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Appunti Letteratura Spagnola III 06/03/2017

DEL 98”.

1898: La Spagna perde le ultime colonie nel cosiddetto “DESASTRE

XIX secolo: periodo delle guerre carliste, guerre civili che si protrassero dagli anni 30 alla fine del secolo. La

disputa riguardava la successine al trono, contesa tra Carlo (fratello del re Ferdinando VII) e Isabel (figlia

legittima del re). I carlisti erano conservatori che si opponevano alla concezione liberale dello Stato e

difendevano la monarchia assoluta e il cattolicesimo conservatore.

Il loro motto era “Dios, Patria, Rey”. Geograficamente, nel nord della Spagna, della Catalogna e nel Pais

Vasco prevalevano i carlisti.

Fernando VII: ebbe difficoltà ad avere una discendenza e solo con l’ultima delle sue quattro mogli riuscì ad

avere due figlie. All’epoca vigeva una legge che prevedeva la successione al trono esclusivamente dei figli

PRAGMATICA SANCION

maschi: il re allora divulgò la nel 1830, che permetteva anche alle figlie

femmine di ereditare il trono; pochi mesi dopo nacque Isabel.

Nel 1832 Fernando si ammalò e i sostenitori del fratello gli fecero firmare una deroga alla sancion, ma

Fernando ritrovò la lucidità poco prima di morire e ripristinò la Pragmatica sancion.

Quando Ferdinando morì, Isabel aveva 3 anni, quindi la madre Cristina divenne reggente.

I carlisti erano sostenuti da piccoli artigiani, popolo basso, clero e piccola nobiltà, i quali temevano le nuove

ISABELINOS CRISTINOS

leggi. Gli oppositori si chiamavano o (da Cristina, la reggente), ed erano

sostenuti da classi rurali e ampia parte della nobiltà.

«»

Isabel II regna dal 1833 al 1862 ed il suo regno può essere suddiviso in due tappe:

­ 1833­1843: periodo precedente alla maturità

­ 1843­1868: raggiunti i 13 anni viene proclamata la maturità (non ancora davvero raggiunta) e le viene

permesso di regnare.

Possiamo distinguere ancora quattro fasi di questo periodo spagnolo:

­ Decennio moderato: 1844­1854

­ Biennio progressista: 1854­1856

­ Tappa dei governi dell’Unione Liberale: 1856­1863

­ Crisi finale: 1863­1868

I consiglieri di Isabel avevano capito che la Spagna non poteva rimanere indietro rispetto al resto d’Europa,

quindi bisognava accogliere le nuove idee progressiste. Il tentativo di modernizzazione della Spagna fu

quindi il più grande contributo della regina alla storia spagnola, ma nonostante gli sforzi il tentativo

progressista fallì.

Prima guerra carlista: le grandi città, sedi della classe borghese, rimasero fedeli ai liberali. Le guerriglie

principali furono nelle zone rurali, finchè non venne organizzato un esercito in territorio vasco­navarro. Don

Carlos, colui che guidava l’esercito carlista, ricevette l’appoggio militare di Russia, Austria e Prussia. Isabel

invece fu appoggiata da Inghilterra, Francia e Portogallo.

Nel 1835 iniziò la reazione liberale, che riuscì a sconfiggere i carlisti.

I carlisti si divisero allora in due fazioni: quelli che volevano terminare il conflitto e quelli che volevano

ancora combattere. Convegno de Vergara

La pace fu firmata al nel 1839 e si accordarono per mantenere, su richiesta dei

fueros

carlisti, i (si tratta di una particolare giurisdizione che concede alle province autonomia economica, 1

permettendogli ad esempio di non pagare i dazi sulle esportazioni; questa giurisdizione favoriva il Nord della

Spagna, più avanzato industrialmente e che pertanto aveva più prodotti da esportare) in alcune regioni.

Seconda guerra carlista: insurrezione avvenuta nel decennio moderato. I carlisti erano ancora una piccola

opposizione al liberalismo. La rivolta fu facilmente soffocata. L’origine fu il fallimento dei tentativi di far

sposare Isabel con il pretendente carlista, Carlos Luis de Borbon.

Sexenio democratico: (sessennio democratico) quattro fasi, durante le quali Isabella II fu costretta ad

abdicare in seguito alla Rivoluzione spagnola del 1868.).

­ governo provvisorio spagnolo (1868­1871)

­ regno di Amedeo I di Savoia (1871­1873)

­ Prima Repubblica Spagnola

­ la Repubblica spagnola si divide a sua volta in due fasi: la Repubblica Federale e la Repubblica Unitaria

(Dittatura di Serrano)

Terza guerra carlista (1872­1876): Le Cortes, il Parlamento spagnolo, nominarono re di Spagna Amedeo I

di Savoia, il quale governò solo per tre anni e venne sostituito da Alfonso XII. Il carlismo si è nel frattempo

leggermente rafforzato. L’arrivo dei Savoia al trono causa un’insurrezione, velocemente soppressa. I carlisti

vengono sconfitti e questo segna la fine delle rivendicazioni al trono carliste.

Situazione socio­politica e culturale della Spagna del XIX secolo

La Spagna era molto arretrata dal punto di vista economico, basata sull’attività rurale e dominata dalle

oligarchie (un signorotto controllava i territori rurali nei suoi possedimenti). Si tratta di una struttura piuttosto

arcaica.

La borghesia chiedeva maggiore apertura verso l’esterno, spingendo quindi verso l’europeizzazione. Di fatto

rivendicavano anche una certa laicità, una separazione tra Stato e Chiesa per combattere l’oscurantismo

religioso. L’obiettivo era inoltre favorire lo sviluppo dell’industria nelle zone più depresse (Meseta).

KRAUSISMO

Uno dei movimenti filosofici più importanti era il (da Karl Krause): era una dottrina che

sosteneva la libertà di pensiero contro il dogmatismo della religione cattolica.

Julián Sanz del Río, filosofo, giurista e pedagogo spagnolo, fu il primo a divulgare la dottrina di Krause in

Spagna. INSTITUCION LIBRE DE

Grazie alla diffusione di questo movimento viene fondata inoltre la

ENSEÑANZA, alias ILE, un'importante istituzione educativa spagnola privata: si occupava di formare le

nuove generazioni, tramite riforme scolastiche e delle università; la maggior parte dei poeti e scrittori

spagnoli passarono da lì.

MOVIMENTO REGENERACIONISTA

Fu il che spinse per la creazione della Institucion: radunava i

migliori pensatori che speravano nel progresso e nella riforma del pensiero libero. Attraverso questo progetto,

si auguravano di riformare anche il comportamento degli spagnoli. Sentivano il bisogno di svecchiare la

società e aprirsi agli stimoli del mondo esterno (da qui si arrivò poi al Modernismo).

GENERATION DEL 98: gruppo di intellettuali e letterati che dal 98 in poi furono portavoce della grande

crisi spagnola (crisi d’identità, culturale e creativa). 2

MODERNISMO: è un movimento che vuole affrancarsi dal modello vigente fino a quel momento. Al suo

interno figura la cosiddetta Generacion del 98.

Azorín, romanziere e critico letterario spagnolo, fu colui che sviluppò l’idea di un gruppo di scrittori

generazionali. Fu lui ad indentificare Ruben Darío come fondatore del modernismo. Sempre Azorí disse che

il termine “modernista” era inteso quasi in senso dispregiativo, ma egli stesso non era poi così interessato alla

questione terminologica, perché riteneva inutile cercare di dividere in compartimenti tale pensiero.

Henriquez Ureña: critico letterario, filosofo e saggista dominicano. Ritiene che l modernismo sia un

fenomeno esclusivamente ispanoamericano, ma allo stesso tempo include in esso molti autori spagnoli.

Juan Ramon Jimenez: poeta spagnolo, non ritiene il modernismo un movimento esclusivamente letterario.

Federico De Onis: scrittore e critico letterario spagnolo, vede il modernismo come la forma ispanica della

crisi universale delle lettere e dell’anima.

Il modernismo propende da un lato verso l’idea dell’arte classica (perfezione delle forme,

PARNASSIANESIMO: è un movimento poetico apparso in Francia nella seconda metà del XIX secolo;

reazione all'eccesso sentimentale del romanticismo. Esso esalta il riserbo e l'impersonalità e rigetta

assolutamente l'impegno sociale e politico dell'artista. Per i Parnassiani l'arte non deve essere utile o virtuosa

e il suo solo scopo è la bellezza. È la rinomata teoria de «l'art pour l'art» (L'arte per l'arte)), dall’altra però

SIMBOLISMO

tende al (antitesi del realismo e del naturalismo; Per questi poeti l'arte deve essere

incontaminata dalle problematiche sociali; Il poeta non deve descrivere la realtà, ma cogliere e trasmettere le

impressioni più vaghe e indefinite, suggerire emozioni e stati d'animo, penetrare l'intima essenza delle cose;

L'elemento fondamentale del Simbolismo è che sotto la realtà apparente, quella percepibile con i sensi, ve ne

sia un'altra più profonda e misteriosa, a cui si può giungere solo per mezzo dell'intuizione poetica. Per questi

nuovi contenuti della poesia i simbolisti elaborarono un linguaggio nuovo, non più logico, ma alogico, che

permetteva di portare alla luce le corrispondenze e i misteriosi legami esistenti tra le cose più diverse; A tale

scopo i poeti simbolisti ricorsero spesso a figure retoriche quali la metafora, l'analogia e la sinestesia).

I modernisti rifuggono da ciò che è volgare e prosaico, alla rigidità espressiva dell’esprimersi, da ciò che è

banale; si caratterizzano per una complessa ricerca stilistica ed espressiva. Cercano di sostenere una nuova

etica che si fonda sull’estetica (gusto per il bello e ricerca del piacere).

Il simbolismo invece si oppose come soggettività, contro l’oggettività e il realismo.

Fin dalla nascita quindi il modernismo si caratterizza come variegato ed eterogeneo. Da’ spazio all’individuo,

ai suoi pensieri e sentimenti. ESTETICISTA

Il modernismo nasce in America e prende un orientamento (il capostipite è Darìo). Tripudio

di sensorialità (parole che inglobano espressioni sensoriali differenti).

Il Spagna ebbe due percorsi principali:

­ esteticista, filone colorista

­sobrio, ricerca la semplicità

Juan Ramon Jimenez fu uno dei maggiori rappresentanti.

Unamuno fu critico rispetto all’atteggiamento degli autori modernisti del filone esteticista: le sue critiche

furono più ideologiche che effettive, si fece influenzare dal modernismo e stimò Darìo. 08/03/2017

RUBEN DARIO: considerato il capostipite del modernismo, ma di fatto la sua idea nasce da una ricerca sui

suoi predecessori. Il nome è lo pseudonimo di Felix Ruben Garcia Sarmiento. 3

sincretico:

Scrive fondamentalmente opere poetiche ed è il poeta che meglio rappresenta l’atteggiamento

prende le influenze esterne e le rielabora in maniera originale.

opere cosmopolite

Scrive (subisce una forte influenza francese), ma il suo modo di esprimersi è fortemente

ispanico; il cosmopolitismo è dovuto ai moltissimi viaggi, soprattutto in Europa, motivo quindi della grande

circolazione delle sue opere.

Nel 1888 pubblica la prima raccolta, AZUL, piena di esaltazione vitale e positività (distante perciò dai toni

patetici e morbosi del simbolismo francese). In tale raccolta esprime la sua versione personale della poesia,

che divide in poesia pura e poesia impura (che si carica cioè di significati legati ai sentimenti.

Abbraccia un’estetica più vicina ai parnassiani piuttosto che al simbolismo.

Nel 1896 pubblica PROSAS PROFANAS, in cui raggiunge la maturità artistica: affronta temi più complessi,

legati alla sua interiorità, attraverso una sua sintesi personale; il suo uso della parola è allo stesso tempo

musicale e pittorico; rinnova la sua scrittura anche da un punto di vista metrico.

Rivela grande interesse per la letteratura canonica spagnola (in particolar modo per autori come Berceo,

Garcilaso, Cervantes, Gongora, Quevedo).

Cantos de vida y esperanza: raccolta del 1905, durante la piena maturità artistica. Tocca temi intimi, religiosi,

politici e universali. Le due poesie principali di questa raccolta sono Oda a Roosevelt e Canto a la argentina:

­Ode a Roosvelt: difende l’America spagnola contro l’espansionismo nordamericano.

­Canto a la argentina: termina il suo progetto americanista.

Nel Prologo al CANTO ERRANTE (1907) esprime la sua concezione del fare poesia. Vuole criticare

l’etichetta di poeta estetizzante esclusivamente dedito al culto della parola fine a se stessa: la parola nasce

insieme all’idea, non esiste parola che non sia supportata da contenuto comunicativo.

L’arte non è un insieme rigide di regole, ma un’”armonia di capricci”: il poeta ha la libertà di scegliere parole

e idee in totale autonomia, ma deve essere in grado di organizzarle in un sistema armonico che sia

esteticamente valido.

­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­

I cosiddetti “Los tres” (Azorin, Baroja e Maetzu) esprimono la crisi e l’inquietudine provata nel “manifesto”

del 1901: tale crisi era iniziata già dai tempi di Kant e promulgata da E.A.Poe.

Cioè che accomuna il modernismo e la generazione del 98 è l’ANTIROMANTICISMO: i parnassiani

rifiutano ovviamente l’arte spontanea del poeta vate, identificando l’arte con un elaborato processo di ricerca

estetica. Il poeta ha un dono e sta a lui scegliere se destinarlo ad una minoranza o ad una cerchia più ampia.

Eredità del romanticismo è la PASSIONE: romantica o intesa come sofferenza (Darìo, Unamuno, Machado,

Azorìn, Baroja).

Dal 98 inizia una presa di coscienza che porta a profonde riflessioni sull’idea di IDENTITA’ del popolo: si

parla di PATRIOTTISMO RIFLESSIVO e RIGENERATORE.

Autori della generazione del ‘98

Manuel Reina Salvador Rueda:

e maggiori rappresentanti del filone dell’espressionismo colorista.

Miguel de Unamuno: coltivò tutti i generi letterati (teatro, saggi, romanzi, poesia). Criticò il modernismo

come espressione letteraria. 4

Parla di INTRAHISTORIA: ossia un modo di concepire la storia umana come storia di tante individualità

(senza nome) che si uniscono; dà luce alle masse anonime che secondo lui fanno la storia più delle grandi

figure note.

Ripudia il CASTICISMO, inteso come il “senso di essere spagnoli” o difesa dei valori ispanici. Proclama

invece un’apertura verso le influenze culturali esterne (cosmopolitismo).

Andando avanti con gli anni sembra tendere però verso lo spirito conservatore, declinando quell’apertura al

mondo che aveva prima auspicato.

Non era cattolico in senso stretto, ma era ossessionato dal tema dell’aldilà e della vita oltre la morte.

Angel Ganivet: nel 1897 scrive IDEARUM ESPAÑOL, uno dei manifesti di quella crisi degli intellettuali

spagnoli di fine secolo. Personalità inquieta e tormentata, muore suicida.

Ramon Marìa del Valle­ Inclàn: appoggia convenzionalmente il carlismo, tendendo poi però verso

l’opposizione degli ultimi anni. Nella sua produzione ci sono forti tratti di DECADENTISMO

ESTETICISTA. Passa poi a rappresentare il mondo in forma caricaturale e satirica, a partire dagli

“esperpentos” (si caratterizza per la deformazione grottesca della realtà, al servizio di un'implicita intenzione

di critica alla società).

Usa come alter ego il personaggio chiamato Marques de Bradomin, tormentato personaggio attraverso il

quale l’autore rappresenta la sua storia personale (ciclo delle Sonatinas).

Il suo apporto principale è nelle opere teatrali.

­La lampara meravillosa (1816): saggio mistico, spiega il suo modo di rappresentare la realtà; descrive cosa

sia l’esperpento, un mezzo di rappresentazione deformata della realtà (PRISMA DI DEFORMAZIONE), che

ha funzione satirica (dipinge i difetti e i vizi della realtà).

­ Tirano banderas: romanzo, storia di un dittatore ispanoamericano immaginario, raccontata

sempre tramite deformazione caricaturale.

Jacinto Benavente: si dedica alla poesia con poco successo, mentre ne ebbe di più con il teatro.

­El nido Ajeno: storia di un adulterio, tema da lui molto utilizzato. Ebbe successo perché era un teatro meno

simbolista, trattava di argomenti facilmente comprensibili a tutti.

Pio Baroja y Nessi: si dedica alla prosa e al romanzo; per tutte le sue opere scelse la sobrietà stilistica, con

parole semplici e autentiche (non ricercate come tipico dei modernisti).

Azorìn: pseudonimo di Josè Martinez Ruiz ripreso da uno dei suoi personaggi. Scrisse solo romanzi (prosa

narrativa). Le sue inquietudini si riversano all’interno delle sue opere.

­La voluntad: parla dell’incapacità di agire (abulia: inerzia, mancanza di volontà), sorta di atteggiamento

catatonico che induce alla paralisi. È il contrario della volontà; questa condizione diventa protagonista di

tutto il romanzo. La prosa è semplice, poco estetizzante e ricercata.

Ramiro de Maetzu: si dedicò più ai saggi che alla scrittura creativa. Inizialmente ha una tendenza

liberalista, che sfocia però poi nell’oscurantismo religioso quando propone un impero cattolico spagnolo.

Antonio Machado: è il più grande poeta di questa generazione, studiò nell’Institucion Libre de Enseňanza

(ILE). Seppe costruire versi straordinari, caricando il discorso poetico di significati profondi: tratta temi

intimi, ma anche riflessioni sull’umanità. Ebbe una prima fase più modernista (ricercatezza formale) e una 5

seconda fase in cui aggiunse temi civili e im

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/05 Letteratura spagnola

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DaniettaSPN di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura spagnola e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Tomassetti Isabella.
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