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Indoeuropeo e migrazioni verso l'Europa

All'inizio si colloca in una vasta area vicino al Mar Nero. Da questa area inizia una migrazione verso l'Europa. Sono identificati 9 rami: uno di questi rami è quello italico o latino, da cui si sono sviluppate le lingue romanze.

Lingue romanze e influenze latine

Lo spagnolo è la "lengua hija" del latino, che continua ad esistere durante l'impero romano come lingua scritta di cultura e non come lingua di comunicazione. Ci sono cambiamenti e influenze a seconda della zona/regione.

Perché le lingue romanze si chiamano latine?

Le lingue romanze sono lingue distinte, che all'inizio si assomigliavano molto (fino al 18o secolo). Ogni lingua si analizza dal punto di vista:

  • Diatopico (spazio): differenza da un luogo all'altro.
  • Diacronico (tempo): differenza da un secolo all'altro.
  • Diastratico (differenze sociali): differenze tra classi sociali.
  • Diafasico (registri linguistici): registri differenti usati in base alle situazioni.

Il latino volgare era parlato. È da questo che derivano le lingue romanze. Esempio di evoluzione regolare: equus – caballus – cavallo/caballo (latino, latino volgare, italiano, spagnolo).

Tradizione e innovazione nelle lingue

In ogni lingua convivono tradizione (antica) e innovazione (della lingua parlata). Non ci sono lingue pure, tutte sono contaminate e cambiano con velocità nella lingua parlata. Esempio: noctem – noche/notte: cade l'ultima consonante (fenomeno).

Tipologie di influssi linguistici

  • Sostrato: influenza che una lingua ha su un’altra lingua posteriore, che l'ha sostituita. Es: lingue preromane sul castigliano.
  • Superstrato: influenza nata dal contatto tra una lingua conquistatrice e una conquistata. Es: lingua araba sul castigliano o spagnolo sulle lingue indigene del Sud America.
  • Adstrato: influenza esistente tra due lingue che convivono, influenzandosi reciprocamente. Es: spagnolo e gallego.

Epoche storiche della lingua in Spagna

  1. Epoca preromana: lingue prelatine.
  2. Epoca latina: processo di latinizzazione del latino volgare.
  3. Epoca dell'invasione barbarica: i Visigoti arrivano nel 409 d.C. Le loro influenze linguistiche riguardano più il lessico bellico/amministrativo e in parte quello quotidiano.
  4. Epoca araba: influenza lessicale in vari ambiti. Molte parole arabe possiedono la radice al- (alcazar, alrededor). 711 d.C.: gli arabi arrivano in Spagna. Fino al 1492: Reconquista.

Migrazioni e densità di popolazione

Prime migrazioni:

  • Celtiche: da Nord.
  • Iberiche: da Sud.
  • Fenice e greche: da Sud-Est.

La densità di popolazione in questo periodo (come oggi) è bassa. A Sud c'era la zona più conservatrice del latino, ma non il latino classico.

Periodo dell'invasione barbarica

354 d.C. Toledo diventa capitale del regno dei Visigoti nel 554 d.C. Dopo la Reconquista diventerà capitale cristiana. Con il latino si va ad imporre la religione cristiana, perciò questa lingua si diffonde soprattutto con gli scritti cristiani.

Al-Andalus e il periodo arabo

Apice del periodo arabo. Gli Arabi vanno conquistando dal Nord gradualmente, con cambiamenti molto rapidi. Situazione politica complicata: ci sono dei regni (Leon, Castilla, Catalan). Il regno più potente è quello di Castiglia, che conquista sempre più territori procedendo dal Sud. Al-Andalus va diminuendo, si ritira. N.B.: la guerra di Reconquista non è uniforme. Ci sono periodi in cui i confini non cambiano. Fenomeno di ripopolamento dei Cristiani.

La Reconquista e l'imposizione del castigliano

Perché si chiama Castiglia? Da "castillo": una popolazione di guerrieri/militari durante la Reconquista costruisce castelli di legno per creare frontiere e avanzare. Castiglia vinse la Reconquista, perciò si impose il castigliano come lingua. All'inizio non si impone per prestigio culturale, non ha importanza culturale. È la lingua dei conquistatori e per questo motivo si impone ai territori conquistati per prestigio "di spada". Si vennero a creare zone di bilinguismo, che hanno portato ad avere oggi diversi dialetti che convivono.

Formazione del regno di Castiglia

11o secolo: formazione del regno di Castiglia. Non c'è un'aristocrazia culturale o un modello di prestigio che possa fermare l'imposizione del castigliano. Es. fenomeno linguistico durante la Reconquista: phornus – phorno – horno. Però: nel Sud della Spagna ci sono regioni più colte dove andarono a vivere alcuni nobili romani che divulgarono un latino volgare puro, a differenza di quello del Nord. Così si crearono le isoglosse: fenomeni linguistici che si creano da un lato di una linea immaginaria che sono opposti/contrari a quelli che si creano dall'altro lato della linea.

Epoca dei regni barbarici

400-700: gli abitanti si rendono conto del fatto che sta nascendo una nuova lingua, non capiscono più le lingue precedenti. 700-800: Carlo Magno, che vuole recuperare il latino, si rende conto della nuova consapevolezza linguistica. Quindi anche i sermoni perdono il latino, perché il popolo non lo capisce.

Periodo arabo e influenze linguistiche

Periodo arabo: gli arabi credono che l'arabo sia una lingua di prestigio e la usano come lingua amministrativa e di cultura, con traduzione scritta, ed esiste anche la sua forma colloquiale. N.B.: a Nord ci sono le lingue preromanze (compresenza di lingue).

Arabo e latino

  • Arabo amministrazione e forma scritta.
  • Latino per scrivere.
  • Colloquiale arabo e latino.

Influenze arabe

Cambiamenti soprattutto nei nomi, non nei verbi:

  • Toponomastica: alcazar, medina.
  • Cibo: aceite (olio).
  • Urbanistica: azuleco (piastrella).
  • Esclamazioni: "ojalá!" (lett. "voglia Dio").

Prime testimonianze di lingue romanze

Moaxaja: testimonianze di una lingua che non è né arabo né latino: primi sintomi del castigliano. Composizioni poetiche di tema amoroso scritte in arabo/ebraico. Sotto l'occupazione araba tra XI e il XII secolo, i cristiani nella penisola iberica parlavano questa forma dialettale di lingua romanza. Alla fine si aggiungevano dei versi (di carattere popolare) in lingue romanze: questa parte finale è chiamata Jarchas. Questo mescolamento ha cambiato la visione delle composizioni poetiche spagnole, che diventeranno tradizioni.

Mozarabico

Mozarabici: cristiani che vivevano in territorio arabo.

Reconquista del territorio da parte delle popolazioni castigliane

Situate nel centro nord, nell'attuale Castiglia. Da qui, da quello che inizialmente è il contado di Castiglia inizia la Conquista verso Sud di quello che è l'Al Andalus (territorio formato dal sud e centro della Spagna).

Due fasi della Reconquista

Prima fase: 711-1002

711: entrano le migrazioni arabe, quella fondamentalista, si parla già di jihad. 1002: morte di Almanzor, guerriero comandante del califfato di Cordoba; sotto il califfo: momento di massima estensione di Al Andalus. Prima fase inizialmente molto limitata dal punto di vista di conquiste militari (Al Andalus arriva fino al nord della Spagna). Serie di battaglie infinita e di cambiamenti di territorio estremamente variabili. Castiglia: nome dai castelli che formano frontiere e delimitazioni. Morte di Almanzor: cambiamento politico che favorisce la Reconquista. In questi secoli non c'è ancora unità linguistica. Nasce il condado (del conte) di Castiglia e quindi anche il castigliano. In questo momento è parlato solo da un'elite.

Seconda fase: 1002-1252

ESPANSIONE (fine califfato di Cordoba: 1031) non c'è più un grande califfato, ma tante regioni, anche il territorio arabo si frammenta. Frammentazione in taifas (piccole regioni autonome). Questo favorisce di nuovo la Reconquista: aumenta il territorio riconquistato, Castilla (detta anche reino) conquista altri regni. Quello che vuole fare Castilla è conquistare anche gli stati cristiani che gli stanno intorno, non si tratta solo di cristiani contro musulmani. 1230: Castilla conquista Leon, proseguendo verso Sud con le altre conquiste. 1252: Castilla ha conquistato quasi la totalità del territorio iberico. Tranne Granada, che è l'ultimo baluardo di Al Andalus (conquistata nel 1492). 1252-1492: confini rimangono quasi inalterati, ci sono escaramuzas, guerre di frontiera, piccoli ingressi da parte dei re conquistadores, ma sostanzialmente non ci sono grandi cambiamenti. Fase di stallo che dura più di 2 secoli. Fino a questo momento l'unico modo di ascesa sociale era conquistare. Quando sale sul trono di Castiglia Alfonso X inizia a formarsi una sorta di ceto nobiliare (interesse per la cultura), fino ad allora inesistente. Le conseguenze di ciò sono che si arrestano le conquiste militari, quindi la società non mira più solo alla conquista, ma può fermarsi e svilupparsi, e inoltre dal punto di vista linguistico si va ad arricchire la lingua. Metà del 13o secolo: castigliano non è più la lingua dei pastori e dei militari, ma anche lingua scritta e di letteratura. In questi 200 anni in cui le conquiste sono minori, c'è un interesse maggiore a dedicarsi all'arte. Solo in questo momento la Castiglia riesce a dedicarsi alla letteratura, per questo la letteratura spagnola è in ritardo rispetto alle altre letterature europee. Il castigliano è una lingua imposta da queste circostanze e dalla spada dei castigliani.

Influenza francese

Col francese non è una guerra di invasione, ma è una lingua di prestigio che ha influenza sulla lingua che si sta formando (castigliano). Ci sono fattori storici che lo determinano. Una è l'invenzione delle spoglie dell'apostolo Santiago e si crea un luogo di culto (nel 813), si inventa un terzo luogo di pellegrinaggio per la cristianità (Roma e Gerusalemme sono difficili da raggiungere in questo periodo, con le invasioni barbariche, ecc): Santiago de Compostela. Viene istituito un cammino, il famoso camino de Santiago.

Cammino di Santiago e influenza linguistica

Nel 10o secolo vengono creati degli ostelli lungo il cammino, creando una serie di strutture fisiche, anche monasteri e luoghi di devozione, più una serie di elementi commerciali, per accogliere i pellegrini. Inizialmente gran parte dei pellegrini sono francesi (franchi, più che altro, visto che lo stato francese non esiste ancora). Territori del cammino erano assoggettati alla guerra, minaccia di Al Andalus. La fitta presenza di francesi e anche di ostellanti e monaci francesi fa sì che ci sia una mescolanza, una penetrazione con la lingua. Il francese lascia dei prestiti linguistici. Si alimentano i commerci, ecc., tutte attività legate al pellegrinaggio verso Santiago de Compostela.

Riforma ordine benedettino

Legato a questo, riforma ordine benedettino (nel 817). Conventi benedettini vengono eretti e messi in relazione tra loro, dalla Francia dove erano già presenti, vengono costruiti anche nella penisola iberica e sostanzialmente lungo il camino de Santiago. Diffusione linguistica del francese anche in questo: per la migrazione di monaci benedettini francesi. Lessico in cui si diffonde il francese:

  • Aria semantica del mondo ecclesiastico (es. deàn = vescovo).
  • Mondo cavalleresco (es. homenaje); questo sia per ragioni storiche, ovvero per cavalieri che fanno il camino de Santiago, sia perché il modello letterario dell'epica francese (la chanson) si diffonde in Spagna.
  • Commercio/vita quotidiana (es. hostal, jardin, meson; parole che riguardano ostelli, il camino). Il castigliano è ancora povero di termini perché si sta sviluppando adesso, perciò è più ricettivo verso le influenze. (nascita del castigliano: 10o-11o secolo).

Apocope e Alfonso X el Sabio

Per influenza francese aumenta l'apocope (=caduta della sillaba o lettera finale, perdita di un fonema e anche di un grafema, quindi modo in cui viene pronunciato e poi anche scritto qualcosa). Es: noche -> noch; como -> com. In alcuni casi poi l'apocope viene restaurata, come accadrà in epoca successiva con Alfonso X el Sabio: prima standardizzazione della lingua spagnola. Come vediamo dai testi, troviamo una lingua che sta a metà tra il latino, con influenze arabe, francesi, una lingua che si sta sviluppando anche oggi, in evoluzione.

Prime testimonianze in ibero-romanzo

Ibero-romanzo non è castigliano: è tutto l'insieme di lingue romanze che si parlano nella penisola iberica. I testi scritti sono il finale di una produzione, sono testimonianze di qualcosa che oralmente si potrebbe essere diffuso anche cento anni prima, ma senza aver lasciato resti. Il castigliano poteva essere che si stesse parlando già 200 anni prima delle fonti scritte che abbiamo, ma non possiamo saperlo. Le date che noi abbiamo sono testimonianze scritte, non di quando si parlava già in quel modo quella lingua. Quando si scrive una lingua, la si sta già parlando, significa che è già diffusa. I pastori che parlavano inizialmente il castigliano non lo scrivono. È solo quando diventa lingua di cultura e comunicativa che si inizia a scrivere, e noi possiamo vedere solo questa seconda parte.

Glosse e loro importanza storica

  • Metà X/XI secolo: dei primi testi scritti sono sopravvissute delle Glosas, la glosa emilianenses (monastero di san Millan de la Cogolla, Rioja) e la glosa silenses (monastero di san Domingo de Silos, Burgos). Difficilmente collocabili in un contesto storico, ci sono diverse dispute, perché i filologi cercavano di retrodatare i testi della propria lingua, come in competizione con le altre lingue (per dire che gli spagnoli non erano così in ritardo). Glosas = glosse (note a lato dei manoscritti, sono testi in latino in cui vengono poste note in lingua romanza; frammenti non letterari). L'esistenza di glosse ci fa capire che all'epoca il latino non era più compreso da tutti.

Fasi di sviluppo della lingua

La lingua è prima orale (comunicazione verbale), poi ha forme scritte (comunicazione in glosse o in documenti), poi si comincia a produrre letteratura (sviluppo linguistico ancora maggiore), si usa la lingua per produrre arte. Tutte e 3 le fasi sono necessarie, una lingua non può nascere con l'opera artistica. Queste glosas vengono ritrovate in Castiglia, nei 2 monasteri sopra citati (che sono centri di grande cultura, in cui si conserva la tradizione latina classica -tramandare testi del passato- e dove si innova e ci si adatta alla lingua che viene parlata in quel momento, anche per la diffusione del credo, visto che ormai il latino non si capisce più). Non è casuale che le glosse vengano ritrovate in questi luoghi, dove per ragioni storiche il latino era meno conservatore.

Letteratura medievale e giullari

Tutta la letteratura medievale è fatta più per essere ascoltata che per essere letta (scritta ma più per canti, recitazioni, narrazioni da parte dei giullari): la maggior parte della popolazione era analfabeta. Perché i giullari hanno ruolo chiave nella diffusione linguistica? Pensiamo ad esempio a quelli che accompagnano i pellegrini del camino de Santiago. Per essere compresi devono parlare la lingua del popolo, non possono più cantare in latino. Per andare incontro alle esigenze della situazione linguistica, i giullari si fanno promotori della lingua castigliana.

Rinascimento culturale e nascita delle università

12o-inizio 13o secolo: sorta di rinascimento culturale in Europa, nascono le prime università (la prima in Spagna: Valencia). C'è una classe alta che vuole essere più colta, più educata. I temi della letteratura spagnola ed europea medievale sono l'amor cortese, la fortuna (intesa come destino) e temi legati al filone religioso.

Caratteristiche della letteratura medievale

La letteratura medievale fino al '300 era anonima, non c'era il concetto di firmare i testi. Un autore nel Medioevo era tanto più bravo quanto sapeva imitare quello che era stato già scritto nel passato. Il tema dell'originalità è un concetto che si sviluppa dopo. L'unico supporto materiale che tramanda questo testo è un manoscritto trovato a Toledo. La grafia non standardizzata con la pronuncia, in base al metro riusciamo un po' a capire come venivano pronunciate le parole al tempo.

Fenomeni linguistici della nascita del castigliano

  • C e q oscillano (fino al '700).
  • Ch per k: "achesta".
  • Primas (con la s per analogia con altri termini che terminano in -s).
  • Sedere > seere > seer > ser (sedere voleva dire stare).
  • F diventa h in tutte le parole che iniziano per f latina (ferrum -> hierro).
  • Futuro scomposto molto frequente nel Medioevo ("aoralo è").
  • E accentata latina breve passa in castigliano a dittongo : terra -> tierra; lo stesso con la o, che diventa : porto -> puerto; ovum -> huevo (fenomeno più importante del vocalismo tonico castigliano, grande differenza tra vocalismo occidentale e orientale, tra quello spagnolo e quello italiano: la e in italiano non dittonga, in spagnolo sì).
  • La grafia non è fissata, non c'è una norma, per questo si trovano differenze linguistiche all'interno di uno stesso testo (es: "nocte" e "noche"). Magari in un monastero si scriveva "nocte" e in un altro "noche". Non c'è ancora una centralità, un controllo linguistico (nel '600 sarà ancora così, con la nascita delle stamperie: una stamperia di Madrid stampa diversamente da una di Granada o addirittura da un'altra di Madrid).
  • E posta prima della s in posizione iniziale: la s a
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/05 Letteratura spagnola

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sere.mu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura spagnola I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Macerata o del prof Bresadola Andrea.
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