27/02/17
Contexto histórico:
Prima invasione - Celtica a partire da occidente fondendosi in alcune zone con gli iberici
(celtiberi)
218 a.C arrivo dei romani
219 a.C invasione romana- i romani conquistarono la penisola dopo la caduta di Cadiz
cominciando da sud e diffondendo il Latino per questo lo spagnolo mantiene arcaismi latini
come “cansar” (grec. Compasāre”passare una montagna) che equivale a fare fatica
409 i Visigoti invasero la penisola ponendo fine al dominio romano
Nel 711 d.C arriva l’esercito arabo-berbero che si fece strada da Gibilterra, da questo
momento inizia a formarsi un dialetto con influenze arabe (prefisso
“al”~albañil~ojalá~Hidalgo(hijo de algo) algo significava ricchezza in arabo (figlio della
ricchezza)
756 d.C Al-Ándalus con capitale Córdoba
929 proclamazione del califfato di Córdoba per parte di Abderramán III
1002 Psagna araba divisa in TAIFAS
1071 viene imposta la regola benedettina dalla Francia
1090 approdano los almoravides (berberi) che ripristinano l’unita territoriale
1212 vittoria dei regni cristiani sui musulmani nella batalla de las Navas de Tolosa
Siglo XIII- Alfonso X rende ufficiale la lingua romanza obbligando a scrivere ogni documento
in castigliano
1492 reconquista di Granada ed espulsione degli arabi dalla penisola.
Contexto literario:
Il primo documento scritto in lingua castigliana è un codice chiamato “Aemilianensis
sesenta” (glosas emilianenses) ovvero una serie di sermoni con aggiunta di note lessicali
(traduzioni,glosse) scritte in dialetto settentrionale ed Euskera.
Manuel Gomez Moreno (filologo) tradusse le glosse
À di una nuova forma metrica, l’ODE ovvero una composizione poetica di tono solenne
Moaxaja (Muwassaha) odi scritte in arabo con primi 4 versi monorimi e parte finale scritta in
arabo o ibero-romanzo STRUTTURA METRICA: AA (preludio) BBBAA (I strofa) CCCAA (II
strofa)
La LÍRICA castigliana nasce nel 400 perché prima la lirica era esclusivamente gallega
(cantigas de amigo). La lírica deriva dal greco lira perché anticamente il poema era cantato
con la lira, solo posteriormente passo ad essere recitata o letta. In essa prevale la
soggettività e il sentimento.
Las Jarchas erano testi ibero-romanzi di genere inferiore che non hanno a che vedere con
l’opera intera (moaxaja) ma sono semplicemente citazioni o frammenti di componimenti
mozarabi. Esse sono la prima riproduzione lírica tradizionale composta anonimamente e
trasmessa oralmente. Sono composizioni semplici di tre o quattro versi,scritte in lingua
romanza mozárabe, che i poeti musulmani aggiungevano alla fine delle loro opere culte.
Siglo XII: in questo secolo diventano popolari los cantares de gesta, opere epiche di
influenza francese che narrano le gesta eroiche di un personaggio.
Cantar de mio Cid:
Poema epico che canta l’ultimo periodo di vita di Rodrigo Díaz de Vivar (1043 circa; 1099)
cavaliere (infanzón= piccolo nobile) della corte di Sancho II di Castiglia e successivamente
di Alfonso VI.
Metrica e datazione:
L’opera segue il Mester de Juglaría (arte dei giullari) ovvero gli appartiene una metrica
irregolare. Vi è solo una copia di questo manoscritto copiato nel 1207 quindi la sua
datazione reale è remota pertanto alcuni filologi del XX secolo cercarono di risalire alla data
della sua creazione in base agli episodi narrati nel testo.
PIDAL: filologo sciovinista che volle dimostrare che il poema non presentava influenze dai
modelli francesi e lo datò quindi tardivamente , nel 1140.
Argomenti a favore della teoria di Pidal:
Uso dell’espressione “buen emperador” in riferimento ad Alfonso VII ipotizzando quindi che
fosse ancora vivo in quel momento .
Le nozze delle figlie del Cid potrebbero rimandare alle nozze tra Blanca de Navarra e
Sancho III di Castiglia che sancirono la pace tra i due regni (1140).
Il poema di Almería (1147)sembrava alludere a quanto cantato nel Cid
RUSSEL: Filologo inglese che fece invece delle considerazioni sulle norme giuridiche
contenute nel poema. Questi usi sono attestati dopo il 1175 quindi l’opera è nata
sicuramente tra il 1175 e il 1207 anche se più probabile nei primi anni del ‘200 per l’ideologia
espressa (hidalgos comtra infanzones)
STRUTTURA:
Il testo è destinato ad una lettura a voce alta perciò contiene marche performative ovvero
elementi che determinano l’uso del poema come opera cantata dai giullari.
Presente oltretutto verbi di discorso diretto e spesseggiano frasi “fisiche” che sembrano
suggerire ai giullari l’espressione per interpretare il testo.
La struttura delle vicende del protagonista sembra una W con l’alternarsi delle disgrazie e
delle vittorie ottenute dal Cid.
I versi sono cesurati e anisosillabici (disuguaglianza sillabica) ma in gran parte risultano
orientati al verso alessandrino (verso di 12 sillabe).
Trama:
Poema dividido en tres cantares di separazioni casuale dovute alla lunghezza eccessiva.
El primer cantar “ El destierro”, inizia con il Cid che piange vedendo la sua casa vuota
poiché il Re lo ha mandato a Siviglia a riscuotere dei tributi dal sovrano della Taifa. Nel
cammino verso Siviglia incontra un uomo ricco, García Ordóñez, al quale strappa la barba
(simbolo dell’onore). Ordóñez si vendica accusando il Cid di aver tenuto parte del denaro e
così il Re lo esilió. Al Cid appare l’angelo Gabriele in sogno che gli anticipa i suoi successi in
battaglia. Man mano l’esiliato conquista castelli e invia il bottino al Re. In seguito sottomette
anche la regione di Teruel e Saragozza.
El segundo cantar “las bodas” . En este cantar el Cid conquista Valencia e manda un dono
ancora più prezioso al Re ma è dopo aver sconfitto il Sovrano del Marocco a scaturire lo
stupore di Alfonso mandandogli ben 200 cavalli.
Non solo il re di Castiglia ne rimase sorpreso, anche i due principi di Carrión rimasero stupiti
e chiesero di sposarsi con le figlie del Cid che accetto pur disprezzando la loro superbia. En
el tercer cantar “la afrenta de Corpes”, i principi di Carrión abbandonano le mogli nel bosco
dopo averle molestate per vendicarsi della derisione subita dal Cid e i suoi uomini.
El Cid chiede giustizia ad Alfonso VI che decide di punire i principi. Infine le figlie sono
chieste in sposa dagli eredi al trono di Navarra e Aragona facendo sì che il Cid diventi
parente dei Re di Spagna.
Cid storico vs Cid nel poema:
Nel 1081 è stato realmente esiliato dopo uno scontro con Ordóñez.
Nel 1089 venne di nuovo esiliato. Morí nel 1099 come signore di Valencia.
Il nipote del Cid (fáñez) in realtà non stette sempre con lui. I veri nomi delle foglie del Cid
sono Cristina e María.
Analisi del Cid:
I primi venti versi del CMC descrivono l’inizio dell’esilio dell’eroe e l’entrata a Burgos dove i
cittadini non osano dargli accoglienza.
I strofa:
Il v.v III presenta una figura retorica, l’ESPOLIZIO (dire la stessa cosa con parole diverse_
vide porte aperte e usci senza serramenti)
Nel v.v VII compare un importante aggettivo riferito al Cid, ovvero, “mesurado” , una delle
caratteristiche più importanti di questo personaggio.
III strofa:
Mio Cid Ruy(Rodrigo) Díaz = epiteto
V.v 16 pendones= stendardi
Burgeses y burgesas = abitanti fuori le mura non i cittadini di Burgos (todo el mundo)
Assonanze: Stesse vocali nelle parole di fine verso
I: A-O. II: il dittongo IE e A. III: E (padagogica, razóne,dolore)- O
Rachel e Vidas:
<una bambina spiega al Cid che era uscito un editto contro di lui e decide di stanziarsi lungo
il fiume Arlanzón vicini alle porte di Burgos>
In questo episodio il Cid inganna (spinto dal bisogno)due banchieri di Burgos con l’aiuto di
Martín Antolínez ottenendo 600 marchi in prestito lasciando loro due arche piene di sabbia.
Lo scopo di questo episodio non storico è mostrare l’innocenza del Cid.
Analisi: VI strofa: emistichio formale (colui che sotto una buona stella cinse la spada) verbi al
futuro: me serié, avrié. Imperativo: inchámoslas (riempiamole)
VII strofa: vayádsme= andate ¡id! V.v 92 (a)guisado: equo, giusto
IX strofa: menbrado= prudentemente, poridad= segreto (dall’arabo)
Por én= quindi meted y= mettete qui (avverbio di luogo). V.v pagado= soddisfatto
In questa strofa Martín contratta con Rachel e Vidas in segreto facendoli giurare di tenere al
sicuro le arche piene di oro e di non aprirle per un anno. Loro rispondono che sanno bene
che il Cid aveva portato con se grandi ricchezze e immaginano se ne volesse liberare
perché oro “sporco” (proveniente dalla terra dei Mori). Si recando,quindi, dal Cid senza
passare per il ponte di S.María per portargli i 600 marchi e caricare le arche. X strofa: siamo
nell’accampamento del Cid e Rachel chiede al Cid di portargli una tunica rossa dal suo
viaggio, il Cid accetta (anche questo fa parte dell’inganno). Martín chiede una commissione
per se stesso. I due banchieri decidono di soddisfare anche Mart&i
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Letteratura spagnola III
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