primavera, che in generale si accompagna con la nascita dell’amore (sbocciano i fiori, sboccia l’amore)
- Vittoria: celebrazione di determinati avvenimenti
- Lavoro: accompagnamento della mietitura, filatura, tessitura etc
- Amore
- Burla o satira
La lirica tradizionale entra a far parte dei Cancioneros a metà del XV secolo, con l’aiuto dei maestri di musica che adattano le canzoni alla polifonia che inizia a diffondersi in tutta la penisola.
L’unificazione di Castiglia-Leon ed il regno di Alfonso X
La vittoria degli Almohadi su Alfonso VIII costituisce il momento di massima egemonia araba, ma la battaglia di Las Navas (1195) segna la fine del Califfato e la sconfitta degli arabi. Ferdinando III (indiretto successore di Alfonso VIII) e suo padre Alfonso IX decidono di invadere con la forza e annettere nuove città: Cordoba, Murica, Jaen, Siviglia, Mallorca, Valencia.
Con l’ascesa al trono di Ferdinando III si ha l’unione definitiva dei due regni di Castiglia e Leon. Castiglia era l’unico regno a mantenere le frontiere con gli arabi e quindi potevano occupare altri territori. Decisero così di spingersi a sud, verso l’Andalusia e occuparono le grandi città che gli arabi erano stati costretti ad abbandonare dopo la sconfitta.
Nascono così i latifondi meridionali, che vennero incrementati dai terreni prossimi alle città, in quanto molti dei proprietari vendettero i loro lotti per tornare ai luoghi d’origine. Le terre e i loro abitanti restano in mano alla Chiesa e alla nobiltà, e a partire dal XIII secolo saranno così suddivisi, a seconda dei domini posseduti:
- Ricoshombres, Hidalgos o Infanzones, Caballeros
- Mudejares (mantengono la libertà pagando tangenti ai proprietari delle terre che occupano)
- Senza titoli nobiliari, contadini e pastori rimangono sotto il dominio della Chiesa
Gli ebrei formano un gruppo a parte, dando vita ad un nucleo dedito al commercio, attività economiche, studio delle scienze e della medicina. Nel XIV secolo cominciano le carestie, l’equilibrio si rompe e gli ebrei cominciano ad essere perseguitati.
Le università del XIII secolo
Nel XIII secolo nascono le università, che sostituiscono le scuole monastiche ed episcopali. Sorgono come corporazioni formate da maestri e studenti e si organizzano per difendere alcuni interessi comuni, con statuti e strutture proprie, indipendenti l’una dall’altra ed autonome rispetto al Re o alla Chiesa.
La prima università castigliana viene fondata a Palencia da Alfonso VIII. Nel regno di Leon, Alfonso IX fonda “Estudio General” a Salamanca. Alfonso X fonda a Siviglia le “Escuelas Generales”. Vennero espulsi gli scrittori islamici, e per questo il regno di Alfonso X vede un’abbondanza di autori ebrei.
La maggior parte della popolazione di Castiglia-Leon era analfabeta ma possedeva la cosiddetta “cultura degli illetterati”, formata da:
- Sermoni
- Novelle edificanti
- Vite di santi
- Racconti
- Cantares De Gesta
- Notizie
- Curiosità
- Superstizioni
La letteratura scritta in lingua romanza si configura pienamente agli inizi del XIII secolo. La presenza di trovatori provenzali nei regni di Castiglia-Leon è testimoniata fin dalla prima metà del XII secolo, ma le visite si trasformarono presto in soggiorni prolungati.
La cultura Castigliano-Leonense del XIII secolo
La cultura Castigliano-Leonense del XIII secolo si trasforma in un intreccio di relazioni:
- Il mondo orientale lascia tracce nei racconti e nei testi didattici
- L’influenza francese nelle poesie grevi di tema religioso
L’abbandono del latino denota un consumo locale di traduzioni.
La poesia epica
Nasce con propositi informativi o come notiziario. Si converte in poderoso mezzo di propaganda politica visto che raggiunge un pubblico molto vasto.
Tre nuclei beneficiari delle idee espresse nella poesia epica:
- Il mondo dei feudatari e dei crociati
- Il mondo dei monasteri e delle reliquie
- Il mondo borghese
Le caratteristiche principali della poesia epica sono l’oggettività e il realismo. La poesia epica descrive la difesa e il trionfo di valori riconosciuti dalla collettività, dei quali sono protagonisti gli eroi e i loro nemici.
Esistono dei collegamenti tra la poesia epica e le leggende, e sono stabiliti in forma realista, anche se concepita come dimensione eroica, quindi esagerata:
- Forza sovrumana
- Carattere marcato leale fino alla morte, super coraggioso e impavido
È molto importante l’azione, mentre la psicologia e lo studio dei sentimenti hanno poca rilevanza. Gli interpreti della poesia epica sono ignoti, ma si pensa ai Juglares. Quando nascono i primi testi epici medievali scritti, le trasformazioni rispetto all’epica antica sono tali da pensare a una rottura delle tradizioni, specie nei popoli di lingua romanza. L’utilizzo del latino come lingua colta e la tradizione dei canti eroici tra i popoli germanici sono la base della nuova poesia epica.
L’età eroica
- Non coincide cronologicamente con tutti i popoli neolatini
- Francia: Epoca di Carlo Magno
- Castiglia: Dall’invasione araba e i primi fuochi della Resistenza (VIII sec) all’inizio dell’indipendenza della Castiglia (X sec)
Cantares De Gesta
- È una leggenda raccolta e ampliata da cronisti
- Subisce le vicissitudini proprie della tradizione orale, quindi è soggetto a cambiamenti
- È la somma di una volontà artistica, unita alla tradizione orale che a sua volta ha origine in una realtà storica
Processo di creazione
- Avvenimento storico
- Formazione della leggenda epica
- Elaborazione della leggenda come Cantar
Cantares De Gesta più famosi
- “Poema de mio Cid”
- “Mocedades de Rodrigo”
- “El Rey Sancho y El Cerco de Zamora”
Il “Poema de mio Cid”
Cantar de gesta sull’eroe
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