Francisco Gómez de Quevedo y Villegas
Francisco Gómez de Quevedo y Villegas (Madrid, 1580 - Villanueva de los Infantes, 1645) è stato un importante autore dell'aristocrazia cortesana. La sua formazione comprendeva studi di teologia a Valladolid.
Vita e antagonismi
Quevedo ebbe una conflittualità con Luís de Góngora, altro famoso poeta del suo tempo. Nel 1613 soggiornò in Italia, visitando Napoli e Sicilia, sotto la protezione del duca di Osuna. La sua vita politica fu agitata; subì esili e arresti tra il 1620 e il 1630 e fu coinvolto in una cospirazione nel 1639 che portò al suo incarceramento.
Opera letteraria
La sua opera letteraria è immensa e contraddittoria. Era un uomo molto colto e amaro, dotato di una sagacia cortigiana. Scrisse le pagine burlesche e satiriche più brillanti e popolari della letteratura spagnola, ma anche opere liriche elevate e testi morali e politici di grande profondità intellettuale, rendendolo il principale rappresentante del barocco spagnolo.
La sua opera riflette il suo stile di vita: vivace e allegro nelle satire giovanili, con componimenti come "Poderoso caballero es don Dinero", il Quevedo più conosciuto e popolare. Criticò con acerba mordacità i vizi e le debolezze della società umana e colpì crudelmente i suoi nemici, come nel famoso sonetto, paradigma conceptista: "Érase un hombre a una nariz pegado...".
Poesia amorosa e lirica
Nella sua poesia amorosa, dallo stile petrarchista, Quevedo esplora l'amore come ciò che dà senso alla vita e al mondo. Un esempio è il sonetto "Cerrar podrá mis ojos la postrera...", in cui la morte non vince sull'amore che persiste nell'amante, evidente soprattutto nell'ultimo terceto. È un poeta geniale, la cui attualità permanente, capacità creativa della lingua castigliana, onestà morale e lirica elevata, gli conferiscono un posto preminente nella poesia spagnola.
La sua prolifica produzione poetica conta quasi 900 poesie. Tra la sua prosa, si segnalano opere come:
- "La vida del Buscón llamado don Pablos"
- "Política de Dios y gobierno de Cristo"
- "Vida de Marco Bruto"
- "Los sueños"
- "Los nombres de Cristo"
Tra le sue poesie, vi è una gran varietà di sonetti endecasillabi, ma anche molti romanzi ottonari e redondillas. La poesia intitolata "Epístola satírica y censoria..." è un magistrale esempio di tercetos endecasillabi incatenati.
Conceptismo
Il conceptismo è un atto dell'intelletto che esprime la corrispondenza tra gli oggetti, creando una rete di connessioni. L'autore nega una visione diretta ai lettori.
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