Invasioni e influenze culturali nella penisola iberica
I Celti invadono la penisola iberica da Occidente. Ma l'invasione fondamentale fu quella romana, tra il 218 e il 17 a.C. Nel 106 a.C i romani conquistano Gades (Cadice), e iniziò così la latinizzazione della penisola iberica (III a.C.). "Cansar" deriva dalla forma latina "campasare", che significa oltrepassare un promontorio.
Dominio visigoto e influenze arabe
Dopo i romani, i Visigoti (tra la fine del V e l'inizio dell'VIII secolo) approdano nella penisola già parzialmente latinizzati. Possedevano già un bilinguismo. Il visigoto era già una lingua di amministrazione e cultura. Qualche nome e i patronimici (Rodriguez, ecc) e il suffisso -engo derivano da questa lingua.
L'ultima invasione fu quella araba (711-1492). Sono molti i termini presi dall'arabo (Al-) e le espressioni fraseologiche; il termine "hidalgo" (hijo de algo), ovvero persona ricca, nobile. Gli arabi presero il controllo di gran parte del territorio spagnolo, tra il 711 e il 718, mantenendo il controllo di nuclei cristiani solo nel nord-ovest e nel settentrione. Aree rimaste vergini dalla norma della lingua ispano-romanza. Come in Cantabria (Santander) e nord di Burgos. Nel sud della Cantabria nacque il Castigliano.
Sviluppo delle lingue e cultura spagnola
Le lingue parlate si estendono poi per linee verticali: la lingua castellana coprirà tutta la parte centrale della penisola fino all’Andalusia, ad esempio, e dal Gallego nacque il portoghese. La cultura spagnola è essenzialmente meticcia: le tre etnie che si scontrano nella Spagna medioevale sono quella cristiana, quella araba, e quella sefardita (ebrea).
Le prime attestazioni della lingua castigliana sono le Glosas Emilianenses, chiose in volgare a sermoni latini. Erano poste a finalità educative, per insegnare il latino. Manuel Gomez Moreno fu il primo a trascriverle nel 1911. Aplografia significa omissione della "s" plurale. Mozarabi erano cristiani appartenenti alla Spagna islamica. Le Glosas Silentes sono invece appartenenti all’XI secolo.
La lirica nella Spagna musulmana
Le Jarchas: Nella Spagna musulmana si assiste a una splendida fioritura della lirica. Intorno al 900 viene introdotta una nuova forma metrica, la Moaxaja, di cui fa parte la Jarcha, breve sequenza di versi incorporata nei versi in arabo-ebraico. Lo schema è un doppio gioco di rime: AA BBBAA CCCAA (le A sono le jarchas). Sono composte o in arabo volgare o in dialetto ispano-romano. Samuel Stern decifrò nel 1948 le prime jarchas romanze. La Jarcha è una sorta di interludio, un discorso diretto, di solito enunciato da una giovane donna, che lamenta la lontananza dell’amato.
L'età di Alfonso VI e il Cantar del Mio Cid
La lingua castigliana è legata alla nascita del regno di Castiglia. L’età di Alfonso VI (1072-1109) segna l’ascesa politica della Castiglia, con l’annessione di Toledo, già capitale del regno dei visigoti. Castiglia subisce anche un processo di modernizzazione culturale, sotto l’influsso arabo e quello francese. Nel 1071 fu imposta la regola benedettina a tutti i monasteri, che portò un afflusso di chierici francesi, quindi di ispirazione francese.
La morte del condottiero Almanzor generò un vuoto nella Spagna islamica (1002). Nacquero una cinquantina di regni autonomi, le Taifas. Nel 1090 gli Almoravidi invadono le Taifas, incolti guerrieri berberi. Ebrei, cristiani e musulmani furono quindi costretti ad emigrare nelle zone settentrionali, come a Toledo. Alfonso VII (1128-1157), portò avanti una politica di divisione tra i territori cristiani. Nella metà del XII secolo approdarono in Al-Andalus gli Almohadi, tribù più integralista degli Almoravidi. Castiglia sconfisse però gli Almohadi nella battaglia di Las Navas del 1212.
La prima scuola poetica del Duecento spagnolo fu quella della tradizione del Méster de Juglaría. Vengono così favoriti i giullari (cantari di gesta). I protagonisti dell’epica giullaresca sono personaggi storici e non inventati. Il metro storico è “tiradas”, costituito da niso sillabico (irregolare) e dal numero di versi indefinito. L’opera più importante dell’epica giullaresca spagnola è il Cantar del Mio Cid, storia dell’ultimo giorno di vita del Cid Campeador, Rodrigo Diaz de Vivar.
Il manoscritto del Cid oggi è conservato presso la Biblioteca Nacional de España di Madrid. L’explicit è una piccola glossa composta dai monaci amanuensi. Il riferimento cronologico del Cantar del Mio Cid è ancora incerto e fonte di dibattito. Menendez Pidal lo colloca intorno alla prima metà del XII secolo (1140). Russel osservò invece che gli usi cavallereschi del Cantar erano documentati solo a partire dal 1175 in avanti, e che gli arcaismi linguistici erano tipici del genere epico.
Temi e struttura del Cantar del Mio Cid
L’opera si pensa sia stata scritta quindi nei primi anni del 1200, periodo degli uomini liberi che emanano leggi in fueros indipendenti. Il Cantar del Mio Cid è stato studiato per essere recitato oralmente, e quindi sono carenti “hablar verba dicendi” per introdurre il discorso diretto. Inoltre molte espressioni come “de la boca” e “llorar de los ojos”, potevano essere sottolineate dalla mimica del cantore (lacrimare, in privato).
I temi fondamentali del Cantar del Mio Cid sono due: quello dell’esilio di Rodrigo e dell’affronto di Corpes. Tale tripartizione obbedisce alla lunghezza del poema: veniva quindi recitato in tre sessioni. Ciò che contraddistingue l’epica spagnola è la rielaborazione dei primi secoli della Reconquista. Rodrigo Diaz muore nel 1099 come Signore di Valencia. Il giullare, autore del romanzo, doveva conoscere bene sia i nemici sia lo stesso Rodrigo Diaz, in quanto personaggi storici, realmente esistiti.
Struttura del poema e elementi romanzati
A questo si mischiano però alcuni elementi romanzati. Il metro è irregolare, in cui cambia sia il numero di versi per lassa, sia il numero di sillabe per verso. L’unica regolarità è data dall’assonanza. Non è il primigenio incipit, poiché quello reale è stato perduto. Tornava la cabeza=girava la testa Llorar de los ojos (pianto privato) E estávalos catando=li stava osservando (si riferisce probabilmente ad alcuni versi perduti dell’incipit). Si riferisce forse al palazzo del nobile.
Ucos=usci Canados=chiavistelli Expolitio=ripetizione dello stesso concetto con parole diverse. Alcándaras vazías=pertiche vuote Mantos=mantelli Falcones=falchi Ca=poiché Avié=aveva Cuidados=angoscie Mucho=muy (intercambiabili) Fabblò=parlò Tan mesurado=con misura (mesurado=primo epiteto attribuito al Cid) Me han buelto=mi hanno restituito Malos=malvagi Il sesto verso in realtà non appare nel manoscritto: è stato ricostruito. Senza infatti la strofa è monca e le parole non avrebbero senso.
Allí=in quel momento Aguijar=spronare (il cavallo) Sueltan las riendas=sciolgono le redini (partono al galoppo) Vengono evocati dei presagi (ornitomanzia) Exida=uscita Ovieron=ebbero Corneja=cornacchia (presagio infausto) Ovieronla=la ebbero a sinistra (questa invece di buon auspicio). Dal verso 13 sono descritti dei paesaggi contrastanti, antitetici. Meciò=scrollò Engramò=sollevò Albricia=dono fatto al messaggero portatore di buone notizie. Qui vuole dire quindi buone notizie. Ca echamos=poiché siamo stati cacciati L’ultimo verso è frutto di una congettura, poiché andato perduto. Ondra=onore Ganancia=ricchezza Il Mio Cid non torna però davvero in Castiglia. Morirà infatti a Valencia.
A Burgos è stata fatta un’ordinanza dal re che imponeva di non accogliere in casa il Mio Cid. Questa decisione è molto sofferta dagli abitanti di Burgos, che amavano Rodrigo. Il Mio Cid sta per perdere la pazienza, la sua virtù, la misura.
E paragogica=viene posta una "e" finale alle parole che terminano con una consonante. Ruy=abbreviazione Sessanta pendones=sessanta stendardi (quindi sessanta cavalieri=metonimia) Exiénlo=lo uscivano a vedere Varones=uomini Lo uscivano a vedere affacciati alla finestra. Burgesas..=coloro che abitano nel borgo di Burgos. Quindi artigiani e mercanti. Plorando=piangendo Avién=avevano Si=ipotetico/ottativo=se trovasse un buon signore (ojalà, speriamo)
Inganni e strategie nel Cantar del Mio Cid
Rodrigo inganna due usurai con due arche piene di sabbia, ottenendo in cambio un prestito di 600 marchi. Aver monedado=ricchezze liquide Marcos=unità di misura Ganancias=bottino di guerra Ganancias=interesse bancario corrisposto ad un prestito. La velocità è un elemento presente nella truffa delle arche, grazie alla quale gli usurai non scoprono il tranello. Le arche infatti sono riempite con sabbia e non con ricchezze. Aguisado/guisado=a modo, giusto. Quindi essere falsamente aguisado (falsa equità).
I personaggi principali dell’episodio sono gli usurai: Rachel y Vidas. Sono due banchieri, probabilmente giudei. Gli ebrei avevano il divieto di prestare denaro ad altri ebrei, ma non ai pagani. Rachel y Vidas sono due uomini. Sono però come una persona sola (compiono le stesse azioni insieme). Mio Cid espone il piano al suo vassallo Martin Antolinez, vassallo stipendiato. Fabblò=parlò Cinxo=cinse Sodes=sòis Ardida lanza=cavaliere coraggioso. Bivo=vivo Doblarvos he la soldada (futuro analitico)=vi raddoppierò la paga Plata=argento No trayo=non porto Huebos me serié=mi sarebbe necessario Compana=seguito (meznada=compagnia) Ferlo he=lo harò Amidos=controvoglia De grado non avrié nada=con le buone maniere non otterrò niente Consejo=aiuto Bastir=preparare Inchámoslas=riempiamole Arena=sabbia Ca bien=in modo che saranno ben... Guadalmecí=cuoio finemente lavorato Enclaveadas=inchiodate Guadamecís vermejos=il cuoio vermiglio (rosso) Clavos(borchie) Vayádasme=andate Privado=in fretta Por=a chiamare Quando=dal momento che Me vedaron=mi vietarono Ha ayrado=ha esiliato Aver=ricchezza Enpenargelo he (futuro anaclitico)=se lo empegnarò (glielo darò in pegno) Guisado=giusto, equo Fuere (cong. futuro)=forse sarà Lo lleven=la portino via (la ricchezza) Que non lo=così che non lo Cristianos (formula per dire “nessuno”) Véalo=che lo veda Amidos=controvoglia Fago=faccio
Un verso si ripete identico nella lassa. Detardava=indugiava Apriessa demandava=domandava in fretta Catiello=cittadella La ripetizione potrebbe essere erronea, ma ha in realtà una sua utilità: mostrare la concitazione del vassallo. Rachel y Vidas sono occupati nel calcolo delle loro ricchezze.
En uno=insieme Amos=ambos Averes=averi Mnca il verbo dicendi (e disse:) ò=dondeen poridad=in segreto Fablar=parlare Amos me dat=datemi entrambi Que=in modo che Presenza di termini che fanno riferimento al lessico giuridico. Non seades menguados=non siate bisognosi Fue entrado=entrò Priso=prese Mucho=muy Sobejanos=superbi Retovo=trattenne Lenas=llenas Ayrado=esiliato Dexado ha=ha lasciato Aquéllas (dos arcas) Levar=portare via Ventado=scoperto Dexarlas ha=le lascierà Prestalde=prestategli Guisado=giusto Salvo=al sicuro Las catedes=le vedrete (catar=vedere) Seyénse (segiense)=si stanno Nòs=noi Huebos=necessità Él (mio cid) Grant aver=grande ricchezza Qui aver trae monedado=chi porta con sé denaro liquido (si riferisce probabilmente a Mio Cid) V.126=ipotesi del denaro sporco, riciclato Amos=ambas Que non sea ventado (luogo nascosto) O=e A guisa de membrado=come uomo prudente Aver=ricchezza Acógensele=si uniscono a lui Omnes=uomini Menguados=bisognosi Ha menester=ha bisogno De grado=di buon grado Noch=noche Pressurado=fretta Huebos=necessità Dando=pagando Me pago=sono d’accordo Amos=entrambi portatevi (recatevi) Contado=famoso Aguisado=giusto Aduzir=a trasportare
Moros ni cristianos=nessuno Nos pagamos=siamo d’accordo Aduchas=trasportate (aggettivo) Cavalgó=cavalcò A la puent=sul ponte Passado=guadato Que ge=in modo che Non lo ventassen=non lo scoprissero Omen nado=nessuno di Burgos Afévoslos=eccoveli Contado=famoso Estávalos fablando= parlando con loro Avédesme olbidado=mi avete dimenticato Ayrado=esiliato Semeja=parece De lo mio=di ciò che è mio Avredes=avrete Menguados=poveri Ha parado=ha preparato Darle ién=gli avrebbero dato Lasguardarién=le avrebbero custodite Dieran la fe=gli avevano dato la parola Las catassemn=le avessero viste Perjurados=spergiurati Non les diesse=non gli avrebbe dato Un dinero malo=un soldo bucato Carguen=caericate Convusco=con voi Que adugamos=cosiche da trasportare Ca a mover ha=poiché mio cid deve muoversi Al cargar=caricando Veriedes=avreste visto (al pubblico) Gozo tanto=tanto godimento Poner en somo=collocare sopra Maguer=sebbene Esforzados=robusti Gradanse=si rallegrano Averes monedados=denaro liquido Refechos=ricchi Rachel compie per la prima volta una azione da solo. Ba a besar=va a baciare Cinxiestes=cingesti. Vos ides=ve ne andate Pora=verso Las yentes=genti Ventura=fortuna Ganancias=bottini Piel vermeja=tunica di pelle rossa Morisca e ondrada=dei mori e elegante Que la yo aya=che io l’abbia Plazme=sono d’accordo Sea mandada=sia promessa Si vos aduxiere (se ve la porterò/magari ve la porterò=due significati) Contalda=scontatatemela Sobre las arcas=dal valore delle arche
Senza alcuna spiegazione, lo sguardo si sposta nella casa. Palacio (sala principale) - Palacios (palazzo di un nobile) Almocalla=tappeto Sávana=lenzuolo De rancal=tela fina A tod=in un colpo solo Echaron=rovesciarono Plata=argento Notòlos=li annotava Sin peso=senza pesarli Los cargava=li caricava Ovo fecho=fecero questo Odredes=oiréis (al pubblico) Calzas=calzoni Vos gané=vi ho fatto guadagnare Rachel y Vidas si consultano. Entre (insieme) Ixieron=uscirono Démosle=diamogli No’=ce (a noi) Burgalés contado=famoso cittadino di BURGODado=don Fagades calza=facciate calzoni Dámosvos=vi diamo Merecérnolo=furturo analitico Hedes=di fronte a noi Aguisado=equoparado=stipulato Gradéciòlo=lo ringraziò Gradò exir=fu contento di uscire Posada=dimora Espidiòlo=si congedò Passado=superato
Pora=verso En buen ora nasco (il Cid) Aún vea el dìa=che io possa vedere il giorno Ayades=abbiate Recabdo=messaggio Mandad=ordinate Vayamos privado=andiamocene in privato Y nos cante el gallo=prima dell’alba Membrada=prudente Fijadalgo=saggia nobildonna Mesuraremos=abbrevieremo Quitaremos el reinado=ce ne andremo dal regno Huebos=necessario Plazo=la scadenza
Mester de Clerecia
Il poema più antico della scuola poetica del 1200 è il Libro de Alexandre, anonimo. Il poema venne scritto tra il 1202 e il 1207, quindi prima del Concilio Laterano IV; e nello stesso decennio in cui fu scritto il Cantar de Mio Cid. Fiorisce un’importante scuola poetica chiericale: il Mester de Clerecia. I cui poeti si erano formati nei monasteri. Gonzalo Berceo è forse il poeta più importante di questa scuola. Il metro del mester de clerecia è in opposizione con quello del mester de juglaria, che è estremamente rozzo e irregolare.
Dialefe è contrario di Sinalefe. Sinalefe è la fusione dell’ultima sillaba di una parola che finisce per vocale e la prima sillaba di un’altra parola che inizia per vocale, es. grande amore. Alessandrino è un verso di generalmente 14 sillabe. Del Cantar de Mio Cid è sopravvissuta solo una copia. Del Libro de Alexandre solamente due. Servizio=arte, ufficio Nei primi due versi si trova l’expolitio. Le ripetizioni sono fondamentali. De grado=di buon grado Servir=valervi Omne=hombre (soggetto) Largo=generoso De lo que sabe=rispetto a quello che sa (deve trasmetterla) Podrié=podría En rieto=nel peccato
Quartina più importante del libro e probabilmente del secolo. Mester=arte Fermoso=bella Joglaría=dei giullari Pecado=pecca, errore Clerezía=poeti chierici istruiti Fablar=parlare (scrivere) Por la quaderna vía=in quartine Quisier=quisiere (forse vorrà) A todo mi creer=a mio giudizio De mi solaz=da me divertimento En cabo=alla fine Buenas gestas=belle imprese Retraer=riportare, raccontare Averlo an=lo avranno A conocer=conoscere
Chi ascolterà attentamente queste gesta le conoscerà, le imparerà, e saprà raccontarle di nuovo. Nos vos quiero...fer=non voglio fare ne... Nuevas=novità Acoger=limitare Nos lexe=ci lasci Apresos=istruiti Valer=aiutarci, venga in nostro soccorso Quiero leer=voglio leggere quindi tradurre Esfuerzo=sforzo o valore. Lozano=orgoglioso Metiolo=lo mise So=sotto (terzo verso=expolitio) Ternem=me tendré Si lo compriere=se lo porterò a termine Non por mal escrivano=un non cattivo scrittore Alexandre=Alessandro Magno Rey=due sillabe Franc=franco, generoso Venció=sconfisse Poro=re della Lidia.
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