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ESTRATTO DOCUMENTO

he va o isolti, gio hi di u a o e ast atto i ui o ulla di fisi o,

enigmi

solo u i t ospezio e. p. 30

Laberinto de fortuna

Poe a epi o da u lato, dall alt o o ale o ele e ti politi i, i ottave eali.

Racconta il viaggio del poeta al palazzo della Fortuna (Fortuna entità spesso

frequente nel medioevo). Lo accompagna una donna, la Provvidenza.

o dell uo o e

Scontro tra Fortuna (ente mutevole negativo, che cambia il desti

dall alt a la Provvidenza divina.

Il poeta vede 3 ruote (passato, presente e futuro), in ogni ruota ci sono 7 cerchi e il

o, o u dialogo, la

poeta parla con le anime dei morti, ma esse non rispondo

Provvidenza che dice chi sono (figure legate alla corte e politiche): modello

chiaramente della Divina Commedia dantesca.

Dovevano essere 300 strofe, ma non terminate per la sua morte (si suppone).

del 00

Quadro storico politico di lotte tra nobili e corona, i modelli sono quelli

italiani (Dante, ecc.) e classici. La lingua è ricca di latinismi, neologismi. Il poeta è

colto e lo dimostra.

Quello he l uo o attribuisce suo desti o, l i apa ità

alla Fortuna, cioè al

dell uo o u diseg o p ovvide ziale he l uo o o

di vedere oltre, di vedere

conosce.

La forma metrica indica un certo contenuto e un certo stile: se si usa un determinato

metro, questo implica un certo registro.

Arte mayor: tema alto e metro alto, non ci può essere rottura tra tema e forma.

Forza la lingua, creazioni linguistiche, iperbati, quello che gli interessa è dare un

ritmo, una cadenza (anche qui: classici - Omero, ecc.).

Uso non convenzionale della lingua: la vuole separare dalla lingua parlata (arte

mayor: è la lingua colta, di chi ha studiato a Salamanca, e di chi sta nelle corti ed è in

Lati is i, figu e eto i he o e l

grado di capirla). antitesi, soprattutto procede per

elementi ternari.

Ritmo, suoni e tema ricordano Dante (non è casuale, la Divina Commedia circolava

anche in Spagna).

p. 31

Dunque, instabile Fortuna, dammi licenzia,

perché io possa parlar male di te come devo:

quello che ai saggi non è cosa nuova

potrà essere ignoto a qualcuno:

e visto che quello che fai contrasta così

fa’ i odo he le tue azio i si o o di o all o di e degli eve ti, io t ova u a

costanza)

visto he tutte le ose ette dall’o di e

so o a i he di u ’unica forma (cioè sono coerenti).

di e del

L’o cielo ti sia da esempio:

fissa la molta costanza della stella polare (Norte)

gua da l’Orsa maggiore che ha per divertimento essere incostante,

che sempre gira

Guarda le 7 Pleiadi che stanno in uno spazio ristretto,

si as o do o, ve uto l’i ve o:

sempre

ognuno osserva una regola, qualunque essa sia.

Allora Fortuna come ti piace reggere tutte le cose

con una legge assoluta senza ordine?

Non faresti quello che fa il cielo e fanno i tempi, le piante e le rose?

O mostra le tue opere che sono sempre dannose

non ci affaticare con alterni cambiamenti, ora allegri, ora angoscianti.

Ma se viene esaminato bene il tuo cambiamento,

anche tu sei governata dalla legge, anche se discrepante,

visto che il tuo temperamento è non essere costante

il tuo ordine più sicuro è non avere ordini

la tua regola è essere assurda

la tua conformità è non essere conforme

fai perdere la speranza ad ogni speranza.

Come i naviganti che vanno a ponente

vedono il mare calmo a Cadice,

l’Eu opa l’Af i a

che per poco non si unisce con (Libia),

quando il vento del nord si mostra forte

ma se il vento del sud agita il mare (tridente, che rimanda a Nettuno),

le acque corrono e sono respinte dal vento,

che non avranno mai né hanno avuto, lì dove dico, un riposo;

così fluttuosa Fortuna odiata,

i tuoi casi incerti assomigliano a tali naviganti

la fo tu a o e u o da he po ta il

che corrono nelle onde dei beni e dei mali

bene e il male, in modo capriccioso)

rendendo in modo non certo qualsiasi percorso.

Perché io possa vedere il tuo percorso irregolare,

mi mostra la casa dove va la tua ruota,

perché possa dire certamente, vedendolo, il modo in cui tratti là la nostra vita.

Le ruote della Fortuna

Girando lo sguardo verso dove mi ordinava

vidi più in basso tre ruote molto grandi:

due erano ferme, immobili e paralizzate,

ma quella del mezzo non cessava di girare (è quella del presente)

e vidi he i asso di tutte ’e a, aduta pe te a, ge te i fi ita (infinite persone)

che aveva nella fronte ognuno scritto il nome e la sorte per dove passava.

Anche se la ruota che non si muoveva,

ge te he ’e a i uesta doveva esse e

la

quella che in basso aspettava di cadere,

si copriva con un velo oscuro (la ruota del futuro, che non si vede, è coperta).

Io, che capivo molto poco, feci del mio dubbio una compiuta parola alla mia guida,

pregandola di aprire questa figura che non conoscevo.

La uale i ispose: Sappi che di tre età ti voglio parlare,

quelle passate, quelle presenti e quelle future,

occupa ed ha ognuna la sua ruota;

le due he so o fe e, u a o tie e le ge ti passate, e l’alt a uelle futu e:

quella che si muove nel mezzo sostiene la gente che sta nel secolo presente.

1/03/16

JORGE MANRIQUE (1440-1478)

Nobile impegnato nelle armi, cortigiano (valore guerriero e valore letterario

insieme), legato a vicende politiche/militari.

Manrique rappresenta questo prototipo di eroismo da un lato e vita poetica

dall alt o poesie d a o e .

Appartiene a famiglia illustre, figlio di Rodrigo Manrique, uno dei principali uomini

politici del tempo (a cui dedicherà un testo). Anche Rodrigo era poeta e

guerriero/cortigiano.

Siamo negli ultimi momenti del mondo feudale, ultimi decenni delle avversioni

o ilia i, p i a dell avve to dell assolutis o.

d A agona

1469: Ferdinando e Isabella di Castiglia matrimonio segreto, poi

erediteranno entrambi le due corone inizia il periodo della Spagna unica.

Ulti i de e i p i a dell avve to dell Assolutis o.

A i 0 del 00: e attoli i, da u pu to di vista a tisti o si passa al Rinascimento.

“i i augu a i “pag a la fi e del edioevo e il passaggio all età ode a.

Manrique è testimone del passaggio, della fine del Medioevo.

Quindi: vita e poesia compenetrate. d a o e, sati i he,

Dal punto di vista della poesia, scrive in tutti i generi (poesie

L amore

dottrinali). visto come sentimento da analizzare, come abbiamo già visto,

controllo cerebrale sul sentimento (poesie che diventano un virtuosismo retorico,

olto diffi ili . Poeti spag oli hia ati a io e iles  retorica esasperata, piena

di antitesi e opposizioni, petrarchismo.

Coplas = i e po la ue te de su pad e pu li azione dopo 1476, periodo in

cui muore il padre di Jorge): poesia funebre, considerato come una sorta di ponte

ovvero: uno degli ultimi testi medievali e anche uno dei primi rinascimentali.

Elementi fortemente biografici: viene cantata la morte del padre.

Poemetto di 480 versi di ottosillabi (quindi arte menor), pié quebrado (il metro,

ovvero con la parte finale della strofa più breve, per dare più rapidità e ritmo).

Perché arte menor? Perché anche la poesia si veste a lutto, viene depurata per

raccontare la sofferenza, il dolore della morte di Rodrigo.

Manrique è poeta colto e artificioso, ma qui si spoglia di tutti gli orpelli e diventa

poesia semplice, concreta, lavora più sulla selezione, sulla sottrazione, che

sull a o da za.

Non si può leggere come un mero manifesto sulla morte di una persona: diventa

letteratura, trascende il caso individuale per arrivare al caso generale della morte

umana (la riflessione sulla morte in Spagna ha due sviluppi: morte cristiana, come

o solazio e ed ete ità dell a i a, disp ezzo del o do e allo ta a e to dal

corpo peccaminoso, e morte classica, stoica accettazione della morte).

l

Manrique fonde queste due visioni: elegia per la morte di Rodrigo si unisce alla

all a ettazio e istia a, u u io e di ele e ti ete oge ei a

celebrazione e

ordinati nella trattazione, secondo una scala di valori.

Elementi quasi tutti tripartiti. Riflessione filosofica sulla morte, evocazione storica

del t io fo della o te sull uo o, tema della danza della morte: la morte trionfa

sull uo o, di f o te a lei tutti so o uguali, il e e il o tadi o. La o te spazza via

ogni ambizione e ricchezza umana.

Manrique lo sottolinea attraverso una rapida storia della Spagna. Dove sono i

Visigoti, dov fi ito il lo o sfa zo? E stato tutto spazzato via dalla o te.

1) riflessione sulla morte sull u a ità

2) storia della Spagna e trionfo della morte

3) esaltazione di don Rodrigo con finale edificante: salvezza di Rodrigo e dialogo tra

Rodrigo e la Morte. Esaltazione di don Rodrigo nei due poli: come

cavaliere/cortigiano e come cristiano.

p. 33

Assenza di volontà di insegnare la propria sapienza. Lingua depurata, pochi latinismi

o neologismi. Manrique nel quadro delle dispute politiche del tempo si schiera

contro Alvaro de Luna.

Inizio solenne, biblico, con immagini prese dalla Bibbia. Passano dal generale al

si golo i dividuo, dall u iversale al particolare.

Teoria delle 3 vite, tradizionale del Medioevo:

- vita terrena: caduca, destinata a morire col corpo

- vita della fama: chi è stato nobile nella vita, il proprio nome si propagherà nelle

discendenze seguenti ui he sta la o solazio e, i ui l uo o t ove à la salvezza.

- vita eterna: in Dio, è

Ogni parte ha una certa autonomia, come se fossero tre piccoli poemetti.

L eso dio dell ope a la parte più solenne, molto famosa, è la parte dal ritmo più

lento, poi più avanti col tema del trionfo della morte e delle generazioni passate e

sepolte il ritmo si fa più veloce.

p. 34

“i svegli l’a i a addo e tata,

ravvivi la ragione e si svegli

contemplando l a i a si a o ga di o e stia passa do i f etta la vita

come passa la vita

come viene la morte

in modo silenzioso,

quanto presto se ne va il piacere

come una volta ricordato dà dolore,

come, secondo la nostra percezione, No esiste soffe e za più g a de del

qualsiasi tempo passato è stato migliore.

po della ise ia , ip esa del Ca to V della

ricordare quando si era felici nel te

Divina Commedia, Paolo e Francesca)

Se vediamo come in un punto/momento

il presente se ne va ed è finito

Se giudichiamo saggiamente

daremo anche quello che non è ancora venuto (il futuro)

già per passato.

Non si inganni nessuno pensando che durerà ciò che attende

più di quanto è durato ciò che ha visto (non speri che il futuro duri di più del passato)

visto che tutto passerà in questa maniera.

Le nostre vite sono i fiumi

che arriveranno al mare (la morte)

Là (verso la morte) vanno i domini

dritti alla loro fine e a consumarsi;

là vanno i fiumi più importanti,

là vanno gli altri, quelli mediani e quelli più piccoli,

quando arrivano tutti sono uguali,

quelli che vivano con le loro mani e i ricchi.

Invocazione (testo polemico di poetica):

Tralascio/rifiuto le invocazioni

dei famosi poeti e oratori; (professa di lasciarle, non servono: serve una poesia

depurata e semplice)

non mi preoccupo delle loro finzioni (immagini),

i loro sapori (quello che portano quei poeti con la loro retorica) sono veleni nascosti.

Mi raccomando solo a lui, solo lui invoco in verità

che vivendo in questo mondo,

il mondo non conobbe la sua divinità (Cristo).

pe l’alt o

Questo mondo è la strada o do dell aldilà)

che è la residenza senza dolore

ma è necessario essere buoni per andare in questa giornata (la vita) senza errare;

siamo partiti quando siamo nati,

camminiamo finché siamo vivi,

e arriviamo nel tempo in cui moriamo;

così che quando arriviamo, riposiamo.

IX

Ditemi: la bellezza, la gentile freschezza e la carnagione del volto (tutto quello che è

stato della vita terrena), il colore e il biancore

quando viene la vecchiaia, cosa ne rimane?

La forza e la leggerezza, la forza fisica della gioventù,

tutto diventa pesante quando arriva al finale della vecchiaia.

Il sangue dei Goti e il lignaggio e la nobiltà tanto alta

per quante vie e modi precipita la loro grande altezza! (nemmeno i Goti tanto

gloriosi sono sopravvissuti. Non è rimasto nulla neanche dei regni più alti)

Alcuni perché avevano poca forza politica,

per quanto bassi e abbattuti sono diventati,

altri per scarso potere economico

si sono mantenuti con lavori non dovuti.

XIV

Quei re potenti che abbiamo visto in scritture del passato,

con le loro vicende tristi, piangenti,

la loro buona sorte è stata capovolta;

Qui di o ’è u a osa fo te, che papi e imperatori e ricchi

così li tratta la morte come i poveri pastori dei greggi.

Lasciamo i Troiani, dato che non abbiamo visto i loro mali né le loro glorie;

lasciamo i Romani, anche se abbiamo sentito e letto le loro storie;

non curiamoci di sapere quello che è stato di quelli che hanno vissuto nel secolo

passato, veniamo allo ieri, al passato prossimo,

che anche questo è dimenticato come quello del secolo passato. (lasciamo i ricordi

della sto ia a ti a e pa lia o dello ie i più e e te, a h esso a ellato

XXXIV la o te : Buon

dicendo cavaliere, lasciate questo mondo ingannevole e vanitoso;

il vostro cuore di acciaio mostri il suo sforzo famoso (il più grande sforzo)

in questo momento;

e visto che avete considerato così poco la vita e la salute in favore della fama (vi siete

dedicato alla fama), sforzate la vostra virtù per sopportare questa offesa

che vi chiama (il fatto che sarà morto).

XXXVIII

No pe dia o tempo in questa vita meschina, in questo modo,

che la mia volontà è conforme a quella divina in tutto;

e accetto la mia morte con piacevole volontà chiara e pura,

he l’uo o he vuole vive e ua do Dio vuole he uoia, è follia.

REYES CATOLICOS (1475-1516)

Ferdinando II de Aragon Isabel I de Castilla

Desiderio di unità che porta a questo matrimonio, dopo le contese, che porterà

all u io e territoriale e anche dinastica della Spagna (adesso si parla di Spagna come

la conosciamo noi oggi) e fine delle contese nobiliari dei due secoli precedenti.

“i to a all assolutis o egio: o a u solo e pe u solo te ito io, dopo tutte le

frammentazioni del Medioevo, si arriva al concetto di Spagna moderna (come

monarchia e come identità tra potere politico e potere religioso Spagna come

baluardo del mondo cattolico da questo periodo). La Spagna si erge come stato

difensore della fede cattolica.

Tentativo di saldare la cultura con la politica: unico concetto politico (non più lotte)

che vuole avere una unica cultura, che è quella spagnola.

Il primo passo è il rafforzamento del potere centrale, quindi della corona.

Il secolo successivo sarà il secolo del massimo assolutismo in Spagna con Carlo V.

Conquiste avvengono sia attraverso il piano militare e sia attraverso nozze tra

dinastie.

i izia l i pe o “pag olo, o le o uiste a he del uovo o do. Nello

1492 : ade G a ada, ulti o eg o, e tutto l i sie e peninsulare

stesso anno diventa la

Castiglia (la reconquista si era fermata già da quasi un secolo quando i

reconquistadores non erano riusciti ad entrare a Granada). Cessa la presenza araba

dal punto di vista politico in Spagna.

Sempre in questi anni iniziano le altre conquiste. Si apre il nuovo mondo (durante

tutto e la o uista oltreoceano (di quello che chiamiamo oggi mondo

ispanoamericano), con la sottomissione degli imperi già presenti in sud America

dalla Galizia all attuale A dalusia.

(incas, maya). Castiglia: va d Italia, onquiste

Corona di Castiglia (di Spagna) erediterà il sud poi nelle Fiandre e

nel nord Africa. Appena formata la Spagna, si espande (impero si sgretolerà solo nel

1892).

1492: anno importante anche dal punto di vista culturale. I re cattolici portano

stabilità economica e sociale che mancava fino ad ora, in un territorio che è stato

sempre sconvolto da guerre e battaglie, e questo favorisce la cultura. Anche dal

punto di vista linguistico: ora tutte le lingue (aragonese, ecc.) vengono correlate

come dialetti del castigliano. Emerge ora solo il castigliano (lo spagnolo) e si cerca di

e la li gua, pe fa e u a li gua all altezza delle alt e li gue

eleva (come aveva fatto

“i voleva fa e la li gua dell i pe o.

Alfonso X due secoli prima).

Rinnovato interesse per la cultura, ormai non si dibatte più su come deve essere la

lingua. Testo chiave esce nel 1492: gramatica castellana (prima grammatica scritta in

De Nebrija)

Castigliano, da e anche il diccionario latino-espanol.

1492 3 fatti chiave: conquista territorio spagnolo e inizio conquista sud

America, unione delle due corone e prima grammatica spagnola. 

Nel momento in cui si scrive una grammatica: nuova norma data allo spagnolo

passaggio chiave, si fissano le sue regole per la prima volta. Importante per il fatto

si voleva eleva e il astiglia o all altezza

che con grammatica e dizionario di latino

delle lingue classiche.

G a ati a o si asso iava alle li gue o a ze, a solo al lati o e al g e o,

quindi scrivere una grammatica del castigliano significava considerare la lingua come

le lingue classiche. Il castigliano era qualcosa di parlato, come degenerazione del

latino, era quello che parlava la gente bassa. In questo momento invece lo spagnolo

i o os iuto o e all altezza del lati o.

viene Lo spagnolo nasce tardi, ma in questo

momento cessa il suo complesso di inferiorità. I Reyes catolicos fomentano questa

rinascita culturale, di taglio umanistico.

Ritorno ai classici già in precedenza con Juan II, ora diventa sistematico, non è solo

una curiosità ma un vero e proprio interesse lo studio del greco e del latino e la

riproposizione dei classici. Questo dovuto sempre alla stabilità che si era creata.

Le minoranze linguistiche sono ormai scomparse.

Dal punto di vista della letteratura, le corti 400esche erano quelle dello sfarzo anche

ife i e ti ultu ali, e . . Co i e attoli i u uovo ite io

retorico (densità di

Jua II età : lassi i odello da i ita e, ui di ost uzio i

di selezione

latine, ma assimilazione ancora non bene avvenuta, era come una lingua ibrida, era

prendere dei classici e buttarli nella nuova lingua. Ora si selezionano i materiali

classici, quindi con una scelta. Questo porta a opere letterarie non così

sovraccariche di latinismi. Si va verso una maggiore depurazione della lingua, una

lingua che si scopre adesso che può essere raffinata.

: pa o a a politi o o a ia, au e ta l i pe o 

- età moderna

spagnola.

CELESTINA

E o side ato l ulti o testo del Medioevo o eglio il primo romanzo moderno,

anticipando don Chisciotte.

Linea che unisce la Celestina al Lazarillo de Tormes e al don Chisciotte.

: titolo o igi ale, i i di a già la atu a i ida

Tragicomedia de Calisto y Melibea

dell ope a. T agi o edia: fa ide e a fi is e o u fi ale t iste, o la o te di

Calisto e Melibea. Divisione in 21 atti: natura ibrida del testo, tra teatro e romanzo:

teatro perché sono solo dialoghi, romanzo perché non è teatro rappresentabile.

All epo a, ua do si pa la di o edia o t agedia o si i di ava il teat o,

semplicemente si indicavano i finali tragici o comici, ma le opere potevano essere in

prosa o in poesia, non ci si riferiva a un genere preciso.

Classi a ope a di f o tie a a età , s itta t a fi e e i izio , spezza il se olo.

C’è un pre e un post 49 , la storia cambia radicalmente.

L ope a a u ia quello che verrà, senza dimenticare quello che è venuto prima.

Il mondo che aveva prodotto e stava producendo i romanzi cavallereschi, la società

delle o ti he p odu e l idealizzazio e del avalie e, l a o e o tese e il o tigia o

la spada, p odu o o da u lato il odello idillia o, a dall alt o

abile con la penna e

lato anche un abbassamento di tutto ciò (specchio di un mondo che sta cambiando).

Mondo idealizzato e anche, per la prima volta, mondo urbano e sociale, riflesso della

realtà, quindi la città con tutti i suoi intrighi e traffici, toccare gli stati sociali più

bassi. Celestina è una prostituta e una mezzana (unisce delle coppie per soldi).

La Celesti a ui di app ese ta u a ottu a, la ottu a dell ideale.

O a o più la P ovvide za he regge tutto, il mondo di Celestina è caotico, non

più u o di e, E il o do della follia d a o e,

un mondo armonico. retto dalla

sorte e dal caos.

Calisto è il classico nobile, mentre fa volare il suo falcone, questo entra nel giardino

di Melibea e Calisto si innamora di lei. Calisto recupera tutti gli stereotipi della lirica

cancioneril (concetto di amore, il fatto dei contrasti), ora sono in modo chiaramente

parodico, quindi Calisto viene preso in giro dai suoi servi (eroe burlesco).

Sotto suggerimento dei suoi servi, Calisto si rivolge a Celestina: una vecchia che, con

sortilegi in cui mescola corruzione e arti magiche, riesce a far innamorare le dame

E’ il denaro che muove tutto,

dei loro pretendenti. non è più la Provvidenza o

l a o e. Calisto paga Celestina perché gli procuri i piaceri della vergine Melibea.

Celestina è abile con le parole, col raggiro delle parole e a giocare con le persone.

Corrompe i servi pagandogli un bordello: abbassamento del livello.

Ideali dell o o e, e . sono parodici qui. Melibea mantiene un tono tragico e

dignitoso, non è grottesca come Calisto. Celestina si trova coi servi che aveva pagato

per una disputa di denaro, cioè quanto denaro volevano in cambio, inizia una zuffa e

i servi uccidono Celestina.

Cambiamento: da questo momento passaggio alla tragedia.

Co te po a ea e te si sta p odu e do l i o t o t a i due a a ti. Passa o u a

otte d a o e Calisto viole ta Meli ea .

Fi ale g ottes o: Calisto all us i e dalla a e a i ia pa e ade dalle s ale e uo e.

si getta dal al o e o e do, vede do la o te dell a ato.

Melibea la follia d a o e

Alla fine il padre di Melibea in un lungo monologo inveisce contro

che ha portato a tutto questo.

La trama è piuttosto semplice, è un mondo tangibile che il lettore riconosce.

a osa he e a vietata el Medioevo e a

U escolare i personaggi: ora ci sono

personaggi familiari, popolari (servi) e personaggi alti (padre di Calisto). Prima: o

dell

personaggi bassi o personaggi alti. Rottura ideale medievale.

Di a is o, follia d a o e e tre temi: amore-denaro-morte.

Amore: passionale, non quello idealizzato/angelico.

La centralità del personaggio di Celestina ha fatto sì che il titolo venisse cambiato e

osì oi oggi o os ia o l ope a o e la Celesti a .

Celesti a dive tato a he un termine che oggi in Spagna designa una persona

che si immischia in affari che non le riguardano (soprattutto affari amorosi).

Novità della Celestina:

Si è molto dibattuto sul realismo della Celestina.

Realismo e verosimile sono concetti cambiati nel corso dei secoli. Quello che

i te dia o oi o e ealis o, o la stessa osa del ealis o del .

Realismo è un concetto relativo, relativo alla tradizione letteraria. Si può parlare più

personaggi:

di verosimile, che si vede qui nei bassi. I personaggi iniziano a cambiare:

o più il pe so aggio stati o ui di ad ese pio il e he ha se p e le stesse

a atte isti he . O a i pe so aggi dall i izio alla fi e su is o o u a ia e to.

Melibea ha avuto una evoluzione: da ragazzina ingenua a donna matura.

Calisto è grottesco, ma a volte mosso da ideali nobili.

i pe so aggi dell ope a o pa la o o e la ealtà del te po. E u a lingua

Lingua:

più viva e non statica, che inizia a mischiare: sentenze, citazioni classiche, modi di

dire, refranes. Si inizia a vedere il fatto che il linguaggio cambia a seconda dei

personaggi: Calisto parla in un modo con Melibea, in un altro con i servi (come Don

Chisciotte, in cui sarà molto più evidente).

T a a olto se pli e, spesso u o e to, una riflessione di quello che è

avvenuto da parte dei personaggi. I personaggi commentano quello che hanno fatto,

o più il a ato e, a autonomia dei personaggi, rileggono quello che hanno

fatto e lo reinterpretano (anche questo: apoteosi nel Don Chisciotte).

Questo è il tentativo di realismo del tempo: avvicinarsi al mondo contemporaneo.

Cambia anche il destino dei personaggi, tutti sconfitti e morti.

Avvicinamento alla realtà dato anche dai dialoghi.

Lingua che si sta depurando ma è ancora ricca di latinismi (opera di frontiera: le due

cose convivono; citazioni di Seneca e lingua viva con uso di parolacce e interiezioni).

L ope a o può esse e p e ede te al , uolo ideologi o.

Ambiguità:

-Finalità moralizzatrice dichiarata nel prologo VS oscenità, centralità del personaggio

Nel p ologo l auto e di e vi a o to la follia

di Celestina che non è nulla di eroico.

d a o e, a pe h voi non facciate le stesse cose .

-tragedia VS commedia

hi eve ti a o tati V“ i hezza a alisi stati d a i o

-po e commenti

-realismo VS magia

a ealista V“ dialoghi lette a i, se te ze, itazio i

-ope

Autore della Celestina:

gestazione molto complicata. Ci sono pochissime edizioni e quelle che esistono sono

pirata, con falsi frontespizi e date false. Mancano le prime edizioni, non sappiamo

ua do us ita pe la p i a volta, l o igi ale a dato pe so diffi ile, pe iò,

Esiste u a t aduzio e italia a, a o l o igi ale del

datarlo con precisione).

testo. Ci sono due redazioni: u po p e ede te i

-Antiguo autor: Comedia de Calisto y Melibea (1499, in realtà

16 atti, autore non identificato.

-Fernando de Rojas: Tragicomedia de Calisto y Melibea (1502 o forse 1510-1529) in

21 atti. La lingua qui è ancora più depurata, è più moderna.

Abbiamo molto poche informazioni. Abbiamo un prologo, ma non sappiamo se sia

vero o falso.

Nel prologo si dice che Fernando de Rojas trovò un atto, il primo atto della Comedia

ea, e lo hia ò dell a tiguo auto .

de Calisto y Meli Il primo atto infatti è molto

più arcaico, più ricco di latinismi.

Si dibatte su quello che abbia fatto Fernando de Rojas. Oggi si crede che ci sia un

a tiguo auto poi l aggiu ta di Fe a do de ‘ojas e dei suoi uovi atti.

Si sono fatte le ipotesi più disparate, chi diceva che avesse scritto tutto lui, chi che

l auto e fosse solo l a tiguo auto .

Il nome di Rojas appare solo come acronimo (lettere iniziali di ogni verso di una

poesia), non viene mai detto.

Quindi: problemi non solo di datazione ma anche di autorità.

Fortuna editoriale enorme della Celestina. Diventa addirittura un genere

Celestinesca,

indipendente, la che esiste nella letteratura spagnola a partire da

es o , he i o da la

questo momento. Diventato anche un aggettivo: celesti

Celestina. Si cominciano poi a produrre le altre parti della Celestina. La Celestina

diventa un personaggio del teatro, quindi folklorico e popolare. Celestina è passato

anche come termine lessicale spagnolo: indica una persona che fa da mediatore o

che sta in mezzo a traffici loschi.

Dispensa p. 40

Calisto arriva ad essere blasfemo: per lui la bellezza di Melibea va oltre quella degli

a geli es: devo io ve so Meli ea, devozio e ve so la da a: lasfe a, la

devozione è verso Dio).

Citazioni bibliche o classiche in bocca a Celestina: ironiche e parodiche.

Melibea: esageratamente nobile, sfocia nel parodico e nel ridicolo.

Rovesciamento dei valori: se Melibea si concede a Calisto è per volontà di Dio.

Testo s itto dopo il : l auto e aveva i evita il e te il testo di Petrarca davanti

Ope a o ia .

Valori del passato, che però sono frantumati (lo rivedremo con don Chisciotte:

ottu a del o do a o sostituzio e o u o do uovo, isi .

Fedeltà e verosimile alla letteratura più che alla vita, non davvero a come parlavano

le prostitute, ecc.

Calisto incontra e si innamora di Melibea, lei risponde sdegnosa secondo un canone

letterario: la dama non deve mostrare in pubblico di concedersi al nobile (immagine

letteraria che poi si frantumerà).

Metafora assedio della donna-assedio militare (Troia è caduta) molto frequente.

Celestina con la sua arte retorica dirà a Melibea che Calisto ha mal di denti.

Melibea, forse, sta solo fingendo di credere a Celestina ma in realtà ha accettato di

andare con Calisto.

Parte in corsivo tra quadre: fa parte della versione primitiva della commedia.

8/03 

XVI SECOLO diviso in due: –

- CARLOS V imperatore 1516-1555 (Napoli, Sicilia, Sardegna, Austria, Fiandre –

Europa centrale per ragioni dinastiche con gli Asburgo -, Paesi Bassi, Nuovo Mondo

America centro-sud e fino alla punta sud della Terra del Fuego).

- FELIPE II imperatore 1556-1598 (Capitale Madrid, Inquisizione, sconfitta

Invencible Armada nel 1588 per opera degli inglesi)

Gli As u go eg a o pe tutto il : el o Ca los II fi is e la di astia, poi

: di astia dei Bo o e, uelli he i so o a he adesso.

: l i pe o su is e u a attuta d a esto, i izia uella he poi sa à la de ade za.

Co u ue, uesta l epo a dei g a di assolutis i. La o o a di “pag a o upa g a

parte del mondo occidentale conosciuto.

Il 16° secolo è il secolo del grande fiorire delle arti spagnole e anche delle grandi

o uiste dell i pe o.

Sia Carlo V che Filippo II: idea di fede e di assolutismo imperiale: sotto la cristianità il

nuovo ordine imperiale.

ti ua l ope a dei e attoli i di u i e sotto la o o a spag ola la fede

Carlos V co

cattolica. Filippo II: paladino della Controriforma (concilio di Trento), la sua

i po ta za: o ti ua ad espa de e l i pe o e poi pe la p i a volta apitale

istituita a Madrid (prima la capitale storica era Toledo). I re cattolici avevano vissuto

in città diverse.

In Spagna la religiosità è molto forte. Sono molto forti gli ordini benedettini,

domenicani, gesuiti (colti, forte presenza in Spagna, anche nelle arti).

CARLOS V

Momento di stabilità dello stato e addirittura di conquiste.

Convivono tendenze moderne e medievali (Carlo V voleva fare duelli, sfide; visione

dei due soli: impero e chiesa che non devono essere in conflitto; crociata contro gli

infedeli).

Dal punto di vista culturale non fu un grande mecenate, Carlo V non aveva un

Ma uesto o i pedì al e poi

grande interesse per la cultura, è indifferente.

a he al di esse e il g a de se olo della fio itu a dell a te i “pag a.

“i e t a di fatto ell epoca del Rinascimento spagnolo:

italiana

-influenza (dal punto di vista della forma: endecasillabo; e dal punto di vista

del contenuto); armonizzazione delle forme spagnole (cancioneros) con il metro

***

italiano (Petrarchismo corrente di imitazione di Petrarca che invade tutta

l Eu opa, ma anche Bembo, Sannazzaro, Castiglione).

Gli e de asilla i e a o già a ivati ella poesia spag ola, p i a del , a o a o

è più un tentativo di imitare la poesia italiana, ma è un fondere le due poesie.

No se pli e e te l adotta e il et o italia o, a u i flue za ge e alizzata,

i izia o a o os e e l Italia. A he pe h a da e i Italia diventa quasi obbligatorio,

di apprendistato per chi voleva diventare poeta. Anche Ariosto e Tasso verranno

imitati (epica). Italia: fascino particolare non solo per gli autori citati, ma anche

pe ‘o a, pat ia dell i pe o e della istia ità.

dal p i o  erasmismo,

-diffusione di Erasmo da Rotterdam: in Spagna più

“op attutto pe l idea

forte che in ogni altro stato europeo. religiosa che muove

E as o, he e e si a oppiava o gli ideali eligiosi dell i pe o. E as o: uolo di

ito o all eva gelis o.

riformatore, alt a g a de o e te legata sop attutto alla visio e dell a o e,

-neoplatonismo,

ip esa dell ideale di Plato e, amore come forza cosmica che unisce il mondo. In

Spagna la troviamo in poesia e nei romanzi pastorali.

-Storiografia (corte/Nuovo Mondo)

ealista

-Prosa Egloghe-

-Poesia mistica/ascetica: filone della poesia religiosa, che prende le caratteristiche

della poesia amorosa, con le stesse immagini ma riferite a Dio (San Juan de la Cruz).

E sop attutto ella

Poesia italiana vuol dire soprattutto egloghe, sonetti e canzoni.

poesia dove più visi ile l i flue za italia a. In prosa invece ci sono i due poli del

i as i e to spag olo: u o i izia ei p i i del filo e ealista: Celesti a e

Laza illo de To es e dall alt o lato i so o le egloghe e i o a zi pasto ali.

Co Ca lo V la li gua si eleva al pa i delle alt e ed la li gua dell i pe o.

sulla li gua spag ola, he fi o ad o a o e a o ai stati.

Iniziano studi

Il castigliano si è diffuso diatopicamente (cioè in tutte le regioni della penisola) e

diastraticamente (quindi in tutti gli strati sociali).

Nel 1536, di fronte al papa e il vescovo francese, Carlo V rivendica come lingua

internazionale diplomatica lo spagnolo. Il vescovo francese dice che non ha capito e

Ca lo V ispo de: Mi apis a se vuole e o si aspetti da e alt e parole se non

nella mia lingua che è lo spagnolo, che è così nobile che merita di essere conosciuta

Ca lo V ive di a l i po ta za dello spag olo.

da tutti

Pa lo i italia o o gli a as iato i, i i glese o i avalli e i spag olo o Dio :

altra frase che è stata attribuita a Carlo V.

Si comincia anche a dibattere sulla questione della lingua: come deve essere il

astiglia o? Du a te tutto il i so o studi su o e doveva esse e a he la

grafia, quella che porterà anche allo spagnolo contemporaneo.

***

Petrarchismo: è sia metrico (elementi tecnici e formali) e sia elementi tematici

(amore in senso neoplatonico). Il classico della lirica amorosa per ora era Juan de

Me a, o la poesia fatta di a tifi i, a el e a giu ta a o su zio e.

Dal pu to di vista fo ale: i g esso dell e de asilla o. A livello te ati o: con il

pet a his o e il eoplato is o, alla fissità dell a o e ast atto dei a io e os si

sostituisce una sorta di umanità, un ritorno alla relazione, fatta di mutamenti e

momenti diversi. con Garcilaso de la Vega che si parlerà

Inizialmente tutti imitatori di Petrarca, sarà

di poesia autonoma.

Nel 1526: incontro tra Juan Boscan - Andrea Navagero, poeta veneziano (nozze

Quie o se el p i e o

Carlos V - Isabel): Boscan dichiara di imitare il metro italiano (

odo de es i i italia o 

que ha juntado la lengua castellana con el il primo che

lo fa in modo consapevole, si convince che bisogna imitare non solo il metro italiano

ma tutto il modello, quindi anche i temi.

A te ayo : astuzie, gio hi eto i i della poesia l a te ayo o ti ua a o vive e,

ma si diffonde sempre più la poesia di influenza italiana). Con il modello italiano,

i ve e, si dà ilievo aggio e all io.

GARCILASO DE LA VEGA (Toledo, 1501-1536)

Il uovo lassi o, pe tutto il e fi o a i izio il poeta per eccellenza, detto il

Petrarca spagnolo, colui che armonizza le forme italiane nella lingua spagnola.

Vita molto breve, incarna totalmente gli ideali vita cortigiana (spada e piuma, guerra

e poesia). 38 sonetti, 3 egloghe, 2 elegie, 5 canzoni, 1 epistola.

Ideali rinascimentali: difesa del re e della corona, difesa della religione.

Si innamora di una dama portoghese Isabel Freire (Garcilaso era sposato), che in

poesia divie e la sua usa e l e le a dell a o e i possi ile.

1531: testimone a delle nozze segrete proibite da Carlo V, scoperto viene esiliato.

1532-36: a Napoli, soggiorno proficuo dal punto di vista letterario. Conosce i poeti

italiani, Napoli è una capitale della cultura al tempo.

1536: morte in guerra, in una campagna contro la Francia.

poeta cortigiano.

Racchiude essenza del

-Dolore/sofferenza/assenza e speranza caratterizzano i sonetti, come tutti

d alt o de: asse za della do a a ata, spesso o ta, asse za defi itiva.

-Stilemi petrarcheschi: assenza/presenza, fuoco/ghiaccio, ricordo/futuro, vita/morte

(contrasti). Contrapposizioni già presenti nei cancioneros, ma ora non sono più

astratti.

-Passione che diventa poesia, interiorità.

u evoluzio e di Ga ilaso, i ui il odello italia o p e de se p e

-Trayectoria:

più vita: da concettismo iniziale dei cancioneros a concretezza dei versi.

-Elegante sobrietà/chiarezza espressiva maggiore rispetto a Petrarca. Poesia più

sobria rispetto a quella di Petrarca, più semplice. Ma non nel senso di banale, è un

processo di selezione, che porta anche a una musicalità più ricercata: non ci sono

più tantissime similitudini, figure retoriche, ecc.

Dispensa p. 61

Sonetto 23

Ideale estetico della donna è il pallore del volto, non la donna abbronzata.

Prima quartina: descrizione del bianco volto attraverso due metafore petrarchiste:

rosa e giglio (bellezza); sguardo ardente (dopo il volto, gli occhi); bellezza

rinascimentale: donna con gli occhi chiari e bionda.

Dispensa p. 56

EGLOGA 1

Egloghe: composizioni classiche poetiche in cui si racconta di pastori (idealizzati, non

he i lo us a oe us, luoghi idealizzati, pa la o d a o e, passa o tutto il

veri

giorno a cantare strofe liriche. Tradizione classica: ripresa di Virgilio.

Mondo idilliaco in cui non ci sono gli affanni della vita quotidiana.

i, a to i dell a o e he pe Ga ilaso so o dive se

Quindi: locus amoenus e pasto

facce della sua interiorità).

Temi: amore, natura; fonti: Virgilio, Sannazzaro. Intimità, contrapposizioni.

Garcilaso riprende questa tradizione proiettando la propria poesia nei pastori.

Travestimento attraverso i pastori per raccontare di sé. Garcilaso non fa una

semplice imitazione di un modello, ma riesce a trasmettere parte di sé, usando il

modello.

Ideale del rinascimento: la perfetta simmetria, la bellezza era la proporzione delle

parti, anche in poesia.

Topos o u e: la atu a pa te ipe del dolo e dell uo o le pe o e as olta o e

prendono parte al pianto dei pastori) questo è neoplatonismo.

Durezza della donna paragonata spesso alla pietra, ai minerali.

LAZARILLO DE TORMES

P o le a solito dell auto e: hi ?

Circa 50 anni dopo la Celestina. 7 tratados

ROMANZO PICARESCO.

(capitoli).

E u omanzo di formazione: è un bambino (Lazarillo) di più o meno 8

anni che, rimasto orfano, passa attraverso diversi amos (padroni),

trattando un tema che ricorre sempre nel testo che è quello della fame.

No più il te a e t ale dell a o e. Laza illo es e el isog o di

mangiare, il bisogno più materiale. Il leitmotiv che unisce la vita di

Lazarillo è la fame.

Nel primo tratado: racconto in prima persona della propria vita, delle

proprie origini, e inizia quella che è la sua avventura attraverso i vari

padroni, come una peregrinazione nella Spagna bassa di Carlo V.

Laza o a o ta osa diet o all i pe ialis o spag olo: l aspetto asso,

non eroico, quello fatto di mendicanti e non di guerrieri, fatto di inganni

per mangiare qualcosa.

1554: prime edizioni che abbiamo. Successo enorme e immediato.

L ope a dà il via a uel ge e e he ve à poi defi ito el uando si

diffonderà) romanzo picaresco: racconta la vita di un picaro, un bambino

i fo azio e he pe o e i luoghi più assi della “pag a dell epo a el

caso del Lazarillo).

3: Laza illo astigato , edizio e e su ata, ve go o

Edizione del

al u e pa ti, i ua to l I uisizio e p oi is e al u e pa ti

tagliate

considerandole lesive alla Chiesa.

Datazione della finzione (ambientazione): non ci sono date certe,

sop attutto pe h l auto e del Laza illo gio a o ti ua e te ol letto e,

prendendolo in giro e giocando con le parole, quindi non si sa quando

dica la verità e quando no.

Ragnatela tra falsità e verità in linea col personaggio, col picaro che deve

ingannare per trovare da mangiare.

Il romanzo venne percepito come ambientato in ambiente

contemporaneo (quindi nella Spagna di Carlo V, 1530 circa).

Lasso di tempo di circa 10 anni: vita di Lazaro da 8 anni fino ai suoi 20 anni

circa.

Narratore non è onnisciente, ma è il personaggio stesso che parla di sé e

del suo passato, ovviamente non in modo neutro: la sua narrazione è di

parte, vuole favorire se stesso. Questo è un fattore di modernità: la voce

narrante è parte della narrazione, quindi è letteratura autonoma.

La voce di Lazaro adulto si affianca talvolta a quella di Lazaro bambino,

quando ripercorre le vicende.

L a ie tazio e appa te e te a u a de i a di a i p i a del te po

effettivo crea un doppio effetto: risulta da un lato contemporaneo, quindi

ve osi ile, dall alt o, pe ò, il o a ie ta lo p op io el o e to della

dolo di u a de i a d a i, o se te a he di

composizione, ma retrodata

sfumare i riferimenti a personaggi o luoghi reali, riferimenti a persone

esse e pe i olosi pe l auto e ui di

esistenti che sarebbero potuti

l auto e e p e de le dista ze o uesta et odatazio e .

sull

Ipotesi autore, anonimo:

letto i del te po pe sava o he fosse u auto iog afia di u e to

-I

Lazaro de Tormes, realmente esistito. Questo fece sì che per diversi anni

l auto e o si ivelò, po ta do ava ti il gio o e o ti ua do a illude e il

lettore, favorendo anche il successo (il testo è più originale).

-Per i lettori attenti era inverosimile che ci fosse davvero un Lazaro de

Tormes, che un picaro fosse nato sulle rive del fiume Tormes e fosse

passato attraverso diversi padroni; non è possibile che, se fosse davvero

reale la storia, un simile personaggio possa usare gli artifici retorici e

a ia u a ilità stilisti a he vedia o ell ope a (da cui vediamo un

autore estremamente colto, un letterato che gioca e dissimula).

L auto e, ea do il pe so aggio di Lazaro de Tormes, si burla del genere

dei romanzi cavallereschi. I parametri del romanzo di cavalleria vengono

Laza o l a tie oe. L auto e s eglie di fa e o e ei o a zi di

rovesciati.

cavalleria: rimanere anonimo.

L auto e o fu ai ide tifi ato. Le ipotesi sono le più disparate, si è

e ato al e o di defi i e il p ofilo dell auto e: olto e appa te e te alla

corte di Carlo V.

-Alcuni critici hanno ipotizzato che fosse un romanzo collettivo, scritto da

diversi picari di una scuola.

-Teoria della criptografia iniziale (uso combinato delle lettere nascoste nel

pe l i dividuazio e dell auto e:

testo che può nascondere delle parole

all i izio si t ova s itto :

sepa V. (vuestra) Merced ante todas

Pues

mediante uno studio su queste prime parole (prima lettera della prima

parola, seconda lettera della seconda parola, ecc.), gli studiosi hanno

estrapolato il nome di Peres (Perez).

Gonzalo Peres fu davvero un cortigiano della corte di Carlo V, autore di

composizioni satiriche, la cui biografia ha qualche parallelismo con il

Lazarillo de Tormes. In più Gonzalo e Peres sono i nomi di alcuni

personaggi che si ritrovano nel romanzo.

No osì assu do pe sa e he il o e dell auto e fosse as osto

ell opera stessa, visto che altre volte il gioco della criptografia avviene

a he egli alt i t atados l auto e o st ao di a ia a ilità di gio a e o

le parole riesce a dire più cose con un termine o una frase: polisemia).

, poi, hi ede he o sia Go zalo Pe es l auto e

-C (visto che parla di

una vita misera, sarebbe un denigrare se stessi), ma un suo nemico della

o te, i ua to el e a più p o a ile he ve isse i o os iuto il suo

nome con la criptografia (con più facilità venivano riconosciuti questi

giochi), anche se nascosto.

“e p e pe e a e il p ofilo dell auto e, u alt o te a su ui si

dibattuto è il fatto che fosse filo-erasmista, quindi appoggiava le teorie di

Erasmo da Rotterdam, penetrate con grande forza in Spagna.

Questo lo si capisce in base alla satirizzazione dei personaggi della Chiesa:

l auto e pot e e esse e u ifo ato e, u o he appoggia le teo ie

erasmiste. Anche queste, però, sono solo teorie, anche perché ancora una

volta il narratore del Lazaro ride di tutti, si fa beffe anche degli erasmisti:

è difficile da incasellare in categorie. Questa è la modernità della

letteratura: letteratura autonoma dalle basi storiche e biografiche del

tempo. Non si riesce più a catalogarla.

E ol se o do o a zo pi a es o, del , he comincerà il filone.

Quindi quando si parla di romanzo picaresco, gli autori non si rifanno al

o a zo del Laza illo de To es, esse do u ope a t oppo o igi ale pe

creare un filone. che ritroviamo anche nel Lazaro:

Elementi tipici del romanzo picaresco,

-protagonista: è un picaro, un personaggio in evoluzione.

-è un romanzo di formazione: evoluzione del personaggio. Vediamo

l evolve si della vita del Laza o de To es: all i izio u a i o, he

a o ta della ad e, u a vita d i fa ia fi dall i izio; poi gli eve ti he

vive e gli aneddoti. Questi non sono episodi isolati, ognuno non può esser

staccato dal contesto, perché ogni episodio narrato serve a far crescere e

quindi modificare il personaggio.

Gli aneddoti non servono solo a far ridere o a raccontare le burle di

Lazaro. Ora è più importante il personaggio, degli aneddoti. Il personaggio

cresce e diventa verosimile, reale.

Laza o es e dal pu to di vista dell astuzia: p i a u ve hio si fa eva

beffe di lui, poi è lui a burlarsi del vecchio.

Cresce anche linguisticamente, stando a contatto con determinati

ambienti, ad esempio con il cieco che impara a memoria le orazioni,

acquisisce il linguaggio delle orazioni; stando a contatto con il chierico,

comincia ad usare le immagini bibliche e parlare come lui.

ta di ealis o dell a

-so iente (realismo letterario, sempre da intendere

o i pa a et i dell epo a . Non possiamo parlare di realismo come lo

intendiamo oggi. Realismo come ambiente contemporaneo, come vedere

le varie facce della Spagna del tempo, i vari strati sociali.

-mondo basso e urbano (come anche nella Celestina).

-il picaro non è mosso da nessun ideale, il suo obiettivo è il bisogno più

p i a io he ha l uo o la fa e, il f eddo, le se sazio i fisi he ;

ell ulti o t atado Lazaro, non più bambino, accetterà di essere tradito

dalla moglie, accetterà, cioè, quello che per lo spagnolo del tempo è il

o t a io dell o o e pe so ale, pe h il suo o iettivo principale è la

stabilità economica, il poter mangiare senza dover chiedere le elemosina

o l a ti-onore.

e dover deambulare per la Spagna. Laza Difficilmente un

auto e di hia e e e uesto di se stesso vedi ipotesi sull auto e .

ialità delle vi e de: si a o ta u u i a vi e da a att ave so va ie

-se

tappe, vari episodi (nel caso del Lazaro: i vari padroni a cui è al servizio).

Questo è una parodia del romanzo cavalleresco (in cui le tappe sono la

lotta, il salvataggio della dama, ecc.).

-continuo movimento dei personaggi, in ambienti diversi (cavaliere tra le

corti, il Lazarillo de Tormes si muove nei mercati, nelle piazze, nei paesi).

Don Chisciotte anche si muoverà nei paesi perduti della Mancia,

pensando di essere nel mondo cavalleresco.

Dispensa p. 48

U a e ed he o sappia o hi sia hiede spiegazio i a

Vuest

Lazaro de Tormes, e lui racconta la sua vita. E non lo fa in modo neutro:

tutto il romanzo è una giustificazione di ciò che è successo, delle corna

della moglie, ecc. Per giustificarsi parte da quando è nato e finisce per

raccontare tutta la sua vita.

e dell epo a edeva he fosse ve a e te u a

Anche per questo il letto

risposta, tutta una giustificazione.

Se il testo fosse stato rappresentato come un testo non autobiografico,

non sarebbe stato accettato, non era ammesso in letteratura parlare di

di: l es a otage uello di fa fi ta he

un personaggio così umile, qui

sia una lettera.

“e si leggo o i pa allelo il p i o t atado e l ulti o: fo te si et ia.

Altro aspetto moderno: il romanzo può essere letto a molti livelli diversi.

u alt a uella

Una prima parodia è quella del romanzo cavalleresco,

dei t i u ali di f o te all I uisizio e e dei testi

delle difese di taglio

giuridico che venivano redatti nei tribunali, in cui come prima cosa

bisognava declinare le proprie generalità. Lazaro de Tormes lo fa, come

fosse in tribunale.

Tratado in cui Lazaro è al servizio del chierico: uso delle metafore religiose

aumenta.

Dalla p i a pagi a dell ope a sappia o he: Laza o nato sulle rive di un

fiume perché la madre incinta si trovava lì al momento del parto, che è

figlio di un mugnaio che rubava e che partecipò ad una battaglia non si sa

se dalla pa te dei o is os o dell impero e il quale morì in battaglia, e che

la madre di Lazaro, una volta rimasta vedova, si prostituisce.

Modello del trattato di Quintiliano: nome, discendenza e storia della

persona.

A i a se a los ue os: l o iettivo del Laza o. “a à uesto l o iettivo di

tutto il Lazarillo de Tormes.

i e Laza illo

Significato del te oggi: che guida o dirige un cieco, una

guida.

 Due modelli letterari:

Asi o d o o sua u i a ope a s itta i lati o

-Apuleio : prima persona,

serialità delle vicende e il fatto che ci sia un antieroe realista come

protagonista, anche se: elemento del fantastico, del meraviglioso (totalmente

assente nel Lazarillo de Tormes, in cui: poetica del realismo a 360 gradi).

-Lettere, racconto epistolare (escamotage per cui si può raccontare la vita di

u pe so aggio asso . Ve so la età del 5 p olife a o delle lette e he

vengono spacciate per verità, fintamente autobiografiche. La ripresa delle

lette e false vie e dall Italia.

 Poi, ma tradizionali: folclore (cieco mendicante e

modelli non letterari,

bambino appartengono a un ricchissimo repertorio folcloristico: sono tipi che

e a o f e ue ti el teat o edievale; a he ell i o og afia edievale

troviamo spesso queste due figure nelle piazze) e vita (osservazione diretta

della “pag a del 5 : l auto e del Laza illo a o ta i pa te pe so aggi e tipi

he esisteva o davve o ella “pag a dell epo a. La “pag a del 5 e a pie a

nei mercati di bambini che accompagnavano i ciechi. Altri personaggi topici: il

prete avaro e tirchio che non dà da mangiare a Lazaro è un motivo folclorico e

satirico; il nobile decaduto è un prototipo che comincia ad essere frequente

nella Spagna reale del tempo.

 Dal punto di vista del linguaggio (grandissima ricchezza semantica con cui

l auto e gio a o le pa ole , u p e ede te o può he esse e la Celesti a.

Dispensa p. 48

La ad e di Laza o va o u e o: pe la “pag a dell epo a e a uasi lasfe o.

L a tie oe, l a tio o e della “pag a t io fale di Ca lo V è Lazaro che, vedendo che

grazie al compagno nero della madre mangiavano meglio, accetta che la madre si

prostituisca.

Qua ti e e so o el o do he fuggo o dagli altri perché non si vedono loro

stessi (p. 49): il fratellastro nero di Lazaro non si vede lui stesso, ma fugge dal padre

di colore perché ha paura di lui.

No i e aviglia o di u hie i o o di u f ate, pe h u o u a ai pove i, l alt o

ruba dalle case delle sue devote e dei figli avuti dalle relazioni (non ci meravigliamo

u ava , ua do u pove o s hiavo l a o e lo spi geva a uesto .

se anche Zaide

Riferimenti storici (battaglia di Gerba, battaglia di Pavia (1525), las cortes di Toledo

538 , e . : o est e a e te oe e ti, pe h l auto e si vuole u la e del

lettore.

Primo passaggio del avventure col mendicante cieco, che lo rendono

valerse por si:

più furbo ed astuto.

Processo di apprendistato di Lazaro: dal bambino ingenuo che non conosce il mondo

al e a e di vale se po si .

Gli episodi all i te o dell ope a sono tutti collegati, con parallelismi, anche se

sembrano apparentemente autonomi. La prima zuccata stimolerà la vendetta di

Lazaro.

Laza o dev esse e se p e più fu o del ve hio e di a te (paragonato al diavolo

in un passaggio).

p. 50: satira/parodia dei mistici, è come se Lazaro fosse in adorazione come un

santo.

Lo ue te e fe ò te sa a y da salud : iò he ti ha fatto ale il vi o o a ti u a:

rilettura della Bibbia, questa frase tornerà in mente al lettore nel finale, quando

e di vi o. “a à g azie al vi o he ius i à ad a i a se a

Lazaro diventerà bandito

los ue os , io ad ave e u posto ella so ietà, a allo stesso te po l a a te

della moglie è un venditore di vino, quindi il vino è anche ciò che lo enferma.

Quie ha de irar a dichos de alas le guas u ca edrarà : chi deve guardare i

detti delle cattive lingue, mai avrà successo. Disinteressarsi di quello che dicono gli

altri.

Dell Asi o d o o di Apuleio non ci sono riferimenti testuali, ma emerge ogni tanto,

pe iò l auto e si u a e te lo conosceva.

Giochi di parole come doppi sensi, allitterazioni, ad es. sul nome di Lazaro (lazerato =

lacerato).

L episodio della o a hiave, pe h sti ola pe la p i a volta il se ti e to di

rivalsa di Lazaro e la sua crescita.

TRACTADO III (p. 50)

Il apitolo esp i e l esse ziale falsità del se ti e to dell o o e , i u o do al

contrario: mancanza radicale di virtù cristiane.

Lo scudiero racconta che aveva fatto un duello con un altro hidalgo perché questi

non aveva voluto togliersi il cappello incrociandolo per strada.

Vi a te ga Dio, Vost a “ig o ia se a t oppo po o pe lo s udie o, o lo

accetta come saluto da parte di un artigiano, perciò lo punisce forma esteriore

del ispetto: deve saluta lo o u alt a fo ula; i o ia, pa odia dell hidalgo.

DUE ESEMPI DI NARRATIVA CHE PORTANO AL DON CHISCIOTTE

, do i a la se o da età del , o solida do il vasto

FELIPE II (1556-1598)

i pe o e po ta a o a aggio i o uiste e seg a do l u io e t a “pag a attoli a

e Inquisizione.

Dal punto di vista letterario:

-per quanto riguarda il non avviene niente di rilevante, ci si sta

teatro Vega i izio , e t e el si

semplicemente preparando al teatro di Lope de

continuano le forme precedenti del teatro.

E ella e nel che si vedono le continuazioni di quanto visto in

poesia romanzo

precedenza.

u lato il fio i e di u filo e di lette atu a he può esse e defi ita

-da

ascetica/mistica, di stampo religioso, che produce sia poesia sia prosa, legato

soprattutto alla riforma dei carmelitani, per opera di due riformatori che sono anche

due letterati: san Juan de la Cruz (grande poeta del Rinascimento spagnolo) e Santa

al di là del ifo a e l o di e e e a e di

Teresa de Jesus. Entrambi nella loro opera,

allontanarlo dai vizi della corruzione, calcano le orme del petrarchismo.

Vuelta a lo divino della poesia: rileggere la poesia petrarchista, quindi poesia

dell a o e, i hiave divi a. A ato e a a te, ui di, o so o più l uo o e la

da a, a so o l a i a e Dio. il dialogo t a l uo o e Dio, u i o t o, u

Per mistica si intende il contatto,

trascendere, un superare le barriere umane per incontrare Dio, esperienza

ultraterrena. Misticismo racconta quindi il dialogo con Dio, i letterati mistici cercano

di s ive e l i effa ile.

‘ilegge e l amore passionale in chiave religiosa, utilizzando le stesse immagini

(fuoco-ghiaccio, ecc.)

Santa Teresa: fonda i conventi spagnoli, scrive più in prosa. Scrive la sua vita, un

racconto in prosa delle sue imprese, ma anche poesia, fatta per essere cantata dalle

suore. San Juan: incarcerato, come santa Teresa.

alt o lato, poesia:

-dall per la 1) continuazione petrarchismo

2) La sua poetica viene raccolta in due scuole: Salamanca e

continuazione Garcilaso.

Tutti i poeti fi o alla fi e del e a o di

Siviglia. imitare Garcilaso.

Dopo oltre 50 anni, però, la poesia deve rinnovarsi. I poeti danno la chiave per la

Ba o o. Fi e : si i t avede il a ia e to esteti o,

svolta successiva: il la

poesia si complica, diventa più articolata e artificiosa.

Caratteristiche poesia di Garcilaso: sobrietà lessicale e semplicità, raffinatezza

estetica, il numero delle parole calcolato. Tutto questo comincia a decomporsi e

sfocerà poi nel Barocco.

a he el l epi a legata alla sto ia e e te, ui di alle

3) poemi epici:

conquiste spagnole (Cile, Argentina, ecc.).

romanzo:

-per quanto riguarda, invece, il sviluppo del romanzo picaresco da un lato

p i o: Laza illo de To es, a he se o tutti so o d a o do ; dall alt o lato i

(il fo tu a el se o do : o a zo pasto il

sono due generi che hanno particolare

(pastorale) e il romanzo morisco (dei mori, ambiente della Reconquista, nelle regioni

questi due generi

di Al Andalus, del sud della Spagna). Questi sono i due esempi:

saranno presenti in modo satirico nel Don Chisciotte di Cervantes, egli si burla di

loro e li distrugge (Don Chisciotte dopo la follia che lo porta ad emulare i cavalieri

dei romanzi cavallereschi, imita i pastori del romanzo pastorale).

NOVELA PASTORIL o uestio i d a o e he

Egloghe in prosa. Personaggi: pastori oziosi, colti,

vengono cantate, in un mondo che è utopico (locus amoenus, paesaggio di natura

pe fetta, o l età dell o o .

Ideali incarnati dai pastori: purezza, bellezza assoluta, amore in senso neoplatonico

o os o idealizzato e pe fetto u po la

(= di creazione del mondo). Questo mi

trasfigurazione della corte.

Da questo momento tutti gli autori scrivono almeno un romanzo pastorale: enorme

successo del genere.

Mito del pastore che viene dalla Bibbia, con innocenza angelica. Sono visti come lo

spe hio dell a o e idealizzato, he essi a ta o el ‘i as i e to, e t e el

Barocco cambio di visione, pastori rustici).

Dia a Los siete li os de la Dia a di Jo ge

La prima novela pastoril spagnola è la

de Montemayor (1559), che era in realtà portoghese.

Spagna e Portogallo in questo momento sono sotto unica corona di Felipe II.

Pe so aggi po toghesi i lette atu a spag ola del : si olo dell a o e.

Anche Cervantes scrisse un romanzo di tipo pastorale, si inserisce nella tradizione,

a odifi a dola, po ta do tutto uesto i odo u po atipi o.

Dispensa p. 53

I modelli delle egloghe sono gli italiani umanisti del Rinascimento, soprattutto

Bembo. u passato. Da u a pa te

Le opere di letteratura non nascono dal nulla,

dall alt a il g a de su esso dei o a zi avalle es hi uelli del

Garcilaso, -

i izio , di cui si burlerà Don Chisciotte), di cui nelle novelle pastorali si

riprendono, ad esempio, i frequenti duelli. I primi libri vengono rappresentati dai

casi di amore fallito, e tutti intraprendono un cammino per andare da una maga che

isolva i p o le i d a o e aga ip esa a h essa dal o a zo avalle es o .

Ripresa della (ninfe, centauri, ecc.).

mitologia classica

p. , el : A o h a ullo a ato a a

amante vivia en el cuerpo del amado

pe do a : se io so o a ato, devo a a e a he io Da te, a to di Paolo e

F a es a , stesso o etto ip eso a he dai plato i i el .

o i azio ali: a he se l a o e figlio della agio e, o

Tutti gli amori so Nie te si allo ta a di più dell a o e da iò he lo ha ge e ato.

governato da lei.

N.B.: Elementi del romanzo cavalleresco: antecedente sia del romanzo morisco che

del romanzo pastorale.

NOVELA MORISCA o Histo ia del A e e aje la he osa Ja ifa o El

Il primo romanzo moris

A e e aje . Romanzo molto breve, comincia a essere pubblicato dentro la

Dia a , i ua to e t a i appa te go o a ge e i vi i i.

Elementi di vicinanza tra i due generi: a età del

-continuazione romanzo cavalleresco, è un antecedente comune

sta vivendo una fase di decadenza; Don Chisciotte è assolutamente anacronistico

perché nel 1604 vuole vivere come i personaggi della letteratura di 100 anni prima).

Il letto e del e ava u a ovità, e la ovità a te e e lo stesso ito, la

stessa idealizzazione del mondo, ma in modi diversi (uno è quello del romanzo

pasto ale e l alt o idealizza e il o do della ‘e o uista .

E come se si volesse attualizzare il romanzo cavalleresco.

Co e si fa ad attualizza lo? Co e l epi a spag ola, he si ispi a a vicende reali (di

conquista del nuovo mondo, ecc.), così il romanzo moresco riprende il mondo della

Reconquista e lo idealizza.

-realtà storica idealizzata: gli ideali di virtù, di cavalleria, di bellezza sono condivisi,

sia dai nobili cristiani, sia dai nobili musulmani. La letteratura mitizza quello che è

su esso, o e u sog o poeti o , el o e to i ui il p o le a a o a

presente (è appena finita la Reconquista, ci sono ancora molti moriscos in Spagna).

Lo stesso mondo di Re Artù (in Spagna, di Amadis de Gaula), ma nella Spagna di Al

Andalus.

-guerra/amore: temi consueti del romanzo cavalleresco, battaglia (con sfondo

storico reale, ovvero guerre di conquista) e amore (idealizzato, perfetto).

Si raccontano più che altro le scaramucce, i combattimenti tra cavalieri (quindi è più

idealizzato) come nel Signore degli anelli: i cavalieri di Rohan sono i personaggi!

Non combattono contro gli orchi, ma contro personaggi della loro stessa grandezza.

-quello che cambia nel romanzo morisco rispetto a quello pastorale è lo scenario:

i uesto u

andaluso; gusto degli autori per i dettagli, per lo sfarzo delle corti

arabe, i vestiti, ecc., grande attenzione. In questo sono più belli e lussuosi i cavalieri

arabi (moriscos).

La p i a ope a he dà i izio al ge e e El a e e aje (che è anonima).

Cosa a o ta? E o e u o specchio di virtù tra cavaliere cristiano e quello moro.

L inizio vede una battaglia tra un cavaliere moro e un condottiero cristiano,

entrambi descritti con i dettagli della loro bellezza epica.

Condottiero cristiano: il saggio

Moro: gioventù, bellezza più sensuale –

Il cristiano in una di queste scaramucce escaramuzas, singolar tenzone - (guerra

del : di posizio e vi e e fa p igio ie o il o o, il quale racconta la sua storia:

stava andando dalla sua amata Jarifa per sposarsi. Commosso dal racconto, il

cavaliere cristiano lo lascia andare con la promessa che dovrà tornare dopo 3 giorni

in prigione, a consegnarsi volontariamente al cristiano.

Il moro va a sposarsi e poi decide di tornare dal cristiano, in nome della cavalleria,

del valore, della dignità. Torna con la sposa dal cristiano, il quale, commosso, decide

di liberarlo.

E u sogno utopico, qualcosa che probabilmente non è mai successo nella storia

reale, è come un desiderio (sarebbe stato bello se fosse andata così la guerra di

La o iltà d a i o supe io e alla gue a e alla diffe e za di eligio e.

Reconquista).

Si racconta, poi, la storia del cavaliere cristiano: decise di abbandonare la donna

amata al marito per non compromettere il suo onore.

Romanzo anche epistolare: in mezzo ci sono delle lettere di prigionieri che

raccontano la loro vicenda.

Dispensa p. 54

Descrizione colorista: pittorica (ad es. del moro, descrizione del cavallo, degli abiti,

ecc.).

MIGUEL DE CERVANTES

Il appo to he t a vita e lette atu a i Ce va tes se p e st etto e a iguo,

non si capisce quello che sia avvenuto veramente e cosa no: sovrapposizione di

piani, non siamo mai sicuri di quello che leggiamo.

Cervantes può essere visto come tardo rinascimentale e come pre-barocco.

Nasce a Alcalà de Henares (vicino Madrid) nel 1547 (forse il 29 settembre, che è S.

Michele) e muore a Madrid il 22/04/1616, nella corte.

Fece una vita assolutamente avventurosa, una vita in cui il successo non intaccò, una

vita più infelice che di successi, fatta di prigionia, di un amore che molti dipingono

all epo a

come infelice. Successo letterario solo per Don Chisciotte, opera che era

Il ge io di Ce va tes fu app ezzato solo el .

considerata solo burlesca.

Molti auto i del ha o detto he l ope a supe a l auto e. Miguel de Unamuno

appo e l ide tità dell auto e, ui di

dice che alla genialità del Don Chisciotte si cont

la oia e l i feli ità della vita di Ce va tes.

Sulla vita non si sa molto, solo quello che è rimasto nei documenti, e bisogna stare

attenti a quello che racconta lui, ad es. nei prologhi: Cervantes è sempre abile a dare

una maschera al proprio io, attraverso di solito due persone. Cervantes è tutto

doppio. La realtà con Cervantes non è mai univoca: Don Chisciotte e Sancio Panza

(modo epico e modo burlesco di vedere le cose).

-1569: in Italia, forse al seguito di un vescovo, ma non si sa perché; forse perché in

Spagna è ricercato per aver assistito a un delitto (forse era scappato, non si sa).

Des ive l Italia o e te pio della ultu a Ce va tes pa la italia o e come

idealizzata (tutto bello, le donne sono belle, ecc.). Napoli, Roma, Milano.

-1571: Cervantes combatte nella battaglia di Lepanto (Santa Alleanza attacca Impero

otto a o, vi e l allea za attoli a, a he pe e ito dell ava gua dia te ologi a

dei ve ezia i . Ve e fe ito e pe se u a a o, pe uesto fu defi ito il a o de

Lepa to : il o o di Lepa to.

Battaglia storica che rappresenta il mondo cristiano contro il mondo musulmano.

Rispondendo a chi lo aveva chiamato così, deridendolo, dice che aveva combattuto

la as alta o asio ue vie o los siglos pasados, los presentes, ni esperàn ver los

ve ide os la più alta o asio e he ha o visto i se oli passati, i p ese ti e

aspettano di vedere i secoli futuri).

-1575: la galera (nave) Sol viene attaccata dai pirati, che attaccavano le navi del

Medite a eo. L equipaggio ui Ce va tes vie e fatto p igio ie o

in e condotto

ad Algeri (Cervantes rimane in prigione per 5 anni e mezzo presso gli ottomani).

Su questo episodio scrisse una commedia e una delle storie intrappolate nel Don

Chisciotte. Po la li e tad se puede de e

Una delle frasi che Don Chisciotte dice a Sancho è:

ave tu a la vida Pe la li e tà si può e si deve ette e a is hio la p op ia :

 vita

Cervantes tentò 4 volte di scappare dalle galere, fu promotore di varie rivolte.

Anche qui ci sono divergenze di letture: perché non viene ammazzato? Chi cercava

di fuggire di solito veniva ucciso.

Due versioni, una epica e una burlesca (sempre alto o basso):

o stato u iso pe la o iltà d a i o, pe h apis o o he Ce va tes sia

uo o d o o e;

2) si ipotizzò che Cervantes avesse rapporti omosessuali con il governatore

vi io : ste eotipo, i istia i pe de ig a e gli

ottomano (questo era definito

ottomani dicevano che erano omosessuali.

-1580: riscatto, torna in Spagna. Cervantes è un personaggio importante. Per la

letteratura non ha ancora scritto niente, non è conosciuto, ma ci sono delle carte

che provano che lui era importante per la milizia spagnola. Per questo fu riscattato

così tardi: chi lo imprigionava voleva più soldi per la liberazione.

22/03

Probabilmente Cervantes fu incarcerato a Siviglia nel 1597.

Non accetterà mai il successo di Lope de Vega.

A 20-30 anni scrive opere teatrali.

^ ope a: La Galatea  romanzo pastorale (si ispira a una tradizione

precedente: le vicende dei romanzi pastorali sono «Cosas soñadas y bien escritas»).

Per Cervantes ciò che non è verosimile va contro Aristotele e i classici. Perciò nella

Galatea inserisce solo ciò che è reale.

.

1600-1616: compone molte opere Fino al 1606 è a corte (a Valladolid), poi ritorna a

Madrid, dove vivevano gli intellettuali ed entra a far parte del loro movimento.

la f ust azio e di Ce va tes, he el p ologo dell ope a

Il successo di Lope aumenta

intraprende una battaglia letterale indirizzata proprio a Lope, che nel frattempo sta

diventando un grande letterato, mentre Cervantes non è conosciuto da nessuno.

nascita del Romanzo moderno. prima parte del Don

1605: Cervantes scrive la

Chisciotte. Grande successo iniziale, ma circolano anche molte copie pirata.

nascita della Novella moderna. Novelas Ejemplares

1613: Cervantes scrive le

(novelle esemplari). Con questa opera introduce per la prima volta nella letteratura

spagnola il termine di origine italiana "novela", che fino a quel momento non era

mai stato usato, dicendo anche di essere il primo ad aver scritto Novelle Corte

(come Boccaccio) in Spagna.

L ope a u i di ge e i. A iguità: pe h ese pla i ? Og i ovella u

esempio letterario.

Viaje del Parnaso

1614: (opera in prosa)

1614: esce un apocrifo di Alonso Fernandez de Avellaneda della seconda parte del

Don Chisciotte.

seconda parte del Don Chisciotte

1615: uello he e a p i a delle o edie,

Ocho comedias y ocho entremeses

1615:

genere breve e ironico) he es e l a o dopo , ip e de

Los trabajos de Persiles y Segismunda

1616:

u alt a t adizio e, uella del o a zo iza ti o e d avventura.

DON QUIJOTE:

1605 prima parte

1614 apocrifo di Alonso Fernandez de Avellaneda

1615 seconda parte

Divisione ciclica: 3 salidas (uscite), 2 nella prima parte, 1 nella seconda.

Tutte so o i li he, pe h ul i a o o la vuelta a asa l ulti a o la o te

di Don Chisciotte.

Nella p i a us ita es e da solo, “a io o .

L i izio del DQ o o igi ale. El e t e es de los ‘o a es fi e :

p o a il e te da uest ope a he Ce va tes iela o a i p i i apitoli del DQ la

trama parla di un certo Bartolo che, impazzito per la costante lettura di romanzi

epici, decide di lasciare la sua vita e partire al fianco di uno scudiero).

E u ope a he va a ia do, i izial e te Ce va tes ha i e te gli e oi

avalle es hi, a poi o “a io l ope a dive ta u o a zo di u la. I letto i

dell epo a lo leggeva o o e u ope a u les a, Ce va tes e a visto come un

autore comico.

Molti, in tutte le epoche storiche, hanno voluto attualizzare il DQ (ad es. nel 1917 in

Russia) significa che va oltre la burla.

Il titolo El i ge ioso hidalgo o il titolo he dà

don Quijote de la Mancha

Ce va tes all ope a, lui s iveva El i ge ioso hidalgo de la Ma ha e a u

elegante endecasillabo, che il lettore doveva interpretare).

Probabilmente cambiato dal tipografo per motivi di visibilità, ma non ci sono tracce

di lamentele di Cervantes.

“u i ge ioso i so o diverse interpretazioni: che ha ingegno; che è un personaggio

creativo, che vive di sogni e facilmente irascibile; riferimento alla teoria de los

ingenios (attribuiva caratteristiche fisiche alle persone).

Ci sono molti errori di apparizioni e scomparse di cose, oggetti, ecc. Per risolvere la

cosa, questi errori vengono spiegati dando la colpa agli incantatori o ai traduttori di

questi errori fisici del testo.

Il prologo, scritto alla fine, dove Cervantes dà prova della sua ambiguità, parla di

o e stato s itto il p ologo stesso: uesto pe h l ope a

come è stato fatto,

aveva bisogno di un prologo non tradizionale.

DON QUIJOTE

Già dalle prime pagine noi sappiamo che DC è in questo non ci sono ambiguità.

loco,

Inizio densissimo di riferimenti burleschi ma anche colti.

L'intento, dichiarato per ben 4 volte nel prologo, è quello di scrivere una parodia dei

libri di cavalleria.

Durante tutto il '500 si sono susseguiti diversi attacchi ai libri di cavalleria, definiti

genere minore, che non aveva grande valenza letteraria i moralisti attaccavano

molti aspetti del romanzo di cavalleria:

1- gli autori non sapevano scrivere

2- erano oziosi e potevano dedicarsi a queste scemenze

3- falsità ed esagerazione che caratterizzavano il romanzo di cavalleria

contrastavano il verosimile, non erano credibili.

Ce va tesà o da aài àp i aà attutaàl i ve osi ileàdelleàvi e deà a ate.

Interpretare la finzione come verità: la pazzia di Don Chisciotte accadeva anche

nella realtà a quelli che leggevano i romanzi di cavalleria (ad esempio piangevano

per la morte di Amadis de Gaula).

I libri al tempo passavano attraverso un tribunale, che in caso affermativo li

timbrava: quelli col timbro erano stati approvati, quindi, dal re, dalla Chiesa. La

difesa dei lettori moralisti: non possono essere falsi i libri col timbro, approvati

dall'Inquisizione.

Tutti i moralisti falliscono (i libri di cavalleria continuano ad essere letti), tranne

Cervantes che col Don Chisciotte interrompe un ciclo: con un testo di finzione ha

avuto più successo di tutti i saggi di quei moralisti.

Primo capitolo: nasce il personaggio, e inizia la prima uscita (di tre, al termine delle

ualiàto aàaà asaàeà uo e .àNo à àu aàve aàt a aàli ea eài à uesteàus ite,àleà

vicende sono unite dal fatto che quasi ogni capitolo è autoconclusivo: racconta una

storia a sé di Don Chisciotte. La centralità del personaggio, il personaggio unico, è

ciò che tiene insieme i vari capitoli.

Cambiamento del personaggio attraverso le vicende, alla fine di ogni avventura.

Ilà iti oàCesa eà“eg eàhaàpa latoàdiàu aà li eaà etta àdelleàavve tu eàdiàDo à

Chisciotte, una progressione che si ritrova anche in Sancho.

Personaggio creato sulla letteratura, è solo un pensiero di Alonso Quijano (hidalgo di

provincia), che crea se stesso in modo letterario, senza esperienza ma solo sulle

letture. Ci mette 8 giorni per pensare al suo nome, perché tutta la vita di DC sono

parole, letteratura, quindi il nome è fondamentale per entrare a far parte della

lette atu a,àalàpa iàdegliàalt iàe oi.àL autodefi i sià àlaà osaàpiùài po ta te,àpiùà heà

l azio e.

E àu àfolle,àfolliaàali e tataàdalàsuoàaspettoàfisi o:à ag o,àaltoàe vecchio per gli

sta da dàdell epo aà 50àa ià i a à un vecchio pazzo. Folle anche perché gli si

secca il cervello sia con le letture che con il sole che prende in testa continuamente

nelle sue letture (è sempre estate).

Siamo in una Spagna contemporanea a quella del lettore. E' un periodo di crisi in

Spagna (crisi soprattutto economica) come spesso in periodo di crisi, si vagheggia

u et àdiàpu ezzaàdiàideali,àdoveà o à ' àlaà o uzio eàdelàp ese te,àtuttoàpiùà

eticamente alto e celebrato. E' in questa visione che si colloca anche la fantasia del

DC, quella di un ritorno a dei fantomatici ideali di cavalleria. Visione di decadenza di

cui fa parte sia il DC, sia i lettori contemporanei.

La follia va sfumandosi, man mano che si scontra con la realtà.

Prima follia, già delineata nel primo capitolo: credere che tutto quello che è scritto

nei libri di cavalleria sia vero, tutti i personaggi di cavalleria, dei poemi epici siano

reali.

DC spesso mescola e mette sullo stesso piano personaggi reali e personaggi letterari.

(esistiti anche mostri, draghi, principesse nei castelli, tutta la mitologia)

Seconda follia: DC restaurerà, nella sua persona farà rivivere la cavalleria, sarà il

nuovo cavaliere errante.

Pensa che il mondo stia aspettando lui per tornare come cavaliere errante:

sovrapporre quello che ha letto con quello che vede.

Porrà sempre davanti ai suoi occhi il filtro della letteratura. Tutto quello che vede lo

trasforma in letteratura.

Ad esempio, sente il suono di un corno e pensa subito al corno dei nani. Ma questa

sovrapposizione di piani andrà distruggendosi.

Prima parte: crede che tutto quanto sia letteratura, seconda parte: voler credere,

autoilludersi.

CAP. 1

1° capitolo: nasce il Don Chisciotte

Defo azio eàope ataàdalà a ato eàgi àdall i izio:àdiventa molto difficile capire

quale sia la voce di Cervantes, perché Cervantes personaggio fa capolino già dalla

p i aà igaà oà uie oàa o da e ,à hià à uestoàyo?).

fa oso àpe h ,àseà o àloà o os eà essu o?àPe h àdive àfa oso?àOppu eà à

semplicemente ironico?

eje i io :ài à ealt àsiàdi eà heà o àfaà ie te,à heàviveà ell ozio.

Quindi: non è né famoso né laborioso, è il contrario.

hidalgo à=àg adoàpiùà assoàdellaà o ilt ,à e t eàluià à hia atoà do :à o à

potrebbe essere chiamato così.

Di tutti i personaggi vengono detti nomi e anche cognomi a volte, ma manca quello

più importante: il nome del protagonista.

Eà a aàa heàilàsuoàluogoàdià as itaà e àu àluga àdeàlaàMa ha ,àluga à=àpaese .à

o eàsiàvestiva… ,à aà

Precisione su alcuni dettagli (ad es. com'è fatta la sua casa,

mancano queste nozioni. e oeà as eài àu à o testoàdiàest e aà

materialità:àl

Insistenza dalle prime righe sulla

materialità (viene detto tutto delle sue abitudini, descrizione di quello che mangia,

ecc.). Contrasto, quindi, tra il mondo basso e volutamente descritto come

provinciale di Alonso Quijano e il mondo di DC.

Inizia anche subito il gioco delle scatole cinesi, con un individuo che si prende la

li e t àdià a o ta ià uelloà heàvuoleàluià Noà uie oàa o da e à=à o à ià i o do .à

Non possiamo identificare questo individuo con Cervantes autore, ma come

Cervantes personaggio calato nel racconto, che a sua discrezione ci racconta quello

che trova più interessante di ciò che sa su DC (ci dice che ha trovato informazioni da

diverse fonti, fonti che nella finzione questo ha maneggiato). Nel prologo diceva

yo

ioà o àso oàpad eàdelàDC,à aàpad ast o à uestoàpe àtoglie eàu àu i oàpu toàdià

vistaàsullaà ealt àdiàDC,à o eàpe àdi eà o àl'hoàs ittoài te a e teàio,àdaàsolo .

Ad es. come fonti ci sono gli Annali della Mancia e un manoscritto arabo di Cide

Hamete Berengeli (che sarà il vero autore).

Quindi non è più Cervantes personaggio che scrive, ma lui si limita ad adattare un

testo di uno scrittore arabo, tradotto in castigliano (quindi già 3 passaggi). Spesso

mette in dubbio quello che si sta dicendo: questo per far sì che il lettore non sia mai

su un terreno stabile. Devono esserci sempre almeno due punti di vista.

Mancha: regione centrale della Spagna, tuttora povera e desertica.

E àu àluga àdeàlaàMa ha à=àottosilla oà asso à itazio eàdiàu à o a zoà u les o:à

all i alza e toà eto i oàdeià o a ziàdià avalle ia,à heà o i iava oà o àdes izio ià

epiche ecc., si contrappone il burlesco.

deà uyoà o eà oà uie oàa o da e :àe de asilla oà ome il titolo che dà

Ce va tes ,à et oàalto,àitalia o,àdell epi a.

Iàdueàve siàso oàu oàdopoàl alt oàeà essiài àp osa:àdoppioà→à assoàeàalto.

DC utilizza un'armatura di 100 anni prima: anche questo provoca comicità (non è

solo il fatto di portare un'armatura).

Vuole essere ricordato: si preoccupa della sua fama, anche se poi accadrà il

contrario, cioè che verrà ricordato per il suo lato burlesco.

Al personaggio epico si contrappone DC, che viene da un posto desolato che non ha

nulla di epico, la Mancia (contrapposizione dei nomi, ad esempio con Amadis de

Gaula).

Noà uie oàa o da e à i o daàa heàleàfia e:à 'e aàu aàvolta...

E aàdiàst uttu aà o usta,à aàse oàdià a eàeàas iuttoàdiàvolto :àsoloàpo heà igheàdià

descrizione fisica.

deà la oàe à la o ,à deàtu ioàe àtu io à=àp ati a e teàse p e,àdaà ua doà àlu eà

aà ua doà àlu eàilàgio oàdopo,àeàdallaà otteàallaà otteàsu essiva.

Quasi in ogni frase Cervantes gioca con le parole, ad esempio sul significato o sul

significante (cioè su come è scritta una parola).

au ueàte íaà sà ua tosà ueàu à eal :à ua tosàe aàu aà o etaà aàsig ifi avaà

a heà a hie à ilà ealàa heàe aàu aà o eta,à ui diàpiùàoà e oàsig ifi aà avevaà

piùà e tesi iàdiàu àeu o / avevaàta tissi eà a hie .

‘o i a teà→à o i à– antes (= migliore di tutti i cavalli; rocin = rugiada)

Cervantes era ossessionato dai nomi. Quello che fa Cervantes è aggiungere nuovi

Quijote ha diversi significati:

piani, nuove prospettive, perdendo un'unica verità.

-riferimento a Lanzarote, Lancillotto (è una sua parodia)

–ote

-suffisso è comico, buffo e si ritrova spesso

uijoteàe aàu aàpa teàpo oà o ileàdell a atu a,àdellaà os ia.

-

áàDCà a aàu aàda aà→àDul i eaàdelàTo oso.

Dulcinea è un personaggio che non appare mai nel testo, è solo descritta dagli altri.

seño aàdeàsusàpe sa ie tos :àa o eàplato i o.

5/04

Per i Romantici è più importante la realtà del DC, rispetto alla realtà del lettore;

l idealis o,àià avalie i,àiàduelli,àso oà uestiàele e tiàl i po ta te.

CAPITOLI 2-3: prima salida di DC e investimento parodico in cui DC diventa un

cavaliere errante.

Soprattutto nei primi 6 capitoli (quella che era la prima parte inizialmente) quasi

tuttoà àpa odiaàdelà o a zoàdià avalle ia:àpe àilàletto eàdell epo aà uestaà ilettu aà

parodica doveva essere chiarissima. Il gioco parodico si basa sulla conoscenza previa

dell alt o, i itazio eàdell o igi aleàsoloàseàloàsià o os e.

DC lascia andare il cavallo Rocinante, essendo convinto che gli capiterà una qualche

avventura epica (lascia fare al caso, così come Lancillotto e altri personaggi epici si

so oài attutiài às o t i ,àfi oàaà ua doà o àa ivaàadàu oste ia,àdoveàde ideàdià

fa siài vesti eàdelàtitoloàdià avalie eàe a teàdall osteà heàa ettaàlaà u la .

L alt aàpa odiaà à app ese tataàdalàfatto che il personaggio stesso crea il suo autore

e inventa come saranno scritte le sue avventure molti autori creano e raccontano

il personaggio di DC (e in mezzo sta il filtro del Cervantes personaggio), ma DC crea a

auto eàdiàu àli

sua volta un autore,àl ro che sarebbe il libro delle sue avventure.

Serie di giochi, di rimandi tra personaggio e autore. un’attività

Perché DC crea il proprio autore e il proprio libro? Perché la sua è

letteraria. La sua proiezione romanzesca deve essere anche nella parola: vuole

diventare un cavaliere errante ma vuole anche che la sua storia diventi letteratura.

Crea la letteratura.

Polifonia dei personaggi: varie lingue nel romanzo. DC parla come i romanzi che

leggeva, in spagnolo arcaico. Questo non viene compreso e genera bisticci linguistici.

DC è considerato il primo romanzo moderno per questa polifonia linguistica: lo

stesso DC non parla sempre spagnolo antico, ma adatta il suo linguaggio in base alla

persona con cui sta parlando (ad esempio quando parla delle sue avventure o di

Dulcinea).

Pa odi aà àa heàlaàsuaài vestitu aàà daàpa teàdell oste :àDC non è né sarà mai un

cavaliere errante, doveva essere chiaro al lettore.

u aàleggeàdiàálfo soàXà et à 300 àe

Secondo secondo la dottrina cavalleresca non

poteva essere nominato cavaliere un pazzo o un povero: DC è entrambe le cose.

Chi nomina il cavaliere, poi, deve avere il potere di farlo (di solito il re), non un oste,

un amico: il tutto è una farsa, è una scena da teatro burlesco.

àdi e:à E à avalie eà o àesse dolo

La sobrina (nipote di DC , sa che non è un

cavaliere errante.

Sancho, anche se non è istruito, conosce queste cose, quindi non avrebbe mai

edutoàaà uestaàfa saàdell i vestitu aà pe à uestoàCe va tesà eaàilàpe so aggioàdià

“a hoàpiùàta dià ell ope a o àsaà heàl i vestitu aà àstataàfi ta:àp i oàgio oà

;

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altri personaggi, sapendo che DC è pazzo, si divertono alle sue spalle.


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sere.mu

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Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture straniere occidentali e orientali
SSD:
Università: Macerata - Unimc
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sere.mu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura spagnola I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Macerata - Unimc o del prof Bresadola Andrea.

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