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Letteratura spagnola Appunti scolastici Premium

Appunti dell'intero corso di letteratura spagnola, anno accademico 2016/2017 tenuto dalla professoressa I. Tomassetti: Il Novecento letterario
- Contesto storico nel 900
- Movimento modernista
- Ruben Darìo ("Sonatina")
- Antonio Machado ("Tarde tranquila, casi"; "Y podrás conocerte"; "La calle en sombra"; "Mi corazon se ha dormido"; "Todo pasa / Caminante"; "Retrato";... Vedi di più

Esame di Letteratura spagnola docente Prof. I. Tomassetti

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ESTRATTO DOCUMENTO

inteso come evasione e rifiuto della realtà (il sogno vigile permette una conoscenza più profonda della

realtà). Questa filosofia è ripresa dalla filosofa Maria Zambrano.

Colmenares: alveari, metafora esplicita per riferirsi ai sogni.

Noria: macchina che si usava in campagna per raccogliere l’acqua da un deposito o cisterna. Tipicamente

in presentia

rurale, è un’altra metafora ed indica il pensiero.

Cangilones: secchi che raccolgono l’acqua, sono vuoti ma “pieni d’ombra” (ossimoro), non contengono la

materia che dovrebbero contenere.

Mira/escucha: sono i due sensi prevalenti tramite i quali si conosce il mondo.

Escucha el silencio: antitesi.

Il primo tema è l’inattività: le macchine non si muovono né producono. Spiega che il suo cuore è vigile, non

dorme né sogna. Il cuore riesce quindi a percepire segnali lontani.

Dice che l’unico vero modo di conoscere è lasciarsi andare ad un sogno vigile. Il tema centrale di tutto il

testo è la conoscenza. Raccolta «Campos de Castiglia»

«Todo pasa» / «Caminante»

Sono due strofe in ottosillabi: una quartina e una decima. È presente una rima assonanzata (in “a”, rima

ossitona) nelle sedi pare; ci sono rime identiche (“camino” nei versi 9 e 14; mar nei versi 4 e 15); ci sono

rime grammaticali (versi 2, 4 e 12 con “pasar”, “pisar” e “andar”, rima che genera una paranomasia).

Riflette sul tema del divenire dell’esistente, sulle vicende che determinano il trascorso della vita umana.

Tutto si trasforma, ma tutto resta, nulla scompare definitivamente.

Caminos sobre la mar: percorso effimero, mutevole.

All’inizio della seconda strofa si rivolge al viandante, ossia colui che compie il cammino della vita

(caminante).

Versi 9­10: chiasmo, sottolinea il discorso.

Versi 4­15: si legano perfettamente; non c’è un cammino sicuro, ma solo scie nel mare, segni molto vaghi nel

passaggio.

La storia e il percorso di ogni individuo è qualcosa di minimo e irrilevante; ogni individuo che compie questo

percorso non fa altro che seguire gli eventi, ma il cui cammino si perderà presto in una lealtà più grande di

lui. «Retrato»

Machado offre un ritratto di sé stesso, della sua storia, della sua formazione e della sua concezione della vita.

Si tratta di quartine di versi alessandrini, con rime ABAB e una struttura prosodica non rigida.

Strofa 1: sintetizza la sua infanzia e la gioventù. L’infanzia è legata ad un ricordo, quello di un patio di

Siviglia e di un orto luminoso dove maturavano i limoni (descrizione tipica della natura andalusa). Passa 20

anni in Castiglia per studiare durante la gioventù. Dice di non voler ricordare alcune vicissitudini di questo

periodo.

Strofa 2: dice di non essere stato un gran seduttore (come Miguel Mañara) né un Bradomín (personaggio di

Valle­Inclan, collegamento intertestuale, fa riferimento al suo modo di essere eccentrico), era invece un uomo

composto, anche nel modo di vestire (non cura molto la forma).

Verso 7: metafora, ha amato anche lui, più di una volta, ma solo nel momento in cui si sentiva protetto e

accolto da queste donne, senza il desiderio di dominarle (come tipico invece dei dongiovanni). 14

Strofa 3: parla della formazione sua e della sua famiglia, ha avuto una formazione giacobina (repubblicana,

antimonarchica, progressista). Giacobino­sereno: è un contrasto, giacobino già di per sé significa “ribelle”.

Affronta la vita senza lo spirito rivoluzionario e inquieto dei giacobini. Rivendica il suo essere una persona

bonaria, pacifica.

Strofa 4: metapoetica,

chiara impostazione parla del suo fare poesia; si riferisce al modernismo e dice di

averne abbandonato lo stile (corté las viejas rosas: metafora).

Ronsard: poeta petrarchista e manierista del 500, con un’estetica basata sulla ripetizione vuota dei modelli.

Non ama il preziosismo vuoto e l’esasperazione del culto della forma, ma ritiene che la poesia debba essere

anche etica, trasmettere e insegnare qualcosa.

Strofa 5: passa dalla poesia alla musica; detesta le arie dei tenori vuote e stucchevoli. I grilli che cantano alla

luna rappresentano un canto vuoto e ripetitivo che detesta (metafora).

Critica il concetto di arte per l’arte, tipica dei parnassiani. Distingue ciò che è dotato di contenuto da ciò che

non lo è; si è abituato a distinguere la propria voce interiore dai rumori provenienti dall’esterno.

Strofa 6: non vuole essere incasellato in una scuola (non gli importa di essere definito classico o romantico).

Verso 21­22: enjambement

Spada: metafora della poesia, deve essere famosa per il contenuto e non per la forma.

Strofa 7: autodialogo, parla con sé stesso per esprimere la propria concezione del mondo e la propria

interiorità. Richiama l’insegnamento cristiano di “ama il prossimo tuo come te stesso”.

Versi 27­28: conoscere e apprezzare se stessi per poter apprezzare gli altri.

Strofa 8: l’interlocutore, prima implicito, si manifesta qui linguisticamente con un pronome personale (“os”).

Sembra aver un tono polemico, rivendicare il fatto di aver offerto al prossimo qualcosa di prezioso (i suoi

versi). Rivendica la sua indipendenza economica, l’aver vissuto del suo lavoro senza chiedere aiuto. È

orgoglioso di essere indipendente.

Strofa 9: ultimo viaggio, metafora della morte. La nave rappresenta la nave della morte, che non tornerà mai

indietro; dichiara che viaggerà con bagaglio leggere, mantenendo la sua compostezza anche nella morte. Si

chiude con un paragone tra lui e i figli del mare (cioè tutti gli individui e le creature del mondo, tutto nasce

dal mare). «El limonero languido suspende…»

È incentrato sul tema del ricordo, della memoria. Vi è alternanza di endecasillabi e settenari, rima

assonanzata (in E­A) nelle sedi pari (di cui la poesia popolare faceva largo uso).

Rievoca il ricordo di un bambino che durante i pomeriggi estivi dell’Andalusia giocava in un giardino in cui

si trovava un albero di limoni. La scena vede il bambino mettere le mani nel pozzo per prendere i limoni

riflessi nell’acqua.

Ci sono molti enjambement (vv. 15­16; 19; 23).

Versi 4­5: in realtà vanno calcolati come un unico verso endecasillabo: Machado si prende la libertà di

spezzare il verso anche dal punto di vista grafico.

Nei primi versi c’è una forte allitterazione della lettera L.

tarde

L’uso insistito del termine “ ” comporta una collocazione temporale e permette di riconoscere il

presente come un’eco del passato. 15

La prima sequenza (fino al verso 8) è di tipo descrittivo. A partire dal nono verso compare l’io lirico.

Candido viejo

e : sono quasi antitetici, in realtà simbolo del ricordo d’infanzia, candida ma ormai distante

nel tempo.

Tunica ligera : evoca il ricordo di una persona

Nunca : negazione di un desiderio

Fantasmas : profumi che ormai non esistono più

Virgines y muertas : ossimoro

Tarde alegre y clara

: personificazione del pomeriggio, ripete lo stesso emistichio due volte, aggiungendo

alegre

“ ”.

Mani pure: innocenti, le mani di un bambino, immerse in un’acqua altrettanto quieta.

Versi 24­25: chiasmo; inoltre l’insistenza sull’aggettivo bueno è una sottolineatura semantica.

Verso 26: fortemente allitterante nella nasale M

Frutos de oro: metafora per indicare i limoni.

Il ricordo è descritto come generatore di serenità: ricordare percezioni positive del passato è un dono anche

per il presente.

Richiama un’altra delle sue poesie sul ricordo, creando un rapporto intertestuale nello stesso macrotesto.

«A orillas del Duero»

Descrive una realtà esterna, oggettiva; la descrizione dell’ambiente non passa attraverso la simbolizzazione

dovuta al ricordo.

Descrive la Castiglia rurale (centro principale della Spagna, simbolo del paese) con grandissima precisione.

Esprime inoltre una serie di considerazione sullo stato di povertà, decadenza, nel quale si trova il suo popolo.

Rievocando il passato di gloriosi successi, enfatizza lo stato di decadenza del momento in cui scrive.

Si tratta di versi alessandrini, distici in rima baciata. Lo schema prosodico principale è quello dei versi 42­43,

con ictus prosodico in 2 e 6 posizione, nonostante ci siano delle varianti.

Versi 33­34: l’alessandrino viene spezzato in due emistichi, con la funzione di sottolineare le due parti

(funzione connotativa).

Duero: fiume che attraversa la Castiglia.

Si apre con una determinazione temporale, “metà di luglio”, quindi la situazione estiva in cui la natura ha un

certo aspetto dovuto al caldo (es. siccità). Introduce subito l’io lirico, alla ricerca dell’ombra (sottolinea così

le giornate ad alta temperatura).

Pastoril: sottolinea l’ambiente rurale, lontano dalle moderne città industrializzate; è seguito da una lista di

arbusti, animali e dalle descrizioni dettagliatissime di elementi naturali.

Il fiume Duero è il protagonista del testo e compare per la prima volta al verso 19; forma delle anse e si fa

strada in questo paesaggio angusto. Il fiume spezza in due il cuore dell’Iberia e della Castiglia. Dopo

paesaggio, arbusti e animali, iniziano finalmente ad apparire i primi esseri umani che abitano la zona.

Iberia: fa riferimento al mondo antico, quando quelle terre erano ricche e popolate.

Castiglia: fa riferimento invece al presente disastrato.

Decrepitas ciudades: richiama la presenza umana, ma le conferisce un aggettivo fortemente negativo (città

fantasma, strade disabitate…).

Palurdos sin danzas ni canciones: sono esseri umani privi persino dello spirito; vagano cercando la loro

strada e per questo sono paragonati ai fiumi che seguono un percorso prestabilito verso il mare (che per

l’uomo è metafora della morte). 16

Castilla miserable, ayer dominadora: chiave di lettura del testo; verso palesemente diviso per sottolineare la

decadenza attuale in confronto ai tempi d’oro antichi. Introduce il tema della Riconquista, epoca gloriosa in

cui tutto il popolo si armò per combattere l’invasore.

Todo se mueve, fluye, discurre, corre o gira: asindeto, sono tutti verbi di movimento.

Castiglia come madre un tempo accogliente, oggi matrigna per gli abitanti. Fa riferimento al Cid e alla sua

storia, che passò dalla miseria alla grandezza, riconquistando la stima del re che aveva perso. Si riferisce

inoltre ai soldati partiti per l’America e tornati colmi di gloria e tesori.

Dal verso 61 torna a descrivere il miserabile presente: critica ad esempio i filosofi con formazione da chierici

(cioè minima) e che nonostante ciò hanno l’ardire di imporre il loro pensiero conservatore; questi ultimi

contemplano staticamente il firmamento, ma non sono capaci di interpretare in maniera diversa la realtà che

li circonda. Se gli giungono notizie nuove dall’esterno, non si preoccupano di scoprirne le novità. Non

saranno in grado nemmeno di percepire lo scoppio di una guerra in casa loro.

Gli ultimi versi sono una sorta di chiusura descrittiva del testo. Accostando la civiltà e l’ambiente rurale, fa

una sintesi tra ciò che è costruito dagli esseri umani e ciò che invece è puro: la sua percezione della Castiglia

è una sintesi dei due elementi. «La tierra de Alvargonzales»

Testo essenzialmente narrativo; narra una vicenda umana, è la storia di una persona che però simbolizza la

storia di tutto castigliano. È ambientato in un tempo indefinito, in terra di Castiglia. Si tratta di un romance,

quindi è un testo con forte impianto lirico­narrativo, che racconta vicende esterne all’io lirico, che funge da

osservatore. cainismo

Il tema centrale è quello del (da caino): è la lotta fratricida, intesa come guerra civile tra i

componenti di una stessa comunità; successivamente rappresenterà la guerra civile spagnola.

Il personaggio che dà nome al romance è un contadino con tre figli: i primi due si dedicano all’agricoltura e

alla pastorizia, mentre il terzo è destinato alla Chiesa. I due fratelli maggiori uccidono il padre spinti dalla

cupidigia, volendo sottrargli tutti i possedimenti. Il padre aveva presagito in sogno questo destino e scompare

presto dalla narrazione.

I due assassini sono colpiti da una sorta di maledizione: le terre diventano sterili e i raccolti scarsi.

Torna allora il terzo fratello, diventato ricco in America dopo aver abbandonato la Chiesa. Prende in mano le

terre, che tornano improvvisamente produttive.

I due fratelli sono attanagliati dai sensi di colpa, ed è con il riconoscimento della colpa che si chiude il

poema; non suggerisce un finale preciso, lascia aperti diversi percorsi possibili per l’immaginazione del

lettore.

Cain: mettendolo in posizione di rima, fornisce la chiave di lettura del testo; da un’anticipazione di quello che

succederà più avanti.

El indiano: descrive il cambiamento della terra da quando torna Miguel. C’è un’altra copla messa in bocca a

personaggi indefiniti.

Nella ripetizione della copla viene introdotta questa coscienza del delitto.

La casa: c’è una descrizione raffinata di una casa di campagna. Il diminutivo indica la povertà. Ci sono tanti

elementi che descrivono la vita rurale ed il lessico è piuttosto ricercato, ma semplice. 17

Sequenza di colori, dal cielo azzurro al bianco della cicogna che insegnava ai suoi figli a volare.

Descrive il ricordo di quello che era stata quella casa quando erano ancora vivi i genitori

Bruñida de rubio sol la cabeza del nino: metafora; il bianco della chioma paragonato al sole.

Sta rievocando la traiettoria finale di Alvargonzalez che, nonostante i suoi sogni, si è ritrovato assassinato.

La copla cambia di volta in volta: è come se stesse precisando questa coscienza che il figlio ha di quanto è

successo.

Alegre otoñada: l’autunno è un’esplosione di colori, e ogni colore è allegria.

Juan Ramon Jimenez

Nel 1900, a 21 anni, si trasferisce a Madrid, dove viene introdotto nel gruppo di letterati che facevano circolo

attorno a Ruben Dario, la cui poesia lo influenzerà successivamente. Soffre di depressione per tutta la vita ed

è terrorizzato dall’idea della morte e delle malattie.

È un modernista fortemente influenzato dal decadentismo, che usa troppi aggettivi e segni di punteggiatura

enfatici. Il contatto con la poesia simbolista francese lo porta ad usare un lessico più ristretto e simbolico,

attorno alle immagini della luna, della notte, del giardino, di paesaggi malinconici.

Nei paesaggi stilizzati di Jardines lejanos, preceduti da partiture musicali, si nasconde una solitudine che

anela all’amore assente, rappresentato con i simboli floreali della sensualità. La presenza umana continua ad

apparire, ma in modo più intermittente e meno macabro. Il tema della morte è sempre presente, ma rimane

una certa immagine di ritorno alla vitalità, la speranza di una nuova primavera, anche quando si rivela

infondata.

La Soledad sonora conferma i toni elegiaci, ma qui la solitudine acquista un valore positivo, come

opportunità di una profonda comunione con la natura e con la poesia.

«Soledad»

Appartiene alla raccolta poetica “Diario de un poeta recien casado”. Appartiene alla tappa della sua carriera

letteraria in cui si concentra sulla poesia pura, che si caratterizza per la sua sobrietà e profondità.

L’idea principale è quella della solitudine che sente il poeta quando contempla il mare. A questo si aggiunge

l’idea della pienezza {«en ti estás todo»), l’identificazione della solitudine del mare con il poeta («que sin ti

estás, qué solo, qué lejos, siempre, de ti mismo [...] cual mi frente tus olas van»)

E la ricerca della conoscenza e della verità («En un eterno conocerse, mar, y desconocerse.»).

È un poema in verso libero, non è diviso in strofe e conta dodici versi, che variano da sette a quindici sillabe,

nonostante predominino i settenari e gli endecasillabi.

Il lessico è prevalentemente astratto (eternidad, soledad, pensamiento), dato che il poema è una riflessione

personale. Usa verbi al presente indicativo, così che coincidano con il momento della contemplazione e con

la forma impersonale.

Ci sono figure di ripetizione, come le anafore («¡qué sin ti estás...! ¡ qué lejos!») e la ripetizione dei verbi per

dare il ritmo alla composizione («besándose», «apartándose»).

Ci sono inoltre esclamazioni retoriche per esprimere emozioni e antitesi («conocerse», «desconocerse»),

paradossi («en tiestas todo, que sin tiestas», etc.) che mostrano una riflessione.

«Intelijencia»

Testo eterometrico, costituito da misure sillabiche differenti. Le rime non hanno uno schema preciso: a ci

sono rime identiche (dame; cosas; todos; c’è una forte tendenza alla sottolineatura semantica, danno la

chiave di lettura del testo). 18

Fusione tra il campo dell’essenza delle cose e il campo dell’espressione: esprime il desiderio di essere un

poeta che arriva alla sostanza delle cose senza fermarsi alla forma.

«Vino, primero»

Allegoria, poesia rappresentata come una donna. Solo alla fine capiamo chi è la protagonista dell’allegoria,

solo alla fine esplicita il termine “poesia”.

Il testo è eterometrico ed è costituito da alternanza di settenari, endecasillabi, novenari e un senario (versi

liberi). È privo di rime particolari, ma ci sono assonanze ricorrenti (E­A; I­O).

Ci sono versi sciolti, cioè senza uno schema rimico preciso.

Uno dei campi semantici è quello dell’innocenza (pura, inocencia: in posizione di rima).

Amando questa figura pura, il poeta stesso sembra pervadersi della stessa innocenza, come un bambino.

Nei versi successivi la figura femminile perde l’innocenza e si veste di “non so che drappi”, ed è a quel punto

che si passa dall’amore all’odio.

Sin saberlo : il poeta non sa perché si distacca dall’amata, non ne è cosciente.

C’è una gradazione ascendente di fastosità, dalla nudità ai drappi e poi al fasto dei tesori.

Arriviamo al climax, al rifiuto di questa poesia. Inizia però poi il percorso inverso, la figura inizia a

spogliarsi e il poeta torna a sorriderle.

Veste una tunica: abito sobrio, ricordo dell’antica innocenza.

Alla fine toglie la tunica e torna nuda: liberazione dagli inutili estetismi della poesia modernista.

È solo a questo punto che esplicita il termine “poesia”.

«Octubre»

Sonetto: 2 quartine e 2 terzine

Discreto uso di enjambement.

Infinito campo de Castilla: riferimento intertestuale a Machado.

Esplicita il momento del giorno in cui si trova, ovvero un tramonto autunnale. Rimanda ad un percorso che

giunge verso la fine (autunno = morte; tramonto = fine giornata/fine della vita).

Metafora della fecondazione: il contadino ha il compito di produrre qualcosa di buono (cibo, nutrimento) per

l’umanità.

Honradamente: il lavoro del contadino è onesto, onorevole.

Fino a qui, l’io lirico descrive ciò che sta osservando mentre è sdraiato a terra.

Aratro: indica la scrittura

Prima terzina: il poeta vuole ripetere il gesto del contadino, fare un’azione benefica strappandosi il cuore

(sede dei sentimenti) e gettandolo nel solco della terra tenera: è una metafora che rappresenta il desiderio di

donare se stesso al mondo.

Spera che con la primavera, i frutti della sua semina (il cuore) si riveleranno, dando vita ad un albero di

amore eterno; il dono che può fare come poeta sono i suoi versi (nobilitazione della figura del poeta).

«Otoño»

È un sonetto, ambientato nuovamente nella stagione autunnale. La prima immagine descritta è quella delle

foglie autunnali che cedono e sono sparse dal vento (colori autunnali). Il soggetto è il mese di ottobre, che

viene personificato (compie un’azione, muove le foglie).

Seconda quartina: pervasa da un sentimento di pace; invoca gli elementi naturali (prato, acqua fredda).

Estremecido: la freddezza rende il cristallo tremante. 19

Anche qui c’è un io lirico che si rilassa e osserva, ricorda infatti il sonetto precedente.

Ricorda la fine in modo nostalgico; evoca la bellezza della natura che perde le sue forme e i suoi colori con la

fine dell’autunno: è qui che viene fuori l’essenza delle cose.

Percepisce la presenza di una forza soprannaturale che regola lo scorrere del tempo.

Miguel de Unamuno

È l’incarnazione dello spirito più anticonformista del modernismo spagnolo, rappresentandone in modo

esasperato la tendenza all’affermazione dell’individuo. Il suo estetismo si costruisce sulla tensione dei

contrari, sempre su una linea originale e drammatica.

È sempre molto attento al contrasto tra ragione e fede, ed è affascinato dalla questione del divino.

Ama i giochi verbali, usa parole in modo concettistico e crede nel potere creativo della parola poetica; è

critico nei confronti dei tecnicismi estetizzanti di una certa poesia modernista.

Il tema è quello della vita, cos’è e per cosa si caratterizza. Usa metafore naturali per descrivere le cose

umane.

Nei diari in forma di sonetti, come Rosario de sonetos liricos (1911) egli esprime la sua vena lirica

impregnata di cultura romantica. Come poeta non disdegna la satira e la polemica, particolarmente nel

Romancero del destierro (1927) (Romancero dell’esilio), ma rivela comunque una vena contemplativa e

intimistica che ha come riferimenti i libri dei grandi poeti del romanticismo (Leopardi, Wordsworth).

Mentre dapprima ripudia le questioni formali della scrittura, in seguito riconosce l’importanza delle forme

espressive e della loro relazione con il contenuto, purché ne nasca uno stile assolutamente personale.

«Nuestro secreto»

È un sonetto nel quale Unamuno esprime la sua concezione della finitezza dell’uomo, il destino mortale.

Afferma la necessità di affrontare questa dolorosa realtà; ma allo stesso tempo afferma la necessità di andare

oltre questa finitezza.

Inserisce subito un interlocutore silenzioso, indizio di un autodialogo, introspezione.

Il segreto di cui parla nel titolo è ambivalente, contiene cioè sia aspetti positivi che negativi.

Luto de piedad: è un lutto che nasca da partecipazione emotiva.

Immagine chiara della ricerca di una spiegazione della vita, ricerca la verità dal profondo dell’anima. La

ricerca è resa difficoltosa dall’oscurità, da una sorta di proibizione di superare quel limite.

v.v. 11­12: lassù invece brilla il sole, che con il suo colore asciuga il fango. Guardando in alto, ciò che è

negativo si trasforma in positivo.

v. 14: nonostante sia laico, non rinuncia mai alla speranza di trovare risposte alle domande esistenziali.

Ci sono due movimenti: un movimento discendente verso la profondità dell’io; un movimento ascendente

dell’uomo che cerca il divino. «A mi buitre»

Sonetto nel quale descrive l’immagine del tormento e della morte, concretizzata attraverso la metafora

dell’avvoltoio, rappresentazione del tormento che pervade il poeta. All’avvoltoio attribuisce una

caratterizzazione negativa, per la sua natura di rapace che si nutre di carcasse, sfrutta la morte altrui per

sopravvivere.

È un tormento interiore che gli divora le viscere. Dà corpo a questo tormento: capiamo che si tratta di un

tormento interiore attraverso il termine entrañas.

È un uomo inquieto che non sa affrontare l’esistenza, spera che al momento della morte riuscirà a vendicarsi

del suo torturatore, perché una volta distaccatasi l’anima dal corpo, egli non potrà più fargli del male. È un

desiderio di morte, vista come liberazione dalle sofferenze. 20

«Que es tu vida…?»

La prima strofa è composta da due distici monorimi.

Si rivolge ad un interlocutore, che chiama “olma mia”, quindi parla ancora a se stesso.

Le metafore sono tratte dal mondo naturale: vv. 2­3, vita paragonata a due fenomeni naturali, ovvero il vento

e la pioggia.

Como se renueva: nozione di aldilà, si riferisce all’anima che si rigenera.

Si interroga sul senso della vita e sul destino della propria anima.

Cos’è la vita? La vita è composta da lacrime, singhiozzo e pena (sofferenza del vivere). Lo stesso poeta ci

suggerisce nel finale come interpretare le immagini presentate nelle prime strofe. 21

AVANGUARDIE

Miravano ad un rinnovamento del modo di concepire l’arte e la rappresentazione del mondo reale. Rifiutano

di rappresentare la realtà in termini realistici. Gerardo Diego

Rappresentante della generazione del ’27, i cui poeti rivalutarono la rivoluzione attuata da Gongora (di cui

festeggiano il centenario della morte) riguardo la costruzione della metafora.

iconico,

La sua volontà è quella di costruire un resto che sia anche visivamente che abbia cioè una sua forma

peculiare percepibile alla vista.

Importante è la sua “Antologia”, uscita nel 1932 e in edizione completa nel 1934, che riunisce i testi di

diciassette autori, dodici dei quali appartenenti alla generazione del 27.

Elabora un nuovo tipo di spazio tipografico (spazi bianchi, eliminazione della punteggiatura, delle pause e

delle rotture del verso), idoneo a rappresentare la sovrapposizione di distinti piani temporali, volumi e ritmi.

«Ajedrez»

Assonanza in A­O.

Si perde la punteggiatura, ci sono frasi prive di verbi e gli aggettivi sono scarsissimi: di conseguenza c’è una

scarsa cura per le descrizioni.

Costruisce una specie di scacchiera.

La metafora dei suoi versi è paragonata ad un epitaffio: il foglio è come una lapide sotto la quale si

conservano le ossa del poeta.

Pendolo: è in movimento per natura, contrapposto invece all’ancora, che serve per fermare. Sono termini

antitetici.

L’orologio qui è fornito non di pendolo, ma di ancora (ossimoro), invece di essere mobile è statico.

Paracadute: immagine surreale, in movimento; dal paracadute piovono i suoi versi.

Tutte le immagini sono isolate le une dalle altre, per questo il testo è fortemente surrealista, non ricerca una

costruzione logica e verosimile.

La morte e la vita (antitetici) si prendono gioco di lui: rimandano alla bivalenza della scacchiera (bianco e

nero), metafora dell’esistenza stessa del poeta, sempre in bilico tra vita e morte.

FEDERICO GARCIA LORCA

Romancero gitano segna il successo popolare di Lorca, che illustra la realtà del mondo andaluso. L’opera è

composta da diciotto liriche e comprende 4 nuclei tematici:

­ il mondo umano in cui i gitani, razza incontaminata e pura, lottano contro la Guardia civil,

espressione della legalità;

­ il mondo celeste rappresentato dai romances religiosi;

­ l’universo magico delle forze oscure (Romance de la luna luna; romance sonambulo)

­ la realtà storico­letteraria

Si sente legato alla sofferenza e alla ribellione del popolo gitano, primitivo e innocente; mostra simpatia per

chi vive al margine della società e a diretto contatto con la natura, alla quale i gitani attribuiscono poteri

magici.

La presenza di un certo sonnambulismo è uno dei segni caratteristici dell’esperienza creativa del Romancero;

si distingue per l’uso ripetuto del verso tradizionale spagnolo (il romance) e per l’invenzione di audaci 22

metafore. Il Romancero trabocca di presenze magiche che danno voce all’inquietudine dell’uomo: il vento, la

luna, i colori e altri segni simbolici.

È una delle personalità più produttive e originali del panorama spagnolo. A Granada fa amicizia con Maniel

de Falla, il quale voleva tornare alle origini e riscoprire le origini del suo popolo, le radici folcloriche.

Nella sua poesia voleva individuare tematiche esistenziali, e non semplicemente descrivere il popolo

andaluso.

Gitanismo: tema che pervade quasi tutti i romances della raccolta Romancero gitano.

Nessun testo di Lorca è folklorico o costumbrista, ma tutti sono caratterizzati da profonde riflessioni

personali.

Aveva un particolare concetto di metafora (celebra Gongora come inventore della metafora viva e originale,

destinata a conservarsi nel tempo). La poesia è l’unico modo che gli essere umani hanno per comprendere

intuitivamente concetti profondi, non comprensibili con la sola ragione.

Se il poeta non sa spiegare alcune delle sue immagini, allora anche i lettori saranno liberi di interpretare la

poesia come vogliono.

Un poeta deve saper evocare, anche contemporaneamente, sensazioni diverse tramite i 5 sensi (sinestesia). La

complessità del testo è ciò che gli conferisce eternità.

La metafora deve essere viva, non figurata o falsa; una metafora semplice è banale, e ciò accade quando il

poeta si lascia irretire da immagini trite o false.

La metafora passa sempre prima per la vista, che è il senso maggiormente coinvolto nella costruzione del

discorso poetico; nella creazione della metafora, l’immaginazione fa un salto da un oggetto all’altro,

mettendoli in relazione.

La grandezza di una poesia non sta nel tema, ma nel modo in cui vengono dette le cose, nella raffinatezza del

linguaggio poetico.

Descrive se stesso come cacciatore, tornato dalla caccia ricoperto di polvere stellata (che rappresenta ciò che

non è comprensibile dalla ragione).

L’ispirazione poetica deriva da una riflessione interiore, ma non da un dinamismo interiore: non è una

scrittura automatica. La qualità e la musicalità della parola sono alla base della forma poetica.

L’immaginazione è una facoltà conoscitiva, permette all’uomo di conoscere cose che non raggiungerebbe

con la sola ragione. La metafora nasce dall’immaginazione, quindi è a sua volta strumento di conoscenza. La

realtà del mondo crea confini per l’immaginazione e per le metafore: non si può immaginare ciò che non

esiste. ragione:

L’immaginazione deve comunque essere imbrigliata dalla dietro ad un’immagine, anche oscura, c’è

sempre un ragionamento logico razionale.

L’immaginazione è presente in tutti gli uomini, ma ha bisogno di essere allenata; l’ispirazione poetica invece

è un dono per pochi.

La poesia è contradditoria, non ha mai una sola interpretazione univoca.

«Cancion de jinete»

Ottosillabo, assonanza (O­A) nei versi pari.

I due testi presentano i temi più forti della sua poetica (morte, fato, eros), rivelando il legame con il

folclorismo, i cui elementi sono però presentati in modo originale.

La protagonista di questo testo è la città di Cordoba. La voce del poeta è identificata con quella del cavaliere.

Da una quartina all’altra notiamo un passaggio di tempo (da notte all’alba: cambiamento cromatico). Nella

prima quartina presagisce la sua morte, che avverrà proprio a causa del viaggio verso Cordoba.

Olive: mondo rurali tipicamente andaluso. 23

Il testo è costruito sulla ripetizione di elementi, tipico della tradizione folklorica.

«Lucìa Martinez»

Assonanza nei versi pari.

Il testo è pieno di erotismo, con un linguaggio fortemente sensuale. C’è una sequenza serrata di aggettivi, che

prevalgono sui verbi.

v. 5­6: metafora che allude all’organo sessuale femminile.

v. 10: allude all’atto sessuale.

Umbrìa de sede roja: apre e chiude il componimento.

«Romance de la Luna Luna»

Romancero gitano è la raccolta nella quale concentra la rappresentazione del mondo gitano andaluso, che lui

conosceva sin dall’infanzia.

Romance de la luna luna è uno dei primi testi della raccolta, quindi uno dei primi tentativi di scrivere un

macrotesto nella forma del romance, che per lui rappresenta la tradizione letteraria autoctona.

Il genere del romance è lirico narrativo: raccoglie sequenze di tipo narrativo, ovvero nuclei di racconto, con

un’espressione lirica intensa.

In questo romance racconta una storia, i cui contorni non sono molto definiti; è una storia pervasa di

simbolismo, che si costruisce senza mai cadere nel descrittivismo. C’è una componente narrativa, ma è una

narrazione simbolica, quasi ermetica.

La storia è quella di un incontro tra la luna, personaggio mitico e cosmico, e un bambino che la guarda

estasiato. La luna è caratterizzata con tratti fisici di pura sensualità, ma porta con se qualcosa si nefasto e

distruttivo: l’eros è sempre portatore di morte.

La peculiarità del testo è che, dopo questa apertura narrativa, c’è una sequenza in cui osserviamo un dialogo

fra i due personaggi: il dialogo si costruisce su battute i cui contenuti sono, da un lato una richiesta di

allontanarsi e non farsi trovare dai gitani, dall’altro un’allusione minacciosa ad un rammento del bambino da

parte della luna.

Non ci sono segni grafici di interpunzione che ci facciano capire chi è che parla in quel momento, è una delle

tecniche tipiche del romance (non segnala il passaggio di voce).

La sequenza che segue è di nuovo narrativa, in cui si descrive l’avvicinamento dei gitani: il jinete rappresenta

l’elemento gitano. I gitani si avvicinano e trovano una scena rappresentata ermeticamente; non viene

descritta in modo preciso, ma si allude solo al fatto che i gitani si disperano per quello che trovano: da una

parte, in una dimensione quasi onirica, vediamo la luna che ha rapito il bambino e lo porta con se in cielo,

mentre nella dimensione terrena i gitani lo trovano morto, ucciso dalla luna.

Romance = ottosillabi assonanzati nelle sedi pari (A­O).

La luna viene rappresentata mentre si avvicina alla fucina (fragua), elemento tipicamente gitano (i gitani

andalusi erano specializzati nella lavorazione dei metalli). È quasi una metonimia, con la fucina sta indicando

una precisa comunità.

Nardos: il biancore è sempre associato alla luna.

I primi due versi presentano la luna, i successivi due presentano il bambino.

v.3­4: Epanalessi, ripetizione del verbo mirar. È anche un poliptoto, una ripetizione con due forme verbali

diverse. Enfatizzano il concetto del bambino che è rapito dall’immagine della luna. Questa ripetizione del

verbo ricorda anche lo stile di alcune cantilene infantili, che Lorca cerca di riprodurre.

La Luna, rappresentata come una figura femminile, è allo stesso tempo pura e lussuriosa (aggettivi antitetici:

la rappresentazione della luna ambivalente, positiva e negativa).

rendono

Mostra i suoi seni di duro stagno: metafora, lo stagno è un metallo freddo, così come fredda è la luna in

quanto corpo celeste lontano e irraggiungibile. 24

Il bambino invoca la Luna e la implora di scappare, perché se i gitani la trovassero la ucciderebbero e di lei

farebbero collane bianche.

Lorca inventa una mitologia lunare: le attribuisce una serie di caratteristiche e azioni che la rendono un

personaggio mitologico. La Luna ballerina è simbolo di vita e di morte, positivo e negativo. Vuole muoversi

danzando (il movimento delle braccia ricorda i balli andalusi, come il flamenco) ed essere se stessa. Non si

preoccupa dei gitani, che non le faranno nulla, bensì avverte il bambino che quando i gitani arriveranno lo

troveranno giacente sopra l’incudine e con gli occhi sbarrati, non esplicita se il bambino stia dormendo o sia

morto.

Risponde il bambino, con una triplicazione del sostantivo “luna”, ma non è dissuaso dall’intenzione di

supplicare la luna di fuggire dai gitani. La Luna rifiuta incurante le esortazioni del bambino. Qui finisce la

sequenza diegetica.

Inizia la sequenza che presenta il cavaliere, metafora dei gitani che si avvicinano alla luna e al bambino.

Tambor, olivar: elementi tipici della cultura gitana.

Bronce: il bronzo indica la pelle olivastra dei gitani

Sueño: indica la condizione surreale della storia, di questi gitani che hanno le teste alzate e gli occhi

socchiusi, i quali trovano il bambino inerme.

Attorno alla fucina, una volta trovato il bambino inerme, si crea un clima di pathos.

Zumaya: barbagianni che canta; è uccello notturno, ma non è noto come uccello canterino; riprende

probabilmente un verso del Romance del prisionero, modificandone leggermente la forma, si tratta quindi di

un richiamo intertestuale (Romancero tradizionale: que me cantaba al albor ­> Lorca: cómo canta en el

árbol).

Vediamo la Luna muoversi nel cielo tenendo per mano il bambino: accompagna l’anima del bambino.

L’ultima immagine spiega la tragedia, con i gitani disperati perché hanno scoperto il corpo del bambino

morto (prima non sapevamo se fosse morto o addormentato, qui invece abbiamo la certezza della morte).

Gli ultimi due versi non hanno alcun legame con il resto: il distico è una citazione di una ninnananna gitana

di Granada; è una chiusura emblematica di un testo in cui Lorca rappresenta il registro espressivo della

ninnananna andalusa. Non ha un senso preciso, ma è un richiamo intertestuale che il suo pubblico avrebbe

sicuramente potuto cogliere. «Romance sonambulo»

Il titolo sottolinea l’andamento surreale della narrazione, che sebbene sia ermetica, rivela gli elementi e le

azioni che si svolgono all’interno della storia.

Fin dal primo verso esprime l’intenzione di rappresentare la cultura gitana; il primo verso è una citazione di

una copla andalusa (strofi brevi che venivano cantate).

Il nucleo del racconto è il suicidio di una giovane, disperata per l’assenza del fidanzato, il quale era un

contrabbandista ferito a morte dalla guardia civile; avendolo aspettato invano, lei presa dalla disperazione si

getta in una cisterna.

Al primo verso notiamo una epanadiplosi, ripete il colore verdastro dell’acqua, che richiama un concetto di

amarezza e contaminazione (acqua della cisterna contaminata), che qui ha quindi una connotazione negativa.

Il verde pervade tutto il testo e viene applicato a vari sostantivi: il vento verde (sinestesia, il vento non ha

colore) del verso 2, rami verdi (crea un parallelismo perfetto tra i due emistichi).

L’immagine della barca nel mare si unisce a quella del cavallo sulla montagna: sono elementi che

simboleggiano la figura del contrabbandiere, che si muoveva tra mare e montagna con le merci.

L’apertura del romance presenta in maniera molto metaforica, ma chiara, qual è il contesto nel quale si svolge

questa storia.

L’ombra nella vita (cintura) è l’immagine dell’abbraccio della morte nei confronti di questa fanciulla.

Baranda: sineddoche per indicare la cisterna. 25

Verde carne, pelo verde: chiasmo (sostantivo aggettivo + aggettivo sostantivo). Torna di nuovo il verde,

applicato alla pelle e ai capelli di lei, immersa nell’acqua verdastra della cisterna.

Ojos de frìa plata: immagine della morte, sono occhi del colore di un metallo freddo, privi di vita.

Luna gitana: determinazione geografica, è la luna andalusa

Las cosas la estan mirando y ella no puede mirarlas: tutto il mondo può guardare la scena, ma lei non può

guardare perché è morta.

Estrellas: richiamano un mondo cosmico, lontano, indifferente al destino del mondo. Richiamano la

condizione dell’uomo, solo e abbandonato, rispetto all’infinità del cosmo indifferente. Le stelle annunciano

la tragedia.

vienen con el pez de sombra que abre el camino del alba: il pesce d’ombra che apre il cammino dell’alba; il

pesce è un animale che vediamo come sempre in movimento, quindi il pesce d’ombra indica una zona

d’ombra che si individua nel cielo nel momento in cui si passa dall’oscurità della notte alle prime luci

dell’alba, in cui il cielo è pervaso da questi movimenti di luce;

la higuera frota su viento con la lija de sus ramas: personificazione dell’albero di fico, che fa il contrario di

quello che avviene nella realtà, è il fico che viene rappresentato mentre struscia il vento coi suoi rami.

Gato garduno: molto usato per indicare il gatto selvatico

el monte eriza sus pitas agrias: l’asprezza pervade tutto il testo

soñando en la mar amarga: la fanciulla sogna il mare amaro (collegamento con agrias) (allitterazione mar­

amar), è una metafora per la sua condizione di morte ed è rappresentata come sprofondata in questo mare,

che è simbolo della morte.

Nella sequenza successiva notiamo un dialogo tra il padre della fanciulla (compare) e il contrabbandiere: il

ragazzo vuole cambiare vita, non sa ancora cosa sia successo alla fanciulla; il suocero gli risponde che è

impossibilitato ad accoglierlo, perché è successo qualcosa di gravissimo che ancora lui non sa (il suocero

parla ermeticamente, senza spiegar cosa sia successo); il ragazzo è moribondo, perché ferito a morte, e vuole

essere accolto in casa per poter avere una morte serena e dignitosa: descrive come deve essere il letto di

morte.

Trescientas rosas morenas lleva tu pechera blanca: iperbole che indica una camicia completamente piena di

sangue a causa delle ferite subite. È il suocero che descrive quello che sta vedendo: sangue zampillante e

dall’odore forte (descrive coinvolgente i sensi, olfatto e vista).

Ripete versi quasi uguali, cambiandone gli aggettivi: c’è di nuovo il verde, descrive quasi l’attesa di una

disgrazia.

Altas barandas: richiama una piazza di un quartiere di Granada

I due si avvicinano verso il luogo in cui la fanciulla giace morta.

Dejando un rastro de sangre. Dejando un rastro de lágrimas: distingue il sangue del giovane con la lacrima

del suocero.

Hojalata: I metalli nella poesia di Lorca sono sempre presagi di morte e distruzione.

Mil panderos de cristal, herían la madrugada: l’aquilone di cristallo è qualcosa che si muove nel cielo ed è

di un colore brillante, come il cristallo; è una metafora che indica i giochi di luce, bagliori che feriscono il

mattino. È metafora di un oggetto che lacera il cielo.

Di nuovo la citazione della copla.

El largo viento, dejaba en la boca un raro gusto: sinestesia, il vento può qui essere percepito anche al livello

di gusto.

de hiel, de menta y de albahaca: introducono di nuovo il colore verde (fiele, menta e basilico sono verdi); è

una sottolineatura coloristica.

¿Dónde está mi niña amarga?: amarga è un termine chiave di tutto il componimento 26

cara fresca, negro pelo: chiasmo; la cara e il pelo non sono più verdi, perché sta alludendo ad un momento in

cui la figlia era ancora viva.

Sobre el rostro del aljibe: metafora per l’entrata della cisterna

se mecía la gitana: indica il dondolare tipico di chi è affogato, i capelli e il viso sono di nuovo verdi.

Un carámbano de luna la sostiene sobre el agua: immagine surreale, ma possibile nella logica poetica.

La noche se puso íntima como una pequeña plaza: immagine dal significato incerto, forse sono giunti ad una

piccola piazza, oppure indica il fatto che la notte sta diventando sempre più piccola perché sta finendo.

Guardia civil: i gitani rappresentano purezza e innocenza, un mondo non contaminato; la guardia civil

rappresenta la civiltà, la corruzione, tutto ciò che è artificiale e impuro. Stanno cercando il contrabbandiere,

lo hanno seguito dopo averlo ferito.

Ripete i versi con il verde: suggella una situazione; i gitani continuano ad essere li ed esercitare la

professione di contrabbandieri, è come se finito il racconto ritornasse ad una situazione generale.

Federico Garcia Lorca POETA EN NUEVA YORK

1928: Nonostante il grande successo del Romancero gitano, Lorca rimane deluso perché capisce che il

pubblico non aveva capito la vera essenza della sua poesia, ma aveva semplicemente interpretato la poesia

come descrizione del popolo andaluso.

In quell’anno ha una crisi personale e sentimentale, per questo decide di passare un periodo a New York. Nel

1929 parte e trascorre lì quasi un anno, fino al 1930. Frequenta i corsi alla Columbia University e si confronta

con la città, che gli provoca una profonda inquietudine. 27

In una conferenza dice: «Più che di un poeta a New York dovrei parlare di New York in un poeta», ossia di

quella che sarà l’impressione più profonda di ciò che vede. A New York trova una realtà diversa da quella

dell’Andalusia rurale, è una città industrializzata e immersa negli affari. Individua poi nella categoria dei neri

emarginati un mondo puro, genuino, come quello dei gitani.

Poeta en Nueva York non è solo denuncia e descrizione della degradazione sociale che vide, ma rappresenta

anche una sorta di comunione del poeta con un mondo sofferente: New York vive dentro di lui, Lorca si

identifica con la città.

I temi sono complessi, soprattutto dal punto di vista dell’espressione poetica, in quanto Lorca si trova di

fronte anche ad una sperimentazione di scrittura surrealista.

La difficoltà delle metafore a volte è insormontabile a causa della molteplice interpretabilità.

Cerca di staccarsi dall’immagine del poeta folklorista che Romancero gitano aveva creato intorno a lui.

Poeta en Nueva York fu pubblicata dopo la sua morte, perché in vita egli non riuscì a organizzarla in modo

definitivo: i testi furono raccolti dall’amico Rafael Martinez Nadal e pubblicati nel 1940 da due case editrici,

Seneca (Messico) e Nortoni (New York), e per questo ne esistono delle varianti in base alle diverse

interpretazioni editoriali. «Soledad»

Scritta poco prima di New York, è un poema svolto: non rientra in nessuna raccolta; ha la finalità di far

partecipare il poeta nel mondo che lo circonda; è una poesia impura, perché contaminata dalla nuova realtà

estetica.

J. Guillem: sostenitore della poesia pura che Lorca non riesce a condividere fino in fondo, perché non è

d’accordo con questo suo gusto per la parola asciutta e fredda.

L’epigrafe è di un brano di Guillem tratto da “Noche de Luna”.

Usa la LIRA (settenari ed endecasillabi, strofe di 5 versi).

Soledad richiama un testo di Luis de Leon che tratta della solitudine, nel quale il poeta riesce a fuggire dal

mondo e solo così a vivere in serenamente. Lorca lo reinterpreta facendolo diventare espressione del tema

della FRUSTRAZIONE AMOROSA.

La solitudine è PERSONIFICATA, intesa come isolamento in se stessi: diventa una figura femminile e si

intuisce che è collegata al FARE POESIA, all’espressione poetica.

Il testo è fatto di immagini complesse e c’è una forte presenza di ELEMENTI ANTITETICI.

Strofa 1

Piedra y rosal: sono elementi antitetici, in quanto rappresentano un oggetto morto e uno vivo.

Libre y cautiva: elementi antitetici (libera e prigioniera)

Parallelismo: PIEDRA è parallelo a MUERTE, mentre ROSAL è parallelo a DESVELO

V.4: bianco vuelo è una metafora che si collega alla luce, indica la mobilità di questa voce che si muove

nell’aria.

V. 5: introduce una luce ferita che canta (sinestesia). La luce è metafora per la voce del poeta.

La luce si muove nella solitudine, muovendosi “sobre piedra y rosal” è come se fosse sospesa tra una realtà

fissa/inerme e una realtà che è profondamente viva e sofferente.

Sta quindi cercando di esplicitare quelli che sono i due poli dell’espressione poetica: quello che va verso la

freddezza e l’artificiosità (hielo) e quella che invece va verso la vita e la creatività.

Strofa 2

Estilo: indizio di una riflessione metapoetica. 28

Arquitectura: termine molto importante nel lessico di Lorca, è la ricerca della perfezione formale,

dell’equilibrio, corrisponde alla POESIA PURA, presenta quindi la solitudine come ricerca formale.

En vilo: essere in attesa di qualcosa

Planta (en vilo) del ave: immagine che non si capisce, ma leggendo una variante di un’altra edizione sembra

essere di “flauta”, il flauto che si associa all’ave, uccello che canta; il flauto in attesa dell’ave sarebbe la voce

poetica che non riesce a fare qualcosa

Clavar tu carne oscura: è una voce che non riesce a penetrare la carne oscura della solitudine.

Parla di una poesia pura che non riesce a penetrare la profondità della solitudine, che non riesce a scoprire la

parte più profonda dell’essere.

Strofa 3

En ti: si riferisce sempre a soledad

In questa strofa ci sono molte immagini che alludono alla frustrazione amorosa.

Cintura: fianchi, zona connotata in senso erotico, sono fianchi che non possono dare frutto (allusione alla sua

omosessualità).

v.12: metafora per la sofferenza (sangue che ribolle).

Arenas: sabbia, elemento secco, quasi sempre indizio di sterilità.

Se si lascia guidare dallo stile della poesia pura non riesce a esprimere i suoi sentimenti e i propri tormenti.

La rosa è il simbolo dell’amore.

v.15: tutto il suo mondo sentimentale è destinato ad essere messo da parte quando si fa condizionare dalla

poesia pura.

Strofa 4

Paños de cal (inumazione): immagine funebre, immagine di morte di fronte alla rosa che rappresenta i suoi

sentimenti; la rosa è ricoperta di calce.

Sordo fuego: fuoco non espresso, che non si sente.

cuando roto ya el nudo (v.18): citazione di un verso di F. Luis

limpio de luna, y ciego (v.19): altra immagine di morte; cieco, senza luna (simbolo ambivalente nella poesia

di Lorca, difatti qui è un simbolo positivo), quindi senza nulla, morto.

Nella strofa precedente diceva di non riuscire a esprimere la sua interiorità, mentre qui dice che i suoi

sentimenti sono morti e proprio negando la sua interiorità riesce a penetrare la solitudine. Cerca di

evidenziare in questa poesia quali sono i due modi di esprimersi.

Strofa 5

Curva: la figura sinuosa si contrappone alla linea retta (arquitetura) e rappresenta ciò che è genuino, intimo,

proprio della natura, non costruito artificialmente.

el doble cisne su blancura canta: di nuovo un elemento canoro, allusione metapoetica; il cigno è un uccello

che canta prima della morte, quindi si tratta di nuovo di un’allusione alla morte. Il cigno è doppio perché la

sua immagine si riflette nell’acqua e qui canta il suo candore.

Húmeda voz: riferimento all’acqua, che indica una voce fertile. L’acqua qui è un elemento positivo ed è usata

come metonimia per indicare l’acqua dove si muove il cigno, fonte di questo canto.

Sin frìo: si contrappone al verso 5 (hielo), il cigno ha una voce senza freddo.

fluye de su garganta: come se fosse acqua, sana

y por los juncos rueda y se levanta: descrizione quasi da Locus Amenus, un luogo paradisiaco, immagine

positiva; è una voce vitale, piena di sentimento. 29

Strofa 6

niño desnudo: bambino che rappresenta anche un momento della vita del poeta, in particolare l’origine della

sua espressione poetica.

mide la ribera: misura la riva; indica una ricerca, la costruzione di qualcosa

Con su rosa de harina: la farina è qualcosa di cui ci si può nutrire, indica la possibilità di esprimere il mondo

interiore in un modo fecondo, produttivo.

mientras el bosque afina su música primera: il bosco accorda la sua prima musica, canta in un brusio (suono

leggero).

Rumor de cristales y madera: sinestesia evidente (elementi non acustici); si tratta inoltre di elementi

antitetici, in quanto il cristallo è freddo, mentre il legno è vivo e naturale: indicano la contrapposizione tra la

poesia pura e quella impura, come se il poeta si fosse trovato a dover scegliere tra cristallo e legno.

«Vuelta de paseo»

Componimento in versi liberi dove si individua un’assonanza contenuta nello stesso titolo (E­O). C’è una

quartina iniziale seguita da quattro distici.

È una poesia che esprime l’inquietudine dell’uomo contemporaneo che nasce dall’affanno di una ricerca

d’identità, di un IO che non trova il proprio centro.

Il tema principale è quello di una menomazione, mancanza, perdita: è classico di un uomo represso nella sua

omosessualità che non può essere esplicitata, ma anche di uno scrittore che ha smarrito la sua identità (in

Poeta en Nueva York si interroga sul tipo di poesia che vuole creare pensando al suo passato).

Strofa 1

In modo molto ermetico, tipico di Lorca, esprime questo dissidio interiore.

Come in Soledad, ci sono sia elementi che rimandano al cristal/arquitetura che elementi naturali e sinuosi.

Sierpe: struttura sinuosa, curva, che si oppone al cristal. La sierpe è l’espressione poetica impura, penetrata

dalla vita, in contrapposizione alla geometria della poesia pura, in quanto esercizio rigoroso di espressione.

dejaré crecer mis cabellos: lasciarsi andare, lasciare che la natura faccia il suo corso.

Cielo che uccide: stato di disperazione del poeta, minaccia anche se da un elemento privo di strumenti per

uccidere; immagine inquietante.

Strofa 2

Muñones: albero di monconi, rami rotti (albero potato); è un’immagine che indica menomazione,

lacerazione.

Que no canta: evidente allusione metapoetica; si paragona a un albero che è privato dei suoi rami, che non è

più in grado di esprimersi. Sta facendo un paragone tra se stesso e immagini menomate.

Niño: ha il volto menomato, privo di occhi, naso e bocca.

Strofa 3

el agua harapienta de los pies secos: acqua cenciosa dai piedi secchi; indica una perdita, un’acqua priva del

suo stato liquido

Strofa 4

Con todo lo que tiene cansancio sordomudo: assassinato insieme a tutto ciò che ha; non potersi esprimere a

parole e non sentire (stanchezza ancestrale, che non può nemmeno essere espressa: amplifica la situazione di

perdita). 30

y mariposa ahogada en el tintero: immagine di morte, la farfalla perde i suoi colori perché affoga

nell’inchiostro.

Strofa 5

Tropezando con mi rostro distinto cada día: volto diverso ogni giorno, mutevolezza del suo essere, ricerca

dell’identità.

¡Asesinado por el cielo!: pessimismo cosmico, disperazione totale, anche la stessa natura è accusata di averlo

condannato a morte. «Asesinato»

Versi sciolti e liberi, con alcune assonanze e qualche ripetizione. Testo che narra in modo mimetico una

conversazione tra due personaggi che Lorca aveva ascoltato in una conferenza.

V.2: graffio sulla guancia

v.4: unghia che spinge sullo stelo

bulcar: immergere, si riferisce a uno spillo che si immerge nella carne

radici: profondità, metafora per la penetrazione

v12: il cuore è uscito da solo, tale gesto di violenza è stato talmente forte che il cuore è uscito dal petto

v.13: esclamazione di dolore

Testo tra i più oggettivi e realistici, nel quale il poeta si trova fuori dalla storia, non parla di sé ma espone dei

fatti. Il contenuto e la struttura sono atipici e il tema principale è quello della violenza, esplicitato dallo

stesso titolo. «Nacimiento de Cristo»

Descrizione di un presepe: percezione apocalittica che ha a New York, perché è una città che suscita nel

poeta un’aspettativa di morte, un presagio della fine del mondo.

È uno dei pochi testi di Poeta en Nueva York che ha una struttura precisa per quanto riguarda la metrica: sono

quartine di alessandrini assonanzati nei versi pari, lo schema è sempre lo stesso (assonanza OA nella prima

quartina, UO nella seconda, AA nella terza, OE nella quarta, IA nella quinta).

Strofa 1

Descrive il presepe che sta osservando: un pastore chiede latte (teta è metonimia per latte); la neve rimanda,

oltre che al presepe, anche a New York.

blancos perros: cani pastori

endidos entre linternas sordas: distesi tra lanterne sorde, è una sinestesia per intendere la mancanza di vita

delle lanterne (perché sono artificiali).

se ha partido los dedos en los tilos eternos de la madera rota: si è rotto le dita nelle lame eterne del legno

rotto; con metafore astratte descrive la scheggia di legno che rompe una statuina. Fin qui descrive quello che

osserva.

Strofa 2

¡Ya vienen las hormigas y los pies ateridos!: inizia ad evocare una situazione interpretative che va oltre ciò

che vede, è il potere evocatore della parola di Lorca.

Hormigas: continua ricerca di cibo, recuperano tutto ciò che possono e si nutrono di cose morte, sono

pertanto un suggerimento di morte.

Pies ateridos: piedi intirizziti, richiamano un ambiente invernale 31

Dos hilillos de sangre quiebran el cielo duro: due filini di sangue spezzano il cielo duro; è un’immagine di

morte e distruzione

Los vientres del demonio resuenan por los valles: ventre come parte profonda, interiore; è un’iperbole del

male che risuona per le valli, che si è diffuso in tutta la natura.

golpes y resonancias de carne de molusco: nell’aria risuonano colpi e risonanze di carne di mollusco: è una

metafora complessa, che indica una carne molle, che non può risuonare in modo forte, allude quindi ad un

suono sordo; il mollusco è un’immagine negativa.

Strofa 3

Verde: termine che indica sempre cose negative

Verde e hoguera: accostamento cromatico insolito

coronadas por vivos hormigueros del alba: coronati da vivi (anche loro capaci di resistere al fuoco) formicai

dell’alba (forse tentativo di ubicare questa situazione in un momento della giornata. L’alba indica un inizio o

la vita).

La luna tiene un sueño de grandes abanicos: luna sognante di grandi ventagli; oggetto mobile che può essere

aperto oppure chiuso; è la luna che s’immagina nel suo ciclo di movimento intorno alla terra, indica la

mutevolezza della luna (mezza o piena?).

Toro: altro elemento animale (natura fortemente presente). Il torno sogna se stesso pieno di buchi e di acqua:

sono immagini surreali che evidenziano una mancanza, una sottrazione.

Strofa 4

Bimbo con un 3 sulla fronte: indica le tre crocifissioni, un presagio di morte che si esplicita al verso

successivo

De bronce: ci fa pensare ai chiodi

Los pañales: fasce, identifica il bambino

Los pañales exhalan un rumor de desierto: sinestesia (esalare – emettere un odore); il bambino che emette un

brusìo impercettibile è immagine del silenzio.

con cítaras sin cuerdas y degolladas voces: cetre senza corde, quindi che non suonano (deserto); la voce

sgozzata non può parlare, indica quindi un concetto di inettitudine, appunto impossibilità di esprimersi.

Strofa 5

Dopo la dimensione surreale si ritorna alla realtà, a quell’ambiente che aveva suscitato la sua immaginazione:

­Spinge i manifesti e porta grazia anche per i falsi archi, falsi perché New York è un ambiente moderno (e

non ci sono archi).

­Cherubini/angeli di piuma/penna: sono figure non reali, disegnate, parte del presepe.

I sacerdoti sono invece reali, idioti. Lutero indica la controriforma (religiosità diversa rispetto al

cattolicesimo tradizionale) relativa al mondo anglosassone.

«La Aurora»

Struttura ibrida, prime due strofe con versi liberi, mentre le quartine sono formate da versi alessandrini (in

entrambi i casi, nessuna assonanza).

Testo in cui esprime un sentimento disforico (contrario di euforico). Descrive l’Aurora di New York: di solito

è un elemento positivo volto ad indicare l’inizio della giornata, ma l’aurora di New York ha delle

caratteristiche negative.

Colonne: elemento architettonico, connotazione negativa. Indicano industrializzazione e disumanizzazione.

Aurora con un uragano di colombe nere (ossimoro): sono colombe contaminate, immagine di corruzione

Huracan: movimento, volo agitato delle colombe (metafora) 32

Aguas: elemento negativo (podridas)

I versi 1 e 5 sono quasi uguali (parallelismo)

Escalaras: altro elemento architettonico

Nardos (fiore bianco): cerca fiori bianchi, aurora che cerca una positività che non esiste, perché i nardos sono

pieni di angustia dibujata

Fine: quasi aurora personificata (geme – vento)

Se nessuno si nutre di quell’aurora, vuol dire che nessuno è dotato di vita.

V. 12­13: si richiama al mondo finanziario della città

Bambini abbandonati: vuoto, immagine forte

Sciami di monete: città senza speranza, dallo spirito mercenario.

Comprendono che non ci saranno paradisi e amori: immagine di desolazione, amore negato.

Giochi che non hanno grazia.

v. 17: avverbi di negazione

è evidenziata la mancanza di speranza/futuro, la luce è seppellita, immagine violentissima di morte

Conferenza Lorca

Non spiega mai in modo diretto le sue poesie, ma tende a instillare il dubbio, evidenziando la polisemia nei

suoi scritti. Per capire la poesia non basta applicare una logica formale, ma bisogna avere capacità superiori.

Anche se gli chiedessero spiegazioni, egli in quanto poeta non potrebbe esprimere a parola quel sentimento

che lo ha spinto a scrivere, ma solo cercare di balbettare il concetto.

Si allontana da New York per spostarsi nel Vermont, al confine col Canada, dove riprende contatto con la

natura. Racconta un episodio che scatenò in lui la scrittura del componimento “Niña ahogada en el pozo.

Granada y Newburg”: racconta di una bambina che conosceva, che cadde in un pozzo e fu trovata annegata;

nello stesso testo ricorda anche la morte di un’altra bambina, stavolta granadina.

Nella conferenza fa un richiamo metapoetico: cita un verso di Garcilaso, che lo aiutò a superare l’ostinazione

a rappresentare plasticamente le situazioni della realtà: in quel momento, dopo quell’esperienza tragica,

Lorca stava facendo fatica ad esprimere i suoi sentimenti.

«Poema doble del lago Edem»

Il tema pastorale è sempre accompagnato dal tema della sofferenza amorosa. Si trova nel contesto rurale del

Vermont, che gli suggerisce anche un certo turbamento interiore.

C’è un chiaro intento metapoetico, poiché intende riflettere sulla sua strada e sulle ansie che lo tormentano.

Nel primo verso definisce l’oggetto della sua scrittura.

Si tratta di versi liberi, con una struttura metrico­prosodica variabile (molti alessandrini).

L’insistito ricorso all’assonanza AO nelle sedi pari potrebbe essere un tributo all’assonanza contenuta nello

stesso nome di Garcilaso.

Strofa 1

Mi voz: intesa come stile, modo di esprimersi

Ignorante: ignara, è inconsapevole

Amargos: amarezza caratteristica del dolore. La poesia delle origini non conosceva il contenuto della

soffeenza.

La adivino: indovina la figura della libertà mentre questa gli lecca i piedi

Helechos: felci, tipiche dell’ambiente vicino al lago

Antigua: sta rappresentando il passato; è una voce piena di ispirazione

Strofa 2

Sottolinea la capacità di esprimersi di questa voce 33

Costado: è dove si trova il cuore, sede dei sentimenti

Rosas: simbolo di amore, sentimenti che venivano espressi dalla sua lingua (metafora per poetica).

v.9: cavallo che conficca la sua dentatura nell’erba, è una metafora che indica la lacerazione di un’integrità,

ormai perduta.

Strofa 3

Si riferisce alla sua voce attuale (usa il presente indicativo)

Niño pesado: bambino noioso, viziato; rievoca un momento ormai superato

Alluminio: accezione negativa, è il metallo dei grattacieli che tanto critica di New York

Borrachos: ubriachi, altro elemento tipico di New York

Strofa 4

Hormigas: le formiche simboleggiano l’operosità, ma sono anche animali che si nutrono di cadaveri di altri

animali. Eva nella metafora è descritta mentre mangia formiche.

Eva/ Adan: esperienza primigenie della vita

Peces deslumbrados: pesci abbagliati dalla luce, che non riescono a orientarsi. Adamo che feconda i pesci è

metafora di sterilità, impossibilità di generare la vita.

Dejame pesar hombrecillos de los cuernos: creatura mitica, come un folletto, che sta a guardia della porta in

cui il poeta vuole entrare. Immagine surreale, sembra voler dipingere una fuga euforica dalla realtà

opprimente che sta vivendo, per entrare in un paradiso perduto (che però non è privo di tratti inquietanti ­>

vedi metafora Eva e Adamo)

Strofa 5

Rimanda al martirio di S. Lucia, alla quale strapparono gli occhi. Rievoca plasticamente questa iconografia

per riferirsi al tema della perdita. Dice di sapere cosa significa essere privati di qualcosa di importante.

Strofa 6

Rievoca la sua voce, dicendo di voler solo la sua libertà, il suo cuore umano, che non ha confini o

convenzioni (è omossessuale).

Sottolinea lo stato di solitudine, il desiderio di occupare serenamente una posizione che nessuno vuole.

Strofa 7

Evoca uno scontro di voci, una lotta tra passato e presente (metaforicamente rappresentata con l’immagine

dei pescecani che si inseguono).

Il vento è rappresentato come in agguato, come se stesse per lanciarsi su dei tronchi inermi. Questa nuova

voce è fatta di metallo (sterile) e di talco (che è secco, quindi anche questo materiale è sterile). Stanno a

significare l’impossibilità di esprimersi e l’insoddisfazione che ne deriva. La desolazione è anche creativa.

Strofa 8

Vuole piangere, manifestare i suoi sentimenti.

Del ultimo banco: ancora isolamento

Pulso: vi confluiscono i vasi sanguigni, quindi è un luogo pieno di vita

De otro lado: tutto ciò che è nascosto e lontano, non percepibile

Strofa 9

Anafora iniziale. 34

Abeto: elemento naturale, simbolo di contatto con il mondo naturale.

È come se volesse parlare con il lago; vuole difendere un’espressione poetica autentica contro un uso

artificioso della parola, che non gli permette di dire la sua sofferta verità.

Strofa 10

Primato della libertà, non chiede ma desidera.

Dai piedi, la libertà è passata alle mani, che si trovano più vicine al cuore

Luna: connotazione negativa

Reloj encenizado: orologio simbolo di morte, esprime vulnerabilità totale

Strofa 11

Torna da usare il verbo al passato.

Saturno: simboleggia il tempo

Trenes: rappresentano il progresso. Il tempo fermò il progresso.

Sueño/muerte: sono personificati

v.48: mucche con zampette da ballerina (ossimoro ­> Animali goffi, tutt’altro che leggiadri).

v.49: esprime una doppia condizione, da un lato quella esistenziale di uomo lacerato, combattuto tra passioni

divergenti; dall’altro è espressione di un dissidio poetico, un problema espressivo; è combattuto tra due forme

avverse di espressione poetica (poesia pura e impura).

«Niña ahogada en el pozo»

Rievoca la morte di due bambine, una di Granada e una di Newburg, indicate nel sottotitolo.

È diviso in terzine ed è chiuso da un ultimo verso che è un ritornello riproposto sempre in terza sede di ogni

strofa. L’insistenza su questo sintagma rappresenta la chiave di lettura.

Vuole esternare il suo sentimento e la sofferenza e trasmetterla al mondo.

L’acqua stantia è il simbolo di una natura che non può manifestarsi nella sua essenza più profonda: simbolo

di sofferenza e frustrazione. Versi liberi, assonanza EA ricorrente.

Strofa 1

Le statue fanno riferimento a strutture artificiali, contrapposte a ciò che è naturale; queste statue però

soffrono (paradosso) per l’oscurità delle bare: immagine di morte e tormento. Ma ancora peggio della morte

è essere intrappolati nell’acqua stantia. Quella frustrazione dell’autore è anche peggio di morire.

Strofa 2

Flashback narrativo, rimanda alla sua infanzia e usa il passato (imperfetto).

Almenas: mura antiche, sta rievocando Granada.

Pescadores: Granada è una città senza mare, si pesca nei fiumi; indica una situazione di panico e

preoccupazione all’interno del popolo.

Rappresenta ciò che dicono queste persone: le stelle vengono personificate, trasformate in esseri vivi, e

vengono paragonate a delle rane (croar: verso rane), spettatrice di tragedie umane.

Strofa 3

Solo grazie al titolo possiamo intuire quale sia la tragedia. Ha un ricordo sereno della bambina.

Astro: qualcosa di immobile, simbolo di morte

Circulo: riprende la forma dell’astro

Meta: metafora incerta, indica qualcosa che si è definitivamente conclusa con la morte della bambina.

Orillas de un ojo de caballo: pareti del pozzo 35

Caballo: allude alla forza inesorabile di questo elemento naturale (l’acqua stagnante); la natura non ha alcuna

pietà dell’uomo.

Strofa 4

Per la bambina non c’è più futuro, non ha più un limite temporale.

Futuro di diamante: è un futuro di morte, perché è un metallo privo di vita.

Strofa 5

Mentre la gente cerca il silenzio per riposare, nel suo ricordo la bambina palpiterò per sempre in quel pozzo

(anillo).

Strofa 6

Eterna: si riferisce alla bambina, immersa nell’acqua del pozzo.

Combate de raices: combattimento di radici; le radici sono qualcosa che porta la vita: suggerisce l’immagine

di lotta di una creatura viva che si trova in pericolo imminente.

Soledad prevista: la morte è una condizione prevista perché l’incidente poteva concludersi solo con la morte

della bambina, che non sapeva nuotare.

Strofa 7

Troviamo di nuovo le voci del popolo; sta ricordando il momento in cui tutti cercarono di tirare fuori la

bambina dal pozzo.

Punto de luz: lanterna, è avvenuto di notte.

Sta parlando alla bambina morta, quasi cercando di rassicurarla, chiedendole di alzarsi dall’acqua. Ogni

lanterna (persona) le manderà una corda.

Strofa 8

Il pozzo viene personificato: allunga le mani di muschio e cerca di trattenere la bambina.

Insospechada ondina: la bambina si è trasformata in una specie di ninfa ed è ignara di quello che le è

successo.

Strofa 9

Introduce una seconda negazione nel ritornello, con il quale apre la strofa.

Violines sin cuerdas: privazione, non possono fare musica, che sarebbe un simbolo positivo.

Cambia prospettiva, torna a parlare di un ambiente urbano, con scale (di dolore) ed edifici abbandonati (privi

di vita). «Grito hacia Roma»

Lo scrisse dopo i patti lateranensi sanciti tra Mussolini e la Chiesa: sancirono un rapporto molto stretto tra

Stato e Chiesa (es. veniva insegnata la religione cattolica nelle scuole).

Usa toni forti e polemici e critica il Papa, evocato tramite eufemismi.

Lorca non era praticante, ma era molto sensibile all’idea di una Chiesa che deve aiutare i più bisognosi:

rifiuta quindi una Chiesa corrotta.

Abbandona l’ottosillabo e passa al verso libero, la rima è praticamente scomparsa: essendo questo un

“grido”, un’invettiva, questo deve colpire e generare una reazione forte grazie alla dissonanza, non essere

suadente. 36

Da un punto di vista semantico, mette in opposizione “l’uomo vestito di bianco” (allusione al Papa), i suoi

seguaci e gli spazi sontuosi che abitano, con gli emarginati che popolano spazi degradati e minacciati dalla

guerra e dalla fame. Allude al fatto che il vero messaggio di Cristo sia stato tradito dalla Chiesa e che esso

riviva nella lotta e nel dolore degli emarginati: un esempio è quando dice che nessuno più spartisce pane e

vino (come fece Gesù nell’ultima cena), ovvero nega l’autenticità del rito della messa, che dovrebbe

mantenere vivo il ricordo di quel gesto, ma che invece è diventata una vuota formalità.

Strofa 1

Mele lievemente ferite: si riferisce ai peccatori benestanti, coloro che vengono perdonati dall’ipocrita chiesa

con castighi lievissimi.

Nubes rasgadas: nube graffiata da una mano di corallo (ovvero il Papa, la cui mano è piena di gioielli

preziosi) che porta sul dorso una mandorla di fuoco (gli anelli del Papa, a forma di mandorla). Rappresenta

quindi il Papa non nelle sue virtù, ma nella sua ricchezza.

Elenca una serie di elementi negativi, velenosi (peces de arsenico, rosas que hieren): sta inviando una

maledizione al Papa.

Gran cupula: S. Pietro, casa del papa.

v. 11: si riferisce proprio ai patti lateranensi

v.12: il Papa è un uomo che disprezza la pace (orina sulla Colomba, simbolo di pace).

Mastica carbone: sostituisce il tabacco, commestibile, con il carbone, elemento negativo.

Campanillas: allude a tutto l’apparato ecclesiastico che circonda il Papa.

Le immagini si dividono in nuclei di significato: tra 1­9 le immagini hanno tutte nuclei di significato

ricollegabili alla ferita, alla morte.

Strofa 2

Si riferisce all’episodio della moltiplicazione dei pani e dei pesci, dicendo che non c’è più nessuno che lo

possa fare.

Versi 15­18: immagini che hanno in comune i temi della compassione e della condivisione.

Non c’è più nessuno che cerchi di curare gli infermi, né chi pianga per le ferite degli elefanti (rappresentano

tutto ciò che è vivo). È un’immagine disperata di un’umanità in decadenza.

Intima al Papa di farsi da parte, distruggersi con le sue mani (farsi un’iniezione per prendere la lebbra, v.27)

Hombre vestito de bianco (v.30): perifrasi per indicare il Papa

Il Papa ignora che il denaro distrugge l’amore e dà il sangue dell’agnello al becco del fagiano, il quale

rappresenta tutto ciò che non è meritevole, ma che è gratificato dal Papa corrotto.

v.33: si riferisce all’acqua di vita che Gesù promette nel Vangelo a chi lo ascolterà.

v.35: il sangue dell’agnello è quello di Gesù stesso, vittima sacrificale il cui sangue viene sprecato dandolo al

“becco idiota del fagiano”, simbolo della ricchezza raffinata e vuota.

Versi 31­35: immagini che hanno in comune i temi della fertilità (spiga, parto, acqua, bacio, sangue della

vittima sacrificale), universo ignorato dall’uomo vestito di bianco che usurpa le parole di “Amore” e “Pace”.

Strofa 3

Si riferisce al fatto che la religione viene insegnata nelle scuole.

vv.36­37: allusione all’evangelico discorso delle beatitudini o discorso della montagna.

Cristal definitivo: è quanto di più inerte ci possa essere, non c’è amore.

L’amore c’è solo quando c’è sofferenza. Allude in modo molto ermetico agli amori proibiti (v.47): fa una

lista di tutti gli emarginati della società, tra cui include gli omosessuali.

Strofa 4 37

Allude a quello che dirà il Papa, acclamato da tutti quelli che gli crederanno. Parlerà di pace, ma si troverà in

un mondo di guerra.

Pongan de plata los labios: immagine di morte

Versi 57­59: hanno in comune i temi della negazione della dignità e dell’integrità personale.

Strofa 5

Elenca nuovamente le categorie degli emarginati, dediti ai lavori più umili. Tutti gli emarginati devono

gridare e reagire a questo mondo ingiusto, anche a costo di essere attaccati. Evoca un futuro di redenzione.

vv. 71­73: Usa le parole del “Padre Nostro” per indurre i suoi destinatari a una rivolta.

Voluntad de la tierra: è che tutti abbiano gli stessi frutti, è un messaggio di uguaglianza,

unica speranza di redenzione di un’umanità che è ignorata da chi dovrebbe difenderla.

Nel finale compare l’io lirico del poeta in una prima persona plurale (71­73) che lo accomuna ai diseredati e

agli infelici del mondo. «Son de negros en Cuba»

Stabilisce una differenza tra l’America anglosassone di New York e l’America Latina conosciuta a Cuba.

Testo fortemente iterativo, con un ritornello fisso. È un inno all’isola di Cuba. Celebra la vitalità e l’allegria

di questa gente, accompagnata da riflessioni su alcune fonti di sofferenza riscontrate.

Coche de agua nera: elemento negativo

v.8: la palma vuole essere cicogna: la palma ricorda le ali nella sua forma, ma è un albero, quindi è statico; la

palma ha una forte volontà di muoversi, ma non può trasformarsi: esprime frustrazione.

Platano: albero, parallelismo con la palma; ma può anche riferirsi alla banana. Anche lui vuole trasformarsi

in un animale in movimento.

Fonseca: marca di sigari, indica la figura stampata sulla scatola.

Romeo y Julieta: altra marca di sigari, simbolo di Cuba

Cintura caliente: allude alla passionalità di questo popolo

Gota de madera: goccia di legno, immagine di sterilità

Arpa de troncos: non può suonare

Coral: indica il rosso, ma stando nelle tenebre perde il suo colore: il poeta, stando nelle tenebre, perde la sua

essenza, il sentimento.

Mare trasformato in sabbia: indica sterilità

Bovino (v.34): qualcosa di vitale, utile per l’uomo

Curva: sostantivo ambiguo, può alludere alla forma dell’isola

Suspiro: sentimento dolente di frustrazione

Barro: fango, elemento negativo, allude a qualcosa di inconsistente, effimero, vulnerabile. 38

NOVELA REALISTA – ROMANZIERI DEL XIX

Romanzo realista:

Presenza di un progetto narrativo e ideologico:

1. il romanzo idealista di solito aveva la funzione di

trasmettere un messaggio, mantenendo il più lineare possibile il rapporto tra fabula (concatenazione logico­

temporale degli eventi) e intreccio (sequenza con cui quegli eventi sono presentati nel testo: analessi e

prolessi), che qui coincidono.

Descrizioni ambientali

3. (progetto realista di riproduzione fedele della realtà).

Prevalenza del narratore onnisciente e del punto di vista unico:

4. il narratore sa tutto dei suoi

personaggi, descritti accuratamente nel loro aspetto fisico e nella loro psicologia.

Predominio della narrazione sul dialogo.

5.

Romanzo modernista:

Perdita del nesso causale nella rappresentazione degli eventi: il romanzo modernista vuole rappresentare

una realtà mutevole, incomprensibile, vuole offrire una percezione frantumata della realtà esterna (mentre nel

romanzo realista la causa portava inevitabilmente ad una conseguenza prevedibile).

Predominio del dialogo: il contenuto intellettuale del romanzo è affidato ai personaggi

Punto di vista variabile: si passa ance da narratore esterno a narratore intradiegetico.

Disgregazione della trama. Pío Baroja

Baroja critica le teorizzazioni di José Ortega y Gasset che aveva proposto un modello di romanzo altamente

formalizzato, lontano dalla rappresentazione della realtà.

Secondo Baroja il romanzo non è definibile rigidamente nelle sue caratteristiche, ma è invece un genere

multiforme, eclettico, e accoglie generi e registri diversi.

rappresentazione totale della realtà,

Il romanzo, deve essere permeabile al mondo esterno. 39

Baroja è contrario alla eccessiva elaborazione tecnica, formale e retorica. Predilige quella che lui stesso

definisce la “retórica del tono menor”, uno stile naturale, una sintassi elementare e prevalentemente

paratattica, un lessico semplice.

La realtà è multiforme e caotica, non sempre logica e consequenziale: per questo Baroja costruisce i suoi

romanzi senza un progetto preliminare, al fine di riprodurre quell’idea di casualità che spesso regola le

vicende umane.

La psicologia dei personaggi non viene espressa né dal narratore, ma emerge dal comportamento degli stessi,

dal loro modo di muoversi e dai dialoghi, non c’è una voce esterna che guida il nostro giudizio

funzione del narratore).

(ridimensionamento

I romanzi hanno una struttura episodica, con capitoli brevi nei quali mette insieme vicende di vari

protagonisti in storie parallele, dando vita spesso ad un romanzo “aperto”: il finale non è chiuso e definitivo,

ma suggerisce una possibile continuazione.

Camino de perfección (pasión mística) (1902)

Si tratta di un romanzo esistenzialista ante litteram, nel quale introduce anche molti aspetti della sua vita

reale (es. come il protagonista si, anche Baroja si laurea in medicina, ma abbandona questo lavoro per

dedicarsi all’arte), ed in cui compare una riflessione segnata dalla filosofia di Schopenhauer (Il mondo come

volontà e rappresentazione, riflessione sul dolore) e dal pensiero di Nietzsche riguardo l’espressione

dell’angoscia di vivere.

Ossorio è il simbolo della Spagna di allora: soffre di abulia e vaga per il Paese cercando se stesso. Nel suo

pellegrinaggio, il protagonista percorre un cammino verso la perfezione, motivo caratteristico della

letteratura religiosa e mistica. Baroja ricrea così il paradigma mistico di Camino de perfección (1567) di

Santa Teresa de Ávila (di cui riprende anche il titolo), cercando però di mostrare le conseguenze nefaste

dovute alle esaltazioni religiose.

Il narratore è onnisciente e intradiegetico, si trova cioè all’interno della storia, conosce il personaggio e

racconta le sue vicende, riportando anche dialoghi avuti con lui.

Il percorso mistico attraversa tre fasi, che corrispondono a diverse tappe del percorso:

Via purgativa (l’anima si libera della lussuria): Madrid, Guadarrama, Meseta castigliana.

Via contemplativa (meditazione e concentrazione dell’anima): Toledo, Yécora e Marisparza.

Via unitiva (unione con Dio): Levante

Fernando Ossorio, protagonista del romanzo Camino de perfección (1902), è un pittore che dipinge poco ma

pensa e osserva molto. La sua condizione inquieta di viaggiatore dà occasione a descrizioni di paesaggi, di

luoghi abitati, di interni, che gradualmente arrivano a dominare un testo nel quale in apparenza non succede

molto.

Le frequenti descrizioni ricordano il carattere erratico del protagonista, la cui azione caratteristica consiste

nell’uscire da un luogo per mettersi a camminare, ma soprattutto evidenziano la contrapposizione ideologica

nel protagonista tra due diversi poli: quello della cultura da una parte (qui l’arte e la religione a

simboleggiare la morte) e della natura dall’altra (a simboleggiare la vita). 40

Presentato dal narratore nella prima pagina del romanzo come «un ragazzo […] dagli occhi inquieti»,

Fernando Ossorio include tra le sue stranezze quella di collezionare dalla Facoltà di Medicina tutti gli oggetti

presenti sui cadaveri: è la prima delle numerose associazioni tra la religione e la morte collocate lungo il

percorso del testo.

Di seguito veniamo informati della predilezione per la pittura e l’arte in generale: apprezza i pittori anteriori

a Velázquez, come El Greco. Quest’ultima preferenza anticipa il rito di contemplazione che Fernando

Ossorio compie di fronte a varie opere del pittore a Toledo.

Il narratore invece è caratterizzato con l’interesse per la letteratura: questo stabilisce una possibile

interrelazione tra le due arti, quella pittorica e quella letteraria.

A Fernando Ossorio è attribuito un rigoroso antinaturalismo: il pittore disegna figure grottesche, disegnando

senza modelli, e dice che l’arte non deve mai essere naturale, perché l’arte è la natura stessa; il narratore

invece pensa che l’arte debba essere proprio la rappresentazione della natura, come diceva Zola.

Ricordando gli anni della sua infanzia, Fernando Ossorio spiega i precedenti della sua inclinazione verso gli

oggetti religiosi e la causa della sua inquietudine: la morte del nonno «e qualcosa di doloroso che venni a

scoprire nella mia famiglia mi turbarono l’anima» (p. 10).

Quell’elusivo «qualcosa di doloroso» resterà un enigma non chiarito, mentre persisterà la presenza della

morte come un intenso fattore di cruccio. Questo qualcosa è forse da identificare con la mancanza di amore

da parte dei suoi genitori.

2.Nel secondo capitolo vediamo già Fernando Ossorio nelle vesti di pittore, ma è un pittore senza successo,

la cui visione anomala dell’arte non è apprezzata dalla critica: vediamo una scena in cui il narratore trova un

quadro di Ossorio in una galleria d’arte, insieme ai quadri considerati i peggiori dalla critica, e ne fa

un’accurata descrizione.

Nel commento del narratore possiamo osservare da un lato la tecnica descrittiva, con la divisione in diversi

piani di profondità; dall’altro lato notiamo l’interpretazione del narratore, in cui le espressioni «qualcosa di

così vagamente doloroso» e «qualcosa di molto doloroso» ricordano quel «qualcosa di doloroso» che

costituisce l’enigma del passato di Ossorio.

3. Nel terzo capitolo l’incostante eroe del romanzo sembra avere abbandonato ormai ogni vocazione artistica.

La morte dello zio comporta vantaggi materiali per Fernando Ossorio, che si insedia nella casa delle zie.

Abbandona la sua vita da bohèmien, ma in poco tempo si stufa pure della «sua vita elegante», per cominciare

ad avere, all’inizio del sesto capitolo, «certe idee ascetiche», il che non gli impedisce di intrattenere rapporti

sensuali con la zia Laura, rapporti che gli provocano degli incubi in cui si sente oppresso.

Un fenomeno visionario è quello che patisce dopo un tentativo di sacrilegio con Laura in una chiesa: gli

appare un Cristo mummia che lo osserva. L’immagine simile alle deformazioni dei primi disegni di Ossorio,

che evoca l’associazione tra la religione e la morte.

Fernando affronta di nuovo la morte quando, atterrito dall’apparizione mostruosa, «esce per strada» e nella

periferia della città vede dei capi di bestiame condotti al mattatoio.

Nei capitoli successivi il pensiero dell’apparizione non lo lascia, e decide allora di andarsene da Madrid, città

industrializzata e simbolo della corruzione. Lasciare Madrid significa allontanarsi dalla corruzione.

Durante il viaggio, in uno stato d’animo di momentanea calma, si sdraia nel cimitero, dove incontra un

viaggiatore tedesco che professa il culto di Nietzsche. Questo personaggio propone a Ossorio di salire sulla

montagna, ascensione simbolica nella quale il protagonista abbandona la pianura e il caldo opprimente per 41


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti dell'intero corso di letteratura spagnola, anno accademico 2016/2017 tenuto dalla professoressa I. Tomassetti: Il Novecento letterario
- Contesto storico nel 900
- Movimento modernista
- Ruben Darìo ("Sonatina")
- Antonio Machado ("Tarde tranquila, casi"; "Y podrás conocerte"; "La calle en sombra"; "Mi corazon se ha dormido"; "Todo pasa / Caminante"; "Retrato"; "El limonero languido suspende…"; "A orillas del Duero"; "La tierra de Alvargonzales")
- Juan Ramon Jimenez ("Soledad"; "Vino, primero"; "Octubre"; "Otoño")
- Miguel de Unamuno (poesie: "Nuestro secreto"; "A mi buitre"; "Que es tu vida...?"; romanzi: Amor Y pedagogia - Niebla)
- Gerardo Diego ("Ajedrez")
- Federico Garcia Lorca (poesie: "Cancion de jinete"; "Romance de la Luna Luna"; "Romance sonambulo", "Soledad"; Poeta en Nueva York: Vuelta de paseo, Asesinato, Nacimiento de Cristo, La Aurora, Grito hacia Roma, Poema doble del lago Edem, Niña ahogada en el pozo, Son de negros en Cuba / opere teatrali, tra cui Yerma)
- Baroja (Camino de perfección)
- Valle-Inclan (opere teatrali, tra cui Luces de Bohemia e Los cuernos de don Friolera)
- Camilo Josè Cela (La colmena)


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue, culture, letterature, traduzione
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DaniettaSPN di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura spagnola e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Tomassetti Isabella.

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